360 Consulenza
Assistenza

Dell EMC porta i vantaggi del machine e deep learning a tutte le aziende

Dell EMC combina High Performance Computing e data analytics con i progressi compiuti nelle aree del machine learning e del deep learning per offrire alle aziende la possibilità di trarre il massimo vantaggio da queste nuove opportunità Con l’obiettivo di introdurre l’High Performance Computing (HPC) e le capacità di data analytics all’interno delle aziende, Dell EMC ha annunciato nuove soluzioni dedicate al machine learning e al deep learning; secondo la società, la convergenza tra HPC e data analytics permetterà di ottenere importanti risultati, a partire da aree quali il rilevamento delle frodi, l’elaborazione delle immagini, l’analisi degli investimenti finanziari e la medicina personalizzata. Alla base dello sviluppo di queste nuove soluzioni vi è l’idea da parte di Dell EMC di rendere “democratico” l’HPC, per ottimizzare la data analytics con le innovazioni tecnologiche dell’intelligenza artificiale (AI) e per far crescere le comunità dell’HPC e dell’AI. Se infatti è vero che l’Intelligenza Artificiale, il machine learning e deep learning si stanno rapidamente diffondendo all’interno delle aziende, e in più settori, solo poche di esse hanno le competenze necessarie per progettare, implementare e gestire veri e propri sistemi in grado – in maniera efficace – di ottenere velocemente nuovi insight. Dell EMC, facendo leva sul suo ecosistema di partner e sulla sua competenza nell’ambito dei servizi di data analytics e HPC, ha sviluppato nuove soluzioni che permettono alle aziende di trarre il massimo vantaggio dall’enorme quantità di dati in loro possesso, ricavandone insight più rapidi, in tempo reale, migliori e approfonditi: i nuovi Dell EMC Machine e Deep Learning Ready Bundle infatti combinano servizi, storage, networking e server pre-collaudati e convalidati, ottimizzati per le applicazioni di machine learning e deep learning. Inoltre, i clienti Dell EMC Deep Learning Ready Bundle possono avvalersi del nuovo server Dell EMC PowerEdge C4140 con il supporto degli acceleratori GPU di ultima generazione NVIDIA Tesla V100, PCIe e tecnologia di interconnessione ad alta velocità NVLink. The post Dell EMC porta i vantaggi del machine e deep learning a tutte le aziende appeared first on Data Manager Online.

Ecco Nvidia Titan V, la più potente GPU al mondo

Dotata di 21,1 miliardi di transistor, permette di raggiungere una potenza di 110 teraflop per applicazioni di machine learning e AI In pochi, quando si parla di machine learning e Intelligenza Artificiale, prendono in considerazione l’hardware necessario a realizzare processi di computing avanzati. L’eccellenza in quanto ad hardware è oggi raggiunta da Nvidia, che ha svelato i particolari della GPU Titan V. Si tratta di una scheda video pensata proprio per supportare carichi di lavoro di un certo tipo, in ambienti AI e apprendimento automatico. La dotazione di bordo è tale da porre Titan V come il più potente chip del settore per computer, almeno nel campo di quelli consumer, ovvero indirizzati alla vendita e non alla dotazione sperimentale per laboratori e organizzazioni scientifiche. Ad annunciare il prodotto è stato il CEO di Nvidia, Jensen Huang, durante la conferenza NIPS. Cosa c’è dentro Grazie all’intervento di Huang, abbiamo l’opportunità di capire  cosa c’è dentro la Titan V. La base è composta da 21,1 miliardi di transistor, che forniscono una potenza di 110 teraflop di raw; più o meno nove volte il limite raggiunto dal predecessore. Ma non solo superamento della soglia finora conosciuta, visto che il nuovo hardware è pensato anche per ottimizzare i consumi, con una migliore efficienza energetica raggiunta dall’architettura proprietaria Volta. “Con Volta – spiega il CEO – vogliamo rendere concreto lo sviluppo in ambito AI e machine learning, mettendo il potenziale di Titan V nelle mani di ricercatori e scienziati, che possono ora fare affidamento su una struttura di livello per portare avanti i loro progetti di caratura mondiale”. Tecnicamente, l’architettura Volta nasce tramite un processo di costruzione TSMC a 12 nanometri, in modalità FFN high-performance, personalizzato da Nvidia proprio per la meccanica dell’innovativa GPU, in vendita negli USA a 3 mila dollari. The post Ecco Nvidia Titan V, la più potente GPU al mondo appeared first on Data Manager Online.

Vodafone, il 5G per fare di Milano il campione europeo

Con l’obiettivo di coprire l’intera area milanese entro due anni, un investimento con 28 partner e 90 milioni di euro, nel segno dell’Internet of Things e delle reti di nuova generazione La parola ufficiale, più volte ripetuta nel corso della presentazione, è “sperimentazione”. Ma appare chiaro che le forze messe in campo a Milano in ambito 5G da Vodafone, in collaborazione con il Politecnico della città e altri 28 partner, vanno molto al di là di un semplice test. Non a caso, l’annuncio ufficiale della sperimentazione del 5G, che vede protagonista la città di Milano e l’area metropolitana, ha visto la presenza a Palazzo Marino in primis del Sindaco Giuseppe Sala, insieme ad Aldo Bisio, Amministratore delegato di Vodafone Italia, Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, Francesco Vassallo, Consigliere Delegato alla Semplificazione e digitalizzazione della Città metropolitana, Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano, e di Antonello Giacomelli, Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico. Più velocità e meno latenza Proprio il Ministero stesso aveva emesso il bando per la sperimentazione, che poi è stato vinto da Vodafone, che ha anche assicurato un investimento di 90 milioni di euro complessivi. Con obiettivi sicuramente ambiziosi: “Da domani mettiamo davvero in campo il 5G, portandolo fuori dai laboratori per metterlo a disposizione della città”, ha spiegato Aldo Bisio, assicurando che “entro il 2018 costruiremo un’infrastruttura 5G che coprirà l’80 per cento di Milano e area metropolitana, per poi completare la copertura entro il 2019”. In sostanza, tra poco più due anni, in base a quanto dichiarato, Milano sarà interamente 5G, con tutto quello che ciò comporta in termini di vantaggi tecnologici, non solo in termini di velocità della rete, che può anche superare i 10 Gbps, ma anche e soprattutto in termini di latenza, che è davvero ridotta, e di capacità di gestire quantità impensabili di dispositivi connessi in chiave Internet of Things. Open Lab per l’IoT Quest’ultimo dato è stato sottolineato in maniera particolate da Aldo Bisio: “Con le nuove reti 5G si possono connettere fino a 1 milione di dispositivi per kmq, e questo significa, per una superficie come quella dell’area metropolitana milanese che è di oltre 1.500 kmq, che potremmo avere miliardi e miliardi di dispositivi connessi”. Ma non solo: “Come Vodafone abbiamo anche attivato un ‘Open Lab IoT’, aperto a tutti proprio per dimostrare quanto l’IoT costituisca una priorità strategica volta a costruire questa nuova economia digitale”, ha proseguito Aldo Bisio, annunciando anche un “bando per le startup a supporto dell’innovazione nel 5G, proprio perché non ci basta realizzare un’infrastruttura ma favorire un ecosistema di software e soprattutto di immaginazione e innovazione, quella che viene dalle startup tecnologiche e dalle PMI, che spesso sono più innovative di quanto si pensi”. Partner di rilievo Il finanziamento per le startup, sotto il cappello dell’iniziativa “Vodafone Action for 5G”, è di 10 milioni in quattro anni, e verrà svolto in collaborazione anche con il PoliHUB del Politecnico di Milano. Che non è l’unica partnership eccellente in questa nuova avventura, visto che vi hanno aderito anche 28 imprese, con nomi che vanno da Qualcomm a Huawei e da FCA a Esselunga, passando anche per IBM, Eni e Sky, solo pe fare qualche nome. I progetti individuati in questa prima fase sono 41, con applicazioni in sette diversi settori verticali che spaziano dalla salute alla sicurezza, dall’energia ai trasporti, dall’education all’intrattenimento. La capitale europea del 5G È grazie a questi progetti che Milano può definirsi “la capitale europea del 5G”, come ha sottolineato Antonello Giacomelli, che ha aggiunto, utilizzando una metafora ciclistica, “per la prima volta l’Italia non è solo nel gruppo di testa, ma è proprio in fuga: il vantaggio è di qualche secondo, ma dobbiamo mantenerlo”. Una visione di lungo termine anche quella di Beppe Sala, che ha parlato di “passaggio molto delicato e importante per la nostra città e il nostro territorio, inteso ancora una volta come nostra determinazione a dimostrare che abbiamo la tempra e la volontà di esprimere progettualità a lungo termine, che non può non passare da una rivoluzione digitale”. The post Vodafone, il 5G per fare di Milano il campione europeo appeared first on Data Manager Online.

Perché Consumer Reports preferisce iPhone 8 a iPhone X

Il portale, punto di riferimento per il mondo hi-tech, ha messo a confronto i due modelli decretando vincitore quello tradizionale iPhone X o iPhone 8, qual è il migliore? Gli appassionati non avranno dubbi: il primo. I motivi sono tanti ma è ovvio che il principale dipenda dalla presenza di uno schermo full view, privo di tasti e che copre praticamente tutta la superficie touch a disposizione, rendendo l’esperienza di utilizzo più piacevole. Eppure, qualcuno potrebbe non essere d’accordo con la scelta. Il portale Consumer Reports ad esempio, voce autorevole nel panorama hi-tech, è giunto a una conclusione inaspettata: tra le due generazioni la vincente è quella tradizionale, la gamma 8 e 8 Plus. Come mai? A essere presi in considerazione sono vari elementi hardware e software, che finiscono con il far guadagnare più punti al successore dell’iPhone 7 piuttosto che al rivoluzionario Ten. Cosa succede Consumer Reports ha espresso più di un dubbio circa il design di iPhone X se calato all’interno di un uso quotidiano. Quanto è resistente il display e come risponde a urti e cadute? Dopo un test che ha previsto decine di salti nel vuoto, lo schermo di Ten ha evidenziato problemi in media dopo le 50 e le 100 cadute, mentre posto allo stesso trattamento, il pannello di iPhone 8 e 8 Plus (costruito con un’identica tecnologia) è rimasto illeso anche sul retro, dove pure è presente uno chassis più delicato dell’iPhone 7, vista l’introduzione di una lavorazione in vetro per supportare la ricarica a induzione. A livello software, il confronto ha riguardato l’autonomia. iPhone X ha dimostrato di poter arrivare sino a 19,5 ore mentre iPhone 8 Plus tocca la soglia delle 21 ore; peggio dei due ha fatto l’iPhone 8, fermo a 19 ore continuative. Non per ultimo il prezzo: per i ragazzi di Consumer Reports, non vale la pena spendere oltre 1.000 euro per comprare un telefonino che, visto nella sua globalità, non raggiunge le performance e la qualità costruttiva di 8. Discorso fuori da ogni logica se si considera l’innovazione che X porta nel mondo Apple, con l’eliminazione delle cornici e la sensazione di star usando un oggetto del tutto calato nel futuro. Di certo iPhone X necessita di tempo per giungere a maturazione, sia in quanto a costruzione che adattamento delle app ma tra un anno, quando sarà la volta di iPhone XI (11), la Mela avrà modo di far ricredere i suoi detrattori, anche Consumer Reports. The post Perché Consumer Reports preferisce iPhone 8 a iPhone X appeared first on Data Manager Online.

Nokia 9 arriva a gennaio con Snapdragon 835

Il prossimo top di gamma della rinata compagnia finlandese debutterà nella seconda metà del 2018 durante un evento dedicato in Cina Nel giro di un anno HMD Global ha lanciato sul mercato una serie di smartphone a marchio Nokia con cui ha presidiato diverse fasce. Si va dalla medio bassa del 3 e 5, a quella più alta del 6 e al top di gamma Nokia 8. Il successore di quest’ultimo sarà il Nokia 9, che HMD svelerà nel 2018. Stando ad alcune indiscrezioni provenienti dalla Cina, il telefonino vedrà la luce nella seconda metà di gennaio, durante un evento il 19 del mese proprio in terra cinese. Qualche dubbio quindi sulla commercializzazione del terminale in occidente anche se pare molto difficile che Nokia si lascerà sfuggire l’occasione di essere presente un po’ ovunque, soprattutto con un flagship del genere. Come sarà Si conosce ancora poco del dispositivo anche se un paio di elementi dovrebbero trovare ufficialità praticamente certa. Parliamo del nuovo processore di Qualcomm, lo Snapdragon 835, di una fotocamera posteriore doppia, 6 GB di RAM e la tecnologia Quick Charge 4, che in pochi minuti è in grado di ricaricare il telefonino per la metà della sua capacità totale. Meno ufficiali, seppur probabili, sono la presenza della certificazione IP67 e di uno spazio di memoria a scelta tra 64 o 128 GB. E lo schermo? Qui è la parte più interessante, visto che Nokia avrebbe pensato a un degno seguace della tendenza full view, che prevede assenza di tasti fisici frontali e un rapporto dimensionale di 18:9. La diagonale si attesterebbe sui 5,5 pollici, in linea con la concorrenza più blasonata. Sul prezzo vige un assoluto riserbo anche se, per quanto crediamo, non scenderà sotto i 499 euro, un muro che la dotazione a corredo non avrebbe motivo di abbattere al ribasso. The post Nokia 9 arriva a gennaio con Snapdragon 835 appeared first on Data Manager Online.