Apple si è davvero comprata Shazam?
Apple sarebbe pronta a offrire oltre 400 milioni di dollari per acquistare Shazam e la firma del contratto pare sia imminente Shazam è una delle app più famose e consente di conoscere titolo e autore di qualsiasi canzone semplicemente cliccando sullo schermo dello smartphone e attivando il microfono. Negli anni il software si è evoluto integrandosi all’interno di show televisivi e pubblicità per offrire servizi aggiuntivi. Dato il suo enorme successo, molte aziende si sono fatte avanti per acquisirla. In passato si è parlato di Facebook ma oggi l’acquirente più accreditato sembra sia Apple. Techcrunch afferma che l’azienda di Cupertino è disposta a investire una cifra davvero importante per completare l’operazione e che questa potrebbe essere ufficializzata già nelle prossime ore. Bisogna considerare che la Mela dispone di una enorme liquidità e nei mesi scorsi si è pure ipotizzato che potesse proporre un’offerta di acquisto anche a Disney e Sony. Stando ai rumors, Apple vorrebbe acquisire Shazam per migliorare la sua piattaforma di streaming Apple Music, che nel prossimo futuro offrirà anche show e serie TV originali. Il colosso statunitense sarebbe pronto a spendere fino a 401 milioni di dollari. Si tratterebbe della spesa più alta mai sborsata dalla Mela dai tempi dell’acquisizione di Beats Electronics per 3 miliardi di dollari. Apple e Shazam inoltre collaborano già da tempo e a partire da iOS 8 il servizio offerto dall’app è stato integrato all’interno di Siri per consentire all’assistente vocale di riconoscere qualunque canzone. L’ufficialità dovrebbe essere imminente ma non ci sono invece notizie riguardo al mancato supporto a piattaforme esterne ad iOS dopo l’accordo. The post Apple si è davvero comprata Shazam? appeared first on Data Manager Online.
Parte sperimentazione del 5G a Milano
Vodafone,investiti 90 milioni in 4 anni.Copertura totale in 2019
Unicef, 1 utente web su 3 è un bambino
I giovani africani i meno connessi, 3 su 5 sono offline
Roma, i dispositivi a rischio attacco cyber sono 296.786
Trend Micro ha analizzato i sistemi a rischio nelle capitali dell’Europa occidentale. In totale sono 10 milioni i dispositivi che possono dare il via a fughe di dati e attacchi mirati, o che possono permettere ai cybercriminali di infiltrarsi nelle reti aziendali e governative A Roma sono 296.786 i dispositivi a rischio attacco cyber e, se si sommano i sistemi a rischio presenti nelle capitali dell’Europa occidentale, si arriva a un totale che supera i 10 milioni. Questo è quello che emerge dall’ultima ricerca Trend Micro dal titolo “Western European Cities Exposed”. Lo studio ha analizzato i cosiddetti “sistemi esposti”, ovvero quei dispositivi collegati a Internet che rispondo alle richieste sia tramite strumenti di gestione della rete o di enumerazione, come un ping, o che possono essere trovati da motori di ricerca internet come Shodan o simili. I sistemi esposti non sono per definizione vulnerabili o compromessi, ma il fatto che siano connessi significa che possono essere attaccati in qualunque momento. I dispositivi esposti offrono ai possibili attaccanti una radiografia di come i dispositivi stessi sono utilizzati dalle aziende e dai governi, questo può facilitare le operazioni di infiltrazione nella rete. I sistemi connessi a Internet spesso restano aperti a potenziali attacchi o perdite di dati perché non sono configurati correttamente. Tuttavia, alcuni devono essere connessi per forza a Internet, per poter funzionare correttamente o per abilitare l’accesso remoto per la risoluzione dei problemi e altre attività. I dispositivi a rischio possono provocare una fuga di informazioni private all’insaputa dell’utente, permettere il furto di dati critici aziendali e governativi, essere sfruttati per attacchi mirati o attacchi DDoS e anche essere presi in ostaggio nel corso di un attacco ransomware. Per quanto riguarda la tipologia dei dispositivi, lo studio ha rivelato che nelle città esaminate sono a rischio, in totale, 58.000 punti di accesso wireless, 34.000 firewall e 28.000 webcam. Inoltre è stato rilevato un grande numero di stampanti accessibili pubblicamente da internet, che mettono potenzialmente a rischio le copie di dati sensibili, così come offrono agli attaccanti un punto per entrare all’interno delle reti aziendali. I sistemi operativi esposti maggiormente sono Linux (62%) e Windows (20%). A Roma, il totale di dispositivi a rischio è di 296.786. Tra questi possiamo contare 217.109 web service, 2.890 email service, 2.595 webcam, 432 MySQL database, 154 router, 79 dispositivi VoIP e 29 registratori media. Questo studio deve essere tenuto in particolare considerazione, anche in relazione all’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR). I dispositivi a rischio innalzano infatti il rischio di subire una violazione di dati, severamente punita dal regolamento. “Per far fronte a questa situazione, consigliamo ai responsabili IT di riconoscere l’esistenza di questi dispositivi, di condurre un audit di tutti gli asset aperti e di elaborare adeguate misure di gestione del rischio”. Dichiara Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia. The post Roma, i dispositivi a rischio attacco cyber sono 296.786 appeared first on Data Manager Online.
AlphaGo Zero, l’AI di Google ha imparato a giocare a scacchi ed è già un campione
AlphaGo Zero di Deepmind ha imparato da sola le regole degli scacchi e poco dopo ha battuto con facilità il campione del mondo di questo gioco tra i software dedicati Deepmind è una tra le realtà più all’avanguardia per quanto riguarda lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. La prima versione della rete neurale realizzata dalla società di proprietà di Google è riuscita nell’impresa di battere il campione di mondiale di Go, gioco da tavolo universalmente riconosciuto come il più complesso e strategico. La seconda versione AlphaGo Zero è diventata in grado di imparare senza nessun supporto o input da parte dell’uomo e si è quindi cimentata in altre sfide. L’AI ora conosce come le sue tasche le regole degli scacchi e in poche mosse è già riuscita a battere il campione tra i computer. AlphaGo Zero ha impiegato circa 4 ore per imparare a giocare a scacchi analizzando 80mila posizioni possibili al secondo. Il software sviluppato da DeepMind ha poi sfidato Stockfish, intelligenza artificiale che fino a quel momento deteneva il titolo mondiale tra giocatori artificiali. In cento scontri tra le due macchine, AlphaGo Zero non è mai uscita sconfitta. La rete neurale di Google, che ha ufficialmente dichiarato guerra ad Amazon eliminando YouTube da Fire TV ed Echo Show, aveva dimostrato tutte le sue capacità anche con altri giochi. Ad esempio ha imparato da sola le meccaniche di videogame come Pong e Space Invaders e ha battuto la collega Elmo nel gioco giapponese Shogi. AlphaGo Zero è forse la cosa più vicina all’intelligenza artificiale a cui aspirano gli ingegneri di tutto il mondo ma è ancora lontana da uguagliare la mente umana. Come tutte le AI, anche il software di Google può imparare perfettamente a svolgere un compito ma ha difficoltà ad applicare le nozioni apprese in altri settori seppur simili. Le macchine ad oggi devono sempre imparare da zero. The post AlphaGo Zero, l’AI di Google ha imparato a giocare a scacchi ed è già un campione appeared first on Data Manager Online.
La piattaforma mobile Snapdragon 845 di Qualcomm presenta nuove architetture innovative per intelligenza artificiale
Qualcomm Technologies, sussidiaria di Qualcomm Incorporated, ha presentato la nuova piattaforma mobile Qualcomm Snapdragon 845. Studiata appositamente sulla base delle richieste di utenti tecnologicamente esperti, Snapdragon 845 utilizza tutta l’esperienza e la leadership tecnologica di Qualcomm Technologies in ambito computing wireless eterogeneo per dar vita a una piattaforma in grado di offrire esperienze multimediali immersive tra cui la realtà eXtended (XR), l’intelligenza artificiale (AI) integrata su dispositivo, la connettività ultrarapida, oltre a supportare la nuova Secure Processing Unit (SPU) per garantire sicurezza di tipo vault sui dispositivi mobili premium. “In qualità di leader in tecnologia mobile, trasformeremo l’esperienza mobile con miglioramenti avanzati per l’elaborazione visiva, l’intelligenza artificiale, la sicurezza e la connettività”, ha affermato Alex Katouzian, senior vice president and general manager, mobile di Qualcomm Technologies, Inc. “La piattaforma mobile Snapdragon 845 è il prossimo orizzonte dell’innovazione e trasformerà il modo in cui le persone utilizzeranno i dispositivi mobili per migliorare la propria vita.” The post La piattaforma mobile Snapdragon 845 di Qualcomm presenta nuove architetture innovative per intelligenza artificiale appeared first on Data Manager Online.
Apple Car,camera funziona anche se piove
Manager AI, possibile rilevare pedoni dietro auto parcheggiate
Grazie a Google Maps non sbaglierai mai più fermata del bus
Google Maps ora consente di utilizzare i mezzi pubblici come autobus e treno senza il timore di sbagliare fermata Quando non si è abituati a usufruire i mezzi pubblici o ci si trova a spostarsi in una città che non si conosce, uno dei primi pensieri è quello di scegliere la giusta direzione della linea seguito poi dalla certezza di essere scesi alla fermata giusta dell’autobus, treno, tram o metropolitana. Google per questa particolare situazione ha trovato una soluzione semplice e a portata di smartphone. Google Maps ha qualche tempo introdotto nel suo servizio anche la possibilità di avere una mappa del trasporto pubblico sempre aggiornata. La piattaforma di Mountain View ha ulteriormente migliorato il servizio con un sistema di segnalazione che ci consentirà di non sbagliare mai la fermata. Cercando su Google Maps le indicazioni per raggiungere una data destinazione apparirà il classico menù che ci consiglierà il percorso migliore. Scegliendo l’opzione trasporto pubblico il servizio di Big G ci indicherà in ogni momento dove ci troviamo e soprattutto ci indicherà quanto manca alla nostra fermata. L’utente visualizzerà una notifica non solo all’interno dell’app ma anche con lo smartphone bloccato. Con uno swipe ci si potrà assicurare che la direzione presa sia quella giusta. Questa è solo l’ultima delle novità introdotte da Google Maps. La piattaforma ha subito un profondo restyling nelle ultime settimane ed è diventata molto più intuitiva. Il cambio di look comprende nuove icone, mappe più accurate e l’integrazione di Google Assistant. The post Grazie a Google Maps non sbaglierai mai più fermata del bus appeared first on Data Manager Online.
Documenti digitali validi in tutta l’Unione Europea con i servizi fiduciari Zucchetti

La software house di Lodi è stata certificata come prestatore di servizi fiduciari qualificati in tutta l’Unione Europea per quanto concerne marca temporale e firma digitale ed è certificata AgID per la conservazione dei documenti digitali Zucchetti è tra gli esclusivi operatori europei in grado di fornire i servizi sia di validazione temporale elettronica qualificata sia di firma digitale secondo quanto stabilito dal regolamento eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature), regolamento europeo che fissa norme e procedure comuni a tutti gli Stati membri per i servizi fiduciari e i mezzi di identificazione elettronica. La software house di Lodi, inoltre, ha ottenuto da CSQA, società che si occupa di accreditamenti da oltre 25 anni, la certificazione di conformità agli standard internazionali per la conservazione dei documenti digitali che vale la permanenza nel registro dei Conservatori Accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID). “Le certificazioni che abbiamo ottenuto sono frutto di notevoli investimenti in infrastruttura tecnologica e formazione del personale – ha commentato Angelo Cian, responsabile Servizi Certificati Zucchetti – in quanto sono elevatissimi gli standard di sicurezza che dobbiamo garantire ai nostri clienti e ai nostri partner per la gestione e la conservazione dei loro dati. Per questo motivo le imprese che intendono avvalersi di questi servizi devono porre grande attenzione al ‘marchio di fiducia’ eIDAS, che solo le aziende certificate come Zucchetti possono esibire”. The post Documenti digitali validi in tutta l’Unione Europea con i servizi fiduciari Zucchetti appeared first on Data Manager Online.
Google rilascia Android 8.1 per Nexus e Pixel
Insieme alla versione Go, dedicata agli smartphone di fascia bassa, Big G ha rivelato le migliorie del minor update destinato al resto degli Android nel 2018 Il mondo dei sistemi operativi è vasto ed eterogeneo. Abbiamo già scoperto come, a fine 2017, sia ancora Windows il più utilizzato a livello globale, considerando tutto il calderone di dispositivi hi-tech attualmente in circolazione. Android è poco dietro, un risultato unico e francamente impossibile sei o sette anni fa, quando il software basato su Linux muoveva i primi passi. Oggi l’OS in questione occupa oltre l’85% della pletora di smartphone attivi, seppur soffra di un’eccessiva frammentazione che spesso induce nel dubbio anche gli addetti ai lavori. Ad esempio: quali terminali si potranno aggiornare a Oreo? Quali lo sono già e che modelli saranno esclusi? Una domanda a cui si può rispondere sommariamente visto che i soggetti coinvolti sono più di uno tra la stessa Google (che fornisce Android), i produttori e i partner. Arriva la 8.1 Intanto la compagnia di Mountain View va avanti e ha rilasciato di recente Android 8.1, il minor update al momento installabile solo sulla famiglia Nexus e Pixel. Il changelog non è per nulla banale, anzi molto corposo per trattarsi di un aggiornamento di secondo livello. Oltre all’integrazione di Go, che rende la 8.1 compatibile anche con specifiche hardware basilari, vi è l’attivazione delle API per le reti neurali, che saranno sempre più un tema centrale grazie ai processori di nuova generazione, come lo Snapdragon 835 che potenzierà la maggior parte dei flagship nel 2018. Al fianco di queste API ne arrivano anche delle altre, dedicate alle operazioni di memoria condivisa. Le app, su Oreo 8.1, potranno gestire porzioni di memoria per ottimizzare al meglio le performance, senza creare imbuti prestazionali che finiscono con l’avvantaggiare alcuni software rispetto ad altri. Come detto, l’update è già pronto per i Nexus, Pixel e Pixel 2, anzi, su questi ultimi le Android Camera API acquistano un potere ulteriore: la capacità di scattare foto in modalità HDR+, sia su piattaforme di default a marchio Google che di terze parti. The post Google rilascia Android 8.1 per Nexus e Pixel appeared first on Data Manager Online.