Cani e tumori, Liù è in grado di individuarli prima dei medici
Il fiuto dei cani si rivela sempre più infallibile nella diagnostica dei tumori I cani non sono solo migliorano la nostra vita, influendo positivamente anche sulla salute delle persone, ma sono anche dei validi “strumenti” viventi di diagnosi quasi infallibili. Studi precedenti hanno evidenziato come i nostri amici a quattro zampe siano in grado di diagnosticare il cancro alla prostata con un’accuratezza del 98%: Da pochi anni la ricerca sull’uso del fiuto del cane per diagnosticare i tumori si è spostata anche in Italia, tanto che allo Ieo di Milano sono stati arruolati otto cani e un naso elettronico per fiutare il tumore al polmone. Il pastore tedesco Liù è la dimostrazione di questa incredibile capacità dei cani, in quanto è grado di diagnosticare un tumore solo attraverso l’olfatto. Il cane da 5 anni viene addestrato e lavora nell’ospedale Humanitas di Castellanza. Nicola Pinna scrive le seguenti parole: “Il tumore ha una molecola caratteristica e per questo il cane riesce subito a riconoscerla per merito del suo odore. Grazie all’aiuto di questo cane speriamo di riuscire ad individuare tale molecola nel più breve tempo possibile, in modo da isolarla”. L’addestramento di Liù Inizialmente i veterinari avevano creduto che Liù si fosse sbagliato nell’individuare un paziente che era affetto da tumore alla vescica e non alla prostata, ma dopo alcune analisi si è scoperto che il cane non si sbagliava: quel paziente aveva effettivamente sviluppato il tumore alla prostata. L’esperimento si è svolto nei laboratori dell’Humanitas e nello studio veterinario militare di Grosseto, dove i medici inviano i campioni delle urine dei pazienti interessati per farli analizzare a Liù. All’inizio si è addestrato il cane a distinguere gli odori caratteristici di uno specifico tumore ed una volta che il cane riesce a fiutarlo si siede, per far capire di averlo individuato. Al momento il ministero della Salute non ha ancora autorizzato la diagnostica solo tramite il fiuto del cane, la prassi infatti vuole che tutti i pazienti presi in carico siano stati prima sottoposti a dei normali controlli e poi passino attraverso il controllo diagnostico del cane Liù. Anche pazienti sani sono stati inseriti quelli malati, in modo da testare l’operato del cane. The post Cani e tumori, Liù è in grado di individuarli prima dei medici appeared first on Data Manager Online.
BLI certifica l’eccellenza dell’ultima gamma di stampanti laser a colori Brother
Immaginate questa scena: siete in ufficio, alle prese con mille attività, e dovete stampare urgentemente documenti importanti nel minor tempo possibile e con una qualità di stampa eccellente. Per farlo avete sicuramente bisogno di un dispositivo veloce, altamente affidabile e con un’ottima qualità dell’immagine. Le stampanti Brother soddisfano al meglio tutte queste caratteristiche, ed è per questo che BLI, ente indipendente che opera a livello mondiale nei test di soluzioni printing, ha nuovamente riconosciuto la superiorità tecnologica e l’affidabilità dei dispositivi Brother. Dopo un’attenta valutazione del valore, della qualità dell’immagine, della funzionalità, della velocità e dell’affidabilità, BLI ha infatti assegnato alle stampanti Brother la certificazione “Highly Reccomended”. I dispositivi multifunzione MFC-L8690CDW, MFC-L8900CDW, MFC-L9570CDW e le stampanti HL-L8360CDW e HL-L9310CDW hanno ottenuto la certificazione di “Highly Reccomended”, mentre i modelli DCP-L8410CDW e HL-L8260CDW quella di “Reccomended”. La certificazione “Reccomended” di BLI è uno dei riconoscimenti maggiormente apprezzati nel settore perché molto difficile da ottenere: i prodotti vengono infatti sottoposti per due mesi a test lunghi e rigorosi. Aggiudicarsi il premio significa aver raggiunto prestazioni elevatissime ed essersi distinti per caratteristiche come innovazione, facilità d’uso, efficienza energetica e valore. La valutazione comprende anche una prova di durata, durante la quale viene valutata l’affidabilità del prodotto, un fattore critico per gli acquirenti e gli amministratori IT. Alla fine delle prove di durata, su nessuna delle macchine in test sono stati riscontrati errori di alimentazione e non si è reso necessario nessun servizio di assistenza. Questi risultati hanno contribuito al riconoscimento dell’eccellenza per quanto concerne l’affidabilità. Inoltre, gli analisti di BLI hanno evidenziato i vantaggi della gamma laser color: Prestazioni affidabili Funzionalità avanzate Stampa da una vasta gamma di servizi cloud grazie alla tecnologia Web Connect di Brother Stampa da tablet e smartphone La gamma laser color è stata sviluppata con la miglior tecnologia disponibile per aiutare le piccole e medie imprese a far crescere il loro business grazie ad una superiore efficienza nel workflow quotidiano. I feedback degli analisti di BLI confermano che questa gamma è la scelta giusta per gli uffici moderni. Inoltre, questi riconoscimenti hanno contribuito a classificare nei BLI Summer Pick Awards 2017 il modello HL-L9310CDW, che è risultato “eccellente” nella categoria stampante a colori per le PMI. The post BLI certifica l’eccellenza dell’ultima gamma di stampanti laser a colori Brother appeared first on Data Manager Online.
Unieuro al top del mercato italiano con VM Sistemi

Il numero uno dell’elettronica di consumo ed elettrodomestici per numero di punti vendita in Italia affronta e vince le sfide del mercato grazie alle soluzioni IT di VM Sistemi, in una partnership che dura da trent’anni di Luca de Piano Luca Girotti, ICT director di Unieuro È il maggiore distributore omnicanale di elettronica di consumo ed elettrodomestici in Italia. Il primato di Unieuro nasce dalla rete capillare di 494 negozi su tutto il territorio nazionale, dalla piattaforma digitale unieuro.it e dall’e-tailer Monclick, quest’ultimo di recente acquisizione. Con sede a Forlì e un centro logistico accentrato a Piacenza, Unieuro conta su uno staff di oltre 4.500 dipendenti e ricavi che hanno superato quota 1,6 miliardi di euro nel 2016. Dall’aprile di quest’anno, la società è quotata sul segmento STAR di Borsa Italiana, unica realtà italiana del settore consumer electronics ad aver affrontato e vinto la sfida del mercato finanziario, merito anche di una strategia di crescita e consolidamento del mercato, che negli ultimi anni ha fatto dell’omnicanalità il suo fulcro centrale. Un successo, merito anche della partnership con fornitori di soluzioni IT ad alto valore come sottolinea Gian Domenico Ceroni, president & CEO di VM Sistemi, azienda con sede a Faenza e attiva sia nei gestionali sia nella system integration. «Fin dal 1988, quando ancora Unieuro si chiamava SGM Distribuzione e operava principalmente nell’ingrosso, abbiamo utilizzato le soluzioni VM Sistemi» – spiega Luca Girotti, ICT director di Unieuro, sottolineando che «in quasi trent’anni di collaborazione entrambe le aziende hanno investito in ricerca, puntando alla continua evoluzione, sia tecnologica e soprattutto di competenze». RADDOPPIO DEGLI UTENTI NEL 2014 Ripercorrendo la storia della partnership con VM Sistemi, Luca Girotti racconta che «tra il 2005 e il 2012, la crescita costante aveva reso SGM Distribuzione uno dei principali retailer italiani nell’elettronica di consumo, con oltre 80 punti vendita con insegna Marco Polo Expert. Questo rendeva indispensabile l’adozione di soluzioni gestionali che andassero di pari passo con l’evoluzione aziendale». Ma non solo: «Oltre alla flessibilità e alla completa aderenza di un applicativo gestionale alla nostra nuova organizzazione e a processi aziendali sempre più complessi, l’esigenza era anche di garantire un’altissima affidabilità e un costante accesso alle informazioni, da parte di oltre tremila utenti connessi contemporaneamente» – prosegue Girotti. Si arriva quindi al 2014, che vede l’acquisizione del brand Unieuro e di tutti i relativi punti vendita, e che fa raddoppiare il numero di utenti connessi, rendendo necessaria un’ulteriore evoluzione delle tecnologie, che permettesse la gestione efficiente delle nuove e sempre più complesse dinamiche organizzative. #STRIKE la soluzione #ERP di #Unieuro firmata @VMSistemiClick To Tweet L’ERP STRIKE SULLE TECNOLOGIE IBM La soluzione adottata da Unieuro è STRIKE, l’ERP interamente sviluppato e aggiornato da VM Sistemi, che «si è oggi evoluto in una soluzione web-based, diventando il cuore di un sistema informativo ampiamente integrato, consentendo che un ordine, ricevuto tramite l’e-commerce B2C, possa essere evaso dalla piattaforma logistica e inviato al punto vendita, presso il quale il cliente finale può comodamente ritirarlo». Il gestionale poggia sulle infrastrutture IT progettate da IBM, storico partner tecnologico di VM Sistemi: «Con queste tecnologie, l’ERP permette un’altissima affidabilità e un costante accesso alle informazioni da parte di oltre tremila utenti connessi contemporaneamente. L’ambiente IBM Power System offre prestazioni senza eguali grazie al chip Power8. Le tecnologie PowerHA e PowerVM assicurano massima affidabilità e resilienza e il micropartizionamento risponde alle esigenze di flessibilità ed efficienza, distribuendo le risorse dinamicamente. L’accesso e la disponibilità dei dati sono garantite da IBM XIV di terza generazione, un vero storage grid da prestazioni top in termini di IOPS e throughput, con funzionalità enterprise di flashcopy e disk mirroring, per assicurare ampia flessibilità in termini di business continuity e disaster recovery» – conclude Luca Girotti. The post Unieuro al top del mercato italiano con VM Sistemi appeared first on Data Manager Online.
Microsoft si allea con Reddit per migliorare Bing

Microsoft integrerà le discussioni di Reddit all’interno di Bing sfruttando l’intelligenza artificiale Microsoft ha stretto una nuova partnership per rendere Bing molto più efficiente e competitivo. L’azienda di Redmond lavorerà per l’integrazione di Reddit all’interno del suo motore di ricerca grazie all’intelligenza artificiale. Ad annunciarlo è stato il co-fondatore del sito di condivisione, Alexis Ohanian, durante il suo intervento alla conferenza Everyday AI. Reddit spiega in una nota come la collaborazione con Microsoft e l’utilizzo delle reti neurali consentirà a Bing di rendere più veloce l’accesso alle informazioni relative a un ampio spettro di argomenti discussi sulla piattaforma. Si parla di 2.5 milioni di commenti al giorno all’interno di 138mila community attive. Il motore di ricerca metterà in primo piano i threat più importanti della giornata ma consentirà anche di visualizzare l’evoluzione dei diversi botta e risposta delle sessioni AMA (Ask Me Anything) insieme alle risposte più pertinenti alle ricerche effettuate dagli utenti. Reddit e Microsoft, che ha aumentato i suoi sforzi per la difesa dell’ambiente grazie all’iniziativa AI for Earth, lavoreranno anche per ottimizzare la ricerca delle immagini fornendo risultati in base alle keyword utilizzate in precedenza insieme al riconoscimento automatico degli oggetti presenti negli scatti e un maggior numero di opzioni per un dato argomento. La partnership tra le due aziende prevede anche la disponibilità di un nuovo strumento business chiamato Power BI, che consentirà ai brand di aver report precisi e puntuali riguardo l’analisi dei dati riguardo le campagne web e condivisioni. The post Microsoft si allea con Reddit per migliorare Bing appeared first on Data Manager Online.
Su Messenger 1,7 mld di emoji al giorno
Oltre 17 miliardi videochiamate nel 2017, 7 miliardi chat al dì
Con AI 500mila posti di lavoro in più
Analisti, entro il 2020 ne creerà 2,3 mln e ne farà perdere 1,8
Nasce a Milano Track4People
Il primo servizio di noleggio di GPS trackers per la sicurezza di gruppi, gite scolastiche Track4People è un progetto nato per rispondere alla necessità di sicurezza di gruppi e comitive, fornisce un supporto tecnologico da utilizzare in occasione di gite e uscite perchè consente il controllo della posizione di ciascuna persona che vi partecipi riducendo la possibilità di perdersi e rendendo soprattutto immediato il suo ritrovamento. Una sorveglianza invisibile e efficace che va ad affiancarsi a quella di accompagnatori o insegnanti potenziando enormemente la capacità di controllo e la sicurezza. Ecco in cosa consiste: Track4People è una piattaforma capace di collegare un numero infinito di localizzatori GPS tracciati e localizzati in tempo reale. A ciascun partecipante alla gita viene assegnato uno strumento che invia la propria posizione alla piattaforma, che elabora il dato, e la rende visibile sulla mappa dello smartphone dell’accompagnatore tramite l’app Track4People e sul pc di chi sorveglia l’uscita dalla sede dell’organizzazione. In caso di allontanamento di una persona, il dispositivo invia un allarme all’accompagnatore e una mappa interattiva lo guida passo passo al luogo di ritrovamento. Semplice e affidabile. Inoltre offre un’ampia gamma di funzioni che si possono attivare in base alla tipologia di situazione in cui viene utilizzato. I contesti di utilizzo sono molteplici: gite scolastiche, uscite, viaggi organizzati. Può essere distribuito agli ospiti di alberghi, utilizzato da aziende di trasporti, comunità, è adatto alla sicurezza di anziani e diversamente abili, oltre a poter essere impiegato in famiglia. Track4People sarà distribuito da gennaio 2018 a Milano in anteprima nazionale. Novità assoluta, Track4People è il primo servizio al mondo che permette la possibilità di noleggio su richiesta, dedicato a chi intende organizzare uscite in totale sicurezza. Tante possibilità di adesione, tante quante le diverse esigenze: noleggio “una tantum”, noleggio annuale e naturalmente la possibilità di acquisto degli strumenti per chi ne farà un utilizzo continuativo e quotidiano. Il progetto è nato da un’idea di Ibilab, startup milanese impegnata in sistemi di tracking e servizi per la logistica, e Start it, software house con sede a Prato e Milano esperta nel controllo satellitare e mobile. The post Nasce a Milano Track4People appeared first on Data Manager Online.
Oggi è il giorno di iMac Pro
Arriva in Italia l’all-in-one della Mela dalle caratteristiche tecniche avanzate, supporto alla realtà virtuale (in teoria) e un prezzo al rialzo Atteso da mesi, anzi anni, finalmente è il momento del nuovo iMac Pro. Dopo essersi concentrata sulla gamma dei MacBook, Apple ha rinvigorito anche il comparto all-in-one, con una macchina che è francamente tra le più potenti (se non la più potente) sul mercato. A livello tecnico, il cuore è rappresentato da un Intel Xeon da 8 o 8 core, RAM disponibile fino a 128 GB (!), 4 TB di disco SSD e schermo da 27 pollici in risoluzione 5K (!!). La scelta non è da tutti visto che guarda soprattutto ai professionisti che lavorano nel campo della grafica, sviluppo e design ma in un certo senso l’iMac Pro ha il potenziale per porsi anche come dispositivo consumer. Certo, spendere una cifra del genere non è da tutti, ma con un mezzo simile ci si porta a casa uno strumento di lavoro e anche di intrattenimento. Parliamo del display con super-risoluzione ma anche delle caratteristiche hardware che soddisfano pienamente i requisiti per fruire della realtà virtuale. Cosa si può fare Non vi è alcuna ufficialità ma è probabile che nel 2018 potremo usare l’iMac Pro con un paio di visori VR mainstream, proprio come accade oggi con i PC Windows. La novità non è banale almeno per due punti di vista. Il primo è quello degli sviluppatori che non dovranno più balzare da una piattaforma all’altra per creare app e giochi in 3D. Il secondo guarda ovviamente ai consumatori, che potranno godere dei benefici di un comparto all’avanguardia privo di compromessi. Purtroppo una dotazione del genere si paga e pure tanto: 4.999 dollari (da capire il corrispettivo in euro) per il modello di base mentre non immaginiamo dove possa arrivare quello top, con CPU a 18 core, che in Italia arriverà ma da gennaio 2018. The post Oggi è il giorno di iMac Pro appeared first on Data Manager Online.
Cosa significa essere un “cloud climber”?
A cura di Maurizio Desiderio, Country Manager per l’Italia e Malta di F5 Networks Sfruttare il cloud in modo intelligente significa trasformare i metodi con cui si distribuiscono e gestiscono le applicazioni. Recentemente F5 ha realizzato un report dedicato alle prime 50 aziende “cloud climber” in Europa, cioè capaci di innovare in modo continuo e di sviluppare una strategia cloud sostenibile che offra un valore tangibile ai propri clienti e consenta all’azienda di differenziarsi in un mercato sempre più complesso. Com’è possibile oggi sfruttare con successo il cloud in tutte le sue forme? Cosa deve fare un’organizzazione per essere un “cloud climber”? Tutto inizia con l’adozione di metodologie efficaci per le architetture cloud che generino valore per tutta l’azienda fino ai clienti finali, mantenendo la sicurezza delle applicazioni e la protezione dei dati. Scalabilità, flessibilità, automazione e migliore time-to-market sono solo alcuni degli attributi che oggi definiscono un’organizzazione di successo, all’avanguardia della tecnologia cloud e capace di raggiungere risultati tangibili e continui. Strategie per un mondo multi-cloud Le aziende oggi devono muoversi rapidamente per soddisfare la domanda dei clienti ed essere competitive. Alcune adottano una combinazione di on-premise, cloud pubblico, cloud privato o Software-as-a-Service (SaaS) per distribuire le proprie applicazioni; un approccio che offre una maggiore flessibilità ma può anche fare aumentare notevolmente i costi e le esigenze di gestione per proteggere le applicazioni in tutti questi ambienti diversi. Inoltre, la sicurezza resta un punto cruciale perché, anche se i provider del cloud pubblico oggi possono garantire la protezione dell’infrastruttura, di fatto resta il proprietario dell’applicazione il responsabile della sicurezza dei dati. Secondo un recente rapporto di RightScale, l’85% delle aziende ha già adottato una strategia multi-cloud e i responsabili dell’architettura utilizzano in genere una piattaforma unificata per fornire e gestire coerentemente i servizi applicativi e le policy associate nei diversi ambienti, sia per le applicazioni esistenti che per quelle di nuova generazione, cloud-native, il tutto senza sacrificare visibilità, sicurezza e controllo. Il nostro Cloud Climber sarà in grado di fare tutto questo, perché comprende appieno quali siano le opzioni da considerare per sviluppare la migliore architettura cloud possibile e fare progredire il proprio business; per farlo segue otto regole chiave: Garantire la sicurezza delle applicazioni in qualsiasi ambiente La sicurezza è un aspetto fondamentale quando si migra in cloud; identificare quali applicazioni spostare e quali conservare nel data center è una decisione fondamentale. È inoltre importante identificare rapidamente se la sicurezza nativa offerta dal cloud vendor sia sufficientemente efficace. Definire le priorità nella migrazione delle app Stabilire le priorità e classificare le applicazioni è fondamentale per un’efficace strategia di migrazione nel cloud. Le app dovrebbero essere analizzate e classificate, tenendo magari in-house quelle che si stanno avvicinando alla scadenza fino a quando saranno obsolete. Alcune app dovranno necessariamente essere riprogettate in una forma cloud-native, altre dovranno essere spostate con un metodo ibrido “lift-and-shift” per replicare l’app nel cloud con modifiche minime. Definire l’ambiente cloud giusto con i servizi di supporto corretti permette di ottimizzare le prestazioni delle app, aumentare la protezione e migliorare la gestione del traffico. Ottenere visibilità e intelligence A livello infrastrutturale, il cloud può essere più sicuro dei data center privati. Tuttavia, è essenziale determinare se l’IT dell’azienda sia in grado di gestire servizi di sicurezza complessi o se sia meglio affidarsi a servizi off-the-shelf forniti da un cloud vendor. Ottenere una visibilità e intelligence migliori sul traffico di rete e sul cloud richiede strumenti analitici efficaci. In questo contesto, adottare un WAF affidabile, flessibile e multi-ambiente può offrire una protezione completa delle app fornire un maggiore visibilità rispetto agli attacchi, in modo da aiutare l’azienda a garantire la conformità. Mitigare il rischio Mitigare i rischi utilizzando soluzioni che offrano un controllo degli accessi dinamico, centralizzato e adattivo e una cloud federation per tutte le applicazioni ovunque risiedano: solo un approccio di questo tipo consente di applicare policy di sicurezza personalizzabili che seguono le app, proteggendo l’autenticazione degli utenti da qualsiasi luogo e su qualsiasi dispositivo. Proteggere i dati grazie a una soluzione DDoS di nuova generazione di facile utilizzo consente di tutelarsi dagli attacchi mirati più aggressivi. Avere un team coeso Le aziende “cloud climber” sono riuscite a riunire i vari dipartimenti sotto il cappello di un’unica strategia cloud integrata che vede architetti, responsabili delle DevOps e NetOps lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune. Modificando i processi e le procedure lavorative le organizzazioni ottengono il meglio dallo staff, inoltre, pianificare un programma di formazione sul cloud sostenibile per le figure aziendali più strategiche facilitano la transizione al cloud e consentono ai responsabili di prendere decisioni più informate. Comprendere le minacce Le violazioni sono la minaccia più grande per l’infrastruttura cloud. Monitorando le minacce informatiche, i reparti IT possono immediatamente riconoscere come il panorama si stia evolvendo e avere una migliore comprensione del comportamento degli hacker, un approccio che deve applicarsi a tutti i tipi di cloud, consentendo al personale di mantenere sicuro l’accesso a scenari come SaaS, PassS (piattaforma-as-a-service) e IassS (infrastruttura–as-a-service). Scegliere soluzioni affidabili I Cloud Climbers investono nelle soluzioni multi-cloud migliori, che offrono servizi applicativi programmabili in grado di integrarsi in qualsiasi stack di soluzioni di cloud pubblico, privato, ibrido o in co-locazione; strumenti ottimizzati che forniscono i servizi in modo automatizzato e policy-driven e che soddisfano i requisiti di sicurezza e conformità senza rallentare i team di sviluppo. Le tecnologie cloud “agnostiche” sono in grado di estendersi, offrire il provisioning, la gestione e la scalabilità rispetto a tutti principali provider cloud esistenti e al cloud ibrido. I migliori servizi di application delivery sono indipendenti dall’ambiente, non comportano lock-in del cloud e possono velocizzare il time to market e ridurre eventuali futuri costi di switching. Scalare verso nuovi livelli Per essere un Cloud Climber è necessario innovare e concentrarsi sul ritorno dell’investimento; bisogna disporre delle competenze adeguate per valutare le opzioni e fare funzionare i sistemi complessi. L’approccio corretto consentirà di completare con successo i progetti “dev-and-test” e accrescere le operazioni nel cloud senza sacrificare prestazioni, controllo e sicurezza delle app.
Da stato solido a plug & play: 6 innovazioni nella tecnologia delle batterie
A cura di Christoph Müller-Dott, Managing Director Central Southern and Eastern Europe, Orange Business Services L’avanzamento della tecnologia delle batterie significa ben di più che migliorare le prestazioni degli smartphone: le auto elettriche, l’energia verde e i dispositivi connessi beneficeranno tutti dei miglioramenti nella scienza delle batterie. Negli ultimi anni i problemi con le tradizionali batterie agli ioni di litio hanno causato ripercussioni negative per molti grandi brand. Le batterie agli ioni di litio utilizzate in alcuni smartphone, bici elettriche e persino negli skate elettrici conosciuti come “hoverboard” hanno preso la sciagurata abitudine di esplodere. Questo è un problema perché il litio è il metallo più leggero e quindi è ideale per l’uso nelle batterie; può immagazzinare la più alta quantità di carica in relazione al peso. il litio cominciò ad andare per la maggiore in ambito tecnologico all’inizio degli anni ’90, quando microchip sempre più potenti creavano una richiesta di dispositivi portatili più potenti. Da allora, la tecnologia agli ioni di litio è migliorata immensamente: la densità di energia si è moltiplicata per sei e il costo si è ridotto a un decimo. Il re li-ione Le batterie agli ioni di litio oggi fanno molto di più che alimentare laptop e smartphone. Sono utilizzate in auto ad alte prestazioni come la Tesla Model S e la Chevy Bolt. Sono anche vitali nel settore energetico, dove sono utilizzate per superare l’intermittenza delle fonti di energia rinnovabile come il solare e l’eolico, e sono anche usate per sostituire gli impianti “di picco” inefficienti, le centrali elettriche che funzionano solo in periodi di forte domanda. Oggi alcune auto elettriche possono percorrere 300 km con una singola carica e lo stoccaggio a griglia agli ioni di litio è già una realtà in alcune applicazioni. La domanda di energia rinnovabile tende ad avere picchi e momenti morti e l’energia generata deve essere immagazzinata in modo efficace, un altro fattore che alimenta la necessità di batterie migliori. La batterie agli ioni di litio hanno però dei limiti. L’intercalazione rimane un problema, per cui i componenti di una batteria si degradano mentre si carica e scarica. Anche la fisica di base ha un ruolo, poiché c’è un limite alla quantità di litio che è possibile inserire fisicamente tra l’anodo e il catodo della batteria, il che significa che esiste un limite all’energia che può essere sprigionata. È probabile che le batterie agli ioni di litio possano ancora incrementare la loro resa dal 50% al 100% rispetto a oggi, ma non di più. Perché la trasformazione energetica tenga il passo con la trasformazione digitale saranno necessarie nuove strategie e approcci tecnologici. Ecco sei potenziali scoperte per batterie migliori: Batterie allo stato solido per auto Toyota ha presentato una nuova tecnologia delle batterie che – afferma – può consentire alle auto elettriche di fare viaggi molto più lunghi. Il gigante automobilistico ha sviluppato una solida tecnologia elettrolitica che potrebbe rendere molto più leggere le batterie e quindi dare una portata migliore alle auto. La composizione solida dell’elettrolita, inoltre, non si degrada come le batterie agli ioni di litio. Toyota spera di avere questa nuova tecnologia nelle sue auto entro il 2020. L’inventore di li-ion fa una nuova scoperta Qualche mese fa John Goodenough, il co-inventore 94enne della cellula della batteria agli ioni di litio, ha annunciato una scoperta nelle batterie allo stato solido. L’impatto sull’industria automobilistica potrebbe essere enorme. Come ha detto lo stesso Goodenough: “Costo, sicurezza, densità energetica, velocità di carica e scarica e durata del ciclo sono fondamentali perché le auto elettriche diventino più diffuse. Riteniamo che la nostra scoperta risolva molti dei problemi inerenti alle batterie di oggi”. Le nuove celle a stato solido utilizzano elettroliti in vetro che permettono l’uso di un anodo di metallo alcalino, che consentono di sostituire il litio con il ben più economico sodio. Il sodio può essere estratto dall’acqua di mare per contenere i costi. Li-Ion cilindrico Al recente Salone dell’auto di Francoforte, Samsung SDI ha svelato una nuova tecnologia che potrebbe sfidare Tesla nella corsa per la supremazia della batteria a lungo raggio. Le nuove celle cilindriche agli ioni di litio di Samsung sono in grado di estendere il raggio dei veicoli elettrici da 600 a 700 chilometri, più dell’attuale prestazione del Model S, l’auto di punta di Tesla. Samsung ha anche sviluppato un concetto di batteria multifunzionale per auto elettroniche, in cui le singole batterie nel telaio sono plug & play – quindi si può sempre averne una carica. Celle a combustibile avanzate I ricercatori della Pohang University in Corea del Sud hanno sviluppato una cella a combustibile che in teoria potrebbe consentirci di caricare i nostri cellulari una volta a settimana. La cella combina acciaio inossidabile poroso con elettrolita sottile come una pellicola ed elettrodi a capacità termica minima per creare una batteria che è molto più duratura e potrebbe essere utilizzata sulle auto elettriche in futuro. Batterie agli ioni di sodio Queste batterie utilizzano il sale e sono già in uso nei portatili grazie a un prototipo introdotto dalla rete di ricerca francese RS2E. La batteria è costruita su uno standard progettato per i laptop e potrebbe essere estesa alle auto elettriche come la Tesla Model S. Questa batteria da 6,5cm potrebbe raggiungere i 90 watt-ora per chilogrammo, cosa che la mette nella stessa lega degli ioni di litio. Centrali elettriche miniaturizzate Oppure, una batteria che “produce” energia anziché immagazzinarla. Durante il Sikorsky Challenge 2016, prestigioso concorso internazionale per progetti di ricerca, lo scienziato ucraino Vladislav Kiselev ha introdotto un nuovo tipo di batteria che – sostiene – può alimentare gadget come smartphone – e potenzialmente anche automobili – fino a 12 anni senza che sia necessario effettuare una ricarica. Kiselev dice che la sua batteria è diversa perché usa il trizio e la sua capacità di emettere elettroni, il che contribuisce a rendere la batteria 1.000 volte più potente. La sfida per una batteria migliore è in corso Il governo del Regno Unito ha recentemente annunciato un investimento di 246 milioni di sterline