Pirati informatici? La legge del taglione 2.0
Oltreoceano stanno lavorando per disciplinare la giustizia fai-da-te per chi subisce sgradite incursioni sui propri sistemi informatici aziendali o sui dispositivi personali Mala tempora currunt. Il risvolto digitale del nostro pianeta attraversa un periodo indiscutibilmente difficile. Forse, l’atmosfera è infeltrita dal sovraffollamento di moderni necrofori che rimuovono quel che resta delle vittime dei cyber-attacchi. Probabilmente, sono i troppi monatti hi-tech a sottolineare la criticità della situazione. In ogni caso, l’atmosfera è pesante. Due deputati a stelle (50 e non 5) e strisce hanno presentato un disegno di legge che mira ad abilitare le legittime difesa e reazione di chi ha subito una incursione da parte di presunti pirati informatici. Quella che si intravede in prospettiva è una sorta di miniaturizzata “licenza di uccidere” non rilasciata a leggendari agenti segreti, ma riconosciuta al quisque de populo, indipendentemente sia stato “violato” a livello individuale o nel contesto organizzativo di appartenenza. Il provvedimento in questione, che si chiama “Active Cyber Defense Act” (ACDC) e va a emendare uno dei capisaldi della normativa in materia di crimine informatico (ovvero il “Computer Fraud and Abuse Act”), autorizza chi è stato hackerato a organizzare ricognizioni, cacce al colpevole e spedizioni punitive. In termini pratici, chi è finito nel mirino dei pirati informatici può uscire dalla propria rete e intraprendere l’itinerario inverso a quello percorso da chi ha compiuto l’aggressione. L’obiettivo è di raggiungere la rampa di lancio degli invisibili missili piovuti sui computer presi a bersaglio, così da identificare il responsabile, intrufolarsi nei suoi apparati, cancellare ogni informazione questo possa aver sgraffignato, sviluppare e consolidare metodologie e tecnologie per tracciare rapidamente la locazione fisica dell’aggressore. #CyberSecurity @Umberto_Rapetto Negli USA arriva la legge del taglione 2.0Click To Tweet Dalle nostre parti, ci sarebbe qualche difficoltà a immaginare la legittimazione di una simile condotta. Il codice penale italiano parla fin troppo chiaro in proposito. Basta andare a leggere quel che dice l’articolo 392 c.p. per rendersi conto che è preferibile astenersi da iniziative che invece oltre oceano potrebbero diventare la regola. Chiunque agisce allo scopo di esercitare un proprio diritto (e nei dintorni di un sistema informatico non si fatica a immaginarne più d’uno a cominciare dalla riservatezza dei dati personali, oggi tanto di moda) e – pur potendo ricorrere all’Autorità giudiziaria – “si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo” mediante violenza sulle cose, è punito (a querela della persona offesa) con la multa fino a cinquecentosedici euro (un milione di lire di un tempo). Il terzo comma di quella norma specifica che “si ha violenza sulle cose allorché… viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema informatico o telematico”. Fin troppo evidente. Chi vede l’esiguo importo della sanzione pecuniaria sarebbe indotto a ritenere “conveniente” azzardare simili mosse, ma è opportuno segnalare che un simile comportamento incorpora anche altre violazioni alle norme inserite nel codice penale dalla storica legge 23 dicembre 1993 n. 547 in materia di computer crime. Chi vuol far di conto è costretto a considerare l’accesso abusivo, il danneggiamento o altre iniziative delittuose che addizionano anni di reclusione a chi si renda protagonista di qualche vendetta privata. Il contesto merita di essere disciplinato e la soluzione americana può essere motivata da un possibile effetto di deterrenza: prima di attaccare, il saper di poter essere “ricambiato” può ridurre l’entusiasmo che solitamente accompagna gli arrembaggi digitali. Ma a pensarci bene, cosa accadrebbe se l’aggressore fosse in grado di camuffare alla perfezione la propria identità e provenienza? Come andrebbe a finire se la vittima (ingannata da mille trucchi) reagisse andando a prendersela con qualcuno che – totalmente estraneo – è stato solo adoperato con lo scippo del suo numero IP o di altro elemento a lui riconducibile? The post Pirati informatici? La legge del taglione 2.0 appeared first on Data Manager Online.
Apple mappa oltre 30 aeroporti
Nessuno italiano, utenti potranno orientarsi tra negozi e gate
Samsung Galaxy S9 verso lancio al MWC
Indiscrezioni, sul mercato a metà marzo per battere iPhone X
Perfezionato l’investimento di Exprivia in Italtel
L’operazione consiste nell’investimento da parte di Exprivia, per 25 milioni di euro, in una partecipazione pari all’81% del capitale sociale di Italtel Exprivia, facendo seguito al comunicato stampa diffuso in data 28 luglio 2017, informa che è stato perfezionato l’investimento da parte di Exprivia S.p.A. nel contesto della ricapitalizzazione di Italtel S.p.A. ai sensi dell’art. 182-bis LF perfezionata in data odierna. In particolare, Exprivia ha sottoscritto una partecipazione pari all’81% del capitale ordinario di Italtel S.p.A., riconoscendo le usuali tutele per i soci di minoranza e per i titolari di strumenti finanziari partecipativi (SFP). Le azioni sottoscritte e possedute da Exprivia sono soggette a lock-up per i prossimi tre anni. Exprivia ha un diritto di opzione (Call Option) per l’acquisto di tutti gli SFP e di tutte le azioni dei soci di minoranza, da esercitarsi a partire dal quarto anno dopo la data odierna. I dettagli sulla clausola di lock-up e sulla Call Option saranno resi noti nel Documento Informativo redatto ai sensi dell’art. 71 del Regolamento Emittenti. Italtel, storica società italiana leader nel mercato delle Telecomunicazioni ed oggi impegnata nello sviluppo di tecnologie e soluzioni per la trasformazione digitale, con la capogruppo Italtel S.p.A. operante in Italia e 12 società controllate al 100% operanti all’estero, negli ultimi tre anni ha sviluppato ricavi consolidati pari a 400 milioni di euro nel 2014, 441 milioni nel 2015, 405 milioni nel 2016, EBITDA rispettivamente pari a 34 milioni nel 2014, 31 milioni nel 2015, 19 milioni nel 2016. La società alla fine del 2016 contava 1.357 dipendenti di cui 254 all’estero, gli altri dislocati nelle sedi di Milano, Roma e Carini. Il presidente e amministratore delegato di Exprivia, Domenico Favuzzi, dopo la firma del Closing ha sottolineato la soddisfazione per la conclusione positiva dell’operazione e per il contestuale avvio di un percorso che porterà all’integrazione dei due gruppi tecnologici: “Siamo certi che dalla nascita di una nuova realtà industriale, che unisce le competenze nell’Information Technology di Exprivia e la consolidata esperienza nelle TLC di Italtel, nascerà un nuovo soggetto industriale deciso a giocare un ruolo determinante per accelerare il processo di trasformazione digitale del Paese”. Il Closing dell’operazione conclude l’iter di ricapitalizzazione di Italtel per 113,8 milioni di euro, come è stato formalizzato con i principali istituti finanziatori, e che ha comportato: 1) la conversione in SFP di una parte dei crediti finanziari dei principali istituti finanziatori di Italtel (UniCredit, BPM, Banca IFIS ed UBI) per un importo complessivo di 66,8 milioni di euro; 2) un aumento di capitale sociale ordinario sottoscritto da Exprivia e Cisco Systems (Italy) S.r.l. per un importo complessivo di 31 milioni di euro, di cui 20 milioni a titolo di capitale nominale e 11 a titolo di sovrapprezzo come segue: Exprivia, per 25 milioni acquisisce l’81% del capitale sociale di cui 16,2 a titolo di capitale nominale e 8,8 a titolo di sovrapprezzo. Cisco per 6 milioni pari al 19% del capitale sociale di cui 3,8 a titolo di capitale nominale e 2,2 a titolo di sovrapprezzo; tale aumento sarà liberato tramite conversione di crediti per 6 milioni; 3) un aumento di capitale sociale straordinario sottoscritto interamente da Cisco per un importo complessivo di 16 milioni di euro, suddiviso in 1 euro a titolo di capitale nominale e la quota restante a titolo “sovrapprezzo azioni preferred”, senza diritto di voto. Tale aumento sarà liberato tramite conversione di crediti commerciali. La patrimonializzazione di Italtel è stata realizzata nell’ambito della procedura prevista dall’art. 182 bis LF, il cui “decreto di Omologa dell’accordo di ristrutturazione” è stato pubblicato in data 13 Novembre u.s.. Exprivia ha finanziato il proprio investimento tramite: 1) disponibilità finanziaria propria, per 6 milioni, 2) conversione di crediti commerciali liquidi ed esigibili vantati nei confronti di Italtel S.p.A., per 2 milioni; 3) prestito obbligazionario emesso in data odierna, denominato “Exprivia S.p.A. – 5,80% 2017-2023” (ISIN IT0005316382)”, per un importo nominale complessivo di 17 milioni di Euro. Exprivia potrà esercitare la facoltà di incrementare il prestito obbligazionario fino ad un massimo di 23,0 Milioni di Euro, mediante l’emissione di ulteriori 60 titoli entro il 31 gennaio 2018, per i quali ha già ricevuto una richiesta di sottoscrizione da parte di un primario fondo di investimento in private debt. Il prestito obbligazionario, di tipo unsecured, è costituito da 170 titoli al portatore del valore nominale unitario di Euro 100.000,00 ciascuna, regolato ad un tasso fisso pari al 5,8% annuo (che potrà essere aumentato o diminuito in funzione del valore del covenant finanziario PFN/Ebitda), con cedole semestrali posticipate rimborsate alla pari e un piano di ammortamento di tipo “amortizing” non lineare che prevede il rimborso del 20% del capitale per ciascuna annualità a partire dal 2020 e il restante 40% al 2023. Il Regolamento del Prestito prevede covenant usuali secondo la prassi di mercato per operazioni analoghe. Il prestito obbligazionario è stato sottoscritto dai seguenti soggetti: 1) 80 titoli da Anthilia Capital Partners SGR S.p.A.; 2) 65 titoli da Banca Popolare di Bari S.c.p.a.; 3) 15 titoli da Consultinvest Asset Management SGR S.p.A.; 4) 10 titoli da Confidi Systema! S.c.. I titoli sono stati emessi nel sistema di gestione accentrata presso Monte Titoli S.p.A. e sono stati ammessi alla quotazione nel sistema multilaterale di negoziazione gestito da Borsa Italiana, mercato ExtraMot segmento PRO riservato ad investitori professionali. Il Documento di Ammissione alla negoziazione è disponibile sul sito web della Società all’indirizzo www.exprivia.it, sezione Investor Relation. L’investimento nonché le correlate modalità di finanziamento è stato approvato dalle principali banche finanziatrici di Exprivia. Nella strutturazione e negoziazione dell’operazione e nella formalizzazione dei relativi accordi, Exprivia è stata assistita da C&L Partners per gli aspetti finanziari, da Clifford Chance per gli aspetti legali, CBA Studio Legale e Tributario per gli aspetti fiscali. Arranger dell’operazione di emissione obbligazionaria è stato Banca Popolare di Bari, mentre lo studio legale che ha seguito l’emissione del prestito obbligazionario è stato Orrick Italia. 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Il Samsung District di Milano apre le porte agli appassionati di Star Wars
Fino al 17 dicembre Samsung Smart Home e Samsung Smart Arena ospitano demo, esibizioni e attività dedicate a Guerre Stellari Per la prima volta, Samsung invita tutti i fan di Star Wars a vivere, nei due spazi del Samsung District di Milano, esperienze divertenti e coinvolgenti. Nella settimana in cui arriva al cinema il nuovo capitolo della saga, la sede di Samsung Electronics Italia è invasa dal mondo di Star Wars. Da oggi al 17 dicembre, Samsung Smart Home e Samsung Smart Arena ospitano infatti tante iniziative e attività galattiche dedicate agli appassionati. Per l’occasione la Samsung Smart Home è stata divisa in lato buono e lato oscuro e i visitatori, al momento dell’ingresso, potranno scegliere il lato della Forza a cui appartenere sfidando i propri amici al nuovissimo Star Wars Battlefront II oppure mettendo in gara i POWERbot nelle edizioni limitate ispirate agli iconici personaggi di Darth Vader e degli Stormtrooper in un percorso stellare tra vari pianeti. Nella casa, tra tantissime statue a tema, non manca un angolo dedicato ai più giovani – anche nell’anima – che si potranno divertire con tutti i prodotti Lego ispirati al mondo Star Wars. Nella sala entertainment Ultra HD 4K Home Cinema si può riassaporare l’episodio VII di Star Wars con la migliore qualità audio e video, per prepararsi al meglio all’uscita della nuova pellicola. Durante l’evento i visitatori hanno inoltre la possibilità di scoprire moltissimi contenuti speciali, dalle scene tagliate ai dietro le quinte dell’Episodio VII fino a immergersi in un’incredibile esperienza in realtà aumentata. Nelle giornate di sabato 16 e domenica 17, un X-Wing Fighter atterrerà nella Samsung Smart Arena. Gli Star Wars addicted potranno ammirare dal vivo una replica del caccia pilotato dai ribelli e dai piloti della Nuova Repubblica. Questa eccezionale installazione farà da sfondo alle esibizioni dei membri della 501st Italica Garrison, il distaccamento Italiano dell’organizzazione mondiale di appassionati di Star Wars che, come attesta il Guinness dei Primati, con i loro straordinari costumi sono il più grande Costuming club al mondo. “Siamo davvero felici di celebrare l’arrivo dell’ultimo episodio di Star Wars con attività originali e coinvolgenti dedicate agli appassionati della saga”, ha dichiarato Francesco Cordani, Head of MarCom di Samsung Electronics Italia. “In Samsung amiamo fare sempre qualcosa in più per supportare le passioni delle persone, è un modo per trasmettere i nostri valori, per questo abbiamo trasformato la nostra casa nella casa di tutti gli appassionati di Star Wars”. La mostra – a ingresso gratuito – sarà aperta al pubblico tutti i giorni fino al 17 dicembre dalle 11:00 alle 20:00, al Samsung District – via Mike Bongiorno 9 Milano (zona Porta Nuova). Per maggiori informazioni, visita http://www.samsung.com/it/district/ The post Il Samsung District di Milano apre le porte agli appassionati di Star Wars appeared first on Data Manager Online.
Samsung aggiorna la famiglia di Notebook 9
Le versioni 2018 e Pen si piazzano nella fascia alta del mercato grazie a caratteristiche tecniche all’avanguardia e versatilità nell’utilizzo. In vendita negli USA nel 2018 Sebbene qualche anno fa Samsung avesse deciso di abbandonare, temporaneamente, il mercato dei portatili in Europa, di recente la compagnia è tornata sui suoi passi, producendo dispositivi belli da vedere e decisamente potenti. Nel 2018 lo sforzo nel campo laptop sarà massimo, per cercare di ampliare una fetta di mercato nella quale la coreana non è così presente come in quella smartphone, dovendo vedersela con brand oramai consolidati tra cui HP, Asus, Acer e Dell. Ad ogni modo, la scelta di Samsung è ben indirizzata a un pubblico esigente e che guarda anche all’estetica di un computer. Seguono una tale linea i nuovi Notebook 9, tre in tutto, differenti per il taglio del display (da 13 o 15 pollici) e la presenza di una versione con scheda grafica migliore, la Nvidia GeForce MX150. La particolarità è nella costruzione dello chassis tramite Metal12, un materiale che dona alla scocca maggiore durevolezza nell’uso quotidiano seppur alleggerendo il peso totale del portatile. Ciò è reso possibile da un processo di lavorazione chiamato MAO, cioè Micro Arc Oxidation, che forma sulla superficie un rivestimento in ossido. C’è la versione Pen I Notebook 9 2018 sono dunque tre, diversi per un paio di caratteristiche, ma non si tratta degli unici modelli che Samsung lancerà il prossimo anno. Al fianco di questi c’è infatti Notebook Pen, un convertibile 2-in-1 che fa della S Pen una periferica essenziale di interazione con lo schermo. La tastiera non è estraibile visto che il corpo del portatile ruota di 360 gradi, per semplificarne l’utilizzo a mo’ di tablet, quando la penna torna utile per tracciare schemi, disegnare e compiere tante altre operazioni, raggiungibili in maniera semplice attraverso un menu dedicato, che compare subito dopo l’estrazione, proprio come avviene sui phablet Galaxy Note. Il modello Pen, similmente ai Notebook 9 2018, ha un lettore di impronte digitali (da sfruttare anche con Windows Hello data la presenza a bordo di Windows 10) ma con il plus di una webcam frontale con infrarossi, per la scansione dell’iride, una modalità di accesso già vista sui telefonini del gruppo, sicuramente vantaggiosa e pratica ma non così sicura come l’autenticazione tramite polpastrelli. Tutti e quattro i dispositivi arriveranno in Corea del Sud tra qualche giorno mentre all’inizio del nuovo anno negli Stati Uniti. Sicuramente la commercializzazione riguarderà anche l’Europa ma non sappiamo ancora quando e a che prezzo. The post Samsung aggiorna la famiglia di Notebook 9 appeared first on Data Manager Online.
Analytics economy
Siamo nell’analytics economy, dove dati, persone e macchine “lavorano” insieme per accelerare il passo dell’innovazione. Un’economia basata sui dati, dove gli analytics sono ovunque, in ogni aspetto della nostra vita privata e lavorativa. L’analytics economy riguarda tutti noi, il modo in cui lavoriamo, in cui interagiamo con gli altri, il modo in cui si basa l’efficienza che migliora la nostra qualità della vita. Anche in ambito business non si parla di altro. Ma per attuare progetti di digital transformation all’interno delle aziende, occorre adottare una road map ben strutturata. Si tratta di un processo che interviene radicalmente sui modelli di business aziendali e va avviato a partire da un allineamento interno sugli obiettivi. Diventa ancora più cruciale mantenere costante, lungo tutto il processo di trasformazione, il focus sulla consapevolezza del cambiamento. Un cambiamento inteso in termini di tecnologia, ruoli e processi. Ambiti che presuppongono la gestione delle resistenze culturali attraverso la condivisione e la partecipazione di tutti i ruoli aziendali, oltre che un fine ultimo condiviso. Secondo IDC, la spesa delle imprese in tecnologie AI raggiungerà i 47 miliardi di dollari nel 2020. Si tratta di una esplosione che detta le basi per una rivoluzione nell’approccio che le aziende avranno nei confronti di dati, mercato e clienti. Vedremo sistemi sempre più intelligenti interagire tra loro, tecnologie che non saranno solo in grado di raccogliere informazioni, ma anche di apprendere da queste. #AnalyticsEconomy Marco Icardi: Benvenuti nell’era degli #algoritmi @SASitalyClick To Tweet Aziende, organizzazioni, tutti noi, dobbiamo integrare i punti di forza delle macchine con la forza umana al fine di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. I progressi nell’utilizzo delle tecniche di intelligenza artificiale basate sul machine learning ci hanno permesso di creare computer che possono vedere, ascoltare e parlare. Possono imparare, capire e fare valutazioni sul mondo basate sulle informazioni da noi fornite. Siamo passati da un’epoca in cui dovevamo dire alle macchine cosa fare con i dati, a un’epoca in cui le macchine imparano da sole in base a modelli che si costruiscono di volta in volta. Per supportare al meglio il processo di trasformazione, è necessario collaborare a stretto contatto con università e istituti di formazione, puntando sullo sviluppo della conoscenza e sulle competenze. Occorre che tutto il nostro Paese abiliti la trasformazione digitale attraverso centri di competenza e di diffusione del know-how digitale. È in questa ottica che SAS può diventare la piattaforma analitica che permette la realizzazione di processi innovativi di analisi dei dati nell’ambito dell’intelligenza artificiale e del machine learning. È necessario poi puntare sulle iniziative in ambito open data, per collegare e utilizzare meglio le informazioni già disponibili. Occorre infine investire in progetti educational per creare e diffondere le competenze necessarie per la digital transformation. Marco Icardi, CEO SAS Italia e regional vice president SAS The post Analytics economy appeared first on Data Manager Online.
Dottor Google, quasi 9 milioni di italiani abboccano a false informazioni
Scarsa attenzione alle fonti e ingenuità per oltre 15 milioni di persone che cercano notizie mediche sul web Un’indagine del Censis rivela un quadro allarmante che riguarda un comportamento sempre più diffuso tra gli italiani, quello di ricercare informazioni di tipo medico sul web, incappando spesso in enormi bufale. I rischi di affidarsi a Dottor Google Del resto è cresciuto il numero di italiani che cerca cure fai-da-te su Google (l’88% preferisce informarsi tramite il motore di ricerca), tanto che la ricerca ossessiva di malattie tramite Google è persino considerato un disturbo psicologico chiamato“cybercondria”, la versione tecnologica dell’ipocondria. Oltre 15 milioni di persone cercano informazioni prestando scarsa attenzione alla fonte, mentre Internet pullula di notizie false anche in ambito medico. Lo studio realizzato da Assosalute rivela che sono circa 8,8 milioni le persone che hanno trovato sul web informazioni mediche sbagliate in tutto il corso dell’anno: studenti, anziani ma soprattutto 3,5 milioni di genitori che si sono affidati al web senza ricorrere al parere del medico. Il ruolo del farmacista Il 17% di chi cerca su Internet informazioni sulla salute consulta siti generici, il 2,4% i social network e solo il 6% siti istituzionali. In realtà oltre il 69% degli italiani dichiara di voler trovare informazioni certificate da esperti: richiesta che, come sostiene Marco Cossolo di Federfarma, potrebbe rigurdare il ruolo del farmacista, figura fondamentale nel fare da tramite tra medico e paziente. Secondo l’associazione di categoria, infatti, “il rapporto tra internet, social e negozio fisico potrebbe essere rinnovato per confutare le notizie false in circolazione”. Questa professione riveste un ruolo importantissimo e lo dimostra il fatto che sempre più italiani decidono di curare piccoli disturbi come gastriti, mal di testa e influenza con cure fai-da-te. Tuttavia in Italia spendiamo in farmaci da banco il 39% in meno rispetto alla media europea. Sarebbe importante che i farmacisti promuovessero proprio attraverso Internet un’informazione corretta, aiutando gli utenti a delle fake news. The post Dottor Google, quasi 9 milioni di italiani abboccano a false informazioni appeared first on Data Manager Online.
8 previsioni per l’IT nel 2018
Tutte le aziende che si occupano di tecnologia si concentrano sul futuro, ma in quanto crocevia di interconnessione tra provider di rete, fornitori di cloud e imprese, Equinix ha una prospettiva unica sulle nuove tendenze IT che le permette di vedere in che direzione evolveranno le cose. Lavoriamo inoltre quotidianamente per capire dove e come i nostri oltre 9.500 clienti avranno bisogno di accedere ai servizi e alle soluzioni di interconnessione e data center di cui sappiamo che avranno bisogno per crescere. Tutto questo ci dà una conoscenza senza eguali del settore e ci aiuta a formulare le nostre previsioni annuali. Ecco tutto quello che secondo noi succederà nel 2018: Previsione 2018 #1: Le reti blockchain private prendono terreno e si moltiplicano La blockchain pubblica al centro di varie criptovalute è molto diversa dalla blockchain privata che conquisterà sempre più aziende nel 2018. La differenza fondamentale sta nel fatto che le reti blockchain private sono “autorizzate” (permissioned), piuttosto che aperte, quindi le reti blockchain private hanno una gestione più sicura delle identità digitali, maggiori livelli di affidabilità e la capacità di permettere livelli di throughput transazionali di gran lunga più elevati. Secondo Gartner, “tra i due tipi di blockchain – registri pubblici senza autorizzazione e registri pubblici autorizzati – le imprese dovrebbero propendere per la seconda opzione. Nei registri pubblici autorizzati, i controlli di accesso sono detenuti/gestiti in base a regole precise, ma consentono comunque di creare una comunità. Per le transazioni commerciali, le aziende potrebbero optare per i registri pubblici senza autorizzazione come bitcoin, che permettono a utenti sconosciuti o non attendibili di accedere al registro”. Le organizzazioni che forniscono reti blockchain per diversi business verticali dovranno ospitare i nodi dei registri blockchain in più sedi distribuite per garantire una bassa latenza. Inoltre, le imprese operanti in alcune reti blockchain private hanno bisogno di imparare l’importanza del fattore tempo per il completamento delle operazioni blockchain. Equinix abilita tutto questo riunendo insieme le aziende all’interno di ecosistemi di sviluppo di blockchain. La nostra piattaforma globale supporta reti blockchain sicure e distribuite in tutto il mondo. Infine, a un certo momento, le imprese saranno coinvolte in molteplici reti blockchain (ad esempio, supply chain, finanza, ecc.), e vorranno che i loro sistemi commerciali siano collocati vicino ai nodi di queste diverse reti blockchain. Previsione 2018 #2: Le applicazioni di intelligenza artificiale diventano popolari La tecnologia dell’intelligenza artificiale (IA) esiste da sei decenni, ma solo adesso sta diventano veramente popolare. Perché? L’avvento di big data, processori focalizzati sull’IA e algoritmi di deep-learning ha permesso all’intelligenza artificiale di rendere possibile lo sviluppo di case, fabbriche e automobili intelligenti, che stanno riscuotendo un grande successo. Nel settembre 2017, IDC ha previsto che i ricavi mondiali per sistemi cognitivi e di intelligenza artificiale nel 2017 avrebbero raggiunto i 12 miliardi di dollari, e sono destinati a diventare ancora più popolari nel 2018. Ma i sistemi di IA devono interpretare e fondere dati provenienti da più fonti, e devono anche essere distribuiti, costruiti nel cloud e implementati in sedi periferiche per soddisfare le esigenze di elaborazione in tempo reale. Gli organismi di regolamentazione sono inoltre sempre più interessati a garantire che le applicazioni di intelligenza artificiale siano conformi alle legislazioni in materia di sicurezza e residenza dei dati. La presenza globale di Equinix consente implementazioni di IA distribuite al centro come alla periferia (core-edge) e permette di mantenere più facilmente i dati all’interno dei confini regionali. Siamo inoltre ben posizionati per creare ecosistemi dei diversi tipi di broker di dati rilevanti per i provider di IA. Previsione 2018 #3: Le app basate sull’Internet delle cose accelerano lo spostamento informatico verso il confine digitale Gartner prevede che nel 2017 saranno in uso in tutto il mondo 8,4 miliardi di oggetti connessi, con una crescita del 31% rispetto al 2016, e che questi raggiungeranno i 20,4 miliardi entro il 2020.. Nel 2018, con il moltiplicarsi di tali dispositivi, le esigenze di elaborazione dati che sono al cuore dell’Internet delle cose (Internet of Things, o IoT) si sposteranno sempre più verso il confine digitale. Mantenere bassa la latenza è uno dei principali motivi per cui le aziende stanno spostando grandi quantità di dati provenienti da dispositivi IoT più vicino ai punti in cui avvengono l’elaborazione cloud e l’analisi statistica alla periferia. Ma collocare l’interconnessione alla periferia permetterà inoltre di risparmiare sui costi di rete, in quanto le aziende filtrano volumi di dati IoT inutili vicino alla sorgente al fine di ottenere un accesso più rapido alle preziose informazioni richieste dalle innovazioni abilitate dall’IoT, come gli ospedali intelligenti. E in un numero crescente di regioni, i dati devono essere elaborati alla periferia per rispettare i requisiti in materia di residenza dei dati. Con quasi 190 data center a livello globale, Equinix può supportare l’architettura IT distribuita di cui le aziende IoT avranno bisogno, fungendo da punto di aggregazione e interconnessione per l’elaborazione cloud e wireless che esse richiedono. Previsione 2018 #4: Emergerà una nuova architettura per i sistemi di cavi sottomarini I cavi sottomarini sono una componente chiave di Internet, in quanto quasi tutto il traffico di dati globali passa attraverso di essi, e gli investimenti in nuovi cavi sono in aumento parallelamente alla massiccia crescita prevista per questo traffico. Secondo TeleGeography, i costi globali per la costruzione dei cavi sottomarini saranno superiori ai 2 miliardi di dollari nel 2018, per il terzo anno consecutivo, dopo non aver superato 1 miliardo di dollari dal 2012. Nel contesto di questo boom di costruzioni, assistiamo all’emergere di una nuova architettura in grado di ottimizzare i costi, migliorare l’agilità di implementazione e aumentare i benefici di interconnessione. I progressi della tecnologia laser hanno permesso ai cavi sottomarini di bypassare le tradizionali stazioni di approdo dei cavi sulla spiaggia e arrivare direttamente all’interno di data center retail multi-tenant, come quelli gestiti da Equinix. Questo significa che i clienti dei sistemi sottomarini che approdano all’interno dei data center Equinix che supportano questo modello, ottengono un accesso diretto a bassa latenza ai numerosi ecosistemi industriali che
Consoft Sistemi premiata con l’EMEA 2017 Reseller of the Year Award
Al CA World di Las Vegas, Consoft Sistemi ha ricevuto l’ambito riconoscimento di Reseller of the Year In occasione del CA WORLD 2017, il principale evento dedicato ai clienti e alla community dei Partner CA che si è svolto dal 13 al 16 Novembre scorso a Las Vegas, CA Technologies ha premiato Consoft Sistemi con l’EMEA 2017 Reseller of the Year Award. Il riconoscimento è stato attribuito al partner europeo che più di altri ha avuto la capacità di proporre soluzioni di valore basate su tecnologie CA Technologies. “Questo premio — ha sottolineato Fulvio Guglielmelli, Sales Manager di Consoft Sistemi — rappresenta per il nostro gruppo un importante riconoscimento. Ci permette di rafforzare la partnership con CA che dura da oltre un decennio e consolida i nostri investimenti fatti negli ultimi anni sulle tematiche della trasformazione digitale. Investimenti che ci vedono coinvolti negli ambiti più innovativi che vanno dal DevOps alla Security, passando per i temi dell’Automation, dell‘API management e dell’Application Performance Management.” “Il successo della collaborazione tra CA e Consoft Sistemi — ha affermato Michele La Martina, Amministratore Delegato di CA Technologies — si riflette in modo concreto nella fedeltà e nel grado di soddisfazione dei nostri clienti, che da anni investono nelle tecnologie e nei servizi offerti dalle due aziende per migliorare l’efficienza e innovare.” The post Consoft Sistemi premiata con l’EMEA 2017 Reseller of the Year Award appeared first on Data Manager Online.