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Nokia, soluzione anti-ransomware per i Service Provider

Nokia annuncia l’introduzione di un software di sicurezza di nuova generazione che sfrutta Analytics e Automation per difendere i Service Provider dalla crescente minaccia dei Ransomware Nokia annuncia il suo software NetGuard Security Management Center di nuova generazione, progettato per rafforzare la capacità dei service provider di rilevare, prevedere e combattere in modo proattivo la crescente minaccia dei ransomware e di altri tipi di malware. L’operatività e l’efficacia dei team dedicati alla gestione della sicurezza è messa sempre più in crisi dal volume, la velocità e la varietà dei dati generati dalle minacce che impattano la rete. Le aziende ricevono generalmente centinaia di migliaia di avvisi di sicurezza all’anno, il 70% dei quali non viene mai esaminato. A questo si aggiunge la proliferazione delle soluzioni a protezione degli endpoint nelle reti dei clienti che ne rende complessa la gestione; una sfida che si prevede diventerà ancora più ardua in conseguenza della diffusione massiva di nuovi dispositivi IoT (Internet of Things). Il Netguard Security Management Center di Nokia è una unica soluzione di gestione end-to-end della sicurezza con funzionalità di orchestrazione, analisi e risposta. Consente ai service provider di monitorare, configurare e gestire tutti i sistemi di sicurezza multi-vendor distribuiti nelle loro reti. L’ultima versione integra potenti capacità di analisi e automazione per trasformare la gestione della sicurezza e le operazioni sulla rete da un processo manuale e reattivo a un processo dinamico, predittivo e automatizzato, e pone le basi per l’aggiunta di funzionalità avanzate di apprendimento automatico e di intelligenza artificiale nelle versioni future. Grazie a una nuova interfaccia e a un motore automatizzato per l’esecuzione dei processi di sicurezza, la nuova versione di NetGuard Security Management Center di Nokia consente ai fornitori di servizi di analizzare il 100% degli allarmi con una riduzione dei costi operativi del 50%, eliminare fino al 70% di falsi positivi, ridurre i tempi di indagine degli avvisi di oltre il 50% e mitigare le minacce prima che si verifichino dannose violazioni. Ron Haberman, responsabile di Emerging Products nel gruppo aziendale Applications & Analytics di Nokia, ha dichiarato: “Attacchi più sofisticati, la crescente complessità della rete e la proliferazione dei dispositivi IoT rendono quasi impossibile per i team di sicurezza monitorare, e risolvere le odierne minacce in modo rapido ed efficace. L’ampia esperienza di Nokia nelle tecnologie di comunicazione di rete e nella sicurezza basata sulla rete gli permette meglio di chiunque altro di affrontare queste sfide senza precedenti alla sicurezza . Il nostro Security Management Center aiuta i service provider a semplificare i processi aziendali, ridurre i costi e affrontare in modo proattivo le minacce alla sicurezza prima che colpiscano gli utenti finali o le aziende.” Il notevole aumento delle segnalazioni di ransomware richiede una migliore gestione della sicurezza. I dati contenuti nel nuovo Threat Intelligence Report 2017 di Nokia pubblicato oggi indicano la necessità per il settore di implementare misure di gestione della sicurezza più efficaci, come il NetGuard Security Management Center di Nokia, per combattere ransomware e altre forme di malware sempre più sofisticate. Secondo il report realizzato dal Nokia Threat Intelligence Lab, Wannacry è stato responsabile, all’inizio di quest’anno, di uno dei più massicci attacchi ransomware di tutti i tempi, infettando oltre 230.000 computer in 150 paesi. Sebbene fossero disponibili patch di sicurezza prima dell’attacco, in molti casi non sono state implementate, il che evidenzia la necessità di una nuova classe di soluzioni di gestione della sicurezza volta a garantire che tutti i dispositivi di rete vulnerabili siano configurati in modo sicuro e dotati proattivamente di patch. Altre conclusioni rilevanti del Threat Intelligence Report di Nokia del 2017 sono: Infezione degli smartphone al 72% – Il tasso di infezioni degli smartphone rappresenta il 72% di tutte le infezioni sulle reti mobili. La restante percentuale è divisa tra dispositivi IoT e PC Windows. Il sistema operativo Android è l’obiettivo principale – Le tipologie di malware Android sono cresciute del 53% nel 2017 e i dispositivi Android hanno rappresentato il 69% di tutte le infezioni (rispetto al 74% del 2016), principalmente a causa della proliferazione di app store di terze parti non sicuri (96% del mercato delle app). Aumento delle infezioni dei PC Windows – Nel 2017 si è verificato un aumento delle infezioni dei sistemi PC con Windows: 28% rispetto al 22% del 2016. Le infezioni sulle altre piattaforme, compresa iOS, restano costanti intorno al 4%. Applicazioni non funzionanti – Le applicazioni non funzionanti (a causa di aggiornamenti software e altre modifiche all’ecosistema) hanno causato significativi problemi di prestazioni, in alcuni casi simili a un attacco DDoS. Adware più aggressivo – Adware di applicazioni di terze parti sempre più aggressivi e più difficili da disinstallare, annunci visualizzati quando l’applicazione host non è in uso e informazioni personali compromesse, come numeri di telefono, indirizzi e-mail ed elenchi dei contatti. Informazioni su Security Management Center di Nokia Il Security Management Center di Nokia estrae e consolida informazioni strategiche da una varietà di fonti di intelligence, come il software anti-malware Nokia NetGuard Endpoint Security e il Nokia Intelligence Lab; e aggrega i dati provenienti dalle reti mobili e fisse in tutto il mondo. Lavorando in maniera integrata con le piattaforme di sicurezza di terze parti, il Security Management Center monitora lo stato della sicurezza della rete, ne gestisce le vulnerabilità, le politiche di sicurezza e l’accesso. La nuova versione del Security Management Center, sviluppata utilizzando la Common Software Foundation di Nokia e i principi di progettazione nativa del cloud, sarà disponibile nel primo trimestre del 2018. Informazioni sul Nokia Threat Intelligence Lab Il Nokia Threat Intelligence Lab analizza il comportamento dei malware nelle comunicazioni di rete per sviluppare regole di rilevamento che identifichino le infezioni in base al collegamento con centri di “comando e controllo” e ad altri comportamenti di rete. Questo approccio consente il rilevamento di malware nella rete del fornitore di servizi e le regole di rilevamento sviluppate costituiscono la base della suite di prodotti NetGuard di Nokia. The post Nokia, soluzione anti-ransomware per i Service Provider appeared first on Data Manager

Amazon non incontra i sindacati, è sciopero

I rappresentanti dei lavoratori del polo logistico di Amazon in provincia di Piacenza hanno indetto uno sciopero immediato perché l’azienda non ha voluto incontrarli E’ un Natale particolarmente complicato per Amazon Italia. Dopo lo sciopero durante il Black Friday, l’azienda di Seattle deve affrontate nuove agitazioni per non essersi presentata all’incontro con i rappresentanti del centro logistico di Castel San Giovanni previsto questa mattina alla Prefettura di Piacenza. I dipendenti hanno organizzato uno sciopero di 2 ore a fine turno e presidi davanti ai cancelli dello stabilimento. Le forze dell’Ordine sarebbero inoltre intervenute per permettere ai sindacati di incontrare i lavoratori. Amazon, che potrebbe essere costretta a pagare una multa da 100 milioni di euro per il mancato pagamento delle tasse in Italia, dal canto suo ha fatto invece sapere al prefetto di aver subito “troppa pressione”. I rappresentanti dell’azienda saranno comunque ricevuti in giornata a Palazzo del Governo ma senza la controparte. Ugl-Terziario afferma che Amazon con questo comportamento “prende a schiaffi anche le istituzioni italiane” oltre ai rappresentati dei lavoratori. Il sito di e-commerce, ribadisce il segretario del sindacato Luca Malcotti, “mette in scena una fuga vergognosa e dimostra un terribile mix di arroganza e paura del confronto”. Altre sigle come Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl ed Uiltucs-Uil auspicano la ripresa delle trattative dopo il blocco causato dalla chiusura del polo logistico lombardo ma non esclude ulteriori scioperi come “successiva forma di lotta”. I dipendenti chiedono alla multinazionale americana nuovi vincoli contrattuali, condizioni di lavoro meno stressanti e stipendi più alti. The post Amazon non incontra i sindacati, è sciopero appeared first on Data Manager Online.

Ford pubblica il Report annuale sui Trend 2018

Ford illustra i risultati del Report annuale sui Trend, sottolineando come i cambiamenti globali della società stiano influenzando i comportamenti e le abitudini dei consumatori: nuovo attivismo, empatia e necessità di esprimere se stessi daranno forma al nuovo anno Le persone si sentono sempre più destabilizzate dagli sconvolgimenti e dai cambiamenti in atto nel mondo, e oltre il 60% di queste afferma di sentirsi sopraffatta da ciò che gli accade intorno. Il Report sui Trend Looking Further with Ford prende in considerazione non solo le tematiche che dividono il mondo, ma anche i meccanismi di difesa che ne stanno emergendo di conseguenza. “Viviamo chiaramente in tempi molto particolari”, ha spiegato Sheryl Connelly, Ford Global Consumer Trends and Futuring Manager. “Il cambiamento delle priorità globali, gli imprevedibili sconvolgimenti politici e l’attenzione ai temi della disuguaglianza sociale hanno modificato lo status quo e lasciato molti disorientati. Ma oltre il caos e il conflitto, una nuova energia creativa sta stimolando le persone come mai prima d’ora. Grazie all’empatia e alla compassione, che hanno condotto a un maggiore impegno nel sociale, le persone sono sempre più convinte che la loro singola azione possa influenzare un cambiamento, in senso positivo”. Mentre le società fanno i conti con le mutate esigenze dell’urbanizzazione, le problematiche dell’ambiente e l’instabilità economica, Ford continua il proprio percorso di trasformazione in mobility company ideando soluzioni per la mobilità che possano migliorare la qualità della vita delle persone. Tra la preoccupazione per la sofferenza nel mondo, il divario sempre più ampio tra ricchi e poveri, e il timore legato agli eventuali effetti collaterali legati all’intelligenza artificiale, Ford rimane fedele alla convinzione che la libertà di movimento favorisca il progresso umano, e, sta continuando, pertanto, a sviluppare tecnologie innovative, all’insegna della sostenibilità, che possano inserirsi virtuosamente nella quotidianità degli individui. Ogni anno, Ford si concentra sui trend globali per capire quale sia il percorso evolutivo dei consumatori e come le aziende debbano comportarsi per rispondere a tali esigenze. I principali risultati emersi dal report annuale, giunto alla sesta edizione, sono: Il 39% delle persone intervistate (adulti) afferma di non aver problemi a condividere le proprie informazioni personali con le aziende, ma il 60% dichiara di sentirsi frustrato dalla quantità di informazioni rese pubbliche Il 76% degli intervistati ha affermato di provare turbamento rispetto alla consapevolezza di quanto delle proprie informazioni personali sia nella disponibilità dei diversi brand Il 52% afferma di temere gli eventuali effetti indesiderati dell’avvento dell’intelligenza artificiale, mentre il 61% dichiara di sentirsi ottimista rispetto all’introduzione dei veicoli a guida autonoma Il 68% delle persone dichiara di sentirsi sopraffatto dalla sofferenza percepibile e diffusa nel mondo e il 51% dichiara di sentirsi in colpa per non essere stato in grado di fare di più per rendere il mondo migliore L’81% degli intervistati si dice preoccupato per il crescente divario tra ricchi e poveri Il 73% delle persone afferma di sentire la necessità di occuparsi maggiormente del proprio benessere emotivo Il 54% degli adulti di tutto il mondo dichiara di sentirsi più stressato rispetto a un anno fa, e, nella fascia d’età tra i 18 e 29 anni, questo dato esprime una crescita che supera il 65% Con lo sguardo rivolto al nuovo anno e al futuro Questa edizione del Report annuale sui Trend di Ford mette in evidenza 10 tendenze che modelleranno i comportamenti dei consumatori nel nuovo anno e in futuro: The Edge of Reason: gli improvvisi sconvolgimenti a livello globale sono evidenti in ogni ambito, dalla politica alla cultura pop, e le persone stanno rispondendo a questi cambiamenti in modo estremizzato. Man mano che cresce la spinta alla frammentazione, la sensazione di essere sopraffatti si intensifica. I consumatori sono alla ricerca di modi innovativi per farvi fronte e adattarvisi. The Activist Awakening: questa cultura dell’estremizzazione significa anche scuotere i consumatori dal loro status di noncuranza. Le abitudini e le aspettative più convenzionali vengono messe in discussione, mentre si dibatte sulla necessità del cambiamento. Minding the Gap: Worldwide, i riflettori sono puntati sulla disuguaglianza. Attivisti e imprenditori sono all’opera nella ricerca di nuovi modi per migliorare l’accesso a un’istruzione di qualità, aumentare l’occupazione, colmare le lacune salariali e garantire a tutti standard di vita e infrastrutture di base. The Compassionate Conscience: grazie alla disponibilità di aggiornamenti continui, siamo, oggi, più che mai consapevoli delle sfide che i consumatori devono affrontare in tutto il mondo. Le persone stanno riflettendo maggiormente sul loro ruolo nella società e sono più concentrate sul loro eventuale coinvolgimento Mending the Mind: i consumatori e le istituzioni si stanno rendendo conto che non è possibile avere un corpo sano se non si possiede una mente sana. In tal senso, la salute e il benessere stanno divenendo una priorità per individui, governi e aziende. Retail Therapy: molti consumatori sono alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso, interessati a beni materiali o a esperienze che portino felicità. Poiché i servizi che mirano a far vivere un’experience sono in crescita, i consumatori, ora, possono acquistare l’unica cosa che non è mai stata in vendita: il tempo. Helplessly Exposed: attraverso l’utilizzo dei Big Data, dovrebbe essere possibile interpretare i comportamenti delle persone, e, in teoria, aiutare i consumatori. Ma con l’utilizzo dei Big Data possono essere coinvolti anche i Big Bias, motivo per cui, una volta che le informazioni personali vengono cedute, i consumatori non possono far altro che sperare in un utilizzo responsabile da parte delle aziende. Technology’s Tipping Point: realtà virtuale, intelligenza artificiale e smart technology – concetti alquanto lontani dalla normalità – vengono ora ricompresi nella vita quotidiana. In tutto il mondo, le persone si stanno chiedendo quale sarà l’effetto di questa commistione per la società. Singled Out: il matrimonio e la genitorialità sono ancora necessari per ambire a una vita felice? Le coppie, oggi, – grazie alle diverse possibilità di scelta e alla più lunga aspettativa di vita – stanno ripensando alle modalità di impegno e alla realizzazione personale. Big Plans for Big Cities: entro il 2050 si prevede che circa il 75% della popolazione

IT: Confindustria assegna a Protom il “Premio Imprese per Innovazione”

L’azienda opera nell’IT, Advanced Engineering, Consulting e Training con soluzioni innovative per permettere ai clienti di essere sempre più competitivi. Nel periodo 2011-2017 gli investimenti di Protom in ricerca ed innovazione hanno superato il 15 per cento del fatturato Confindustria ha assegnato oggi il “Premio Imprese per Innovazione” a 12 aziende che hanno investito con successo in ricerca e innovazione tra cui Protom Group, azienda fondata più di 25 anni fa da Fabio De Felice ed entrata a novembre in Elite, il programma di Borsa Italiana e Confindustria per le imprese ad alto potenziale, per supportare il suo percorso di crescita legato ad innovazione e internazionalizzazione. Il Premio, realizzato in collaborazione con La Fondazione Giuseppina Mai, Confindustria Bergamo, con il sostegno di Warrant Group e con il supporto tecnico dell’Associazione Premio Qualità Italia (APQI), è il primo in Europa ad aver adottato i parametri dell’European Foundation for Quality Management (EFQM). Le altre aziende vincitrici del 2017 sono: Adige Spa, Argotec SRL, Farmalabor Srl, Fluid-o-Tec SRL, Masmec Spa, Oikos Srl, Opus Automazione Spa, Solvay Specialty Polymers Italy SpA, T.T. Tecnosistemi SPA, Thales Alenia Space Italia Spa, Vetrya Spa. Il Premio “Imprese per Innovazione” partecipa, per la categoria Industria e Servizi, al Premio dei Premi, riconoscimento istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri su mandato del Presidente della Repubblica. Con cuore operativo in Italia a Napoli e Milano, uffici in Francia, Inghilterra e Brasile, Protom è un’azienda di consulting e system integration. Inizialmente aveva il suo core business nella formazione e nella consulenza direzionale. Con il tempo le attività dell’azienda si sono diversificate, permettendole così di operare in numerosi mercati attraverso quattro Business Unit: IT, Advanced Engineering, Consulting e Training. L’integrazione delle diverse divisioni consente di progettare soluzioni altamente innovative, senza perdere l’approccio tailor-made, necessario alla realizzazione ottimale di ciascun progetto. L’azienda lavora con i big player del comparto metalmeccanico nell’aeronautica, nel ferroviario e nell’automotive come Leonardo, Superjet, Piaggio Aerospace, Airbus, FCA e ATR, Hitachi Rail Italy e Rolls Royce. “Siamo orgogliosi – spiega il fondatore di Protom Fabio De Felice – di aver vinto questo Premio che ci sprona a fare sempre di più e meglio.  Come azienda abbiamo investito più del più del 15% del fatturato tra il 2011 e il 2017 in progetti di Ricerca e Innovazione per un totale di oltre 10 milioni di euro, con l’impegno di un monte lavorativo di circa 80.000 ore. Grazie al nostro Innovation Lab guidato da Sergio Cotecchia, Protom si colloca in prima linea per utilizzo puntuale e mirato del programma europeo Horizon 2020”. Molto significativo è il “Success rate”, ossia la percentuale di proposte approvate, rispetto a quelle presentate in H2020 da Protom. L’azienda ha ottenuto il 20,7%, un dato superiore alla media nazionale dell’11,7%, e a quella UE 28, pari al 13,3%. “Quando abbiamo creato l’Innovation Lab – dichiara Fabio De Felice – eravamo convinti che per crescere non basta produrre innovazioni, ma bisogna dedicarsi ad un aspetto spesso trascurato, che è la loro gestione. Promuovendo la creazione di una mentalità imprenditoriale del personale nella sperimentazione, nel challenge learning, nell’accettazione dei rischi; pianificando azioni strategiche e operative; formando e sviluppando le risorse umane a supporto dei nuovi processi organizzativi e produttivi”. Tra i più recenti successi di Protom spicca la partecipazione al progetto di Airbus Helicopter per la realizzazione di un dimostratore del “Compound Helicopter”, sviluppato all’interno del programma di ricerca europeo Clean Sky 2. Protom è anche una realtà leader nelle soluzioni che integrano la realtà immersiva nei progetti ed  ha vinto la gara internazionale per realizzare a Napoli, a Città della Scienza, Corporea, il primo e più interattivo Museo dedicato al corpo umano e il più grande investimento in cultura realizzato in Europa.  ‌ The post IT: Confindustria assegna a Protom il “Premio Imprese per Innovazione” appeared first on Data Manager Online.

Le tre anime di Lenovo

Scopriamo perché “different is better”. Spaziando dalla mobility al cloud, passando per PC e server, l’offerta di Lenovo si articola su tre divisioni specializzate che operano in sinergia. Il posizionamento di Lenovo non ha uguali sul mercato grazie alla gestione di un unico brand globale forte di un’offerta tecnologica innovativa sia sul segmento consumer sia professionale In un mondo in continua evoluzione come quello dell’IT, ci sono aziende che hanno scelto di raccogliere la sfida della trasformazione. E stanno dimostrando di saperla cavalcare al meglio. È il caso di Lenovo, che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi più volte. A partire dall’acquisizione, avvenuta ormai 12 anni fa, del business dei PC da IBM, l’azienda che proprio in quel frangente è rinata con il nome Lenovo (Le-novo, nuova Legend, il nome della società cinese precedente all’acquisizione) si è di fatto trasformata, puntando sempre più sull’innovazione, con prodotti di sicuro impatto, e allargando la propria azione anche nell’area dei server x86, con l’acquisizione nel 2014 del relativo business, sempre da Big Blue, e quella del mobile, che vede nel marchio Motorola il cavallo di battaglia. E se una parte della potenza di fuoco anche in quest’ultima area nasce dall’acquisizione, quella di Motorola da Google, nel 2015, non bisogna pensare che le fortune attuali di Lenovo traggano unicamente origine dall’acquisto di business da altri, in quanto sono il frutto della strategia “One Lenovo”, che è quella di un’azienda unica, con un brand unico, in cui la specializzazione per segmenti è funzionale a soddisfare le diverse esigenze dei clienti. Ecco quindi che oggi l’organizzazione, anche in Italia, vede la presenza di tre macro-divisioni, ovvero Data Center Group (DCG), che spazia dal data center fino al cloud; Personal Computing & Smart Device Group (PCSD, spesso abbreviata in PCG), che va dal PC di casa fino al tablet e alla workstation; e infine Mobile Business Group (MBG), che gestisce tutto ciò che è telefonia mobile e gli accessori che la trasformano, i cosiddetti Moto Mods. Oggi, i numeri dipingono una realtà globale presente in oltre 160 paesi, con 52mila persone, 43 miliardi di dollari di fatturato nell’ultimo anno fiscale, e la posizione numero 202 nella classifica Fortune Global 500. BRAND GIOVANE Niente male per una società giovane, e il cui brand ha poco più di dieci anni di vita: “Le-novo” è stato infatti coniato nel 2005, derivandolo da “nuova Legend”, il nome dell’azienda cinese da cui è nata l’attuale compagine dopo l’acquisizione della divisione PC di IBM. Il nuovo nome fu dato proprio per segnare il punto di discontinuità e di internazionalizzazione di un’azienda che fino ad allora si era rivolta quasi esclusivamente al mercato domestico – sebbene enorme – con l’invenzione disruptive della scheda che trasformava i caratteri occidentali in ideogrammi sugli allora PC “IBM-compatibili”. Quello che però è interessante rilevare è che «da due anni a questa parte, sostanzialmente con una strategia di marketing molto focalizzata e orientata agli ambiti digital e social» – come fanno notare in Lenovo, il brand si è affermato nella prestigiosa classifica dei 100 marchi top a livello globale, stilata ogni anno da Interbrand e nella quale sono presenti in tutto solo 15 marchi nel mondo della tecnologia, solo pochi dei quali sono tra i concorrenti principali di Lenovo. Le tre anime di @lenovoitalia Scopriamo perché #different is #better #LenovoClick To Tweet OBIETTIVO CRESCITA Lenovo è una realtà di tutto rispetto anche in Italia, e per scoprire i motivi del successo, che non sono pochi, Data Manager ha incontrato i vertici della società a metà novembre, nei moderni uffici della sede centrale situati alle porte di Milano. Con Emanuele Baldi, general manager e amministratore delegato in Italia di Lenovo, nonché territory manager per Italia e Israele – in sella da inizio 2017, dopo una lunga carriera in aziende di rilievo come Intel e Fujitsu – è logico partire da una valutazione del suo primo anno in azienda. «Il bilancio è largamente positivo: ho trovato un team di persone molto valide e con ottime competenze, che forse aspettavano solo di essere rimotivate. E questo è avvenuto molto rapidamente, grazie anche al fatto che Lenovo è un’azienda che ascolta le istanze delle diverse country» – esordisce Baldi, spiegando che l’azienda «ha compiuto passi significativi verso una continuità di crescita che proseguirà ancora, per merito degli investimenti fatti, anche in termini di organizzazione e di struttura. Per l’anno che sta iniziando, si tratta di spingere ulteriormente sull’acceleratore, con l’obiettivo di portare la nostra quota di mercato in Italia al livello di quella che abbiamo già in Europa». Gruppo Lenovo PCG (PC – e Smart Device – Group) al centro il GM Emanuele Baldi, poi Simona Menghini, Cristiano Accolla, Mauro Podeschi, Guido Terni, Enza Truzzolillo, Federico Carozzi e Luca Biondelli PUNTI DI FORZA I punti di forza non mancano: «La nostra proposizione sul mercato è unica, in quanto siamo solo noi ad avere una gamma completa che va dallo smartphone fino al server per data center, con una uniformità di linguaggio e di posizionamento che viene declinata nelle tre organizzazioni separate, che operano in sinergia a livello operativo, ma come divisioni lavorano per competenza» – prosegue Baldi. Ma non solo: «La nostra struttura è solida non solo in Italia ma anche in Europa e nel mondo, e questo ci permette di affrontare molto rapidamente tutti i cambiamenti del mercato» – fa notare Baldi, che sul mercato vede ancora «un po’ di debolezza, anche se le aspettative sono quelle di un miglioramento. È per questo che sono ottimista sui nostri obiettivi, che per il 2018 prevedono una crescita soprattutto nel segmento professionale, dato che nell’ambito consumer riteniamo già adeguata agli obiettivi la nostra crescita organica». IL DATA CENTER GROUP Il riferimento è all’area PCG, dove la carne messa al fuoco nel 2017 è stata davvero molta, come vedremo più avanti, mentre ora è opportuno concentrare l’attenzione sull’ambito data center con Alessandro de Bartolo, general manager per l’Italia del Data Center Group. L’essere in chiusura d’anno solare, anche se non coincidente con l’anno fiscale

Akamai: gli 8 trend che guideranno lo sviluppo del web nel 2018

Nel 2018 si celebrerà il trentesimo anniversario dalla connessione di Stoccolma al National Science Foundation Network (NSFNET), che ha significato il collegamento dell’Europa alla neonata infrastruttura internet negli Stati Uniti. Il web, oggi, apparirebbe irriconoscibile ai primi pionieri e ogni anno sono numerose le novità che determinano la sua evoluzione. Akamai ha individuato gli 8 temi principali che guideranno lo sviluppo della rete il prossimo anno: Realtà Virtuale Nel 2018, la realtà virtuale, la realtà aumentata e la realtà mista avranno un ruolo sempre più importante nel mondo reale, rendendo una connessione a internet di qualità essenziale per le aziende che desiderano migliorare l’esperienza utente. Alcune organizzazioni stanno già sperimentando l’utilizzo di esperienze di realtà virtuale all’interno di strategie di vendita, consentendo ad esempio di vedere come un nuovo divano si abbinerebbe all’arredamento del soggiorno o provare a guidare il nuovo modello di un’auto senza dover visitare lo showroom. Tuttavia, anche le applicazioni meglio progettate possono non generare l’effetto desiderato a causa di una pessima connessione a Internet. L’ottimizzazione del trasferimento di dati è quindi diventata fondamentale in sempre più ambiti. IoT L’evoluzione dell’Internet of Things sta dando vita a un’armata di bot dormienti che, il prossimo anno, potrebbero venire sfruttati dai cyber criminali con effetti devastanti. Le password di default dei dispositivi connessi a Internet portano qualsiasi oggetto – dal citofono smart alla lampadina connessa – a poter diventare uno strumento nelle mani dei cyber criminali. La crescente diffusione dei dispositivi IoT li porta a diventare obiettivi sempre più interessanti per i criminali, che nel 2018 li useranno per lanciare attacchi DDoS su una scala sempre più vasta o come backdoor per accedere ai network aziendali e rubare informazioni sensibili. Esperienze mobile Oggi, i produttori di dispositivi mobile puntano sempre più sull’esperienza video ma, come può testimoniare chi possiede un TV 4K, la qualità delle immagini dipende in gran parte dalla connessione. Gli utenti non sono più disposti a perdonare una scarsa qualità in cambio della mobilità e sta diventando sempre più importante offrire esperienze simili a quelle televisive su smartphone e tablet. Il 5G giocherà sicuramente un ruolo fondamentale in questo campo ma, dato che non sono previsti grandi lanci prima del 2020, gli operatori dovranno trovare altri modi per migliorare la qualità video nel frattempo. Auto connesse Le auto connesse evolveranno significativamente nel 2018, rendendo sempre più prossimo l’arrivo dei veicoli autonomi. I guidatori possono accettare che il navigatore satellitare perda il segnale per uno o due minuti, mentre ovviamente non è ammissibile che un’auto a guida autonoma perda la connessione. Nel 2018, verranno lanciate nuove soluzioni per la connettività mirate a risolvere questo problema, primi fra tutti gli aggiornamenti dei software Over The Air (OTA). I governi europei stanno iniziando a riconoscere questi sviluppi e il prossimo anno i legislatori stabiliranno le regole che definiranno lo status di queste tecnologie. Streaming video Il Campionato mondiale di calcio in Russia porterà il settore globale della comunicazione ad affrontare le principali sfide dello streaming Over The Air (OTA). Le aziende dovranno risolvere i problemi legati alla connettività globale e alla sovranità in materia di dati per poter migliorare il ROI dei propri investimenti legati ai Mondiali 2018. Allo stesso modo, i costi elevati connessi ai diritti di proprietà spingeranno i broadcaster a impegnarsi nella protezione dello streaming a livello globale. Nel 2018 verranno probabilmente sviluppate tecnologie per identificare lo streaming pirata di prodotti protetti da diritti e inserire forzatamente pubblicità per conto dei legittimi proprietari. HomePod Il lancio di HomePod, previsto nel 2018, si aggiungerà al fenomeno Echo/GoogleHome, incentivando lo streaming audio in Europa. Secondo Gartner, entro il 2020 il 75% delle case possiederà uno smart speaker. Questi prodotti stanno già avendo un impatto significativo sulle tendenze di ascolto della musica: il 90% di chi li possiede usa gli smart speaker per ascoltare la musica e il 39% ha comprato questo nuovo dispositivo per sostituire lo stereo. Di conseguenza, la musica e la radio – in precedenza trasmesse sulle frequenze FM – vengono sempre più ascoltate in streaming. Con la costante crescita dello streaming, i proprietari di contenuti e i service provider dovranno dedicare maggiore attenzione alle piattaforme di delivery e ai metodi di distribuzione per garantire agli utenti esperienze positive supportate dalle proprie infrastrutture. GDPR L’entrata in vigore del GDPR il 25 maggio implica per le aziende la necessità di agire rapidamente per rispettarne i requisiti. Tuttavia, il regolamento sulla protezione dei dati non sarà l’unica ragione di discussione su dove e come i dati debbano essere archiviati e processati. Il Privacy Shield è stato contestato legalmente dai gruppi per la privacy e, se il caso si dimostrasse ammissibile, potrebbero esserci ulteriori ripercussioni per la gestione dei dati da parte delle aziende. Inoltre, i trend europei del nazionalismo e del separatismo stanno rendendo ulteriormente confusa la situazione, creando incertezze sulla portata del regolamento europeo in luoghi come il Regno Unito o la Catalogna. Brexit La Brexit e la paura dell’ignoto porteranno le aziende a riconsiderare quale sia il luogo migliore per l’archiviazione dei propri dati: conservarli nel Paese in cui vengono raccolti o dove sono processati? Oppure affidarli al cloud? Cosa significherà per le aziende che hanno attività nel Regno Unito se, uscendo dall’Unione Europea, il Paese rifiutasse il regolamento sulla protezione e il transito dei dati? Le aziende globali che hanno fissato il proprio headquarter EMEA nel Regno Unito dovranno decidere se trasferirlo all’estero e, in tal caso, dove collocare i server. Le possibilità offerte dal cloud e la possibilità di accedere alle applicazioni da remoto sembrano sempre più interessanti ma comportano anche sfide relative alla sicurezza e a un accesso rapido e affidabile. Il 2018 sarà l’anno in cui le aziende decideranno se i dati debbano essere archiviati a livello locale o solamente accessibili localmente. “Il 2018 non sarà sicuramente un anno tranquillo, caratterizzato da innovazioni tecnologiche, cambiamenti politici, grandi eventi internazionali e un’evoluzione del modo in cui gli utenti usano Internet. Sarà per certo un anno in cui andranno a delinearsi maggiormente i

Go Reply diventa Google Cloud Managed Service Provider

Go Reply, società del gruppo Reply specializzata in servizi Cloud basati sulla tecnologia Google Cloud, è diventata Google Cloud Managed Service Provider (MSP), entrando a far parte di un gruppo mondiale di partner Google Cloud altamente specializzati. Go Reply supporta i clienti nell’intero cloud journey, sapendo come rispondere alle necessità aziendali durante le diverse fasi del processo, dal coinvolgimento iniziale alla migrazione ed esecuzione in Cloud, fino alla pianificazione e all’ottimizzazione del sistema. In qualità di Google Cloud MSP, Go Reply offre un servizio di alto livello ai clienti che sono alla ricerca di un supporto completo e proattivo. Go Reply è in grado di supportare i clienti enterprise con servizi esclusivi, che coprono non solamente la migrazione di un sistema in Cloud ma tutti gli aspetti del processo, compresi i successivi sviluppi. “Da interventi specifici alle operazioni più tipiche sui carichi di lavoro, i partner MSP offrono un servizio continuativo e di valore alle imprese sul cloud. Per i clienti, questo significa affidare la gestione dei servizi di Google Cloud Platform a una realtà di provata esperienza, capace di offrire assistenza completa. Siamo lieti di vedere Go Reply, uno degli integratori più innovativi in Italia, confermare il proprio impegno a supportare la trasformazione digitale delle aziende attraverso il Cloud di Google”, commenta Fabio Fregi, Country Manager Italia, Google Cloud. “Go Reply fa parte nell’elite dei 10 partner mondiali di Google per il programma MSP, unico in Italia” – ha dichiarato Filippo Rizzante CTO di Reply “Questo riconoscimento è noi un ulteriore stimolo a perseguire la nostra azione di investimento per supportare al meglio le aziende nel percorso di adozione in soluzioni cloud based. Abbiamo competenze di altissimo livello, specializzate in una delle aree, oggi, a maggior tasso di crescita e dove sempre più si stanno concentrando gli investimenti da parte dei principali player”. “Essere partner strategici di Google ci consente di avere accesso agli esclusivi programmi di formazione di Google, ai Google Professional Services e ai team di supporto di Google Support, a beneficio dei clienti enterprise”, commenta Filippo Rizzante, Chief Technology Officer di Reply. Go Reply ha accesso agli esclusivi programmi di formazione di Google, ai Google Professional Services e ai team di supporto di Google Support, a beneficio dei clienti enterprise. La formazione non si limita alla conoscenza delle piattaforme tecnologiche ma è finalizzata al miglioramento della customer experience per fornire un ulteriore valore aggiunto ai clienti. The post Go Reply diventa Google Cloud Managed Service Provider appeared first on Data Manager Online.

Dagli USA sono certi: WannaCry arriva dalla Corea del Nord

Il governo statunitense punta il dito contro gli arcinemici che avrebbero diffuso a livello globale il malware. Da maggio ha causato perdite pari a circa 4 miliardi di dollari Ora l’accusa è ufficiale: gli USA hanno affermato che c’è la Corea del Nord dietro il lancio massiccio del ransomware WannaCry, che dallo scorso maggio ad oggi ha fatto perdere ad aziende e utenti privati circa 4 miliardi di dollari. La cifra comprende sia i soldi spesi per ripristinare le infrastrutture che quelli concretamente andati in fumo per affari e database bloccati e, purtroppo, per la montagna di bitcoin pagati ai conti dei cracker, con l’illusoria speranza di ottenere la chiave utile a ripristinare i computer. Come sappiamo, molto spesso (quasi sempre) all’esborso anche di piccole cifre (sulle centinaia di euro) non corrisponde alcun feedback da parte dei cybercriminali, che dopo aver intascato le criptovalute svaniscono del tutto. Thomas P. Bossert, del servizio antiterrorismo e sicurezza nazionale della Casa Bianca, è l’uomo che ha dato la notizia, tirando in ballo alcune indagini portate avanti da Microsoft e dalle autorità del Regno Unito, concordanti con la fonte della minaccia. Smacco agli hacker La guerra degli States ai cybercriminali sembra esser diventata una parte fondamentale dell’amministrazione Trump. Come lo stesso Bossert ha spiegato, Washington non farà sconti a nessuno stato alla quale la polizia collegherà attività di spionaggio o danneggiamento alle infrastrutture pubbliche e private negli Stati Uniti. È seguendo tale linea che il governo ha deciso di eliminare i software di Kaspersky dai computer federali e di combattere con veemenza gli hacker iraniani e nordcoreani infiltrati in molte compagnie del paese negli ultimi anni. Tornando a WannaCry, non è chiaro in che modo il ransomware sia stato diffuso globalmente, ma è alquanto evidente che una volta individuata la falla in Windows, sia bastato ben poco per costruirci attorno un virus e indirizzarlo nel mare magnum della rete, sperando in utenti poco protetti e non aggiornati. The post Dagli USA sono certi: WannaCry arriva dalla Corea del Nord appeared first on Data Manager Online.