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Il mondo data-driven di HPE guarda al 2018

Gli obiettivi per il prossimo anno partono dagli annunci di Discover Madrid centralizzati su intelligent edge, cloud e sicurezza delle reti Hewlett Packard Enterprise è tra le prime compagnie al mondo nel settore dei supercomputer. Il punto, come spiegato da Stefano Venturi, Corporate Vice President e Amministratore Delegato, Hewlett Packard Enterprise Italia, non è spingere sempre più avanti la tecnologia ma umanizzarla, cioè renderla capace di risolvere problemi complessi, distinguendo il contesto dalle informazioni. Il panorama dell’elaborazione di dati non è dunque incentrato solo sulle CPU più innovative ma su tutto quello che c’è intorno: IoT, piattaforme di correlazione, ambienti smart, capacità specifiche dei team. “Siamo stati i primi a coniare alcuni concetti che oggi sono oramai utilizzati su vasta scala – spiega Venturi – pensiamo al cloud ibrido e alla intelligent edge (intelligenza della periferia), temi sempre più presenti nelle aziende che, dopo essersi ritrovate con decine di strumenti informatici di nuova generazione, si sono ritrovate sommerse da elementi destrutturati dai quali non è così semplice trarre valore. Ed è qui che arriviamo noi, con l’obiettivo di qualificare le sorgenti informative dei clienti tramite un vasto portafoglio di partner che possono canalizzare singole necessità verso le strade concrete della digitalizzazione in ambito enterprise. La sfida della digital trasformation è stata in parte vinta ma di certo non si conclude tutto con l’adozione di software e sensori che si integrano con la produzione interna. I dati collezionati devono essere raccolti in modo sicuro, economicamente sostenibile e immediatamente utili, altrimenti quale sarebbe il vantaggio rispetto alle tecniche tradizionali? Stando ad HPE è la logica di base che deve cambiare, cioè l’utilizzo di tool rivoluzionari deve procedere di pari passo con la considerazione di un nuovo paradigma applicativo, che per forza di cose finisce col rompere le linee classiche, poco inclini a sfruttare soluzioni tecnologiche dirompenti. Ma qual è l’idea di smart enteprise di HPE? A spiegarlo è Mauro Colombo, Hybrid IT Sales and PreSales Manager, Hewlett Packard Enterprise Italia: “La strategia data-driven di HPE, già svelata durante Discover Madrid, parte dal concetto espresso dal nostro AD, quello di intelligent edge. Con questo intendiamo la capacità di portare le nuove tecnologie anche nelle aree periferiche di un sistema, per connettere ogni settore e migliorare la comunicazione con le centrali, aumentando allo stesso tempo la loro sicurezza. Il tema della cybersecurity è fondamentale, soprattutto quando i tentativi di violazione procedono oramai indistintamente verso target privati (consumer) e server di multinazionali, con minacce più potenti e specifiche, semplificate anche dal basso costo di sviluppo e le alte possibilità di guadagno”.   Ecco il data driven enterprise di @HPE_IT pic.twitter.com/K3mxY8v7Zx — Data Manager Online (@datamanager_it) 20 dicembre 2017 Per Hewlett Packard Enterprise l’approccio da seguire è quello che considera tutto il flusso dati che entra ed esce da un network aziendale. La necessità è quindi di affidarsi a una piattaforma completa ma anche facile da usare. La risposta è HPE Introspect, un software avanzato che  analizza i comportamenti di una rete, automatizzando l’accesso e l’uscita delle informazioni a seconda dei profili validati che entrano in gioco. Nata come compagnia specializzata in certi campi dell’IT, HPE seguirà anche nel 2018 dei focus specifici, tra cui: cloud, soluzioni memory-driven, software defined, computing & HPC, Intelligenza Artificiale. “Di certo abbiamo in ballo un bel po’ di progetti che non ci faranno annoiare – prosegue Colombo – insieme ai partner siamo convinti di poter spostare ancora più in avanti i limiti del possibile, trainando la crescita dei clienti attraverso un’innovazione che duri nel tempo e che si ponga come asset principale del cambiamento”. The post Il mondo data-driven di HPE guarda al 2018 appeared first on Data Manager Online.

Nokia ci riprova: un mini smartphone con tastiera estesa

L’operazione nostalgia del 3310 potrebbe non essere finita perché dalla Finlandia è in arrivo un telefonino piccolo e intelligente con sistema operativo Kai Se c’è una conseguenza dell’arrivo di tanti smartphone con schermi allungati, cosiddetti full vision, è che il mercato mobile oggi è estremamente vario ed eterogeneo. Certo, i top di gamma finiranno tutti per assomigliarsi data l’assenza di punti di riferimento chiari, ma il pregio è che i dispositivi posti leggermente sotto la fascia alta costeranno meno, senza privarsi di novità hardware interessanti. Insomma, sembra essere tornati all’epoca pre-touch, quando la creatività la faceva da padrone in un contesto senza un chiaro dominatore. Oggi i rapporti di forza tra Samsung e Apple, protagoniste indiscusse degli ultimi anni, non sono più così netti, dato il successo di Huawei e il rilancio di alcuni brand, tra cui Nokia. Proprio il nome storico della telefonia, abbracciando Android, è di nuovo tra i big, dopo un periodo non proprio esaltante al fianco (forzato) di Microsoft e Windows Phone. La convinzione della finlandese di poter ancora fare breccia nel cuore dei consumatori è talmente forte da spingerla anche a intraprendere operazioni di marketing coraggiose, come il revamp del 3310, nel suo piccolo un gioiellino retro niente male. Provaci ancora HMD Un’attività nostalgica che potrebbe proseguire, questa volta lanciando una nuova linea di device. Ad affermarlo sono un paio di siti di appassionati del marchio, che hanno scovato un brevetto depositato da Nokia presso la solita US Federal Communications Commission, che gestisce le proprietà intellettuali. Questo fa riferimento a un certo TA-1047, nome in codice dietro il quale si celerebbe uno smartphone con display da meno di 4 pollici, tastiera qwerty estesa e sistema operativo intelligente, Kai OS. Si tratta di una versione personalizzata di Android, simile a quella sul Nokia 3310 2017 ma dalle più spiccate doti avanzate. Non possiamo dire quanto di vero e concreto ci sia dietro il brevetto, ma è chiaro che con il budget arrivato da HMD Global, Nokia può sicuramente differenziare la propria offerta, distinguendosi dalla massa. The post Nokia ci riprova: un mini smartphone con tastiera estesa appeared first on Data Manager Online.

SpaceX presenta il suo razzo Falcon Heavy

Elon Musk ha condiviso su Twitter la prima immagine del razzo Falcon Heavy che riporterà l’uomo sulla Luna Dopo una lunga attesa finalmente è arrivato il momento per SpaceX di presentare il suo nuovo razzo Falcon Heavy, il cui volo inaugurale dovrebbe partire entro i primi mesi dell’anno prossimo. Il CEO dell’agenzia spaziale privata, Elon Musk, ha condiviso su Twitter le prime immagini del vettore che dovrebbe riportare l’uomo sulla Luna per poi coronare finalmente il sogno di sbarcare su Marte. Falcon Heavy si compone sostanzialmente di tre razzi Falcon 9 assemblati tra loro ma soprattutto è riutilizzabile. Una volta lanciato nello Spazio, il 70-80% delle sue componenti può infatti essere nuovamente sfruttato per altre missioni una volta tornato sulla Terra. Falcon Heavy ha avuto uno sviluppo piuttosto travagliato ed è pensato per il trasporto di grandi quantità di materiale in orbita grazie a una capacità di carico di ben 2.300 tonnellate. Il Falcon Heavy mostrato da Musk è stato completamente assemblato nella base NASA di Cape Canaveral, in Florida. Falcon Heavy at the Cape pic.twitter.com/hizfDVsU7X — Elon Musk (@elonmusk) 20 dicembre 2017 Il Falcon Heavy è solo una delle tante tecnologie su cui SpaceX sta lavorando. Qualche tempo fa Elon Musk ha parlato di una nuova tipologia di trasporto per lo Spazio profondo che ha poi battezzato con l’altisonante nome “Rocket Big Fucking”. Il vettore modulare dovrebbe diventare il mezzo per raggiungere Marte grazie a un costo economico inferiore alle soluzioni attuali e la possibilità di riutilizzare ogni sua componente. The post SpaceX presenta il suo razzo Falcon Heavy appeared first on Data Manager Online.

Talend collabora con Cloudera, Qlik e Keyrus per fornire personalizzazione della clientela in tempo reale

La nuova soluzione utilizza l’intelligenza artificiale per aiutare le imprese a fornire un’esperienza alla clientela più efficiente Talend ha svelato una nuova offerta congiunta con i suoi partner Cloudera, Qlik e Keyrus, denominata Customer Experience Excellence (C2X), una soluzione unificata che permette di avere una vision a 360° sulla clientela per una personalizzazione in tempo reale di ogni interazione con il cliente. La soluzione C2X combina dati storici, in tempo reale e back-end con analisi avanzate e intelligenza artificiale per aiutare le aziende a rispondere in tempo reale alle azioni dei clienti e con la strategia di personalizzazione più corretta. “La maggior parte delle aziende è ancora in una fase iniziale quando si tratta di sfruttare le informazioni in tempo reale per comprendere e soddisfare le esigenze dei clienti in modo personalizzato. Mentre molte aziende si rendono conto dell’importanza di disporre di una solida iniziativa customer-360, poche dispongono di dati relativi ai clienti precisi e aggiornati o l’infrastruttura per gestirli in modo unificato,” ha spiegato Ciaran Dynes, senior vice president, Products, di Talend. “Questa collaborazione con Keyrus, Qlik e Cloudera consentirà alle aziende di creare solidi programmi per la conoscenza approfondita del cliente che portino alla fidelizzazione della clientela e contribuiscano ad incrementare il share-of-wallet (SOW).” Secondo Gartner “l’abilità di un brand nell’acquisire, integrare, analizzare e reagire sulla base dei dati relativi ai clienti è parte integrante della sua capacità di rispondere con maggiore agilità, efficienza ed efficacia rispetto alla concorrenza”. Le imprese oggi devono offrire un’esperienza eccezionalmente esclusiva a ciascuna persona e acquirente per conquistare la fedeltà del cliente e quote SOW. Un recente report McKinsey conferma che quando “dispongono di analisi avanzate, le aziende esperte in customer experience ottengono dati approfonditi rapidamente per fidelizzare la clientela, rendere i propri dipendenti più felici e soddisfatti, aumentare i guadagni del 5-10% e ridurre i costi del 15-25% nel giro di due o tre anni. Ma sono necessari coraggio e pazienza per far sì che un’azienda veda il mondo attraverso gli occhi del cliente e riprogetti le funzioni per creare un valore incentrato sul cliente”. La soluzione C2X combina l’esperienza consulenziale in materia di dati di Keyrus, le competenze in ambito machine learning e analisi di Cloudera e la tecnologia avanzata di discovery e visualizzazione dei dati di Qlik, con la completa piattaforma per l’integrazione dei dati di Talend, Talend Data Fabric. La soluzione end-to-end permette alle aziende di creare facilmente flussi di lavoro di dati orientati ai clienti che sfruttano le informazioni da tutti i punti di contatto omnicanale con il cliente attuali e futuri, inclusi negozi al dettaglio, call center, siti web, email, app mobile e social media. La soluzione C2X aiuta le aziende a integrare agevolmente tutti i dati dei clienti all’interno di un unico data lake. Quindi applica motori di analisi avanzata e intelligenza artificiale per aiutare gli utenti aziendali a prevedere i comportamenti dei clienti e consigliare le azioni corrette in modo tempestivo, per migliorare la customer experience nel suo complesso e aumentare le possibilità che la transazione vada a buon fine. Grazie alla soluzione C2X, gli addetti alle vendite possono agire con fiducia e proattività in ogni interazione con la clientela. APRIL Technologies, un fornitore di soluzioni IT per le società di APRIL Group è stata una delle prime aziende a utilizzare con successo la soluzione C2X. “I benefici che la soluzione C2X ha portato all’interno di APRIL Group sono di tre tipi,” ha spiegato Denis Bourdon, general manager di GIE APRIL Technologies. “Il primo è l’adozione di tecnologie avanzate per i big data. Il secondo è lo sviluppo di una solido caso d’uso aziendale che permette ad APRIL Technologies di essere un ambasciatore big data all’interno di APRIL Group. Il terzo è una potente piattaforma tecnologica sufficientemente flessibile da supportare le esigenze di tutti nostri progetti big data futuri”. Insieme, queste soluzioni aiutano le aziende a migliorare la conoscenza approfondita del cliente e a incrementare i guadagni”. The post Talend collabora con Cloudera, Qlik e Keyrus per fornire personalizzazione della clientela in tempo reale appeared first on Data Manager Online.

La Cina blocca la parte social di Steam

Le autorità cinesi avrebbero reso inaccessibile la community di Steam per favorire il colosso locale Tencent La Cina si è aperta al libero mercato ma è sempre reticente a permettere alle aziende straniere di rendere disponibili i loro servizi nel Paese. Solitamente è infatti richiesto il sostegno di una realtà locale che le supporti nell’omologazione alle rigide regole imposte dal Governo. Greatfire.org, associazione che monitora le attività di censura in Cina, afferma che una parte della community della celebre piattaforma per il gaming Steam, che ha superato i 67 milioni di utenti attivi, non è più accessibile. Gli utenti locali possono continuare a scaricare i propri titoli preferiti ma non possono usufruire del forum, pagine profilo e inventari. Il motivo del contendere sarebbe il gioco PUBG (Playerunknown’s Battlegrounds) sviluppato da Bluehole che ha riscosso un certo successo a livello internazionale. Il titolo è arrivato su Steam in Cina grazie a Tencent, proprietaria dell’app WeChat. Inizialmente il Governo ha bloccato la diffusione di PUBG ma grazie al lavoro del colosso cinese dei mass media e agli ottimi rapporti che questa intrattiene con i vertici di Pechino è stata realizzata una versione “in accordo ai valori fondamentali del socialismo” in linea con la censura governativa. Tencent inoltre in passato ha cercato di acquisire la sudcoreana Bluehole per 500 milioni di dollari ma senza successo. Proprio le tensioni tra le due aziende potrebbero aver portato alla chiusura della community di Steam. The post La Cina blocca la parte social di Steam appeared first on Data Manager Online.

Fake news, Post-verità e Bufala tra le otto nuove voci di Wikipedia

TIM protagonista dello sviluppo della cultura digitale con #WikiTIM insieme a Wikimedia Italia e Università di Catania Si è svolto all’Università di Catania, presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche, l’evento conclusivo della tappa siciliana di #WikiTIM, il progetto ideato da TIM con Wikimedia Italia per dare impulso allo sviluppo della conoscenza digitale nel nostro Paese. #WikiTIM è la prima iniziativa in Europa in cui un’azienda e alcune selezionate Università – con la collaborazione degli esperti wikipediani, soci di Wikimedia Italia (corrispondente italiana ufficiale di Wikimedia Foundation, la Fondazione americana che è a capo dell’enciclopedia libera Wikipedia) – realizzano un progetto educativo di scrittura corretta delle voci, impiegando e condividendo le rispettive risorse ed esperienze. L’Edit-a-thon, il momento ufficiale di scrittura e pubblicazione su Wikipedia, è avvenuta oggi nel corso di una cerimonia ufficiale alla presenza di Marina Paino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, Davide Bennato, Docente di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, Massimo Mantellini, Blogger e Direttore Editoriale del web magazine TIM “Le Macchine Volanti”, Fabio Rinnone, docente di Wikimedia Italia, e Paolo Artuso, Responsabile Progetto #WikiTIM. Grazie alla collaborazione con la cattedra di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi, attraverso il lavoro degli studenti coordinati dal docente di Wikimedia Italia e con la supervisione scientifica del Prof. Bennato, sono state aggiornate, o create ex novo, otto voci digitali sul tema relativo alla disinformazione e alle fake news: Fake news, Post-verità, Bufala, Debunker, Disinformazione, Faziosità, David Puente e La grande bufala della borsa valori del 1814. L’obiettivo di #WikiTIM è quello di contribuire ad arricchire l’enciclopedia digitale attraverso lo sviluppo di un progetto educativo per la corretta “scrittura” di nuove voci o la “riscrittura” di quelle già esistenti, garantendo la qualità del risultato in termini di contenuto e forma, soprattutto per quelle voci sulle quali l’esperienza tecnologica di TIM può essere un valido supporto. In particolare, oltre al proprio know-how di azienda leader nel settore della comunicazione, TIM ha reso liberamente disponibili sotto una licenza Creative Commons immagini inedite dell’Archivio storico di Torino (il più grande tra quelli delle aziende italiane) che accompagneranno parte delle nuove voci su Wikipedia. La tappa di Catania ha fatto seguito a quelle di Urbino, Milano, Roma e Napoli. In particolare, all’Università Carlo Bo di Urbino, sono state rielaborate ed inventate le seguenti voci: Contenuto generato dagli utenti, Cultura Partecipativa, Intelligenza Collettiva, Disintermediazione, Narrazione Transmediale e Social Tv. Le dodici nuove voci aggiornate o create ex novo nella seconda tappa al Politecnico di Milano sono state: Apprendimento automatico, Calcolo relazionale, Cartografia numerica, Cloud database, Data integration, Database paralleli, Intelligenza artificiale, Linguaggi formali per basi di dati, Modulo di deformazione lineare, Progettazione di basi di dati, Sistema di coordinate  terrestri, Sistema geodetico di riferimento. Dalla collaborazione con la LUISS Business School di Roma sono state aggiornate o editate ex novo sette voci nell’ambito della cultura economica e digitale: Azione Revocatoria Ordinaria e Fallimentare, Donazione di cosa altrui, Brand Identity, Crisi d’impresa (storia, organizzazione, aspetti economici ed evoluzione normativa), Transazione fiscale, Sovraindebitamento, Pianificazione di progetto. E grazie al lavoro svolto con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, sono state aggiornate o create ex novo sei voci: Controllo della congestione, Controllo della congestione in TCP, Gestione di rete, Simple Network Management Protocol, Big data, Big Data Analytics. “Il progetto #WikiTIM è stato un ottimo banco di prova per testare forme nuove con cui l’università può contribuire ad essere un soggetto attivo per la cultura digitale del paese facendo leva sugli elementi che ne fanno un’istituzione scientifica fondamentale, ovvero il coinvolgimento degli studenti, la messa a punto di strumenti concettuali e la voglia di essere parte del dibattito pubblico sui temi più complessi che vengono sollevati dal XXI secolo – dichiara Davide Bennato, Docente di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania”. “Le voci su cui abbiamo lavorato vertono su argomenti di grande attualità: fake news, disinformazione, bufale e il concetto di post-verità – commenta Fabio Rinnone di Wikimedia Italia -. Quest’ultimo termine in particolare è stato eletto “parola dell’anno 2016” dall’Oxford English Dictionary. Ringraziamo gli studenti di Scienze e lingue per la comunicazione dell’Università di Catania che hanno messo  a frutto le loro conoscenze in questo settore a favore di tutti coloro che quotidianamente fruiscono dei contenuti di Wikipedia”. “Con il progetto #WikiTIM abbiamo reso possibile, per la prima volta in Europa, la collaborazione tra azienda e università, su un progetto educativo di scrittura corretta delle voci di Wikipedia – ha dichiarato Paolo Artuso, Responsabile Progetto #WikiTIM -. Tutto questo grazie anche alla collaborazione di Wikimedia Italia. In un momento in cui si parla molto di controllo e credibilità delle fonti sul web, #WikiTIM vuole dare una risposta concreta al tema di come tutelare il bene comune della conoscenza, diffondendola e certificandola attraverso innovative forme di collaborazione”. 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Amazon ha pronta l’alternativa a YouTube

Amazon ha depositato due marchi che si riferiscono a piattaforme per la condivisione di video, foto e testo I rapporti fra Amazon e Google sono diventati piuttosto tesi negli ultimi mesi. Tutto è iniziato quando il colosso dell’e-commerce ha reso impossibile la trasmissione dei contenuti di Prime Video tramite il dongle Chromecast a cui si aggiunge la scomparsa dei prodotti Nest dal negozio online. Big G ha ritenuto che l’azienda di Jeff Bezos abbia adottato un comportamento aggressivo e ingiustificato e per tanto ha eliminato da YouTube il supporto prima a Echo Show e poi anche a Fire TV Stick. Oggi si scopre che Amazon in realtà sta già pensando a un servizio di videosharing alternativo a quello di Mountain View. All’inizio di dicembre il gigante del commercio online, che dovrà affrontare una serie di nuovi scioperi in Italia per non aver incontrato i sindacati, ha depositato presso l’ufficio brevetti statunitense i nuovi marchi “Amazontube” e “Opentube”. I due servizi sono descritti come software per trasmettere video, testo, dati, immagini e contenuti multimediali su diverse piattaforme. Non solo, Amazon secondo Domain Name Wire avrebbe già registrato i relativi domini AlexTube e OpenTube. Trattandosi solamente di brevetti non c’è certezza che i servizi verranno effettivamente lanciati (o almeno nel breve termine) ma è evidente la volontà della multinazionale di Seattle di voler proporre un’alternativa a YouTube. Molti esperti inoltre sottolineano che Twitch, acquisita da Amazon nell’agosto del 2014, potrebbe far parte di questo progetto dato il successo del servizio tra i videogiocatori. Il suo diretto concorrente YouTube Gaming non può infatti contare su un’utenza nemmeno paragonabile. The post Amazon ha pronta l’alternativa a YouTube appeared first on Data Manager Online.

TESISQUARE: previsioni di crescita positive per il 2017

L’IT company italiana, specializzata in soluzioni collaborative, cresce in Italia e sui mercati internazionali e si appresta a chiudere il Bilancio 2017 con brillanti performance, distribuendo una parte degli extra utili previsti al Personale Mancano pochi giorni alle festività di fine anno e TESISQUARE annuncia i brillanti risultati ottenuti nel 2017, che hanno consolidato il suo posizionamento, riconosciuto anche da diverse società di ricerca e IT advisoring, come azienda leader nel campo dell’Information Technology, nella realizzazione e distribuzione di soluzioni software e piattaforme collaborative per la Supply Chain e il Retail. I numeri diffusi durante la recente convention aziendale parlano di un consistente aumento di fatturato rispetto al 2016, cresciuto del 16%: un valore nettamente superiore alla performance media del comparto, stimata al +6% nel 2017 (Fonte Assinform/NetConsulting Cube). Il CEO & Founder Giuseppe Pacotto insieme al General Manager Andrea Pifferi hanno illustrato l’ampliamento del portafoglio clienti in ambito internazionale, che vede l’azienda presente in 80 Paesi del mondo, arricchitosi di nomi di prestigio nei settori del Fashion, Food, Retail ed e-commerce, con interessanti progetti in Olanda, Spagna, Francia, UK, Brasile e USA. Contestualmente è cresciuto l’organico, che ha superato le 300 unità, come riporta Marco Trovesi, Chief of Human Resources and Organizational Officer. “La crescita non è solo numerica, ma anche di competenze e responsabilità, come previsto nel nostro pluriennale piano di sviluppo. Il 25% dell’azienda ha conseguito certificazioni internazionali o assunto incarichi di maggiore responsabilità e tutti i neo inseriti hanno frequentato l’Academy interna. I risultati ottenuti sono per noi unicamente possibili grazie all’impegno ed entusiasmo delle persone”. Aggiunge il CEO Giuseppe Pacotto: “Per questo motivo abbiamo deliberato, di concerto con tutto il Comitato Esecutivo, la distribuzione di un premio, di pari importo per tutte le Risorse senza esclusione di seniority o ruolo aziendale, per l’extra performance ottenuta in termini di marginalità”. “Parallelamente allo sviluppo aziendale – aggiunge Pacotto -, la società ha vissuto una crescita manageriale con cui ha fatto evolvere il posizionamento dell’offering e la relativa capacità di comunicazione. Grazie a queste solide basi possiamo guardare lontano, per quanto riguarda lo scenario internazionale ed il rafforzamento sul mercato interno”. “La strategia di mercato – spiega il General Manager Andrea Pifferi – nasce per rispondere alla crescente esigenza delle organizzazioni di costruire ecosistemi digitali collaborativi. L’azienda ha puntato sul rafforzamento della TESISQUARE PLATFORM attraverso il potenziamento team di prodotto, con nuovi investimenti per lo sviluppo della sua roadmap e delle tecnologie di base fondanti”. The post TESISQUARE: previsioni di crescita positive per il 2017 appeared first on Data Manager Online.

Facebook Spaces disponibile su HTC Vive

L’obiettivo del social network di andare oltre il limite spaziale di smartphone e computer prosegue senza sosta e dopo Oculus scommette sui visori concorrenti Che la realtà virtuale sia un mercato in espansione è oramai chiaro da mesi. Il successo, come dimostra il fallimento di progetti precedenti (tipo i Google Glass) non può basarsi esclusivamente sulla presenza di un’offerta hardware vasta ed eterogenea. Per capire quanto di vero ci sia dietro il boom del VR servono contenuti, non solo da parte di sviluppatori e software house indipendenti ma anche dai big. Facebook, più di altri, è quello che ha scommesso decisamente sul settore, comprandosi direttamente la compagnia che ha contribuito a crearlo e farlo emergere: Oculus. Qualche mese fa, Zuckerberg presentava al mondo Facebook Spaces, un’applicazione con cui tutti gli iscritti possono immergersi in mondi tridimensionali per incontrare gli amici e svolgere con questi alcune attività, tra cui scattarsi montagne di selfie. Per capire quanto potenziale abbia davvero Spaces, ora la compagnia ha deciso di renderlo disponibile per HTC Vive, piattaforma concorrente dei Rift. Cosa fare Le funzioni restano le stesse: scattare i suddetti selfie, personalizzare il proprio avatr, giocare online, guardare foto e video a 360 gradi e leggere in modalità 3D alcuni post, creati per essere manipolati e utilizzati quasi fossero oggetti veri nel mondo digitale. L’obiettivo di allargare ulteriormente il pubblico di Spaces è solo all’inizio. Anche se è vero che Oculus Rift e HTC Vive rappresentano le due piattaforme regine nel settore VR, migliaia di altre persone si divertono con un paio di occhialini che non rispondono ai due marchi, ad esempio i Gear VR di Samsung o i visori PSVR di Sony da agganciare alla PS4. Probabile dunque che nei prossimi mesi Facebook renda disponibile l’app anche per altri dispositivi, dando così il via a una nuova dimensione dell’interattività social, basata sulla quarta dimensione. The post Facebook Spaces disponibile su HTC Vive appeared first on Data Manager Online.

Java per la Campania: la formazione è di qualità

240 inoccupati verranno formati sul linguaggio di programmazione più diffuso a livello mondiale “Java per la Campania” è il nome del progetto di formazione che la Regione Campania lancia per aumentare l’occupazione dei giovani in un ambito altamente innovativo. Il progetto, concepito in seguito a un’accurata analisi del mercato del lavoro, è finora la più importante iniziativa formativa di Oracle in collaborazione con una Regione per l’incremento dell’occupazione. Interamente finanziato dal Fondo Sociale Europeo, l’iniziativa è rivolta a 240 giovani campani (inoccupati) e prevede l’erogazione di 800 giornate di training al termine delle quali gli studenti potranno ottenere la certificazione Oracle Java Programmer. I corsi verranno tenuti da Oracle attraverso Oracle University che è la divisione di servizi di formazione e di consulenza formativa e si baseranno sulle più innovative tematiche di sviluppo software, su metodologie all’avanguardia come la SOA e sul linguaggio di programmazione principe del mercato: Java. Le attività formative verranno erogate in tutte le Province della Regione. Sarà inoltre previsto un bonus occupazionale di 5000 euro e la possibilità di poter effettuare un tirocinio retribuito di sei mesi. “Java per la Campania” rientra nelle misure di politica attiva volte ad aumentare l’occupazione dei giovani in settori che offrono maggiori prospettive di crescita tra cui naturalmente il mondo delle soluzioni tecnologiche. “Dobbiamo formare giovani su professionalità vere che poi siano richieste dal mercato – ha dichiarato Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania – C’è una grande opportunità in questo momento: al fine di dare una spinta decisa al processo di digitalizzazione, la Pubblica Amministrazione nazionale e locale ha previsto l’assunzione di 500mila giovani. – ha spiegato il Presidente De Luca. – Questa iniziativa su Java con Oracle è un’occasione unica che si unisce a tutto quanto stiamo facendo per qualificare il capitale umano e consentirci nel breve-medio periodo di creare professionalità adeguate per far fare un salto di qualità alla PA alla gestione di sistemi complessi e avere il controllo assoluto dei dati e delle informazioni.” “Java è il linguaggio di programmazione più diffuso al mondo ed è alla base dello sviluppo tecnologico che tocchiamo con mano ogni giorno, basti pensare che è presente all’interno di 15 miliardi di device dagli smartphone ai tablet, dai sensori delle auto alla strumentazione di fabbrica ed è utilizzato da 10 milioni di sviluppatori – ha dichiarato Fabio Spoletini Country Manager di Oracle Italia. – Siamo molto felici e orgogliosi che la Regione abbia fatto una scelta così lungimirante, formare giovani su Java rappresenta certamente una risposta all’esigenza di creare nuove professionalità e colmare il divario di competenze digitali presente sul mercato”. The post Java per la Campania: la formazione è di qualità appeared first on Data Manager Online.