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I criminali informatici utilizzano software pirata per infettare clandestinamente i PC e fare il mining di cripto valuta

I ricercatori di Kaspersky Lab hanno identificato lo schema di una frode che prevede la distribuzione e l’installazione clandestina di un software di mining sui PC degli utenti tramite un software pirata comunemente utilizzato per lavoro o per l’intrattenimento, come ad esempio editor di foto e di testo. I PC sono stati, quindi, sfruttati per la creazione di cripto valute e hanno garantito dei profitti ai criminali coinvolti. Sono sempre di più i criminali informatici che tengono d’occhio lo sviluppo del mercato della cripto valuta che continua a registrare notevoli aumenti nel numero e nel valore degli investimenti. Il fatto che l’entusiasmo relativo alle crypto valute coinvolga molte persone gioca a favore dei criminali poiché diventa più semplice ingannare gli utenti meno esperti. Nel 2017, secondo il Kaspersky Security Bulletin, i miner di criptovaluta sono diventati una delle principali tendenze. Lo scorso anno, i ricercatori di Kaspersky Lab, avevano previsto questo trend rilevando il ritorno del software di mining in collegamento alla crescente popolarità di Zcash. Solo un anno dopo, i miner si sono diffusi notevolmente. I criminali utilizzano diversi strumenti e tecniche, come le campagne di social engineering o l’exploiting di software compromessi, al fine di danneggiare il maggior numero possibile di PC. Gli esperti di Kaspersky Lab hanno scoperto che una delle tecniche di frode utilizzate consiste nel creare siti web che offrono agli utenti la possibilità di fare il download gratuito di versioni pirata di software come noti programmi per pc e applicazioni. Per risultare più credibili, i criminali hanno utilizzato nomi per i domini simili a quelli reali. Dopo aver scaricato il software, l’utente riceve un archivio che contiene anche un programma di mining. Questo programma viene quindi installato automaticamente insieme al software desiderato. L’archivio di installazione include file di testo contenenti informazioni di inizializzazione: gli indirizzi di wallet e pool di mining. Un pool di mining è un server che unisce diversi partecipanti distribuendo l’attività di mining tra i computer di questi ultimi. In cambio, i partecipanti ricevono la loro quota di cripto valuta il cui mining è più rapido di quanto avverrebbe se il mining avvenisse solo attraverso il proprio PC. A causa delle particolarità architettoniche, il mining dei Bitcoin e di altre cripto valute è attualmente un’operazione molto dispendiosa in termini di risorse e di tempo, pertanto tali pool aumentano significativamente la produttività e la velocità della generazione di cripto valute. Dopo essere stati installati, i miner iniziano a operare silenziosamente sul PC della vittima, generando cripto monete per i criminali. Secondo la ricerca di Kaspersky Lab, in tutti i casi rilevati, è stato utilizzato il software del progetto NiceHash, che ha recentemente subito una grave violazione della sicurezza informatica con conseguente furto di cripto valuta per milioni di dollari. Alcune delle vittime erano collegate a un pool di mining con lo stesso nome. Inoltre, gli esperti hanno scoperto che alcuni miner contenevano una funzione speciale che permetteva all’utente di modificare da remoto il numero di wallet, il pool o il miner. Ciò significa che i criminali, in qualsiasi momento, potrebbero impostare un’altra destinazione per la cripto valuta e quindi gestire i propri guadagni distribuendo il mining flow tra i wallet o persino sfruttare il computer della vittima per un altro pool di mining. “Sebbene non venga considerato dannoso, il software di mining riduce le performance di sistema del dispositivo e questo inevitabilmente influisce sull’esperienza utente nel suo complesso. Inoltre, aumenta il consumo di elettricità e anche se questa non rappresenta la peggiore delle conseguenze, rimane comunque un effetto spiacevole. Anche se ad alcune persone potrebbe andar bene che uno sconosciuto diventi più ricco a spese proprie, noi consigliamo agli utenti di opporsi a questi tentativi perché anche se non vengono condotti con software nocivi standard rappresentano comunque un’attività fraudolenta”, afferma Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab. Per evitare che il PC diventi parte di una rete di mining, Kaspersky Lab consiglia: Effettuare il download solo di software legali provenienti da fonti comprovate Installare una soluzione di sicurezza affidabile come Kaspersky Internet Security o Kaspersky Free che protegga da tutte le possibili minacce, incluso il software di mining dannoso. The post I criminali informatici utilizzano software pirata per infettare clandestinamente i PC e fare il mining di cripto valuta appeared first on Data Manager Online.

Nuovi Smart-UPS di APC con batterie agli Ioni di litio

“Gli UPS monofase APC con batteria agli ioni di litio colmano il gap del settore, rispondendo alle necessità di maggiore resilienza, manutenzione più semplice e minori costi di gestione” Schneider Electric annuncia la disponibilità di Smart-UPS monofase dotati di alimentazione con tecnologia agli ioni di litio (Li-ion), grazie all’introduzione della nuova linea di UPS Li-Ion Battery di APC. Oggi sempre più spesso le applicazioni business-critical e i sistemi IoT sono collocati vicino al bordo della rete per ridurre la latenza, migliorare la connettività e potenziare le prestazioni. Inoltre, la disponibilità di questi ambienti IT distribuiti è divenuta fondamentale per le attività aziendali quotidiane. Sebbene sia essenziale un’efficace gestione dell’alimentazione, questi siti spesso mancano di personale IT dedicato e dotato delle competenze adeguate per svolgere tale compito. Ciò spesso si traduce in una non ottimale manutenzione periodica delle apparecchiature preposte alla protezione dell’alimentazione, come i gruppi di continuità (UPS). Un limite che potrebbe portare a fermi macchina non programmati con ricadute sulle prestazioni aziendali e costose sostituzioni non previste. Batterie agli ioni di litio (Li-Ion) La tecnologia delle batterie agli ioni di litio offre una serie di vantaggi che le rendono un’opzione interessante e conveniente per un numero crescente di aziende la cui attività fa affidamento sull’infrastruttura IT distribuita. Gli utenti finali hanno bisogno di prestazioni migliori in un ingombro ridotto, di soluzioni più semplici da manutenere, riducendo al contempo il TCO (total cost of ownership) per l’intera durata dei loro dispositivi. Per questo motivo, Schneider Electric sta ampliando il proprio portafoglio di APC Smart-UPS introducendo l’opzione della batteria agli ioni di litio nella propria offerta monofase. Smart-UPS con batterie agli ioni di litio Già da anni, Schneider Electric offre la possibilità di scegliere l’opzione con batterie agli ioni di litio nella propria gamma di soluzioni di protezione dell’alimentazione, inclusi gli UPS trifase leader del settore. Con l’annuncio di oggi, la società sta rendendo disponibile tecnologia Li-Ion nel proprio portafoglio di soluzioni Smart-UPS monofase con la nuova linea di UPS Li-Ion Battery di APC. Estensione della durata dell’UPS: le batterie agli ioni di litio possono avere una durata di vita superiore a 10 anni. Dimensioni e peso inferiori: a causa della maggiore densità di energia, le batterie agli ioni di litio hanno un ingombro molto più ridotto e pesano circa il 30% in meno rispetto alle batterie al piombo acido con valvola di regolazione VRLA (Valve Regulated Sealed Lead-Acid). Riduzione dei costi di manutenzione e dei costi totali di esercizio (TCO): grazi a una durata della batteria raddoppiata, si riducono fino al 53% i costi di manutenzione e i relativi costi associati, per tutta la durata dell’UPS. Sicurezza: la comprovata esperienza di APC nel campo della sicurezza, la qualità del design e l’osservanza delle norme di sicurezza (UL 1973, UL1642/IEC62133) garantiscono una maggiore tranquillità. Migliori prestazioni a temperature più elevate: le batterie agli ioni di litio possono funzionare a temperature medie più elevate (ad es. 40°C/104°F) senza diminuire le prestazioni dell’UPS in funzione. Maggiore autonomia: gli Smart UPS On Line possono essere configurati aggiungendo moduli batteria Li-Ion abbinabili per far fronte alle necessità di tempi di autonomia particolarmente lunghi. in base alle esigenze IT e aziendali. Funzionalità di gestione remota: è disponibile un’opzione con NMC (Network Management Card) preinstallata, questa soluzione può migliorare la visibilità degli ambienti periferici con funzionalità di monitoraggio e controllo. The post Nuovi Smart-UPS di APC con batterie agli Ioni di litio appeared first on Data Manager Online.

Canon: 10.000 sistemi Océ CrystalPoint installati in tutto il mondo

Canon è orgogliosa di annunciare che la sua tecnologia Océ CrystalPoint ha raggiunto un importante traguardo: 10.000 stampanti Océ ColorWave supportate da questa tecnologia sono state infatti installate in tutto mondo. Nel 2008, l’introduzione della tecnologia Océ CrystalPoint ha segnato il lancio del portafoglio Océ ColorWave, la rinomata famiglia di stampanti a colori grande formato, versatili e produttive. Con la tecnologia Océ CrystalPoint i clienti godono dei benefici offerti da entrambi i sistemi toner e getto d’inchiostro, riuscendo a realizzare stampe vivide, di alta qualità e resistenti all’acqua, sia a colori sia in bianco e nero, anche su supporti economici non patinati e carta riciclata. È ideale per un’ampia gamma di applicazioni, quali CAD, mappe e poster. Le stampe ad asciugatura istantanea sono perfette per affissioni esterne di breve periodo. La terza onda Océ ColorWave 500 e 700 sono la terza generazione di stampanti basate su tecnologia Océ CrystalPoint. Progettate per stampare un’ampia gamma di applicazioni di elevata qualità, rappresentano la soluzione ideale per fornitori di servizi di stampa, centri stampa aziendali o gruppi di lavoro remoti e centri stampa centralizzati. Océ ColorWave 500 è pensata per le stampe CAD e GIS in ambienti industriali, studi ingegneristici, di architettura, di design e centri riprografici. Océ ColorWave 700 è destinata alle aziende con alti volumi di stampa, dall’industria riprografica ai produttori di insegne e display, e per applicazioni in-house nei settori: retail, ricettività, POS, istruzione e pubblica amministrazione. Entrambe le stampanti sono abilitate all’integrazione in Cloud, supportano la multiutenza, garantiscono la sicurezza dei dati, sono configurabili con uno scanner integrato e diverse opzioni di finitura. La possibilità di caricare più bobine contemporaneamente consente di gestire lavori che necessitano di diversi supporti senza alcun presidio di operatori. Grazie al pratico software Océ ClearConnect i clienti possono recuperare i documenti in qualsiasi momento, ovunque si trovino. Come funziona la tecnologia Océ CrystalPoint? Avvalendosi del rinomato toner Océ TonerPearls, la tecnologia Océ CrystalPoint opera in base al principio Solid In – Solid Out per garantire un processo ecosostenibile. Océ TonerPearls è disponibile in cartucce trasparenti che consentono di controllare il livello di toner residuo per ogni colore. Una volta introdotto nel sistema, Océ TonerPearls viene trasformato in gel per effetto del calore. Questo gel viene quindi spruzzato sul supporto dai dispositivi di imaging. Le gocce di gel vengono posizionate con estrema precisione e mantengono la loro forma anche su carta riciclata. Grazie a questo processo, si ottengono stampe vivide senza alcun effetto sfumato. Oggi, a un anno dal 10° anniversario, la tecnologia Océ CrystalPoint è l’elemento portante dei nuovi prodotti Océ ColorWave. 10.000 stampanti con tecnologia Océ CrystalPoint sono state installate con grande successo in tutto il mondo. Teresa Esposito, Marketing & Sales Excellence Director di Canon Italia ha commentato: “La tecnologia Océ CrystalPoint è stata progettata per aiutare i nostri clienti a realizzare un’ampia gamma di applicazioni creative. È bello assistere allo straordinario successo riscosso dalla serie di stampanti ColorWave nel corso degli ultimi dieci anni e vedere come abbia aiutato i clienti ad ampliare ulteriormente le loro capacità applicative. Una sola stampante è in grado di gestire elevati volumi di lavoro a colori mantenendone invariata l’alta qualità mentre l’asciugatura istantanea consente ai clienti di utilizzare immediatamente le stampe, anche per l’esposizione in esterno.” The post Canon: 10.000 sistemi Océ CrystalPoint installati in tutto il mondo appeared first on Data Manager Online.

HP consegna il primo sistema HP PageWide C500 per la stampa digitale diretta su supporti ondulati

L’installazione dell’innovativa soluzione di post-stampa presso le sedi dei clienti ha inizio da Carmel Frenkel HP ha annunciato la prima consegna, presso la sede di un cliente, di un sistema di stampa HP PageWide C500 per la stampa digitale mainstream diretta su supporti ondulati. Questa attività rientra nell’ambito della continua espansione dell’innovativo portafoglio di soluzioni dell’azienda per la stampa di packaging. Carmel Frenkel opererà come sede per il testing del sistema HP PageWide C500, che fa così un ulteriore passo avanti verso la commercializzazione. Il converter con sede a Cesarea, in Israele, fornisce soluzioni di packaging per importanti brand in settori come quello del food&bevarage. “Questa installazione segna una tappa molto importante per il lancio del sistema di stampa HP PageWide C500. Infatti questa rivoluzionaria tecnologia è adatta per la più ampia gamma di applicazioni di packaging post-stampa digitale su supporti ondulati, tra cui il crescente segmento degli imballaggi alimentari” , ha commentato Eric Wiesner, General Manager di HP PageWide Industrial Division per HP Inc.  Il sistema HP PageWide C500 è stato annunciato a Drupa 2016 e le prime unità commerciali verranno installate nel corso del 2018 presso clienti europei e negli Stati Uniti. Una soluzione digitale ideale per affrontare il dinamico mercato del packaging HP PageWide C500 offre una conveniente alternativa digitale per la laminazione offset e la produzione con flessografia. Il sistema garantisce una qualità offset “direttamente sul foglio”, con una elevata produttività su carte patinate e non patinate, permettendo di realizzare packaging con vivaci elementi grafici che mantengono anche i minimi dettagli. Grazie alla sua speciale formulazione degli Ink1 water-based, HP PageWide C500 consentirà ai converter di stampare applicazioni per il packaging di alimenti che contribuiscono al rispetto delle norme di sicurezza globali e delle linee guida di settore. “A differenza di alcune alternative per la stampa digitale, gli inchiostri water-based di HP PageWide sono completamente privi di sostanze chimiche reattive agli ultravioletti. Di conseguenza, questi inchiostri rendono possibile una stampa a uso alimentare sicura e affidabile, sia per gli imballaggi primari che per quelli secondari su supporti ondulati”, ha aggiunto Wiesner. Il sistema di stampa HP PageWide C500 va ad arricchire il portafoglio di soluzioni HP per le applicazioni su supporti ondulati, offrendo ai converter nuove opportunità per soddisfare esigenze di mercato dinamiche, tra cui velocità di introduzione sul mercato, elevata personalizzazione con tirature limitate ed efficienza della supply chain. HP offre inoltre una soluzione completa per i converter che desiderano passare alla stampa digitale, tra cui flussi di lavoro digitali, strumenti per lo sviluppo di business, finanziamenti e supporto in fase di ramp-up, per continuare a supportare l’adozione della stampa digitale da parte dei converter di tutto il mondo. Il sistema di stampa HP PageWide C500 presenta le seguenti caratteristiche: Stampe su fogli di formato fino a 1,3 (largh.) x 2,5 (lungh.) m Velocità di 75 m lineari/min (246 piedi lineari/min) Innovativa tecnologia HP Virtual Belt per una gestione accurata dei supporti ondulati, che assicura una qualità offset direttamente sul foglio È utilizzabile per una vasta gamma di supporti, inclusi i cartoni ondulati di livello industriale, dal più leggero micro-ondulato al più pesante a doppia parete, grazie alla tecnologia HP Corrugated Grip The post HP consegna il primo sistema HP PageWide C500 per la stampa digitale diretta su supporti ondulati appeared first on Data Manager Online.

Apple Watch avrà un elettrocardiogramma integrato

Apple vorrebbe inserire all’interno di Apple Watch un elettrocardiogramma completo per trasformare l’orologio smart in un dispositivo medico di primo livello Qualche giorno fa un uomo è riuscito a salvarsi da un potente infarto grazie ad Apple Watch. L’orologio intelligente di Cupertino integra infatti numerose funzioni dedicate alla salute e grazie ad alcuni accessori può anche monitorare il battito cardiaco in modo ancora più preciso rispetto all’hardware standard. La Mela ha presentato poco tempo fa la terza serie del suo smartwatch ma sta già lavorando a quella successiva. Apple Watch 4 non solo monterà una nuova scheda elettronica ma per diventare un dispositivo medico top gamma è prevista anche l’integrazione di un elettrocardiogramma completo. Apple Watch dispone già di un cardiofrequenzimetro in grado di misurare i battiti del cuore ed evidenziare eventuali anomalie nelle pulsazioni. Il sensore e la funzione ad esso associata sono però pensati più per il fitness che a scopo propriamente medico. Inserire nell’orologio un elettrocardiogramma consentirà di prevenire ictus e infarti o qualsiasi altro problema cardiocircolatorio e magari salvare delle vite. Il nuovo apparato dovrebbe funzionare in modo piuttosto semplice. Apple Watch invierà un debole segnale elettrico verso il cuore ogni volta che l’utente poggerà le dita su entrambi i lati della scocca. Al momento non è possibile dire se il sistema verrà integrato già a partire dalla prossima versione di Apple Watch ma questa tecnologia potrebbe dare alla Mela un vantaggio competitivo non da poco anche sui top di gamma di agguerriti concorrenti come Samsung e Xiaomi. The post Apple Watch avrà un elettrocardiogramma integrato appeared first on Data Manager Online.

Pierre-Yves Hentzen nuovo CEO di Stormshield

Stormshield, uno dei principali produttori europei di soluzioni per la sicurezza informatica, annuncia la nomina di Pierre-Yves Hentzen quale nuovo CEO in seguito alla partenza di Pierre Calais, che ha contribuito per 9 anni con costante impegno e dedizione all’avventura di Stormshield Pierre-Yves Hentzen conosce in modo approfondito l’azienda, i prodotti, la struttura organizzativa e i mercati ove Stormshield è presente. Quale nuovo CEO, perseguirà la strategia di sviluppo precedentemente implementata e assicurerà continuità per quanto riguarda gli impegni presi con clienti e partner. Unendo competenze finanziarie, manageriali e imprenditoriali, la carriera di Pierre-Yves Hentzen ha avuto inizio presso DDF Identis, dove è diventato responsabile della contabilità nel 1989. Nel 1993 e 1994 ha co-fondato Apex e Medical Universal (sistemi di radiografia digitale) e gestito l’amministrazione e le finanze di queste società svolgendo in concomitanza attività di revisione finanziaria per Lamoral. Pierre-Yves Hentzen è entrato in Arkoon nel 2001 come Chief Financial Officer e membro del board, ruolo che ha mantenuto nella fusione Arkoon-Netasq del 2013. È stato nominato Vice Direttore Generale nel 2015, prima di essere nominato Amministratore delegato di Stormshield nel 2017. Laureato in contabilità e gestione aziendale presso EM Lyon, Pierre-Yves Hentzen è anche presidente della Auvergne-Rhône Alpes DFCG (Associazione Nazionale Francese dei CFO e direttori finanziari). Pierre-Yves Hentzen, nuovo CEO di Stormshield dichiara: “Il mio obiettivo è assicurare stabilità, coerenza e continuità e contribuire alla direzione strategica delle attività di Stormshield. Insieme al management, mi impegnerò da un lato a favorire lo sviluppo di un’offerta unica e competitiva, in linea con le crescenti esigenze dei nostri clienti e dall’altro a espandere la nostra rete di distribuzione, una delle risorse più preziose dell’azienda “. The post Pierre-Yves Hentzen nuovo CEO di Stormshield appeared first on Data Manager Online.

Samsung e Amazon Prime Video lanciano i contenuti HDR10+

Prime Video è il primo servizio di streaming a implementare lo standard HDR10+, ora disponibile su tutta la gamma di TV UHD 2017 di Samsung Samsung Electronics e Amazon Prime Video hanno annunciato che l’intera libreria HDR di Prime Video è ora disponibile in HDR10+, il nuovo standard aperto che sfrutta metadati dinamici per migliorare il contrasto e i colori su un’ampia gamma di televisori. Il catalogo HDR10+ di Prime Video comprende centinaia di ore di contenuti come le serie Prime Originals The Grand Tour, The Marvelous Mrs. Maisel, Jean-Claude Van Johnson, The Tick e The Man in the High Castle, oltre a centinaia di titoli su licenza. Prime Video è il primo provider di servizi di streaming a fornire contenuti HDR10+ ai propri utenti. Lo standard HDR10+ è disponibile su tutta la gamma di televisori UHD 2017 di Samsung, tra cui i modelli di TV QLED premium. “Siamo entusiasti di annunciare la disponibilità dei contenuti HDR10+ per i consumatori”, ha dichiarato Sang Yoon Kim, Vice President dell’unità Smart TV Business Development di Samsung Electronics America. “Il lancio rappresenta la prima opportunità per i consumatori e l’intero settore per sperimentare la tecnologia HDR10+ attraverso un servizio di streaming”. La tecnologia HDR10+ offerta da Prime Video incorpora metadati dinamici che consentono alle TV HDR (High Dynamic Range) di regolare i livelli di luminosità in base alla singola scena o perfino al singolo fotogramma. Applicando a ogni scena una mappatura dei toni individualizzata, HDR10+ garantisce un’incredibile esperienza visiva per gli schermi Samsung di nuova generazione. La qualità delle immagini assicura un’esperienza visiva superiore con espressioni più dettagliate, zone d’ombra più luminose e rendering del colore più accurato, per la massima fedeltà all’intento originale dell’autore. Attraverso l’utilizzo delle accurate guide di mappatura dei toni basate sulle curve di Bezier, Amazon è in grado di offrire un’esperienza di visione ottimale per un’ampia varietà di modelli di TV. “Il nostro obiettivo è garantire ai membri di Prime Video la migliore esperienza possibile. Siamo entusiasti del fatto che i nostri iscritti di tutto il mondo ora possono guardare contenuti in HDR10+”, ha commentato Greg Hart, Vice President di Prime Video. “L’unione tra l’esperienza di visione offerta da HDR10+ e i contenuti pluripremiati di Prime Video darà il via a una nuova era di intrattenimento per i consumatori su questi dispositivi”. Il lancio di HDR10+ su Prime Video e la partnership per il logo e la certificazione HDR10+ formata nei mesi scorsi da Samsung, 20th Century Fox e Panasonic dimostrano l’adozione e la crescita di HDR10+, nonché il crescente impegno per l’offerta di un’esperienza HDR di livello superiore. The post Samsung e Amazon Prime Video lanciano i contenuti HDR10+ appeared first on Data Manager Online.

Le peggiori password del 2017

Come ogni anno, scopriamo la lista delle chiavi alfanumeriche più gettonate tra gli utenti di internet, quelle che hanno semplificato la vita agli hacker Dicembre è il periodo dell’anno in cui qualche compagnia di sicurezza lancia la lista delle password più utilizzate dagli utenti del web per le decine di servizi a cui sono registrati. Si tratta delle chiavi alfanumeriche famose per la loro semplicità, così da permettere ai possessori di entrare facilmente in client email, social network e persino conti correnti bancari e piattaforme di mining. Questa volta è il turno di SplashData, che ha confermato qualcosa che sapevamo già: l’homo connectus non impara mai. Proprio come il 2016, alle prime posizioni della pericolosa classifica ci sono le solite note dolenti: “123456”, “password”, “12345678”. La creatività non la fa da padrone ma nemmeno il timore di essere hackerati e cadere vittima di pirati più o meno intenzionati a rubarci qualcosa, che si tratti del profilo di Facebook o delle conversazioni scambiate con il capo. Uno su dieci le usa Stando a SplashData, il 10% di chiunque abbia un account di un qualsiasi sito o servizio online, ha usato almeno una volta nel 2017 una tra le prime 25 password della lista, con il 3% abituato ad affidarsi alla numero uno: “123456”. E non basta nemmeno rivolgersi alla cultura moderna per mettere al sicuro la propria identità digitale, visto che alla posizione numero 16 c’è “starwars”, di recente tornato in auge per l’uscita del film Gli ultimi Jedi. Ecco la top ten: 123456 Password 12345678 qwerty 12345 123456789 letmein 1234567 football iloveyou Insomma, seppur nel corso dell’anno che sta per concludersi i cybercriminali abbiano fatto passi in avanti per bucare reti e strutture con metodi che sfruttano bug e vulnerabilità insite nei sistemi, spesso basta molto meno. La classifica dell’agenzia prende in considerazione le password scelte per il mondo consumer ma non è detto che le stesse non riguardino anche il panorama enterprise. Basti pensare che subito dopo la decima c’è “admin”, stringa per nulla oscura agli amministratori IT. The post Le peggiori password del 2017 appeared first on Data Manager Online.