Lenovo, la batteria del tablet dura 20 ore
Al Ces svelato il Miix 630, con tastiera staccabile e pennino
Al Ces il dispenser di storie brevi
Stampa scontrini con componimenti da leggere in 1, 3 o 5 minuti
Apple si difende, in arrivo nuove misure per bambini
Risponde a lettera aperta azionisti
Samsung Gear S4: cosa sappiamo
Non solo smartphone, al Mobile World Congress di Barcellona potrebbe arrivare anche il prossimo orologio con sistema operativo Tizen Gli occhi degli appassionati sono tutti rivolti al 25 febbraio, quando Samsung svelerà il Galaxy S9. Il motivo è semplice: il nuovo telefonino del gruppo coreano dovrà spostare ancora più in avanti la qualità e l’esperienza d’uso dell’attuale S8, che si è posto come capostipite dell’avvento di una nuova generazione di terminali con display full vision. L’ecosistema della multinazionale però è talmente vasto da attendersi sorprese anche in altri settori hi-tech. Crescono infatti sempre più le indiscrezioni sulla possibile presentazione, in calce a quella dell’S9 al Mobile World Congress di Barcellona, della prossima famiglia di smartwatch, conosciuta come Gear S4, con sistema operativo casalingo Tizen. Stando a un brevetto ottenuto in anteprima dal sempre ben informato sito Let’s Go Digital, l’orologio in questione avrà una funzione sconosciuta alla concorrenza: una batteria extra integrata nel cinturino. Cosa sappiamo Secondo il brevetto, Samsung sarà in grado di includere in materiali di uso comune, come il polimero, la pelle e la plastica, un modulo di energia ulteriore, che non è ben chiaro se rappresenti una forma di autonomia da usare quando la principale è esaurita o come unica batteria a bordo. Tramite una serie di cavetti infatti, il quadrante del Gear S4 potrebbe tranquillamente succhiare l’energia direttamente dal cinturino, eliminando così la necessità di integrare la batteria nella scocca. A quel punto, lo spazio risparmiato sarebbe utilizzato per altro, ad esempio sensori di tracciamento avanzati, scanner biometrici o fotocamere. Che tutto questo sia pronto già per il prossimo Gear S4 non è dato saperlo ma si tratterebbe di una tecnologia in grado di porre un rinnovato interesse nel comparto degli smartwatch, qualora ve ne sia mai stato. The post Samsung Gear S4: cosa sappiamo appeared first on Data Manager Online.
Spotify a ritmo di record: 10 milioni di iscritti ogni semestre
La piattaforma musicale ha 70 milioni di utenti globali con una crescita che non vive momenti di sosta. Pronto lo sbarco in Borsa Non era semplice eppure ci sta riuscendo. Spotify, nel corso degli anni, sta mantenendo un tasso di crescita omogeneo e continuo. Nei giorni scorsi la compagnia ha comunicato di aver raggiunto la cifra di 70 milioni di clienti a livello globale, permettendo così di fare un paio di ragionamenti sulla velocità di acquisizione di nuovi iscritti. Prima del 4 gennaio, l’ultimo dato ufficiale era quello di luglio, quando via Twitter il team aveva ufficializzato la soglia dei 60 milioni di sottoscrizioni; in precedenza, all’inizio di marzo, i membri erano 50 milioni. questo vuol dire che in blocchi di quattro mesi la piattaforma ha vissuto un aumento in media del 17%-20%, che prosegue ancora oggi. Se volessimo andare più indietro, sino alla metà di settembre 2016, il tasso era anche superiore, pari al 25% su base semestrale, capace di toccare picchi del 33% poco più di un anno fa (da marzo 2016 a settembre 2016). Cosa vuol dire Insomma, il trend è in evidente calo (si passa dal +33 al +17 odierno) ma costante. Più che raggiungere nuovi utenti paganti, pare che l’obiettivo sia convertire chi usufruisce del servizio in modalità free al canone mensile, il che vorrebbe dire ottenere almeno 10 milioni di utilizzatori ogni 5-6 mesi. Stando infatti alle informazioni recenti, circa l’80% di chi bazzica sull’app per smartphone, tablet o in modalità desktop, lo fa sfruttando il catalogo in maniera gratuita, sorbendosi pubblicità e sponsor vari. L’obiettivo di spostare la bilancia dall’altra parte è difficile ma porterebbe a un introito essenziale per le casse dell’azienda. Con soglie del genere difficilmente la concorrenza potrà scalzare Spotify dal primo gradino della classifica dei client musicali più popolari. Prendiamo ad esempio Apple: in assenza di numeri ufficiali, la stima più vicina alla realtà parla di 30 milioni di sottoscrizioni, con una crescita di circa 7 milioni al semestre, in pratica la metà di quanto guadagna la piattaforma regina. E il 2018 potrebbe portare nella storia della compagnia anche lo sbarco in Borsa, che secondo gli esperti avverrà tra aprile e maggio, tramite una quotazione diretta e non un’IPO tradizionale. The post Spotify a ritmo di record: 10 milioni di iscritti ogni semestre appeared first on Data Manager Online.
Messenger ha già dimenticato l’assistente vocale M
M, l’intelligenza artificiale supportata da un team umano per fornire assistente agli utenti di Messenger, chiuderà a fine mese Facebook nel pieno dell’esplosione dei bot ha tentato una nuova strada che avrebbe potuto portare ad una piccola rivoluzione tecnologica. Il social network ha però fallito nel suo intento. Stiamo parlando di M, l’assistente vocale integrato all’interno di Messenger. Il progetto prevedeva la collaborazione tra l’intelligenza artificiale e un team di persone in carne e ossa per migliorare l’interazione tra gli utenti e le aziende e per fornire suggerimenti e informazioni su un numero ampissimo di argomenti. Dopo quasi tre anni di test M verrà definitivamente abbandonato. L’assistente vocale di Messenger non è mai uscito dalla fase beta e nel tempo è stato ampiamente surclassato da Google Assistant, attualmente installato su più di 400 milioni di dispositivi in tutto il mondo. Il team che lavorava al progetto composto da 2mila persone (forse troppo poche per le esigenze di Facebook) verranno ricollocate mentre M verrà ufficialmente dismesso il 19 gennaio. M Suggestions, il sistema automatico con suggerimenti e altre funzioni all’interno delle chat, rimarrà invece attivo. Se per molti M può considerarsi un flop clamoroso, non lo è per Facebook, che poco tempo ha lanciato una versione di Messenger dedicata ai più piccoli. Anzi, l’azienda di Menlo Park lo vede come un punto di partenza per una tecnologia più efficiente e a misura di utente. “Abbiamo lanciato questo progetto per capire di cosa abbiano bisogno le persone e cosa si attendano da un assistente e abbiamo imparato molto. – ha spiegato un portavoce dell’azienda – Utilizzeremo queste informazioni per altri progetti d’intelligenza artificiale all’interno di Facebook”. The post Messenger ha già dimenticato l’assistente vocale M appeared first on Data Manager Online.
Le previsioni di VMware per il 2018
A cura di Bask Iyer, Chief Information Officer, VMware and Dell Da un paio di anni ho l’abitudine di fare alcune previsioni su cosa ci aspetta in termini di innovazione e di trend. L’anno scorso mi sono dato un voto medio rispetto alle previsioni del 2016. Per quanto riguarda quelle per il 2017 sono soddisfatto perché la maggior parte delle tendenze che ho anticipato si sono verificate o sono in via di realizzazione. Guardando al 2018, utilizzerò il framework People + Process + Technology per fare alcune ipotesi su cosa ci aspetta nei prossimi mesi. La maggior parte dei CIO riconosce che questi tre pilastri funzionano e funzionano bene se combinati fra loro. PEOPLE I talenti verranno sempre più da canali non tradizionali (per l’IT), inclusi college, scuole professionali, organizzazioni come Year Up e National Academy Foundation, e persino canali di auto-formazione. Abbiamo bisogno di persone che sognino il codice! I percorsi di carriera IT continueranno a essere definiti e stabiliti in modo più formale, secondo le tendenze più recenti. I CIO saranno considerati candidati per i ruoli di CEO, in particolare nelle aziende tecnologiche o nelle aziende che si stanno preparando per la trasformazione digitale. PROCESS Vedremo un’accettazione crescente di una mentalità agile e la creazione di piccoli team per testare e accelerare l’innovazione, indipendentemente dal fatto che conduca al successo o al fallimento, poiché in entrambi i casi si tratta di un’opportunità di apprendimento. I team IT troveranno un maggiore successo integrando i loro clienti (esterni o interni) in ogni fase. Ci sposteremo da un processo di segnalazione dei progressi a quello di una collaborazione in corso. TECHNOLOGY I rapidi cambiamenti a cui assistiamo richiederanno che i team IT continuino a essere profondi conoscitori della tecnologia. Pertanto, è probabile che vedremo professionisti che rispolverano gli ultimi linguaggi e strumenti di programmazione e che adottano un modello di apprendimento continuo tramite corsi presso università locali o online. Le aziende affronteranno sempre più la trasformazione utilizzando metodologie agili e team DevOps per sviluppare app che soddisfino le crescenti esigenze delle loro attività. Costruire app mobili basate su microservizi che sfruttano il cloud sarà il modello di riferimento. Andremo oltre l’hype dell’intelligenza artificiale e le aziende sfrutteranno l’intelligenza artificiale per i “thinking task” basati sui dati. Sì, l’IA sostituirà alcuni lavori, ma ne creerà anche di nuovi, compresi nuovi ruoli per i professionisti IT che includono soft skill. Le iniziative di trasformazione digitale nelle imprese utilizzeranno i servizi di IA per prendere decisioni significative e fornire istruzioni in tempo reale. E quando si combina Edge e AI (compreso il machine learning) si ottiente l’Intelligent Edge, dove esistono auto a guida autonoma e dispositivi edge IoT. Viviamo in un momento di forte cambiamento. Le tecnologie che usiamo, i modi in cui lavoriamo e il modo in cui interagiamo con essi sono tutti in divenire. Il cambiamento genera sempre incertezza, ma sono ottimista sul fatto che combineremo l’ingegno umano con le tecnologie emergenti per creare un mondo migliore per tutti. The post Le previsioni di VMware per il 2018 appeared first on Data Manager Online.
Google Assistant è disponibile su 400 mln di dispositivi
Google conferma al CES 2018 che Google Assistant verrà integrato non solo sugli speaker di altri produttori ma anche nelle auto Google ha svelato il suo nuovo assistente vocale Google Assistant durante la I/O 2016 e in questi due anni il suo software ha raggiunto una diffusione da far invidia ad Android, il sistema operativo più utilizzato al mondo. Google ha confermato al CES 2018 che la sua intelligenza artificiale è attualmente integrata in 400 milioni di dispositivi tra smartphone, tablet, smartwatch, speaker, cuffie e ora anche televisori. Scott Huffman, VP Engineering di Google, ha sottolineato in un post sul blog dell’azienda che Google Assistant è il punto di forza di Home, l’altoparlante domestico di cui “è stato venduto più di un’unità al secondo lo scorso ottobre”. Tale successo è stato possibile grazie al lancio della versione Mini e Maxi. L’assistente vocale presto verrà integrato anche negli speaker di 14 aziende terze e sui display intelligenti di brand come Sony, Lenovo, LG e JBL. Inoltre, Google Assistant conquisterà anche le 4 ruote grazie ad Android Auto. L’AI sarà infatti disponibile su 400 milioni di vetture di 40 diversi produttori. Google Assistant è oggi in grado di dare risposta a un milione di differenti richieste e comandi da parte dell’utente. L’AI può servire per visualizzare video su YouTube, effettuare ricerche online e videochiamate, controllare il meteo e le news, scorrere le foto, trovare un ristorante e molto altro ancora. The post Google Assistant è disponibile su 400 mln di dispositivi appeared first on Data Manager Online.
Nissan Brain-to-Vehicle: la tecnologia che riscrive il futuro della guida
Veicoli che apprendono dal conducente: la nuova frontiera della Nissan Intelligent Mobility Nissan ha presentato un progetto di ricerca che permetterà ai veicoli di interpretare i segnali emessi dal cervello dei conducenti, ridefinendo completamente l’interazione tra persone e automobili. La tecnologia Nissan Brain-to-Vehicle, o B2V, consentirà di ridurre i tempi di reazione dei conducenti e porterà alla realizzazione di veicoli auto adattivi per trasformare la guida in un’esperienza ancora più piacevole. La dimostrazione pratica del potenziale di questa esclusiva tecnologia avverrà al CES 2018, la fiera dell’elettronica di consumo che si apre domani a Las Vegas. La tecnologia B2V è l’ultima pietra miliare della visione Nissan Intelligent Mobility, la roadmap strategica che ridefinisce il modo in cui i veicoli vengono guidati, alimentati e integrati nella società. “Quando si parla di guida autonoma, quasi tutti pensano a un futuro molto impersonale, in cui gli esseri umani delegano il controllo ai veicoli. Invece la tecnologia B2V va esattamente nella direzione opposta, perché sfrutta i segnali del nostro cervello per rendere la guida ancora più emozionante e godibile”, ha spiegato Daniele Schillaci, Executive Vice President di Nissan. “Tramite la Nissan Intelligent Mobility, vogliamo traghettare le persone verso un mondo migliore, all’insegna di una maggiore autonomia, elettrificazione e connettività.” Questa svolta è il risultato di avanzate ricerche condotte da Nissan per applicare le tecnologie di decodifica dell’attività cerebrale alle azioni del conducente e individuare eventuali problematiche: Prevedere: non appena il conducente si appresta a compiere un movimento (ad esempio, girare il volante o premere il pedale dell’acceleratore), la tecnologia rileva il segnale emesso dal cervello e i sistemi di assistenza alla guida intervengono tempestivamente, riducendo i tempi reazione e migliorando la guida manuale. Rilevare: in modalità automatica, l’intelligenza artificiale è in grado di rilevare e valutare il grado di comfort del conducente per poi modificare, se necessario, la configurazione o lo stile di guida. Gli altri possibili impieghi anticipati dal dott. Lucian Gheorghe, Senior Innovation Researcher del Centro di Ricerca Nissan in Giappone nonché responsabile del progetto B2V, includono l’adattamento dell’ambiente interno del veicolo. Ad esempio, questa nuova tecnologia potrà sfruttare la realtà aumentata per mettere a punto la visuale del conducente e creare un’atmosfera più rilassata. “Le potenziali applicazioni della tecnologia B2V sono incredibili”, ha commentato Gheorghe. “Questa ricerca sarà un forte catalizzatore per l’innovazione dei veicoli Nissan nei prossimi anni.” La tecnologia B2V di Nissan è la prima e unica nel suo genere al mondo. Il conducente indossa un dispositivo in grado di misurare l’attività delle onde cerebrali, che vengono poi analizzate dai sistemi autonomi. Prevedendo le intenzioni e i movimenti dell’essere umano, i sistemi possono intervenire (girando il volante o rallentando il veicolo, ad esempio) con un anticipo di 0,2-0,5 secondi sul conducente, senza quasi far percepire il loro funzionamento. Per avere un saggio di alcuni elementi del nuovo sistema al CES, Nissan si servirà di un simulatore di guida e il dott. Gheorghe rimarrà a disposizione per rispondere alle domande del pubblico. Lo stand di Nissan sarà il numero 5431 presso il padiglione Nord del Centro congressi di Las Vegas. The post Nissan Brain-to-Vehicle: la tecnologia che riscrive il futuro della guida appeared first on Data Manager Online.
Facebook, Oculus Go sarà costruito da Xiaomi
Annuncio al Ces di Las Vegas, su scaffali a inizi 2018