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Trasformare la fantascienza in scienza

L’innovazione tecnologica continua a rimodellare i mercati e a ridefinire ciò che è possibile. Ma come sta ridefinendo le esperienze che pretendiamo dall’interazione con le aziende? A cura di Joe Baguley, VP & CTO, EMEA, VMware Il futuro dell’industria medica vedrà le macchine visitarci ed effettuare diagnosi, mentre gli uomini impegnati a tenerci per mano. Una realtà sicuramente meno spaventosa di quanto si possa pensare. Pensiamo a un super computer intelligente – o all’Intelligenza Artificiale –  che mappi in modo istantaneo ogni singola ricerca medica nel mondo che abbia una correlazione con i nostri sintomi per fare una diagnosi e prescrivere la cura. Non solo basandosi sulle conoscenze del nostro medico quindi, ma su quelle di tutti i medici e ricercatori nel mondo! Questo ci farebbe sentire rassicurati, giusto? L’unica differenza sarebbe data da una componente legata al rapporto umano, all’empatia. Nessun essere umano può offrire questa combinazione di preparazione ed empatia. Chi non la vorrebbe? È questa la frontiera della medicina e dell’assistenza sanitaria, tutte abilitate attraverso questa “incredibile” AI. Oggi l’opportunità offerta dalle diagnosi machine-led si scontra con l’ansia data dall’innovazione. Siamo naturalmente restii alle novità. Leggiamo i titoli e ci spaventiamo quando pensiamo che la fantascienza stia entrando sempre più nelle nostre vite. Una recente ricerca di VMware lo conferma, con solo il 22% degli adulti nel Regno Unito che vogliono servizi di assistenza sanitaria completamente automatizzati, dove la tecnologia è usata per individuare, diagnosticare e curare le malattie. La realtà, in ogni modo, vede i progressi tecnologici aver raggiunto ormai il punto di incontro tra fantascienza e scienza. Abbiamo già visto modelli di technology-driven rimodellare interi mercati  e l’esperienza che noi facciamo come consumatori. Pensate all’industria dell’intrattenimento degli anni ‘90, dove la realtà virtuale era il tema del cinema che guardava al futuro (Il Tagliaerbe, Strange Days, eXistenZ), e paragonatela ai giorni nostri, in cui abbiamo visori VR per casa per giocare, vedere i film, documentari. Lo scorso anno i media e l’intrattenimento digitali hanno superato i media tradizionali, gettando le basi per diventare un’industria da tre trilioni di dollari, e non siamo ancora arrivati all’apice. Forse il cambiamento più profondo si riferisce a quanto rapidamente cio che definiamo “eccezionale” possa diventare normale o addirittura banale. Con che rapidità l’iPhone è diventato un qualcosa di normale? Prendiamo le automobili con tecnologia self-driving che stanno rimodellando il futuro del settore tecnologico. Pensiamo alla tipica esperienza utente: primo minuto, paura e allo stesso tempo euforia, secondo minuto, curiosità intensa che porta a una serie di domande sul funzionamento di tale tecnologia, terzo minuto, accettazione della novità che la porta a rientrare nella sfera della normalità, portando le persone a concentrarsi su qualcosa di nuovo. Questa è una grande metafora per l’adozione della tecnologia: il passaggio dalla paura all’accettazione, così come le aziende che abbracciano soluzioni avanzate in un breve lasso di tempo. L’Intelligenza Artificiale, per esempio, è già stata integrata con successo all’interno dei sistemi di back-end della maggior parte delle banche, mentre milioni di persone utilizzano senza saperlo aerei che sono in gran parte automatizzati nelle manovre di decollo e atterraggio. Il settore automotive sta combattendo proprio ora il fattore paura, intesa come sfiducia nei confronti dei veicoli a guida autonoma. Il settore si sta spostando verso un futuro driverless, tuttavia una nuova ricerca di VMware mostra che solo un terzo (36%) dei partecipanti si affiderebbe completamente a un veicolo autonomo per portare i propri figli a scuola, mentre la maggioranza (61%) degli intervistati dichiara di avere paure ricorrenti relative alla sicurezza e al controllo e non userebbero mai un veicolo autonomo in futuro. Le aziende stanno affrontando una sfida, hanno bisogno di innovarsi per rimanere competitive portando nuovi servizi sul mercato – o in caso dell’esempio dell’assistenza sanitaria, trovare nuovi modi per diagnosticare e provvedere alla cura di pazienti eccezionali – ma non possono permettersi di isolare i consumatori o compromettere l’esperienza del cliente nei processi. L’innovazione deve essere allineata con la voglia di cambiamento del cliente. Come possono le organizzazioni offrire l’esperienza giusta oggi e allo stesso tempo mettere le basi per la trasformazione di domani? Comprendere che l’innovazione è radicata nella tecnologia attuale dà al consumatore una garanzia. Un “veicolo completamente autonomo” potrebbe risultare come un qualcosa di incredibilmente entusiasmante e al contempo spaventoso ma, in realtà, si tratta solo di un data center su ruote. La sua abilità di operare e interagire con altre tecnologie connesse e sensori è dovuto a tecnologie di rete cloud-based e ai dati che girano nel veicolo. Questo mostra come si tratti dello stesso tipo di gestione che avviene all’interno di un data center aziendale. Che cosa dunque “è più sicuro”, una macchina o un uomo? All’interno del mondo dei veicoli autonomi, Tesla Autopilot incorpora tecnologie composte da radar, sensori e telecamere per fornire una vista sulla strada che un normale guidatore non potrebbe avere. Questa tecnologia può monitorare la vettura che precede quella davanti alla tua: se quel veicolo frena, rallenta o cambia improvvisamente direzione, la Tesla rileva questo cambiamento e reagisce in modo istantaneo –  superando le capacità di un uomo. Questo però funziona solo in assenza di errore. La sicurezza deve avvenire di default, intessuta nel DNA delle applicazioni. Le nuove tecnologie si affermeranno solo se il loro ricavo percepito supererà qualsiasi rischio associato. Così, mentre potrebbe suonare meno futuristico e “cool” comunicare che quello che verrà in futuro altro non è che la naturale evoluzione di ciò che si sta facendo oggi e che questo può essere controllato, è importante però per ridurre l’ansia del consumatore. Questo porterà così alla curiosità, alla comprensione e accettazione. Con questo approccio le organizzazioni possono usare la tecnologia per guidare l’innovazione e, infine, l’esperienza del consumatore, man mano che le aziende evolvono. 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Barcellona saluta Microsoft in favore di Linux

La capitale catalana ha scelto il software aperto per i computer degli uffici pubblici che useranno Libre Office e Open Xchange invece delle soluzioni licenziate La battaglia tra il software a codice aperto e le soluzioni licenziate è sempre agguerrita. Nel corso degli anni città europee e capitali mondiali sono passate all’una o all’altra sponda, senza nascondere remore in seguito alla scelta. Questa volta tocca a Barcellona riaprire la questione. La metropoli catalana, che si appresta a ospitare l’edizione 2018 del Mobile World Congress, ha deciso di investire il 70% del suo budget dedicato al software per portare i computer e le reti degli uffici pubblici verso l’open source, entro la primavera del 2019. A riportarlo è il quotidiano nazionale El Pais, che elenca già le piattaforme scelte dal governo basco per rimpiazzare i programmi usati sinora: Linux al posto di Windows OS, Libre Office al posto della suite Office e Open Xchange invece di Exchange Server per i servizi email, cloud e SaaS. La prima di tante Se iniziative simili in giro per l’Europa non seguivano una direttiva ben precisa, Barcellona sarà la prima città aderente al progetto Public code, public money della Free Software Foundation Europe, che chiede a governi e istituzioni di investire le entrate fiscali in sistemi aperti e adattabili, piuttosto che per programmi chiusi che non portano vantaggi alla comunità. Sul medio periodo,  Barcellona risparmierà cospicuamente, rispetto a quanto speso sinora, rendendosi anche indipendente dalle logiche dei fornitori che non vedono l’ora di chiudere contratti milionari con le PA, alcuni per qualche anno, altri per decenni. Come se non bastasse, proseguire verso l’open source darà modo a decine di sviluppatori di collaborare con le amministrazioni locali (circa 65 le figure da integrare) per la realizzazione di servizi mirati, soprattutto alle piccole e medie imprese. The post Barcellona saluta Microsoft in favore di Linux appeared first on Data Manager Online.

Cinque mesi ci dividono da OnePlus 6

Il CEO dell’azienda cinese ha confermato l’arrivo del prossimo cellulare entro la fine del secondo trimestre. La novità potrebbe essere il sensore sotto lo schermo Prosegue la frenetica attività produttiva di OnePlus. La ex-startup cinese ha le idee ben chiare: rilasciare un nuovo terminale ogni sei mesi, con edizioni speciali ed esclusive con cadenze trimestrali. Nulla da dire, sinora c’è riuscita senza grossi problemi, anzi i consumatori hanno sempre risposto bene alle unità (limitate) messe in vendita. Il punto di forza di un simile business? Proprio questo: decidere prima il numero di esemplari disponibili, eliminando quasi del tutto le scorte di magazzino e rendendo le generazioni che piano piano vanno sold-out una sorta di rarità, prodotti da collezione per gli appassionati. Facile dunque prevedere quando vedremo il prossimo telefonino del gruppo. Se l’attuale è arrivato a fine novembre, OnePlus 6 è destinato per maggio/giugno. La conferma Ed è proprio la tempistica fornita da Pete Lau, CEO di OnePlus, durante un’intervista rilasciata a CNET. Il manager ha rivelato che OnePlus 6 sarà lanciato entro la fine del secondo trimestre, giugno 2018 quindi, non fermandosi al solo riferimento tempistico. Lau è infatti andato avanti, spiegando come a bordo del dispositivo ci sarà lo Snapdragon 845, ultimo chip prodotto da Qualcomm, che potenzierà tutti i top di gamma dell’anno in corso. Per il resto, senza ulteriori conferme, ad affiancare il processore dovrebbero esserci 8 GB di RAM, 64 GB di storage e, udite udite, un sensore di riconoscimento delle impronte posto sotto lo schermo. Abbiamo visto come Synaptics e Vivo abbiano già presentato il primo esemplare del genere ed è plausibile che OnePlus adotti tale soluzione per la sua nuova famiglia prima della concorrenza, che non sembra pronta all’interessante tecnologia. Galaxy S9 e Huawei P20 infatti vedranno la luce a breve, troppo presto forse per aver sperimentato il touch sotto vetro, che potrebbe invece essere integrato sui successivi Note9 e Mate 11 Pro. The post Cinque mesi ci dividono da OnePlus 6 appeared first on Data Manager Online.

La crittografia end-to-end arriva su Skype

Grazie a una partnership con Open Whisper Systems, Microsoft introduce Skype Private Conversations, una funzione di protezione delle chat Lungamente discussa e attesa, finalmente Microsoft porta la crittografia end-to-end su Skype. Il client era uno dei pochi, tra i big almeno, a non essere dotato della particolare forma di protezione delle conversazioni; un passo dunque obbligato nella direzione di garantire maggiore privacy agli utenti. Tramite una partnership con Open Whisper Systems, Microsoft ha introdotto Skype Private Conversations, una vera e propria app indipendente che, in automatico, cifra le chat testuali e audio, così come i file inviati agli utenti, che si tratti di immagini, video e documenti di vario genere. Nello specifico, la piattaforma di Open Whisper Systems sfrutta il protocollo di Signal per oscurare le comunicazioni, lo stesso già utilizzato da altre compagnie come strumento crittografico predefinito. Tra le altre: Facebook Messenger, Whatsapp, Google Allo e Signal Private Messenger, l’app sviluppata con la supervisione di Edward Snowden. Come funziona Al momento, Skype Private Conversations è disponibile in versione beta per gli insider, ovvero gli utenti registrati ai programmi di prova di Microsoft. Il software è disponibile sia per Windows che Mac, Linux, Android e iOS e dovrebbe vedere una pubblicazione completa nei prossimi mesi. C’è da dire che la crittografia end-to-end funziona realmente solo se dall’altra parte c’è una persona che sta usando la Private Conversations e su una stessa piattaforma. Ciò vuol dire che non si può cominciare una chat sull’iPhone e proseguirla sul computer, perché le sessioni saranno differenti e non interoperabili. Probabilmente un limite che rimarrà anche con l’edizione definitiva, sulla quale però potrebbe esserci la codifica anche delle videochiamate e delle chat di gruppo, finora non comprese nelle feature di protezione del programma. The post La crittografia end-to-end arriva su Skype appeared first on Data Manager Online.

L’Ue contro le fake news: “Minano la democrazia, servono strumenti a livello continentale”

Il Commissario Ue al Digitale, Mariya Gabriel, ritiene che le fake news siano uno strumento contro la democrazia ed è pronta a combatterle in tutte le loro forme con l’aiuto di un gruppo di esperti Anche l’Unione Europea ha deciso di prendere seri provvedimenti per la lotta alle fake news. La conferma è arrivata direttamente dal commissario Ue al Digitale, Mariya Gabriel, durante la presentazione del Gruppo di alto livello che avrà il compito di individuare i provvedimenti più corretti per eliminare dal web i contenuti offensivi, hate speech e bufale. “Le false informazioni si diffondono ad un ritmo inquietante, e minacciano la reputazione dei media, il benessere delle nostre democrazie e i nostri valori democratici. Se non prendiamo misure a livello europeo, c’è il forte rischio che la situazione si avveleni”, afferma la Gabriel. L’Ue intende combattere le fake news nel senso generale del termine ma ovviamente si concentrerà su quelle di natura politica in vita delle elezioni che si terranno quest’anno all’interno dell’Unione, e in particolare quelle italiane. Bruxelles non vuole commettere lo stesso errore degli USA dove più di 120 milioni di americani sono stati influenzati durante le passate elezioni da fake news realizzate in Russia e diffuse tramite Facebook. “Ci concentreremo su vari aspetti, e quello politico sarà uno di questi.  – sottolinea la Gabriel – Prenderemo in considerazione i processi elettorali, ma senza che ci si concentri su un caso particolare. Al contrario, grazie a questo gruppo, possiamo portare la riflessione al livello europeo perché vediamo che a livello nazionale preoccupa gli spiriti”. “Cercheremo di affrontare il fenomeno in modo multi-dimensionale, cercando di essere al tempo stesso concreti”, aggiunge Madeleine de Cock Buning, presidente del Gruppo di alto livello. Il commissario Ue al Digitale ha anche commentato la proposta del Presidente francese Emmanuel Macron su una legge nazionale relativa alle fake news: “Mi rafforza perché mostra che c’è bisogno di un approccio europeo, per evitare tutti i rischi di frammentazione. E dimostra anche che tutte le soluzioni devono essere riflettute al meglio, e questo faremo col Gruppo di alto livello, dando spazio alla diversità, alla trasparenza, alla credibilità dell’informazione, perché si possa dare a questo dibattito un approccio europeo”. The post L’Ue contro le fake news: “Minano la democrazia, servono strumenti a livello continentale” appeared first on Data Manager Online.

Re-platforming, un ponte verso il business digitale

Entro il 2019, il 60% dei CIO completerà il re-platforming di ambienti applicativi e infrastrutturali in ottica cloud e mobile per accelerare la trasformazione digitale.“Il business è digitale”, nuovo evento di Dell EMC in collaborazione con IDC La velocità con la quale il digitale stravolge regole e mercati sta imponendo alle aziende un’accelerazione sostanziale dei progetti di trasformazione, obbligandole a individuare un’architettura IT e di business effettivamente in grado di assicurare competitività presente e futura. Tra i processi innescati dalla trasformazione digitale, assume particolare importanza il cosiddetto re-platforming, attraverso il quale applicazioni e piattaforme esistenti – in buona parte legacy – vengono modernizzate così da poter girare in ambienti cloud e mobili, preservando le loro funzionalità. Il processo di re-platforming impatta profondamente a livello infrastrutturale, comportando l’adozione di architetture IT in grado – dal core all’edge – di garantire massima scalabilità e portabilità. I vantaggi del re-platforming, al di là ovviamente di consentire quella modernizzazione necessaria per portare i processi IT e di business nell’era digitale, stanno nei minori costi operativi e di capitale (si pensi per esempio alla possibilità di utilizzare strumenti open source o tecniche di virtualizzazione e containerizzazione), nella maggiore efficienza (scalabilità e iperconvergenza) e in una più agile gestione dell’infrastruttura IT nel suo complesso (andando verso modelli DevOps e software defined). Non è un caso che IDC preveda che il 60% dei CIO, entro il 2019, avrà completato il re-platforming di ambienti applicativi e infrastrutturali in ottica cloud e mobile. I sistemi legacy non solo drenano risorse, ma limitano di fatto l’accesso a dati e servizi critici e ostacolano l’integrazione con i nuovi ecosistemi digitali. Aziende intervistate da IDC che hanno completato il processo di re-platforming su cloud dei propri sistemi legacy hanno ammesso di aver potuto avviare un vero percorso di innovazione digitale, con risorse e livelli di focalizzazione prima impensabili. Dell EMC, in collaborazione con IDC, organizza l’Executive Roundtable “Il business è digitale” il prossimo 30 gennaio a Milano presso l’Hotel Park Hyatt. La tavola rotonda sarà l’occasione per i responsabili IT e dell’innovazione delle aziende italiane per comprendere la velocità e le regole del business digitale, nonché le implicazioni e l’evoluzione dei requisiti IT e infrastrutturali (cloud, software-defined, iperconvergenza, orchestrazione). “Con l’avanzare del processo di digitalizzazione attualmente in corso, è diventato sempre più cruciale per le aziende mantenere un ambiente IT costantemente ottimizzato, dove i sistemi già presenti possano coesistere con i nuovi servizi e le nuove applicazioni legate alla trasformazione digitale, necessari per abilitare il business ai nuovi paradigmi”, commenta Alberto Bastianon, presales manager di Dell EMC Italia. “Oggi, come dimostrano i dati IDC, implementare un processo di re-platforming rappresenta spesso una scelta irrinunciabile per i CIO, soprattutto in un mercato in cui – per rispondere in modo reattivo ai rapidi mutamenti degli scenari di business – è necessario pianificare un percorso non sempre facile fra obiettivi strategici, politiche di budget, nuovi trend e infrastrutture legacy”. Per maggiori informazioni sull’evento: Il business è digitale The post Re-platforming, un ponte verso il business digitale appeared first on Data Manager Online.

Samsung brevetta una nuova lega in magnesio Metal 12

Samsung ha brevettato una nuova lega di alluminio e magnesio che verrà utilizzata non solo per gli smartphone ma anche per i prodotti wearable Samsung ha sviluppato un nuovo materiale che è diventato la caratteristica principale del modello 2018 di Notebook 9 presentato poco tempo fa. La lega in alluminio e magnesio chiamata “Metal 12″ ha permesso di rendere il notebook molto più resistente rispetto al passato riducendone allo stesso tempo l’ingombro. La versione da 13,3” pesa appena 995 g mentre quella da 15,6″ circa 1,25 Kg. Tutto questo senza dover rinunciare a una capiente batteria di 75 Wh per entrambi i modelli. Oggi l’azienda coreana, che ha confermato l’esistenza dello smartphone pieghevole Galaxy X, ha depositato la sua tecnologia presso l’ufficio brevetti dell’Unione Europea e dai documenti emerge che Samsung ha grandi progetti per questo materiale. Il colosso asiatico ha protetto la “Metal 12” dai concorrenti perché questa lega verrà utilizzata non solo per i notebook ma anche per altri dispositivi. Si parla di smartphone, tablet, smartwatch, periferiche per computer indossabili e accessori. I futuri orologi Gear e i telefoni della linea Galaxy saranno quindi prodotti con la “Metal 12”. Questa novità non dovrebbe presentarsi già con Galaxy S9, che sarà svelato con un elevato livello di certezza al MWC 2018. Forse il nuovo materiale potrebbe essere invece sfruttato per la scocca di un nuovo Chromebook conosciuto con il nome in codice Nautilus. The post Samsung brevetta una nuova lega in magnesio Metal 12 appeared first on Data Manager Online.