WhatsApp: un nuovo sistema di notifiche per le menzioni nei gruppi
WhatsApp ha studiato un nuovo metodo che consente di visualizzare solo i messaggi in cui siamo stati menzionati all’interno di un gruppo Non si può certo dire che WhatsApp sia povera di idee. L’azienda di proprietà di Facebook continua l’opera di rinnovamento della sua piattaforma per renderla ancora più semplice e comoda da utilizzare. Secondo il sito WABetaInfo, l’app di messaggistica sta lavorando a un sistema per rendere i gruppi meno invadenti e fastidiosi. Molto spesso all’interno delle chat private veniamo sommersi da contenuti che sostanzialmente non ci interessano o non ci riguardano e WhatsApp ha già in mente una soluzione. Con il prossimo aggiornamento arriverà infatti un nuovo sistema di notifiche che consentirà di leggere rapidamente solo i messaggi all’interno del gruppo in cui siamo stati menzionati. In sostanza verrà data maggiore visibilità a quei contenuti associati al nostro nome preceduto dalla @. Non sarà quindi più necessario scorrere pagine e pagine di chat per trovare quello a cui davvero siamo interessati. La nuova funzione potrà essere attivata cliccando su un apposito bottone posto nell’angolo in basso a destra della pagina. Bisogna dire che questa novità non è tutta farina del sacco di WhatsApp. La stessa funzione è infatti già disponibile su Telegram, che in questi giorni si sta preparando alla sua ICO per il lancio di una cryptovaluta. In attesa del nuovo aggiornamento l’app creata da Jan Koum sta cercando di risolvere un bug che riguarda proprio i gruppi. Pare che sia possibile aggirare la crittografia per accedere ad una chat privata da utenti senza essere invitati. The post WhatsApp: un nuovo sistema di notifiche per le menzioni nei gruppi appeared first on Data Manager Online.
Ford al NAIAS 2018

Ford presenta al North American International Auto Show (NAIAS) di Detroit la nuova Mustang Bullitt Limited Edition, ispirata alla celebre Mustang protagonista della pellicola del 1968, e introduce, per la prima volta, la declinazione ST del SUV full size Edge. Celebrando il 50° anniversario del film americano Bullitt e il suo iconico inseguimento, ambientato sulle strade di San Francisco, Ford presenta la nuova e potente Mustang Bullitt Limited Edition. Elemento distintivo è il motore V8 5.0, aggiornato ad hoc e in grado di “sprigionare” 481 cavalli, con una velocità massima di 262 Km/h. Edge ST sarà il primo SUV Ford messo a punto dal team Ford Performance e sarà in grado di offrire più handling e capacità di frenata superiori, disponibile con cambio automatico a 8 rapporti e una nuova modalità di guida Sport. Il nuovo SUV Edge sarà il più smart di sempre, in grado di coniugare dispositivi di assistenza alla guida con tecnologie first-in-segment che includono, l’Evasive Steering Assist e l’Adaptive Cruise Control con Lane Centering Assist. Al NAIAS viene, inoltre, svelata la nuova generazione del pick-up Ranger, per il mercato americano, equipaggiato da un propulsore EcoBoost 2.3, abbinato alla trasmissione. The post Ford al NAIAS 2018 appeared first on Data Manager Online.
Nuova falla sicurezza Intel, ma hacker deve sedersi al tuo pc
Scoperta da F-Secure su pc aziendali. Gruppo aggiorna procedure
Assomigli a un quadro famoso? Te lo dice Google Arts & Culture
L’app di Google Arts & Culture consente di sapere se il nostro volto è esposto in un museo associando un selfie ai quadri dei grandi artisti Google Arts & Culture è un progetto che consente di visitare online diversi importanti musei in tutto il mondo e di ammirarne le opere dalla comodità del proprio smartphone. Oggi l’app dedicata al servizio ha introdotto una novità piuttosto curiosa e dall’aspetto decisamente più ludico. Grazie all’utilizzo della tecnologia di riconoscimento facciale, il software è in grado di suggerire all’utente a quale quadro assomiglia. Basta scattarsi un selfie e aspettare che l’intelligenza artificiale scandagli gli oltre 70mila esempi del patrimonio artistico mondiale salvati nei server di Mountain View alla ricerca di un volto simile al nostro. Google Arts & Culture non dimentica comunque che il suo scopo è quello di diffondere la cultura. L’utente infatti può scoprire tutto del dipinto a cui assomiglia compreso l’autore e in quale museo è esposto. La nuova funzione “C’è il tuo ritratto in un museo?” è arrivata con l’ultimo aggiornamento dell’app per iOS e Android ma purtroppo non è ancora disponibile in Italia anche se probabilmente lo sarà presto. Negli Stati Uniti ha comunque ottenuto un certo successo tanto che Google Arts & Culture ha scalato velocemente la classifica di Google Play, che in questi giorni ha visto scomparire diverse app per bambini perché infettate da un virus che proponeva contenuti pornografici. Social network come Facebook e Twitter sono colmi di selfie associati a quadri di artisti famosi come Rembrandt o Van Gogh. Molto spesso l’app propone quadri davvero somiglianti all’utente ma ci sono casi in cui l’associazione risulta talmente assurda da essere comica. Torn between which one I think is better likeness with the Google Arts and Culture app. pic.twitter.com/uSw8RmOip8 — Felicia Day (@feliciaday) 13 gennaio 2018 The post Assomigli a un quadro famoso? Te lo dice Google Arts & Culture appeared first on Data Manager Online.
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Alzheimer, l’ansia potrebbe essere uno dei primi sintomi
Il peggioramento dell’ansia negli anziani potrebbe nascondere l’insorgenza della malattia A volte con l’avanzare dell’età si manifestano stati ansiosi nelle persone anziane, che in alcuni casi tendono a peggiorare. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista The American Journal of Psychiatry dai ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston (Stati Uniti), esiste un’associazione tra la presenza elevata di beta-amiloide – la proteina ritenuta responsabile della demenza e delle carenze di memoria tipici dell’Alzheimer – e l’aggravarsi dell’ansia negli anziani. Una manifestazione precoce della malattia La ricerca ha analizzato i dati raccolti dall’Harvard Aging Brain Study, uno studio quinquennale finalizzato a indagare i mutamenti neurobiologici e clinici nella malattia di Alzheimer, che secondo un recente studio si potrebbe trasmettere attraverso il sangue. Il campione contava 270 persone di entrambi i sessi, dalla facoltà cognitive normali, di età compresa tra 62 e 90 anni e prive di disturbi psichiatrici attivi. Le persone sono quindi state sottoposte a una serie di esami diagnostici di routine, che prevedevano anche scansioni cerebrali, e un test chiamato Geriatric depression scale (Gds), usato per diagnosticare la depressione negli anziani. La ricerca ha dimostrato che i volontari che nell’arco di cinque anni avevano accumulato livelli più elevati della proteina beta-amiloide nel cervello risultavano anche aver incrementato i sintomi dell’ansia. Questa correlazione secondo gli esperti indicherebbe un legame tra sintomi ansiosi-depressivi e presenza di elevati livelli di beta-amiloide nel cervello, avvallando la tesi che i sintomi neuropsichiatrici rappresentino una manifestazione precoce dell’Alzheimer, una patologia considerata la piaga dell’epoca moderna e di cui è stata recentemente individuata l’origine nel cervello.. Importante per la prevenzione “Rispetto ad altri sintomi della depressione come la tristezza o la perdita d’interesse, i sintomi dell’ansia sono aumentati nel tempo nei soggetti che avevano livelli di beta-amiloide più elevati nel cervello – spiega Nancy J. Donovan, che ha diretto lo studio -. Questo suggerisce che i sintomi dell’ansia potrebbero rappresentare una manifestazione dell’Alzheimer che precede l’insorgenza dei deficit cognitivi. Se ulteriori ricerche confermeranno che l’ansia costituisce un indicatore precoce della malattia, la scoperta potrebbe essere importante non solo per identificare le persone che attraversano la fase iniziale della patologia, ma anche per trattare e potenzialmente rallentare o prevenire lo sviluppo della malattia fin dall’inizio”. The post Alzheimer, l’ansia potrebbe essere uno dei primi sintomi appeared first on Data Manager Online.