360 Consulenza
Assistenza

Città digitali e green, mercato globale crescerà a 2mila miliardi di dollari nel 2022

L’Internet of Things, i big data, le piattaforme analytics, l’intelligenza artificiale, i servizi di nuova generazione, l’efficienza energetica e le smart grid, le rinnovabili e le tecnologie green, i sistemi di gestione avanzata delle risorse idriche e dei rifiuti, la promozione dell’economia circolare, la partecipazione dei cittadini alla governance dei processi decisionali ed operativi, la nascita di smart communities: tutto questo fa di una città di qualsiasi dimensione una smart city.   Un sistema articolato di piattaforme e applicazioni, di hardware e software, di reti e soluzioni di networking, che rappresenta un mercato mondiale in continua crescita ed espansione, il cui valore approssimativo è stato calcolato da Market research future in 1.933 miliardi di dollari entro il 2022.   La componente hardware è stimata divenire nel Report la più rilevante a livello globale, con una crescita superiore al 30%, mentre in termini di applicazioni quelle per i trasporti saranno le più utilizzate e anch’esse cresceranno ad un tasso annuo superiore al 30%.   Sono comunque diversi i settori chiave di un sistema smart city. Oltre i trasporti, ad esempio, abbiamo l’energia, le telecomunicazioni, le infrastrutture fisiche e virtuali, il cloud, la trasformazione digitale da gestire e accelerare, tutto il comparto green (sistemi idrici efficienti, fonti energetiche rinnovabili, microgenerazione, smart grid, illuminazione a basso consumo, mobilità sostenibile, low carbnon economy, ampliamento delle aree verdi, rivestimenti verdi degli edifici, resilienza diffusa e molto altro).   Proprio il paradigma “green” sta trasformando il volto delle nostre grigie e inquinate città. Termini come sostenibilità, cambiamenti climatici, la stessa resilienza, verde urbano, trovano un nuovo minimo comun denominatore nelle green cities.   Un recente studio americano “Delivering urban resilience” ha esaminato ed evidenziato i vantaggi ambientali, ecologici, sociali e finanziari che deriverebbero dalla realizzazione di progetti per le “smart surface”, cioè superfici intelligenti e verdi, come tetti e facciate degli edifici tappezzati con arbusti, prati e piante, ma anche con pannelli solari e impianti per il recupero ed il riciclo dell’acqua piovana e dell’umidità.   Il surriscaldamento globale, l’alta percentuale nell’aria e nell’acqua di sostanze fortemente inquinanti e il fenomeno “isola di calore” (per cui le città tendono ad immagazzinare il calore trattenendolo nei materiali per poi rilasciarlo costantemente nel tempo, infuocando ulteriormente l’ambiente e modificando il microclima locale), sono le minacce maggiori alla salute dei cittadini.   Lo studio, prendendo in esame le città degli Stati Uniti di El Paso, Philadelphia e Washington, ha messo in relazione tra loro costi e benefici relativi ad investimenti in progetti green cities e smart cities, arrivando alla conclusione che ad una spesa iniziale anche sostenuta, il ritorno in termini di salute e qualità della vita dei cittadini in un ambiente urbano è altissimo.   Si consuma meno energia, ci si ammala di meno, si muore di meno, si sporca meno, si produce meno immondizia, si ottimizzano le risorse naturali, per un risparmio medio negli anni di diversi miliardi di dollari. Ad esempio, se Washington investisse 838 milioni di euro in questi settori green il suo ritorno economico in termini di “risparmi” per la collettività sarebbe stimato in 1,8 miliardi di dollari (Philadelphia addirittura vedrebbe risparmi pubblici per 3,5 miliardi di dollari).   Senza contare, infine, un ritorno di diversa natura, prettamente economico e commerciale, perché città più pulite, più verdi, più vivibili e sane attirano turisti, tanti turisti, che immettono risorse finanziarie fresche nel sistema economico urbano. Lo studio ha calcolato questo ritorno economico turistico per le città attorni ai 5 miliardi per Washington e a 8,5 miliardi di dollari per Philadelphia.           The post Città digitali e green, mercato globale crescerà a 2mila miliardi di dollari nel 2022 appeared first on Key4biz.

Surface Studio 2, cosa aspettarsi per il nuovo modello?

Presi dalle indiscrezioni e dai rumors che si sono susseguiti nel corso di questi mesi relativi alla prossima generazione di dispositivi Windows on ARM e in particolar modo distratti dalle attese e dalle notizie più o meno attendibili sul tanto atteso Surface Phone-Project Andromeda non può sfuggire però che anche un altro dispositivo della gamma Surface quasi sicuramente verrà presentato nel corso di questo 2018: Surface Studio 2. La seconda versione dell’originale All In One lanciato da Microsoft nell’ormai “lontano” Ottobre 2016 e che ad oggi rappresenta il dispositivo più di nicchia e più costoso della line-up di prodotti Microsoft dovrebbe essere oggetto di un corposo aggiornamento nei prossimi mesi. Cosa aspettarsi dalla nuova versione, o meglio ancora, cosa gli utenti desidererebbero vedere? Piattaforma hardware aggiornata Il primo Surface Studio è ormai rimasto l’unico prodotto della gamma Surface a basarsi sulla piattaforma SkyLake affiancata da acceleratori grafici della serie 900 di Nvidia. Il nuovo modello monterà gli ultimi processori di ottava generazione di Intel nonché la gamma di GPU grafiche serie 1000 (o successive) di Nvidia. Non mancano però speculazioni su una possibile versione su base AMD e chip grafico Radeon. L’adozione dell’interfaccia Thunderbolt 3, la presenza di porte USB Type-C e configurazioni basate esclusivamente su hard disk SSD in luogo dei classici S-ATA presenti nella prima versione dovrebbero completare il quadro. A livello di hardware touch Microsoft continuerà ad utilizzare la sua piattaforma su base N-Trig, acquisita qualche anno fa, mantenendo gli attuali 4096 livelli di pressione implementati nell’ultima Surface Pen anche se c’è chi ipotizza per il nuovo Studio un nuovo step a 8192 livelli in quanto prodotto di punta della line-up hardware Microsoft. Scontato il supporto al controller Surface Dial che forse per l’occasione potrebbe essere aggiornato a livello di funzionalità. Una versione più economica? La prima ragione che ha frenato la diffusione di Surface Studio riguarda un posizionamento prezzo tra i più alti sul mercato con versioni a partire da 3000 $ fino ai 4200 $ della configurazione maggiore. E’ ragionevole ipotizzare che Microsoft potrebbe presentare anche una versione più economica e probabilmente più compatta con un display touch sempre ripiegabile per la scrittura e il disegno ma con dimensioni e risoluzioni inferiori rispetto al modello 28’’ da 4,5K e con una diagonale nell’ordine dei 22-23’’ e risoluzione sui 3K con una soglia prezzo sotto i 2000 $. Infine, per quanto riguarda un possibile approdo sul mercato italiano, Microsoft quasi sicuramente attenderà il lancio del nuovo modello per procedere ad una successiva disponibilità anche in Italia adottando la stessa strategia seguita con il nuovo Surface Book 2 in arrivo sul nostro mercato in queste settimane e che sarà l’argomento di un’interessante intervista in esclusiva per Surface Phone Italia con la Category Manager Surface di Microsoft Italia.

Skype e OneNote si aggiornano su Android con svariate novità

Negli ultimi giorni non una ma ben due applicazioni di Microsoft si sono aggiornato sul Google Play Store per tutti i possessori di smartphone Android. Skype La nuova versione, numerata 8.15.0.4, introduce tantissimi fix di bug e una sola nuova funzionalità: Controllo audio migliorato – Mentre partecipi a una chiamata Skype, puoi passare semplicemente dall’auricolare all’altoparlante, alle cuffie con cavo e alle cuffie con auricolari collegati tramite Bluetooth. Skype – videochiamate e IM gratuite (Free, Google Play) → OneNote OneNote, invece, giunge alla versione 16.0.9001.2134: Lazo – A grande richiesta, il nuovo strumento Lazo permette di selezionare liberamente i disegni a penna e altri contenuti di una pagina. Gestione delle immagini – Puoi cambiare le dimensioni delle immagini e spostare il testo nella pagina. Palm rejection – Se prendi appunti con uno stilo, ora puoi disegnare e scrivere in modo più naturale e accurato grazie al supporto del riconoscimento del palmo della mano incluso in OneNote. OneNote (Free, Google Play) →

Romeo Repetto

Amministratore Delegato, Leo Burnett Italia   Leo Burnett ha annunciato la nomina di Romeo Repetto ad amministratore delegato della sede italiana del grande network americano.   Rome Repetto, con più di venticinque anni di esperienza nel settore, passa nel 1998 da Bgs a Leo Burnett dove lavora su clienti nazionali ed internazionali come Nintendo, Kellogg’s, Campari e Lindt. Assume poi l’incarico di general manager della sede di Milano. Nel 2013 viene nominato ceo di Publicis Italia e, dalla fine del 2014, diventa amministratore delegato di Dlv Bbdo e Proximity Bbdo.   Si è laureato in Letteratura moderna presso l’Università degli Studi di Genova. The post Romeo Repetto appeared first on Key4biz.

eCommerce, Amazon e Lenovo denunciati all’Antitrust dall’Unione Consumatori

“Il successo del commercio elettronico si basa sulla fiducia dei consumatori che si aspettano la possibilità di acquistare ai prezzi esposti sui siti e sulle piattaforme di e-commerce”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che aggiunge: “se le piattaforme di vendita online prendono l’abitudine di revocare arbitrariamente gli ordini effettuati dai consumatori adducendo ad inconvenienti tecnici, va in crisi l’intero sistema. Per questo, come già avevamo fatto in passato, abbiamo sottoposta all’attenzione dell’Autorità Antitrust alcune pratiche purtroppo sempre più ricorrenti”. Dopo aver pubblicato delle offerte online e aver raccolto un buon numero di ordini, infatti, alcune piattaforme comunicano ai consumatori che il prezzo era errato e quindi non si può dar corso alla spedizione dei beni.   “Il punto -aggiunge l’avvocato Dona- è che a giudicare dalle modalità con cui questi prezzi  sono stati presentati, il consumatore è indotto a fare affidamento sulla veridicità dell’offerta (spesso si trova il prezzo originale barrato  con l’indicazione dello sconto proposto) per questo si tratta di una dinamica che mette in crisi l’intero sistema degli acquisti online che, come tutti sanno, possono essere straordinariamente vantaggiosi.”   “Ci aspettiamo – conclude il Presidente di Unc – che l’Autorità Antitrust, che già l’anno scorso esaminando un caso sottoposto dalla nostra organizzazione aveva richiesto ad Amazon di modificare le condizione contrattuali e le informazioni presenti sul suo sito, questa volta giunga ad erogare delle sanzioni nell’interesse della fiducia negli acquisti digitali, così spesso evocata dall’Unione Europea”.   Per avere sempre a portata di mano utili consigli sullo shopping online ecco la guida E-commerce. Per avere assistenza, contatta i nostri esperti attraverso lo sportello E-commerce sul sito www.consumatori.it The post eCommerce, Amazon e Lenovo denunciati all’Antitrust dall’Unione Consumatori appeared first on Key4biz.