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San Valentino, un rischio per la privacy condividere password e device col proprio partner

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Il 50% degli utenti condivide con il proprio partner PIN e password dei propri dispositivi. Un utente su tre ammette di spiare il proprio partner online. Nella vita di coppia digitale si corre il rischio di condividere con terzi “informazioni che sarebbe meglio tenere segrete”.   All’interno di una relazione, i dispositivi di connessione alla rete (smartphone e tablet su tutti) sono sempre più condivisi. I personal device diventano sostanzialmente “tecnologie di coppia”, perché sono in molti a voler condividere il medesimo apparecchio con tutti i dati in esso contenuti. L’80%, delle persone è convinta che le coppie debbano avere un proprio spazio privato, sia online che offline, mentre il 70% degli individui dà più valore alla relazione piuttosto che alla privacy. I dati sono di un’indagine Kaspersky Lab, secondo cui il 50% degli utenti condivide con il proprio partner apertamente PIN e password dei propri dispositivi e un quarto delle persone ha aggiunto l’impronta digitale sul dispositivo della propria metà. Tecnologie di coppia, che magari migliorano i rapporti e potenziano la fiducia, ma che allo stesso tempo rendono più vulnerabile la privacy dei due partner. Quando condividiamo l’accesso alla nostra vita digitale, hanno spiegato i ricercatori, “esponiamo le nostre impronte digitali e riveliamo i nostri segreti”, che siano buoni o cattivi. I partner con rapporti di coppia instabili hanno anche maggiori probabilità di ritenere che la propria privacy venga messa in pericolo dal partner (31%), rispetto a coloro che vivono una relazione felice (15%). “Quando si forma una coppia, i confini della privacy online potrebbero essere messi in discussione e le persone potrebbero non essere preparate al fatto che il partner conosca e acceda alla propria vita online. I partner che utilizzano i dispositivi dell’altro o spiano la vita dei propri cari, oltrepassano sicuramente i confini della privacy”, ha affermato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab. Tra le attività che vengono mantenute maggiormente segrete ci sono il contenuto dei messaggi inviati ad altre persone, il modo in cui utilizzano i propri soldi, alcuni file personali e i siti web visitati. La questione della privacy e della riservatezza che circonda le attività online potrebbe anche portare a litigi tra i partner e infatti dallo studio risulta che un terzo degli intervistati (33%) ha avuto una discussione dopo aver scoperto che il partner aveva visto qualcosa sul device che l’altro non avrebbe voluto condividere.  Le truffe online sono tantissime nei giorni che precedono la festa di San Valentino. Solo nel 2016 il danno economico è stato di 230 milioni di dollari, ma secondo Webroot la cifra reale è almeno il doppio, visto che molti casi non sono stati denunciati. Le url dannose di improbabili siti web per fare regali all’amato/a hanno infettato il 220% in più di utenti nella settimana che ha preceduto la festa degli innamorati nel 2016.   Fonte: Key4biz.it

La corte suprema spagnola potrebbe riattivare l’ordine di cattura per Puigdemont, Gabriel contro tutti, Neo-fascismo in Italia

Spagna: Corte suprema potrebbe riattivare l’ordine di cattura per Puigdemont 12 feb 10:43 – (Agenzia Nova) – La Corte suprema spagnola continua l’indagine sul presunto reato di ribellione compiuto dagli ex membri del deposto governo catalano nella precedente Mesa del Parlamento con l’obiettivo di chiudere la prima fase entro il prossimo mese. Lo riferisce oggi il quotidiano spagnolo “La Vanguardia” che aggiunge come il giudizio della Corte potrebbe arrivare entro aprile ed e’ possibile che alcuni indagati vengano esclusi dal processo. Per quanto riguarda l’ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont, la decisione del giudice Pablo Llarena comportera’ con tutta probabilita’ la riattivazione del mandato di cattura europeo e la sospensione come deputato, insieme a Oriol Junqueras, Jordi Sanchez e Antoni Comin, in base all’applicazione dell’articolo 384 bis del codice di procedura penale spagnolo. © Agenzia Nova – Riproduzione riservata Medio Oriente, visita di Tillerson parte in salita dopo gli scontri tra Israele e Iran 12 feb 10:43 – (Agenzia Nova) – Il grave scontro militare tra Israele e Iran durante questo fine settimana vede il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, dover affrontare un’imprevista crisi durante la visita programmata in Medio Oriente, che gia’ si preannunciava come la piu’ difficile del suo mandato. E’ quanto riporta il quotidiano “New York Times”, ricordando gli attacchi aerei israeliani al confine con la Siria che si sono verificati sabato, 10 febbraio scorso. Israele sostiene che la sua e’ stata una reazione alla penetrazione dei droni iraniani nel suo spazio aereo via Damasco. Tillerson dovra’ ora dare priorita’ alla gestione del dopo sconfitta dello Stato islamico in Siria. Nell’agenda del segretario c’era la necessita’ di raccogliere sostegno attorno alla ricostruzione dell’Iraq, uno sforzo ritenuto cruciale per prevenire il riemergere dello Stato islamico a Bagdad e fermare i tentativi di esercitare influenza dell’Iran in Iraq. Prima degli attacchi aerei del fine settimana, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti avrebbero sicuramente messo mano ai loro portafogli contribuendo in termini di 100 miliardi di dollari in occasione della conferenza che si terra’ in Kuwait martedi’ 13 febbraio, oggi, potrebbero aver cambiato idea. Gli Usa, dopo che il presidente Donald Trump ha escluso il coinvolgimento del suo paese nella ricostruzione, si limiteranno a facilitare alcuni prestiti. Per il “Nyt”, la conferenza in Kuwait potrebbe rivelarsi un fallimento, oltre che per Tillerson, anche per il primo ministro iracheno Haider al Abadi, la cui posizione politica rimane fragile malgrado la sconfitta dello Stato islamico e lo sforzo di contenere le milizie legate all’Iran. Degli oltre 100 miliardi di dollari che Abadi sperava di ricevere, fonti diplomatiche riferiscono che l’Iraq lo scorsa settimana ha ricevuto impegni per solo 5 miliardi. © Agenzia Nova – Riproduzione riservata   Il nuovo budget di Trump rinuncera’ allo storico obiettivo dei repubblicani di eliminare il deficit 12 feb 10:43 – (Agenzia Nova) – Il presidente statunitense Donald Trump si appresa a presentare un bilancio che non sembra in grado di eliminare il deficit di bilancio nei prossimi dieci anni. Come riferiscono alcune fonti del “Washington Post”, i decisi tagli alle tasse e i nuovi aumenti delle spese renderebbero infatti impossibile il raggiungimento di quest’obiettivo. Da decenni la leadership del Partito repubblicano propone programmi per eliminare il deficit di bilancio, ma le politiche presentate non si sono mai concretizzate. Il quotidiano statunitense ricorda il 2011, quando i parlamentari repubblicani rischiarono di postare l’amministrazione al default proponendo un emendamento costituzionale che vietasse al governo federale di spendere piu’ delle sue finanze effettive. Fra i piu’ attivi in questo senso Paul Ryan, attuale presidente della Camera, che quando ha presieduto la commissione di bilancio ha proposto sistematicamente nuove tasse e sistemi di spesi volti a eliminare il deficit. Tuttavia, diversi analisti criticarono quei programmi che rischiavano di provocare una seria riduzione dei programmi dell’amministrazione. © Agenzia Nova – Riproduzione riservata   Un generale spagnolo al comando delle forze speciali della Nato 12 feb 10:43 – (Agenzia Nova) – Le forze speciali della Nato, una delle prime linee di contenimento dell’Alleanza atlantica in situazioni di crisi, lavoreranno quest’anno sotto la guida di un generale spagnolo, Jaime Iniguez Andrade. Lo riferisce il quotidiano spagnolo “El Mundo” secondo il quale il comando detenuto quest’anno dall’esercito spagnolo farebbe parte della struttura delle Forze di risposta della Nato, reparto creato per avere la massima capacita’ di reazione a qualsiasi tipologia di minaccia. Il generale Iniguez ha spiegato come queste unita’ comprendano quattro modalita’ di comando: terra, aria, mare e operazioni speciali. Queste ultime sono proprio quelle che nel 2018 saranno sotto la direzione e la guida delle Forze armate spagnole, con una lista di servizi piu’ che invidiabile nell’ambito militare. Durante il 2016 e il 2017, la Spagna ha completato i requisiti richiesti dalla Nato per poter accedere a uno dei comandi delle strutture in prima linea. Questo significa che l’esercito spagnolo sara’ tra i primi ad agire se dovesse verificarsi un attacco alla sicurezza. “Sono la parte piu’ operativa e immediata dei nostri eserciti”, ha aggiunto Iniguez. © Agenzia Nova – Riproduzione riservata   Francia, il Front National prepara la sua “operazione riconquista” 12 feb 10:43 – (Agenzia Nova) – Il Front National prepara una “difficile operazione riconquista” in vista del prossimo congresso, che si terra’ a Lille il 10 e l’11 marzo. Lo scrive “Les Echos”, sottolineando che la leader dell’estrema destra, Marine Le Pen, proporra’ un nuovo nome per il partito, anche se “gli aderenti restano attaccati al nome storico”. Tra le difficolta’ che avra’ la presidente, c’e’ anche la recente pubblicazione del libro scritto da suo padre, Jean-Marie, storico fondatore de Front National, che verra’ pubblicato a ridosso dell’evento svelando particolari che potrebbero rovinare l’immagine della figlia. Preoccupano i risultati delle ultime elezioni suppletive, che nei dipartimenti della Val d’Oise, nella regione dell’Ile-de-France, e di Belfort, a est, il partito ha raccolto risultati deludenti. Tuttavia, in questi ultimi mesi l’indice di gradimento di Marine Le Pen ha smesso di perdere punti. Molti i fattori che potrebbero in questo momento favorire un ritorno del Front National: le violenze

5G, perché la rete unica non è un’idea da buttare

“Una rete 5G nazionale non è poi un’idea così stupida”. Questo il titolo (controcorrente) di un editoriale pubblicato sull’Economist (Sharing spectrum A national 5G wireless network is not such a stupid idea), scritto alla luce del recente polverone sollevato dall’ipotesi di nazionalizzazione della rete wireless americana, finita sul tavolo di Trump su proposta della National Security Agency per ragioni di sicurezza (contro la cyberminaccia cinese) trapelata sul media globali, prima di essere completamente smontata e fatta a pezzi dagli esperti (l’analista John Strand l’ha derubrica a Fake news) e dalla stessa FCC (Federal Communication Commission), il regolatore Usa delle comunicazioni.   Ma l’idea di una rete unica 5G nazionalizzata è davvero così balzana? Secondo l’Economist, per trent’anni il mercato delle tlc, quanto meno quello dei paesi più ricchi, si è basato su un modello ben definito: più deregulation privatizzazioni per alimentare una maggior concorrenza. Una direzione indicata dall’America a partire dal 1984, con lo spacchettamento dell’ex monopolista At&t. E’ per questo che il report sulla rete unica 5G, che dovrebbe essere realizzata e gestita dal governo Usa, presentato dalla National Security Agency alla Casa Bianca, ha suscitato grande sorpresa e scalpore nella industry. Il documento è stato aspramente criticato e rapidamente bocciato da esperti e regolatori, secondo cui per proteggere la rete Usa dagli hacker cinesi (motivo principale della proposta) non è necessario che lo Stato gestisca direttamente il network nel suo complesso. Tanto più che il mercato Usa è già interdetto per i maggiori produttori cinesi di apparecchiature di rete (Huawei ma anche Zte), che non possono quindi vendere le loro tecnologie agli operatori americani. Una rete a banda larga gestita direttamente dal governo, secondo i detrattori del progetto, soffocherebbe la concorrenza e accrescerebbe il rischio di ampliare a dismisura i margini di manovra e di intervento delle agenzie di sicurezza americane. Detto questo, la proposta della National Security Agency contiene un’altra idea che comunque la si pensi merita attenzione, e non solo in America, vale a dire l’idea che un’unica rete 5G nazionale wholesale potrebbe essere utilizzata da diversi service provider, sulla falsariga di quanto avviene per diverse reti ferroviarie ed elettriche. Un modello totalmente all’ingrosso del network 5G, che scremato dalle ragioni legate alla security nazionali degli Usa varrebbe la pena prendere in considerazione, quanto meno dal punto di vista teorico.   Operatori wholesale, esempi sul fisso Le reti Tlc fisse wholesale non sono una novità a livello globale. Funziona così: gli operatori all’ingrosso non forniscono i servizi, ma la semplice capacità di banda ad altri soggetti che condividono l’utilizzo della stessa rete e poi si fanno concorrenza fra loro sui servizi. Esempi del genere si riscontrano a Singapore, in Nuova Zelanda e in Svezia. Anche nel mobile un modello analogo di network sharing esiste già, anche se è più unico che raro, come ad esempio il caso del Ruanda e quello più significativo del Messico di Red Compartida (letteralmente significa “Rete condivisa”), che dovrebbe partire a breve. Si tratta di una rete realizzata da un consorzio privato, che però può contare sullo spettro radio e sui collegamenti in fibra fra stazioni base concessi direttamente dal governo.   Le critiche dei detrattori Il rischio di questo modello, secondo i detrattori, è che il provider unico all’ingrosso, senza il pungolo della concorrenza, fornisca un servizio scadente. I detrattori di questo modello fanno l’esempio del provider australiano National Broadband Network, controllato dal governo, che fornisce un servizio scadente, al contrario ad esempio di quanto avviene in Corea del Sud dove la concorrenza c’è eccome. Sta di fatto, che realizzare le nuove reti 5G costa caro, le antenne da realizzare soprattutto in ambiente urbano saranno moltissime, e le alte frequenze destinate al 5G non penetrano negli edifici e non sono in grado di oltrepassare facilmente ostacoli solidi e le barriere in cemento che formano il panorama urbano delle città.   Reti di proprietà, lievitano i costi “Se ogni provider realizzerà una sua rete 5G di proprietà, i costi saranno inutilmente alti e talvolta proibitivi”, scrive l’Economist, secondo cui una rete unica sarebbe meno cara e potrebbe accrescere la concorrenza sul fronte dei servizi, secondo l’Economist che si spinge oltre: se le imprese potessero affittare la capacità trasmissiva senza l’obbligo di costruire una rete di proprietà, allo stesso modo in cui le imprese sfruttano smartphone e app store per raggiungere i consumatori, lo sviluppo di nuovi servizi connessi in ottica Internet of Things sarebbe certamente più rapido e “vibrante”.   Spectrum sharing Secondo l’Economist, infine, i governi non dovrebbero per forza spingersi fino a commissionare la creazione di un network unico all’ingrosso, come nel caso del Messico, ma potrebbero comunque beneficiare in qualche misura dai benefici dello sharing (di un’unica rete ndr). Per fare ciò, sarebbe già un passo avanti abolire le leggi che in diversi stati Usa impediscono alle municipalità di realizzare reti cittadine. I regolatori potrebbero inoltre incoraggiare forme diverse di spectrum sharing. In conclusione, il messaggio da conservare dalla proposta della National Security Agency alla Casa Bianca riguarda l’opportunità di rivedere la concorrenza sul fronte infrastrutturale. Un’unica rete 5G, alla fine, potrebbe bastare. The post 5G, perché la rete unica non è un’idea da buttare appeared first on Key4biz.

Dal dominio dei dati personali al dominio della finanza

La grande sintesi   Il passo dal dominio dei dati personali al dominio della finanza è breve, anzi è avvenuto (in silenzio, forse insospettato, forse nella grande disattenzione delle banche). I possessori di grandi banche di dati (i gestori di social network), e di dati personali in particolare, hanno consolidato i propri servizi informativi elettronici, il commercio elettronico, le forme di pagamento elettronico, puntando ad emettere anche moneta elettronica. La loro forza sta nel “dominio” dei dati che sono nella loro disponibilità (dati che i singoli utenti provvedono a mettere a disposizione e ad arricchire “tempestivamente” senza costi per i “dominatori dei dati”). Gli stessi dati possono essere utilizzati per ampliare la sfera di influenza delle grandi compagnie tecnologiche. E la sfera di influenza non riguarda piccoli settori di mercato ma riguarda il mercato/paradigma della finanza intesa nella sua complessità: economia e finanza, pagamenti, il sistema bancario, la borsa, ecc. È in corso un nuovo cambiamento forte e radicale in un settore che non vedeva altri “intrusi” (i sistemi tecnologici che diventano anche sistemi di finanziamento, di pagamento, di moneta). Il cambiamento ha una sua particolare valenza storica: lo spostamento di “decisioni” e di “mercati” verso altre aree per aprire un nuovo capitolo della storia del mondo. Lo spostamento inciderà sui sistemi sociali, economici e politici. Chi sarà impreparato sarà travolto. Non si tratta di una visione “apocalittica” ma soltanto di una visione reale (il “nuovo mondo”) che sarà necessario valutare bene per non avere anche altri tipi di spostamenti socio-economici-politici: verso nuove forme di “dominio totale” dell’uomo sull’uomo di marcusiana memoria; verso forme di dittature più sottili, più subdole, più pervasive, più dure e “cattive” di quelle “tradizionali”.   Le caratteristiche di questa sintesi   Intanto si tratta di una “sintesi” che presenta alcune caratteristiche:   Sintesi di dati personali e di dati finanziari in modalità elettronica (le compagnie tecnologiche operano solo sulla base di dati nativamente digitali; le banche operano con sistemi ancora misti (analogico/digitale); le banche operano solo verso i propri clienti; le compagnie tecnologiche operano in modo trasversale per clienti che accedono a diversi servizi e che sono “profilati” in tanti modi; Sintesi di dati e sistemi tecnologici (algoritmi per gestire la sintesi); le banche operano ancora poco tramite algoritmi; Costo zero dei dati e delle informazioni in possesso delle grandi compagnie tecnologiche in quanto forniti “direttamente” dagli utenti; Nella concorrenza gli attuali sistemi finanziari si presentano divisi e verticali, nella “sintesi dei dati” i sistemi finanziari opereranno in modo trasversale e saranno quindi “governati” dai grandi operatori di dati; Lotta tra gli attuali big delle compagnie tecnologiche per il dominio della finanza elettronica (la lotta per il dominio sarà all’ultimo sangue e sarà una lotta sui dati); I “nemici” di questa sintesi sono le normative sulla privacy ed i garanti della privacy (lotta delle compagnie tecnologiche contro i garanti: per es. facendo lobby sui governi per depotenziare l’azione dei garanti); La sicurezza informatica sarà destinata non a proteggere i dati in quanto tali ma a creare barriere per ostacolare il dominio delle compagnie tecnologiche tra loro e sicuramente sarà finalizzata contro gli altri competitori Definizione dei profili professionali dei nuovi operatori finanziari elettronici; Robotica applicata alla finanza: uomini e macchine assieme per la grande sintesi e per la lotta sui dati per la finanza; Intelligenza Artificiale per le nuove frontiere della finanza: aumento nell’autonomia decisionale di sistemi “intelligenti” per operare sui domini della finanza. Chi deve analizzare la “grande sintesi”   Certamente i soggetti sono diversi: Il Parlamento ed il Governo; I decisori pubblici nel settore finanziario, economico e bancario; I gestori di grandi dati nei social (per loro è “fisiologico”); I garanti della privacy; Il management delle banche; Gli studiosi dell’economia, della finanza, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione; Gli utenti ed i clienti dei sistemi finanziari; Le associazioni dei consumatori.   Perché è necessario analizzare le grandi sintesi   Per bloccare nuove forme di speculazione finanziaria di tipo sistemico e particolarmente pericolose. Per garantire la privacy e la protezione dei dati personali. Per arginare nuove forme di dittatura. Per garantire un accesso sempre più consapevole ai sistemi finanziari. Per offrire strumenti di conoscenza critica nell’approccio ai sistemi di grande sintesi dei dati finanziari. The post Dal dominio dei dati personali al dominio della finanza appeared first on Key4biz.

Gli smartphone 5G scalpitano, in arrivo nel 2019

Un anno prima del rilascio globale del nuovo standard di rete il mercato ospiterà già modelli capaci di connettersi a internet a velocità mai viste La promessa di avere tra le mani un cellulare capace di connettersi al 4G in anticipo sui tempi è più che mai reale. Diversi produttori hanno già confermato l’intenzione di lanciare sul mercato i primi dispositivi 5G-capable, cioè in grado di beneficiare delle prossime velocità in ambito mobile. Sappiamo che Verizon ha mostrato un’anteprima del suo 5G a pochi fortunati durante il Super Bowl, mentre a Taiwan HTC U12 viaggia ben oltre gli 800 Mpbs, metriche possibili solo con il protocollo di nuova fattura. Un totale di 18 operatori testerà il 5G in giro per il mondo nel corso del 2018, sfruttando i modem di Qualcomm; tra questi ci sono Vodafone e TIM che, con Ericsson, è in una fase avanzata di sperimentazione. Cosa succede Dal punto di vista dell’hardware, decine di produttori sono all’opera per capire come sfruttare al meglio il modem 5G X50 di Qualcomm. Non mancano nomi importanti, tra cui LG, HTC, Xiaomi e Nokia, così come gli assenti, Samsung, Apple e Huawei, che sembrano voler puntare maggiormente sullo sviluppo della AI piuttosto che adottare tecnologie di rete avanzate. Non è detto poi che sia Qualcomm la sola a fornire gli elementi necessari a integrare il 5G negli smartphone, visto che un concorrente diretto, come Intel, è più attivo che mai sul settore. E proprio Intel potrebbe essere la scelta di Apple nella costruzione di un iPhone 9 abile a connettersi  con il nuovo standard. Intano al Mobile World Congress di Barcellona ci sarà modo per testare il 5G presso i padiglioni delle principali telco, che stanno contribuendo a bruciare le tappe in favore di una realizzazione concreta del protocollo nel più breve tempo possibile. The post Gli smartphone 5G scalpitano, in arrivo nel 2019 appeared first on Data Manager Online.

Hitachi Systems CBT: sempre più qualità e ottimizzazione dei servizi

Il Systems Integrator parte del gruppo nipponico Hitachi Ltd. conquista le Certificazioni ISO 20000 per la gestione dei Servizi IT e ISO 14001 per la gestione Ambientale Hitachi Systems CBT chiude il 2017 con un grande risultato: conferma la Certificazione ISO 27001 per la Sicurezza delle Informazioni e la Certificazione ISO 9001 per la Qualità e ottiene la Certificazione ISO 20000 per la gestione dei Servizi IT e la Certificazione ISO 14001 per la gestione Ambientale. Questo importante risultato è stato raggiunto attraverso la reingegnerizzazione dei processi IT e l’ottimizzazione di tutti gli aspetti di gestione dei servizi: da quelli organizzativi, a quelli tecnici e finanziari fino alla sicurezza informatica. L’azienda potrà così fornire ai propri clienti soluzioni e servizi informatici sempre più performanti e competitivi sul mercato nazionale e internazionale: un importante obiettivo per Hitachi Systems CBT che, non solo si allinea con la nuova normativa europea sulla privacy già all’inizio dell’anno, ma si distingue anche all’interno dello stesso gruppo Hitachi promuovendo la sua esperienza grazie a un sistema integrato di soluzioni e servizi. Queste quattro certificazioni garantiscono ai clienti di Hitachi Systems CBT l’osservanza di elevati standard qualitativi, il trattamento dei dati secondo i principi di riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni e le migliori soluzioni tecnologiche, nel pieno rispetto dell’ambiente secondo quando prescritto dalla normativa nazionale e internazionale. “Ottenere un livello di certificazione così elevato, che integra 4 schemi certificativi all’interno di un solo sistema di gestione, in linea anche con quanto richiesto dal D.Lgs 231/01, nonché con il GDPR europeo, garantisce ai clienti di Hitachi Systems CBT la sicurezza di ricevere un livello di servizio di prim’ordine, che poche aziende sul mercato possono attualmente garantire” afferma Claudia Ciampi, Chief Information Security Officer e Legal & Compliance Manager di Hitachi Systems CBT. “Il raggiungimento di questo obiettivo si inserisce inoltre perfettamente nel percorso di Digital Transformation attraverso il design e l’implementazione di soluzioni digitali e l’esternalizzazione delle infrastrutture, dei servizi e delle applicazioni in totale sicurezza che da sempre è il nucleo della mission dell’azienda”. The post Hitachi Systems CBT: sempre più qualità e ottimizzazione dei servizi appeared first on Data Manager Online.

eTourism. Bit2018, le aziende presenti all’arena BeTech il 13 febbraio. Le interviste

Da Domenica 11 a Martedì 13 Febbraio 2018 si terrà a Milano la Borsa Internazionale del Turismo: da oltre trent’anni BIT favorisce l’incontro tra decision maker, esperti del settore e buyer accuratamente selezionati e profilati, provenienti da varie aree geografiche e settori merceologici. Le sedi dell’evento saranno Fieramilanocity (l’innovativo quartiere fieristico cittadino) e il MiCo (uno tra i più grandi centri congressi d’Europa e del mondo). L’area BeTech alla Bit presenterà le soluzioni di punta per il travel, dalla geolocalizzazione ai nuovi canali. Il claim dell’Area è “Resta sempre connesso”. Diversi servizi di business e networking, assieme a contenuti esclusivi, verranno proposti al settore con il supporto e la competenza dell’Advisory Board.   Qui andiamo a conoscere le aziende partecipanti che presenteranno all’arena BeTech le loro soluzioni e visioni rivolte al turista moderno o alle aziende turistiche per migliorare le loro prestazioni.   WeAGoo – Associazione Startup Turismo  Presentazione Martedi 13 ore 10.00 – ore 10.25 Arena BeTech   Di cosa si occupa la tua azienda? WeAGoo opera nel turismo digitale come azienda specializzata nella raccolta e produzione di contenuti geo-localizzati per applicazioni web, smartphone, smartwatch, guide PDf digitali per la promozione di una destinazione con obiettivo di attrarre maggior turisti ed allungarne la loro permanenza attraverso la conoscenza del territorio. I contenuti sono fondamentali per la parte SEO del web , per l’engagement del cliente e le attività di “care”.   Qual è la sua missione? Chiunque lavora con i turisti e viaggiatori sa quanto è importante fornire informazioni sulla destinazione e quanto esse influenzano le loro scelte. Weagoo si occupa di far conoscere il territorio attraverso la standardizzazione dei contenuti delle attrazioni culturali, naturalistiche, artistiche e storiche che possono essere facilmente integrate in software e/o portali di incoming, pernottamento, trasporto e in tutta la filiera turistica.   In che cosa è diversa da altre organizzazioni simili? Weagoo ha oggi uno dei più importanti database proprietari di punti di interesse (POI)  geo-localizzati  italiani con tutte le provincie, città d’arte e di altri 1.400 comuni minori oltre alle maggiori capitali Europee ed è per questo che viene scelto ed integrato in siti web e app da chi si occupa di incoming e servizi per il turista ed ha necessita di scalare velocemente focalizzandosi sul proprio business. I nostri punti hanno uno standard preciso, frutto di uno studio del comportamento dei turisti rispetto all’informazione fornita dagli smartphone e navigatori mentre sono in visita di una città a piedi, in auto, su una bicicletta o motocicletta e realizzati per funzionare offline evitando problemi di copertura della rete e costi di connessione. La produzione ha considerato e risolto anche le problematiche tradizionali connesse quali: scrolling free, user’s attention, filters nell’uso degli smartphone.   Se dovessi descrivere la tua azienda utilizzando solo tre aggettivi, quali sceglieresti? Visionari, atipici, pazzi.   Quali sono le aree di eccellenza? Contenuti proprietari (punti di attrazione locale) per una facile integrazione e veloce scalabilità; Guide digitali gratuite (PDF con Call to Action), abbiamo oltre 100 Guide realizzate da utilizzare per attività di “care” pre-viaggio, on site, post viaggio. XPLOR ROUND (mappe digitali da integrare nei siti internet), tecnologia e contenuti per una velocissima integrazione in progetti di terze parti. Uniamo le competenze software con i contenuti. Siamo un mix tra editoria e tecnologia. Conosciamo le App, conosciamo i contenuti, conosciamo come i turisti e/o viaggiatori si relazionano con le informazioni fruite.   Qual è il principale beneficio per i clienti? Riduzione dei costi per la produzione dei contenuti geo-localizzati, alta scalabilità, facilità di integrazione nelle loro piattaforme, (web/App), accesso a materiale per attività di cross selling. Prodotti e servizi difficilmente offerti o reperibili sul mercato per il loro alto costo di produzione. Diversificazione nell’offerta tra prodotti finiti e grezzi.   Emotion srl – Associazione Startup Turismo Presentazione Martedi 13 ore 11.00 – ore 11.25 Arena BeTech   Di cosa si occupa la tua azienda? Metodi e strumenti innovativi e non convenzionali di marketing 1 to 1.   Qual è la sua missione? Rendere duraturi e tangibili i ricordi e le emozioni   In che cosa è diversa da altre organizzazioni simili? Abbiamo una formula win to win: gli stakeholders fanno parte di una emozione condivisa tra 2 persone e duratura nel tempo.   Se dovessi descrivere la tua azienda utilizzando solo tre aggettivi, quali sceglieresti? Vintage, emozionale, remunerativo   Quali sono le aree di eccellenza? Innovativa, Dinamica e orientata al cliente, raccolta dati per algoritmi di Big Data.   Qual è il principale beneficio per i clienti? 2C – Condividere emozioni in modo unico e vintage. B2B – far parte del messaggio emotivo in modo dinamico   Siap Presentazione Martedi 13 ore 11.30 – ore 11.55 Arena BeTech   Di cosa si occupa la tua azienda? SIAP è una software house specializzata nella realizzazione , installazione di applicazioni gestionale e soluzioni web dedicate al settore delle agenzie di viaggio Leisure e business travel,Tour Operator Incoming, outogonig e tailor made.   Qual è la sua missione? Direzione marketing, ricerca ed innovazione.   In che cosa è diversa da altre organizzazioni simili? Conosco come lavora la mia azienda e non sono in grado di fare confronti o paragoni con altri nostri competitor.   Se dovessi descrivere la tua azienda utilizzando solo tre aggettivi, quali sceglieresti? Concreta. Affidabile. Innovativa   Quali sono le aree di eccellenza? Assistenza e consulenza clienti   Qual è il principale beneficio per i clienti? Per tipologie differenzi di servizi che eroghiamo, i benefici sono inevitabilmente molteplici e non riconducibili ad uno unico.   Hearth Srl – Associazione Startup Turismo Presentazione Martedi 13 ore 12.00 – ore 12.25 Arena BeTech   Di cosa si occupa la tua azienda? È una piattaforma B2B2C versatile e adattiva a vari campi ed utilizzi: funziona come semplice tool di creazione di punti su mappa, che possono però esser gestiti come eventi, punti di interesse, attività commerciali, spot di consultazione, guide in musei e fiere, supporto per soccorsi in caso di emergenze (e richieste di aiuto), ecc. Ai punti su mappa si

Vorticidigitali. Le 10 cose da tenere a mente quando si cambia sito

Il cambiamento di un sito Internet – si sa – è una delle fasi più delicate della vita digitale di un’azienda, stretta fra la necessaria compilazione di un brief chiaro ed esaustivo, la scelta del partner ed ovviamente l’importanza di rispettare budget e scadenze.   Sotto il profilo del marketing digitale, vi sono poi alcuni aspetti da tenere a mente quando si dovrà finalmente e, con una certa tensione, migrare il sito:   Non cambiare l’ID di Google Analytics, ma anzi impostare una “Nota”, una sorta di post-it che in ogni Rapporto evidenzierà il cambiamento e aiuterà a fare alcune  comparazioni molto interessanti; Isolare, grazie a Google Analytics e al suo Rapporto “Pagine di Destinazione” le Pagine per le quali non si dovrà assolutamente perdere indicizzazione e curarne la mappatura, la correlazione con le nuove URL, il reindirizzamento dei link in entrata e dei link interni; Porre attenzione alla nuova impostazione delle Pagine attraverso Google Search Console così da non perdere rilevanza quanto ai fattori on-page (H1, dati strutturati, …); Usare strumenti come Siteliner per tenere sotto controllo l’eventuale duplicazione delle Pagine e porvi rimedio con il tag canonical; Sfruttare il cambiamento per ottimizzare il codice e alleggerire il peso di alcuni contenuti a partire da un’analisi che può essere fatta con Google Speed Tester; Risottomettere la sitemap xml per una corretta re-indicizzazione del sito; Monitorare le performance del sito nei primi giorni e tenere d’occhio i dati tecnici di efficienza del crawling nell’apposito Rapporto di Google Search Console; Impostare alert su Google Analytics per essere tempestivamente avvisati in caso di perdite di traffico; Avere l’umiltà di osservare i rendimenti dei percorsi di navigazione per comprendere l’impatto sui navigatori grazie a strumenti di analisi in-pagina e di traffico in tempo reale; Impostare Esperimenti ed iniziative di a/b testing al fine di ottimizzare in corsa i flussi.   Ultimo e non ultimo accorgimento, occorrerà riallineare l’impostazione degli Obiettivi in Google Analytics, effettuare delle comparazioni temporali e giudicare, dati alla mano, le azioni intraprese. The post Vorticidigitali. Le 10 cose da tenere a mente quando si cambia sito appeared first on Key4biz.