Regali di Natale che migliorano la sicurezza e la privacy
In questo articolo Fabio Buccigrossi di ESET fornisce consigli per maggiori sicurezza e privacy e per aiutare a proteggere meglio le informazioni personali online. I nostri dati personali hanno un grande valore non solo per gli inserzionisti e i data broker, ma, soprattutto, per i criminali informatici. Purtroppo, i malintenzionati possono entrare in possesso dei dati in molti modi. Potrebbero utilizzare attacchi di phishing o nascondere il malware per rubare le informazioni nelle app per cellulari, nei torrent di gioco o in altri software. Oppure potrebbero utilizzare dati precedentemente violati per ottenere le credenziali e dirottare i nostri account. Per quanto riguarda gli inserzionisti e i data broker, gran parte del furto di dati avviene in background, spesso grazie a cookie di terze parti per migliorare il targeting degli annunci o l’esperienza utente. È comprensibile che molti di noi vogliano mitigare l’impatto di queste minacce. Quindi, perché non regalarci una maggiore sicurezza e privacy, e compiere alcune azioni pratiche per proteggere meglio le informazioni personali online? Prima di tutto consideriamo un elemento che al giorno d’oggi è irrinunciabile e che tutti già usiamo: un software di sicurezza completo. Da sempre ribadiamo l’importanza di dotarsi di una soluzione di sicurezza di un vendor affidabile da adottare in tutti i dispositivi in uso alla famiglia. Anche gli smartphone e i tablet, tra i regali tecnologici più gettonati, hanno bisogno di una protezione completa dalle minacce. Se un dispositivo è connesso a Internet, c’è il rischio che un malware si introduca con lo scopo di sottrarre dati o per altri illeciti. Passiamo ora ad alcune idee meno ovvie per i regali da fare ai nostri cari. Ovviamente, non tutti i prodotti elencati saranno l’ideale per un tradizionale dono natalizio, alcuni sono gratuiti altri difficili da impacchettare. Si tratta in ogni caso di un elenco di buone pratiche di cyber hygiene. Router Wi-Fi sicuro: tutti abbiamo un router wireless in casa, probabilmente fornito dal nostro ISP. Molti di questi dispositivi deboli in fatto di sicurezza, ad esempio non accettano password lunghe e forti. Sarebbe meglio optare per un router progettato per la sicurezza e, se possibile, configurarlo con una rete privata virtuale. Questo ci porta al prossimo punto… Virtual private network (VPN): questi pratici strumenti reindirizzano il nostro traffico attraverso un percorso sicuro e crittografato, in modo che il sito che visitiamo non possa identificarci. Una VPN migliora la sicurezza e la privacy – impedendo a ISP, spie governative, hacker e addetti alle vendite di spiarci – ed è particolarmente importante se utilizziamo reti Wi-Fi pubbliche. Tuttavia, non tutte le VPN sono uguali. I servizi gratuiti possono vendere i nostri dati a scopo di lucro, mentre quelli con server situati in paesi specifici possono fare pressione sul fornitore per farsi consegnare i dati. Per fare la scelta giusta è necessaria una ricerca indipendente. Password manager: molti di noi hanno così tanti account e applicazioni online che hanno bisogno di password facili da ricordare e spesso condividono le stesse credenziali su più account. Il problema è che se uno solo di questi finisce nelle mani degli hacker, può metterli tutti a repentaglio, poiché i malintenzionati possono utilizzare strumenti automatici di “credential stuffing” per cercare di sbloccare gli altri account protetti con la stessa password. Con un password manager è possibile creare e memorizzare password o frasi di accesso uniche e forti per ogni sito. Il gestore le ricorderà per noi, che dovremo memorizzare solo una “master password”. 2FA hardware-based key: l’autenticazione a due o più fattori (2FA/MFA) offre protezione dalle minacce di furto di password fornendo un ulteriore livello di autenticazione dell’utente. Dopo averla registrata in ogni sito che si desidera utilizzare, è sufficiente inserire la chiave (di solito in una porta USB) per accedere successivamente. Se un criminale non ha la vostra chiave, non potrà spacciarsi per noi. Schermo per la privacy del computer portatile: la diffusione del lavoro ibrido porta ad un aumento delle opportunità per i malintenzionati di vedere quello che scriviamo mentre non siamo in ufficio e lavoriamo nei luoghi pubblici più disparati. Uno schermo per la privacy è la soluzione più ovvia, in quanto lascia filtrare la luce dal display solo ad angoli ristretti, riducendo così le possibilità di spiare di persona. Copertura della webcam: l’hacking della webcam, noto anche come camfecting, non è un fenomeno sconosciuto. I criminali informatici o i “semplici” guardoni possono dirottare le fotocamere frontali di altre persone con vari mezzi, tra cui Trojan ad accesso remoto (RAT) o exploit di vulnerabilità. Potrebbero quindi utilizzare il materiale o le registrazioni rubate per frodi o estorsioni. Una copertura scorrevole per la webcam può quindi rivelarsi utile. Altre semplici contromisure consistono nel mettere un pezzo di nastro adesivo sull’obiettivo quando la fotocamera non è in uso o nello staccare la spina se si tratta di una fotocamera esterna. Email che migliorano la privacy: le e-mail non sono state originariamente concepite pensando alla sicurezza. Ora c’è anche il rischio che gli stessi provider stiano spiando i nostri dati per rivenderli o condividerli con le agenzie governative. Anche in questo caso, negli ultimi anni sono nate numerose alternative ai principali gestori con un’attenzione particolare alla sicurezza e alla privacy. Ciò significa non solo che i messaggi sono crittografati per impostazione predefinita, ma anche che i provider guadagnano con abbonamenti premium piuttosto che con la pubblicità e che sono situati in paesi che difficilmente condividono le informazioni. Applicazioni di messaggistica sicura: è improbabile che queste applicazioni siano presenti nelle liste dei regali di Natale, dato che di solito sono gratuite. Ma vale la pena controllare che quella che stiamo usando sia ottimizzata per la sicurezza e la privacy e fornisca la crittografia end-to-end. Ciò significa che anche se il governo o le forze dell’ordine ordinassero a un provider di consegnare i dati dei clienti, non potrebbero farlo. Assicuriamoci che la funzione sia attivata, perché non sempre lo è per impostazione predefinita. Prendiamo in considerazione la possibilità di modificare ulteriormente le impostazioni dell’app per migliorare la privacy e la sicurezza. Software
MRP: a cosa serve e come può aiutare le PMI del settore manifatturiero
Il sistema MRP è un valido alleato per le aziende dell’Industria 4.0, soprattutto se integrato al gestionale ERP: benefici e Applicazioni a misura di PMI. Poter contare su un sistema MRP efficiente e performante significa ottimizzare i processi produttivi e agevolare l’approvvigionamento dei materiali limitando ogni spreco, entrambe priorità fondamentali per le aziende del settore manifatturiero. Sono proprio le PMI che operano nell’Industria 4.0 a dover affrontare sfide sempre nuove per restare competitive sul mercato, compiendo sforzi notevoli per mantenere il controllo dei costi e ripartire le risorse in modo ottimale, senza trascurare il raggiungimento della massima qualità. Acronimo di Material Requirement Planning, MRP si traduce letteralmente in pianificazione dei fabbisogni e rappresenta un sistema di gestione e controllo per la programmazione delle scorte, con l’obiettivo di allineare la produzione alla domanda che arriva da parte dei clienti. La capacità di pianificare i materiali, stimare le quantità e compiere previsioni attendibili, infatti, rappresenta una leva strategica per il successo dell’industria manifatturiera, che trae numerosi vantaggi soprattutto dall’integrazione tra le funzionalità MRP e l’utilizzo di un software ERP, l’Enterprise Resource Planning che consente una gestione ancora più completa di tutta l’attività. Indice MRP: significato e benefici per l’Industria 4.0 Vantaggi dei sistemi ERP / MRP integrati Soluzioni per la pianificazione delle risorse produttive Tempo Zero Premium Tempo Zero MRP II Selettivo Il Webinar dedicato MRP: significato e benefici per l’Industria 4.0 Sviluppato dall’ingegnere dell’IBM Joseph Orlicky nel 1964, il sistema MRP nasce con lo scopo di tenere i livelli di inventario più bassi possibile, regolando l’approvvigionamento dei materiali sia tenendo conto delle esigenze del mercato sia della giacenza delle scorte. Pianificando le attività di produzione, il gestionale MRP garantisce la disponibilità dei materiali, dei componenti e dei prodotti, pianificando la lavorazione in modo da rispettare la programmazione della produzione e gestendo le tempistiche di consegna. Evolutosi in MRP II, acronimo di Manufacturing Resource Planning, si caratterizza per diverse funzionalità aggiuntive mirate a ottenere una pianificazione di produzione ancora più precisa e in linea con la richiesta effettiva. Il principale beneficio è dato dall’opportunità di interagire con gli altri comparti aziendali, ma anche dalla possibilità di esaminarne le performance per favorire una pianificazione efficiente. Più in generale, il Material Requirement Planning genera numerosi vantaggi soprattutto a beneficio di ciascuna azienda manifatturiera: maggiore controllo sulle materie prime, ottimizzando l’approvvigionamento ed evitando gli acquisti di materiali non necessari; livelli di giacenza ridotti; pianificazione precisa delle attività di produzione, compresi gli ordini di consegna; maggiore garanzia di rispetto delle scadenze; diminuzione dei costi. Vantaggi dei sistemi ERP / MRP integrati In cosa si differenziano i sistemi MRP ed ERP? Entrambi richiedono l’implementazione di software gestionali finalizzati rispettivamente alla pianificazione dei fabbisogni legati ai materiali e alle risorse aziendali nella loro complessità: l’ERP, acronimo di Enterprise Resource Planning, permette di ottenere una visione globale dell’andamento aziendale attraverso la gestione trasversale di tutti i processi, compresa l’amministrazione, la contabilità, le risorse mane e le attività di marketing; il sistema MRP, invece, è una risorsa più specifica centralizzata sulla gestione delle materie prime e sulla produzione, tuttavia è proprio dall’integrazione tra i due sistemi che possono derivare notevoli opportunità per le imprese del settore imprese. Poter disporre di un MRP integrato con un ERP, infatti, permette di monitorare il fabbisogno aziendale trasmettendo le informazioni direttamente al gestionale, in modo tale da ottimizzare l’efficienza della produzione e incrementare le performance dell’impresa. Considerando la compilazione della distinta base che riporta tutti gli elementi coinvolti nella realizzazione di un prodotto finito, ad esempio, l’interazione tra MRP ed ERP si rivela indispensabile per mettere in comunicazione tutti gli aspetti legati alla pianificazione. Fonte:PMI
Giosef Perricci membro de Rotary Club International
È un grande piacere comunicarvi che il nostro C.E.O. il Dott. Giosef Perricci è diventato un membro de Rotary Club International. Il Rotary è una rete globale di 1,4 milioni di uomini e donne intraprendenti, amici, conoscenti, professionisti e imprenditori che credono in un mondo dove tutti i popoli, insieme, promuovono cambiamenti positivi e duraturi nelle comunità vicine, in quelle lontane, in ognuno di noi. La risoluzione di problemi reali richiede vero impegno e visione. Da oltre 110 anni, i soci del Rotary sono pronti ad agire facendo leva sulla loro passione, energia e intelligenza per realizzare progetti sostenibili. Dall’alfabetizzazione all’edificazione della pace, dall’acqua alla salute, siamo continuamente impegnati, fino alla fine, a migliorare il mondo in cui viviamo. I soci del Rotary operano condividendo la responsabilità di passare all’azione per risolvere i problemi più pressanti del mondo : Promuovere la pace Combattere le malattie Fornire acqua e strutture igienico-sanitarie Proteggere madri e bambini Sostenere l’istruzione Sviluppare le economie locali Tutelare l’ambiente La Mission Fornire service al prossimo, promuovere l’integrità e la comprensione internazionale, la buona volontà e la pace attraverso la community di imprenditori, professionisti e leader della comunità. La visione Crediamo in un mondo dove tutti i popoli, insieme, promuovono cambiamenti positivi e duraturi nelle comunità vicine, in quelle lontane, in ognuno di noi. Ottiche diverse: la nostra interdisciplinarità ci aiuta ad affrontare i problemi in modo innovativo. Diverso modo di pensare: applicando la nostra leadership e le nostre competenze alle questioni sociali, troviamo soluzioni efficaci. Senso di responsabilità: il nostro entusiasmo e perseveranza sono alla base dei cambiamenti positivi e duraturi. Fare la differenza a livello locale e globale: i nostri soci hanno una presenza locale e internazionale. Diversità, equità e inclusione Come rete globale che si sforza di creare un mondo in cui le persone si uniscono e agiscono per creare cambiamenti duraturi, il Rotary International valorizza la diversità e celebra i contributi di persone di ogni estrazione sociale, indipendentemente da età, etnia, razza, colore, capacità, religione, stato socio-economico, cultura, genere, orientamento sessuale e identità di genere.
Supercloud: la nuova era dell’innovazione cloud
Grazie alla sua architettura progettata per creare un unico ambiente di gestione di workload il supercloud consente di condividere dati in modo sicuro. La prossima era dell’innovazione cloud, quella del supercloud, è davvero arrivata. Il cloud si sta estendendo verso l’edge e sempre più aziende stanno sviluppando funzionalità che i cloud provider ancora oggi non possiedono. L’obiettivo è muoversi rapidamente per restare all’avanguardia e continuare ad aggiungere valore. Porre i dati al centro delle organizzazioni Per rispondere a queste mancanze è necessario un piano aziendale che ponga i dati al centro delle aziende, ottenendo una rete di dati costante. Se gli individui sono fondamentali, la gestione dei dati e la possibilità di accedervi porteranno alla loro democratizzazione, con una conseguente spinta della produttività aziendale. Di conseguenza, un numero più elevato di persone con accesso ai dati (ovviamente gestiti e governati) e connessioni di dati condivise permetteranno di ricavare da quelle informazioni un maggiore valore, destinato ad aumentare in modo esponenziale. Questo ecosistema incentrato sui dati richiede nuove architetture che integrino infrastrutture, elementi unici della piattaforma e software, per risolvere nuovi problemi che possono emergere, offrendo anche opportunità agli ambienti cloud che vanno oltre le convenzionali implementazioni multi-cloud. Ed è qui che emerge il concetto di supercloud e tutto ciò che può offrire per risolvere conflitti futuristici. Generare un valore differenziante per le organizzazioni L’attuale trend del mercato è sempre più marcato, con i clienti che hanno bisogno di utilizzare più cloud contemporaneamente, che però operano per lo più in silos scollegati e richiedono competenze, ambienti di sviluppo e operativi diversi, con conseguenti difficoltà nel passaggio da un cloud all’altro. È difficile condividere i dati, spostare le attività, proteggere e governare le informazioni e applicare policy e disposizioni organizzative tra cloud. In risposta a questo problema, il supercloud si posiziona come un’architettura progettata per creare un unico ambiente di gestione di workload e dati tra i vari cloud nel tentativo di eliminare la complessità, accelerare lo sviluppo delle applicazioni, semplificare le operazioni e condividere i dati in modo sicuro, indipendentemente dalla posizione. I supercloud non mirano a risolvere problemi specifici, ma in modo decisamente più strategico a generare un valore differenziante per le aziende. Risolvere sfide specifiche attraverso l’automazione Il supercloud offre servizi trasparenti basati sul consumo su più cloud distribuiti ed è ottimizzato per un obiettivo specifico allineato al problema che sta risolvendo. Ad esempio, ottimizzare costi, latenza, condivisione dei dati, governance, sicurezza o incrementare le prestazioni di rete. I servizi nel supercloud possono riguardare infrastruttura, servizi dati e applicativi, sicurezza, assistenza agli utenti e sono progettati e confezionati per offrire ai clienti un valore unico, che gli hyperscaler non offrono nei cloud o on-premise. Inoltre, si tratta di attributi che vengono altamente automatizzati ogni volta che se ne presenta la possibilità. I supercloud seguono l’esempio degli hyperscaler nel ridurre al minimo l’intervento umano, applicando l’automazione al problema specifico che stanno risolvendo. I supercloud stanno emergendo come una tecnologia cruciale per entrare in una nuova era di innovazione negli ambienti cloud, e sono ottimizzati per risolvere problemi specifici come la bassa latenza dei database distribuiti, la velocità di creazione dei backup, il ripristino delle informazioni o la protezione dal ransomware. Tuttavia, ciò che rende il questa tecnologia innovativa è la sua capacità di creare valore incrementale che va oltre la compatibilità all’interno di ciascun cloud. In un mercato sempre più competitivo, innovare sulle tecnologie che generano valore reale,permetterà alle aziende di diventare un punto di riferimento nell’economia digitale. di Fabio Gerosa, Sales Director Italy di Couchbase Fonte:Bitmat
Sui bot market si vendono i dati di 130mila italiani
Gli hacker vendono sul bot market scatti della webcam, screenshot, dati di login aggiornati, cookie e impronte digitali. L’Italia è tra i paesi più colpiti al mondo. Almeno cinque milioni di persone hanno subito il furto della propria identità online, venduta sui bot market a un prezzo medio di 6 €. Di tutte le persone colpite, 130mila sono italiane. Questo pone l’Italia all’ottavo posto delle nazioni più colpite al mondo (la Francia è 13° e la Germania 17°). L’Italia, inoltre, è stato il Paese più colpito dal bot market Genesis. Circa il 30% dei dati venduti su questo mercato del dark web è italiano. Per confronto, i dati francesi rappresentano solo il 7% dello stesso mercato e quelli tedeschi meno del 3%. Queste cifre derivano da una ricerca condotta dalla società di sicurezza informatica NordVPN, che ha esaminato tre principali bot market. In questa circostanza, la parola “bot” non indica un programma autonomo, ma si riferisce a un malware di raccolta dei dati. I bot market sono marketplace online che gli hacker sfruttano per vendere i dati rubati dai dispositivi delle loro vittime attraverso malware bot. I dati vengono venduti in pacchetti, i quali includono dati di login, cookie, digital fingerprints e altre informazioni: in pratica, l’identità digitale completa di una persona compromessa. “Ciò che rende i bot market diversi dagli altri mercati del dark web è la loro capacità di raccogliere grandi quantità di dati su una persona in un unico posto. E una volta venduto il bot, garantiscono all’acquirente che le informazioni della vittima saranno aggiornate fintanto che il dispositivo è infettato dal bot”, afferma Marijus Briedis, CTO presso NordVPN. “Una semplice password non ha più valore per i criminali, quando possono acquistare dati di login, cookie e impronte digitali con un click per soli sei euro”. I ricercatori hanno analizzato tre principali bot market: il Genesis Market, il Russian Market e 2Easy. Tutti i mercati erano attivi e accessibili sul Surface Web al momento dell’analisi. I dati sui bot market sono stati elaborati in collaborazione con ricercatori indipendenti di terze parti specializzati nella ricerca sugli incidenti di sicurezza informatica. Le tipologie più comuni di malware che rubano i dati sono RedLine, Vidar, Racoon, Taurus e AZORult. Quali informazioni gli hacker vendono sui bot market? Screenshot di un dispositivo. Durante un attacco malevolo, un virus potrebbe acquisire uno screenshot della schermata dell’utente. Può persino scattare una foto con la webcam dell’utente. Login e altre credenziali. Quando un virus attacca il dispositivo dell’utente, potrebbe acquisire i dati di accesso salvati nel browser. La ricerca ha scoperto 26,6 milioni di dati di login rubati sui mercati analizzati. Tra questi, 720mila erano login di Google, 654mila di Microsoft e 647mila di Facebook. Di solito, questi vengono sottratti dal browser dell’utente e aiutano i criminali a bypassare l’autenticazione a due fattori. La ricerca ha trovato 667 milioni di cookie rubati sui mercati analizzati. Digital Fingerprints. L’impronta digitale di una persona include la risoluzione dello schermo, le informazioni sul dispositivo, la lingua predefinita, le preferenze relative al browser e altre informazioni che rendono unico l’utente. Molte piattaforme online tengono traccia delle impronte digitali dei loro utenti per assicurarsi di autenticarli correttamente. Moduli a compilazione automatica. Molte persone utilizzano la funzione di compilazione automatica per i propri nomi e indirizzi e-mail, nonché per le carte di pagamento e gli indirizzi. Tutti questi dettagli possono essere rubati dal malware. Un crimine perfetto sfruttando i bot La cosa più spaventosa dei bot market è che rendono facile per gli hacker sfruttare i dati della vittima. Persino un criminale informatico alle prime armi può connettersi all’account Facebook di un utente se è in possesso dei cookie e delle digital fingersprints, tutte cose che permettono di bypassare l’autenticazione a più fattori. Dopo aver eseguito l’accesso all’account di un utente, un criminale informatico può provare a contattare le persone presenti nell’elenco degli amici della vittima e inviare link dannosi o chiedere un trasferimento di denaro. Inoltre, può anche pubblicare informazioni false sul feed social della vittima. Le informazioni rubate dai moduli a compilazione automatica o semplicemente attraverso uno screenshot del dispositivo possono contribuire a rendere più credibili e affidabili queste attività. E non sarà possibile rilevare chi ha utilizzato i dati dell’utente. “Alcune strategie sono ancora più semplici. Un hacker può, ad esempio, assumere il controllo dell’account Steam di una vittima cambiando la password. Gli account Steam vengono venduti a cifre che raggiungono i 6.000 dollari per account e possono essere soldi facili per un criminale”, afferma Marijus Briedis. I criminali più sofisticati acquistano queste informazioni e prendono di mira le aziende con attacchi di phishing, cercando di spacciarsi per i dipendenti dell’azienda stessa. “Per proteggervi, utilizzate sempre un antivirus. Altre misure che potrebbero aiutare: un password manager (gestore di password) e strumenti di crittografia dei file per assicurarsi che, laddove un criminale dovesse infettare il dispositivo, avrebbe ben poco da rubare”, aggiunge Marijus Briedis. Fonte:Bitmat
È il fattore umano il rischio n.1 per la cybersecurity
Una ricerca promossa da Proofpoint dimostra come per il 94% dei CISO italiani è il fattore umano a rendere più vulnerabili le aziende. Proofpoint, azienda specializzata nella cybersecurity e nella compliance, ha pubblicato una ricerca dedicata al rapporto delle aziende italiane con la cybersecurity, focalizzata sulla protezione di persone e dati. Realizzata in collaborazione con The Cybersecurity Digital Club, la ricerca ha mostrato una delle principali peroccupazioni dei CISO riguardo la sicurezza aziendale. Dipendenti negligenti o malintenzionati, il rischio non cambia Secondo i CISO, sono molti i modi in cui i dipendenti possono rendere più vulnerabile l’azienda, dalla tendenza a cliccare su link pericolosi (80%) all’ utilizzo in modo incontrollato di dispositivi USB (65%), scaricare allegati e file da fonti sconosciute (57%) e condividere informazioni personali con fonti esterne (57%). Non c’è per forza dolo, in molti casi il rischio nasce da una scarsa attenzione generale alla sicurezza, con il 47% dei dipendenti che condivide le credenziali del proprio account e il 39% permette l’utilizzo di dispositivi aziendali a familiari e amici. La scarsa attenzione alla sicurezza costringe le aziende a pagare un tributo importante: tra le organizzazioni che ammettono di aver subito un cyberattacco, in quasi due terzi dei casi la responsabilità è stata di insider negligenti o criminali. L’impatto registrato dalle organizzazioni colpite è stato significativo, andando anche oltre la semplice perdita finanziaria, comunque riportata dal 38% dei CISO. Il 50%, è il danno alla reputazione in seguito ad una violazione, mentre il 25% vi è stata la perdita di dati critici per l’azienda. Crescono le iniziative di formazione, ma restano troppe le organizzazioni scoperte I CISO italiani stanno provvedendo riguardo il rischio legato al fattore umano, con la maggioranza che ha applicato i protocolli per combattere le minacce. In particolare, iniziative mirate a identificare minacce basate sull’email vengono intraprese dalla quasi totalità delle aziende (96%). Altre misure adottate includono formazione sulla gestione delle password (88%) e sulle best practice di sicurezza (80%). Solo il 4% dei CISO ammette di non avere un programma di formazione continua sulla sicurezza informatica. In termini di sicurezza complessiva, il 65% dei CISO ha adottato tecnologie dedicate per controllare e gestire le minacce interne, mentre il 33% ha predisposto un piano di risposta al cosiddetto insider risk. Sebbene questi dati siano ampiamente positivi, un terzo delle organizzazioni italiane rimane senza strumenti specifici per le minacce interne e un quinto esatto (20%) senza alcuna forma di protocollo specifico. Insime al fattore umano, anche la visibilità e l’accesso alle informazioni sensibili sono fonte di preoccupazione. Sebbene sia certamente positivo che oltre due terzi (71%) dei CISO dichiarino di compartimentare questo tipo di dati e di limitarne l’accesso a determinati dipendenti, le buone notizie finiscono qui. Meno della metà dei CISO (43%) monitora regolarmente l’accesso ai dati da parte degli utenti, mentre circa un quarto (24%) non ha una buona visibilità dei luoghi in cui vengono archiviati. Lavoro ibrido e piattaforme cloud impattano sulla sicurezza L’adozione del lavoro ibrido e l’utilizzo di piattaforme cloud, accelerato dall’impatto della pandemia degli ultimi due anni, ha peggiorato la situazione a livello di sicurezza. In questo modo la visibilità dei CISO è ridotta su chi accede ai dati e da dove, secondo il 22% degli intervistati. Sempre più spesso i cybecriminali puntano sulle persone per farsi aprire la porta dell’azienda, con un clic o un download incauto. I CISO italiani ne sono evidentemente consapevoli, identificando correttamente i rischi elevati per le persone e formando gli utenti sulle minacce più pericolose e prevalenti. Detto questo, la strada da percorrere è ancora lunga. Nonostante l’aumento del rischio di perdita di dati, il report mostra che solo il 43% dei CISO italiani possiedono un agent di Data Loss Prevention. Il 14% addirittura ammette di non avere alcun tipo di protocollo o tecnologia preventiva dalla perdita di dati. “I dati non si perdono da soli, sono le persone a perderli. Vengono rubati da un aggressore tramite credenziali compromesse, inoltrati a una terza parte non autorizzata o rubati da un dipendente malintenzionato .“, afferma Emiliano Massa, Area Vice President della regione Southern Europe di Proofpoint. “Oggi è più importante difendere i dati aziendali, proteggendo le persone che li trattano regolarmente, con processi di formazione e misure tecniche adeguate“.
L’effetto trasformativo di Intelligenza Artificiale e Machine Learning
Giulio Mariani di Experian spiega come Intelligenza Artificiale e Machine Learning possono trasformare il modo di operare delle aziende e migliorare le loro prestazioni. L’uso dell’intelligenza artificiale (AI) e dell’apprendimento automatico(Machine Learning ML) sta rivoluzionando il mondo dell’analisi avanzata per i fornitori di servizi finanziari e di telecomunicazioni. Queste sofisticate tecnologie possono essere utilizzate per molteplici scopi, a vantaggio sia delle aziende che dei clienti. Gli advanced analytics aiutano le aziende a migliorare le loro operation aumentando l’automazione, riducendo gli errori umani e, soprattutto, migliorando la capacità di analizzare e interpretare grandi quantità di dati. Una ricerca pubblicata nel 2022 Business and Consumer Insight Report di Experian ha rilevato che il 57% delle aziende italiane ritiene che Intelligenza Artificiale e Machine Learning stiano già trasformando radicalmente il loro modo di fare business. Il miglioramento delle prestazioni aziendali si traduce nella capacità di ottimizzare drasticamente l’accuratezza dei modelli e offrire un’esperienza cliente più conveniente e personalizzata che è di fondamentale importanza in un mondo sempre più digitale. Le sfide dell’analisi avanzata Disporre di competenze, conoscenze e infrastrutture per sfruttare i vantaggi dell’advanced analytics può rappresentare però un problema per molte aziende. L’aumento della complessità IT necessaria per gestire Intelligenza Artificiale e Machine Learning è la sfida principale dal 51% delle aziende nell’ultimo rapporto di Experian. La spiegabilità è un’altra questione che deve essere affrontata. Man mano che le aziende accelerano l’adozione dell’advanced analytics, devono assicurarsi che i risultati prodotti da Intelligenza Artificiale e Machine Learning possano essere compresi da coloro che esercitano la supervisione normativa e che questi ultimi siano poi in grado di spiegare ai clienti il motivo per cui è stato realizzato un determinato progetto. È interessante notare che quasi un terzo delle aziende ha dichiarato che la spiegabilità di modelli ML complessi rappresenta una sfida importante. Data la complessità dei processi alla base delle analisi avanzate, garantire la trasparenza e la spiegabilità di IA e ML non è un compito facile, ma se fatto bene può migliorare notevolmente l’accuratezza delle valutazioni di credito e rischio. La terza sfida fondamentale che le aziende devono affrontare è l’integrazione. Se da un lato Intelligenza Artificiale e Machine Learning possono aiutare le aziende a trovare nuove soluzioni ai problemi, dall’altro la loro integrazione nei sistemi preesistenti sta causando problemi perché richiede una potenza di calcolo scalabile e un’infrastruttura sufficiente per consentirlo. Le soluzioni Come possono i fornitori di servizi finanziari e di telecomunicazioni superare le sfide dell’Intelligenza Artificiale e del Machine Learning per massimizzarne i vantaggi? I tre consigli che seguono sono un buon punto di partenza per le aziende che vogliono sfruttare la potenza dell’analisi avanzata. L’aggiornamento dei team sulle molteplici sfaccettature dell’analisi avanzata è fondamentale. Formando i propri team in materia di Intelligenza Artificiale e Machine Learning, le aziende possono massimizzare l’uso degli advanced analytics per migliorare le prestazioni operative. Al momento, il gap di competenze informatiche è uno dei principali ostacoli a un’adozione più ampia ed efficace di queste tecnologie all’avanguardia. La formazione dei lavoratori in materia di Intelligenza Artificiale e Machine Learning è un investimento a lungo termine, poiché l’advanced analytics si sta evolvendo. In secondo luogo, le aziende devono decidere con intelligenza dove indirizzare gli investimenti. Come già accennato, la potenza di calcolo scalabile contribuisce notevolmente al funzionamento efficace del ML e deve essere considerata prioritaria. Il rapporto di Experian rivela che i fornitori di servizi finanziari e di telecomunicazioni riconoscono l’importanza di questo fattore: il 77% delle aziende che ha già investito in applicazioni software basate sul cloud ha dichiarato che l’accesso a una maggiore potenza di calcolo è stato uno dei motivi principali per cui ha deciso di effettuare tali investimenti. Infine, il modo più semplice per le aziende di compiere passi concreti verso una migliore implementazione dell’advanced analytics è siglare partnership con organizzazioni in grado di fornire competenze in materia di Intelligenza Artificiale e Machine Learning, sia per quanto riguarda la tecnologia che i requisiti normativi, integrando e supportando i team di analisi esistenti. La promessa di un nuovo mondo di opportunità Superare le sfide dell’advanced analytics richiederà pazienza e impegno da parte dei fornitori di servizi finanziari e di telecomunicazioni. Tuttavia, sfruttando le opportunità offerte da Intelligenza Artificiale e Machine Learning, possono trasformare il modo in cui operano e migliorare significativamente le loro prestazioni. L’analisi avanzata consente infatti alle aziende di trasformare grandi volumi di dati in informazioni utili. Questo, le aiuterà a ridurre il time to market per il test e l’implementazione di nuovi modelli di previsione e rischio di credito. Le aziende che riusciranno a sfruttare appieno la potenza dell’analisi avanzata si troveranno nella posizione migliore per raccoglierne i frutti. di Giulio Mariani, EMEA New Technologies Manager, Experian Fonte:Bitmat
Web marketing e imprese: vantaggi e trend
In questo articolo scopriamo quali sono i trend e i vantaggi del web marketing Gli strumenti dell’online marketing offrono numerosi vantaggi per i business online (ma anche per quelli fisici). Vediamo nel dettaglio quali sono questi benefici e delineiamo alcuni trend di settore. I vantaggi del web marketing per le aziende Il web marketing è un modo molto efficiente ed efficace per raggiungere i propri clienti target e promuovere la propria attività. Che questa sia un’attività online o fisica, l’online marketing può aiutare ad aumentare le vendite, la consapevolezza del marchio e la fedeltà dei clienti. Alcuni dei principali vantaggi del web marketing sono: Aumento dell’esposizione: con una campagna di marketing online ben eseguita, si può aumentare drasticamente l’esposizione della propria attività a potenziali clienti in tutto il mondo. Costi “ridotti”: il marketing online è spesso molto più conveniente rispetto ai metodi di marketing tradizionali, come la pubblicità in TV e alla radio. Maggiore flessibilità: il marketing online consente di rivolgersi a specifici gruppi demografici e aree geografiche con grande precisione. Inoltre, è possibile modificare i messaggi e le tattiche di marketing in modo rapido e veloce, in risposta al feedback dei clienti o alle mutate condizioni di mercato. Aumento del ROI: con un’attenta pianificazione ed esecuzione, il web marketing può fornire un ritorno sull’investimento (ROI) molto elevato. Maggiore “comodità”: i clienti possono informarsi sulla vostra attività e acquistare i vostri prodotti o servizi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, da qualsiasi parte del mondo. Maggiore fedeltà dei clienti: quando i clienti acquistano da voi online, sviluppano una forte affinità con il vostro marchio e hanno maggiori probabilità di diventare clienti fedeli in futuro. I trend dell’online marketing Il panorama del marketing online è in continua evoluzione, per cui è importante tenersi al passo con le ultime tendenze se si vuole che la propria attività sia all’avanguardia rispetto alla concorrenza. Alcune delle più importanti tendenze attuali del marketing online includono: Social media marketing: i social media sono uno dei modi più efficaci per raggiungere e coinvolgere i clienti target. Per avere successo con il social media marketing, è necessario creare contenuti coinvolgenti in sintonia con il pubblico di riferimento. Mobile marketing: con un numero crescente di persone che utilizzano smartphone e altri dispositivi mobili per accedere a Internet, è più importante che mai assicurarsi che il proprio sito web e i messaggi di marketing siano ottimizzati per i dispositivi mobili. Video marketing: il video sta diventando un mezzo sempre più popolare per il marketing online, in quanto può essere molto efficace per coinvolgere i clienti e trasmettere il proprio messaggio in modo chiaro e conciso. Con l’aumento della popolarità dei video, è importante assicurarsi che siano di alta qualità e rilevanti per il pubblico di riferimento. Email marketing: l’email è ancora una delle forme più efficaci di comunicazione online, quindi è importante assicurarsi di utilizzare l’email marketing in modo efficace per raggiungere e coinvolgere i clienti. Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO): dato che sempre più persone si rivolgono a Internet per ottenere informazioni su prodotti o servizi che stanno considerando di acquistare, è più importante che mai assicurarsi che il proprio sito web sia ottimizzato per i motori di ricerca, in modo da posizionarsi più in alto nelle pagine dei risultati di ricerca. Ciò comporta l’ottimizzazione dei contenuti, dei titoli e delle parole chiave del sito, nonché la creazione di link da altri siti web di alta qualità. Per approfondire, vedi anche: il marketing nel metaverso. Importanza della formazione marketing per gli imprenditori La formazione sul marketing è una componente importante di qualsiasi piano aziendale. È fondamentale che gli imprenditori comprendano i fondamenti del marketing per creare piani e campagne di marketing efficaci, in grado di favorire la fidelizzazione dei clienti e le vendite. La comprensione delle basi del web marketing può anche aiutare gli imprenditori a massimizzare il loro ROI rivolgendosi al pubblico giusto, utilizzando tattiche efficaci dal punto di vista dei costi e creando campagne di marketing convincenti. Per approfondire il discorso, vedere anche questo riferimento verticale sulla formazione di web marketing per imprenditori. Fonte:Bitmat
Il Wi-Fi e le valide alternative. Adesso le aziende possono scegliere
Per anni, le reti cellulari e il Wi-Fi hanno risposto a esigenze diverse. Ora l’evoluzione della tecnologia cellulare offre alle aziende più opzioni. 5Il Wi-Fi è un tipo di wireless Local Area Network (WLAN) tradizionalmente scelto per la connettività senza fili in ambienti domestici, uffici, campus e altre strutture. La rete cellulare ha rappresentato finora la soluzione di riferimento per ambienti outdoor, telefoni cellulari e altri dispositivi, quando il Wi-Fi non è disponibile. Le due tecnologie coesistono da decenni e continueranno indubbiamente a farlo ancora per molto. Tuttavia, cambiamenti significativi stanno impattando questa dinamica. Da un lato le reti Wi-Fi e cellulari sono state aggiornate con nuovi standard, dall’altro l’introduzione del 5G ha drasticamente aumentato capacità, copertura e velocità, riducendo la latenza. Nel frattempo, il Wi-Fi 6 si sta avvicinando alle prestazioni della rete cellulare in termini di capacità, copertura e velocità. Entrambe le tecnologie hanno i loro punti di forza e di debolezza. Un altro cambiamento molto significativo è che, per la prima volta, la rete cellulare è diventata per le aziende un’alternativa al Wi-Fi, poiché fornisce un maggiore supporto alle applicazioni di business e a quelle mission-critical. A favorire la crescita nell’uso delle Private Cellular Network (PCN) da parte delle aziende vi sono i cambiamenti introdotti nelle politiche per lo spettro, come il Citizens Broadband Radio Service degli Stati Uniti. Grazie alla maggiore disponibilità di spettro su licenza, le aziende possono ora gestire in autonomia le proprie PCN ed esercitare un controllo completo sulla rete. Il Wi-Fi è certamente destinato a rimanere sul mercato, ma, grazie alle PCN e alle migliori prestazioni che questa tipologia di rete offre in termini di maggiore velocità, capacità e minore latenza, le aziende hanno a disposizione qualcosa di nuovo, mai avuto prima: la possibilità di scegliere. In futuro, quindi, coesisteranno tre principali tecnologie wireless: cellulare pubblica, cellulare privata e Wi-Fi. Implementazioni PCN sempre più diffuse Basta effettuare una breve ricerca su Google per trovare numerosi esempi di reti private 5G. A dicembre 2021, Volkswagen ha dichiarato di aver implementato una PCN di livello industriale presso lo stabilimento di Wolfsburg, per alimentare sensori IoT, veicoli connessi e macchinari. A gennaio, la miniera di Detour Lake in Ontario, Canada, è stata la prima miniera del Paese a essere completamente connessa tramite 5G. Invece un anno fa il porto di Seattle ha annunciato che avrebbe implementato una rete wireless privata LTE/5G in uno dei suoi terminal. La notizia più entusiasmante per le aziende è che Wi-Fi 6 e 5G NR portano con sé miglioramenti significativi e prestazioni decisamente superiori. Il Wi-Fi 6 è dotato di maggiore capacità e velocità ed è oggi in grado di supportare 12 flussi di utenti simultanei da un singolo Access Point, fornendo ingresso e uscita multiutente 8×8 sia in uplink che downlink. Naturalmente, un maggior numero di dispositivi si connette al Wi-Fi rispetto al più recente 5G. Gli utilizzatori possono inoltre accedere a una maggiore gamma di canali: da 20 MHz a 160 MHz. Mobilità, affidabilità, sicurezza, controllo e capacità Tra i limiti del Wi-Fi 6 c’è l’affidabilità. Dal momento che il Wi-Fi opera su uno spettro senza licenza, la disponibilità non è garantita. Anche riguardo la mobilità, il controllo, la sicurezza e la capacità, il Wi-Fi 6 non garantisce lo stesso standard di una rete privata 5G. Anche per quanto riguarda la copertura, in molte situazioni le reti cellulari private risultano preferibili. Spesso possono coprire uno spazio 10 volte superiore rispetto al Wi-Fi tradizionale. Fornire e assicurare connettività ad aree estese, come ad esempio un porto, non è facile. Spesso potrebbe essere necessaria l’installazione di un numero estremamente elevato di Access Point Wi-Fi. C’è bisogno di impiegare una grande quantità di hardware. Al contrario, lo stesso spazio potrebbe essere adeguatamente servito da poche decine di punti di accesso cellulari privati 5G. Queste stesse dinamiche si applicano ai campus, in agricoltura e in ambito minerario. C’è poi la questione dell’affidabilità. Nel caso dell’automazione e della robotica (Critical Machine Type Communication, Massive Machine Type Communication), la minore latenza offerta dalla connettività cellulare privata garantisce un maggiore controllo per gli utenti aziendali. I più diffidenti potrebbero dire che lo status quo della connettività wireless rimarrà sostanzialmente invariato nel prossimo futuro. Forse. Ma le PCN offrono molti vantaggi, tra cui la modalità con cui il 5G si combina con l’edge computing, offrendo un’elaborazione dei dati quasi in tempo reale, nel punto in cui vengono creati, come ad esempio all’interno di una fabbrica o di un magazzino anziché nel cloud. Inoltre, i recenti problemi di approvvigionamento hanno reso difficile la reperibilità dei dispositivi Wi-Fi 6E ed hanno contribuito ad aumentare la domanda di PCN. A febbraio, i ricercatori di Dell’Oro Group hanno previsto che le situazioni di shortage dei semiconduttori “porteranno probabilmente molte aziende a non adottare il nuovo standard”. Infine, per le aziende è diventato più difficile ignorare il maggiore sviluppo delle soluzioni cellulari private e la loro crescente capacità di supportare il 5G, l’attuale value proposition della tecnologia Wi-Fi a supporto delle applicazioni aziendali e mission critical continua a ridursi. Per le aziende questo significa avere a disposizione una maggiore scelta. di Massimiliano Ballarin, Sales Manager di Cradlepoint (Gruppo Ericsson) Fonti:Bitmat
Tecnologie di security: Italia in ritardo su integrazione e automazione
Andrea Lambiase di Axitea illustra il ruolo critico delle piattaforme SOAR e delle tecnologie di security nel contrasto ad attacchi cyber. Secondo l’ultimo report Clusit, nel primo semestre del 2022 si è registrato un +5% di attacchi cyber in Europa. Ciò perché l’obiettivo principale dei cybercriminali ora è quello di creare quanto più danno possibile e alimentare un clima di insicurezza generalizzato. L’Italia è ancora in ritardo nell’adozione di una strategia unificata di cybersecurity: le organizzazioni si stanno dotando di diverse tecnologie di security specifiche, ma manca l’introduzione di una strategia di gestione unificata e di un’architettura “state-of-art”, basata su automazione e cooperazione, per apportare un reale beneficio alla gestione della security in tutta l’organizzazione. Le piattaforme SOAR consentono di combinare le diverse tecnologie di cui le organizzazioni dispongono in un sistema di monitoraggio e controllo della sicurezza integrato e semplificato, che fornisce alcuni indiscussi vantaggi. Tra questi: Abilitare una risposta agli incidenti rapida, efficiente e co-gestita L’identificazione tempestiva di utenti e dispositivi infetti può minimizzare o contenere l’impatto. Gestendo la sicurezza sulla base di co-design, è possibile strutturare risposte agli incidenti mirate, poiché si definiscono tecnologie di sicurezza e stakeholder a cui attingere nel minor tempo possibile. Utilizzare un processo coerente All’interno di un SOC (Security Operation Center), gli analisti sono il primo punto di riferimento per l’individuazione degli incidenti. Le tecnologie di security consentono non solo di generare ‘playbook’ standardizzati per i flussi di risposta, ma anche di esportare i processi verso altre organizzazioni e di condividere informazioni, favorendo così la collaborazione in War Room dedicate alla risoluzione dell’anomalia riscontrata. Condivisione della conoscenza sulle minacce Con la tecnologia SOAR è possibile sostenere le operazioni di Threat Intelligence, arricchendo le informazioni relative agli incidenti con fonti di terze parti. In questo modo, gli analisti possono ricevere le giuste evidenze per eseguire double-check e validare rilevamenti basati su tecnologie già in possesso delle organizzazioni vittime. Inoltre, il sistema va a vantaggio di tutta la Community Cyber grazie alla possibilità di esportare le minacce analizzate. Ridurre errori e migliorare l’esecuzione di task ripetitivi Durante l’investigazione, controllare una fonte su più ambienti e ricercare stringhe di dati complesse, sono processi soggetti ad errori che possono rallentare la risposta agli incidenti. La piattaforma di automazione interviene per evitare l’esecuzione di task ripetitivi, consentendo agli analisti di dedicarsi meglio all’investigazione degli eventi, minimizzando gli errori. Esportare metriche di qualità dei servizi gestiti Flussi di risposta alle minacce, metriche di tempi di risoluzione di un incidente, scalabilità e automazione sono tutti elementi che, con una piattaforma SOAR. Questi possono essere esportati verso le organizzazioni attraverso report automatizzati ed integrati per le diverse tecnologie implementati nei servizi di gestione della sicurezza. di Andrea Lambiase, Chief Digital Strategy & Innovation Officer di Axitea Fonte:Bitmat