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Shopping Trends 2024: le chiavi per il successo nell’e-commerce

I consumatori stanno diventando sempre più abili nel perfezionare le proprie tattiche per navigare con successo attraverso la fase economica incerta dei nostri giorni. Secondo un’analisi inedita di Scalapay basata su dati proprietari ed esterni, le abitudini di spesa sono prudenti miste a concessioni di piccoli sfizi occasionali. Emergono preferenze generazionali distinte, con i Gen Z che cercano conforto principalmente nell’abbigliamento e negli accessori, e i baby boomer che preferiscono coccolarsi con viaggi e generi alimentari. I brand stanno reagendo a questo scenario dinamico integrando esperienze di e-commerce online e in negozio, al fine di mantenere un’alta percentuale di fidelizzazione e coinvolgimento dei propri clienti. La flessibilità dei settori fa la loro forza dell’e-commerce I settori come la Moda, il Benessere e la Bellezza si stanno adeguando per rispondere alla crescente richiesta di prodotti autentici e efficaci, mentre il comparto Casa e Giardino sta sperimentando una nuova attenzione per il comfort e il miglioramento degli spazi living sia per il lavoro che per il relax. Anche i prodotti per bambini si ispirano alle tendenze degli adulti, promuovendo l’inclusività. La maggioranza dei consumatori (55%) preferisce fare acquisti in negozi che offrono esperienze coinvolgenti. Al contempo, circa un terzo dei professionisti dichiara che le loro aziende stanno esplorando formati di negozio esperienziali. Attualmente, nel settore del retail, la distinzione tra e-commerce e vendita in negozi fisici è sempre meno netta, con i brand che comprendono l’importanza di padroneggiare la strategia omnichannel e cercano di integrare esperienze online e in-store in modo fluido. Gli italiani confermano una predilezione per eventi stagionali e promozionali come il Black Friday, il Natale e i Saldi estivi, durante i quali aumentano in modo significativo le transazioni. Fanno acquisti principalmente durante la settimana e in pausa pranzo, con il mercoledì che si distingue come il giorno di shopping più popolare. Andrea Fumagalli, Country Manager Italia di Scalapay, ha commentato: “Dalla nostra analisi emerge un quadro sull’e-commerce che conferma la sua crescita a livello globale, stimata ad oltre 7,5 miliardi di euro entro il 2025 nonostante le complessità del contesto macroeconomico internazionale. In questi termini, il profilo dei nostri oltre 6 milioni di consumatori è quello di persone più informate, consapevoli ed oculate in termini di spesa ma non disposte a rinunciare a piccoli lussi occasionali. Le categorie di shopping predilette si confermano essere quelle legate al Lifestyle e ai piccoli piaceri quotidiani (Abbigliamento 26%, Scarpe e Accessori 14.5%, Bellezza 18.3%, Casa e Giardino 11.6%) le cui ricerche di prodotti sulla nostra piattaforma (website o app) hanno registrato un aumento vertiginoso rispetto all’anno precedente, in alcuni casi fino al 320%. Sembra chiaro che in questi termini il Buy Now Pay Later rappresenta per i retailer una vera e propria opportunità non solo per l’aumento significativo (48% in media) nell’importo medio di acquisto e nella conversione al checkout (11% in media) ma soprattutto per permettere ai propri clienti di realizzare i propri sogni o soddisfare piccoli desideri, mantenendo il controllo delle proprie spese”. Lusso: le generazioni X e Y sono le principali driver degli acquisti Il luxury è la categoria con l’ordine medio più elevato tra gli utenti Scalapay in Italia nel 2024 (464 euro). Nel 2023, il mercato globale del lusso ha raggiunto un valore stimato di 1,5 trilioni di euro, segnando un aumento di almeno 8 punti percentuali rispetto all’anno precedente e stabilendo un nuovo record. Le generazioni X e Y sono le principali driver degli acquisti di lusso, mentre la Gen Z sta influenzando le strategie di brand con il loro focus sull’esperienza e il significato. Entro il 2030, ci si aspetta che la Gen Z contribuirà al 25-30% delle transazioni di lusso, e i Millennials al 50-55%. Nonostante la crescita degli acquisti online, il segmento offline rimane importante per il lusso grazie all’esperienza sensoriale unica con i brand che si stanno concentrando sull’espansione dei negozi esistenti per offrire esperienze di shopping più personalizzate e coinvolgenti. Moda: la sostenibilità è al centro dell’attenzione per consumatori e brand Nel 2024, la moda sta vivendo una crescita graduale ma stabile, con i brand di lusso che mostrano performance leggermente superiori rispetto ai marchi di fascia più bassa. L’ecommerce vede la moda e l’abbigliamento emergere come la categoria di spesa principale per i consumatori, una tendenza confermata dai dati di Scalapay. La sostenibilità è al centro dell’attenzione sia per i brand che per i consumatori. L’interesse per l’abbigliamento di seconda mano è in aumento, riflesso anche dai dati di Scalapay del 2023. Tuttavia, sebbene l’84% dei clienti dia priorità alla sostenibilità negli acquisti, questi sono meno propensi a pagare prezzi premium per articoli sostenibili. Un trend significativo è il potenziale della tecnologia di Virtual Fitting, che consente ai clienti di provare gli articoli virtualmente attraverso feed video live sui loro dispositivi mobili. Il valore medio degli ordini Fashion degli utenti Scalapy in Italia nell’anno in corso è di 120 euro. Bellezza: l’efficacia dei prodotti è preferita alla popolarità dei brand Le previsioni indicano un aumento delle vendite per l’industria della bellezza del 6% annuo a livello globale. Entro il 2027, si prevede che l’e-commerce rappresenterà il 25% del mercato. Nei prodotti si ricercano valore ed efficacia, optando per marchi che offrono risultati autentici piuttosto che per quelli più popolari dell’e-commerce. La fedeltà non è più scontata, con i consumatori sempre più disposti a sperimentare nuovi prodotti. Il concetto dell’”effetto lipstick”, che indica la tendenza dei consumatori a fare piccoli acquisti anche durante periodi di incertezza economica, si è esteso oltre il make-up alla cura della pelle, riflettendo il desiderio di rituali di self-care accessibili ma gratificanti. Le differenze generazionali sono evidenti. La Generazione Z, in particolare, è sensibile al valore. A differenza dei Millennials, è meno propensa a credere che i prodotti costosi siano più efficaci, mostrando un approccio pragmatico agli acquisti. Entrambe le generazioni sono attente alla sostenibilità, preferendo marchi socialmente responsabili. Il valore medio degli ordini Beauty registrati da Scalapay in Italia nel 2024 è di 99 euro. Salute e Benessere: consumatori più attenti alla qualità degli ingredienti dei prodotti Negli ultimi

Tutte le tipologie di attacchi informatici: a cosa le aziende devono porre attenzione?

Esaminiamo le varie tipologie di attacco hacker che pongono sfide alla sicurezza informatica. Nell’era digitale, la sicurezza informatica è diventata una delle principali preoccupazioni per individui, aziende e istituzioni. Gli hacker, con le loro abilità tecniche e la loro determinazione, rappresentano una minaccia costante per la privacy, la sicurezza e la stabilità dei sistemi informatici. Esaminiamo le varie tipologie di attacco hacker che pongono sfide alla sicurezza informatica. 1. Phishing: Uno dei tipi di attacco più diffusi e insidiosi è il phishing. Gli hacker creano e-mail, messaggi istantanei o siti web contraffatti che sembrano provenire da fonti affidabili, come banche o aziende, al fine di ottenere informazioni sensibili come password, dati finanziari o informazioni personali. 2. Malware: Il malware è un termine generico che comprende vari tipi di software dannoso progettato per danneggiare o compromettere un sistema informatico. Questi includono virus, worm, trojan e ransomware, che possono essere utilizzati per rubare dati, danneggiare file o estorcere denaro. 3. Attacchi di Forza Bruta: Gli attacchi di forza bruta coinvolgono il tentativo ripetuto di indovinare password o chiavi di crittografia attraverso la forza bruta, ovvero provando tutte le possibili combinazioni. Questo metodo può essere efficace se le password sono deboli o facilmente prevedibili. 4. Denial of Service (DoS) e Distributed Denial of Service (DDoS): Questi attacchi mirano a rendere inaccessibile un servizio, un sito web o un’applicazione sovraccaricandolo con un volume eccessivo di traffico o richieste. Nei DDoS, gli attaccanti coordinano una rete di computer compromessi per eseguire l’attacco in modo distribuito. 5. Attacchi di Iniezione: Gli attacchi di iniezione sfruttano vulnerabilità nei sistemi che accettano input dall’utente, come query SQL o dati di input su un sito web, per eseguire codice dannoso. Due esempi comuni sono SQL injection e Cross-Site Scripting (XSS). 6. Man-in-the-Middle (MitM): In un attacco MitM, un aggressore si interpone tra due parti in comunicazione, come un utente e un sito web, per intercettare e possibilmente modificare i dati scambiati tra loro senza il loro consenso. 7. Attacchi Zero-Day: Questi attacchi sfruttano vulnerabilità di sicurezza sconosciute ai produttori di software, quindi non ancora corrette o patchate. Gli hacker possono sfruttare questa finestra di vulnerabilità per compromettere i sistemi. 8. Attacchi di Ingenieria Sociale: Questi attacchi coinvolgono la manipolazione psicologica degli utenti per ottenere informazioni riservate o accesso a sistemi protetti. Gli hacker possono utilizzare tattiche ingannevoli o manipolative per ottenere accesso non autorizzato. 9. Attacchi di Spoofing: Gli attacchi di spoofing coinvolgono la falsificazione di identità o indirizzi IP per nascondere la vera origine di un attacco. Questo può essere utilizzato per ingannare gli utenti o i sistemi informatici sulle vere intenzioni dell’attaccante. 10. Attacchi di Cryptojacking: Questo tipo di attacco coinvolge l’utilizzo non autorizzato della potenza di calcolo di un dispositivo per estrarre criptovalute. Gli hacker sfruttano i dispositivi compromessi per generare profitto a spese degli utenti ignari. In un mondo sempre più connesso e dipendente dalla tecnologia, la consapevolezza delle varie tipologie di attacco hacker è fondamentale per proteggere i sistemi e i dati sensibili. Le organizzazioni e gli individui devono adottare misure di sicurezza informatica robuste e rimanere vigili contro le minacce in continua evoluzione provenienti dal mondo digitale. Fonte: bitmat.it

PMI e grandi rischi: proteggere le password è una priorità

In vista della Giornata Mondiale della Password ,Kaspersky svela alcune misure di cybersicurezza essenziali per la protezione delle password nelle PMI Oggi, le piccole-medie imprese sono sempre più spesso bersaglio di attacchi informatici. Con risorse e competenze limitate, queste aziende spesso faticano a difendersi da minacce sofisticate. Tuttavia, implementando solide misure di protezione delle password, le PMI possono aumentare significativamente il loro livello di sicurezza e salvaguardare i loro dati sensibili. Uno studio condotto da Kaspersky ha rilevato che il 76% delle piccole-medie imprese di tutto il mondo ha subito almeno un incidente informatico negli ultimi due anni. Le conseguenze di questi attacchi sono state gravi e hanno portato a fughe di dati riservati (34%), danni alla reputazione (23%), perdita di fiducia dei clienti (20%) e altro ancora. Circa il 9% delle PMI ha dovuto addirittura sospendere alcune attività. Analizzando questi incidenti informatici, è chiaro che l’uso di password deboli o il loro mancato aggiornamento regolare è una delle cause principali (24%) seconda solo al download di malware. Per affrontare questo problema, Kaspersky fornisce alcuni suggerimenti per rafforzare le policy sulle password delle piccole-medie imprese. Creare password forti Questa misura, per quanto ovvia, viene spesso trascurata dai dipendenti che devono destreggiarsi tra numerose password per le diverse applicazioni che utilizzano. Inoltre, bisogna assicurarsi che le password siano forti e uniche per ogni servizio aziendale. Le password deboli e riutilizzate sono un facile bersaglio per i criminali informatici, che sfruttano strumenti automatizzati per decifrarle e ottenere l’accesso non autorizzato a informazioni sensibili. Incoraggiando i dipendenti a utilizzare combinazioni complesse di lettere, numeri e caratteri speciali, le PMI possono ridurre il rischio di violazioni legate alle password. Implementare l’autenticazione a più fattori L’autenticazione a più fattori (MFA) aggiunge un ulteriore livello di sicurezza, richiedendo agli utenti una verifica aggiuntiva rispetto alla semplice password, attraverso dati biometrici, codici di accesso una tantum inviati a un dispositivo mobile o domande di sicurezza. Sebbene le piccole-medie imprese possano percepire il sistema di MFA come complesso o inutile, si tratta di una misura di sicurezza fondamentale che può proteggere da varie minacce informatiche, come il furto di password e l’accesso non autorizzato agli account. Abilitando l’autenticazione a due fattori si riduce significativamente il rischio di accesso non autorizzato agli account delle PMI, anche se le password sono state compromesse. Aggiornare regolarmente le password L’aggiornamento regolare delle password è essenziale per mantenere la sicurezza e ridurre il rischio di violazioni legate alle password. Nonostante le dimensioni, le piccole-media imprese non sono immuni dalle minacce informatiche e l’utilizzo di password obsolete o compromesse può rappresentare un rischio significativo per la sicurezza. I dirigenti delle PMI dovrebbero incoraggiare i dipendenti a cambiare periodicamente le password e applicare criteri di scadenza delle password  per impedire il riutilizzo di quelle vecchie. Inoltre, è necessario aggiornare tempestivamente le password in caso di cambiamenti del personale o di sospette violazioni della sicurezza. Formare i dipendenti La consapevolezza dei dipendenti è fondamentale per un’efficace protezione delle password e per la sicurezza online delle PMI. I dipendenti devono essere sensibilizzati sull’importanza di password forti, sui rischi della loro condivisione e sulle potenziali conseguenze di un attacco informatico. Promuovendo la consapevolezza di una cultura della cybersecurity, le piccole-medie imprese possono mettere i dipendenti in condizione di svolgere un ruolo attivo nella protezione delle informazioni sensibili e nella mitigazione delle minacce informatiche. Proteggere dispositivi e reti Oltre a garantire la sicurezza delle password, le piccole-medie imprese dovrebbero adottare misure per proteggere i dispositivi e le reti con soluzioni di cybersecurity. Con la crescente diffusione del lavoro da remoto e dei servizi basati sul cloud, le PMI devono assicurarsi che dispositivi e reti siano adeguatamente protetti da malware, attacchi di phishing e altre minacce informatiche. Installando un software di cybersecurity affidabile, attivando i firewall e mantenendo aggiornati sistemi operativi e software, le piccole-medie imprese possono rafforzare in modo significativo le loro difese. “Oggi non è realistico pensare che solo le grandi aziende siano l’obiettivo principale dei criminali informatici, in realtà, anche le aziende più piccole devono fronteggiare rischi significativi di cybersecurity. Per questo motivo, devono dare priorità alle misure di sicurezza e utilizzare prodotti di cybersecurity per salvaguardare le attività e i dati dei clienti. Ad esempio, Kaspersky Small Office Security, studiato appositamente per le esigenze delle piccole-medie imprese, offre una soluzione di sicurezza “hands-off” con protezione “installa e dimentica” e consente di risparmiare sul budget aziendale, particolarmente importante nelle prime fasi di sviluppo del business. Fornisce una protezione completa contro malware, phishing, ransomware, password deboli e molto altro. In Kaspersky ci impegniamo a fornire alle PMI gli strumenti e le risorse necessarie per migliorare la loro protezione informatica. Crediamo che le aziende possano essere sia piccole che sicure”, ha commentato Kirill Litvin, Senior Product Marketing Manager di Kaspersky. Fonte: bitmat.it

Si rafforza l’impegno delle Istituzioni per la crescita del Made in Italy

Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy si annuncia l’impegno congiunto per la promozione e la protezione del marchio Made in Italy nel mondo Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il Ministro Adolfo Urso, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), Francesco Lollobrigida, il Direttore  Generale del Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Mauro Battocchi, il Presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas e il VP e Country Manager di Amazon Italia e Spagna, Mariangela Marseglia, hanno annunciato l’impegno congiunto per la promozione e la protezione del marchio Made in Italy nel mondo. Amazon e Agenzia ICE: la terza edizione dei Made in Italy Days In particolare, Amazon e Agenzia ICE hanno annunciato la terza edizione dei Made in Italy Days, una iniziativa di valorizzazione di migliaia di prodotti Made in Italy in Italia e nel mondo. Dal 27 maggio al 2 giugno 2024, in concomitanza con le celebrazioni della Festa della Repubblica, una speciale finestra promozionale sarà dedicata su Amazon ai prodotti Made in Italy negli Emirati Arabi Uniti, in Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e Spagna, oltre all’Italia, in cui i clienti dei negozi online di Amazon potranno acquistare un’ampia selezione di prodotti dei più famosi marchi italiani e di migliaia di piccole e medie imprese (PMI) che, attraverso Amazon, li possono raggiungere in tutto il mondo. Obiettivi del Il Protocollo d’Intesa a tutela del Made il Italy Il Protocollo d’Intesa vuole contrastare fenomeni di contraffazione a danno delle aziende italiane e dei consumatori. Prevede per questo una stretta collaborazione tra le parti per sensibilizzare le aziende e i consumatori sui rischi della contraffazione e sugli strumenti di tutela disponibili, oltre a iniziative congiunte di formazione e supporto alle PMI italiane per l’internazionalizzazione attraverso il canale e-commerce. Agenzia ICE ed Amazon si impegnano inoltre a rinnovare l’accordo che permetterà ad ulteriori 300 aziende di aprire il proprio account sulle vetrine Amazon internazionali dedicate al Made in Italy e targate ICE, ricevendo una consulenza strategica dedicata tramite i programmi Incubator ed attraverso uno specifico supporto logistico e legale negli Stati Uniti. Le vetrine target dell’accordo sono quelle di Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Svezia, Polonia e Stati Uniti. L’impegno speciale di Amazon Per l’occasione, Amazon ha inoltre rinnovato il suo impegno nel sostenere l’export delle imprese italiane che vendono sul suo negozio online. Amazon ha annunciato di avere già superato l’iniziale impegno assunto nel 2022 di supportare le piccole e medie imprese italiane che vendono sul suo negozio digitale con l’obiettivo di aiutarle a raggiungere 1.2 miliardi di euro di vendite all’estero entro il 2025. Ad oggi, infatti, le vendite all’estero di tutti i partner di vendita – incluse sia le aziende che vendono tramite Amazon Marketplace, in qualità di partner di vendita terzi, sia le aziende partner di vendita di Amazon Retail, in qualità di vendor – sono pari a oltre 3 miliardi di euro e l’azienda annuncia l’ambiziosa sfida di supportare le realtà italiane che hanno scelto Amazon come finestra verso il mondo aiutandole a raggiungere 4 miliardi di euro di vendite all’estero, sempre entro il 2025. “Oggi, ribadiamo la nostra volontà di rafforzare il nostro ruolo di catalizzatori del cambiamento e di innovatori al fianco di questo Paese. Lo facciamo con consapevolezza definendo obiettivi ben chiari, soprattutto quando parliamo di impulso all’export delle aziende italiane e tutela del Made in Italy nel mondo. Tra questi, l’ambizioso impegno di supportare le aziende italiane che hanno scelto Amazon come finestra verso il mondo aiutandole a raggiungere 4 miliardi di euro di vendite all’estero entro il 2025. “, ha dichiarato Mariangela Marseglia, VP e Country Manager di Amazon Italia e Spagna. “Sono certa che la tecnologia e il digitale, messi a disposizione del sistema Paese, possano sostenere ulteriormente il successo del suo tessuto imprenditoriale”. Le iniziative di Amazon in occasione della prima Giornata nazionale del Made in Italy In occasione della prima edizione della Giornata Nazionale del Made in Italy indetta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che quest’anno ha coinciso con la giornata inaugurale della Design Week, Amazon ha reso disponibile all’interno della vetrina Made in Italy una categoria interamente dedicata al design italiano: “Design Made in Italy”. Durante il FuoriSalone 2024, inoltre, nell’ambito della mostra-evento Interni Cross Vision, Amazon ha presentato “The Amazing Walk”, un’installazione ideata dallo studio MAD Architects. Inoltre, l’azienda mette a disposizione delle imprenditrici e degli imprenditori italiani un evento gratuito di formazione dal titolo “Accademia Virtuale Accelera con Amazon, Come vendere su Amazon e Vetrina Made in Italy”, che si terrà online il 23 aprile 2024, dalle ore 14:00 alle ore 15.30. Durante il webinar, gli esperti di Amazon spiegheranno come vendere sullo store digitale in pochi passaggi e come utilizzare al meglio gli strumenti offerti, come ad esempio la vetrina Made in Italy. “I Made in Italy Days sono tra le nostre più importanti iniziative di promozione dell’eccellenza italiana in tutto il mondo: oltre il 50% delle vendite dell’edizione dell’anno scorso sono derivate dall’estero, e auspichiamo risultati positivi anche quest’anno”, ha commentato Anna Bortolussi, General Manager Brand Owner and Seller Success, Amazon EU. “Strumenti come la vetrina Made in Italy, che oggi conta più di 2 milioni di prodotti a livello internazionale, e il percorso formativo gratuito Accelera con Amazon, aiutano le aziende a sviluppare il loro business in un’ottica di digitalizzazione e internazionalizzazione”. Fonte: bitmat.it

World Password Day: 10 consigli Trend

Le password sono la prima linea di difesa contro i cybercriminali. A cura di Veronica Pace, Head of Marketing Trend Micro Italia Ogni anno, il primo giovedì di maggio, si celebra il World Password Day, ricorrenza che ha l’obiettivo di promuove best practice in materia di sicurezza. Le password sono la prima linea di difesa contro i cybercriminali ed è quindi essenziale assicurarsi che siano il più possibile sicure. L’importanza di avere una password “robusta” Un errore comune che si commette è proprio quello di utilizzare la stessa passw per tutti i propri account. Una survey online di Google ha rilevato, infatti, che almeno il 65% delle persone ne utilizza di identiche su più siti, se non addirittura su tutti. Questo significa che le combinazioni possono essere facilmente violate ed è interessante notare come, secondo il Verizon Data Leak Investigations Report, le password compromesse siano responsabili dell’81% delle fughe di dati legate ad attività criminali. 10 consigli e trucchi per creare pass robuste NON UTILIZZARE lettere e numeri in sequenza (ad esempio, qwerty, abcde, 12345, asdf). Sono troppo comuni e facilmente indovinabili MAI usare la data di nascita. È facile da ricordare, ma semplifica anche il lavoro di un criminale, soprattutto se questa informazione è disponibile online COMBINARE lettere, numeri e simboli (es. $, %, !) per formare una combinazione di almeno otto caratteri. La presenza di combinazioni apparentemente casuali le renderà più difficile da decifrare EVITARE di utilizzare il proprio nome. Fortunatamente, alcuni siti web sono in grado di rilevarlo e di impedirne l’uso NON creare una password che contiene informazioni personali, perché i cyber-criminali possono trovarle online. EVITARE di usare pass troppo comuni, come P@$$w0rd, password, 1234567890, ioveyou, ecc. SMETTERE di riutilizzare le password. Ogni password creata deve essere unica PASSWORD ROBUSTE possono essere anche delle lunghe passphrase in cui si combinano più parole in una lunga stringa di caratteri (es: ombrelloinspiaggiapiove, sottoacetoacaso). È importante aggiungere anche numeri e simboli EVITARE di cambiare un solo carattere ogni volta che si aggiorna (es: MyG@laxyPassw0rd01, MyG@laxyPassw0rd02, MyG@laxyPassw0rd03) UTILIZZARE un generatore di password e un gestore. Non scrivere le password su quaderni o su foglietti adesivi Proteggere la propria identità e privacy Le buone pratiche di gestione sono essenziali per proteggere la propria sicurezza online, ma rappresentano solo un pezzo del puzzle quando si tratta di salvaguardare la propria identità e privacy. Più si conoscono i rischi online e il modo in cui possono compromettere le informazioni personali, la sicurezza e la privacy, più si è informati per scegliere la protezione di sicurezza più adatta alle proprie esigenze. Fonte: bitmat.it

L’importanza della preparazione dei dipendenti sulle minacce informatiche

In questo articolo, esploreremo le ragioni per cui la preparazione dei dipendenti sulle minacce informatiche è così cruciale per le aziende di oggi. Nell’era digitale in cui viviamo, le minacce informatiche rappresentano una costante realtà per le aziende di ogni settore e dimensione. Tuttavia, spesso sottovalutato è il ruolo fondamentale che i dipendenti hanno nella difesa contro queste minacce. Essere preparati sul fronte della cybersecurity non è più un’opzione, ma un imperativo per le aziende che vogliono proteggere i propri dati sensibili, la reputazione e il successo futuro. In questo articolo, esploreremo le ragioni per cui la preparazione dei dipendenti sulle minacce informatiche è così cruciale per le aziende di oggi. Il Rischio è in costante evoluzione: Le minacce informatiche non stanno mai ferme. Gli hacker e i criminali informatici sono costantemente alla ricerca di nuovi modi per infiltrarsi nei sistemi e compromettere i dati. Di conseguenza, è essenziale che i dipendenti siano costantemente aggiornati e informati sulle ultime tendenze e tecniche utilizzate dagli aggressori digitali. La sicurezza informatica è un affare di tutti: Spesso si pensa che la sicurezza informatica sia un compito riservato esclusivamente agli esperti IT. Tuttavia, ogni dipendente ha un ruolo da svolgere nella protezione dei dati aziendali. Da evitare di cliccare su link sospetti nelle email a mantenere password robuste, ogni azione compiuta dai dipendenti può influenzare la sicurezza complessiva dell’azienda. Proteggere la reputazione aziendale: Una violazione dei dati può causare danni significativi alla reputazione di un’azienda. I clienti, i partner commerciali e gli investitori perdono fiducia in un’azienda che non riesce a proteggere adeguatamente i propri dati sensibili. Investire nella preparazione dei dipendenti sulle minacce informatiche può aiutare a prevenire tali violazioni e preservare la reputazione aziendale. Risparmio di risorse e denaro: Affrontare una violazione dei dati può essere estremamente costoso. Dall’implementazione di misure correttive alla riparazione dei danni alla reputazione, i costi possono accumularsi rapidamente. Tuttavia, investire nella formazione dei dipendenti in materia di sicurezza informatica può aiutare a prevenire tali violazioni e risparmiare risorse e denaro preziosi nel lungo termine. Adattabilità al lavoro remoto: L’aumento del lavoro remoto ha reso le aziende più vulnerabili alle minacce informatiche. I dipendenti devono essere consapevoli dei rischi associati al lavoro da remoto e dotati delle competenze necessarie per proteggere i propri dispositivi e i dati aziendali da potenziali attacchi. In un mondo sempre più interconnesso e digitalizzato, la preparazione dei dipendenti sulle minacce informatiche è diventata una priorità assoluta per le aziende. Investire nella formazione e nella consapevolezza dei dipendenti non solo aiuta a proteggere i dati e la reputazione aziendale, ma può anche portare a risparmi significativi di risorse e denaro nel lungo termine. Ogni dipendente è un importante guardiano della sicurezza informatica dell’azienda, e solo con un impegno collettivo possiamo sperare di difenderci efficacemente dalle minacce digitali in continua evoluzione.

E-commerce, boom di acquisti high-tech nel primo trimestre 2024

E-commerce: Secondo l’indagine di BlazeMedia, le categorie di shopping online più gettonate sono state telefonia (28% del transato totale), computer e tablet (15%) ed elettronica (14%) C’è un settore in Italia che non cessa di crescere: si tratta dell’e-commerce. Pensiamo che nel 2023 lo shopping online degli italiani ha visto un aumento del +13%, superando i 54 miliardi di euro, con abbigliamento, beauty e tecnologia a guidare il trend. Nel comparto elettronica, in particolare, tre acquisti su quattro avvengono dopo la consultazione online. A confermare la tendenza anche per il 2024 è l’indagine di BlazeMedia, publisher e mediatech company specializzata nella monetizzazione a performance, che ha analizzato l’andamento dei consumi degli utenti del network nel primo trimestre del 2024. L’indagine fa riferimento a un campione di circa 280.000 ordini effettuati dagli utenti lettori dei siti del network di BlazeMedia sui siti e-commerce dei partner nei primi tre mesi dell’anno. Le categorie di shopping più impattanti in termini di transato sono state Telefonia (28%), Computer e tablet (15%), Elettronica (14%), seguite da Casa (12%) e Fai-da-te (6%). Nel settore high-tech le novità più acquistate sono smart tag e smart ring. Chi, invece, sull’e-commerce è in cerca di promozioni punta a smartphone ed elettrodomestici di fascia alta o prodotti per migliorare o efficientare le prestazioni in casa (domotica). “BlazeMedia punta a innovare il settore dell’editoria online grazie a un modello di business all’avanguardia, basando la maggior parte delle proprie revenue su affiliazione e vendita direzionata verso l’utente. Questo è possibile grazie alle tecnologie proprietarie e a migliaia di contenuti che ogni mese riescono ad intercettare i gusti e la curiosità degli utenti su tutti i canali di traffico, attraverso un’accurata ricerca di prodotti e servizi con potenziale di viralità e trend-setting”, dichiara Massimiliano Valente, fondatore e CEO di BlazeMedia. Telefonia, computer ed elettronica i più acquistati online Secondo i dati provenienti dalle abitudini degli utenti del network BlazeMedia, le categorie in cui nel 2024 si è speso di più sono rimaste invariate dall’anno precedente: telefonia, che comprende gli smartphone più all’avanguardia; computer e tablet per il lavoro, lo studio e l’intrattenimento; elettronica e home audio, tra cui auricolari, soundbar, smartwatch, memorie esterne e chiavette USB. Queste categorie di prodotto occupano il 57% del transato nel 2024 e generano il 30% di ordini, stabili rispetto al 2023. Al contrario, categorie e sottocategorie meno rilevanti sono cresciute di peso: in particolare le categorie Casa e Cucina e la categoria Fai da te sono cresciute di 5 punti percentuali anno su anno. Un caso interessante è quello dei componenti elettronici e audio BlazeMedia nota come nel primo trimestre del 2024 questi prodotti siano arrivati a segnare +3% di transato sullo stesso periodo del 2023. Tuttavia è cambiato il comportamento d’acquisto: si compra circa il 20% in meno di oggetti, ma mediamente più cari del 30%. Cresce anche il transato dei prodotti e-commerce per le categorie salute ed elettrodomestici (+13% primo trimestre 2024 su stesso periodo 2023), alimentari (+28%), abbigliamento (+5%) e bellezza (+23%). I 3 prodotti di punta nei primi tre mesi del 2024 Tra i trend setter del settore high-tech e-commerce nel trimestre spiccano, secondo BlazeMedia, gli smart tag, particolarmente amati dagli appassionati di tecnologia: si tratta di dispositivi di piccolissime dimensioni contenenti al proprio interno un geolocalizzatore. Tra i più acquistati anche i componenti elettrici per la casa da comandare con app e sistemi intelligenti di domotica, ad esempio smart speaker e interruttori wi-fi per accendere e spegnere dispositivi a distanza. Gli utenti cercano anche smartphone top di gamma nel periodo del lancio sul mercato. Queste ultime due tipologie di prodotto sono anche quelle che chi acquista online cerca di più in promozione: secondo l’indagine di BlazeMedia, gli utenti del network utilizzano gli sconti soprattutto per acquistare prodotti di alta qualità o marchi rinomati a prezzi più accessibili.

E-commerce in Italia a +27%. Uso dell’intelligenza artificiale in crescita

I dati relativi alle vendite online dell’e-commerce in Italia nel 2023 registrano una crescita del fatturato del 27,14% per un totale di 80,5 miliardi di euro e la AI promette nuove rivoluzioni. Giunta alla 18° edizione, la ricerca di Casaleggio Associati ha analizzato i dati relativi all’e-commerce nel 2023 che registrano una crescita del fatturato del 27,14% per un totale di 80,5 miliardi di euro. La differenza è stata tuttavia forte tra i settori. A registrare una maggiore crescita è il comparto dei Marketplace (+55%) seguito dai Viaggi e Turismo (+42%), e da Animali (+37%). Ci sono tuttavia dei mercati che hanno subito l’impatto della crisi economica come il settore dell’Elettronica che ha visto una flessione del -3,5% e di Gioielli e Orologi che ha perso in termini di pezzi venduti (-4%) guadagnando tuttavia in termini di fatturato (+2%) solo grazie all’aumento dei prezzi. A differenza dell’anno precedente, quando l’inflazione ha contribuito per metà della crescita, l’aumento dei prezzi medio sul settore Ecommerce nel 2023 è stato del 6,16% lasciando una cospicua crescita a volumi di 20,98%. Il 2024 sarà l’anno del AI-Commerce: “L’E-commerce del futuro forse non richiederà più ai clienti di cercare tra i prodotti dei vari siti, ma solo di descrivere le proprie esigenze al proprio agente AI personale che si occuperà del resto. Una nuova rivoluzione per il commercio elettronico.”, spiega il presidente di CA Davide Casaleggio. Due terzi degli esercenti (67%) dichiara che l’AI avrà un impatto significativo sul commercio elettronico entro la fine dell’anno, un terzo dice che la trasformazione è già in corso. Le prime innovazioni portate dall’intelligenza Artificiale sono oggi di efficienza dei processi aziendali come la creazione e gestione del content e delle immagini dei prodotti e l’automazione delle attività di advertising. Le aziende che hanno integrato l’AI nei propri processi l’hanno adottata per la creazione di contenuti e immagini (per il 24% degli intervistati), per l’analisi dati e i forecast (16%), l’automazione di attività advertising (14%) e di altri processi (13%). Per il 13% l’AI viene già utilizzata per la gestione del customer care e per il 10% per la personalizzazione del customer journey (10%). Infine il 9% degli intervistati la utilizza anche per progettazione di nuovi prodotti. Tra le attività di marketing, quelle SEM (Search Engine Marketing) continuano a raccogliere la maggior parte degli investimenti (38%), al secondo posto con il 18% troviamo le attività SEO (Search Engine Optimization), al terzo posto l’Email Marketing con il 12%. Tra i social ritenuti più efficaci per l’e-commerce ancora una volta Instagram risulta il primo con il 38% delle preferenze, seguito da Facebook (29%) e Whatsapp (24%). Da notare come la Top 3 sia costituita da aziende tutte appartenenti al gruppo Meta. L’evento di presentazione del nuovo rapporto presso la Swiss Chamber a Milano con InPost come Main Partner, ha registrato il sold-out con una vasta partecipazione di aziende. Davide Casaleggio e Luca Eleuteri partner di Casaleggio Associati hanno introdotto i principali risultati della nuova ricerca e moderato i talk con manager ed esperti del mondo E-commerce: Layla Pavone (Board Innovazione Tecnologica e Trasformazione Digitale Comune di Milano) ha fatto il punto sull’innovazione digitale in Lombardia e il ruolo di Milano, Leonardo Berlingieri (Head of Commercial di InPost) ha descritto i trend in atto nella logistica e della consegna Out of Home che potrà arrivare a rappresentare un terzo del totale, Sylvain Querné (Digital & Marketing Director di Mediaworld) ha indicato l’importanza e il ruolo della rete dei negozi per essere in grado di costruire servizi differenziati attraverso l’ecommerce Omnichannel, Lukáš Havlásek (Chief Ecommerce & Innovations Officer di Notino) ha descritto l’Italia vista dall’estero e l’importanza di un approccio strutturato alla fidelizzazione dei clienti per i brand Ecommerce, Marco Trada (Ecommerce Director di Leroy Merlin),  ha descritto il passaggio dalla vendita di un prodotto alla vendita della soluzione e l’importanza dell’esperienza seamless e post-vendita, Salvatore Autovino (CEO di Connecteed) ha parlato dell’importanza del ruolo dei marketplace e dell’integrazione tecnologica, Barbara Panzeri (Head of Marketing di ConTe.it) ha approfondito il rapporto e l’equilibrio tra brand e pricing come due facce della stessa medaglia, Sara Barni (Head of Ecommerce di Family Nation) ha ribadito l’importanza della sostenibilità per l’ecommerce e di come sia possibile svilupparla anche attraverso iniziative benefiche, Marco Tiso (Online Managing Director di Sisal) ha mostrato come sia possibile già oggi vedere l’impatto rilevante dell’intelligenza artificiale applicata alle imprese e infine Daniele Manca (Vicedirettore del Corriere della Sera) e Davide Casaleggio hanno fatto il punto sul cambiamento in atto nell’e-commerce, le prospettive dell’intelligenza artificiale e la necessità di gestione della proprietà dei dati delle aziende. Fonte: bitmat.it

Migliore connettività, migliori ricavi

Il 47% delle organizzazioni italiane sta adottando soluzioni di connettività cellulare per sfruttare tecnologie come l’IoT e l’IA “State of Connectivity in Europe”, è l’ultimo rapporto pubblicato da Cradlepoint, leader mondiale nelle soluzioni di connettività wireless edge 5G e LTE gestite dal cloud. Tale rapporto annuale ha coinvolto decision maker in ambito tecnologico di Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Germania e Italia. Secondo lo studio, la quasi totalità (98%) delle imprese italiane prevede un aumento dei ricavi qualora migliorasse la propria infrastruttura di connettività, con una previsione di crescita media del 18% e con oltre un quinto delle aziende (22%) che stima un incremento fino al 29%. Il risultato è perfettamente allineato alla media europea, caratterizzata da una previsione di crescita media del fatturato delle aziende del 19%, come risultato del miglioramento della connettività. Secondo l’indagine condotta da Censuswide, il 65% delle aziende europee (il 66% delle italiane) ritiene che una parte significativa di questa crescita dei ricavi derivi da miglioramenti in termini di sostenibilità. Tuttavia, affinché ciò si realizzi, il 64% (il 68% in Italia) ritiene che sia necessario dotarsi di strutture e soluzioni più smart per aumentare la sostenibilità operativa. Per questo motivo, il 42% delle organizzazioni europee (il 47% delle italiane) sta dando priorità all’aggiornamento dell’infrastruttura di rete con la connettività cellulare, al fine di sfruttare tecnologie come l’IoT e l’IA, per supportare i propri obiettivi di sostenibilità e rendere le proprie aziende più resilienti ed efficienti. Le aziende devono mettere in sicurezza la loro superficie di attacco, sempre più estesa L’adozione di nuove tecnologie, come i sensori IoT, sta esponendo le aziende a maggiori rischi, poiché molti team IT stanno perdendo il controllo su ciò che è connesso alle loro reti. Ad esempio, il 77% delle aziende europee (l’81% delle italiane) non ha contezza del numero di dispositivi IoT attualmente collegati alle loro reti e di quanti potrebbero essere aggiunti in futuro. Considerando che quasi la metà delle aziende (45% in Europa, 43% in Italia) ha subito un attacco alla sicurezza della rete negli ultimi dodici mesi, di cui circa un quarto (il 26% in Europa, il 25% in Italia) è stato causato da un dispositivo IoT compromesso, emerge chiaramente che le organizzazioni hanno spesso delle vulnerabilità nella propria infrastruttura di rete che possono essere sfruttate dai criminali. Le imprese italiane riconoscono la centralità del 5G nel potenziare la loro competitività Immergendosi in una prospettiva locale, i risultati della ricerca mettono in luce un chiaro consenso sulla centralità della connettività 5G nel potenziare la competitività delle imprese italiane, con il 95% degli intervistati che ne identifica l’importanza. Questo scenario è supportato dal riconoscimento del 60% delle aziende sul ruolo del 5G nella promozione della sostenibilità ambientale attraverso miglioramenti nell’efficienza energetica e nel monitoraggio dei consumi. Inoltre, il 57% vede il 5G come un elemento chiave per l’avanzamento dell’industria 4.0 e delle fabbriche intelligenti, mentre il 49% lo identifica come cruciale per l’evoluzione delle infrastrutture e dei trasporti. Tuttavia, nonostante queste prospettive positive, emergono ancora sfide significative: più dell’88% degli intervistati ha riportato problemi di connettività nell’ultimo anno, e oltre il 78% ha sperimentato aumenti dei costi operativi e altre inefficienze correlate alla connettività. Questi dati sottolineano l’urgenza di interventi per migliorare l’infrastruttura digitale del Paese. In risposta a ciò, l’Italia si impegna attivamente nel potenziamento della connettività fissa e mobile, come dimostra l’introduzione della nuova Strategia Nazionale per la Banda Ultra-Larga, programmata per il periodo 2023-2026 con un investimento totale di 2,8 miliardi di euro; un’iniziativa che riflette il riconoscimento da parte delle istituzioni dell’importanza strategica della connettività 5G per la competitività economica e lo sviluppo sostenibile del Paese. Nel commentare i risultati dello studio, Lorenzo Ruggiero, Area Director Southern Europe di Cradlepoint Part of Ericsson, ha dichiarato: “I vantaggi delle reti cellulari sono sempre più riconosciuti e apprezzati dalle aziende italiane. Collaborando con i giusti partner, in grado di fornire expertise e competenze, le aziende possono cogliere a pieno l’immenso potenziale delle reti cellulari per il mondo del business. Scegliendo soluzioni di connettività wireless sicure, rapide e facili da installare, le organizzazioni possono implementare in tutta sicurezza la nuova tecnologia, sfruttandone a pieno i vantaggi. Il 5G è un fattore chiave per la crescita economica dell’Italia e dell’Europa.” Fonte: bitmat.it

Robot e reception virtuali: la rete 5G privata crea super spazio di coworking iperconnesso

In Arabia Saudita come altrove, grazie alla rete 5G, stanno nascendo le costruzioni del futuro: sempre più connesse, intelligenti e sostenibili In Arabia Saudita si sta accelerando la costruzione del sedicente “faro del cambiamento” NEOM e The Line – la “megalopoli” utopica, connessa, intelligente e sostenibile. Il futuro dell’Arabia Saudita è così in grande fermento e i nuovi progetti promettono un ambiente pulito e iperconnesso in coworking che incorpora AI, IoT e trasporti automatizzati in uno spazio di lavoro e di vita ripensato. Pur dividendo le opinioni, non c’è dubbio che le ambiziose novità portino il concetto di edificio intelligente in un nuovo ambito. Altrove, i visionari del settore immobiliare, gli architetti e i progettisti stanno dando vita alle loro ambizioni di smart building in modi più immediati. Sono innovativi e ambiziosi: modellano i loro progetti per massimizzare l’efficienza energetica, per adattarsi ai cambiamenti di comportamento e per connettersi a infrastrutture digitali sicure. Juniper Research prevede che entro il 2026 150 milioni di edifici adotteranno tecnologie per gli edifici intelligenti, con una crescita che dovrebbe aumentare del 150% tra il 2022 e il 2026. Gli edifici intelligenti stanno cambiando il modo in cui ci connettiamo e lo spazio di coworking è all’avanguardia Gli spazi per uffici iperconnessi ed efficienti dal punto di vista energetico sono molto richiesti: gli spazi di coworking continuano a crescere in popolarità, poiché la nuova ondata di lavoratori a distanza cerca di emulare l’esperienza collaborativa digitale e sociale che otterrebbe da uno spazio di lavoro tradizionale. Secondo le previsioni, il settore registrerà una crescita annua del 17% fino al 2028 e si stima che avrà un valore di 24 miliardi di dollari entro il 2030, rispetto ai 6,9 miliardi del 2021. Quest’anno si prevede che ci saranno 41.000 spazi di co-working a livello globale. La domanda di spazi di co-working segue la traiettoria del lavoro ibrido, che continua a crescere in popolarità e praticità sia tra i datori di lavoro che tra i dipendenti: secondo un recente studio di CIPD, l’83% delle aziende del Regno Unito adotta attualmente pratiche di lavoro ibride. Anche se ci sono variazioni regionali, il fenomeno è simile in tutto il mondo. Uno studio internazionale ha rilevato che la Francia è in cima alla classifica dei Paesi che adottano il lavoro ibrido, scelto dal 76%, seguita dal Canada. Negli Stati Uniti, si stima che il 40% dei dipendenti”remote capable” – quelli il cui ruolo non è legato a una sede specifica – lavori da remoto un giorno alla settimana. Un numero crescente di “nomadi digitali” sta anche aumentando la popolarità degli spazi di co- working. Si stima che 35 milioni di lavoratori uniscano il loro amore per i viaggi alla possibilità di rimanere connessi e lavorare da qualsiasi luogo. La necessità di spazi di lavoro sociali e i vantaggi del coworking Se da un lato i dipendenti amano la flessibilità e l’economicità del lavoro ibrido, dall’altro possono sentirsi isolati senza una strategia formale di lavoro da remoto. Gli esseri umani hanno bisogno di contatti sociali, ma i lavoratori a distanza possono sentirsi disconnessi, disimpegnati e soli. Lo spazio di co-working offre opportunità di networking, collaborazione, concentrazione e aumento della produttività, promuovendo al contempo un forte senso di comunità. Gli spazi di coworking presentano altri due vantaggi fondamentali che sono alla base della crescita del settore: l’accesso alle più recenti tecnologie digitali di rete, collaborazione e connettività – senza la necessità di investire direttamente e l’esperienza di un’infrastruttura più pulita, verde e sostenibile. Questi due fattori sono alla base di un’entusiasmante ondata di spazi di co-working che utilizzano la connettività mobile 5G per offrire un’esperienza di lavoro innovativa e coinvolgente. Più dati richiedono più larghezza di banda Enormi quantità di dati devono essere generate, condivise e archiviate affinché un edificio possa offrire un’esperienza IoT automatizzata e connessa all’avanguardia. Questo comporta un’enorme richiesta di reti informatiche, che non potrà che aumentare man mano che ci affideremo a tecnologie e applicazioni digitali sempre più richiedenti dati, come l’intelligenza artificiale. Il viaggio verso il “Net Zero” Man mano che le organizzazioni accelerano il loro percorso verso il net zero diventerà ancora più importante raccogliere e analizzare dati significativi in tempo reale su una serie di fattori, dalle emissioni all’utilizzo dell’acqua, richiedendo una maggiore larghezza di banda e una bassa latenza per misurare e comunicare i risultati in tempo reale. Ottimizzazione del 5G per un’esperienza di co-working sicura, connessa e sostenibile La rete privata 5G soddisfa questi requisiti con una solida sicurezza, elevate prestazioni, maggiore portata e massima efficienza, supportando applicazioni avanzate come la realtà aumentata e virtuale (AR/VR), con videoconferenze in Ultra HD. È destinata a rappresentare un elemento di differenziazione molto forte all’interno dello spazio di coworking. L’azienda immobiliare di co-working Icade, insieme a Colt e a un consorzio di partner, è un’organizzazione che ha già sperimentato con successo una rete privata standalone 5G end-to-end a La Defense, a Parigi, nell’ambito della sua visione sulle funzionalità degli edifici intelligenti. La sperimentazione, prima nel suo genere, è stata un banco di prova per portare la connettività digitale 5G sicura e ultra-affidabile a bassa latenza all’ufficio di Parigi: bassa latenza significa che le applicazioni e i dati girano più velocemente e senza intoppi, per una migliore esperienza dell’utente. Colt è a capo del consorzio ed è responsabile della connettività WAN, compresi i servizi di temporizzazione 5G e di piattaforma Edge per l’implementazione di reti Open RAN (Radio Access Network) e di reti virtuali 5G Standalone Core. L’Open RAN è un tipo di architettura di rete che consente a diversi fornitori di interconnettersi e fornire i propri componenti, servizi e competenze specifiche; si tratta di una rete aperta, flessibile e multivendor. La sicurezza è una componente intrinseca del 5G privato ed è fondamentale per la sperimentazione. La crittografia e l’autenticazione basata su SIM nelle reti cellulari private consentono misure di sicurezza fisica che eliminano efficacemente gli attacchi basati sulle credenziali. Inoltre, l’architettura si basa sulla tecnologia Private Edge Computing, sia presso la sede del cliente che nell’infrastruttura centrale di Colt. Tutte le applicazioni e