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Microsoft: la strategia hardware del 2018 si baserà su dispositivi premium in grado di competere con Apple

Stando a quanto riportato dal sito web thurrot.com, Microsoft avrebbe già stabilito e definito la sua strategia del 2018 per quanto concerne l’hardware dei suoi OEM. Il big di Redmond si aspetta quest’anno dai grandi produttori quali Acer, Asus e Lenovo nuovi dispositivi come convertibili, laptop e 2-in-1 in grado di competere con la famiglia Surface, il Pixelbook di Google e con il MacBook e l’iPad Pro di Apple. In sostanza, si parla di device Windows 10 dal costo elevato ma dai materiali e dalla qualità costruttiva eccellenti, cosa che a dire il vero avviene già tutt’ora. Ma l’azienda di Bill Gates non trascurerà di certo tutti quegli utenti che preferiscono spendere poco ma avere comunque tra le mani un prodotto ottimo dal punto di vista del rapporto qualità/prezzo. Anche Windows 10 on ARM, ovvero basato su processori Qualcoom Snpadragon, rappresenterà un punto importante nel settore hardware con la produzione e la commercializzazione dei cosiddetti PC Always Connected (tradotto “sempre connesso”) che possiedono un’autonomia incredibile, difficile se non impossibile da trovare negli altri device con a bordo chip Intel. Oltre a Windows 10, Microsoft si sta concentrando anche nello sviluppo dei visori di realtà virtuale e soprattutto nello sviluppo di ulteriori altoparlanti con Cortana. Al momento, infatti, l’Invoke risulta essere l’unico speaker con l’assistente vocale di casa Redmond e, per quanto possa avere una buona qualità audio, viene venduto esclusivamente negli Stati Uniti e a un costo non proprio economico, mentre Amazon Alexa e Google Assistant stanno facendo passi da gigante. Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti! Fonte  

Accenture, per 7 italiani su 10 meglio l’assistente vocale dello smartphone

In attesa di conoscere le nuove tecnologie che saranno proposte al MWC di Barcellona, Accenture presenta uno studio sulla diffusione degli assistenti digitali a controllo vocale, che piacciono sempre più agli italiani per la gestione delle tecnologie all’interno della propria casa. Secondo la Digital Consumer Survey di Accenture –  ricerca che analizza ogni anno i trend principali dei consumi in ambito tech e digital – tra gli utenti italiani si sta diffondendo sempre più il ricorso agli assistenti digitali a controllo vocale per usufruire dei servizi di intrattenimento e per gli acquisti online, a scapito degli smartphone. Gli assistenti digitali – gestiti tramite intelligenza artificiale – sono strumenti hardware stand-alone che usano un’interfaccia vocale per offrire diversi servizi: dall’ascolto di musica alla gestione del riscaldamento e delle luci domestiche, dalla lettura delle notizie alla consultazione delle previsioni del tempo e dei risultati sportivi. In Italia, Il 72% degli intervistati preferisce rivolgersi all’aiuto di un assistente digitale (i più noti sono Alexa di Amazon ed Echo di Google) per la gestione dei servizi domestici –  come il controllo degli elettrodomestici, dei serramenti e dei riscaldamenti – piuttosto che affidarsi all’ormai più tradizionale smartphone. Un dato sostanzialmente in linea con quelli di Francia (82%) e Germania (65%). Più nel dettaglio, quasi due terzi degli intervistati – il 62% –  affermano di usare meno lo smartphone per l’intrattenimento, mentre circa la metà lo usa meno per gli acquisti online (50% in Italia vs il 58% global) e per la ricerca di informazioni in generale (il 48% In Italia vs il 56% global). Inoltre, il 58% degli italiani sarebbe disposto anche a sostituire il proprio smartphone con una soluzione wearable, se gli garantisse le medesime funzionalità. In base ai risultati del sondaggio, infatti, si prevede che la diffusione dei dispositivi digitali di assistenza vocale raddoppierà nel 2018, toccando il 23% della popolazione online in Italia: il nostro Paese supererà così Francia (dove si prevede una diffusione del 17%) e Spagna (22%), seppur rimanendo ancora qualche passo indietro rispetto a Stati Uniti (37%) Brasile (34%) e Cina (33%.) Non solo aumenta la domanda di questi dispositivi, ma si rivelano sempre più in grado di soddisfare le esigenze e i bisogni dei consumatori. Oltre i due terzi (il 68% vs il 63% global) degli intervistati hanno dichiarato di usare già o essere interessati a usare un assistente vocale digitale, mentre la stragrande maggioranza (il 92% vs il 94% global) si dichiara soddisfatta o molto soddisfatta di questo prodotto. Oltre ai dispositivi digitali di assistenza, la ricerca ha analizzato anche l’interesse dei consumatori per la realtà aumentata (AR) e quella virtuale (VR), che inizia ad estendersi ben oltre il gaming a una vasta gamma di ambiti più pratici. Oltre due terzi degli intervistati italiani hanno mostrato interesse verso questa tecnologia per avere ulteriori informazioni sui luoghi che stanno visitando (il 72% vs il 67% global) e acquisire nuove competenze (il 69% vs il 67% global). Altri ambiti di grande interesse includono la possibilità di indossare e provare virtualmente un abito (citata dal 66% vs il 61% global dei rispondenti), o di assistere a un evento sportivo live insieme ai propri amici (il 54% vs il 52% global). Un ulteriore ambito di applicazione delle nuove tecnologie basate sull’ intelligenza artificiale, analizzato dalla ricerca Accenture, è rappresentato dai veicoli a guida autonoma. Più della metà (il 53%) degli intervistati italiani, nonostante il lancio di questo nuovo prodotto non sia previsto a breve, ha infatti mostrato interesse nel viaggiare su un auto a guida autonoma, citando tra i principali vantaggi la possibilità di svolgere altre attività durante il viaggio (il 35%). Tuttavia, ancora molti vedono la guida manuale come più sicura rispetto a quella autonoma (il 28%). Tra ottobre e novembre 2017, Harris Interactive ha condotto, per conto di Accenture Research, un sondaggio online di 21.000 consumatori in 19 paesi: Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Paesi Bassi, Italia, Giappone, Messico, Polonia, Singapore, Sudafrica, Spagna, Svezia, Emirati Arabi, Regno Unito e Stati Uniti. Il campione di ogni paese era rappresentativo della popolazione online, di età compresa tra 14 e oltre 55 anni. Il sondaggio e la relativa modellazione dei dati hanno permesso di quantificare la percezione dei consumatori dei dispositivi digitali, contenuti e servizi, abitudini di acquisto, preferenza e fiducia nei fornitori di servizi, nonché il futuro del loro stile di vita connesso.   Per approfondire: IoT, perché gli speaker intelligenti rubano la scena agli smartphone The post Accenture, per 7 italiani su 10 meglio l’assistente vocale dello smartphone appeared first on Key4biz.

Posta e Calendario si aggiorna su Windows 10 introducendo miglioramenti estetici [Insider]

L’applicazione di sistema “Posta e Calendario” ha ricevuto di recente un nuovo aggiornamento su tutti i PC e tablet Windows 10 iscritti al programma Insider nel canale fast o Release Preview. La nuova versione, numerata 17.9001.21485.0, introduce alcune novità, alcune delle quali relative al layout. Ecco il changelog: Le mail non ancora lette possiedono un nuovo font; Nelle impostazioni è stata aggiunta una voce che invita gli utenti a scaricare l’app di Outlook per Android e iOS; Modificato l’aspetto delle freccia utile a visualizzare le risposta ad una mail; Migliorata l’organizzazione generale. Link al download Posta e Calendario (Free, Windows Store) →

Big data, in Europa varranno il 2% del PIL nel 2024 e 3,5 milioni di posti di lavoro

I dati, i grandi dati, rappresentano ormai un fattore di crescita imprescindibile per le imprese di ogni ordine e grandezza. A dire il vero anche per la Pubblica Amministrazione, principalmente in chiave di miglioramento della qualità e dell’efficienza dei servizi offerti al cittadino.   Tra i social, solo Twitter genera 7 terabyte al giorno, mentre Facebook viaggia oltre i 10 terabyte.   Gli investimenti in ricerca e sviluppo sui big data e le piattaforme analytics a livello mondiale supereranno i 500 miliardi di dollari entro il 2024. Soprattutto i giganti del settore, tra cui IBM, HP, Google, SAP, Cloudera e Oracle, stanno spendendo grosse somme per sviluppare soluzioni finalizzate all’analisi avanzata e una più efficace gestione integrata dei dati.   Un recente studio, Goldstein Research (“Global Big Data Market Outlook 2024”) ha stimato il mercato dei big data, nel suo complesso e a livello mondiale, attorno ai 200 miliardi di dollari di valore entro il 2024. Il tasso di crescita annuo (Carg 2016-2024) è atteso oltre il 22%. I mercati più dinamici, in termini di investimenti e ricavi, saranno quelli del Nord America e dell’Asia, con focus su Cina e Giappone.   Eppure, si legge in una nuova indagine Forrester Consulting, condotta tra Europa, Medio Oriente e Asia, su seicento C-Level del settore bancario, finanziario e retailers, solo il 19% delle organizzazioni sfrutta tutti i dati disponibili per consolidare le interazioni con i propri clienti e migliorare così la sicurezza del servizio offerto. Questo nonostante che per il 77% delle imprese una maggiore comprensione dei bisogni dei propri clienti è una priorità fondamentale, insieme alla fidelizzazione, aspetto critico soprattutto in Italia, dove solo il 18% degli intervistati ha registrato un incremento negli ultimi 12 mesi. Un altro elemento non sottovalutabile, in chiave big data, è la cybersecurity e l’80% del campione italiano ha affermato che migliorare le capacità di prevenzione delle frodi informatiche è una delle priorità aziendali nei prossimi mesi.   Secondo Eurostat, solo un’azienda europea su dieci sfrutta il potenziale dei big data (in Italia anche meno).   Sempre uno studio appositamente dedicato di GR (“Europe Big Data Market Analysis Outlook”), ha valutato i ricavi del settore big data – data economy in Europa attorno ai 6,8 miliardi di dollari nel 2016, pari al 35% del totale a livello globale. I Paesi leader saranno la Germania col 28% delle quote di mercato europeo e la Gran Bretagna. Già dal 2020, inoltre, lo studio si aspetta che i big data incrementeranno il PIL europeo del 2% circa, con la possibilità di creare oltre 3,5 milioni di posti di lavoro.   Cosa fare allora per sfruttare al meglio le potenzialità di business dei dati, per fidelizzare il cliente e superare i limiti attualmente esistenti? Le imprese, ci spiega ancora Forrester Consulting, dovrebbero seguire tre strategie: migliorare le proprie capacità analitiche per riuscire a prevenire le situazioni problematiche e permettere di utilizzare in maniera più strutturata tutti i dati a disposizione della propria clientela; optare per un approccio olistico ed una maggiore condivisione dei dati con le strutture specializzate nella loro analisi per una maggiore efficacia nella prevenzione delle frodi; migliorare il livello di analisi dei dati dei clienti, soprattutto quando provengono da fonti differenti e non sono omogenei.       The post Big data, in Europa varranno il 2% del PIL nel 2024 e 3,5 milioni di posti di lavoro appeared first on Key4biz.

Banda larga, 5G, Pa Digitale, Cybersecurity e Fintech, i programmi di PD e M5S a confronto

Mancano 27 giorni all’elezioni politiche e la campagna elettorale è orfana dei temi legati alla digital economy e alla cultura del futuro: ogni giorno nell’agenda politica e nell’agenda setting banda larga, 5G, cybersecurity, Pa digitale, Industria 4.0 e FinTech sono dimenticati, omessi, non considerati importanti per la crescita dell’Italia, per lasciare il terreno di sfida alle promesse mirabolanti (a chi taglia più tasse) e ai tweet per commentare solo la notizia del giorno (per esempio i sacchetti di plastica per frutta e verdura introdotti a pagamento nei supermercati) e il fatto di cronaca che più indigna gli elettori. Key4biz, considerando, invece, le issue sopra elencate fondamentali da affrontare per la crescita economica del nostro Paese nei prossimi anni, ha spulciato i programmi  per confrontare le politiche. Iniziamo da Pd vs Movimento 5 Stelle. Per alcuni temi il raffronto viene meno perché non presenti da ambo le parti o perché ‘rimangiati’, come l’abolizione del canone Rai, prima annunciato e poi cestinato dai democratici.   Banda larga  M5S: Il MoVimento 5 Stelle vuole una gestione ed una infrastruttura di rete a maggioranza pubblica. Considerati gli ingenti investimenti fatti tramite bandi Infratel vinti quasi tutti da OpEn Fiber, vogliamo rendere questa società a maggioranza pubblica creando le condizioni per unire i maggiori soggetti in un’unica infrastruttura. Ora è arrivato il momento di rimediare a questi errori del passato e promuovere un’unione tra la futura OpEn Fiber pubblica e la principale infrastruttura di rete del nostro Paese. Tale infrastruttura è essenziale per lo sviluppo reale dell’Italia ed è l’unica opzione per garantire standard di sicurezza elevati. Tutti gli investimenti infrastrutturali degli ultimi anni, dovranno fornirci una rete che duri nel tempo, in quanto i dati storici ci dicono che la richiesta di banda aumenta 10 volte ogni sette anni. Questo aspetto spinge verso il superamento della rete in rame (100 Mbps simmetrici) e verso la costituzione di un soggetto che fa la rete ma non offre i servizi (non verticalmente integrato). PD: Accelerare il piano Banda ultra larga sulle cosiddette aree bianche e grigie dove ancora il 70% delle nostre imprese non trova una adeguata copertura di rete ad alta velocità di connessione, così come sul 5G e sulle reti di connettività a 1 gigabit per secondo nelle aree metropolitane. Le nostre grandi opere sono la banda larga, l’alta velocità ferroviaria e le piste ciclabili. Su questi tre dossier, profondamente diversi l’uno dall’altro ma uniti da una visione di sviluppo sostenibile e integrata, il nostro obiettivo è quello di accelerarne la realizzazione nel modo più rapido possibile. Analogo impegno prendiamo nel settore delle portualità e degli aeroporti, che sta attraversando una nuova stagione di sviluppo dopo anni di blocco e paralisi. Cybersecurity M5S: Il MoVimento 5 Stelle si impegna a sviluppare nuove capacità e nuovi strumenti per migliorare la sicurezza cyber del sistema Paese perché questa rappresenta una sfida di grande importanza per la crescita, il benessere e la sicurezza nazionale e quindi dei cittadini, che non può più essere rimandata. In ordine di priorità, per raggiungere questo obiettivo il Movimento 5 Stelle: Disciplinerà forme di cooperazione tra pubblico e privato nello scambio di dati informatici, al fine di garantire una maggiore sicurezza dell’intero sistema paese. Stanzierà maggiori risorse pubbliche nell’ambito della cyber security. Incentiverà misure di defiscalizzazione per le aziende che investono sulla sicurezza. PD: Sarà fondamentale fissare il traguardo di un’intelligence europea, con l’istituzione di un procuratore unico che permetta di andare oltre la logica intergovernativa: la lotta al terrorismo passa da una maggiore integrazione delle strutture e dalla condivisione delle risorse disponibili. Infine, la creazione del mercato unico della difesa: dalla revisione delle norme sugli appalti per le industrie del settore fino alla collaborazione sul tema della cybersecurity. Perché investire sulla difesa comune è un modo per ottenere risparmi sul bilancio nazionale e per garantire una risposta alle paure dei cittadini. Pa Digitale PD: Realizzare la transizione verso l’amministrazione digitale. Abbiamo realizzato sperimentazioni e un piano strategico per traghettare il pubblico verso un’amministrazione digitale. Il passaggio a un’amministrazione pubblica che agisca stabilmente mediante le tecnologie digitali necessita di ulteriori interventi, nello specifico: a) Anagrafe nazionale della popolazione residente (“i dati devono essere unici e in un unico luogo”); b) Sistema pubblico di identità digitale (Spid) e Carta d’identità elettronica (“l’identità di una persona è una, è certa, è per sempre”); c) PagoPa, un modo diverso e più naturale per i cittadini di pagare la Pubblica Amministrazione (“per pagare basta un click”); d) Open data e Data analytics (da “questo dato è mio e lo gestisco io” a “questi dati sono aperti e condivisibili”). • Investire sul capitale umano. Sosteniamo con grande determinazione la necessità di digitalizzare la pubblica amministrazione, ma al contempo di sbloccare il turnover per consentire il necessario ricambio generazionale e l’ingresso di personale fisiologicamente più giovane e dotato di competenze eterogenee. Contiamo di concludere i prossimi cinque anni con la radicale trasformazione del back-office della pubblica amministrazione e con un ulteriore miglioramento qualitativo della gestione dei dati, vera miniera di opportunità al tempo dei big data. 5G M5S: L’Europa ci chiede semplicemente di liberare la banda 700, ma non ci dice né come farlo né come risolvere la situazione delle tv locali e nazionali: tale decisione spetterà al Governo. L’obiettivo del MoVimento 5 Stelle sarà quello di ottimizzare le risorse assegnate all’emittenza locale e nazionale tramite adozione di soluzioni tecniche, con un nuovo sistema di compressione video MPEG4, maggiormente efficiente, in luogo dell’attuale MPEG2. In via prioritaria, andrà risolto il divario infrastrutturale. In seconda battuta, va risolto il divario economico. Industria 4.0 PD: Rafforzeremo il Piano Impresa 4.0 rendendo stabile e strutturale il credito di imposta alla ricerca e sviluppo, prevedendo una riduzione graduale dell’iper ammortamento per poi introdurre strutturalmente un’accelerazione della deducibilità fiscale degli investimenti produttivi (chi investe sul futuro deve poter dedurre più velocemente i costi). FinTech M5S: Occorre a nostro avviso partire in Italia con l’acquisizione di una maggiore consapevolezza sul fenomeno a tutti i livelli (dalle autorità di regolamentazione al Parlamento) per poi regolare il fenomeno pensando

Né vero né falso

Di Glauco Benigni goWare editore Pubblicato: aprile 2015 Pagine: 100 ISBN: 9788867973422 Prezzo: € 9,99   Il mondo digitale sta consegnando agli umani una sorpresa! La rete, il web, – in cui lo spazio tende a tutto il pianeta, il tempo di accesso tende a zero e la velocità di trasporto tende a infinito – risponde più favorevolmente alle leggi dell’indeterminazione che alle leggi delle verità newtoniane.   La struttura binaria del pensiero, definito recentemente “dialogico”, in internet si manifesta nello stesso modo in cui si manifesta il flusso di zero-uno e genera coppie di affermazioni vero/falso che si annichilano l’un l’altra.   Scriveva Marshall Mc Luhan circa cinquant’anni fa: «La velocità elettrica mescola le culture della preistoria con i sedimenti delle civiltà industriali, l’analfabeta con il semianalfabeta e con il post-alfabeta. Collassi mentali di vario genere sono spesso il risultato dello sradicamento e di modelli di informazione incessantemente nuovi».   Glauco Benigni, è giornalista e scrittore. Ha lavorato 20 anni a “La Repubblica”, poi 15 anni in Rai. È autore-conduttore di programmi TV ed è stato consulente di grandi aziende (Eutelsat, Rai Trade, Sipra). Gestisce un canale YouTube e un blog. Tra i suoi libri: Re Media (1989), Apocalypse Murdoch (2003), YouTube. La storia (2008) e Gli angeli custodi del papa (2004, tradotto in diverse lingue). The post Né vero né falso appeared first on Key4biz.

Sanjay Brahmawar

CEO, Software AG    Software AG annuncia la nomina di Sanjay Brahmawar come nuovo Chief Executive Officer di Software AG per cinque anni, con decorrenza dal 1° agosto 2018.   Attualmente, Sanjay Brahmawar è General Manager Global Revenue di IBM Watson Internet of Things a Monaco di Baviera, in Germania, dove è responsabile per le vendite software a livello globale con focus su data analysis e intelligenza artificiale.   In precedenza, è stato General Manager di IBM Consulting Services a Londra, dove era responsabile a livello europeo del settore industrial (oil and gas, automotive, aereospaziale, electronics ed engineering).   Sanjay Brahmawar, nato in India, ha nazionalità Belga, si è laureato in Ingegneria Civile presso il Delhi College of Engineering. Ha conseguito  inoltre un master in Business Administration presso l’Univerty of Leeds nel Regno Unito. The post Sanjay Brahmawar appeared first on Key4biz.

Conciliaweb nei Corecom, Martusciello (Agcom) ‘Aiuto fondamentale per la gestione online delle controversie’

“Il Conciliaweb è una innovativa piattaforma tecnologica che Agcom metterà a disposizione di tutti i Comitati regionali per la gestione on-line delle controversie. Grazie a tale sistema l’utente non dovrà più raggiungere fisicamente la sede regionale del Corecom ma potrà gestire tutto il processo da remoto”. Lo ha detto il Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Antonio Martusciello, durante il suo intervento alla conferenza stampa del Corecom Abruzzo presso la Sede del Consiglio Regionale.   “Oggi ci troviamo di fronte ad un consumatore che conosce bene i propri diritti e che richiede elevati livelli di informazione e di trasparenza. Ciò è tanto più importante in un mercato caratterizzato da un’elevata complessità tecnologica che si traduce in offerte estremamente articolate, difficilmente gestibili, senza adeguati strumenti regolatori”, ha ricordato Martusciello. Nel solco di questo contesto “si innesta la sigla del nuovo Accordo Quadro tra l’Autorità e la Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e Province autonome e la Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e province autonome che rilancia il rapporto di collaborazione con i Corecom tracciando fondamentali linee d’azione per il futuro”, ha rimarcato il Commissario dell’Agcom.   “Ci attendiamo dunque – ha concluso – che attraverso questo investimento il sistema di risoluzione delle controversie, già fiore all’occhiello dei Corecom, possa ulteriormente svilupparsi con grande beneficio da parte degli utenti”.  The post Conciliaweb nei Corecom, Martusciello (Agcom) ‘Aiuto fondamentale per la gestione online delle controversie’ appeared first on Key4biz.

‘Chiese a porte aperte’, parte la sperimentazione per l’apertura automatizzata in Italia

Al via la prima apertura automatizzata in Italia di due beni ecclesiastici, cui si potrà accedere tramite smartphone con la app “Chiese a porte aperte”: una sperimentazione tecnologica innovativa, nata in Piemonte per ampliare le opportunità di accesso al patrimonio ecclesiastico del territorio nell’ambito di “Città e Cattedrali”, il grande progetto ideato dalla Fondazione CRT e dalle Diocesi del territorio, e sviluppato in collaborazione con la Regione Piemonte e gli organi periferici del MIBACT.   I primi due beni interessati da questo innovativo intervento sono: la Cappella di San Bernardo di Aosta a Piozzo in Provincia di Cuneo (Diocesi di Mondovì) e la Cappella di San Sebastiano a Giaveno (Diocesi di Torino).   “Chiese a porte aperte” è un sistema automatizzato per l’apertura e la valorizzazione di siti di particolare interesse storico artistico, che permette di effettuare le visite autonomamente, anche in assenza di un presidio umano: l’apertura automatizzata permetterà di affrontare meglio la sfida dell’organizzazione dei presìdi e della flessibilità degli orari necessari per tenere aperti i tanti luoghi e spazi del sacro presenti sul territorio piemontese.   La tecnologia si pone al servizio della fruizione della cultura, a supporto dell’insostituibile ruolo dei volontari – motore ed elemento fondamentale del sistema di valorizzazione di “Città e Cattedrali” –, che si sono formati e sono maturati nella consapevolezza del percorso di crescita delle comunità locali e nel senso di appartenenza dei beni culturali e del paesaggio.   “La Chiesa piemontese e valdostana è consapevole delle straordinarie potenzialità ecclesiali e sociali di questo progetto – evidenzia mons. Derio Olivero, Vescovo delegato per i Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Piemontese –. Il miglior modo di conservare la tradizione è innovarla”.   “Il progetto Città e Cattedrali ha saputo mettere in rete, territorialmente e digitalmente, il grande e prezioso patrimonio artistico e architettonico costituito dalle 18 cattedrali e dagli oltre 500 beni ecclesiastici del Piemonte e della Valle d’Aosta, coniugando la loro anima devozionale con quella artistica e sociale, il passato con il futuro, il recupero strutturale con la valorizzazione – sottolinea il Presidente Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. La sperimentazione dell’apertura automatizzata di due beni ecclesiastici, la prima in Italia, è solo l’ultimo passo di questo lungo percorso di attenzione al patrimonio culturale che ha visto affiancate Fondazione CRT e Consulta per i Beni culturali ecclesiastici. Un modello di intervento che può fare scuola e che già guarda al futuro: l’innovativa tecnologia adottata è già predisposta per recepire i dispositivi di monitoraggio dello stato di salute dei beni, nell’ottica della conservazione programmata”.   Come funziona l’accesso? Dopo aver scaricato sul proprio smartphone l’applicazione “Chiese a porte aperte”, sia per Ios sia per Android, occorre registrarsi e prenotare la visita gratuita. Il visitatore, giunto davanti al bene nell’orario di visita selezionato, inquadrerà il QR code e la porta si aprirà automaticamente. All’interno, un meccanismo multimediale avvierà una narrazione storico-artistico-devozionale del bene culturale, in italiano e in inglese. La narrazione sarà valorizzata, oltre che dalla voce narrante, anche dalle luci: un sistema di micro proiettori con fasci direttivi accompagnerà l’audio per facilitare la lettura e la comprensione degli affreschi. Quando il visitatore lascerà l’edificio, la porta si chiuderà automaticamente. Ai fini della sicurezza del bene, è previsto un sistema di microcamere per il controllo degli ingressi.   I criteri di scelta dei primi due beni. L’individuazione dei primi beni per la sperimentazione dell’apertura automatizzata è stata dettata da molteplici fattori, quali la presenza di pitture murarie di pregio, la disponibilità di una copertura di rete mobile e di un impianto elettrico, l’assenza di beni mobili di valore facilmente asportabili, in modo da garantire la fruizione in totale sicurezza per i beni stessi.   CAPPELLA DI SAN SEBASTIANO A GIAVENO (TORINO) Sec. XV-XVI – Diocesi di Torino   La vicenda della storia della Cappella di San Sebastiano è ancora in larga parte da delineare. La sua particolare posizione, al liminare del borgo e vicina alla strada che collega Avigliana e la Valle di Susa, potrebbero dare adito a supposizioni riguardanti la sua iniziale costruzione: un luogo coperto che permetteva una notte al riparo per i pellegrini diretti verso la via Francigena oppure una parte del lazzaretto per la cura degli appestati. Addossata al muro di cinta del camposanto, presente linee architettoniche semplici, con due piccole finestre ai lati della porta d’ingresso, sormontata da un rosone. A fianco fu costruita una piccola sacrestia, dalla quale successivamente si eresse il basso campanile in mattoni rossi. Con il passare degli anni, stando alle testimonianze documentarie di cui si dispone, pare che la Cappella sia stata costantemente abbellita ed arricchita.   Una dettagliata inventariazione del 1757 la descrive infatti ben curata, ricca e impreziosita con l’acquisizione di una tela raffigurante San Sebastiano, che adornava la parete di fondo e che, per lungo tempo, ha occultato l’antico affresco.  Il recente ritrovamento, al suo interno, di un affresco quattro-cinquecentesco che narra la storia di San Sebastiano e che adorna la parete di fondo della chiesa, ne ha fatto l’edificio religioso più antico di Giaveno.   CAPPELLA DI SAN BERNARDO D’AOSTA A PIOZZO (CUNEO) Sec. XV – Diocesi di Mondovì Edificata alle porte del paese, posta al bivio tra la strada proveniente da Carrù e quella che conduce a Benevagienna, è di forma architettonica semplice, a pianta quadrata e abside rotonda. La struttura muraria in laterizio a vista della fine del ‘300 si alza sul basamento di un’antica torre da guardia, eretta intorno al Mille. La facciata fu edificata nel XVII secolo; il tetto è a capriate, mentre il presbiterio e l’abside si presentano rialzati rispetto alla struttura principale. All’interno un importante ciclo di affreschi, restaurati nel 1967 dal professor Fiume di Milano, portano, in modo ben evidente, scritte sui capitelli dipinti dell’arco trionfale: la data del 1 Settembre 1451 e la firma dell’autore «Frater Enricus Pinxit».   Alcuni riconoscono il pittore Enrico Mazzucco, fratello maggiore di Giovanni Mazzucco che, trent’anni dopo, firmò gli affreschi della Chiesa del S. Sepolcro sempre a Piozzo. Molto più probabilmente si tratta di un