ilprincipenudo. Il Mibact lancia il Portale della Canzone Italiana (in alleanza con Spotify)
Questa mattina, presso la sede della “Stampa Estera” a Roma (a voler enfatizzare il carattere di promozione internazionale dell’iniziativa), è stato presentato il Portale della Canzone Italiana – Canzone Italiana 1900-2000 (www.canzoneitaliana.it), iniziativa che lo stesso Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini ha prontamente annunciato sul proprio profilo Twitter (intitolato “RetwittoLaPolitica. La politica in 280 caratteri”): “Una scheda per ognuna delle 200.000 canzoni dal 1900 al 2000 e la possibilità di ascoltarle gratuitamente! Alla vigilia di #Sanremo un archivio della canzone in 8 lingue che nessun paese al mondo ha!”. “Canzone Italiana” così si autodescrive, nell’homepage del sito web: “Canzone Italiana è una piattaforma per l’ascolto on line dell’inestimabile patrimonio sonoro di oltre un secolo di canzone italiana, dal 1900 al 2000 e nasce l’obiettivo di diffondere questa importante parte della nostra cultura a un target multigenerazionale. Caratteristica distintiva del sito è il recupero storico, analitico e ragionato di una produzione fono-discografica che si presenta oggi, soprattutto in rete, dispersa e non organizzata”. L’iniziativa è senza dubbio valida, e va dato atto al Ministro Dario Franceschini di aver mostrato, nell’arco del suo mandato, una apprezzabile capacità di “sdoganare” anche forme culturali che, in Italia, sono state oggetto di ri-valutazione (anche da parte dell’accademia, oltre che delle istituzioni) soltanto in anni recenti: dai videogame alla musica pop, appunto. Abbattute le barriere (retaggio di una qual certa cultura snob e dell’eredità crociana), il problema viene subito dopo: che “strategia” assegnare all’intervento dello Stato nel settore?! E, qui, purtroppo, emergono non poche criticità. Per ben “governare” un settore dalle grandi valenze socio-economiche, qual è l’industria culturale, è indispensabile una strumentazione tecnico-cognitiva all’altezza della sfida. E questa “cassetta degli attrezzi”, spesso, purtroppo, non c’è. La presentazione di questa mattina conferma infatti la contraddizione tra una direzione corretta ed una strumentazione fragile. In cosa consiste il Portale?! Si pone come “la testimonianza più completa del patrimonio musicale italiano, noto per la sua unicità in tutto il mondo; è una vera e propria enciclopedia sonora, una bandiera musicale, un ulteriore preziosissimo elemento del “Made in Italy”. È composto da migliaia di brani provenienti dalle raccolte dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi – Icbsa (denominazione recente della ex Discoteca di Stato, ndr) progressivamente implementate in collaborazione con archivi pubblici e privati”. Il patrimonio del portale comprende il catalogo di incisioni edite dell’Icbsa insieme a materiale inedito, soprattutto legato alla tradizione popolare e demo-etno-antropologica. Questi materiali sono consultabili per genere, autore, interprete, musicista, unitamente a “sezioni tematiche” (vere e proprie “playlist”) ed a materiali grafici delle produzioni, per offrire un panorama completo del patrimonio inciso della canzone italiana. Le raccolte tematiche sono il risultato dell’organizzazione dei brani in “itinerari musicali”: queste “playlist” rappresentano un livello di approfondimento maggiore, e sono curate da famosi artisti italiani e da esperti del settore. I brani messi a disposizione sono fruibili in maniera gratuita, e catalogati secondo un metodo che permette un “viaggio” lungo 100 anni, dalle jazz band degli anni ‘20 passando per il rock e le canzoni d’autore. Il Ministro ha annunciato che si prevede di implementare l’archivio musicale nell’ordine di almeno 5.000 brani al mese, ovvero 60.000 l’anno. L’iniziativa è nata in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), la Società Italiana Autori Editori (Siae), alcune associazioni di produttori, autori, interpreti, musicisti, esperti, privati collezionisti… Il progetto è coordinato da Paolo Masini (Consigliere del Ministro) e da Massimo Pistacchi (Direttore dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi). Partner è Ales spa, società “in-house” del Ministero, nelle persone di Carolina Botti, Carla Gobbetti, Gianluca Colabove. Collabora anche Veronica Di Quattro per Spotify, che viene definito “Main Streaming Service Partner”. Sono coinvolti nel progetto anche Amazon Aws e Wikimedia Italia. La presentazione è stata coordinata, con eleganza, da Paolo Masini, ed ha visto gli interventi di artisti del livello di Mogol, Tosca, Ambrogio Sparagna e Nicola Piovani. Sia consentito osservare come i primi due si siano dichiarati entusiasti, ma abbiano approfittato dell’occasione per narcisisticamente bearsi di loro personali iniziative: Mogol ha enfatizzato la qualità del suo Cet alias Centro Europeo di Toscolano (da quella scuola, è però emersa finora soltanto una cantante di successo, ovvero Arisa); Tosca ha parlato della qualità della sezione musicale della Officina delle Arti “Pier Paolo Pasolini” (che si autodefinisce “laboratorio creativo hub culturale”: si tratta di un percorso di “alta formazione” professionale sostenuto dalla Regione Lazio, ed in particolare dal Presidente Nicola Zingaretti, così come la Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”, ma senza che nessuno si sia preso la briga di studiare se esiste una domanda di queste professionalità, dato che a Roma è ben attiva da molti decenni una scuola di eccellenza come il Centro Sperimentale di Cinematografia – Csc), di cui è coordinatrice. Ambrogio Sparagna ha proposto un discorso appassionato sull’importanza della riscoperta delle tradizioni popolari musicali come collante per una comunità conscia della propria storia socio-culturale. Nicola Piovani, con simpatica onestà, ha segnalato che non aveva alcuna cognizione di questo progetto di “Portale”, di cui ha appreso l’esistenza allorquando ha ricevuto l’invito per la presentazione odierna: si è naturalmente dichiarato favorevole all’iniziativa, ma ha anche proposto un discorso piuttosto radicale sul “qualitativo” vs “quantitativo”, segnalando che non necessariamente un brano musicale di successo è di qualità, ed invitando a non sottostare al dominio del quantitativo. Volendo, si potrebbe anche leggere, tra le righe, una velata critica ad una qual certa esaltazione del “mercato”, che caratterizza una parte delle politiche neoliberiste del Ministro Dario Franceschini. A proposito di “mercato”, il Ministro Dario Franceschini ha segnalato come l’iniziativa vada nella direzione di una miglior promozione del “made in Italy”, ed ha rimarcato come il Portale sia già proposto in 8 lingue (italiano ovviamente, ma anche inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, cinese, giapponese), alle quali presto si aggiungerà anche il portoghese. Crediamo che altro, ben altro, ci vorrebbe, per una seria promozione del sistema culturale italiano a livello planetario: e qui ricordiamo che
Broadcom non molla presa su Qualcomm, offre 120 mld
Sul piatto 146 mld dollari incluso debito
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A livello mondiale ha 36 mln abbonati contro i 70 mln del rivale
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Fake news, ci casca ancora un italiano su due.

Le fake news, o bufale online, le conoscono tutti. O almeno così si sente dire in giro. Se ne parla da tempo, è successo a tanti di aver condiviso una notizia falsa sui social network più popolari e purtroppo continua ad accadere. Un problema mondiale, tanto che recentemente il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, ha lanciato un modello ibrido di community driven, con giornalisti e volontari che avranno il compito di andare a caccia di fake news. C’è poi la startup britannica Factamata che sfruttando l’intelligenza artificiale è in grado di eseguire sistemi di controllo e rilevazione degli errori e la semplice e fondamentale “verifica dei fatti” per sottoporre a verifica ogni possibile bufala del web (soprattutto nel caso che contenga dei numeri nel titolo). In Italia, sotto diversi punti di vista la Commissione europea ha deciso il mese scorso di fare del nostro Paese una sorta di caso di studio, applicando il suo piano anti fake news con la nascita di una prima task force europea che avrà il compito inizialmente di monitorare la situazione. Sempre in Italia, oggi sappiamo che oltre il 50% dei nostri concittadini ammette di essere caduto nel tranello delle fake news, “almeno una volta nell’arco dell’ultimo anno”. Addirittura il 13% confessa di aver ‘abboccato’ a più di 5 notizie costruite ad arte. Il potere persuasivo delle bufale (della cosiddetta post verità) è riconosciuto dalla maggioranza degli intervistati: per l’80% di questi le fake news condizionano l’opinione pubblica, mentre solo l’1,4% ritiene che non abbiano alcun tipo di influenza. L’indagine, condotta da Findomestic, cerca di capire anche quale sia allora la fonte ritenuta più sicura dagli utenti di rete. Ne risulta che i siti internet sono considerati i mezzi di informazione più attendibili da quasi tre persone su dieci (29,4%); seguono la televisione (26,5%), i blog e i forum (18,1%) e i quotidiani (10,1). I social network (7,7%), invece, sono reputati più veritieri delle radio (6,3%). Sono soprattutto i più giovani a fidarsi dei siti Internet: quasi il 36% nella fascia tra i 18 e i 24 anni. I quotidiani, invece, registrano il massimo tasso di credibilità (20,5%) tra gli over 60. Cosa fare allora per evitare di rimanere imbrigliati nella rete dei generatori di bufale online? Gli italiani si comportano così: Il 71,2% controlla se la notizia è riportata anche su altre fonti e il 66,6% valuta la fonte da cui proviene la notizia. In linea generale, un intervistato su 2 si esprime a favore di un ‘controllo’ che certifichi che cosa è vero e che cosa no (meglio se ad opera di un ente imparziale), ma il 39% si dice contrario all’introduzione di controlli troppo severi, affermando di voler evitare ‘censure’ e di preferire che sia il cittadino a sviluppare e/o rafforzare la capacità di saper distinguere cosa è attendibile da cosa non lo è. Fonte: Key4biz.it
Come installare Windows RT sui Lumia grazie a Windows Phone Internals

Come abbiamo visto in un precedente articolo, grazie al tool Windows Phone Internals, alcuni sviluppatori sono riusciti a scaricare e installare Windows RT sui dispositivi Lumia. Con il passare dei giorni, l’utente Twitter Ben ha comunicato l’evolversi della situazione riuscendo non solo a installare Windows RT ma anche ad attivare il touchscreen, la connessione ad Internet e ad installare le app dal Microsoft Store. Oggi, finalmente, è stata resa pubblica su XDA la guida su come effettuare questa operazione che, ovviamente, non solo non è ufficiale ma è anche molto rischiosa e di certo non alla portata di tutto data la sua complessità.
Diritti Tv Serie A assegnati alla spagnola MediaPro. Sky diffida la Lega
Per la prima volta i diritti tv della Serie A volano in Spagna, anche se non è detta ancora l’ultima parola. La decisione della Lega di accettare l’offerta di 1 miliardo di euro (per la precisione 1.050.001.000) del gruppo audiovisivo MediaPro ha creato un caos. Infatti Sky ha diffida la Lega Serie A. Secondo il documento inviato dai legali dell’emittente satelittare, il gruppo audiovisivo spagnolo, pur avendo presentato un’offerta per il bando rivolto esclusivamente agli ‘intermediari indipendenti’, non opererebbe come tale ma come un vero e proprio operatore della comunicazione. Per questo, apprende l’ANSA, Sky chiede alla Lega di considerare l’offerta di MediaPro inammissibile, di interrompere le trattative e di escluderlo dall’assegnazione. Secondo i legali dell’emittente, infatti, MediaPro avrebbe fatto “concorrenza sleale”, agendo non come intermediario ma come un “vero e proprio operatore della comunicazione”, violando in più di un punto i requisiti del bando e la stessa Legge Melandri. L’assegnazione per 1 miliardo di euro Lega Serie A ha accolto l’offerta di 1 miliardo di euro di MediaPro per l’acquisto delle partite dell’intero campionato del triennio 2018/21, che gli spagnoli produrranno e potranno rivendere agli operatori di ogni piattaforma. MediaPro si è presentata in Lega questa mattina con una delegazione guidata dal presidente Jaume Roures e da uno dei soci storici, Tatxo Benet, che hanno depositato due proposte economiche: una che riguardava la realizzazione del canale tematico della Lega e una, aderente al bando, che è poi stata accolta, per l’acquisto delle partite dell’intero campionato del triennio 2018/21, che gli spagnoli produrranno e potranno rivendere agli operatori di ogni piattaforma. “L’Assemblea della Lega Serie A – si legge in un comunicato –, riunitasi alle ore 11.30 per l’apertura della busta presentata alle ore 9.36 di oggi per il Pacchetto Global dall’intermediario indipendente Mediapro, ha verificato che l’offerta depositata, pari a 1.050.001.000 euro, è superiore al prezzo minimo richiesto dall’Invito ad Offrire e conseguentemente procederà alla comunicazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, come previsto dall’Invito stesso ai fini dell’assegnazione dei diritti in oggetto”. Chi è MediaPro? Trasmette soprattutto il calcio spagnolo. La Liga e i diritti televisivi del Real Madrid e del Barcellona in Champions League. The post Diritti Tv Serie A assegnati alla spagnola MediaPro. Sky diffida la Lega appeared first on Key4biz.
Italtel presenta le nuove applicazioni del DNA Center per l’industry 4.0
Le imprese medio grandi di tutto il mondo hanno investito in servizi e soluzioni Internet of Things (IoT) più di 120 miliardi di dollari nel 2016. Nel 2021 tale livello di spesa salirà a 253 miliardi di dollari, grazie ad un tasso di crescita annuo (Carg) calcolato da Zinnov Research & Analysis al 16%. C’è anche l’industrial IoT, cioè le applicazioni dell’internet delle cose a livello industriale, che potrebbe arrivare secondo Accenture/IndustryARC a quasi 124 miliardi di dollari nel 2021. Il mercato mondiale delle IoT networking apps potrebbe invece arrivare a valere 1.000 miliardi di dollari nel 2022 secondo un dato prodotto da ReportLinker. Questi sono solo alcuni dati piuttosto indicativi sulla dimensione del mercato delle soluzioni per la networking connectivity e l’automazione in azienda. Si pensi solamente che la digital transformation (DX) in corso potrebbe dare vita ad opportunità di mercato per circa 2.100 miliardi di dollari nel 2019. Ma si tratta di una digitalizzazione che richiede reti evolute, intuitive, innovative e in grado di creare customer experience di qualità. Una digitalizzazione, inoltre, che porterà con sé riduzione dei costi, della complessità, dei tempi di produzione e dell’impatto ambientale. Il networking è il settore chiave su cui molte aziende si stanno concentrando per accelerare la trasformazione digitale e migliorarne i risultati, a partire dall’efficienza operativa e l’adozione di applicazioni digitali, tra cui SDN (software defined networking), NFV (network function virtualization), programmazione basata sui modelli, gestione cloud, analisi dei dati e altro ancora. La Digital Network Architecture (DNA) di Cisco offre la possibilità di integrare le principali innovazioni dei software per l’area networking – virtualizzazione, automazione, analisi dei dati, gestione dei servizi cloud e programmabilità aperta e flessibile – all’interno di un’architettura in grado di fornire tutto ciò in maniera chiara e semplice. Alcune delle più innovative ed aggiornate applicazioni del DNA Center, soprattutto use case per le aree collaboration e industry 4.0, le ha presentate nei giorni scorsi Italtel al Cisco Live! 2018 di Barcellona. “Negli ultimi anni, Italtel si è fortemente impegnata a combinare le sue competenze in tutte le aree della system integration e dello sviluppo software per creare nuovi casi d’uso che dimostrino il nostro valore e ci differenzino dal resto del mercato”, ha affermato Camillo Ascione, VP Cisco Strategic Alliance Manager e CTO di Italtel. “Grazie alle nostre capacità software, siamo in grado di sviluppare applicazioni che soddisfano le esigenze dei nostri clienti e si rivolgono alle loro necessità specifiche – ha precisato Ascione – oltre a ciò, le nostre aree commerciali stanno modificando il loro approccio per mettersi in linea col nuovo modello lanciato da Cisco nel settore delle soluzioni software”. Modifiche che hanno permesso a Italtel di fornire soluzioni che migliorano l’efficienza operativa e che offrono ai suoi clienti servizi a valore aggiunto: “Grazie alla programmabilità e alla comprensione della Intuitive Network che Italtel possiede, siamo in grado di cambiare il nostro rapporto con i clienti, così da adottare un approccio di consulenza”, ha infine affermato il manager. “Se riusciamo a sviluppare nuovi casi d’uso dedicati al settore d’attività specifico dei nostri clienti, potremo dargli nuovi servizi professionali, più redditizi per noi e più convenienti per loro”. Italtel è infatti in grado di fornire una completa system integration delle tecnologie Cisco e possiede capacità di sviluppo agili per prodotti di telecomunicazioni e nuove piattaforme a supporto dell’automazione e della qualità del servizio. A tal proposito, l’azienda ha presentato a Barcellona interessanti casi d’uso abilitati da Cisco DNA Assurance, Cisco Kinetic e Cisco Spark, che evidenziano la sua capacità di integrare architetture differenti per la realizzazione di soluzioni end-to-end, quali Netwrapper per la sicurezza e la sorveglianza e Indychatbot. Italtel sarà presente anche al Mobile World Congress di Barcellona (26 febbraio – 1 marzo), dove questi casi d’uso, e altri ancora, verranno presentati tramite dimostrazioni dal vivo. The post Italtel presenta le nuove applicazioni del DNA Center per l’industry 4.0 appeared first on Key4biz.
Windows 10: presto potrete eseguire app Android nativamente come delle vere e proprie UWP

Eseguire applicazioni Android su Windows non è ad oggi di certo un’impresa impossibile poichè esistono molti software per l’emulazione e l’installazione dei file apk, il più famoso è senz’altro BlueStacks. Questi strumenti, tuttavia, si basano sul concetto di emulazione e, pertanto, presentano un’infinità di funzioni mancanti e limitazioni più o meno gravi. Per nostra fortuna una compagnia ha dichiarato di stare attualmente lavorando per portare le app Android sul sistema operativo Windows 10 di Microsoft in maniera nativa. MechDome, questo il nome della società, ha l’obiettivo di convertire queste applicazioni in modo tale da non avere troppe limitazioni e supportare alcune delle funzionalità che al momento possiedono soltanto le UWP o i programmi WIN32 come le notifiche istantanee, le quali possono essere visualizzate nell’apposito menu, e l’apertura di pagine web all’interno del browser Microsoft Edge. Questo però è soltanto l’inizio: il progetto infatti prevede col passare del tempo un costante miglioramento e una maggiore integrazione con l’OS, fondamentale per l’intera esperienza utente. Si tratta, dunque, di un’idea utile dalle potenzialità praticamente infinite in quanto il Microsoft Store non ha molte UWP e, quindi, installare apk potrebbe realmente rappresentare una soluzione, seppur non definitiva e ufficiale, al famosissimo e noto problema dell’app gap. Al momento non siamo sicuri se MechDome limiterà questo nuovo strumento solo agli sviluppatori oppure, in alternativa, se anche gli utenti comuni saranno in grado di convertire le app Android. Ad ogni modo il progetto è interessante e sarà sicuramente interessante anche seguirne gli sviluppi. Via
Tim, al via il Festival di Sanremo tra tradizione ed innovazione digitale
Da domani fino al 10 febbraio 2018 si terrà il 68° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, e TIM, sponsor unico dell’evento porterà l’innovazione digitale sul palco di Sanremo arricchendo la kermesse musicale con novità che si fondono con la grande tradizione canora. Mina ritorna protagonista d’eccezione con un’originale “Opera Digitale Intergalattica in V atti”, uno spot speciale che accompagnerà i telespettatori durante le serate del Festival regalando crescenti sorprese; un nuovo spettacolo nello spettacolo che anche quest’anno arriverà “live” sul palco del Teatro Ariston nella serata finale. Uno show “stellare” per raccontare la potenza della rete superveloce di TIM, che vede Mina al comando di un’astronave interspaziale avvicinarsi alla Terra in cerca di connessione, accompagnata da euforici robot che danzeranno durante il viaggio al ritmo di “Another Day of Sun” insieme al ballerino JSM. Anche quest’anno il premio TIMMUSIC verrà assegnato alla canzone più ascoltata in streaming tra quelle in gara. TIM offrirà l’ascolto delle canzoni dei “Campioni” di Sanremo sull’App TIMMUSIC a tutti i suoi clienti che potranno così determinare l’assegnazione del prestigioso riconoscimento. TIMMUSIC proporrà contenuti esclusivi realizzati nel “TIMMUSIC Studio” presente a Sanremo, dove tutti i giorni saranno intervistati gli artisti in gara e altri ospiti del Festival che racconteranno attraverso le radioplaylist le loro esperienze sanremesi. La TIM Data Room presente al Forte Santa Tecla di Sanremo analizzerà i big data sul Festival provenienti dalla Rete. La raccolta dati è già iniziata – dal 26 gennaio – e i risultati più significativi sono trasmessi su Rai1 nello spazio televisivo “Prima Festival”. Il monitoraggio proseguirà per tutta la durata della kermesse fornendo i trend social più importanti. Per rispondere alle esigenze di un maggiore traffico dati e voce durante la manifestazione, TIM ha potenziato il servizio posando più di 65 chilometri di fibra garantendo 160 nuovi collegamenti ultrabroadband, superando così a Sanremo il 97% di copertura. Sono state anche installate 23 celle attive LTE con tecnologia di ultima generazione 4.5G, e collocate nella città ulteriori 8 micro antenne. Con questo progetto TIM conferma il suo ruolo di leader nella trasformazione digitale del Paese con l’obiettivo di creare la “società Gigabit”, basata su infrastrutture, applicazioni, servizi e contenuti di pregio. L’azienda è inoltre impegnata per la diffusione della cultura digitale anche nel tempo libero proponendo offerte innovative, flessibili e sempre più convergenti che includono i migliori contenuti multimediali, musica, film, serie TV, videogame, notizie sportive e grandi eventi attraverso TIM BOX, smart TV, web e App mobile. The post Tim, al via il Festival di Sanremo tra tradizione ed innovazione digitale appeared first on Key4biz.