BreakingDigital. The Post, una casta che combatte per la libertà (video commento)
Il film di Steven Spielberg ci racconta del grande impegno civile di giornalisti che comunque erano parte delle élites di potere e che oggi sono inghiottiti da moltitudini di utenti e lettori che dicono la loro. Nel bene e nel male. The post BreakingDigital. The Post, una casta che combatte per la libertà (video commento) appeared first on Key4biz.
Cyberbullismo, una piaga fra i ragazzi. Come conoscerlo per evitarlo?

Martedì 6 Febbraio 2018, come ogni anno, ricorre il Safer Internet Day , la giornata internazionale (ad oggi aderiscono oltre 100 Paesi) di sensibilizzazione per i rischi di Internet, istituita dalla Comunità Europea nel 2004. Lo slogan di quest’anno è “Create, connect and share respect: a better internet starts with you”, ed è finalizzato a far riflettere bambini e ragazzi circa l’uso sicuro e consapevole della Rete indicando le linee guida per diventare parte attiva e responsabile nella realizzazione di internet come luogo positivo e sicuro. Dallo scorso anno questa data è stata anche presa come riferimento dal Ministero dell’Istruzione per promuovere la “giornata contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola”. Sono oltre 10 anni che svolgo ogni anno attività formativa nelle scuole di ogni ordine e grado per portare consapevolezza circa un utilizzo sano, sicuro, legale e consapevole di Internet e dei Social Media. Grazie all’esperienza derivante dall’incontro con migliaia di bambini/ragazzi, genitori, insegnanti e educatori, posso confermare che oggi l’utilizzo errato dei nuovi media, ha portato e porta a conseguenze sotto gli occhi di tutti e cioè a fatti di cronaca che in qualche modo rientrano nella sfera della triste piaga del cyberbullismo. Situazione attuale Infografica Ipsos per Save the Children Lo smartphone è oggi il regalo della Prima Comunione preferito dai bambini (9 anni). Durante i miei incontri verifico che già un buon numero di ragazzi a 10 anni utilizza lo smartphone con installato un sistema di messaggistica potentissimo quale WhatsApp e la piattaforma di maggior condivisione video, Youtube. Il mondo offline e online, reale e virtuale si intersecano ormai in tempo reale. Ciò che fanno i ragazzi in qualunque momento della giornata viene poi dagli stessi trasferito e dunque, condiviso, via WhatSapp sul gruppo della classe, della palestra, della squadra di calcio. Per Cyberbullismo si indica qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali realizzati, per via telematica a danno di minori (Chat e Social Media in primis), nonché la diffusione i contenuti online riguardanti uno o più componenti della famiglia di un minore con lo scopo di isolarlo, attaccarlo o metterlo in ridicolo. Rispetto al bullismo tradizionale è molto più grave in quanto non esistono limiti spazio temporali. Postare un immagine deformata piuttosto che un contenuto denigratorio all’interno del gruppo della classe di WhatsApp significa renderlo disponibile al mondo intero e per sempre. Non si torna indietro, questo è il primo messaggio che è importante trasmettere alle nuove generazioni. Se, in un neanche troppo lontano passato il veicolo principale da cui partivano gli episodi di cyberbullismo erano i social network, oggi il veicolo primario è il sistema di messaggistica istantanea, in primis WhatSapp a seguire SnapChat e Messenger. Si parte con una presa in giro “pubblica” all’interno del gruppo della classe nei confronti solitamente del più debole per arrivare a veri e propri atteggiamenti denigratori e vessatori nei suoi confronti da parte del cyberbullo. Un ragazzo oggi dovrebbe iscriversi al Social Network o a sistemi di messaggistica come WhatsApp non prima dei 13 anni. Di fatto, una ricerca dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, emerge che quasi 8 adolescenti su 10 (78%) dagli 11 ai 13 anni hanno almeno un profilo approvato dai genitori che in qualche modo danno già un messaggio errato ai figli. Esistono le regole ma si possono trasgredire (in questo caso banalmente mentendo circa l’età). Non stupiamoci poi se i figli stessi sono i primi a non rispettare norme e codici di comportamento. Fra i principali fatti di cronaca inerenti gravi episodi di cyberbullismo sfociati nel dramma del suicidio da parte della vittima, ricordiamo il primo caso (ottobre 2012) al mondo quello riferito alla ragazza canadese Amanda Todd. A seguire il primo caso in Italia nel gennaio 2013, Carolina Picchio. Storie diverse ma analoghe per modus operandi dei cyberbulli, cioè mediante la veicolazione di immagini rubate che in qualche modo compromettevano la loro reputazione e il loro buon nome. L’ importanza della prevenzione Quello che manca oggi è proprio la cultura e l’educazione digitale. Avere quelle informazioni di base (alfabetizzazione digitale) che sono indispensabili per utilizzare questo mondo fantastico, ricco di opportunità e dalle potenzialità immense, ma anche ricco di insidie e pericoli che vanno conosciuti proprio per evitarli e sapere come affrontarli all’occorrenza. Senza demonizzare ma con interventi molto pratici e concreti, occorre formare e sensibilizzare i bambini sin dalla scuola primaria, da un lato insegnando l’importanza del rispetto degli altri del significato di empatia (mettersi nei panni dell’altro), trasferendo concetti fondamentali legati alla sicurezza dei propri dati e alla tutela della reputazione personale. Nello scenario che si presenta esistono sempre tre figure predominanti: il cyberbullo (in buona percentuale è già stato vittima in passato a sua volta), la vittima (vera vittima solo se nasconde la realtà dei fatti e non ne parla con nessuno) e quella che fa la differenza nel bene o nel male, lo spettatore. In quest’ultimo caso si hanno due scelte: omertà o richiesta di aiuto. Nel primo caso si è a conoscenza di quanto sta accadendo ma non si interviene per paura di passare per spioni o semplicemente perché si pensa non sia poi così grave. In tal caso suggerisco sempre ai ragazzi di provare a mettersi sempre nei panni di colui che subisce i soprusi e le angherie del cyberbullo. Restando in silenzio e ignorando quanto sta accadendo lasciamo evolvere una situazione che potrebbe degenerare in qualcosa di spiacevole, nel migliore dei casi sedute in cura dallo psichiatra piuttosto che isolamento in casa e cambio della scuola frequentata, nel peggiore dei casi al suicidio. In tal caso si è colpevoli quanto il cyberbullo. Quello che si deve fare è intervenire subito, non appena ci si accorge che uno degli amici è preso di mira da altri. Fare gruppo e isolare il cyberbullo e nel caso non si riesca rivolgersi a un adulto che può essere a scelta un genitore o l’insegnante di riferimento. La tempestività dell’intervento è di
Cyberbullismo, al via campagna Moige
In occasione del Safer Internet Day
Libertà di modem e router, Agcom apre consultazione per regolare il mercato
Valutare di regolamentare il mercato dei modem e dei router, dispositivi che i consumatori devono poter scegliere liberamente e consapevolmente, secondo i principi della neutralità della rete. È questo l’obiettivo di un provvedimento che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha adottato e sottoposto a consultazione pubblica (della durata di 30 giorni). Il provvedimento riguarda possibili misure per la libera scelta delle apparecchiature terminali da parte di consumatori e utenti finali di servizi di connessione ad una rete pubblica di comunicazioni o di servizi di accesso ad internet (https://www.agcom.it/consultazioni-pubbliche). In questa ottica, pratiche commerciali quali la vendita vincolata dei terminali da parte dell’operatore o altre restrizioni contrattuali alla libertà di scelta degli apparati devono quindi essere approfondite per prevenire restrizioni non necessarie alla libertà dei consumatori. “Su questo segmento di mercato – ha spiega Antonio Nicita, relatore del provvedimento – è necessario garantire due legittime esigenze. La prima è quella di efficienza e semplicità per le imprese che forniscono spesso il terminale come parte del ‘pacchetto’ proposto dall’operatore telefonico alla sottoscrizione del contratto, perché ciò semplifica le attività di attivazione della linea e di assistenza sia per il cliente che per l’impresa. La seconda esigenza è quella di garantire libertà di scelta soprattutto per i consumatori digitalmente più evoluti, i quali talvolta preferiscono invece utilizzare apparati diversi da quelli forniti dall’impresa telefonica, al fine di avere accesso a servizi e prestazioni più personalizzate”. Milioni di consumatori utilizzano apparecchiature terminali per la connettività a reti di comunicazioni aperte al pubblico e per accedere in maniera affidabile, efficace e sicura ad Internet. Queste apparecchiature devono essere conformi agli standard tecnici di interoperabilità con la rete ed essere sicure e affidabili per il consumatore, migliorando al contempo l’informazione e la trasparenza dei prodotti e servizi offerti, per rendere il consumatore consapevole di vantaggi e svantaggi delle offerte separate rispetto a quelle bundle. L’Autorità intende con la consultazione coinvolgere il numero più ampio di soggetti interessati – consumatori, fornitori di servizi di accesso, produttori, distributori e installatori di apparecchiature, associazioni – al fine di acquisire i diversi punti di vista e favorire una scelta libera e consapevole da parte degli utenti della rete. Le domande poste in consultazione mirano innanzitutto a chiarire il perimetro di analisi e identificare prodotti e servizi rientranti nelle apparecchiature terminali; in secondo luogo raccogliere elementi e informazioni per individuare le problematiche e le possibili barriere all’utilizzo che possono derivare dalla complessità dei prodotti e dal grado di innovazione tecnologica; in terzo luogo valutare l’opportunità di intervenire con eventuali misure e regole di condotta a garanzia della libertà e della qualità dei servizi di accesso a reti pubbliche di comunicazioni e di accesso a Internet. The post Libertà di modem e router, Agcom apre consultazione per regolare il mercato appeared first on Key4biz.
Canzoneitaliana.it
Canzone Italiana è una piattaforma per l’ascolto on line del patrimonio sonoro di oltre un secolo della canzone italiana, dal 1900 al 2000 e nasce con l’obiettivo di diffondere questa parte della nostra cultura a un target multigenerazionale. Il progetto è nato con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la SIAE e del colosso svedese della musica in streaming Spotify. Hanno contribuito inoltre le associazioni di produttori indipendenti, autori, interpreti, musicisti, esperti, privati collezionisti. Caratteristica distintiva del sito è il recupero storico, analitico e ragionato di una produzione fono discografica che si presenta oggi, soprattutto in rete, dispersa e non organizzata. Il patrimonio del portale comprende: Il catalogo di incisioni edite dell’ICBSA insieme a materiale inedito (soprattutto legato alla tradizione popolare e demo-etno-antropologica). Questi materiali sono consultabili per genere, autore, interprete, musicista, ecc. unitamente a sezioni tematiche (vere e proprie playlist) e a materiali grafici delle produzioni, per offrire un panorama quanto più completo del patrimonio inciso della canzone italiana. Le raccolte tematiche che sono il risultato dell’organizzazione dei brani in itinerari musicali. Queste play list rappresentano un livello di approfondimento maggiore e sono curate da famosi artisti italiani e dai più importanti esperti del settore. Diviso in quattro grandi are: “1900-1950”, “1950-2000”, “Tradizioni popolari” e “Contributi speciali”, il Portale mette a disposizione in streaming gratuito oltre 22 mila brani provenienti dai fondi dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi corredati dalle schede degli storici musicali che hanno selezionato e contestualizzato decine di playlist. Oltre a offrire una panoramica completa della musica italiana, il Portale ne documenta le origini popolari, anche attraverso il patrimonio di registrazioni inedite, ma anche quelle colte, con le arie e romanze della produzione a 78 giri risalenti ai primi del Novecento. L’ambiente è colorato e ricco di immagini, principalmente occupato dagli audio player e nel complesso la struttura è davvero semplice da consultare, sia nel caricare i contenuti audio, sia nell’utilizzo da parte degli utenti. L’accesso ai brani è diretto e semplice per chiunque, con il motore di ricerca che consente di navigare l’enorme database della piattaforma. Fruibile in 8 lingue, qui gli appassionati di musica italiana potranno trovare un’ampia offerta di materiale multimediale e interattivo, facilmente accessibile e raggiungibile in pochi semplici click. Contenuti: @@@ Grafica: @@ Usabilità: @@@ Legenda: @ sufficiente; @@ buono; @@@ ottimo The post Canzoneitaliana.it appeared first on Key4biz.
Energia pulita, la Cina ha investito 44 miliardi nel 2017 e in Europa le rinnovabili superano il carbone
La Cina continua la sua marcia forzata verso la green economy e la low carbon economy. Secondo i dati dell’ultimo Report dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA), il grande Paese asiatico ha investito l’anno passato oltre 44 miliardi di dollari in progetti di clean energy, non solo in patria, ma anche in altri mercati. Praticamente, in un anno la Cina ha investito il 37% in più in soluzioni tecnologiche per l’energia pulita (nel 2016 aveva speso circa 32 miliardi di dollari in questo settore). Come ha spiegato uno degli autori del Rapporto, Tim Buckley, “la Cina sta progressivamente prendendo il posto degli Stati Uniti nel mercato delle tecnologie a basso impatto ambientale e in quello delle soluzioni per l’energia pulita, quindi anche delle rinnovabili”. “Il nuovo corso voluto dall’amministrazione Trump, di quasi totale disimpegno del Paese nell’affrontare i cambiamenti climatici e promuovere la green economy – ha evidenziato il ricercatore – ha di fatto aperto le porte al nuovo investitore cinese che presto sarà leader di diversi settori tecnologici in chiave rinnovabili e clean energy, ma anche dello storage e della mobilità elettrica”. Tutte aree di investimento, queste ultime, che nei prossimi anni saranno le leve strategiche di una nuova fase di crescita e innovazione a basso impatto ambientale, con l’affermazione di nuove tecniche e tecnologie che consentiranno l’affermazione dell’eMobility (auto, veicoli di ogni grandezza, scooter, biciclette), grazie a infrastrutture energetiche e di ricarica più diffuse ed efficienti, ma anche allo sviluppo delle nuove batterie per l’accumulo dell’energia generata da fonti rinnovabili. Qualcosa inizia a muoversi anche in Europa e si fa strada in maniera sempre più decisa l’economia decarbonizzata, o low carbon economy, con un nuovo record delle rinnovabili sul carbone. Nel 2017, secondo dati Eurostat, l’Unione europea ha visto generare più energia elettrica da vento e sole (l’idroelettrico non è stato preso in considerazione) che dal vecchio carbone. L’energia pulita in Europa è aumentata del 12% l’anno passato, un dato che è più del doppio di quanto registrato nel 2010. Complessivamente, conferma anche uno studio Sandbag/Agora, l’energia generata dalle rinnovabili è arrivata a 679 terawattora contro le 669 generate dal carbone. Oggi, il 15% delle emissioni nocive deriva proprio dall’industria del carbone e i suoi 258 impianti distribuiti in tutta l’Europa. Fattibilità a parte, abbiamo il dovere di insistere sulla strada della decarbonizzazione dell’economia e di fare di tutto ciò che in nostro potere affinchè entro il 2030 si raggiunta il 35% di energia generata dalle rinnovabili in tutta l’Unione. The post Energia pulita, la Cina ha investito 44 miliardi nel 2017 e in Europa le rinnovabili superano il carbone appeared first on Key4biz.
Connetti la tua impresa all’IoT

Di Maciej Kranz Franco Angeli editore Data di pubblicazione: gennaio 2018 ISBN: 9788891760708 Prezzo: € 30,00 Pagine: 240 Miliardi di dispositivi nel mondo vengono connessi tra loro: l’IoT sta diventando uno dei trend tecnologici più attuali. Ma l’IoT non è solo una questione di tecnologia e di dispositivi: il suo fulcro è nei risultati commerciali che si possono ottenere e nell’organizzazione delle persone; è in un nuovo modo di fare business e di gestire il cambiamento; è nella migrazione verso tecnologie e strutture aziendali aperte, basate sul co-sviluppo e sugli ecosistemi di partnership. L’azienda che abbraccia l’IoT intraprende un percorso che può durare diversi anni e prevedere più fasi, che può ridefinire completamente un settore e consentire di sbaragliare i competitor. Come implementare l’IoT nella vostra azienda? Come ridisegnare i modelli di business? Come affrontare il cambiamento organizzativo che deriva? “Connetti la tua impresa all’IoT” propone strategie adattabili a diversi settori di mercato e ad aziende di dimensioni differenti; vi permetterà di identificare quali aree della vostra struttura sono pronte per essere rinnovate sulla base dell’IoT, definendo i miglioramenti da apportare e indicando il percorso da seguire. Un’ampia gamma di casi reali mostra come molti dei brand più conosciuti al mondo abbiano adottato l’IoT, ottenendo un miglioramento sorprendente dei processi e dei risultati. E mostra anche come si possa partire con progetti contenuti, che toccano solo in parte le operation il remote control, l’analisi predittiva o la manutenzione preventiva: ambiti che offrono quick win e un ROI chiaro, per ridurre i costi e incrementare l’uptime Maciej Kranz è vicepresidente del Corporate Strategic Innovation Group di Cisco Systems e si occupa di IoT dal 2000. Dirige il team che si occupa di incubare nuove unità di business, accelerare l’innovazione interna e promuovere la co-innovazione con clienti, partner e startup attraverso una rete globale di Cisco Innovation Centers. Prima di svolgere questo ruolo è stato direttore generale del Connected Industries Group di Cisco, incaricato di sviluppare il business basato sull’IoT nei più importanti mercati industriali. The post Connetti la tua impresa all’IoT appeared first on Key4biz.
GDPR facile con le soluzioni Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia
Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia annuncia le funzionalità delle proprie soluzioni software che facilitano l’approccio al GPPR, General Data Protection Regulation. In anticipo sulla scadenza di fine maggio, gli utenti troveranno così il supporto tecnologico nell’applicazione del nuovo regolamento europeo di protezione dei dati Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, tra i primi fornitori di software, informazioni e servizi per il mondo dei professionisti che operano nell’area fiscale, del lavoro e piccola e media impresa, annuncia nuove funzionalità delle proprie soluzioni che faciliteranno gli utenti nell’applicazione del regolamento europeo che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio 2018. Tra poco meno di 5 mesi, i professionisti italiani dovranno fare i conti con la nuova disciplina, poiché ogni giorno trattano una mole considerevole di dati personali riferiti ai dipendenti, collaboratori, clienti e fornitori. Gli studi professionali, come le grandi e le piccole e medie imprese, saranno sempre più ritenute responsabili dei dati che raccolgono, analizzano e gestiscono. Ad esempio, il progetto Genya, l’innovativa soluzione di Wolters Kluwer Tax&Accounting Italia, contribuirà al raggiungimento della compliance alla normativa GDPR. Gli Studi professionali dovranno rispettare l’obbligo derivante dalla nuova regolamentazione che è in vigore già dal 24 maggio 2016 ma che sarà applicata dopo un periodo di transizione di due anni, a partire dal prossimo 25 maggio 2018. Il progetto Genya ha contribuito con decisione alla trasformazione digitale dei professionisti italiani. Ha infatti rappresentato davvero un’innovazione per il mondo professionale nazionale, un software completamente diverso da qualunque altro software sul mercato e completamente sul cloud. Sono stati introdotti in successione il modulo Bilancio, seguito dal modulo Dichiarativi e Contabilità, unitamente a numerose nuove funzionalità delle soluzioni integrate nella Suite Genya. Dunque un progetto che genera una notevole mole di dati che vanno debitamente protetti e tutelati. “Proprio la fruibilità sul cloud e l’accessibilità anche in mobilità ci ha mosso all’introduzione nel progetto Genya di funzionalità protettive nell’alveo delle regolamentazioni europee. Il GDPR è un regolamento con il quale la Commissione Europea intende rafforzare e unificare la protezione dei dati personali entro i confini dell’UE e abbiamo cercato di favorire la compliance dei nostri utenti muovendoci per tempo con l’introduzione di misure protettive automatiche.” sottolinea Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia. I professionisti dovranno, per arrivare pronti all’appuntamento con il GDPR, spuntare una sorta di check list che comprende punti quali la consapevolezza dei cambiamenti imposti dalla nuova regolamentazione, l’organizzazione necessaria ad attribuire le responsabilità, il censimento dei dati e dei processi di trattamento. The post GDPR facile con le soluzioni Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia appeared first on Data Manager Online.
Il digitale, il grande (quasi) assente della campagna elettorale 2018
Il digitale è veramente il grande assente? Non possiamo che confermare l’articolo di Luigi Garofalo, pubblicato ieri su Key4biz. Cosa dovrebbero fare i partiti, i movimenti, le coalizioni? Certamente occuparsi della “società dell’informazione”, nella quale da anni già viviamo, ma che pare non essere diventata un “nuovo paradigma” per l’Italia e gli italiani. Alcune idee e proposte: Il Parlamento dovrebbe istituire una commissione permanente per occuparsi in modo sistematico e completo di tutti i temi, gli argomenti, le problematiche della società dell’informazione, dell’amministrazione digitale, della sanità digitale, della scuola digitale, del commercio elettronico, del telelavoro, dei diritti digitali, dell’economia digitale, della robotica, dell’Intelligenza Artificiale, ecc. Il legislatore dovrebbe semplificare il Codice dell’Amministrazione digitale (avendo perso l’occasione della legge 124/2015, art. 1 lettera m) e renderlo un vero “Codice” con 15 articoli, rinviando tutto alle regole tecniche (tramite specifici decreti e non tramite linee guida che non sono state definite nell’attuale codice), introducendo un sistema di sanzioni/premi per gli enti pubblici che applicano il Codice e le regole tecniche nei tempi stabiliti; Definire e attuare un piano di interventi informativi e formativi sul digitale per i cittadini (fonti del diritto in rete; come conoscere ed esercitare i diritti digitali; come presentare istanze alle P.A.) Presa in carico da parte del nuovo Parlamento e del Governo delle analisi e delle conclusioni della Commissione d’inchiesta sul livello di innovazione e digitalizzazione delle P.A. (presieduta dall’on. Paolo Coppola; relazione finale dell’on. Enza Bruno Bossio). Riorientare il piano della scuola digitale coniugandolo con l’alternanza scuola/lavoro e nell’ottica della formazione permanente e lungo tutto il percorso di vita Rafforzare la funzione e le iniziative di e-learning nelle università statali e non. Adozione di politiche per la qualità dell’informazione nei servizi informativi on line Rafforzare l’opera del Garante della privacy per la protezione dei dati personali (anche a supporto dell’applicazione del regolamento UE 679/2016 sulla protezione dei dati personali) Definire politiche pubbliche sulla sicurezza informatica, sempre più necessaria per l’affermazione di un digitale sostenibile ed affidabile. Quanti deputati e senatori saranno in grado di occuparsi (realmente e con competenza) del digitale nel nuovo Parlamento? Per approfondire: Banda larga, 5G, Pa Digitale, Cybersecurity e Fintech, i programmi di PD e M5S a confronto The post Il digitale, il grande (quasi) assente della campagna elettorale 2018 appeared first on Key4biz.
Esoscheletro per operai Ford a Valencia
Un guscio esterno in titanio e carbonio agevola il lavoro