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News e comunicazioni

Diabete, come tenerlo a bada con la pillola “sugar killer”

Basta assumerne una la mattina per ridurre il glucosio e combattere il diabete di tipo 1

Uno dei problemi principali dei pazienti affetti da diabete è che ogni giorno sono soggetti, nonostante l’insulina, a sbalzi glicemici molto fastidiosi. Assumere una pillola di Sotagliflozin la mattina prima di colazione consente di regolare il glucosio e ridurre la quantità di insulina necessaria ogni giorno per contrastare la morte prematura delle beta-cellule del pancreas.

Si tratta di una ricerca che apre la strada a un nuova terapia per chi è affetto da diabete di tipo 1, patologia che colpisce oltre 300 mila persone solo nel nostro Paese, nonstante almeno 1 milione di persone ne siano inconsapevoli . Un recente studio ha scoperto l’anticorpo che predice l’insorgenza di questa malattia, attraverso un semplice test del sangue, e pare che i ricercatori siano sempre più vicini allo sviluppo dell’immunoterapia.

L’Empagliflozin e il Canagliflozin hanno già dimostrato di essere in grado di ridurre di un terzo la mortalità nei pazienti con diabete di tipo 2.  La fase di studio clinico si è appena conclusa con l’assunzione della pastiglia da parte di migliaia di persone. Gli esiti sono stati pubblicati sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine e sono appena presentati al Congresso Europeo sul Diabete (EASD) in corso a Lisbona.

Un abbassamento stabile della glicemia

Allo studio ha preso parte anche il professor Paolo Pozzilli, Ordinario di Endocrinologia e Malattie Metaboliche presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM). “La sperimentazione – ha detto il professore – ha accertato che questo nuovo farmaco, che fa parte della classe dei cosiddetti inibitori del riassorbimento del glucosio a livello renale, consentendone l’eliminazione attraverso le urine, è in grado di ridurre il suo assorbimento anche a livello intestinale. I pazienti che hanno partecipato al trial clinico, grazie all’assunzione di questa compressa hanno registrato una significativa riduzione del fabbisogno insulinico e un notevole miglioramento nei livelli dell’emoglobina glicata, che è indice di buon controllo del metabolismo: in particolare, il farmaco è riuscito ad abbassare la loro glicemia e a mantenerla stabile nonostante, nel contempo, fosse stato ridotto loro l’apporto d’insulina”.

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