In Italia spopolano le app di incontri, sono tra le più pagate
Occupano quattro delle prime dieci posizioni
Boom mercato app, spesa mondiale a 86 miliardi dlr nel 2017
Studio, 175 miliardi le app scaricate, le usiamo per 3 ore al dì
ProtonMail porta la sua rete sicura su Android
ProtonVPN è finalmente disponibile sul Play Store e permette a chiunque di sfruttare la navigazione protetta offerta dalla compagnia svizzera. Anche gratis Quando un gruppo di scienziati del Cern si era messo al lavoro su ProtonMail, in pochi pensavano a una simile diffusione a livello globale. Il motivo? Uno sponsor come Edward Snowden, utente della prima ora, ha contribuito a far conoscere a un vasto pubblico il client di posta, che sfrutta la crittografia end-to-end per proteggere le comunicazioni degli iscritti. In anni in cui il Datagate e gli artifizi delle agenzie federali hanno messo a dura prova la privacy dei cittadini online, ProtonMail si è posta come piattaforma di assoluto valore per riprendersi un po’ di quella libertà perduta con la convinzione che le identità digitali fossero al sicuro da occhi indiscreti, anche utilizzando tool di terze parti. Dopo un tale successo, i ragazzi svizzeri hanno lanciato anche su Android ProtonVPN, per semplificare una navigazione al riparo dagli spioni. Come funziona Come qualsiasi altro servizio di virtual private network, ProtonVPN sfrutta tunnel cifrati per veicolare la richiesta e l’invio dei dati durante il browsing. Che si tratti di un portale con suffisso HTTPS o, peggio, HTTP, l’app trasferisce il traffico su propri canali, assicurandone l’anonimato. Sinora l’app era disponibile solo in versione PC e in beta ma la buona risposta di pubblico ha spinto gli sviluppatori a sbarcare su Android, il sistema presente su oltre l’80% degli smartphone al mondo. Ma ciò che è più importante è che ProtonVPN si può usare anche gratis, seppur con il limite di un’attivazione per un solo dispositivo e server dislocati su tre paesi invece del vasto catalogo presente per chi decide di sborsare un canone mensile, da 4 a 24 euro, a seconda delle esigenze. The post ProtonMail porta la sua rete sicura su Android appeared first on Data Manager Online.
Apple aprirà un nuovo campus negli USA
Saranno oltre 20 mila i professionisti che entreranno a far dello staff della Mela tra nuovi e vecchi uffici, tra cui il quartier generale da scoprire entro l’anno L’economia americana si basa in gran parte sulle multinazionali hi-tech. Dopo esser partiti dalla Silicon Valley, i big hanno posizionato locali strategici in lungo e in largo per gli States, creando occupazione e incentivando la produttività interna che è tanto cara a Donald Trump. Proprio il tycoon sarà felice di sapere che entro la fine del 2018 Apple svelerà la location del suo nuovo quartier generale, pronto ad ospitare migliaia di ingegneri e professionisti. Lo ha affermato la stessa compagnia, spiegando come la mossa porterà nelle casse del governo 350 miliardi di dollari in contributi nei prossimi cinque anni. Poco si sa circa il progetto di Cupertino se non che, come già successo ad Austin in Texas, la nascente struttura si focalizzerà principalmente sul ruolo tecnico dei dipendenti per poi (ma non è sicuro) aprirsi magari ad altre attività (la Apple Car?). Più moneta per Washington Attualmente ci sono circa 84 mila dipendenti Apple in giro per gli Stati Uniti, che presto saranno incrementati di ulteriori 20 mila, da dislocare sia negli uffici preesistenti che in quelli di prossima fattura. “Apple ha una storia di successo che poteva aver luogo solo in America – si legge sul post pubblicato sul sito ufficiale – per questo siamo fieri di aver supportato la crescita dell’economia del nostro paese. Abbiamo un profondo senso di responsabilità nel restituire alle persone che hanno creduto in noi quanto si meritano”. Nonostante i numerosi dissensi tra l’attuale governo e la Mela, Apple è il principale contribuente federale privato, con circa 38 miliardi di dollari versati in tasse di rimpatrio, sulla scia delle recenti modifiche alle leggi interstatali. The post Apple aprirà un nuovo campus negli USA appeared first on Data Manager Online.
Snapchat: la nuova interfaccia non piace a nessuno
Molti utenti si lamentano per il restyling di Snapchat e in particolare per la posizione delle Storie Abbandonare la strada vecchia per quella nuova non è sempre positivo. In questi giorni Snapchat ha rilasciato in Canada, Australia e Gran Bretagna un’app rinnovata in cui i contenuti social hanno maggiore risalto e i post condivisi dagli amici sono separati da quelli dei media e influencer. Secondo le analisi di Sensor Tower e riportati da TechCrunch, la novità ha riscosso pareri piuttosto negativi. La chat che Facebook ha copiato per diversi aspetti ha ottenuto diversi commenti negativi su App Store. L’83% dei feedback è accompagnato da 1 o 2 stelle su una scala di 5. Le critiche sono piovute su Snapchat anche attraverso gli altri social network e in particolare su Twitter. L’aspetto che maggiormente ha suscitato l’ira degli utenti è stato l’aver spostato le Storie, funzione tra le più utilizzate sulla piattaforma, all’interno della sezione dedicata ai messaggi privati. Il 2018 non è iniziato nei migliori dei modi per l’app di messaggistica. Un’inchiesta ha rivelato che i suoi utenti sfruttano pochissimo le funzioni su cui l’azienda ha deciso di puntare e nonostante le grandi aspettative la quotazione alla Borsa di Wall Street al momento si è rivelato un affare decisamente poco redditizio. A tutto ciò si aggiunge il fatto che gli occhiali intelligenti Spectacles sono stati un flop. The post Snapchat: la nuova interfaccia non piace a nessuno appeared first on Data Manager Online.
L’anno dei record: Akamai fa il punto sui trend degli acquisti online del 2017

Il traffico mobile batte quello da desktop: il 56% del traffico del 24 dicembre proviene da smartphone. Gli utenti iOS spendono in media di più ma il conversion rate è maggiore sui dispositivi Android Il 2017 è stato l’anno dei record nel settore retail: iniziando dal Prime Day di Amazon che ha generato 1 miliardo di dollari di vendite (il 60% in più rispetto alla stessa giornata dell’anno precedente), passando per il Singles’ Day durante il quale Alibaba ha raggiunto il record di 25 miliardi di dollari (il 39% in più rispetto al 2016), fino alle giornate del Black Friday e del Cyber Monday, che hanno generato oltre 11,5 miliardi di dollari di fatturato. Uno dei maggiori trend registrati nel corso dell’anno è stato un cambiamento significativo nelle abitudini d’acquisto: molti clienti sono passati allo shopping online, comportando un calo delle visite nei negozi fisici. Tra le tre principali piattaforme per lo shopping online (desktop, mobile e tablet), i dispositivi mobile hanno svolto un ruolo cruciale durante la stagione festiva del 2017. Infatti, quasi il 40% delle entrate del Black Friday è stato generato da smartphone e i ricavi del Cyber Monday ottenuti via mobile sono aumentati del 32,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il record di 1,59 miliardi di dollari. L’ultimo picco di attività del 2017 per i retailer è stato registrato durante la settimana che precede il Natale, quando la piattaforma di Akamai ha rilevato un’impennata di traffico. Anche durante questo periodo, gli smartphone hanno giocato un ruolo centrale. Con l’avvicinarsi del Natale il traffico proveniente dai dispositivi mobile ha superato quello da desktop: il 24 dicembre ha infatti raggiunto il 56%, superando persino la quota del traffico mobile durante il Black Friday (50%). Questo dato è probabilmente dovuto al fatto che gli utenti, in quei giorni, hanno trascorso meno ore davanti ai PC in ufficio o a casa, preferendo la semplicità dello shopping da mobile. Il conversion rate della settimana che precede il Natale non è stato solo significativamente più alto della baseline di ottobre 2017 ma durante i primi quattro giorni della settimana ha superato persino il tasso di conversione del Cyber Monday. Con l’avvicinarsi del Natale, tuttavia, il conversion rate ha registrato un calo consistente, probabilmente per via dei tempi di consegna dei regali, mentre durante gli ultimi due giorni della settimana ha ricominciato a salire, a dimostrazione del fatto che molti utenti hanno approfittato delle offerte last minute come la possibilità di acquistare online e ritirare in negozio. Durante il Black Friday e il Cyber Monday è stato confermato il trend che vede gli utenti iPhone spendere di più rispetto a quelli Android: la spesa media per ordine è infatti stata maggiore per gli utenti dei dispositivi iOS. Tuttavia, sebbene durante il Black Friday il traffico sui dispositivi iOS sia stato superiore del 126% rispetto ai dispositivi Android, il tasso di conversione su questi ultimi ha superato quello dei dispositivi Apple, confermando la teoria che, mentre gli utenti iOS sono generalmente portati a spendere di più, gli utenti Android sono più “tech-savvy” e a proprio agio con gli acquisti online. “Il 2017 ci ha insegnato che ogni periodo festivo può essere un’occasione per migliorare i risultati di conversione rispetto all’anno precedente e massimizzare i propri profitti. Con l’avvicinarsi di San Valentino e di Carnevale, non passerà molto tempo prima che i siti e le app retail registrino nuovi picchi di traffico. Ecco perché è importante iniziare già da adesso a ottimizzare le proprie app, i siti e le infrastrutture per offrire esperienze digitali più coinvolgenti e ottenere risultati significativamente migliori”, ha commentato Alessandro Livrea, Country Manager di Akamai Italia. The post L’anno dei record: Akamai fa il punto sui trend degli acquisti online del 2017 appeared first on Data Manager Online.
Twitter ha letto i tuoi messaggi privati
Alcuni dipendenti di Twitter affermano in un video girato di nascosto che l’azienda spia profili e messaggi privati degli utenti Twitter non sarebbe così attenta alla privacy degli utenti come dichiara di essere. Il social network è accusato dai suoi stessi dipendenti non solo di leggere e archiviare i messaggi privati ma anche i post che vengono cancellati. La scoperta è stata fatta da Project Veritas, sito di denuncia contro la corruzione in ambito pubblico e privato fondato dall’attivista James O’Keefe, che ha diffuso un video girato in segreto in cui alcuni membri del team di Twitter confessano questa pratica illecita. Nel filmato viene mostrato Clay Haynes, Network Security Engineer di Twitter, che parla di un team di 300-400 persone adibito allo spionaggio dei profili e dei messaggi diretti degli iscritti. Non solo, un altro ingegnere dell’azienda di San Francisco, Pranay Singh, afferma che il sito di microblogging è particolarmente interessato ai dettagli più piccanti ed intimi ed in particolare ai contenuti di natura erotica: “Tutti i tuoi messaggi sessuali e le tue foto di peni sono sul mio server ora. Tutte le tue mogli illegittime e le ragazze con cui ti stai divertendo sono sul mio server”. Twitter, che da qualche tempo è diventata molto più rigorosa quando si tratta di hate speech, ha immediatamente smentito di spiare gli utenti tramite una dichiarazione a Buzzfeed: “Non esaminiamo i messaggi diretti in modo proattivo. Un numero limitato di dipendenti ha accesso a queste informazioni per scopi legittimi, e applichiamo rigorosi protocolli di accesso per quei dipendenti”. The post Twitter ha letto i tuoi messaggi privati appeared first on Data Manager Online.
L’Information management è la chiave per catturare la trasformazione
A cura di Teresa Roma, Business Line Manager di System Evolution, azienda di Kirey Group È ormai evidente come nell’era dell’industria 4.0, la digitalizzazione dei processi, Internet, il mobile e i social network abbiano generato una quantità enorme di informazioni. Si tratta però di una mole la cui qualità e certezza nell’analisi spesso sono ancora dubbie. Big data, analytics e data science diventano sempre più strategici per le grandi aziende italiane, impegnate ad estrarre valore e conoscenza dalla moltitudine di dati raccolti, in un contesto dove chiaramente il loro valore non consiste nella raccolta stessa, ma nella vera capacità di usare le informazioni per generare innovazione. L’era della consapevolezza Da oltre 20 anni mi occupo di business intelligence e ho vissuto in prima persona la profonda trasformazione di questo settore. Il primo grande traguardo notevole che credo sia stato raggiunto nel tempo è la consapevolezza dell’importanza di adottare processi aziendali strutturati. Le aziende italiane, infatti, oggi percepiscono l’urgenza di dotarsi di un sistema di gestione delle informazioni che vada a valorizzare tutte le parti del processo, in modo che il management possa averne il pieno controllo e gestire di conseguenza il proprio business. Hanno compreso come operare sui processi aziendali consenta di ridurre i rischi e anticipare le esigenze interne ed esterne, pensare a nuovi prodotti e servizi per proporli in modo giusto ed al momento giusto. Recenti dati di mercato confermano questa maggiore consapevolezza, evidenziando come oggi l’Italia investa oltre un miliardo nei big data, con un aumento di oltre un quinto degli investimenti rispetto allo scorso anno, principalmente per migliorare il rapporto con il cliente, aumentare le vendite, ridurre il time to market ed ampliare l’offerta di prodotti e servizi. In questa nuova era, le analytics svolgono un ruolo chiave perché consentono di costruire modelli per descrivere la realtà dei processi interni ed esterni; modelli dinamici che sono in grado di seguire il flusso dei dati nel loro sviluppo fedelmente, cogliendo quella realtà sempre in evoluzione che caratterizza l’azienda moderna proiettata verso la trasformazione digitale. Se però da una parte le aziende hanno “metabolizzato” la necessità di sfruttare le informazioni, affinché questo avvenga concretamente, spesso mancano ancora competenze e figure chiave, come il Data Scientist, ruolo sempre più ambito e che Kirey Group ricerca e promuove nella propria organizzazione, perché grazie alle sue capacità nel campo degli algoritmi e delle tecnologie è destinano a diventare “il braccio armato” dell’analista finanziario e di business dei nostri Clienti. I dati, patrimonio imprescindibile per guardare al futuro Ritengo che nei prossimi anni l’Information Management si rivelerà sempre più essenziale proprio per la sua capacità di catturare il mondo mentre si trasforma, perché solo attraverso i big data e le informazioni raccolte sui social e dalle tante fonti di dati disponibili si potranno comprendere i trend futuri dei consumatori, anticipare le loro richieste e sviluppare prodotti e soluzioni in grado di rispondere alle loro nuove esigenze. Da questo punto di vista, la Business Intelligence funziona come una sorta di anticorpo che aiuta a rispondere alle esigenze del mercato e prevenire gli errori. Noi per primi in Kirey Group abbiamo adottato le analitycs in azienda per gestire lo stato di lavorazione dei progetti, pianificando i compiti dei diversi consulenti e monitorando i processi in corso. Grazie ai risultati ottenuti dallo sviluppo di una nostra pipeline abbiamo elaborato degli algoritmi che ci premettessero di prevendere quali persone e competenze dovessero essere inserite in azienda in un determinato periodo dell’anno. Questa tipologia di approccio ci permette oggi di cogliere meglio le opportunità che il mercato ci presenta, ottimizzando il nostro processo di allocazione delle risorse in modo da prevedere eventuali picchi delle richieste da parte dei clienti. L’information management facilitatore del business Un aspetto importante che caratterizza oggi il mondo dell’information management è la sua capacità di svolgere il ruolo fondamentale di “facilitatore aziendale”, dal punto di vista dell’ottemperanza alle normative, nazionali e internazionali, e ai regolamenti di settore sempre più stringenti, la cui compliance comporta una piena visione dei dati e della solidità dei processi. In ambito bancario, ad esempio, la Business Intelligence si rivela strumento fondamentale per la gestione delle frodi, consentendo di modellare i processi usando grandi quantità di dati che forniscono numeri statisticamente importanti a supporto dei modelli organizzativi, dei sistemi di competenze e delle logiche di processo adottate per prevenire, contrastare e gestire le tipologie di frode individuate. Concludendo, ritengo che i dati siano e saranno una componente fondamentale per il business anche nei prossimi 20 anni, sarà però necessario presidiarli unendo tecnologia e competenze, per la loro raccolta e, soprattutto, trasformazione. La tecnologia e le competenze, anche dal punto di vista della conoscenza delle dinamiche specifiche dei diversi mercati, sono due aspetti complementari e imprescindibili, ai quali noi di Kirey Group aggiungiamo anche la creatività che consideriamo fondamentale per poter offrire in modo concreto l’innovazione ai nostri clienti. The post L’Information management è la chiave per catturare la trasformazione appeared first on Data Manager Online.
Qualcomm riceve l’autorizzazione relativamente all’acquisizione di NXP Semiconductors
Qualcomm Incorporated ha annunciato che la Commissione Europea e la Fair Trade Commission coreana (KFTC) hanno autorizzato l’acquisizione di NXP Semiconductors N.V. da parte di Qualcomm River Holdings, sussidiaria indiretta interamente controllata da Qualcomm. L’acquisizione ha ricevuto finora 8 approvazioni sulle 9 in tutto il mondo, in attesa la decisione della Cina. “Siamo lieti che sia la Commissione Europea che la Fair Trade Commission coreana abbiano concesso l’autorizzazione all’acquisizione di NXP e siamo ottimisti sul fatto che anche la Cina si pronuncerà rapidamente a favore di questa operazione”, ha dichiarato Steve Mollenkopf, Chief Executive Officer di Qualcomm Incorporated. “L’acquisizione di NXP è complementare al portfolio globale di Qualcomm, che consentirà di offrire importanti miglioramenti in ambito automotive, IoT, sicurezza e networking oltre ad accelerare notevolmente la nostra capacità di creare valore e renderlo tangibile nel medio e nel lungo termine.” The post Qualcomm riceve l’autorizzazione relativamente all’acquisizione di NXP Semiconductors appeared first on Data Manager Online.
Audi Smart Energy Network: l’energia non è mai stata così ecologica e intelligente
Le batterie domestiche divengono accumulatori per il rifornimento delle vetture elettriche e lo sviluppo di un innovativo network energetico Le vetture a zero emissioni e le abitazioni interagiscono per dare vita a un network energetico intelligente. Per la prima volta, la tecnologia sviluppata grazie al progetto pilota Audi Smart Energy Network dialoga con il sistema elettrico globale. Un passo avanti decisivo per la stabilità e l’efficienza della rete. Audi è protagonista di un progetto di ricerca che coinvolge alcune famiglie nell’area urbana di Ingolstadt, in Germania, e nel Canton Zurigo, in Svizzera. In collaborazione con partner specializzati nella gestione delle risorse energetiche, la Casa dei quattro anelli sviluppa un’innovativa tecnologia basata sull’interazione dei sistemi fotovoltaici e degli accumulatori domestici. Il software di controllo, sviluppato dalla start-up elvetica Ampard, ripartisce intelligentemente l’energia solare in funzione del fabbisogno istantaneo o programmato della vettura, dell’abitazione e del riscaldamento domestico. Una caratteristica unica del progetto Audi Smart Energy Network consiste nell’interazione con la rete globale. Attraverso un’interfaccia di comunicazione integrata, tutti i sistemi sono interconnessi così da dare vita a una centrale elettrica virtuale e costituire un network intelligente. I dispositivi di accumulo domestici erogano una potenza bilanciata. In altre parole, compensano le differenze tra l’energia prodotta e i consumi, stabilizzando la frequenza della rete e stoccando per un lasso di tempo contenuto piccole quantità d’energia. Una soluzione che porta in dote sensibili economie. Gli utilizzatori dei sistemi fotovoltaici vedono infatti crescere l’apporto delle fonti rinnovabili ai fini dell’utilizzo personale, riducendo i costi di fornitura. “Stiamo sviluppando la mobilità elettrica nell’alveo di un sistema di approvvigionamento energetico globale che si basi sempre di più sulle fonti rinnovabili. Siamo dei pionieri, dato che per la prima volta definiamo i requisiti del mercato della potenza bilanciata, consentendo ai produttori che partecipano al progetto Audi Smart Energy Network d’immettere energia nella rete globale. Una novità assoluta per gli utenti privati oltre che un fattore determinante per la stabilità e tenuta del nuovo network”, ha affermato Hagen Seifert, responsabile Energie rinnovabili e nuovi materiali di Audi AG. Parallelamente allo sviluppo della mobilità premium senza emissioni, Audi è impegnata nella definizione di servizi sostenibili che trascendano l’auto quale prodotto. Un aspetto rilevante, a tal proposito, consiste nel coordinamento di tutti gli aspetti della vita nei quali l’auto è protagonista, con particolare attenzione ai servizi che implicano l’interazione tra vetture e ambiente. The post Audi Smart Energy Network: l’energia non è mai stata così ecologica e intelligente appeared first on Data Manager Online.