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Google presenta Chronicle, la sua agenzia per la cybersecurity

Chronicle è un’azienda nata da una costola di Google X che si occupa di facilitare, velocizzare e rendere più economica l’analisi di malware e minacce IT Google tiene molto alla sicurezza dei suoi utenti e ha quindi deciso di fare di più per garantire il massimo livello di protezione per i loro dati e facilitare il lavoro degli esperti di malware e minacce informatiche. Alphabet, la holding che controlla tutte le attività di Big G, ha presentato una nuova azienda chiamata Chronicle specializzata proprio in cybersecurity. Il CEO Stephen Gillett ha spiegato in un post che questa società nasce dal laboratorio innovativo Google X e che metterà l’intelligenza artificiale al servizio della sicurezza online. Ogni giorno, sottolinea Gillet, “vengono ignorati o scartati migliaia di potenziali indizi su attività di hacker. I team di sicurezza solitamente ne filtrano poche migliaia su cui pensano che valga la pena investigare, ma in una giornata di lavoro sono fortunati se riescono a esaminarne alcune centinaia”. Chronicle si pone quindi l’obiettivo di rendere più semplice l’analisi di malware e bug attraverso nuovi strumenti avanzati che comprendono anche il machine learning. L’azienda in particolare si concentrerà su due settori. Il primo è una piattaforma che consentirà alle imprese di comprendere e gestire i dati relativi alla sicurezza dei loro sistemi mentre il secondo si chiama VirusTotal e si tratta di un sistema di segnalazione per le minacce informatiche che Big G ha acquisito nel 2012. “Nessuno di noi – conclude Gillett – deve abituarsi all’idea del cybercrimine come parte della vita o a un controllo dei danni e a una reazione agli attacchi che siano costosi”. The post Google presenta Chronicle, la sua agenzia per la cybersecurity appeared first on Data Manager Online.

SWIFT e CSD promuovono la blockchain per il post-trade

SWIFT e i CSD (i Sistemi di deposito accentrato di titoli) uniscono le forze per dimostrare l’importanza degli standard nell’uso della DLT nei mercati finanziari, come il voto per delega e gli asset digitali SWIFT e sette Depositari Centrali Titoli (CSD) hanno firmato un Memorandum d’Intesa per dimostrare come la tecnologia DLT possa essere implementata negli scenari post-trade, ad esempio, nelle operazioni societarie quali il voto e il voto per delega. Il gruppo di lavoro si occuperà di studiare quali tipologie di prodotti possano essere creati grazie all’impiego di questa tecnologia, e come gli standard esistenti – quali ISO 20022 – possano supportarla. Abu Dhabi Securities Exchange, Caja de Valores, Depósito Central de Valores, Nasdaq Market Technology AB, National Settlement Depository, SIX Securities Services e Strate Ltd sono fra i Depositari Centrali Titoli (CSD) che partecipano al progetto DLT insieme a SWIFT. Nelle prossime settimane si uniranno al progetto anche altri CSD. Ad oggi, i processi per la gestione di titoli, specialmente in aree in cui sono richiesti contatti fra più parti, richiedono processi manuali farraginosi e complessi che spesso conducono ad errori significativi con relativi costi e rischi. Nel Memorandum d’Intesa, SWIFT e i CSD hanno definito i requisiti del prodotto per una soluzione di voto elettronica basata sul DLT che include standard (ISO 20022) e principi comuni. “Per garantire l’interoperabilità e una migrazione fluida, è fondamentale che le nuove tecnologie supportino standard gia’ esistenti come ISO 20022” afferma Stephen Lindsay, Head of Standards di SWIFT. “Sulla carta le promesse della tecnologia sono allettanti, ma è necessario lavorare molto sulla standardizzazione. C’è un chiaro valore aggiunto nel riutilizzare definizioni di business esistenti e nel facilitare l’interoperabilità fra diverse implementazioni DLT, cosa che questo progetto si propone di dimostrare”. Del Memorandum d’Intesa fa parte anche l’obiettivo di migliorare la collaborazione fra CSD nella ricerca e sviluppo della DLT per definire il ruolo delle infrastrutture di mercato nei mercati basati su DLT definendo  e sviluppando nuovi scenari applicativi per il DLT, per CSD e di post-negoziazione, come ad esempio servizi per diversi tipi di asset digitali. Inoltre, il gruppo di lavoro si concentrerà sulla creazione e sull’adattamento di standard e principi comuni per l’utilizzo del DLT fra i sistemi di deposito accentrato e l’industria finanziaria, oltre che sulla promozione dell’adozione di questi standard e principi ad altri operatori di mercato, fra cui i regolatori. A conferma dell’importanza del CSD Working Group sul DLT, l’Associazione Internazionale dei Servizi Finanziari (ISSA), ha recentemente dato il proprio sostegno al gruppo, e lo ha incluso in un gruppo  di lavoro già esistente all’interno dell’associazione. dando così a questa iniziativa una maggiore visibilità nel settore. In quanto membro dell’ISSA, il CSD Working Group sul DLT si concentrerà in un primo momento sugli asset digitali con l’obiettivo di stabilire un quadro di riferimento su come questi asset possano essere utilizzati in ambito post-trade. Il framework così identificato fornirà definizioni chiave, classificazioni, servizi e ruoli del fornitore di servizi post-trade. I risultati di questo lavoro dovrebbero essere pubblicati nel secondo trimestre. “Simo molto fieri di dare il benvenuto al CSD Working Group sul DLT all’interno di ISSA”, ha commentato Thomas Zeeb, CEO ISSA e presidente di Six Securities Services. “C’è un grande potenziale per il DLT nell’operativita’ che coinvolge i titoli e, il lavoro condotto dal CSD Working Group sul DLT affronta una sfida chiave delle tecnologie emergenti, ovvero una chiara mancanza di standards. Con l’evolversi del settore, gli standard specifici del DLT, come ISO 20022, forniranno una base fondamentale, sia in termini di contenuti di business che di approccio”. The post SWIFT e CSD promuovono la blockchain per il post-trade appeared first on Data Manager Online.

Un 2017 di crescita per Brevi

Incremento del fatturato (+7%), nuovi accordi di Distribuzione e leadership nel segmento cash&carry Il 2017 si è da poco concluso e in Brevi Spa si tracciano i primi bilanci: per l’azienda di Bergamo si è trattato di un anno di crescita, sia quantitativa che qualitativa, che ne consolida il ruolo di primissimo piano sulla scena del mercato italiano della Distribuzione IT. Il fatturato ha raggiunto quota 170 milioni di euro, in crescita dell’7% rispetto al corrispondente dato dell’anno prima: un risultato ancora più significativo, considerati alcuni fattori contrari (contrazione della numerica di settore, sviluppo del mercato on line, ingresso di competitor nel proprio spazio di mercato, ecc.). In particolare, Brevi si è confermato leader nel segmento cash&carry: una modalità distributiva che fa parte del DNA dell’azienda e ne rappresenta il fulcro del modello di business, sviluppata attraverso una rete di 28 store distribuiti sul territorio, oggi la Numero 1 in Italia per numero di punti vendita e copertura territoriale Attraverso questo network di cash&carry, Brevi rifornisce una media di 850 clienti al giorno, per un totale di circa 13.000 rivenditori su base annua: una numerica in lieve flessione rispetto al recente passato – come peraltro accade per l’intero settore IT – ma che comunque attesta inequivocabilmente il livello di penetrazione di Brevi all’interno del Canale italiano, Dal punto di vista qualitativo, la presenza sul territorio, il servizio fornito in loco e la relazione quotidiana hanno confermato la qualità del rapporto che Brevi ha con la propria clientela: una conoscenza e una fiducia guadagnate in anni di collaborazione e che sono alla base del modo di fare business, dove la persona viene sempre e comunque al primo posto. Non a caso Brevi si è aggiudicato per il terzo anno consecutivo il titolo di “Distributore dell’Anno” nel sondaggio “Channel Watch” di CONTEXT, ottenendo ancora una volta il maggior numero di preferenze da parte dei votanti, ogni anno più numerosi. E per le stesse ragioni, il punto vendita di Bergamo per il terzo anno di fila è stato votato “Cash&carry dell’Anno” agli Italian Channel Awards, i classici Oscar di settore, ed è tuttora in lizza per confermarsi una quarta volta. La crescita di Brevi si è registrata anche sul fronte commerciale: nel 2017 ha stretto importanti accordi di partnership, in particolare diventando Distributore Diretto di Lenovo e Microsoft – per la gamma Windows OEM. Vendor di primo piano a livello mondiale e che hanno scelto Brevi per espandere il proprio mercato in Italia, aprendo al Distributore orobico nuovi, importanti orizzonti di business. L’analisi del fatturato 2017 conferma il notebook e – più in generale l’area mobile – come categoria principale in termini di volumi di vendita (circa il 24% del totale, in significativa crescita rispetto all’anno prima); con la Responsabile di questa Divisione – Nicoletta Chiminello – vincitrice dell’Oscar di Account Manager dell’anno ai Channel Awards. Crescono anche storage, software e – seppur in maniera più contenuta – monitor e stampanti; stabili networking e componentistica, in lieve calo il segmento desktop. In termini di canali distributivi, anche nel 2017 Brevi Spa si è focalizzato sul Canale IT “tradizionale”, che ha confermato vivacità e dinamismo, nonostante le difficoltà del mercato. La rete cash&carry continua a rappresentare il focus del modello-Brevi e quindi ad essere oggetto di forti investimenti, sia dal punto di vista commerciale che in termini di struttura: nel 2017 i punti vendita di Ancona e Settimo Torinese sono stati trasferiti in nuove sedi, più moderne, capienti e funzionali, mentre importanti attività di restyling sono state effettuate a Genova e Vicenza. Cash&carry che sono stati anche teatro delle attività di formazione della Brevi Academy: più di 70 fra corsi, workshop e training organizzati nelle Aule Corsi di cui ormai tutti i punti vendita sono attrezzati e che mirano a supportare il business della clientela accrescendone il bagaglio di conoscenze e professionalità. The post Un 2017 di crescita per Brevi appeared first on Data Manager Online.

Aruba: certificazione Common Criteria sulle soluzioni per il controllo degli accessi di rete

La nuova certificazione Common Criteria ottenuta da Aruba ClearPass rafforza le garanzie di cyberprotezione per gli enti pubblici e le aziende di tutto il mondo Aruba, una società Hewlett Packard Enterprise, ha annunciato che Aruba ClearPass è la prima soluzione NAC (Network Access Control) nel settore della cybersicurezza ad aver ottenuto la certificazione Common Criteria, conseguita in entrambi i moduli  Network Device collaborative Protection Profile ed Extended Package for Authentication Servers. ClearPass è anche la prima soluzione NAC del settore ad aver ricevuto la certificazione come server di autenticazione. Con questa certificazione Common Criteria avanzata, governata dagli organismi di normazione ISO/IEC e assegnata dalla National Information Assurance Partnership (NIAP), la soluzione Aruba ClearPass è stata convalidata attraverso test indipendenti di laboratorio per verificarne l’aderenza a severi standard di cybersicurezza governativi e militari. ClearPass fornisce ai team IT (Information Technology) la capacità di profilare, autenticare e autorizzare intelligentemente utenti, sistemi e dispositivi per l’accesso a risorse IT e di rete. ClearPass permette agli enti pubblici e alle aziende private di avvalersi della certificazione Common Criteria quale garanzia per determinare una baseline di cybersicurezza globale, indipendente e certificabile. Gli ambienti mobili, cloud e IoT hanno imposto nuove esigenze ai professionisti della cybersicurezza. Aruba ClearPass è una soluzione progettata per questa nuova epoca di minacce e ha ricevuto la certificazione Common Criteria per il Network Device Collaborative Protection Profile dopo aver completato test imperniati su un set di rigorosi requisiti di sicurezza destinati a mitigare una serie di minacce ben definite. Questi test replicano situazioni di pericolo reali coprendo tutti gli aspetti del controllo degli accessi come cifratura crittografica, sicurezza fisica, convalida dei certificati, processing e operatività TLS/SSL. NDcPP rappresenta una baseline di sicurezza per qualsiasi dispositivo o sistema connesso a una rete. Come importante complemento al profilo NDcPP, Aruba ClearPass ha ricevuto la certificazione Common Criteria anche relativamente al modulo Extended Package for Authentication Servers. Questo package esteso valuta le funzionalità specifiche dei server di autenticazione RADIUS e permette a ClearPass di comparire sull’elenco di prodotti approvati per il programma Commercial Solutions for Classified (CSfC) della National Security Agency statunitense. I clienti governativi statunitensi che implementano sistemi di comunicazione classificati nell’ambito del programma CSfC possono dunque utilizzare ClearPass per autenticare in sicurezza l’accesso di utenti e dispositivi attraverso connessioni cablate, Wi-Fi e remote. La certificazione di Aruba è stata rilasciata dalla NIAP, un’iniziativa del governo statunitense che sovrintende a un programma nazionale che valuta i prodotti IT (Information Technology) commerciali, i cosiddetti COTS (Commercial Off-The-Shelf), rispetto alla conformità nei confronti dei test di sicurezza standard Common Criteria internazionalmente riconosciuti. I test sono stati condotti da Gossamer Security Solutions, uno dei più noti laboratori per test di sicurezza del mondo. Common Criteria è uno standard globale per la valutazione dei prodotti di sicurezza da parte di enti pubblici e aziende private che devono affrontare uno scenario nel quale le minacce si fanno sempre più complesse e pericolose. Le relative certificazioni vengono universalmente riconosciute da 28 Paesi e i prodotti certificati in una nazione sono riconosciuti da tutte le altre. La NIAP collabora anche con la NATO e con gli enti di normazione internazionali (ISO) per condividere le esperienze compiute nelle valutazioni Common Criteria e aumentare l’efficienza evitando duplicazioni degli sforzi. Per maggiori informazioni è possibile visitare il portale NIAP. “La convalida Common Criteria rappresenta il più alto livello di certificazione di sicurezza che un’azienda possa ricevere, il che proietta la soluzione NAC di Aruba a nuovi livelli”, ha dichiarato Jon Green, CTO for Security di Aruba, una società Hewlett Packard Enterprise. “Proteggere le aziende nell’era del mobile, del cloud e dell’IoT non è mai stato tanto difficile. La certificazione dimostra l’impegno di Aruba per fornire ai propri clienti le soluzioni più sicure del settore per infrastrutture di rete multi-vendor, cablate e Wi-Fi, persino se non sono reti Aruba”. “Enti pubblici e aziende continuano a cercare chiarezza attraverso il caos provocato da uno scenario di minacce sempre più complesso e sofisticato”, ha commentato Bill Buckalew, vice president of partner sales di Optiv, un importante provider di soluzioni end-to-end per la cybersicurezza con sede a Denver. “Siamo lieti che Aruba sia stata la prima a ricevere la certificazione per uno standard di sicurezza affermato come Common Criteria. Iniziative come queste intraprese dai nostri partner tecnologici chiave come Aruba rivestono un ruolo importante per consentire a Optiv di dedicarsi all’ottimizzazione completa della sicurezza — partendo dalla strategia e dalla pianificazione per arrivare direttamente all’implementazione e alla gestione — per conto dei propri clienti”. 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Fujitsu leader nel MQ di Gartner per i Managed Workplace Services

L’edizione 2018 dello studio Gartner Magic Quadrant for Managed Workplace Services, Europe, nomina Fujitsu quale Leader tra i vendor in termini di capacità di esecuzione e completezza di vision Fujitsu si è affermata per il quinto anno consecutivo quale leader nell’ultima edizione dello studio Gartner Magic Quadrant for Managed Workplace Services, Europe. Il report, pubblicato il 3 gennaio 2018, offre una panoramica del mercato dei servizi gestiti per il workplace (MWS) e delle proposte dei vendor operanti in Europa. All’interno del report gli analisti di Gartner sottolineano come: “Le aziende riconoscono sempre più spesso come i servizi MWS di nuova generazione sono essenziali per aumentare il coinvolgimento del personale, promuovere la produttività e concretizzare i vantaggi del digitale”. Nel report si afferma inoltre: ”I servizi MWS sono focalizzati sull’erogazione di un’esperienza di workplace digitale agli utenti finali affinché le aziende possano sfruttare le proprie abilità digitali nello sviluppo di nuovi servizi di business digitali. I servizi EUO (End User Outsourcing) hanno sempre adottato tradizionalmente un approccio IT-centric fornendo supporto per un unico dispositivo corporate per utente, come un computer desktop o laptop, di solito all’interno degli uffici e limitatamente alle applicazioni corporate. La natura del lavoro è tuttavia cambiata drasticamente nell’ultimo decennio. La maggior parte dei ruoli professionali richiede oggi un utilizzo esteso della tecnologia, e impone che la maggior parte dei dipendenti possa essere produttiva in ambiti diversi da quello dell’ufficio e, in molti casi, anche al di fuori del regolare orario di lavoro”. Conway Kosi, ‎SVP e Head of Managed Infrastructure Services di Fujitsu EMEIA, ha dichiarato: “Il riconoscimento di Gartner conferma la leadership di Fujitsu nel mercato MWS e della nostra applicazione di intelligenza artificiale (AI). Consideriamo la AI una tecnologia fondamentale per concretizzare i vantaggi strategici del segmento MWS, supportati in questo anche dai risultati emersi da un recente studio commissionato da Fujitsu, nel quale emerge che l’88% dei decision maker delle aree tecnologiche e business pensa che l’avvento della AI e dell’automazione robotica sarà uno dei tre principali fattori destinati a plasmare il workplace nel 2025”. “Riteniamo che Gartner abbia riconosciuto come gli investimenti significativi che abbiamo dedicato alla piattaforma AI Fujitsu Zinrai ci stiano permettendo di migliorare rapidamente le performance dei servizi erogati ai nostri clienti, con il 15% delle richieste ai service desk che viene ora risolto automaticamente. Per noi la capacità di implementare funzionalità MWS predittive, automatizzate e basate su AI si traduce in enormi vantaggi di business per i nostri clienti” ha concluso Kosi. The post Fujitsu leader nel MQ di Gartner per i Managed Workplace Services appeared first on Data Manager Online.