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Cloudera Altus Analytic DB (Beta) cambia le regole per i data warehouse in cloud

Il primo servizio cloud di data warehouse per analisi BI e SQL immediate in modalità self-service Cloudera ha rilasciato recentemente la release della versione beta di Cloudera Altus Analytic DB: il primo servizio cloud che porta il data warehouse ai dati grazie a un’architettura cloud unica e scalabile che elimina la necessità di movimentazioni dei dati complesse e costose. Basato sulla piattaforma Cloudera Altus Platform-as-a-Service (PaaS), Altus Analytic DB fornisce analisi BI e SQL immediate in modalità self-service a chiunque, in modo semplice, affidabile e sicuro. Inoltre, sfruttando il framework Shared Data Experience (SDX), analisti, data scientist, data engineer e altri possono accedere agli stessi dati e allo stesso catalogo utilizzando gli strumenti che preferiscono – SQL, Python, R – senza alcuna necessità di spostare i dati. Per molte imprese le sfide poste degli ambienti analitici esistenti hanno determinato una serie di limitazioni sia per gli analisti sia per l’IT. Reportistica e SLA, che sono fondamentali sono prioritari a causa dei vincoli sulle risorse, che limitano anche l’accesso self-service ad altre query e carichi di lavoro. Con l’obiettivo di supportare ulteriori carichi di lavoro e l’accesso oltre l’SQL, i silos di dati sono aumentati rapidamente, con conseguenti inefficienze nella gestione di molteplici copie di dati, difficoltà nell’applicazione di policy di sicurezza coerenti e problemi di governance. D’altro canto, gli utenti aziendali faticano ad analizzare i dati in questi silos e la capacità di collaborare con gruppi, tra cui data scientist e ingegneri dei dati viene limitata. Cloudera Altus Analytic DB rimuove tali limitazioni grazie alla velocità e alla scalabilità del cloud. Fulcro di Altus Analytic DB è la sua architettura unica che porta il warehouse ai dati, consentendo l’accesso diretto e iterativo a tutti i dati presenti nell’archivio cloud. Questa struttura, semplice ma potente, offre vantaggi straordinari all’IT, agli analisti business e agli utenti non SQL. L’IT beneficia di semplici operazioni PaaS per il provisioning semplice ed elastico di un illimitato numero di risorse isolate on-demand, con una semplice gestione multi-tenant e policy di sicurezza e governance coerenti. Gli analisti accedono istantaneamente in modalità self-service a tutti i dati senza mettere a rischio SLA fondamentali e con prestazioni prevedibili, indipendentemente dal numero di report o query in esecuzione. Inoltre, possono continuare a sfruttare gli strumenti e le competenze esistenti, incluse le integrazioni con i principali strumenti di BI e integrazione come Arcadia Data, Informatica, Qlik, Tableau, Zoomdata e altri ancora. Senza bisogno di spostare i dati nel database, i dati condivisi, gli schemi e il catalogo dei dati associati, sono sempre disponibili per l’accesso iterativo al di là del semplice SQL, in modo che i data scientist, i data engineer e più in generale gli utenti possano collaborare in modo ottimale. “Grazie all’architettura unica di Cloudera abbiamo aiutato i nostri clienti a modernizzare il data warehouse sia on-premise sia in cloud”, ha dichiarato Charles Zedlewski, senior vice president Product di Cloudera. “Cloudera Altus Analytic DB segue questa linea, permettendo agli analisti di ottenere, in modo ancora più semplice, un accesso dedicato e self-service per le analisi BI e SQL. Senza la necessità di trasferire i dati all’interno della piattaforma Cloudera Altus, gli utenti possono avviare rapidamente cluster per la reportistica aziendale, l’esplorazione e persino utilizzare Altus Data Engineering per distribuire pipeline di dati, sugli stessi dati e il framework Shared Data Experience senza alcun impatto sulle prestazioni o sugli SLA”. Cloudera Altus Analytic DB: le principali funzionalità Costruito con l’avanzato motore di query SQL ad alte prestazioni Apache Impala (recentemente promosso a progetto Top-Level), Cloudera Altus Analytic DB mette a disposizione delle aziende la piena potenza e la flessibilità di un moderno database analitico basato su cloud in modo rapido, semplice, affidabile e sicuro: Data warehouse va ai dati: nessuna necessità di spostare i dati nel database, risparmiando tempo e semplificando la gestione e la sicurezza IT. Analisi istantanee: senza pre-elaborazione o spostamento dei dati, gli utenti possono utilizzare immediatamente i dati – ancora e ancora – con una riduzione significativa delle tempistiche di analisi. Coerenza dei dati: tutti lavorano con gli stessi dati, schemi e strutture – analisti aziendali, analisti finanziari, data scientist, data engineer, ecc. Oltre l’SQL: l’accesso self-service flessibile consente agli utenti di collaborare su dati condivisi, utilizzando i linguaggi e gli strumenti con cui preferiscono lavorare (SQL, Python, R e altro ancora). Scalabilità cloud: flessiblità e prestazioni per ottenere analisi veloci, flessibili e convenienti. La versione beta iniziale di Cloudera Altus Analytic DB sarà disponibile su Amazon Web Services (AWS). The post Cloudera Altus Analytic DB (Beta) cambia le regole per i data warehouse in cloud appeared first on Data Manager Online.

SAP annuncia i risultati finanziari del 2017

Bill McDermott, CEO di SAP ha dichiarato: “Abbiamo promesso di crescere velocemente nel cloud – e abbiamo mantenuto l’impegno! Solo SAP continua a crescere contemporaneamente su tre fattori cloud, software e utile di gestione. L’adozione record di SAP S/4HANA ha infiammato l’intero SAP cloud. I clienti stanno inventando il prossimo modello di azienda intelligente con SAP Leonardo. Il futuro di SAP è solido come una roccia!” Full Year 2017 SAP ha costantemente raggiunto tutte le metriche sul suo outlook da quando ha fissato le sue ambizioni per il 2020 all’inizio del 2015. Il 2017 non si è comportato in modo diverso: nonostante le stime siano state riviste al rialzo nel corso dell’anno, SAP ha soddisfatto tutte le sue metriche di outlook. Per tutto il 2017, il fatturato per cloud e software è cresciuto del 6% (IFRS) o dell’8% (non-IFRS a tassi costanti), raggiungendo l’outlook dell’anno stimato al rialzo lo scorso ottobre (crescita dal 7.0% all’8.5% non-IFRS a tassi costanti). Il fatturato per cloud subscriptions e supporto è stato di €3.77 miliardi (IFRS) o €3.83 miliardi (non-IFRS a tassi costanti), raggiungendo l’outlook di tutto l’anno (€3.8 – €4.0 miliardi non-IFRS a tassi costanti). Il fatturato software è stato di €4.87 miliardi (IFRS), stabile anno su anno o in crescita del 2% (non-IFRS a tassi costanti). Il fatturato totale è stato di €23.46 miliardi (IFRS) o €23.77 miliardi (non-IFRS a tassi costanti), raggiungendo il target più alto della stima di tutto l’anno rivisto al rialzo in ottobre (€23.4 – €23.8 miliardi non-IFRS a tassi costanti). Il new cloud bookings nel corso del 2017 è stato pari a €1.45 miliardi o in crescita del 26% (fino al 30% in tassi costanti). Le nuove licenze per cloud e software sono cresciute del 17% a tassi costanti anno su anno. Cloud subscriptions e support backlog sono aumentati del 38%, raggiungendo i €7.5 miliardi alla fine dell’anno. Per tutto il 2017, il profitto operative è stato di €4.88 miliardi (IFRS) o €6.92 miliardi (non-IFRS a tassi costanti), raggiungendo l’outlook dell’anno rivisto al rialzo in ottobre (€6.85 – €7.00 miliardi non-IFRS a tassi costanti). Gli utili per azione sono aumentati del 10% a €3.36 (IFRS) e del 14% a €4.44 (non-IFRS), grazie agli ottimi risultati operativi, un altro importante contributo da Sapphire Ventures, benefici da tassa una-tantum da trasferimenti intra group, diritti di proprietà intellettuale per SAP SE e la riforma fiscale in US. La crescita rapida del business cloud di SAP insieme a un forte aumento del fatturato del supporto rendono l’andamento delle revenue sempre più predicibile. Il fatturato totale per cloud subscriptions & supporto e il fatturato per supporto software hanno rappresentato il 63% delle revenue totali nel 2017, 1 punto in percentuale in più rispetto al 2016. Il flusso di cassa operativo per tutto l’anno è stato di €5.05 miliardi, un aumento del 9% anno su anno. Il flusso di cassa libero è aumentato del 4% anno su anno e vale €3.77 miliardi. Alla fine dell’anno, la liquidità netta è stata di €1.48 miliardi. Nel 2017, SAP ha fatto un buy back di €500 milioni delle azioni e pagato dividendi per €1.5 miliardi. Fourth Quarter 2017 La veloce crescita nel cloud di SAP è continuata nell’ultimo trimestre dell’anno. I new cloud bookings sono cresciuti del 22% (31% a tassi costanti) raggiungendo i €591 milioni e rispettando la promessa di ottobre di accelerare di nuovo questa voce. Il fatturato per cloud subscriptions e supporto è cresciuto del 20% in Q4 fino a €995 milioni (IFRS) o del 28% (non-IFRS a tassi costanti). Il fatturato software è stato di €2.06 miliardi (IFRS), in decrescita del 5% anno su anno o dell’1% (non-IFRS a tassi costanti). Il fatturato cloud e software è stato di €5.81 miliardi (IFRS), in crescita dell’1% anno su anno o del 6% (non-IFRS a tassi costanti). Il fatturato totale è stato di €6.81 miliardi (IFRS) in crescita dell’1% anno su anno o del 6% (non-IFRS a tassi costanti). L’order entry per nuove licenze cloud e software è cresciuto del 13% a tassi costanti anno su anno in Q4. Il profitto operativo dell’ultimo quarter è cresciuto dell’1% anno su anno, salendo a quota €1.96 miliardi (IFRS) o del 6% (non-IFRS a tassi costanti). Nel corso del 2017 SAP ha stabilmente lavorato per migliorare il suo margine operativo. Mentre il margine operativo non-IFRS a tassi costanti è diminuito di 1.4 punti percentuali anno su anno, nella prima metà del 2017, questo ha migliorato fino a 0.9 punti percentuali anno su anno nel terzo trimestre. Come pianificato, il quarto trimestre ha segnato l’inizio di una svolta con un declino di solo 0.1 punti percentuali anno su anno.  Gli utili per azione sono aumentati del 21% a quota €1.55 (IFRS) e cresciuti del 16% a quota €1.77 (non-IFRS), riflettendo i benefici della tassa una-tantum sottolineati prima. SAP S/4HANA SAP S/4HANA, la nuova generazione di ERP di SAP, rappresenta il cuore dell’Azienda Intelligente. Con SAP S/4HANA i clienti possono semplificare sensibilmente la loro infrastruttura IT, gestire il proprio business in modalità live e reinventare i modelli di business per l’economia digitale sia con sistemi cloud che on-premise. L’adozione di SAP S/4HANA è cresciuta e alla fine dell’anno contava 7.900 clienti, il 46% in più rispetto al 2016. Nel quarto trimestre circa 1.000 clienti hanno scelto questa soluzione dei quali oltre il 40% erano nuovi clienti, non avevano cioè in casa una versione precedente dell’ERP di SAP. SAP S/4HANA continua a essere adottato dalle aziende leader di mercato, come ad esempio Standard Chartered, Puma, Emirates Group, Unilever e Philips66 solo nell’ultimo trimestre. SAP S/4HANA Cloud viene posizionato come leader in tre categorie da IDC, società di analisi di mercato: Midmarket ERP, Large Enterprise ERP e Finance & Accounting. Cirque du Soleil e Fraport AG sono tra le aziende che hanno scelto SAP S/4HANA Cloud nel quarto trimestre. SAP Leonardo SAP Leonardo combina insieme expertise profonda di processo e di industry, metodologia avanzata di design thinking e funzionalità software avanzate come IoT, Big Data, Machine Learning, Analytics, e Blockchain.

Se i clienti sono meno preoccupati per la privacy si accorcia il ciclo di vendita

Un recente studio globale di Cisco rileva che 2/3 delle aziende subiscono ritardi nelle vendite in media di due mesi dovuti alle preoccupazioni sulla privacy dei clienti. Le aziende con un approccio alla privacy maturo e consapevole il ciclo di vendita migliora, accorciandosi dell’80% I dubbi sulla gestione dei dati e sulla privacy stanno provocando ingenti ritardi nei cicli di vendita, con picchi fino al 65%, per le aziende di tutto il mondo. I risultati del nuovo studio sulla maturità delle aziende a proposito di privacy, il Cisco 2018 Privacy Maturity Benchmark Study rivela inoltre che le aziende più mature nel gestire la privacy subiscono perdite minori a seguito di attacchi informatici. Il 74% delle aziende non mature nel trattamento della privacy l’anno scorso ha subito perdite di oltre 500.000 dollari a causa di violazioni dei dati, rispetto a solo il 39% delle imprese più mature in questo senso. La maturità della privacy è un framework definito dall’American Institute of Certified Public Accountants (AICPA) e si basa sui principi di privacy generalmente accettati (General Accepted Privacy Principles – GAPP). Lo studio si basa sui risultati delle interviste a circa 3000 professionisti della sicurezza in 25 paesi a livello globale, sulla loro maturità in materia di privacy e gli effetti del trattamento della riservatezza dei dati sulla loro attività. Sorprendentemente, i due terzi degli intervistati hanno dichiarato che la riservatezza dei dati sta causando ritardi nei cicli di vendita, con un ritardo medio stimato di 7,8 settimane. Anche l’applicazione del GDPR (General Data Protection Regulation), la nuova normativa europea che entrerà in vigore nel maggio di quest’anno, volta a rafforzare la tutela della privacy e dei dati personali dei cittadini dell’Unione europea (UE), potrebbe essere tra le cause di tali ritardi. I clienti sono sempre più preoccupati dal tipo di protezione della privacy prevista dai prodotti e servizi che acquistano. Le disposizioni del GDPR si applicano a tutte le società che elaborano, memorizzano o utilizzano tali dati. Agli intervistati è stato chiesto di valutare il loro attuale livello di maturità in materia di privacy, secondo il modello standard AICPA, che definisce cinque livelli di maturità della privacy, dal meno maturo Ad hoc, Repeatable, Defined, Managed, al più consapevole e organizzato Optimized. Lo studio lo ha rilevato alcuni dati significativi, tra cui: Il ritardo medio nelle vendite per le imprese con maturità “Ad hoc” è risultato di 16,8 settimane, ma i ritardi sono minori per le imprese con livelli di maturità più elevati in termini di gestione della privacy. Le aziende “Optimized”, con processi di privacy ottimizzati, hanno registrato 3,4 settimane di ritardo nelle vendite, l’80% in meno rispetto alle aziende di maturità “Ad hoc”. Anche la collocazione geografica e il settore sembrano svolgere un ruolo significativo nella durata dei ritardi. Tenuto conto di questi ritardi diffusi e significativi, ogni impresa dovrebbe esaminare la propria situazione per valutare dove le preoccupazioni in materia di tutela della privacy dei clienti potrebbero ritardare l’attività. Oltre alla conformità alle normative, a seconda dei potenziali effetti sui ricavi e dell’attuale livello di maturità nella tutela della privacy, le imprese dovrebbero prendere in considerazione il ROI dovuto a miglioramenti dei processi di tutela della privacy e gli effetti benefici che l’adozione di tali misure potrebbero avere sulle vendite. Lo studio ‘Cisco 2018 Data Privacy Maturity Benchmark’ Dubbi e incertezze sulla riservatezza dei dati provocano ritardi nelle vendite Rispetto ad altri settori, le aziende del settore pubblico e della sanità hanno registrato in media i ritardi più lunghi, rispettivamente di 19 e 10,2 settimane. Le imprese nel settore dei servizi di pubblica utilità, farmaceutico e manifatturiero hanno registrato in media i ritardi più brevi, tutti di 3 settimane o meno. A livello geografico, in America Latina e in Messico si registrano i ritardi più lunghi, rispettivamente di 15,4 e 13 settimane. Cina e Russia hanno i ritardi più brevi, rispettivamente di 2,8 e 3,3 settimane. In Italia il ritardo medio si aggira sulle 8 settimane ½. Le organizzazioni mature in materia di privacy registrano minori ritardi nelle vendite Il ritardo medio delle vendite (in settimane) a seconda del livello di maturità della privacy è stato il seguente: Ad hoc (16,8), Repeatable (9,8), Defined (5,1), Managed (4,4) E Optimized (3,3). Dal momento che le aziende classificate ‘Defined’ hanno registrato ritardi nelle vendite inferiori del 70% rispetto a quelle del livello ‘Ad hoc’, le aziende potrebbero beneficiare in modo significativo di miglioramenti nella maturità della privacy, anche moderati. Le aziende ‘Optimized’ hanno l’80% di ritardi in meno. “Questa ricerca dimostra che una buona privacy fa bene anche al business,” commenta Michelle Dennedy, Chief Privacy Officer di Cisco, “e le imprese devono investire nella governance e nel processo di gestione della privacy dei dati per trarne i benefici.” “Oggi i clienti sono più consapevoli e quindi più attenti alla privacy dei loro dati nel momento in cui devono acquistare prodotti o servizi. Il trattamento dei dati è quindi un elemento fondamentale da considerare nel ciclo di vendita,” aggiunge Enrico Mercadante, responsabile per l’Innovazione, le Architetture e la Digital Transformation di Cisco Italia. “La buona notizia è che iniziando a prendere le giuste contromisure, anche le più basilari, per mitigare il rischio nel trattamento dei dati sensibili, le aziende, oggi, riescono a trasmettere efficacemente fiducia ai propri clienti. L’impatto positivo della maggior fiducia nel trattamento dei dati sui cicli di vendita è davvero molto diretto e rilevante. Questo report lo conferma: è il momento giusto per avviare una strategia per la protezione dei dati.” Le aziende mature nella tutela della privacy subiscono meno violazioni e minori perdite a seguito di attacchi informatici Complessivamente, il 53% degli intervistati ha riportato perdite superiori a 500.000 dollari dovute ad attacchi informatici verificatisi negli ultimi 12 mesi. Le imprese immature nel campo della tutela della privacy (quelle indicate come “Ad hoc”) hanno registrato la percentuale più alta (74%). Col crescere del livello di maturità nella tutela della privacy, la percentuale degli attacchi cala. Repetable (66%), Defined (49%), Managed (43%) e Optimized (39%). Dati i potenziali

Facebook si prepara al GDPR

Il social network invierà notifiche agli iscritti per prepararsi al rispetto delle nuove norme che verranno attuate in Unione Europea dal 25 maggio Oramai lo sappiamo a memoria: il giorno clou del general data protection legislation è il 25 maggio. Da quella data le compagnie che operano con le informazioni dei cittadini appartenenti all’Unione Europea dovranno rispettare una serie di norme che rivoluzioneranno il modo di gestire le identità personali e i contenuti digitali che entrano ed escono dal mercato continentale. In termini economici, violare un solo punto del corposo documento approvato oramai due anni fa, vorrebbe dire lasciare alla UE anche il 4% del proprio fatturato annuale, che nel caso di una big come Facebook si tradurrebbe in circa 20 milioni di euro. Ed è per questo che il team al servizio di Zuckerberg non vuole commettere nemmeno un passo falso, adottando tutte le misure necessarie a rispettare la prossima legge. Cosa succede Per questo gli iscritti al social network all’interno dell’Unione Europea vedranno presto una notifica nel loro news feed, che inviterà a dare un occhio alle impostazioni di privacy, attraverso una guida passo-passo che porterà tutti, anche i meno esperti, a rendersi conto di come vengono condivisi i vari contenuti e da chi possono essere letti. Certo, il solo testo a volte non basta, ed è il motivo per il quale Facebook ha preparato anche diversi video educativi che spiegheranno come eliminare post, nascondere le inserzioni pubblicitarie e capire le reali conseguenze di una cancellazione dell’account (evidentemente una vera preoccupazione per la compagnia che mai vorrebbe perdere anche un solo iscritto). A seguito dell’avvicinarsi del 25 maggio e in occasione del Data Privacy Day di domenica scorsa, Facebook aveva diffuso i sette principi della protezione della privacy: tu hai il controllo della tua vita digitale aiutiamo le persone a capire come vengono utilizzati i dati pensiamo alla privacy al principio della realizzazione di un prodotto lavoriamo sodo per tenere le tue informazioni al sicuro solo tu puoi gestire e cancellare le informazioni che ti riguardano seguiamo un miglioramento costante ci sentiamo sempre responsabili The post Facebook si prepara al GDPR appeared first on Data Manager Online.