Cresce la gamma dei multifunzione inkjet Epson per l’ufficio
Le nuove stampanti business inkjet di Epson assicurano tempi di espulsione della prima pagina inferiori rispetto ai modelli laser di pari prestazioni, pur consumando fino al 90% di energia in meno Epson annuncia i nuovi multifunzione della serie WorkForce Pro, particolarmente adatti per i gruppi di lavoro di piccole dimensioni: top di gamma il modello WF-C5790DWF. Pur consumando fino al 90% in meno rispetto alle stampanti laser di pari prestazioni, questi multifunzione offrono elevata velocità di stampa e un tempo di espulsione della prima pagina di appena 7 secondi sia per le stampe a colori sia per quelle in bianco e nero, partendo dalla modalità Sleep. Non solo: i nuovi dispositivi della serie WorkForce Pro si contraddistinguono anche per la velocità di scansione più elevata nel proprio segmento, pari a 24 ipm. Progettati per ridurre costi e consumi energetici, oltre che per aumentare la produttività in ufficio, i quattro modelli della serie consentono alle aziende di risparmiare fino al 50% sul costo per pagina per la stampa a colori rispetto ai modelli laser di pari prestazioni. Il nuovo sistema di taniche consente una sostituzione più semplice degli inchiostri e assicura un rendimento superiore, pari a 10.000 pagine in nero o 5.000 a colori senza sostituire i consumabili (sui modelli PDL). Riccardo Scalambra, Business Manager Prodotti Ufficio di Epson Italia, ha dichiarato: “Le stampanti e i multifunzione per piccoli gruppi di lavoro di questa serie si adattano perfettamente a qualsiasi ambiente aziendale, dagli uffici più piccoli a quelli delle grandi aziende che in precedenza utilizzavano stampanti laser e che ora vogliono non solo ridurre tempi di inattività e costi, ma anche aumentare la produttività. Grazie a queste soluzioni è possibile limitare l’impatto ambientale, migliorando la reputazione sul fronte della responsabilità sociale d’impresa.” I nuovi modelli della gamma offrono tutti i vantaggi tipici della tecnologia inkjet, consentendo di stampare con facilità e riducendo al minimo gli interventi di manutenzione richiesti, con conseguente aumento della produttività. A ciò si aggiunge la maggiore flessibilità dei supporti, possibile grazie a un processo di stampa senza contatto che non genera calore. Sempre per quanto riguarda i supporti, i multifunzione di questa serie vantano una capacità carta standard di 330 fogli, la più alta nel segmento di mercato a cui appartengono. Appositamente progettati per gli uffici, i modelli della serie WorkForce Pro offrono software e strumenti in grado di soddisfare esigenze specifiche diverse. Email Print for Enterprise, Epson Print Admin, Document Capture Pro ed Epson Device Admin aggiungono ulteriori funzionalità al dispositivo, andando oltre la stampa e la scansione. Epson Open Platform e le applicazioni nate dalla collaborazione con gli ISV estendono il potenziale dei multifunzione Epson, come nel caso del software di gestione delle stampe PaperCut. La connettività NFC, inoltre, supporta la stampa da smartphone e tablet offrendo agli utenti la flessibilità necessaria per stampare in mobilità, anche quando non si è in ufficio. La serie WorkForce Pro WF-C5000 sarà disponibile da febbraio in abbinamento a Epson Print365, un programma a costo copia che offre un servizio di assistenza tempestivo, per garantire la massima tranquillità di utilizzo in ufficio stampando in modo conveniente e senza interruzioni. The post Cresce la gamma dei multifunzione inkjet Epson per l’ufficio appeared first on Data Manager Online.
Nuovi Mac in arrivo nel 2018
Apple starebbe preparando tre modelli con processori casalinghi, i primi realizzati senza il supporto di chip di terze parti. Attesi un computer desktop e due portatili Un passo importante ma non di certo inatteso. Dopo aver insegnato al mondo quanto convenga costruirsi da sé i processori disegnati e ottimizzati per smartphone e tablet, Apple avrebbe intenzione di seguire la stessa strada anche per il settore computer. Pare infatti che il 2018 vedrà l’arrivo di tre nuovi modelli di Mac, un desktop e due notebook, tutti potenziati da una CPU made in Cupertino. Ciò comporta notevoli vantaggi sotto diversi punti di vista. Il primo riguarda la sicurezza: senza doversi interfacciare ogni volta con un fornitore terzo, il team di ingegneri della Mela potrebbe intervenire direttamente al presentarsi di un problema, una falla hardware o software, come accade già per iPhone e iPad. Spostare internamente la produzione dei processori vorrebbe dire abbattere gli attuali costi di approvvigionamento delle risorse, creando tempistiche e strategie che non devono dar conto ad altri se non alle logiche di business della compagnia. Ci si è arrivati pian piano Come detto, Apple ha sempre dato un suo tocco alle linee dei Mac vendute sinora. Pensiamo al recente iMac Pro, che ospita un processore T2 per l’elaborazione delle immagini, per la gestione della camera FaceTime e per farsi carico di parte dello sforzo di calcolo durante le fasi di accensione e crittografia dei dati, senza lasciare tutto lo sporco lavoro alla CPU principale. Sui MacBook Pro del 2016 invece la Mela aveva integrato un chip specifico per la Touch Bar, dimostrando di poter andare ben oltre nella dotazione tecnica dei suoi prodotti. Stando alle prime informazioni dunque, pare che la multinazionale sia pronta a svelare due MacBook di nuova generazione (dopo aver eliminato il supporto alla famiglia Air), al fianco di un desktop, forse il Mac Pro, che attende un aggiornamento dal lontano 2013. The post Nuovi Mac in arrivo nel 2018 appeared first on Data Manager Online.
La salvezza dei tablet potrebbe essere Chrome OS
In un settore completamente fermo, il sistema operativo cloud-based di Google darebbe lo slancio necessario a un consolidamento nei settori educational ed enterprise Quando nel 2017 i dati di vendita dei Chromebook negli USA hanno superato quelli dei MacBook, in tanti hanno cercato di capire come un prodotto così particolare avesse potuto sgominare la leadership di Apple. Una singola risposta non c’è ma probabilmente Big G ha dato al settore educational ciò che serviva davvero per portare la formazione su un nuovo livello: un hardware onesto, una serie di servizi sulla nuvola e soprattutto un prezzo contenuto. Quante scuole darebbero nelle mani degli alunni portatili da centinaia di euro? Poche, ed è per questo che il discorso cambia quando lo strumento a disposizione assume contorni meno di design ma più funzionali all’ambito di riferimento. Insomma, i Chromebook hanno accelerato il processo di digitalizzazione scolastica negli Stati Uniti più di quanto siano riusciti a fare in Europa, probabilmente per l’ostruzionismo di chi ha sottoscritto contratti decennali con gli istituti. Tablet a bordo Molto del merito dei Chromebook va a Chrome OS, un sistema operativo all’inizio snobbato, per la pretesa di voler basare il 90% delle operazioni sul cloud ma vincente perché veloce e versatile e forse più lontano dei competitor da quella minaccia chiamata obsolescenza. E proprio Chrome OS potrebbe rappresentare la salvezza di un mercato in difficoltà, quello dei tablet. Un’indiscrezione che arriva direttamente da Londra racconta dell’avvistamento di un dispositivo a marchio Acer con a bordo l’OS di Google, destinato a studenti di primo, secondo e terzo grado. In un settore consumer che pare saturo in quanto all’offerta (i tablet a differenza degli smartphone sembrano non poter facilmente rinnovarsi esteticamente) Chrome OS darebbe quella spinta in più all’adozione in ambiti finora poco considerati dalle tavolette, tra cui lo scolastico. I motivi? Gli stessi dietro il successo de Chromebook: semplicità, maneggevolezza e convenienza, tre pilastri che il campo della formazione deve far propri, per sopravvivere cogliendo quello che può dai trend dell’innovazione. The post La salvezza dei tablet potrebbe essere Chrome OS appeared first on Data Manager Online.
Spotify presenta Stations, l’app per chi preferisce le playlist
Spotify testa una nuova app chiamata Stations che permette di accedere a un catalogo di playlist preconfezionate basate sui generi e l’umore dell’utente Spotify offre un catalogo che si compone di decine di milioni di brani e per l’utente in determinate situazioni tutta questa scelta può rivelarsi eccessiva. L’azienda svedese ha quindi pensato di facilitare l’ascolto di musica realizzando una nuova app chiamata Stations che offre una serie di playlist già pronte all’uso costruite in base ai generi musicali, per assecondare l’umore del momento o come accompagnamento a specifiche attività. L’esperienza è quindi molto più simile a quella di una radio anche se è comunque possibile personalizzare l’ascolto a piacimento. Stations non prevede che sia l’utente a cercare il brano o l’artista ma offre una selezione preconfezionata di canzoni adatte a ogni occasione. L’app di Spotify, che grazie a Spotlight trasmetterà news e programmi radiofonici in diretta, è al momento disponibile in fase beta solo in Australia e per gli utenti Android ma se la sperimentazione avrà successo è probabile che il download verrà esteso anche ad altri Paesi. Station offre le sue playlist gratuitamente ma come succede per l’offerta base di Spotify, bisognerà comunque accettare le interruzioni pubblicitarie. Non è inoltre possibile passare da una canzone all’altra. Spotify ha comunque previsto ampie possibilità di personalizzare il servizio. L’algoritmo offre playlist sempre più a misura dell’utente a ogni ascolto e quest’ultimo può decidere quali mettere in evidenza e quali relegare nella parte bassa dell’elenco. Al momento non ci sono conferme che Stations consentirà di eliminare la pubblicità sottoscrivendo un abbonamento. The post Spotify presenta Stations, l’app per chi preferisce le playlist appeared first on Data Manager Online.
Osservatorio Contract Logistics: Lavazza testimonial di TESISQUARE
TESISQUARE ha presentato a Torino il caso Lavazza attraverso la voce di Silvia Barbieri, Direttore Supply Chain, al Convegno dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” Grande successo di pubblico e partecipazione al Convegno “Ambiti di innovazione nella logistica: esperienze a confronto” per la presentazione dei dati della Ricerca svolta dall’Osservatorio Contract Logistics della School of Management del Politecnico di Milano, che si è svolto oggi a Torino presso lo spazio CNH Industrial Village. Dopo i saluti istituzionali, i lavori sono stati aperti da Marco Melacini, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics, e hanno visto il susseguirsi di interventi di casi di logistica innovativa attraverso tre filoni conduttori legati ai trend di mercato, alla trasformazione del processo logistico in un contesto omnicanale e alla logistica agro-alimentare. Durante il Convegno è stato presentato il progetto logistico di Lavazza attraverso la voce di Silvia Barbieri, Direttore Supply Chain, che ha analizzato il network logistico aziendale, mettendo in evidenza le complessità di gestione dell’outsourcing che impongono una gestione tempestiva dei dati e delle informazioni in modo collaborativo con tutti gli attori della filiera. “In questo ambito – ha ribadito Elena Tappia, Direttore dell’Osservatorio ContractLogistics – è importante lo sviluppo di piattaforme collaborative che consentano una efficace gestione della Supply Chain”. The post Osservatorio Contract Logistics: Lavazza testimonial di TESISQUARE appeared first on Data Manager Online.
Facebook dichiara guerra a Bitcoin e cryptovalute
Facebook blocca tutti gli annunci pubblicitari che riguardano Bitcoin, ICO e cryptomonete in generale perché spesso ingannevoli I Bitcoin e le cryptomonete in generale hanno un nuovo potente nemico. Facebook ha annunciato ieri che vieterà la condivisione di annunci pubblicitari che promuovono valute digitali e ICO (Initial Coin Offering), ovvero quelle operazioni finanziarie utilizzare per raccogliere fondi destinati a sostenere le transazioni con questo tipo di monete. Facebook ritiene che questi messaggi promozionali sono spesso ingannevoli e che il bando copre “intenzionalmente” una categoria così ampia di contenuti per affinare il sistema di identificazione dei contenuti che violano le sue linee guida. “Vogliamo che la gente continui a scoprire nuovi prodotti e servizi tramite le pubblicità di Facebook senza paura di truffe. Diverse aziende che pubblicizzano ora ICO e criptovalute non operano però in buona fede”, sottolinea Rob Leathern, responsabile della gestione del prodotto di Facebook. La decisione di Facebook ha avuto effetti negativi sulla valutazione dei Bitcoin (-28% rispetto all’inizio di gennaio) e arriva in un momento in cui le autorità di tutto il mondo cominciano a temere la nascita di una nuova bolla di Internet. La Corea del Sud sta pensando di bloccare le transazioni con cryptomonete e anche Israele sta facendo valutazioni in tal senso. La SEC, omologo statunitense della nostra Consob, ha invece bloccato una ICO di AriseBank in Texas. La banca si era posta l’obiettivo di raccogliere circa 600 milioni di dollari per sostenere il lancio da 1 miliardo della nuova moneta AriseCoin. La SEC ha ritenuto che l’operazione servisse solamente a finanziare una valuta digitale di fatto utile solo per accedere a servizi tradizionali. A tutto ciò si aggiungono le parole del segretario del Tesoro USA, Steven Mnuchin, che ha espresso il timore che le cryptomonete possano diventare “nuovi conti svizzeri” e uno strumento pericoloso nelle mani della criminalità. The post Facebook dichiara guerra a Bitcoin e cryptovalute appeared first on Data Manager Online.
Sky Gas & Power: ricavi per 30 milioni di euro con una crescita del 50%
«Una politica sartoriale che mette al centro i rapporti e clienti che spesso diventano partner sono alla base della nostra strategia», spiega il ceo dell’azienda di Udine Stefano Caldarazzo Sono di oltre 30 milioni di euro i ricavi di Sky Gas & Power nel 2017. La società di Udine, attiva nella fornitura di energia elettrica e gas, ha incrementato i volumi di 10 milioni di euro, rispetto al 2016, candidandosi ad essere un’azienda di primissimo livello di Udine e del Friuli Venezia Giulia, ma soprattutto un player di interesse nazionale nell’ambito della fornitura energetica. Forte di un portafoglio con 9.000 clienti, fornisce prevalentemente grandi industrie, piccole e medie imprese, artigiani e catene di negozi, il 40% dei quali in Friuli Venezia Giulia, erogando 160 milioni di Kw/h e 18 milioni di mc di gas all’anno. Da quando la società ha iniziato l’attività nel 2013, il fatturato ha mantenuto una media di crescita del 50% ogni anno confermando così la bontà delle strategie messe in atto in un settore profondamente concorrenziale. E la prospettiva è di ulteriore crescita. «Grazie ai contratti già in essere, la previsione di chiusura per il 2018 è di arrivare a 40 milioni di euro con il balzo nel 2019: l’obiettivo è di arrivare al raddoppio, toccando quindi gli 80 milioni di euro», annuncia il ceo e fondatore di Sky Gas & Power Stefano Caldarazzo. «Una crescita che non si basa solamente sull’acquisizione di nuovi contratti, ma sul mantenimento e la capacità di seguire ogni singolo cliente». Il segreto del successo si basa su uno staff che crede nel progetto e su una politica commerciale mirata. Come spiega Caldarazzo: «Il team è composto di persone sempre aggiornate e all’avanguardia, per le quali non ci sono utenti, ma solo clienti; non numeri ma persone. Clienti che spesso diventano partner. Inoltre, abbiamo adottato una politica commerciale votata al rapporto diretto attraverso sponsorizzazioni mirate e a un back office capace di mantenere viva la relazione. Possiamo parlare di una strategia sartoriale che ci permette di avere un rapporto diretto e unico, oltre che di costruire soluzioni e percorsi mirati sulla base delle singole esigenze». Nel mercato dell’energia, il fattore scriminante è il prezzo. «Tutto parte da qui», afferma Caldarazzo. «Chiarezza e trasparenza sono però in grado di fare la differenza. In più c’è l’aspetto ambientale – tema cui viene prestata sempre maggiore attenzione – che dà qualche punto in più quando si tratta di scegliere il proprio fornitore: Sky Gas & Power fornisce anche energia proveniente da fonti rinnovabili. È una precisa scelta che abbiamo fatto fin dall’inizio per dare un segnale importante nei confronti del rispetto dell’ambiente, con l’obiettivo di trasmettere e diffondere una coscienza sempre più ecologica». L’aspetto formativo è un ambito nel quale Sky Gas & Power crede molto. Non solamente finalizzato ad un maggiore rispetto per l’ambiente attraverso un uso corretto della luce e del gas e la diffusione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, ma anche come conoscenza del mondo energetico. Un dato banale: «Molti non sanno ancora come leggere una bolletta», dice il ceo di Sky Gas & Power. «Ci siamo accorti che tanti non sanno nemmeno cosa sia un kilowattora. Questa assenza di conoscenza può diventare un problema in vista dell’apertura del mercato libero prevista nel luglio 2019 e soprattutto davanti ad un mercato che per i privati si sta rivolgendo verso l’online. È anche un problema per noi che, a fronte dei tassi di crescita, abbiamo riscontrato delle difficoltà nell’andare a reperire delle nuove risorse da inserire nella parte di back office, quindi figure importanti per l’assistenza e la consulenza verso i clienti». The post Sky Gas & Power: ricavi per 30 milioni di euro con una crescita del 50% appeared first on Data Manager Online.
Amazon, Alexa ora invia gli sms
All’assistente vocale si dettano messaggi ma solo con Android
Spotify lancia Stations, app per playlis
Lanciata in Australia, è gratuita e simile alla radio
Apple: ‘stiamo rispondendo alle autorita’ Usa su iPhone’
Nuovo downgrade degli analisti, -0,8% in Borsa