ŠKODA VISION X: il concept dell’Urban Crossover in anteprima al prossimo Salone di Ginevra
L’espansione della gamma è uno dei pilastri nella Strategia 2025 ŠKODA ŠKODA presenterà al Salone di Ginevra un’anticipazione sul prossimo sviluppo della propria gamma modelli. Il concept Urban Crossover VISION X, infatti, porterà le apprezzate caratteristiche dei recenti SUV ŠKODA in un nuovo segmento di mercato. VISION X è l’interpretazione ŠKODA di un Urban Crossover la cui versione di serie diventerà il terzo modello nella nuova famiglia SUV, composta da KODIAQ e da KAROQ. Con questo progetto il costruttore Boemo vuole espandere ulteriormente la propria gamma verso nuovi Clienti, coerentemente con la Strategia 2025 che vede proprio nel segmento SUV il maggior potenziale di crescita per il Brand. Entro il 2025, ŠKODA avrà introdotto sul mercato modelli plug-in hybrid e a trazione puramente elettrica. Per quella data, circa un quarto delle consegne a livello mondiale sarà rappresentato da modelli con motorizzazione elettrica o elettrificata. ŠKODA VISION X si propone come compagno ideale per chi vive la città in modo dinamico. Linee precise e superfici tese caratterizzano il design esterno, mentre la particolare verniciatura FlexGreen dona dinamicità all’insieme, grazie anche al tetto in colore di contrasto Grigio Antracite. Il trattamento dei paraurti, le minigonne, il tetto apribile panoramico e i cerchi da 20” contribuiscono a creare un’immagine di forza. Gli interni di VISION X propongono un linguaggio stilistico completamente nuovo, in cui la plancia ampia e disegnata ergonomicamente è dominata dal grande display a colori, montato in posizione libera. Lo schermo funge da accesso, immediato e intuitivo, verso tutti i sistemi di infotainment e connettività presenti a bordo. La possibilità di illuminare elementi in vero cristallo, tipici della tradizione boema, concorre a creare un’atmosfera suggestiva all’interno dell’abitacolo. The post ŠKODA VISION X: il concept dell’Urban Crossover in anteprima al prossimo Salone di Ginevra appeared first on Data Manager Online.
NSS Labs raccomanda le soluzioni Trend Micro TX Series
Le soluzioni Trend Micro TX Series raggiungono il 99,6% di efficacia nei test per i sistemi di prevenzione delle intrusioni di prossima generazione. Presentate anche le ultime soluzioni Trend Micro TippingPoint 8200TX e 8400TX, powered by XGen, con una capacità senza precedenti di 40 Gbps di prevenzione delle intrusioni per rack unit Trend Micro comunica che NSS Labs raccomanda le soluzioni Trend Micro TX Series, in seguito ai test 2017 NSS Labs Next Generation Intrusion Prevention Systems (NGIPS). NSS Labs ha analizzato le soluzioni TippingPoint TX, che hanno dimostrato di essere efficaci contro tutte le tecniche di evasione testate, facendo segnare un’efficacia complessiva del 99,6%. Questo punteggio conferma ulteriormente l’impegno di Trend Micro nei confronti dei suoi clienti, così come la sua leadership di mercato nella network protection. Le ultime soluzioni Trend Micro TX Series, della famiglia TippingPoint Threat Protection System (TPS), sono Trend Micro TippingPoint 8200TX e 8400TX, powered by XGen. Queste nuove soluzioni hanno una capacità senza precedenti di 40 Gbps di prevenzione delle intrusioni per rack unit (1U), rendendo di fatto Trend Micro il primo vendor a offrire questo livello di performance. Le soluzioni TX Series sfruttano in pieno la potenza e l’intelligence della Trend Micro Smart Protection Network (SPN), per rilevare e bloccare le minacce conosciute, sconosciute, gli attacchi in tempo reale e integrano ora capacità di URL reputation. Questo permette una prevenzione avanzata e integrata delle minacce. Grazie alle capacità di analisi delle minacce, le nuove soluzioni si integrano ulteriormente con Deep Discovery, per rilevare immediatamente oggetti sospetti. Questo assicura alle aziende in tutto il mondo la migliore protezione possibile dai siti compromessi e malevoli. “Le soluzioni sono compatte e altamente scalabili. Questo consente all’azienda di sviluppare una security top-of-the-line all’interno dell’intera infrastruttura, specialmente dove uno spazio rack limitato può essere una criticità”. Ha affermato Rob Ayoub, Research Director of IDC. “Separando l’hardware dal software, Trend Micro soddisfa la richiesta del mercato anche con un modello di licenze flessibile e costi proprietari totali più bassi. Questo nuovo modello permette ai partner di canale di servire meglio i clienti, facendo un upgrade delle performance con una license key simile a un software”. “Nel nostro 2017 NGIPS Group Test, Trend Micro ha dato una dimostrazione impressionante di performance e security”. Ha dichiarato Vikram Phatak, CEO of NSS Labs. “Nel complesso sembra che nessun compromesso sia stato fatto per raggiungere il compatto form factor 1U delle nuove TX Series”. “Questo riconoscimento segue quello di ottobre, sempre degli NSS Labs, e rinforza la nostra leadership nelle network security”. Conclude Steve Quane, executive vice president of network defense and hybrid cloud security for Trend Micro. “Le nostre soluzioni per la sicurezza delle aziende parlano da sole in termini di efficacia e la nuova offerta della TX Series è un’ulteriore conferma”. The post NSS Labs raccomanda le soluzioni Trend Micro TX Series appeared first on Data Manager Online.
La carta ha un futuro spettacolare, se trattata nel modo giusto

L’incontro con HP Italy e Paper & People, intitolato: “L’eccellenza nella carta incontra l’eccellenza nella stampa digitale” ha dimostrato i risultati eccellenti prodotti da HP Indigo su carte selezionate «Le carte “normali” per la stampa stanno soffrendo, a causa dello spostamento delle applicazioni su Internet -, esordisce Fabio Ferrari, fondatore e general manager di Paper & People -, mentre le carte speciali, come quelle a base di cotone o di lana o il tipo noto come Repap, ricavato dalla pietra (carbonato di calcio in una matrice polimerica), che è impermeabile e ha una resistenza eccezionale, hanno sempre più successo, se utilizzate con la tecnologia giusta». L’occasione è stata offerta da un evento organizzato da HP Inc per presentare i prodotti realizzabili con stampanti digitali HP Indigo, basate su tecnologia a getto d’inchiostro di fascia alta, e carte speciali distribuite in Italia da Paper & People (P&P), realtà milanese nata nel 2005 come “punto di riferimento e d’incontro tra i professionisti attivi nel mondo della grafica, del design, della comunicazione e della stampa” e che oggi si propone come “il più grande centro espositivo in Europa specializzato nella vendita di carte grafiche”. Per l’occasione, presso la sede di P&P erano presenti alcuni importanti partner internazionali dell’azienda, da Colorplan a Mohawk, a Reflex. Arricchiva l’evento anche la presenza di manager internazionali di primo piano, come Hadar Peled Vaissman, Creative Manager di HP Indigo e ideatrice del software HP SmartStream Mosaic, che consente di stampare milioni di progetti basati su modelli standard, sfruttando i milioni di colori disponibili sulle stampanti HP Indigo. Vaissman ha mostrato numerosi esempi di quello che è possibile realizzare con supporti speciali quali quelli di P&P e le tecnologie HP. Interessante anche l’incontro con Francis Atterbury, Managing Director, Hurtwood Press Ltd., che ha mostrato esempi di libri e pubblicazioni di pregio stampate su HP Indigo, spiegando che è possibile ottenere sfumature di colori più estese che con la stampa tradizionale e con una durata nel tempo superiore ai 4 secoli. La potenza della stampa digitale Hadar Vaissman di HP Indigo ha spiegato che «la stampa digitale ha forte successo nelle applicazioni marketing, perché vengono utilizzati così tanti substrati e così tanti inchiostri diversi che solo il digital printing può soddisfare le esigenze dei clienti. Con software come Mosaic, poi, è possibile creare centinaia di migliaia di varianti da un modello di partenza, come hanno fatto famosi marchi con le loro etichette per campagne marketing recenti». Atterbury di Hurtwood ha spiegato invece come abbia abbracciato la stampa digitale HP Indigo per un progetto sviluppato con la casa d’aste Sotheby’s. «Si trattava di preparare cataloghi di opere d’arte per le aste, normalmente realizzati in modo laborioso e dispendioso con tecniche tradizionali – spiega –. Grazie alle stampanti HP Indigo e alla carta Mohawk Superfine, siamo stati in grado di dare a Sotheby’s cataloghi di alta qualità, dove sia le immagini “belle” che quelle di bassa qualità vengono stampate con ottimi risultati». Quanto alla resistenza al tempo sugli scaffali dei libri stampati su HP Indigo, secondo Atterbury la durata della carta e dell’inchiostro garantisce circa 400 anni di possibilità di aprire e leggere il libro, «altrimenti vi rimborsiamo». The post La carta ha un futuro spettacolare, se trattata nel modo giusto appeared first on Data Manager Online.
Apple record, pieno di utili anche con meno iPhone venduti
Balzo ricavi. Vola Amazon con conti sopra attese
Leucemia, bambino salvato dalla terapia genica
In Italia il primo trattamento su un bimbo di 5 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta Quella contro i tumori rappresenta la sfida più importante della medicina moderna, una lotta che negli ultimi anni ha portato a importanti risultati che si sono tradotti in progressi concreti nella cura di diverse forme di cancro. Eppure sono ancora numerosissime le persone che muoiono di tumore in tutto il mondo, specialmente se questo male non viene diagnosticato in tempo. Una nuova speranza arriva da un trattamento sperimentale effettuato per la prima volta nel nostro Paese, una terapia genica che ha potenziato il sistema immunitario di un bimbo di 5 anni affetto da leucemia, consentendogli di eliminare le cellule tumorali. Come funziona la terapia Il trattamento è stato condotto presso l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma ed è consistito nel manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario per renderle capaci di riconoscere le cellule malate di leucemia e quindi attaccarle. La procedura consiste nel prelievo dal piccolo paziente dei linfociti T, cellule altamente specializzate del sistema immunitario, che vengono modificate geneticamente tramite un recettore chimerico precedentemente sintetizzato in laboratorio. Il ricettore è chiamato Car, sigla che sta per Chimeric Antigenic Receptor, in grado di rendere più efficace l’azione dei linfociti, che una volta infusi nuovamente nel paziente sono in grado di trovare ed eliminare tutte le cellule tumorali presenti nel sangue e nel midollo. Recentemente per la prima volta il Dna è stato corretto direttamente all’interno del corpo di un paziente per curare una grave malattia metabolica. L’ ultima possibilità di salvezza Questa terapia genica ha rappresentato per il bambino l’ultima possibilità di cura, in quanto la chemioterapia e il trapianto di midollo osseo non erano stati risolutivi. A un mese di distanza dal trattamento, i medici hanno comunicato che le condizioni del piccolo sono buone ed è stato possibile dimetterlo. Franco Locatelli, che è direttore del dipartimento di Oncoematolgia pediatrica, terapia cellulare e genica dell’ospedale Bambin Gesù afferma però che è ancora presto per poter parlare di guarigione definitiva, anche se al momento il bambino non ha più cellule leucemiche nel midollo e ci sono quindi buone probabilità di considerare la leucemia in remissione. Grazie alla terapia genica si sta arrivando anche alla remissione totale del Diabete di tipo 1, un tipo di cura indicato anche per i pazienti adulti colpiti da un linfoma non-Hodgkin non responsivi, attivando la risposta dei i linfociti del paziente direttamente contro le cellule tumorali. The post Leucemia, bambino salvato dalla terapia genica appeared first on Data Manager Online.
MyBank Payments supera il traguardo di 5 miliardi di euro
PRETA S.A.S, la società che detiene e gestisce MyBank, ha annunciato che MyBank Payments ha riportato oltre 5 miliardi di euro in termini di valore transato da quando ha fatto il suo ingresso sul mercato nel marzo 2013. Un risultato che va di pari passo con la progressiva crescita della soluzione di autorizzazione elettronica paneuropea per i bonifici SEPA, che solo nel 2017 ha registrato il 50% del valore transato totale. MyBank è usato per autorizzare transazioni business to business (B2B) e business to consumer (B2C) in diversi settori industriali e su scala paneuropea e si contraddistingue per la semplicità di integrazione, di accesso e d’uso. La soluzione, che abilita pagamenti tramite l’online banking o mobile banking/app, sta consolidando la crescita in Italia, Grecia, Spagna, Francia ed altri paesi europei registrando un’accelerazione nell’operatività crossborder. “Con MyBank abbiamo ottenuto risultati eccellenti negli ultimi due anni, e il raggiungimento di questa pietra miliare, ovvero i € 5 miliardi di euro, ne dimostra la penetrazione sul mercato. La suite di servizi MyBank supporta i pagamenti digitali, i mandati elettronici, la stipula digitale dei contratti e la verifica dell’identità, e risponde alle esigenze cruciali di aziende e consumatori nell’economia digitale.” ha detto Giorgio Ferrero, CEO di PRETA. Con MyBank Payments, sia i consumatori che le aziende possono pagare direttamente dal conto bancario in modo sicuro e semplice senza dover comunicare alcun dettaglio del conto a terzi e senza limiti di importo; allo stesso tempo gli esercenti hanno la certezza di essere pagati e ricevono conferma di avvenuto pagamento in tempo reale. MyBank è una soluzione di autorizzazione elettronica per lo scambio di informazioni finanziarie e non finanziarie. La soluzione abilita i pagamenti basati sul servizio di online banking tramite il SEPA Credit Transfer, la creazione, modifica e cancellazione di mandati di addebito diretto SEPA e i servizi legati alla verifica dell’identità. The post MyBank Payments supera il traguardo di 5 miliardi di euro appeared first on Data Manager Online.
Google, AI prevede ritardi dei voli
Nuova funzione del servizio per la ricerca di biglietti aerei
Bufera su Amazon, brevetta bracciali per monitorare dipendenti
GeekWire, obiettivo sarebbe ottimizzare il lavoro in magazzino
Verizon segue AT&T: niente Huawei nel suo catalogo
Il governo USA aveva “invitato” gli operatori nazionali a escludere il Mate 10 Pro dalle loro offerte per timore di uno spionaggio cinese Il Mate 10 Pro di Huawei, il primo smartphone dotato di Intelligenza Artificiale spia gli utenti? Per ora non ci sono evidenze ma Trump non vuole rischiare di dare nelle mani del nemico milioni di informazioni sui suoi cittadini. Le scorse settimane il governo di Washington aveva invitato le telco operanti nel paese a pensarci bene prima di inserire nel portafoglio di offerte il più recente telefonino della multinazionale cinese, tramite alcune indicazioni che porterebbero a una conclusione di monitoraggio via smartphone, da perpetrare grazie al nuovo modello. La prima compagnia ad accogliere il suggerimento è stata AT&T, che dopo un accordo praticamente già raggiunto con Huawei si è tirata indietro, evitando lo scontro dialettico (e non solo) con il potere al comando. L’ingresso del marchio negli USA era atteso con una comunicazione ufficiale da diffondere durante il Consumer Electronic Show di Las Vegas, mai arrivata proprio a causa del dietrofront dell’operatore. A questo è seguito il diniego di Verizon, almeno stando alle ultime indiscrezioni che giungono da oltreoceano. Cosa succede Come nel caso di AT&T, i vertici di Verizon sarebbero giunti alla conclusione di annullare qualsiasi partnership con Huawei, che a questo punto potrebbe riguardare anche progetti in fase di ultimazione, non solo incentrati sul prodotto. Ad esempio le due, da tempo, mirano a sviluppare servizi e offerte basate sul 5G negli States, attraverso il vasto know-how della cinese in materia di reti e network di nuova generazione. Non sembra allora così remota la possibilità che ogni collaborazione venga interrotta, con un danno economico evidente per entrambe. Huawei non ha esitato a far sentire la propria voce tramite le parole di Richard Yu, CEO del gruppo: “Tutti sanno che il mercato americano degli smartphone si basa per il 90% sul canale di vendita delle telco. Inutile dire che per noi questo rappresenta una grossa perdita, come lo è per i consumatori che non possono scegliere il meglio secondo le proprie esigenze”. Il ban a Huawei segue quello che Trump ha attuato sul finire del 2017, quando ha vietato a tutti gli uffici pubblici l’utilizzo di software antivirus a marchio Kaspersky Lab, per il timore di un’attività di spionaggio guidata dalla Russia. The post Verizon segue AT&T: niente Huawei nel suo catalogo appeared first on Data Manager Online.
Android P 9: quello che sappiamo
L’8 maggio Google presenterà ufficialmente Pie, il suo prossimo sistema operativo per smartphone e tablet Questa volta c’è poco da fantasticare sul nome. Android ha scelto Pie come termine che accompagnerà tutta la storia della nona edizione del sistema operativo per smartphone e tablet più diffuso al mondo. Si sa ancora relativamente poco circa le novità e le funzioni esclusive presenti anche se è lecito aspettarsi qualche indiscrezione da qui al prossimo 8 maggio, quando partirà l’edizione 2018 del Google I/O, la conferenza per sviluppatori che farà da teatro al lancio del major update. Prima di allora, alcuni tester potranno già provare l’OS grazie al rilascio della versione DP1, costruita tramite l’Android Open Source Project, meglio conosciuto come AOSP. Come sarà Molto probabilmente Android 8 Pie non sarà una rivoluzione dal punto di vista grafico. I cambiamenti giunti con Nougat e Oreo, figli della logica del Material Design, sono già significativi e passibili di un mantenimento pressoché totale. Questo non vuol dire che l’aggiornamento non porterà migliore e altri orpelli visivi ma nulla in confronto a passaggi molto più evidenti avuti nel corso degli anni. Le modifiche sostanziali dovrebbero essere sotto il guscio, nel cuore stesso di Android. Parliamo delle API, dell’incremento dell Instant App, del supporto nativo alla realtà virtuale, oggi relegato a pochi dispositivi Oreo compatibili con la piattaforma Daydream. La prima build sarà rilasciata a metà marzo, sotto forma di Developer Preview DP1 che, sebbene indirizzati ai soli sviluppatori, si potrà facilmente reperire online, ad esempio sul forum di XDA. Considerando quello che è stato il recente passato dei major update, anche a seguito della presentazione al Google I/O passeranno mesi prima di poter installare un firmware completo a bordo degli smartphone. Si partirà, come di consueto, sui Nexus e Pixel mentre tutti gli altri, Samsung, LG, Huawei e così via, saranno pronti più in là, non prima del 2019. The post Android P 9: quello che sappiamo appeared first on Data Manager Online.