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Check Point presenta una piattaforma di ricerca online e il report semestrale

Dal report semestrale delle tendenze dei cyber attacchi emerge sorprendentemente, finora nel 2017, che quasi il 25% delle organizzazioni a livello globale è stato colpito dal malvertising RoughTed Check Point Software Technologies, annuncia una nuova piattaforma on-line, Check Point Research, pensata per fornire intelligence e maggiore comprensione sulle minacce informatiche alla comunità. Check Point Research è una piattaforma per informare la comunità impegnata contro le minacce informatiche riguardo le ricerche originali di Check Point, le principali tendenze nell’ambito della sicurezza informatica, e i dettagli sul panorama delle minacce odierne. In concomitanza con il lancio di questa nuova piattaforma on-line di ricerca, Check Point annuncia inoltre il Cyber Attack Trends: Mid-Year Report. Il rapporto fornisce una panoramica completa dei malware nelle principali categorie dei ransomware e delle minacce bancarie e mobili – sulla base dei dati di threat intelligence rilevati dal ThreatCloud World Cyber Threat Map di Check Point tra gennaio e giugno 2017. Sorprendentemente, la ricerca ha messo in evidenza che nella prima metà del 2017, il 23,5% delle organizzazioni è stato colpito dalla campagna malvertising RoughTed, e che il 19,7% è stato infettato dal malware Fireball. Inoltre, il numero di attacchi ransomware nelle Americhe, in Europa, in Medio Oriente e in Africa (EMEA) è stato quasi il doppio rispetto a quello rilevato nello stesso lasso di tempo dello scorso anno. Il report evidenzia una serie di tendenze chiave durante il periodo in oggetto: Mutazione degli adware: il malware Fireball ha portato a un cambiamento importante nell’approccio usato per fermare gli adware, in particolare quelli di proprietà di grandi organizzazioni apparentemente legittime. In parallelo, le botnet adware mobile continuano a prosperare e a dominare l’arena dei malware mobile. Armi informatiche degli Stati: il leak, e la conseguente disponibilità, di strumenti di hacking, di vulnerabilità zer-day, di exploit e di metodi di attacco degli Stati consente a qualsiasi potenziale hacker di effettuare attacchi sofisticati. Evoluzione dei download basati su macro: negli ultimi sei mesi sono stati rilevati nuovi metodi per sfruttare i file di Microsoft Office. Questi metodi non richiedono più alle vittime di aprire la porta agli aggressori abilitando le macro. Una nuova ondata di banchieri mobili: gli autori hanno combinato del codice di malware bancari open-source con tecniche di offuscamento complesse per bypassare con successo e ripetutamente le protezioni, rendendo difficile il rilevamento. Impennata dei ransomware: la percentuale di attacchi ransomware in tutte e tre le regioni, Americhe, EMEA e APAC, è quasi raddoppiata nella prima metà del 2017 rispetto alla prima metà del 2016 – da una media del 26% a una media del 48% delle tre principali categorie di attacchi. “Le organizzazioni stanno facendo fatica a contrastare efficacemente l’enorme quantità di minacce presenti. Gli hacker stanno rendendo i malware più sofisticati e così la possibilità che hacker non qualificati causino danni è aumentata drasticamente”, ha dichiarato Maya Horowitz, Threat Intelligence Group Manager di Check Point. “Nonostante tutte le minacce informatiche in circolazione, molte organizzazioni non dispongono ancora delle giuste difese di sicurezza e stanno adottando un approccio alla sicurezza basato sulla rilevazione, piuttosto che implementare una soluzione di prevenzione proattiva che sarebbe in grado di bloccare gli attacchi in anticipo”. Il team di ricerca di Check Point raccoglie e analizza i dati globali degli attacchi informatici memorizzati nel Threat Cloud di Check Point allo scopo di tenere sotto controllo gli hacker. Le pubblicazioni di Check Point Research, come il Cyber Attack Trends Report, alimentano la conversazione sulle nuove minacce informatiche e le tendenze, e offrono ulteriori approfondimenti sulla prevenzione. Check Point Research è pensato per essere una risorsa che le organizzazioni possono usare per comprendere meglio il panorama delle minacce informatiche e proteggersi da queste. The post Check Point presenta una piattaforma di ricerca online e il report semestrale appeared first on Data Manager Online.

Perché il DACA mette in crisi i big dell’hi-tech

La decisione del governo di spingere verso l’abrogazione della legge interessa direttamente Apple, Microsoft e Google, che promettono battaglia L’idea della presidenza Trump è questa: abrogare i sogni dei Dreamers realizzati grazie al programma DACA. Di cosa si tratta? Il Deferred Action for Childhood Arrivals è una legge che permette ai bambini introdotti illegalmente negli USA di godere di uno status temporaneo di immigrati con il quale possono vivere in una delle città del paese e lavorare, senza infrangere alcuna norma. Tale possibilità è stata resa concreta da Barack Obama nel 2012 e di fatto ha portato all’interno degli Stati Uniti migliaia di individui che oggi svolgono regolarmente le loro mansioni, hanno messo su famiglia e si sentono decisamente americani. Qual è allora il problema? Secondo i sostenitori dell’abrogazione al governo, il DACA permette un ingresso incontrollato di cittadini esteri nei confini, rendendo così molto difficili i controlli necessari per la sicurezza nazionale. Hi-tech in subbuglio Attualmente ci sono circa 800.000 persone che hanno beneficiato del DACA e che, dopo la decisione della Casa Bianca, potrebbero essere accompagnate brutalmente fuori confine. Il problema è che un bel po’ di queste sono assunte dalle aziende hi-tech multinazionali, che non hanno atteso oltre per far sentire il loro dissenso. Tra le più interessate ci sono Apple, Microsoft e Google (insieme a tante altre decine), scese in campo per combattere l’abrogazione della norma, difendendo l’assunto dell’uguaglianza in un paese che dell’uguaglianza ha da sempre fatto un vanto. “Se questa è la strada del Congresso la nostra compagnia farà di tutto per difendere i diritti dei propri dipendenti” – ha scritto Brad Smith, presidente di Microsoft. “I dreamers hanno contribuito alla crescita di Apple, non possiamo farne a meno” – è l’idea di Tim Cook. I big della Silicon Valley e altre centinaia di CEO del panorama avevano firmato e inviato la settimana scorsa una lettera al Presidente Trump per chiedere di proteggere il DACA. Probabilmente carta straccia. The post Perché il DACA mette in crisi i big dell’hi-tech appeared first on Data Manager Online.

Il rilancio di Nokia passa da Oreo

Tutti gli smartphone prodotti con HMD saranno aggiornati al nuovo sistema operativo per non perdere il passo delle rivali Non sappiamo quando ma c’è la certezza: tutti i nuovi Nokia prodotti da HMD Global avranno il big update ad Android Oreo 8.0. Si tratta di una notizia fondamentale per gli utenti che vogliono un dispositivo aggiornato all’ultima versione del sistema operativo di Big G, presente sull’oltre 80% di tutti gli smartphone e tablet attivi al mondo. Juho Sarvikas, chief product officer di HMD Global, ha scritto su Twitter: “Tutti i nostri device otterranno Oreo, incluso il Nokia 3. Nessun commento sulle tempistiche ma confidate”. Stando a quanto comunicato ufficiosamente dall’entourage finnico, Nokia è sulla scia delle rivali più attive nel recepire e adattare in tempi brevi il codice stock di Android. Non ci sorprenderemmo se subito dopo i Pixel e i Nexus fossero proprio i terminali del rinato brand ad accogliere Oreo. Marchio vincente Del resto i prodotti attualmente in vendita hanno già a bordo Nougat 7.1, in versione originale, senza ovvero quelle pesanti personalizzazioni che obbligano produttori e operatori a lavorare sul firmware prima di metterlo in rollout. Non è un caso se anche i top di gamma delle varie Samsung, Huawei e LG arrivino con un certo ritardo ad aggiornarsi rispetto a concorrenti meno famosi ma più reattivi nel ricevere l’update. La punta di diamante della collezione di Nokia è “8”, lo smartphone che arriverà in Europa tra il 13 e il 14 settembre. Solo qualche ora prima Apple avrà presentato il suo iPhone 8. Insomma la tempistica non giocherà a favore di Nokia, per la quale non sarà facile contrastare la rivoluzione della Mela, anche a fronte di un cartellino che per “8” recita 599 euro. Tanti per chi necessita di un forte rilancio, ma pur sempre la metà (così pare) di quanto richiesto per il prossimo melafonino… The post Il rilancio di Nokia passa da Oreo appeared first on Data Manager Online.

Facebook tratta con le etichette per condividere la musica

Facebook è in trattativa con le maggiori case discografiche per portare legalmente la musica sul social network YouTube è diventato il servizio online privilegiato per l’ascolto online di musica se si escludono piattaforme di streaming come Spotify, la cui app è ora disponibile anche su Windows Store. Purtroppo per la piattaforma di videosharing molti dei videoclip caricati sulla piattaforma sono condivisi senza il consenso dei proprietari del diritto d’autore e per questo ha creato degli appositi strumenti per la lotta alla pirateria. Anche Facebook ha lo stesso problema ma il social network ha già in mente una soluzione per risolverlo in maniera definitiva. Facebook, stando a quanto riporta Bloomberg, sarebbe disposta a offrire milioni di dollari alle più importanti case discografiche per permette di condividere legalmente i video delle canzoni dei loro artisti. Fino ad oggi il social network ha dovuto rimuovere i contenuti pirata su richiesta delle etichette e pare che le trattative tra il settore musicale e l’azienda di Menlo Park siano in corso già da diversi mesi. Facebook, che ha lanciato ufficialmente la sua piattaforma con serie e programmi TV originali, vorrebbe raggiungere un’intesa simile a quella stretta tra YouTube e Vevo, detentore dei diritti per i videoclip dei musicisti più affermati. Ovviamente la partnership non risolverà comunque il problema della pirateria. Facebook ha promesso che realizzerà un sistema in grado di identificare i contenuti che violano il copyright concettualmente simile a Content ID di YouTube ma ha ammesso che gli ci vorranno almeno 2 anni per completarlo, lasso di tempo considerato irragionevole dalle case discografiche. The post Facebook tratta con le etichette per condividere la musica appeared first on Data Manager Online.

Al Festival della Robotica di Pisa l’approccio innovativo di TIM sulle reti 5G

Le prestazioni delle reti 5G, le soluzioni e le diverse tipologie di utilizzo  per l’industria 4.0, il rapporto con la robotica come “sistema nervoso” di un’intelligenza centralizzata e distribuita. Saranno questi i temi che TIM, sponsor del Festival internazionale della Robotica che si apre domani a Pisa, presenterà nell’ambito del convegno sulla robotica e l’industria 4.0, in programma lunedì 11 settembre presso la Camera di Commercio. TIM sta dando forte impulso alla realizzazione in Italia di una rete mobile di nuova generazione, a conferma dell’impegno dell’azienda nell’innovazione mobile, ruolo che esercita anche a livello mondiale contribuendo alla definizione dello standard 5G. Le nuove tecnologie del 5G rappresentano una vera e propria rivoluzione, non solo una estensione delle attuali reti in 4G. Un livello decisamente più performante, che consentirà l’utilizzo di banda elevata in determinate situazioni in cui vi sia necessità. Attraverso le tecnologie che sono rilasciate in campo del 4.5G e finalmente del 5G si potranno realizzare le opportunità di innovazione in vari settori tra cui spiccano quelli dell’automotive e l’Internet of Things. The post Al Festival della Robotica di Pisa l’approccio innovativo di TIM sulle reti 5G appeared first on Data Manager Online.

Google Street View rinnova le sue fotocamere

Street View si rinnova con un nuovo sistema di fotocamere più potenti e precise per le sue vetture Da circa 10 anni Street View ha mappato praticamente ogni città, paesino, strada o vicolo del mondo. Per le vetture di Google è oggi arrivato il momento di migliorare la propria tecnologia per la scansione dell’ambiente con il più profondo aggiornamento mai ricevuto negli ultimi 8 anni. Google ha montato sulle automobili di Street View un nuovo apparato che permetterà di realizzare scatti più nitidi e con una risoluzione e resa dei colori superiore a quelli attuali. Il tutto verrà montato sul tetto del veicolo come in passato ma ora si compone di 7 fotocamere dotate ognuna di un sensore da 20 Megapixel. Google, che sosterrà Xiaomi nel suo sbarco in Europa, ha anche aggiunto 2 ulteriori fotocamere per foto in HD e 2 radar laser posti su fronte e retro del veicolo. Le immagini saranno poi gestite dalla più recente evoluzione dell’intelligenza artificiale Made in Moutain View. Questa è già in grado di identificare nomi, loghi e insegne delle aziende ma presto potrà anche riconoscere la tipologia del punto vendita e altri dettagli come i cartelli per gli orari d’apertura. In futuro Street View diventerà ancora più efficiente nel rispondere alle esigenze degli utenti. Jen Fitzpatrick, VP Product & Engineering di Google, ha affermato che il servizio saprà rispondere a domande complesse come “qual è il nome del negozio rosa dopo la chiesa all’angolo?” una volta che il sistema sarà in grado di amministrare “informazioni più ricche e dettagliate”. The post Google Street View rinnova le sue fotocamere appeared first on Data Manager Online.

Lexmark: nuovi dispositivi A3 a colori

I nuovi dispositivi A3 a colori di Lexmark vanno oltre le dimensioni tradizionali di pagina e superano le tipiche velocità di stampa e scansione La nuova generazione di stampanti e dispositivi multifunzione (MFP) A3 laser a colori Lexmark è ora disponibile in EMEA tramite i rivenditori autorizzati Lexmark. Le stampanti della serie CS920 e i dispositivi multifunzione della serie CX920 sono progettati per andare oltre le dimensioni standard, le velocità tipiche di stampa e scansione, la gestione limitata dei supporti e la classica cadenza degli interventi di manutenzione. Questa gamma mette a disposizione delle imprese di ogni dimensione le soluzioni, le tecnologie e i servizi di imaging necessari per il successo. Le serie Lexmark CS92x e CX92x offrono i più veloci dispositivi di stampa e scansione e la capacità di carta più elevata per soddisfare le esigenze degli ambienti aziendali più impegnativi. Tra le funzionalità dei nuovi dispositivi vi sono touchscreen da 10 pollici con interfacce intuitive, applicazioni personalizzabili, soluzioni di sicurezza ad ampio spettro, stampa mobile da iOS, dispositivi Android o Google Cloud, guida vocale integrata e molto altro ancora. The post Lexmark: nuovi dispositivi A3 a colori appeared first on Data Manager Online.

Da Oracle una Supply Chain Management Cloud più ricca per affrontare i repentini cambiamenti di mercato

Sei nuove applicazioni e centinaia di nuove funzionalità migliorano la user experience e supportano i modelli di business demand-driven attraverso best practice end-to-end dedicate alla supply chain Oracle ha ampliato in modo significativo la sua offerta Oracle Supply Chain Management (SCM) Cloud, per aiutare le aziende a rispondere ai sempre più rapidi cambiamenti del mercato. La nuova versione di Oracle SCM Cloud, che fa parte della Release 13 di Oracle Cloud Applications recentemente annunciata, mette a disposizione una piattaforma completa e di nuova generazione, che permette alle aziende di adottare sia verso l’interno sia verso l’esterno funzionalità e processi demand-driven, senza subire le complessità e le limitazioni tipiche delle architetture per le supply chain tradizionali. Oltre a espandere tutte le funzionalità già esistenti, la nuova versione comprende una serie di soluzioni innovative per la collaborazione con i fornitori, la gestione della qualità, la manutenzione, la pianificazione di operazioni e vendite, la gestione della domanda e la pianificazione degli approvvigionamenti. Per gestire con successo l’accelerazione del cambiamento in atto nella tecnologia, nel business e nei vari settori di mercato, le aziende devono ripensare i sistemi di supply chain tradizionali per renderli connessi, agili e orientati al cliente. La nuova release di Oracle SCM Cloud consente proprio di rispondere ai mutamenti delle esigenze di mercato e dei requisiti del servizio al cliente,  supportando modelli di business demand-driven, allineati e digitalmente connessi. Di conseguenza, le aziende possono migliorare il servizio al cliente e i canali rivolti alla clientela, con soluzioni che allo stesso tempo aiutano a incrementare la marginalità, a ridurre i costi di magazzino e a minimizzare le interruzioni nell’approvvigionamento. “Chi guida le aziende è consapevole degli innegabili vantaggi che nascono dal digitalizzare funzionalità chiave come la supply chain; nonostante ciò, molti devono ancora gestire faticosamente sistemi obsoleti, progettati per i problemi del passato e non per le sfide del futuro” ha commentato Jon S. Chorley, chief sustainability officer e group vice president of supply chain management product strategy di Oracle.   “Oracle SCM Cloud è stato realizzato fin dal principio in funzione del cloud proprio per supportare le sfide di business di oggi e di domani. Le novità introdotte ampliano l’offerta in orizzontale e in verticale, confermando il nostro impegno volto a offrire soluzioni di eccellenza per la supply chain: mettiamo a disposizione la visibilità, gli insight, le capacità di cui le aziende hanno bisogno per bilanciare adeguatamente domanda e offerta tramite supply chain globali sempre più complesse”. Con la nuova versione di Oracle SCM Cloud, Oracle amplia in modo significativo quella che già era la più completa suite cloud-based per la gestione della supply chain presente sul mercato. Sono introdotte sei nuove applicazioni e centinaia di nuove funzionalità che supportano modelli di business demand-driven applicando best practice end-to-end moderne, dedicate specificamente alla supply chain. Inoltre, è stata migliorata ulteriormente la user experience con nuove funzionalità dedicate anche agli infolet. Le nuove applicazioni aggiunte in Oracle SCM Cloud sono le seguenti. Oracle Sales and Operations Planning (S&OP) Cloud: un’applicazione che esegue in modo coerente e complete la strategia, con allineamento e visibilità a livello enterprise, per promuovere crescita e redditività. Aiuta le aziende a raggiungere i loro obiettivi di business potendo fare rapidamente valutazioni e decidere come agire in base ai piani previsti. Si può disporre di una pianificazione aggregata, completa di funzioni per la collaborazione social e di funzioni per la gestione dei processi S&OP; vendite e operations sono allineate, per migliorare il processo decisionale attraverso funzioni di analytics integrate. Oracle Demand Management Cloud: permette alle aziende di raggiungere gli obiettivi di business ottimizzando i rilasci di nuovi prodotti, migliorando il processo decisionale e sincronizzando la pianificazione della domanda tra funzioni multiple. Le aziende possono così migliorare la visibilità sulla domanda della clientela, gestirne la variabilità, rilevarla, prevederla e dirigerla con precisione. Oracle Supply Planning Cloud: un’applicazione che permette di adattarsi velocemente alla fluttuazione della domanda, potendo pianificare più strategie di produzione e fulfillment in tempo reale, con strumenti per la pianificazione delle attività globali della supply chain, per il monitoraggio e la prioritizzazione delle aree problematiche, per la valutazione e l’esecuzione delle azioni che presentano il massimo impatto. Si introduce una maggiore agilità, grazie alla disponibilità di un sistema completo dedicato alla base installata e alla relativa genealogia, in grado di tenere traccia dei vari dettagli “as built”; un sistema che viene sfruttato dalle applicazioni di manutenzione Manteinance Cloud e dalla nuova applicazione Service Contracts Cloud. Oracle Supply Chain Collaboration Cloud: questa applicazione consente una maggiore velocità di business, permettendo alle aziende di pianificare, gestire, collaborare in modo più efficacemente in tutte le attività con fornitori e terzisti. Consente di integrare la pianificazione, l’orchestrazione, la visibilità sulla supply chain e l’esecuzione per migliorare le transazioni con i vari partner, collaborare nella previsione degli ordinativi, gestire le eccezioni, tracciare con più efficacia i processi produttivi e guadagnare il controllo anche sulle operazioni che vengono esternalizzate. Oracle Quality Management Cloud: consente di raggiungere un’eccezionale livello di qualità dei prodotti, proteggendo il valore del brand grazie a una combinazione di acquisizione dati, analisi e azione. Permette alle aziende di creare best practice in tutti i processi: dall’identificazione fino alla risoluzione di eventuali problemi, utilizzando una soluzione completa e integrata che consente di gestire la qualità in modalità closed-loop. Oracle Maintenance Cloud: questa applicazione migliora il ritorno sul capitale immobilizzato e abbatte i costi, migliorando la manutenzione degli asset aziendali. Le operazioni di manutenzione sono più produttive ed efficienti, perché si può sfruttare una piena integrazione tra applicazioni finanziarie, di manutenzione e supply chain per trasformare la manutenzione degli asset, tradizionalmente complessa e costosa, in un processo capace di produrre vantaggio competitivo. Oltre a questi nuovi prodotti, i moduli Oracle SCM Cloud già esistenti sono stati significativamente migliorati. Le novità più importanti sono le seguenti. Navigazione information-driven: tutte le funzionalità utente sono ora accessibili attraverso cruscotti specifici per i singoli ruoli e attraverso landing page composte da infolet analitici che evidenziano eventuali problemi indicando agli utenti le azioni da intraprendere. Magazzino: possibilità di

Google punta la divisione smartphone di HTC

Google ha intenzione di acquisire HTC per diventare un produttore di smartphone a livello dei colossi del settore HTC naviga da tempo in cattive acque e oggi perde di ricavi il 54,4% su base annua. L’azienda taiwanese non è riuscita a sostenere il ritmo di Apple e Samsung e inoltre deve vedersela con la crescita esponenziale dei produttori cinesi come Xiaomi e Huawei, che a luglio dovrebbe aver guadagnato la seconda posizione nel mercato smartphone ai danni della Mela. Nonostante i buoni risultati ottenuti con HTC 11, che da solo e in appena un mese ha superato le vendite del suo predecessore e One M9, pare che l’azienda sia decisa a vendere. Da tempo si vocifera questa ipotesi ma oggi la possibilità di un’acquisizione sembra molto più probabile. Tra le varie società interessate all’acquisto, quella che è più vicina a completare l’operazione pare proprio sia Google. Big G ha intenzione di competere ad armi pari con Samsung ed Apple ma per farlo deve controllare ogni aspetto della produzione. Il colosso del web, che ha creato una nuova holding per la gestione delle startup che si occupano di progetti innovativi, ha già fatto i primi passi curando l’aspetto hardware e software degli smartphone Pixel ma per fare il salto di qualità ha necessità del know how di HTC. Google ha inoltre investito in LG per i display dei suoi dispositivi e si vocifera voglia produrre da sé anche i processori come fanno già da tempo Samsung ed Apple. Le due aziende inoltre hanno già collaborato in passato alla creazione di Nexus One e oggi produce proprio i Pixel, il cui prossimo modello potrebbe avere caratteristiche molto interessanti. HTC dal canto suo ha scelto di concentrare i suoi sforzi su un settore dall’ampia possibilità di crescita come la realtà virtuale. L’AD Cher Wang ha lasciato intendere che potrebbe nascere una nuova controllata dedicata allo sviluppo di HTC Vive e ha annunciato un investimento da 100 milioni di dollari nelle startup del settore VR. The post Google punta la divisione smartphone di HTC appeared first on Data Manager Online.

Estos cresce e si racconta in attesa della release a ottobre del bestseller Procall6 Enterprise

Vent’anni di storia e una vision innovativa Di storie imprenditoriali di successo ce ne sono tante, e quasi tutte nascono da un’esigenza, una passione. Nel campo delle comunicazioni, in particolar modo, i grandi progetti hanno spesso preso corpo dalla necessità di comunicare: sempre meglio, sempre più veloce. Pensiamo ai padri, ai protagonisti delle telecomunicazioni. A Meucci, che inventò il telefono per amore della moglie ammalata, e a Zuckeberg, che in ambito universitario, quasi per gioco lanciò Facebook cambiando letteralmente il modo di socializzare ed il senso dell’“essere connessi”. Nel settore ICT tutto corre, di secondo in secondo, si evolve velocemente. Resta al top chi trova la chiave giusta per affrontare il cambiamento intercettando i problemi e le lacune lamentate dall’utenza. Chi sta al passo con i tempi traducendo le esigenze del mercato in soluzioni innovative e di qualità. Rischiando, con la giusta dose di coraggio imprenditoriale. “Pensare al futuro, agire in anticipo creando qualcosa di meraviglioso”. E’ quello che ha fatto estos nel 1997, quando i due soci fondatori (all’epoca inquilini) Stephan Eckbauer e Stefan Hobratschk, alle prese coi tipici problemi della vita studentesca, nella loro casa condivisa, si trovarono a risolvere la questione della “bolletta da pagare a fine mese”.  Entrambi amanti della tecnologia, sbrogliarono la matassa mettendo a punto un software in grado di analizzare i dati delle conversazioni. Lo sviluppo di quel software fu la pietra miliare. Da quel momento l’ascesa tedesca che ha poi interessato anche l’Italia è stata inarrestabile. A raccontarcela è Alessandro Parisi, country manager estos Italia, che ha seguito da vicino la trasformazione di un business tutt’ora in evoluzione. Ieri come oggi la forza innovativa e la vision lungimirante dei fondatori hanno tracciato il percorso. Un cammino di successi suggellato dal prestigioso traguardo dei 20 anni di attività dell’azienda. “Il segreto? Un giusto mix di professionalità e passione e la capacità di riconoscere in tempo reale i trends, innovare con consapevolezza e know how, creare tecnologie emergenti – spiega Alessandro Parisi, Managing Director- estos sviluppa da sempre soluzioni legate alle telecomunicazioni ponendosi come obiettivo primario l’ottimizzazione delle procedure di UCC – Unified Communication & Collaboration. La società negli anni si è evoluta in modo organico, è cresciuta ed ha ampliato la sua offerta seguendo nello sviluppo dei prodotti la naturale evoluzione delle prime soluzioni CTI (Computer Telephony Integration) nate intorno agli anni 2000.  Il nostro è un software di comunicazione a prova di futuro. Semplice e diretto, a supporto delle aziende”. E che viene utilizzato ogni giorno da oltre un milione di utenti. Agevolare l’utente business nell’utilizzo del proprio dispositivo telefonico. Rendere la comunicazione aziendale più efficiente, ottimizzare il lavoro degli utenti riducendo gli errori e semplificare le attività ripetitive facilitando la collaborazione con colleghi, clienti e partner. Il portfolio estos è completo di soluzioni adatte al singolo utente e agli scenari multi utenza. “Estos – conferma Parisi – sta cambiando e semplificando il modo di lavorare all’interno delle aziende clienti. La comunicazione telefonica tradizionale sta perdendo campo. Il dispositivo di nostra proprietà, il mobile, sta diventando lo strumento più utilizzato in assoluto anche al lavoro. Cresce in maniera esponenziale il mercato dell’e- commerce. A noi il compito di creare una soluzione che aiuti il cliente nell’accelerare le procedure per la gestione degli ordini, ad esempio. Crediamo sempre più nell’automazione dei processi di lavoro. Velocizzare, semplificare”. La gestione della chiamata inbound con meccaniche intelligenti, la divisione del carico di lavoro, il monitoraggio della qualità del servizio erogato. Capire il costo di gestione di un cliente e valutare il lavoro svolto: queste le richieste che arrivano oggi dal mercato, i business needs ai quali risponde concretamente estos con le sue soluzioni. Supportare l’utente nelle attività quotidiane integrando non solo più sistemi di comunicazione ma anche tutte le piattaforme che detengono informazioni di processo dell’azienda. “Combinando i due elementi – afferma Parisi – l’utente è in grado di interagire in maniera molto dinamica col suo cliente/fornitore. Riesce a migliorare anche l’aspetto della gestione della comunicazione e ad analizzare informazioni relative alle interazioni coi clienti”. I più sensibili a questo tipo di applicazione sono le aziende che hanno molta interazione col cliente, a livello comunicativo, che hanno un front- end di persone, una forza commerciale che deve gestire molte richieste. Dallo studio legale al commercialista, dalla grande impresa nell’ambito della distribuzione. Il campo d’azione è ben delineato: “Ci siamo ritagliati la media enterprise. Aspiriamo alla media e piccola impresa che ha bisogno di continue personalizzazioni della piattaforma, ed è questo aspetto che fa la differenza. E’ il vero valore aggiunto che ci permette di essere vicini al cliente e vendere servizi professionali andando ad agire sugli scenari di integrazione”. Tra i prodotti di punta troviamo il bestseller Procall 6 Enterprise. La release del prodotto che sintetizza la perfetta integrazione tra comunicazione e processi di lavoro aziendali, offrendo agli utenti la possibilità di scambiare informazioni con partner esterni, è prevista per il mese di ottobre.  Uno strumento semplice, efficiente ed indispensabile. Non solo sviluppatori di software. E’ importante oggi offrire servizi di telecomunicazione evoluti e allo stesso tempo entrare nel merito delle attività del cliente dal punto di vista dei processi di lavoro. “Proporsi come consulente del proprio cliente sul piano comunicativo – spiega l’amministratore delegato estos Italia- ma anche dal punto di vista della gestione dei processi di lavoro. La nostra è un’azienda che studia il mercato e cerca di dare ai partner strumenti giusti per sviluppare business a valore aggiunto”. Ovviamente con semplicità ed efficienza. L’alta affidabilità della piattaforma, sempre aggiornata rispetto ai sistemi operativi presenti sul mercato è una delle qualità riconosciute e maggiormente apprezzate. L’innovazione, insomma, è a portata di clic: non sono richiesti infatti requisiti particolari per poter accedere ed utilizzare le soluzioni offerte da estos. L’utente si trova di fronte ad un’interfaccia familiare riuscendo con facilità ad usufruire dei servizi come la ricerca contatti, il lancio di una chiamata con un clic (click-to-call), l’interazione immediata coi colleghi. “All’orizzonte, ci sono sempre nuove idee. Aspettiamo con entusiasmo l’appuntamento col lancio del Procall6”. A