360 Consulenza
Assistenza

Italia: i ransomware non si fermano

Il nostro Paese è il settimo al mondo e il secondo in Europa più colpito da questo fenomeno. Rimane alto anche il numero di app maligne scaricate I ransomware continuano ad abbattersi sull’Italia, che risulta il settimo Paese nel mondo e il secondo in Europa più colpito da questo fenomeno. Questo il dato che emerge dal periodo di monitoraggio gennaio 2016 – giugno 2017 e reso pubblico da “The cost of compromise”, il report sulle minacce informatiche che hanno caratterizzato la prima metà del 2017 a cura dei laboratori Trend Micro. A livello globale, il report mostra che nel primo semestre 2017 le aziende hanno dovuto lottare principalmente contro i ransomware – Trend Micro ne ha bloccati 82 milioni – e le truffe Business Email Compromise (BEC), con oltre 3.000 tentativi sventati. Ad aprile e giugno, gli attacchi dei ransomware WannaCry e Petya hanno colpito migliaia di aziende nei settori più disparati causando perdite per 4 miliardi di dollari. Le truffe Business Email Compromise, invece, hanno fatto raggiungere i 5,3 miliardi di dollari di perdite, secondo l’FBI (dato totale a partire dal 2013). In generale, nella prima metà del 2017, la Trend Micro Smart Protection Network ha bloccato 38 miliardi di minacce. La maggior parte via e-mail, a testimonianza di come questo sia ancora il mezzo preferito per diffondere comunicazioni spam che veicolano i ransomware o le truffe BEC. I file più utilizzati per diffondere i malware sono stati: .PDF, . XLS, JS, .WSF e .DOCX. Nel periodo totale di monitoraggio gennaio 2016 – giugno 2017, invece, il numero totale di ransomware intercettati è arrivato a 1,2 miliardi. Italia: i numeri della prima metà del 2017 Ransomware – Nel periodo di rilevazione gennaio 2016 – giugno 2017, l’Italia è stata raggiunta dal 2,53% di ransomware di tutto il mondo, percentuale che le fa guadagnare la settima posizione a livello mondiale tra le nazioni più colpite. Queste le prime sei: USA (15%), Brasile (12,01%), India (9%), Vietnam (5,11%), Turchia (4,60%), Messico (4,19%). A livello EMEA invece, l’Italia è la seconda nazione più colpita con un 10,03%. In prima posizione troviamo la Turchia (18,23%), a seguire Germania (9,51%), Spagna (6,84%) e Francia (6,62%). App maligne – Il numero di app maligne scaricate nella prima metà del 2017 è di 2.033.399 e quasi raggiunge il totale di tutto il 2016, quando ne erano state scaricate 2.646.804. Il fenomeno delle app maligne si conferma un trend costante nel nostro Paese, il quarto più colpito in Europa dopo Russia, Francia e Lussemburgo Malware – Il numero totale di malware intercettati in Italia nella prima metà del 2017 è di 19.014.693. In tutto il 2016 erano stati 22.104.954 Spam – Le comunicazioni spam inviate dall’Italia nella prima metà del 2017 sono state 7.831.222 Visite a siti maligni – Le visite a siti maligni sono state 6.983.362 Online Banking – Nella prima metà del 2017 sono stati 1.525 i malware di online banking che hanno colpito l’Italia. Questo fenomeno registra una flessione rispetto al 2016 e al 2015 Exploit Kit – Gli attacchi con exploit kit rilevati in Italia nella prima metà del 2017 sono stati 22.327. In generale questo fenomeno è in calo in tutto il mondo The post Italia: i ransomware non si fermano appeared first on Data Manager Online.

Apple Music raggiunge 30 milioni di abbonati

Apple Music ora conta la metà degli abbonati di Spotify ma è nato 7 anni prima del servizio svedese Apple Music è nata appena 2 anni fa ma cresce a una rapidità impressionante. A soli 7 mesi dal lancio, la piattaforma di streaming musicale di Cupertino ha raggiunto 10 milioni di abbonati che sono poi raddoppiati nel dicembre scorso. A giugno gli utenti paganti sono diventati 27 milioni. Oggi il produttore e direttore di Apple Music, Jimmy Iovine, ha confermato a Billboard che il servizio di Apple ha superato i 30 milioni di abbonati ma l’azienda non è soddisfatta. Spotify, che in estate ha debuttato su Windows Store, conta infatti 60 milioni di utenti paganti e 140 milioni di iscritti in totale. “Non credo che quello che esiste adesso sia abbastanza. […] Solo perché si aggiungono milioni di abbonati e i numeri del vecchio catalogo crescono, non è questo il trucco. Non è destinato a durare. […] Credo che siamo nel posto giusto, abbiamo le persone giuste e l’atteggiamento giusto per non accontentarsi di ciò che esiste attualmente”, ha detto Iovine. Apple, che sta cercando psicologi per rendere Siri più empatico, è convinta che la musica non è sufficiente ad attirare l’attenzione degli utenti e che servano contenuti collaterali. “Bisogna porre contesto e storie intorno alla musica. La canzone in sé è ovviamente il punto principale della passione – è la chiave che apre la porta. Ma cosa c’è dentro alla stanza che trasforma un fan in un super fan?”, ha sottolineato Zane Lowe, Creative Director della radio Beats 1. Questa è una piccola conferma che sarà effettivamente Apple Music a ospitare i programmi e le serie TV prodotte dal colosso di Cupertino. The post Apple Music raggiunge 30 milioni di abbonati appeared first on Data Manager Online.

Talassemia, si può eliminare con la chirurgia genetica

Grazie a un’evoluzione della tecnica Crispr-Cas si può correggere un “mattone” di Dna dalla malattia Dalla Cina arriva la “chirurgia del Dna” in grado di rimuovere alcune patologie negli embrioni umani. Anche negli Stati Uniti grazie alla tecnica del taglia-incolla Crispr-Cas9 un’équipe di ricercatori della Oregon Health and Science University ha aperto la strada alla possibilità di correggere i difetti genetici legati allo sviluppo di malattie innate. Ora per la prima volta in Cina è stato corretto l’errore genetico che produce la talassemia, anche nota come anemia mediterranea, agendo su un singolo mattone di genoma. Una tecnica più efficiente della Crispr La tecnica usata è una evoluzione della Crispr-Cas, la cosiddetta ‘taglia-incolla’ del Dna, che però agisce sui geni, ovvero delle sequenze di basi. Nella variante si agisce sulla singola base, una delle quattro ‘lettere’ che compongono il genoma. A effettuare per la prima volta l’operazione sono i ricercatori della Sun Yat-sen University, che hanno corretta una G in una A, eliminando così l’errore che porta alla beta talassemia. David Liu, uno dei pionieri, al sito della Bbc, spiega che questa tecnica è più efficiente e con meno effetti collaterali della Crispr. “Circa due terzi delle varianti generiche associate alla malattia sono mutazioni di una singola base – sottolinea -. Quindi l’editing delle basi ha le potenzialità di correggere direttamente, o riprodurre a scopi di ricerca, molte mutazioni patogene”. Le “forbici” potrebbero tagliare altrove Come sempre in questi casi, la notizia ha riacceso i dibattiti di natura bioetica circa le implicazioni legate alla possibilità di cambiare il Dna umano. Forti dubbi ci sono sul loro utilizzo sugli embrioni, che per ora è permesso in Cina e in pochi altri paesi, tra cui la Gran Bretagna. “Tutte queste tecniche prevedono l’utilizzo di enzimi per fare le modifiche che possono essere assimilati a delle ‘forbici’ – sottolinea Bruno Dallapiccola, Direttore Scientifico del Bambino Gesù di Roma -. Il problema è che le forbici tagliano dove c’è il difetto da correggere, ma potrebbero tagliare anche altrove. Molti studi hanno dimostrato che si generano anche degli errori non voluti. Questo vuol dire che se si fa una correzione di un gene in un embrione non è detto che non ci siano ripercussioni in altre funzioni: magari dall’analisi dei geni non emergono problemi, ma bisogna vedere anche se l’espressione dello stesso rimane uguale. Per saperlo bisognerebbe farlo sviluppare, nascere e seguirlo nel tempo, una cosa che nessun comitato etico, neppure in Cina, permetterebbe”. The post Talassemia, si può eliminare con la chirurgia genetica appeared first on Data Manager Online.

Servizi digitali migliori con la piattaforma CITADEL

Presentato il progetto europeo triennale per migliorare le politiche delle PA e renderle sempre più collaborative e aperte “Continuiamo nel percorso di innovazione e ricerca che da sempre ha caratterizzato questa amministrazione regionale e con questo progetto europeo coniughiamo ricerca, partecipazione ed efficienza dei servizi”. Così l’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone presentando in conferenza stampa, il giorno 26 settembre, il progetto CITADEL, Empowering Citizen to TrAnsform European PubLic Administration for Better Public Value, inserito nel programma Horizon 2020. “Una bella soddisfazione aver partecipato, con questo progetto Citadel, ad un bando della Commissione europea – ha continuato la Capone – non è molto frequente infatti in Italia avere l’opportunità di prelevare fondi direttamente dalla Commissione europea. Bene, la Puglia c’è riuscita con una bella alleanza con partner privati e pubblici. Oggi presentiamo la piattaforma che consentirà, in modo democratico e plurale, di poter acquisire il contatto diretto con i cittadini su due temi fondamentali, il turismo e i beni culturali. Questa piattaforma – ha spiegato l’assessore – consente una usabilità sia da parte dei cittadini che da parte delle amministrazioni. Si mette a disposizione per acquisire non solo le informazioni dirette ma anche quei sistemi innovativi ulteriori che possono far migliorare le tecnologie, sempre con l’obiettivo della partecipazione”. “Dispositivi mobili, e-piattaforme e social network stanno aprendo nuove modalità di interazione tra cittadini e PA – ha spiegato la Capone – è possibile personalizzare i servizi e renderli più semplici ed efficaci e nel contempo ridurre gli sprechi, aumentando la condivisione e il riutilizzo delle informazioni. I servizi digitali possono dunque contribuire a un funzionamento più efficace dei processi di governo, a patto che siano di facile utilizzo e siano disegnati sulle esigenze reali dei cittadini.” In Puglia si è deciso di partire dal turismo e dai beni culturali. Citadel infatti, in un processo di analisi e co-progettazione, testerà i tre diversi portali regionali www.viaggiareinpuglia.it, www.pugliaxp.it e www.agenziapugliapromozione.it per migliorarne e ampliarne le prestazioni. “Abbiamo scelto il settore del turismo e dei beni culturali per avviare questo progetto – ha detto l’assessore – perché siamo convinti che migliorare costantemente i servizi offerti ai cittadini sia un esercizio di democrazia e un imperativo per l’amministrazione pubblica. Come per il piano strategico del turismo e della cultura, la pratica di condivisione è per noi una costante dell’azione politica. La Puglia è una delle regioni più belle d’Italia e le istituzioni e gli operatori turistici hanno bisogno di puntare non solo sulle emozioni di un territorio ricco e generoso, ma anche su un’unica squadra che affronta le sfide dell’innovazione, immaginando sempre nuovi servizi digitali e rendendoli sempre più efficienti, per affermare la propria identità e favorire l’economia complessiva della Puglia”. La Regione Puglia è una dei 12 partner, provenienti da 5 differenti regioni europee, che collabora al progetto e che insieme, adottando la soluzione CITADEL, creano il giusto mix tra interessi di diversa natura: ricerca di prospettive sociali e tecnologiche, ottenimento risultati industriali applicabili a casi reali e necessità derivanti dai cittadini e dal settore pubblico. All’incontro con la stampa ha partecipato anche l’Ing. Michele Moretti, CEO di Fincons Group: “Sono orgoglioso della partnership con Regione Puglia e InnovaPuglia sul progetto di ricerca in ambito Smart Government CITADEL. Siamo oggi una multinazionale della consulenza IT, ma tengo sempre presente il mio impegno di mettere al servizio di un ecosistema allargato i risultati raggiunti dal nostro business e soprattutto dall’innovazione abilitata dai nuovi modelli di business digitali. Creare una piattaforma che permetta alle Istituzioni di capire e misurare le diverse tipologie di servizi offerti al Cittadino e di migliorare tali servizi in termini di attrattività, rilevanza, accessibilità, promuovendo un’interattività tra Istituzioni e Cittadino, può dare il via a un circolo virtuoso portando il vero valore aggiunto nel supporto al Cittadino. In più, se tutto ciò ci consente di far crescere le competenze e il know-how della sede di Bari, che oggi conta oltre 400 professionisti dell’IT, anche l’aspetto del cuore è soddisfatto, date le mie origini.” Alla conferenza erano presenti inoltre il responsabile del servizio Ricerca e Innovazione di InnovaPuglia, Marco Di Ciano (“con Citadel si continua nel percorso già avviato, avendo come obiettivo l’uso intelligente, inclusivo e quanto più integrato e accessibile dei servizi digitali per il cittadino.”) e, per conto dell’Università di Bari, Gianluigi De Gennaro (“l’Università di Bari ha grande interesse per i temi dell’innovazione tecnologica applicati ai servizi pubblici, siamo convinti che ogni occasione di studio, ricerca e analisi di progetti e servizi digitali sia utile a sviluppare le competenze di una cittadinanza in grado di saper cogliere le opportunità del digitale quale strumento in grado di favorire collaborazione, inclusione e sviluppo sociale”). The post Servizi digitali migliori con la piattaforma CITADEL appeared first on Data Manager Online.

Il Next Year di ARXivar è pieno di successi

Una crescita esponenziale che si è tradotta in un aumento del personale e in una più ampia offerta per partner e clienti. Tutte le novità di Able Tech Da sei anni Able Tech dedica un momento particolare della sua storia all’incontro con i partner. L’evento Next Year è un contenitore di tante novità con cui la software house italiana, leader nel campo della Gestione Elettronica dei Documenti, del Workflow & Process Management e della Conservazione digitale, disegna i prossimi passi della sua veloce ascesa. Ad aprire la kermesse è stato Claudio Vigasio, Presidente e CEO di Able Tech, che ha invitato i presenti a ragionare non solo sui numeri che ogni giorno portano a casa ma anche sulla qualità che hanno introdotto all’interno di uffici e compagnie, con il loro ruolo di ambasciatori di innovazione. Un concetto perfettamente ripreso da Andreas Schwalm, consulente di comunicazione di Assintel, che ha spiegato in che modo la trasformazione digitale cambia il mondo delle imprese: “La digital transformation ha causato un effetto domino. Si tratta di un trend che crea nelle aziende e nelle persone notevoli aspettative. Per raggiungere tali obiettivi i soggetti adottano nuove soluzioni che fanno evolvere il mercato tecnologico, contribuendo alla nascita di altre aspettative. Insomma un circolo vizioso che accelera il progresso in settori diversi del lavoro. Ma non basta: se è vero che la digitalizzazione rende migliore il paese, occorrono ambasciatori che diffondano la cultura del rinnovamento presso i loro clienti, che si scontrano spesso con voci di costo da tagliare. In tal senso l’Industry 4.0 ha smosso il panorama, sdoganando i temi della nuova fabbrica presso i decisori delle singole società”. Abilitare l’innovazione Allora la piattaforma di ARXivar è un abilitatore di innovazione? Stando alle parole di Vigasio si: “Nel momento in cui i partner scelgono Able Tech sanno di poter contare su una collaborazione basata sulla fiducia, che porta benefici a entrambi sia in quanto a business che a crescita personale. Una delle nostre finalità è condividere la visione di futuro che da sempre ci contraddistingue. Solo in questo modo abbiamo superato momenti difficili per tutta l’economia nostrana, continuando a credere nello sviluppo dell’IT come tassello fondamentale della ripresa”. “Perché i partner ci scelgono? Per la fiducia”. Parola di AbleTech @ARXivar #nextyear pic.twitter.com/D5a7Fb9GB8 — Data Manager Online (@datamanager_it) 28 settembre 2017 Le cifre che contraddistinguono gli ultimi tre anni di ARXivar spiegano meglio di ogni altra parola l’ascesa del gruppo: “Il cambio di passo c’è stato nel 2014 – continua Vigasio – con un mantenimento di anno in anno dei ricavi che è proseguito anche nel 2017. I nuovi dati, consolidati ad agosto, raccontano di un andamento del +10% rispetto ai mesi precedenti e siamo ottimisti che con il set di strumenti IX, che compongono un insieme di tool su cui puntiamo fortemente, si possa andare anche oltre, per raggiungere obiettivi sempre maggiori”. Cosa c’è nel domani L’incremento del fatturato ha permesso di aumentare le risorse interne di Able Tech. Si è passati, nell’arco di un anno, da 56 dipendenti a 69 professionisti (più 2 amministratori), tra cui il novizio direttore commerciale Stefano Nalesso Ercolin, affiancati da una Academy che offre periodicamente a partner e clienti la possibilità di aggiornarsi sulle ultime novità di ARXivar, ottenendo certificazioni che rappresentano una garanzia di qualità verso gli interlocutori.  Ad oggi sono oltre 230 i business partner, 53 quelli certificati e 7 i partner gold. Ma non solo: la sfida è già partita con l’espansione verso l’estero, come peraltro già anticipato in primavera. Non solo l’Europa ma anche il Sud America, con un primo approccio al complesso e sicuramente sfidante mercato argentino. Sul piano delle vere e proprie soluzioni, Able Tech ha presentato X Friday, un’iniziativa che, a partire da novembre, vedrà una live demo di 90 minuti ogni due settimane (di venerdì), con cui partner e clienti potranno incontrarsi per scoprire nuovi prodotti. Al fianco di questi vari webinar approfondiranno temi particolari, dal cloud alle procedure di fiscalizzazione digitale, per capire il presente e anticipare il futuro. The post Il Next Year di ARXivar è pieno di successi appeared first on Data Manager Online.

Ford e Lyft insieme per le auto senza pilota

Entro il 2021 vedremo la prima vettura scaturita dalla partnership delle due compagnie statunitensi. I punti di forza? Design e iper-connettività C’è una nuova collaborazione nel panorama dell’automotive che promette grandi cose. Ford e Lyft hanno stretto un accordo di partnership che le vedrà lavorare fianco a fianco per la produzione di un veicolo a guida autonoma entro il 2021. L’americana ci metterà il design e la parte hardware mentre Lyft penserà a connettere tutta la struttura alla propria rete, che già serve oltre il 90% della popolazione USA con un servizio di trasporto privato, concorrente di Uber. Sherif Marakby, vice presidente di Ford per la divisione veicoli autonomi, ha spiegato che l’integrazione delle macchine nel network di Lyft sarà graduale con l’ingresso prima delle auto classiche e poi di quelle senza pilota, così da creare una sorta di community intelligente e iper-connessa. Quattro ruote con l’AI La stessa Ford ci ha tenuto a precisare che nella roadmap prevista non sono presenti concept o prototipi: quando sarà il momento si vedrà l’automobile per quello che è, definita, ultimata e quasi pronta per andare su strada. La partnership con Lyft però non finisce qui, visto che le due hanno in mente di testare un servizio di consegna porta a porta utilizzando proprio un veicolo autonomo, anche declinato in van per il trasporto su brevi distanze di persone. Il progetto utilizzerà un software specifico sviluppato da Argo AI, compagnia nella quale Ford ha investito 1 miliardo di dollari per i prossimi 5 anni. Insomma la strategia c’è tutta e ha preso quota quando, qualche tempo fa, il costruttore si era assicurato per 700 milioni di dollari l’area cantieristica di Flat Rock, nel Michigan, dove sorgeranno fabbriche e laboratori dedicati alla produzione di veicoli elettrici e privi di pilota. The post Ford e Lyft insieme per le auto senza pilota appeared first on Data Manager Online.

Nintendo Switch ha risvegliato il mercato delle console portatili

L’ibrido di Nintendo è ancora in testa alle vendite mese su mese e per questo le rivali starebbero pensando alle loro iterazioni mobili Nintendo lo aveva detto in tempi non sospetti: la nuova console sarà un prodotto unico, sbalorditivo, che attrarrà un sacco di persone. Forse gli analisti non ci credevano ma l’oggetto ha confermato le aspettative del produttore. Negli ultimi mesi Switch è saldamente in testa alle vendite di console a livello globale, avendo lasciato indietro Sony e Microsoft, che si appresta a lanciare la sua Xbox One X, vero mostro di potenza e prestazioni. Il successo della casa nipponica ha però riacceso gli entusiasmi del gioco in mobilità, quello che valica i limiti ancora evidenti di smartphone e tablet. Tra le tante compagnie, proprio Sony potrebbe rinvigorire la flotta di PSP, malamente caduta nell’oblio dopo i non esaltanti risultati di PS Vita. Piccolo è bello Nelle scorse settimane sembrava che il colosso giapponese stesse preparando il lancio di una nuova console portatile, con l’intento di raggiungere i fasti della PSP, vera icona della prima decade dei 2000. Eppure l’entourage nega tutto, forse per portare avanti una certa strategia di marketing nei confronti della diretta rivale connazionale, Nintendo appunto. Intervenendo su Bloomberg, Andrew House, presidente di Sony Interactive Entertainment, ha spiegato che all’orizzonte non vi è alcuna nuova PS Vita, fondamentalmente per la mancanza di domanda da parte del mercato; ma allora come si spiega il clamore intorno alla Switch? “Quello di Nintendo è un dispositivo diverso, ibrido, che soddisfa bisogni differenti – ha spiegato – hanno seguito una strada diversa e si è rivelata vincente. Noi restiamo concentrati sul grande schermo, almeno per adesso”. Non è detto che Sony abbia mollato del tutto il contesto del gioco in mobilità. Di certo in un mondo che guarda soprattutto ai risultati di vendita, la Switch rappresenta un esempio da seguire per cercare di svecchiare metodologie di accesso e di fruizione dei videogame; un modello che la concorrenza potrebbe far proprio per riprendersi un mercato sempre più eterogeneo. The post Nintendo Switch ha risvegliato il mercato delle console portatili appeared first on Data Manager Online.

Anche Samsung vuole i processori per l’intelligenza artificiale

Samsung progetta un processore Exynos specifico per l’intelligenza artificiale come hanno fatto Huawei ed Apple Gli smartphone ora necessitano di una potenza di calcolo maggiore per poter gestire applicazioni come la realtà virtuale e l’intelligenza artificiale. Per questo l’ultimo trend tra i produttori è quello di realizzare processori ad hoc in grado di elaborare enormi quantità di dati senza così influire sulle prestazioni del dispositivo. Stando a una fonte riportata dal Korea Herald, anche Samsung ha intenzione di dedicarsi a un progetto simile e lavora a un nuovo modello del suo processore Exynos. Oggi Samsung effettua l’elaborazione dei dati di servizi come Bixby, che in futuro sarà la voce di un dispositivo per la casa, nel cloud ma con questa nuova tecnologia sarà possibile eliminare la connessione costante a Internet. La stessa soluzione è stata adottata con successo prima da Huawei con il suo chip Kirin 970 e poi da Apple con il processore A11 Bionic integrato in iPhone 8 e iPhone X, la cui funzione Face ID è stata oggetto d’ironia proprio da parte del produttore cinese. Samsung, che ha annunciato il lancio di uno smartphone pieghevole entro la fine dell’anno prossimo, è quindi in colpevole ritardo rispetto ai suoi due maggiori concorrenti. Il primo Exynos dedicato all’intelligenza artificiale difficilmente arriverà l’anno prossimo ma forse lo vedremo su Galaxy S9, il cui lancio pare sia stato anticipato di qualche mese. Altrimenti bisognerà attendere l’ultima generazione di Galaxy Note che arriverà fra un anno. The post Anche Samsung vuole i processori per l’intelligenza artificiale appeared first on Data Manager Online.

Booking.com lancia i Technology Playmaker Awards

Gli award premiano il contributo europeo all’innovazione in campo tecnologico, e le donne che hanno fatto da pioniere trasformando positivamente aziende, comunità e interi settori dell’economia Booking.com ha annunciato il lancio della prima edizione dei Technology Playmaker Awards. Ideati da Booking.com, questi awards nascono come riconoscimento per le donne che attraverso la tecnologia hanno rivoluzionato (e stanno ancora rivoluzionando) aziende, comunità e interi settori dell’economia. I Technology Playmaker Awards comprendono 10 categorie che rappresentano i vari campi della tecnologia, tra cui spirito imprenditoriale, innovazione, impatto sulla comunità e capacità di leadership, e sono già in attesa di candidature sul sito www.techplaymakerawards.com. Il premio principale, del valore di 10.000 €, verrà assegnato alla donna considerata dalla giuria come quella che ha avuto il maggiore impatto nel mondo della tecnologia in Europa. Le vincitrici per ciascuna categoria riceveranno invece un premio di 5.000 € come contributo allo sviluppo della loro attività di business e al raggiungimento dei loro obiettivi professionali. La giuria, presieduta da Gillian Tans (CEO di Booking.com), sarà composta da diverse altre figure leader interne all’azienda, oltre che da membri esterni provenienti dal settore della tecnologia e da settori correlati. Qualche nome: Marili ’t Hooft-Bolle, COO (Chief Operational Officer) di WeTransfer; ‎Ruth Chandler, CPO (Chief People Officer) di Skyscanner; Jon Reynolds, CEO e co-fondatore di SwiftKey, Lisa Hillier, Chief People Officer di Just Eat e Maija Palmer, Digital and Communities Editor del Financial Times. Le vincitrici saranno rivelate durante la cerimonia di premiazione, che si terrà l’8 marzo 2018 presso la Sackler Hall del Museum of London e dove Randi Zuckerberg, ‎fondatrice e CEO della Zuckerberg Media ed ex direttrice del dipartimento di Market Development di Facebook, aprirà l’evento con un discorso introduttivo. Randi Zuckerberg parlerà della sua esperienza, raccontando in che modo ha contribuito al successo di Facebook e come ha costruito per sé una carriera come imprenditrice, leader digitale e autrice di diverse pubblicazioni. Secondo una relazione stilata dalla Commissione Europea, una maggiore presenza femminile nel settore della tecnologia potrebbe incrementare il PIL europeo di ben 9 miliardi di euro l’anno. Tuttavia, le donne rappresentano al momento solo un 30% dei 7 milioni di persone che lavorano nel settore del digitale in Europa. E, mentre la minoranza del “gentil sesso” costituisce un problema piuttosto generalizzato in tutto il mondo, il settore delle start up tecnologiche europee ne risente particolarmente: solo il 14,7% infatti è fondato e gestito da donne, contro il 17% negli U.S.A. Booking.com si propone di dare un supporto e un riconoscimento in più al panorama della tecnologia in Europa, in special modo verso le donne che contribuiscono maggiormente alla sua innovazione. Per affrontare questo squilibrio tra i generi e celebrare le donne di maggiore successo nella tecnologia a livello globale, in questa prima edizione i Technology Playmaker Awards di Booking.com saranno incentrati sull’Europa. “Come una delle start up europee di maggiore successo, siamo particolarmente orgogliosi del lancio di questi awards, perché ci teniamo a mettere in risalto il valore delle donne che più hanno portato ispirazione e idee innovative nel settore digitale in Europa. La diversità di ogni tipo è stato sempre uno dei valori più radicati nella cultura aziendale di Booking.com, sin dai suoi primi passi 20 anni fa, e oggi oltre la metà dei dipendenti sono donne. E per noi è sempre stato di fondamentale importanza preservare la nostra posizione come una delle aziende tecnologiche al mondo con la maggiore diversificazione e il migliore equilibrio tra i generi. Il mondo di oggi è sempre più pilotato dall’innovazione tecnologica. Oggi più che mai c’è bisogno di leader femminili che possano fare da modello, e una cultura del settore che sostenga davvero le donne con un talento per il digitale. Ci auguriamo che i Technology Playmaker Awards possano diventare fonte di ispirazione per le generazioni future di donne che accetteranno opportunità e sfide nel campo della tecnologia”, ha commentato Gillian Tans, CEO di Booking.com e Presidente della giuria ufficiale dei Technology Playmaker Awards. Di pari passo con questa iniziativa, Booking.com parteciperà e interverrà anche all’European Women in Technology Summit di Amsterdam che si terrà l’8 e il 9 novembre 2017, e sarà partner del Web Summit di Lisbona dal 6 al 9 novembre 2017 per il programma di mentorship “Women in Tech”. The post Booking.com lancia i Technology Playmaker Awards appeared first on Data Manager Online.

A nessuno piace Essential Phone di Andy Rubin

Essential Phone, lo smartphone del papà di Android, ha venduto appena 5mila unità in Nord America Andy Rubin è stato il padre di Android e quindi tutti hanno riposto grandi aspettative nel suo smartphone Essential Phone. Il dispositivo in effetti presentava diverse caratteristiche inedite al tempo della presentazione ma alla fine gli utenti hanno preferito altre soluzioni facendolo diventare il flop dell’anno. Stando ai dati raccolti da Baystrett Research sono state distribuite appena 5mila unità di Essential Phone negli Stati Uniti. Si sarebbe trattato comunque di un risultato disastroso anche se i dispositivi venduti fossero stati 500mila. I motivi di questo fallimento sono molti. Innanzitutto l’imputato maggiore è la politica di marketing e distribuzione adottata da Rubin. Essential Phone è venduto solo in USA e Canada tramite il sito dell’azienda e la piattaforma Sprint. Alcuni modelli sono comunque disponibili su Amazon e Best Buy. Al momento non si sa quando lo smartphone debutterà in Europa e il modello più apprezzato con la cover bianca ha tempi di consegna stimati in 1/2 mesi. A ciò si aggiunge il fatto che il lancio di Essential Phone ha subito un ritardo notevole rispetto alle previsioni. I pre-ordini sono iniziati il 17 agosto scorso quando ormai Samsung, Apple e tutti gli altri grandi player del settore avevano già svelato i loro nuovi top di gamma. The post A nessuno piace Essential Phone di Andy Rubin appeared first on Data Manager Online.