Surface Pro LTE arriva il 1 dicembre
Microsoft presenterà in inverno la variante con connettività mobile del tablet dotato di Windows 10 già pronto per Office 2019 L’atteso annuncio è arrivato e con largo anticipo. Ci si attendeva da parte di Microsoft una grossa novità in ambito hardware all’evento Future Decoded di Londra, dal 31 ottobre al 1 novembre, e invece la compagnia ha deciso di svelare parte del proprio futuro già alla conferenza Ignite 2017 in corso a Orlando negli USA. Ebbene, la prima ufficialità riguarda la versione LTE del Surface Pro, che arriverà nei negozi e con disponibilità online il 1 dicembre. Probabilmente Redmond ha deciso di annunciare il prodotto un mese prima anche per dare tempo ai consumatori di stipare qualche spicciolo a Natale, nel caso vi fosse qualcuno indeciso sull’acquisto di un tablet ibrido davvero interessante. La notizia è che la variante con slot per sim ci sarà solo nella configurazione con processore Intel i5 e non il più performante i7, almeno nella fase iniziale. C’è anche Office in dirittura d’arrivo Al momento dell’acquisto di un Surface Pro LTE troveremo a bordo la solita suite Office che si appresta a rinnovarsi in grafica e funzionalità entro la prima metà del 2018. A Ignite infatti Microsoft ha svelato le date di Office 2019, con una prima preview pronta già prima dell’estate prossima. Visto il trend, Microsoft ha lavorato per integrare sempre di più il pennino (non solo di Surface) nell’interazione quotidiana con PowerPoint ed Excel, così da sfruttare in maniera migliore i diversi livelli di pressione. Integrato di default, nelle versioni enterprise, le varianti server di Exchange, SharePoint e Skype for Business, che nel tempo verrà sostituito da Microsoft Team, una piattaforma decisamente più completa e che racchiude un client di chat, cloud e una visualizzazione a mo’ di social network. The post Surface Pro LTE arriva il 1 dicembre appeared first on Data Manager Online.
Quanto vale Spotify? 16 milioni di dollari
Gli azionisti privati hanno dato un valore alla piattaforma che ha rivoluzionato lo streaming musicale, destinata a crescere ulteriormente All’inizio della sua sfolgorante carriera Spotify non era ben visto da tutti gli artisti. Molti lo hanno snobbato affermando di voler proseguire la via del digitale solo tramite i propri canali web. Niente di più sbagliato visto che la piattaforma ha dimostrato di poter aumentare gli introiti dell’industria musicale contrastando persino il file sharing illegale. Un successo insomma soprattutto per chi aveva scommesso su quella che fino a poco tempo fa era solo una rivale meno conosciuta di Apple Music o Play Music. Al momento Spotify è valutato almeno 16 miliardi di dollari dagli azionisti privati che stanno tentando di dare una mano al possibile sbarco in borsa della società svedese. Quotazione alle stelle La cifra è di circa 3 miliardi di dollari in più delle indiscrezioni diffuse a giugno, circa tre mesi fa. L’aumento della richiesta di azioni e del numero di sottoscrizioni da parte degli utenti ha dato slancio al valore totale, che da qui all’effettivo arrivo in borsa, con l’uscita pubblica, potrebbe salire sino a 20 miliardi di dollari. A livelli del genere l’azienda si appresta a guadagnare la palma come business digitale con l’uscita più alta nel 2017. Eppure fonti vicine alla svedese affermano come Spotify abbia intenzione di chiudere tutte le questioni con le major prima della fine dell’anno, per farsi trovare pronta nel primo trimestre del 2018. Questa è la tempistica più probabile per la quotazione che, stando agli analisti, ha il potenziale di abbattere il muro dei 50 miliardi di dollari nel giro di poco. The post Quanto vale Spotify? 16 milioni di dollari appeared first on Data Manager Online.
La Commissione Ue studia nuove regole contro la pirateria
La Commissione europea sta pensando di imporre a Facebook, Twitter, YouTube e altre piattaforme online di rimuovere i contenuti illegali o che incitano all’odio e al terrorismo Molto presto le più importanti piattaforme online dovranno fare molto di più per combattere la pirateria online. La Commissione Ue ha prima accusato The Pirate Bay di essere responsabile della diffusione di materiale illegale e oggi ha adottato nuove linee guida in merito alla gestione di questi contenuti da parte di aziende come Facebook, Twitter, YouTube ed eBay. Queste avranno il dovere di identificare, rimuovere e bloccare l’eventuale upaload di contenuti in violazione del copyright, materiale pedopornografico, messaggi che incitano all’odio, propaganda terroristica e riferimenti alla vendita di prodotti contraffatti. Le nuove regole non hanno ancora valore legale ma Bruxelles ha intenzione di valutarne l’efficacia ed eventualmente trasformarle in una proposta di legge vera e propria. Le piattaforme online al momento non sono responsabili dei contenuti illegali diffusi attraverso i suoi servizi ma l’Ue gli impone di provvedere a identificarli ed eliminarli secondo le modalità che preferiscono. Le nuove direttive imporranno ad aziende come Facebook, che nel prossimo futuro rischia anche di dover pagare una maxi tassa nel Vecchio Continente visti i suoi precedenti da evasore, di migliorare i sistemi di rilevamento automatico del materiale pirata e di collaborare più strettamente con le forze dell’ordine. Le piattaforme web dovranno inoltre allestire un sistema di notifica dei contenuti illegali facile da usare e anche informare correttamente utenti e provider sulla loro politica in materia di rimozione. Quest’ultimi dovranno anche avere la possibilità di poter fare ricorso e di denunciare eventuali crimini alle forze dell’ordine tramite i loro servizi. Infine, Facebook e tutti gli altri colossi del web dovranno evitare che i contenuti cancellati vengano nuovamente rimessi online tramite appositi filtri e tecnologie condivise. The post La Commissione Ue studia nuove regole contro la pirateria appeared first on Data Manager Online.
Nella prima metà del 2017 un terzo degli attacchi informatici del settore ICS rivolto alle aziende manifatturiere
Nella prima metà dell’anno le aziende manifatturiere sono state le più colpite da minacce informatiche: secondo il rapporto Kaspersky Lab “Threat Landscape for Industrial Automation Systems in H1 2017”, gli attacchi rivolti ai computer ICS di questo settore hanno costituito circa un terzo di tutti gli attacchi. Il picco dell’attività criminale è stato registrato a marzo, mentre la percentuale di computer presi di mira è diminuita gradualmente tra aprile e giugno. Durante i primi sei mesi dell’anno le soluzioni di Kaspersky Lab hanno bloccato i tentativi di attacco che sono stati diretti al 37,6% dei computer ICS protetti da Kaspersky Lab a livello globale. Cifra rimasta invariata rispetto al periodo precedente: inferiore solo di 1,6 punti percentuali rispetto alla seconda metà dell’anno del 2016. La maggior parte di questi computer si trovava all’interno di aziende manifatturiere produttrici di materiali, attrezzature e beni di vario genere. Altri settori fortemente interessati sono stati ingegneria, istruzione e ristorazione. I computer ICS delle aziende produttrici di energia elettrica hanno totalizzato quasi il 5% di tutti gli attacchi. Sebbene i primi tre Paesi in cui è stato rilevato il maggior numero di attacchi ai computer industriali rimangano gli stessi, Vietnam (71%), Algeria (67,1%) e Marocco (65,4%) i ricercatori hanno rilevato un aumento nella percentuale di attacchi ai sistemi situati in Cina (57,1%), Paese che secondo i dati rilasciati da Kaspersky Lab si posiziona al quinto posto. Gli esperti hanno anche scoperto che la principale fonte di minacce arriva da Internet: i tentativi di scaricare malware o di accedere a risorse web, classificate come malevole o relative a phishing, sono stati bloccati sul 20,4% dei computer ICS. Il motivo di queste percentuali elevate per questo tipo di infezioni dipende dalle interfacce tra reti aziendali e industriali, accesso limitato a Internet da reti industriali e connessione a Internet dai computer delle reti industriali tramite operatori di telefonia mobile. In totale, Kaspersky Lab ha rilevato circa 18.000 varianti di malware nei sistemi di automazione industriale nei primi sei mesi del 2017, appartenenti a più di 2.500 famiglie di malware diverse. Attacchi Ransomware Nella prima metà dell’anno il mondo ha affrontato un’epidemia di ransomware che ha colpito anche il settore industriale. Sulla base della ricerca di Kaspersky Lab ICS CERT, il numero dei singoli computer ICS attaccati da encryption Trojan è aumentato in modo significativo e si è triplicato fino a giugno. Nel complesso, gli esperti hanno scoperto ransomware appartenenti a 33 famiglie diverse. La maggior parte degli encryption Trojan è stata distribuita tramite messaggi di posta indesiderata “mascherati” da comunicazioni aziendali, con allegati dannosi o aventi collegamenti che portano a risorse web malevole. I dati principali della prima metà del 2017 relativi ai ransomware includono: · Lo 0,5% dei computer delle infrastrutture industriali sono stati attaccati da ransomware almeno una volta. · I computer ICS di 63 Paesi di tutto il mondo hanno affrontato numerosi attacchi ransomware tra cui i più famosi WannaCry e ExPetr. · L’epidemia di WannaCry è prima nella classifica delle famiglie di ransomware per numero di computer industriali attaccati con il 13,4%. Le organizzazioni più colpite sono le aziende sanitarie e il settore pubblico. · ExPetr è un’altra famosa campagna di ransomware dalla prima metà dell’anno. Il 50% delle aziende prese di mira da questo ransomware apparteneva al settore manifatturiero e di produzione di olio e gas. · Le prime 10 famiglie di encryption Trojan più diffuse includono anche altre famiglie di ransomware, come Locky e Cerber, che sono attivi dal 2016 e hanno consentito ai cyber criminali di ottenere il profitto maggiore. “Nella prima metà dell’anno abbiamo potuto osservare come i sistemi industriali siano poco protetti: tutti i computer industriali interessati sono stati infettati accidentalmente e da attacchi inizialmente rivolti a utenti privati e reti aziendali. In questo caso, gli attacchi ransomware distruttivi di WannaCry e ExPetr si sono rivelati significativi, portando all’interruzione dei cicli di produzione aziendali in tutto il mondo, a problemi nella logistica e a tempi di inattività forzata in alcune aziende ospedaliere. Questi attacchi possono provocare delle intrusioni ulteriori. Dal momento che per le misure preventive non c’è più tempo, le aziende dovrebbero pensare ad applicare immediatamente misure di protezione proattive in modo che in futuro non debbano prendere decisioni quando gli attacchi sono già in corso”, ha dichiarato Evgeny Goncharov, Head of Critical Infrastructure Defense Department, Kaspersky Lab. Per proteggere un ambiente ICS da possibili attacchi informatici, Kaspersky Lab ICS CERT raccomanda di: · Fare un inventario dei servizi di rete in esecuzione prestando particolare attenzione ai servizi che forniscono l’accesso da remoto agli oggetti del file system. · Controllare l’isolamento dell’accesso al componente ICS, l’attività di rete all’interno della rete industriale e nei suoi confini, delle policy e delle pratiche relative all’utilizzo di supporti rimovibili e dispositivi portatili. · Verificare la sicurezza dell’accesso da remoto alla rete industriale e ridurre o eliminare completamente l’utilizzo degli strumenti di amministrazione remota. · Aggiornare le soluzioni di sicurezza endpoint. · Utilizzare metodi di protezione avanzati: implementare strumenti che consentono il monitoraggio del traffico di rete e il rilevamento degli attacchi informatici sulle reti industriali. 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Per Elon Musk sono i razzi il futuro dei viaggi aerei
BFR è un nuovo razzo sviluppato da SpaceX che non solo ci permetterà di raggiungere Marte ma consentirà di viaggiare sulla Terra a una velocità incredibile Elon Musk non si tira certo indietro quando si tratta di stupire. Qualche giorno fa il numero uno di SpaceX ha svelato il design delle sue nuove tute spaziali e ha annunciato di aver in serbo altre novità. Durate il 68esimo Congresso Astronautico Internazionale ad Adelaide, in Australia, il miliardario sudafricano ha presentato un innovativo razzo battezzato BFR. Il vettore sarà la tecnologia su cui SpaceX ha deciso di puntare in futuro anche se i progetti come il razzo Falcon Heavy, i cui primi test inizieranno fra qualche mese, non verranno immediatamente accantonati. Questo razzo secondo Musk sarà in grado di portare l’uomo sulla Luna e Marte ma non solo. BFR è il futuro dei viaggi aerei. Il patron di SpaceX ha mostrato la sua idea attraverso una breve video di presentazione. I viaggiatori si recheranno via nave presso una piattaforma marina da cui partirà il razzo che sarà totalmente riutilizzabile. L’obiettivo dell’azienda è infatti quello di ridurre drasticamente i costi delle missioni (spaziali o terrestri che siano) sfruttando vettori che decollano e atterranno dallo stesso scalo. Una volta partito, BRF raggiungerà una velocità massima di 27mila km all’ora e sarà in grado di coprire la distanza tra New York e Shanghai in appena 39 minuti. Per arrivare a Parigi basteranno 30 minuti mentre il volo da Hong Kong a Singapore non durerà più di 22 minuti. Musk, che continua lo sviluppo del suo treno ultraveloce Hyperloop, assicura che con questa tecnologia si potrà raggiungere qualsiasi luogo sulla Terra in circa un’ora. L’aspetto più interessante è che il costo del servizio non sarà superiore a quello proposto dalle compagnie aeree. The post Per Elon Musk sono i razzi il futuro dei viaggi aerei appeared first on Data Manager Online.
ToolsGroup annuncia una nuova release della sua suite per la pianificazione della supply chain

La soluzione migra su Microsoft Azure, sfruttando la potenza dei servizi di Machine Learning ToolsGroup annuncia un’importante nuova release del suo software “Powerfully Simple” per la pianificazione della supply chain (SCP), SO99+ 8.0, potenziata da una nuova integrazione tecnologica con Microsoft. Con questa versione, ToolsGroup migra il suo software su Microsoft Azure e il suo motore di machine learning (MLE) su Microsoft AI, una piattaforma open di intelligenza artificiale (AI) e calcolo cognitivo. La versione 8.0 rende più accessibili le tecnologie di analisi avanzata, sia a grandi organizzazioni che vogliono potenziare i sistemi già in uso sia ad aziende medie in cerca di un vantaggio competitivo. È un passo importante che permette l’adozione del machine learning a una vasta gamma di realtà aziendali. ToolsGroup ha presentato la release 8.0 in anteprima a Stoccolma, in occasione della Supply Chain Conference 2017 organizzata dal partner Optilon. Guarda questo video per seguire l’intervento di Joseph Shamir, CEO ToolsGroup. La suite SO99+ 8.0 sarà disponibile a partire dal 16 ottobre 2017. Il vantaggio della prima mossa Sette anni fa, ToolsGroup è stato il primo fornitore SCP a integrare un motore di machine learning in un prodotto per la pianificazione della supply chain, come riportato da Gartner Research a proposito del caso Danone (efficiente gestione delle promozioni commerciali con il software ToolsGroup). Negli anni successivi, aziende come Lennox, Aston Martin e Amplifon hanno adottato la tecnologia di machine learning di ToolsGroup. Ora si sono aggiunte nuove applicazioni, ancora più efficienti e affidabili. Le soluzioni di ToolsGroup basate sul machine learning includono ora: Previsione delle promozioni e dell’effetto media Previsioni di vendita per nuovi prodotti Stagionalità estrema o complessa Demand sensing e social sensing L’applicativo di machine learning di ToolsGroup, MLE, va a completare Microsoft AI, per tradurre i fenomeni di business in modelli di intelligenza artificiale. Integra la modellazione statistica con i suoi modelli avanzati di analisi per risolvere i problemi di ottimizzazione e di pianificazione della supply chain. In questo modo si riduce l’incertezza nella domanda e nel rifornimento, separando il segnale dal rumore, automatizzando le attività onerose in termini di tempo. Supply Chain Planning e AI nel Cloud ToolsGroup SO99 + 8.0 ha una nuova architettura SaaS, e sfrutta appieno le potenzialità di Microsoft Azure. Il database di ToolsGroup è ora nativo cloud e ottimizzato in Azure per offrire vantaggi come scalabilità, performance e mobilità migliorate. Azure supporta le soluzioni di ToolsGroup che richiedono l’elaborazione di grandi quantità di dati, come la rilevazione dei dati di vendita in tempo reale direttamente al punto vendita. La capacità di Azure di scalare in maniera rapida e gestire grandi volumi di dati e di tener conto anche di input non tradizionali, come dati provenienti dai social media o previsioni atmosferiche, lo rende lo strumento perfetto per trattare supply chain complesse. Fornitore Microsoft per la supply chain Con SO99+ 8.0, ToolsGroup diventa fornitore per Microsoft di servizi avanzati per l’ottimizzazione della supply chain e partner di riferimento nel settore. Roberto Filipelli, Cloud & Enterprise – Partner Development Director Microsoft Apps, definisce la partnership come “la combinazione perfetta tra una società che fornisce la piattaforma e la soluzione ‘killer’ di ToolsGroup per la pianificazione della supply chain in grado di supportare diversi settori industriali.” Akshey Gupta, Direttore Microsoft AI, aggiunge, “La supply chain si fa più complessa e ToolsGroup fornisce una delle migliori soluzioni analitiche per la supply chain. Le competenze analitiche avanzate di ToolsGroup, combinate con la piattaforma Microsoft di rilevamento e apprendimento, creano una soluzione collaborativa in grado di adattarsi al contesto mutevole della supply chain.” Altri miglioramenti Gli altri miglioramenti di ToolsGroup SO99+ 8.0 comprendono: Modello dati migliorato per l’analisi what-if come parte del processo S&OP Nuove funzionalità budget e S&OP per supportare la commercializzazione di un catalogo prodotti in rapida evoluzione, come nel caso dell’e-commerce o del settore moda Funzionalità avanzate per la logistica inversa, i resi e la gestione delle riparazioni Miglioramento delle funzionalità di previsione della domanda per articoli a bassissima movimentazione (“coda lunga”) con domanda altamente frammentata Miglioramento delle funzionalità di controllo della supply chain Questa nuova release coincide anche con la certificazione ISO27001 ottenuta da ToolsGroup per la sicurezza delle informazioni, che attesta la riservatezza, l’integrità e la disponibilità dei dati. Processo di rilascio in corso Joe Shamir, CEO di ToolsGroup, ha dichiarato: “Questo è il nostro più importante rilascio software da anni, e rappresenta un passo importante nel rendere disponibile a un maggior numero di utenti la pianificazione della supply chain supportata dall’intelligenza artificiale. È anche un passo importante nella transizione di ToolsGroup verso un business completamente basato su SaaS. Stiamo incoraggiando i clienti a passare a un modello SaaS basato su cloud. Tutti i clienti di ToolsGroup, compresi gli utenti delle attuali applicazioni di machine learning, hanno la possibilità di passare a SO99+ 8.0 con il consueto processo di aggiornamento. The post ToolsGroup annuncia una nuova release della sua suite per la pianificazione della supply chain appeared first on Data Manager Online.
Check Point offre sicurezza avanzata anche a Microsoft Azure Stack
Il prodotto di punta vSEC per la sicurezza nel cloud garantisce uno spostamemto sicuro dei dati verso il cloud ibrido di Microsoft Check Point Software Technologies ha annunciato che la propria soluzione di punta vSEC per la sicurezza nel cloud di Microsoft Azure supporta ora anche Azure Stack, offrendo così un solido livello di sicurezza in tutti gli ambienti cloud pubblico e ibrido di Azure. In qualità di partner certificato Microsoft Azure, Check Point permette ai clienti di proteggere senza interruzioni tutti gli asset di Azure e i carichi di lavoro, grazie alla principale soluzione di sicurezza esistente sul mercato, fornendo una connettività sicura tra le reti on-premise e gli ambienti cloud di Azure. “Siamo entusiasti di portare i livelli di sicurezza vSEC a Microsoft Azure Stack” ha dichiarato Itai Greenberg, Head of Cloud Security Business di Check Point. “vSEC offre una totale threat prevention e una completa visibilità di tutte le minacce sia negli ambienti fisici, sia in quelli virtuali, aiutando così le aziende a migrare in modo sicuro agli ambienti cloud. La compatibilità con Azure Stack permetterà ai nostri clienti di aumentare la propria flessibilità di rete e il proprio controllo, adottando struttura, processi e strumenti in linea con lo sviluppo di applicazioni e la sicurezza”. La rapida adozione delle tecnologie cloud da parte delle imprese di tutte le dimensioni sta portando sempre di più i dati oltre i controlli tradizionali di sicurezza gestiti in modalità on premise. Il raggiungimento di una posizione solida di sicurezza in una rete sempre più diversificata e distribuita crea una serie di nuove sfide. Check Point e Microsoft hanno lavorato molto in passato sullo sviluppo di soluzioni che aiutano le imprese ad adottare in modo sicuro le ultime tecnologie e far crescere il proprio business. Check Point vSEC estende la sicurezza avanzata e multisfaccettata per proteggere i dati e gli asset presenti nel cloud dai malware e dalle altre minacce sofisticate. Progettato tenendo conto della natura dinamica degli ambienti Azure, vSEC assesta automaticamente le policy in base ai cambiamenti nell’ambiente cloud utilizzando i dati contestuali di VM, gruppi, tag e altri oggetti definiti di Azure. Ciò garantisce una maggiore protezione in termini di sicurezza, adattata alle varie esigenze dell’ambiente. Inoltre, vSEC segue senza sosta i carichi di lavoro e i dati dal cloud pubblico di Azure in ambienti Azure Stack, arricchendo i controlli nativi di Microsoft e offrendo protezione, esecuzione, registrazione e reporting – tutto da un’unica console di gestione. Gli elementi chiave includono: Advanced Threat Prevention protegge le risorse cloud contro minacce interne ed esterne. vSEC arricchisce i controlli nativi di Azure proteggendo il traffico con una sicurezza completa e multisfaccettata Unico pannello di controllo di Security Management per cloud pubblici e privati, nonché reti fisiche locali, che garantisce visibilità e gestione delle policy coerente tra infrastrutture cloud I criteri di protezione, dei log e della reportistica si basano sugli oggetti definiti di Microsoft Azure Cloud migliorando la visibilità Qualsiasi cloud, qualsiasi servizio – sempre protetto – grazie al supporto di Azure Stack, Check Point offre le soluzioni di sicurezza più avanzate per qualsiasi ambiente cloud – pubblico, privato o ibrido. “Come un’estensione di Microsoft Azure, Microsoft Azure Stack offre una soluzione cloud ibrida davvero rilevante per i clienti, che permette loro di ottimizzare i propri investimenti in ambienti cloud e on-premise”, ha dichiarato Mark Jewett, Senior Director, Azure Hybrid Product Marketing di Microsoft Corp. “Siamo entusiasti che Check Point continui a portarci la sua competenza in materia di sicurezza per aiutare i nostri clienti a migliorare la sicurezza delle reti ibride”. The post Check Point offre sicurezza avanzata anche a Microsoft Azure Stack appeared first on Data Manager Online.
Toshiba Portégé X30-D: arriva in Italia la nuova serie business
Disponibile in 6 diverse configurazioni per rispondere alle esigenze degli utenti business. Autonomia della batteria fino a 18,5 ore. Massime prestazioni con i processori Intel Core i5 e i7 di settima generazioni Toshiba Europe GmbH annuncia la disponibilità in Italia della nuova serie Portégé X30-D, declinata in sei diverse configurazioni per un’esperienza professionale senza precedenti. I nuovi Portégé X30-D offrono tutta la potenza dei processori di settima generazione Intel Core i5 e i7 (Portégé X30-D-130 e Portégé X30-D-15D), i vantaggi di Windows 10 Pro e un’eccezionale durata della batteria, che grazie all’innovativa tecnologia Hybrid Air Cooling di Toshiba garantisce un basso consumo di energia e massime prestazioni, permettendo agli utenti di lavorare fino a 18,5 ore in modo efficiente, ovunque si trovino, senza collegare l’alimentatore. Dal design sottile e leggero, i nuovi Portégé X30-D pesano solo 1,05 kg e hanno uno spessore di soli 15,9 mm, rendendone ancora più comodo l’utilizzo durante viaggi e spostamenti. Inoltre, lo chassis ToughBody in lega di magnesio, disponibile nell’elegante versione OnyxBlue, permette di assorbire gli urti, mentre il rinforzo unico a nido d’ape ne aumenta ulteriormente la resistenza. I sei modelli integrano un display LED Full HD antiriflesso (1920 x 1080), che offre un ampio angolo di visione, drive allo stato solido da 256 GB (Portégé X30-D-10J e Portégé X30-D-15F) e da 512 GB eccezionalmente veloci e memorie DDR4, che supportano una velocità della banda larga fino al 33% superiore rispetto alle precedenti DDR3L. I sei notebook della serie Portégé X30-D offrono numerose opzioni di connessione avanzata, tra cui 2 USB Type-C™, porta USB 3.0, HDMI, uno slot MicroSD e lettore di SmartCard. Per garantire il massimo della connessione anche quando ci si trova fuori dalla sede di lavoro o in assenza di connessione wireless, i modelli Portégé X30-D-15D/E/F integrano la connessione LTE 4G. Inoltre, per massimizzare l’usabilità, questi notebook sono progettati per poter essere collegati alla nuova Thunderbolt 3 Dock, che garantisce alimentazione e trasferimento dati. La tastiera retroilluminata consente di scrivere anche nelle condizioni di scarsa luminosità, mentre gli speaker stereo harman/kardon e il software DTS Sound regalano un’esperienza audio superiore. I Portégé X30-D garantiscono la massima sicurezza grazie al BIOS interno di proprietà di Toshiba e l’autenticazione a due fattori, compreso Windows Hello basato su infrarossi e il lettore di impronte digitali integrato. Questi notebook seguono il lancio del modello ibrido 2-in-1 Portégé X20W e della gamma Tecra X40-D, dimostrando l’impegno e la profonda esperienza di Toshiba nel creare soluzioni innovative, capaci di rispondere alle esigenze degli utenti business. L’azienda conferma la propria fiducia nell’affidabilità dei propri prodotti attraverso la Reliability Guarantee, che permette a Toshiba o un Service Provider autorizzato di fornire la riparazione gratuita o il rimborso completo nell’improbabile caso in cui il dispositivo si rompa entro un anno dall’acquisto. The post Toshiba Portégé X30-D: arriva in Italia la nuova serie business appeared first on Data Manager Online.
Le soluzioni di Availability di Veeam disponibili per Microsoft Azure Stack
La soluzione permette una protezione dei dati d’alto livello e una soluzione di Availability per gli ambienti a cloud ibrido di Azure. I clienti possono sfruttare la flessibilità e l’innovazione rapida del cloud computing agli ambienti locali Veeam Software, l’innovativo fornitore di soluzioni per l’Availability for the Always-On Enterprise, annuncia il proprio supporto a Microsoft Azure Stack. Questo supporto certifica l’estensione delle capacità di Veeam nel provvedere la protezione e l’Availability dei dati su Microsoft Azure, essendo Azure Stack un’estensione di Azure, sfruttando la flessibilità e l’innovazione rapida del cloud computing agli ambienti locali. Il supporto di Veeam permetterà alle aziende di proteggere i propri dati e applicazioni su Azure Stack. “La maggior parte delle aziende implementa una strategia “cloud-first” perciò il nostro obiettivo è assicurare una sicura e garantita availability nel cloud”, ha commentato Peter McKay, Co-CEO e President di Veeam. “Stiamo ampliando la nostra collaborazione con Microsoft per assicurare l’Availability a qualsiasi applicazione e dato su qualsiasi cloud. Essere un launch partner per Azure Stack è l’ennesima conferma della nostra importanza in questo settore. Le nostre soluzioni consentono un equilibrio tra la quantità corretta di flessibilità e controllo, per distribuzioni cloud ibride effettivamente coerenti con i dati perfettamente al sicuro”. “Microsoft Azure Stack, estensione di Microsoft Azure, rende disponibile una soluzione per cloud ibrido coerente per i clienti, massimizzando così i loro investimenti attraverso ambienti locali e cloud”, ha dichiarato Mark Jewett, Senior Director, Azure Hybrid Product Marketing presso Microsoft Cop. “Siamo soddisfatti del fatto che Veeam continui a rendere disponibile la propria esperienza per garantire la protezione e l’availability dei dati e applicazioni ai nostri clienti, con lo scopo di migliorare la business continuity per i cloud ibridi”. Grazie al supporto per Azure Stack, le soluzioni Veeam Availability forniscono ai clienti una piattaforma di gestione e di backup per gli ambienti cloud e fisici, virtuali e on-premises, garantendo il veloce ripristino delle applicazioni mission-critical. I service provider possono gestire e mantenere il controllo e la visibilità dei processi grazie ad un facile monitoraggio degli usi del tenant e dell’utente. L’implementazione di Veeam supporterà inoltre i clienti Azure Stack a proteggere e recuperare più facilmente le applicazioni. In aggiunta, le soluzioni di Availability di Veeam sono state create e testate insieme ai partner per assicurare al cliente la possibilità di sfruttare l’archiviazione avanzata per garantire la disponibilità di qualsiasi applicazione, qualsiasi dato su qualsiasi infrastruttura cloud, sia pubblica che ibrida. Il supporto di Veeam per Azure Stack include questi benefici: Multi-tenancy: Veeam Cloud Connect isola le copie di backup per ogni tenant, assicurandone la sicurezza e la conformità Multiple opzioni di recupero: Veeam Backup & Replication supporta sia il recupero granulare degli elementi attraverso Veeam Explorers for Microsoft Exchange, SQL Server, Microsoft SharePoint, Microsoft Active Directory e per Oracle, oltre che il ripristino completo dei file tenant che sono stati corrotti o cancellati. Reporting e fatturazione: La Veeam Availability Console permette il monitoraggio in tempo reale e addebitare l’utilizzo di un tenant, consentire ai fornitori di hosting o alle organizzazioni aziendali di gestire e fatturare facilmente i propri tenant per l’utilizzo dell’Availability. Il supporto di Veeam per Microsoft Azure Stack sarà disponibile ad inizio 2018. The post Le soluzioni di Availability di Veeam disponibili per Microsoft Azure Stack appeared first on Data Manager Online.
Lenovo annuncia due nuovi modelli ThinkStation P
Si amplia la serie ThinkStation con due nuovi modelli creati per i professionisti alla ricerca di potenza di calcolo e di sistemi configurabili per soluzioni personalizzate Lenovo annuncia due nuovi modelli ThinkStation P che ampliano l’offerta delle workstation desktop. ThinkStation P920 e ThinkStation P720 sono studiate per sostenere i carichi di lavoro più impegnativi in termini di prestazioni come rendering, simulazioni, visualizzazioni, deep learning e AI. Le innovative versioni della serie ThinkStation forniscono un grado di flessibilità superiore rispetto alle versioni precedenti con performance fino al 43% più veloci rispetto a quelle disponibili oggi, inoltre, sono il 40% più rapide, semplici ed efficaci. “Intel ha collaborato a stretto contatto con Lenovo per introdurre la più recente tecnologia dei processori Intel Xeon all’interno delle workstation della serie ThinkStation P per offrire le prestazioni, l’affidabilità e l’accelerazione ottimizzata che i clienti di Lenovo cercano”, ha dichiarato Trish Damkroger, Vice President/GM, Data Center Group di Intel. “Le nostre ultime tecnologie su silicio, combinate con le innovazioni introdotte da Lenovo nei nuovi ThinkStation P920 e P720, offrono un nuovo livello di prestazioni per gli utenti professionali in una vasta gamma di settori”. Specifiche tecniche delle nuove workstation desktop ThinkStation P920 e P720: Nuovi processori Intel Xeon fino a 3,6GHz o 28 core per CPU Le più recenti GPU NVIDIA Quadro (compresa la capacità del modello ThinkStation P920 di supportare fino a 3 schede GP100 o P6000) Utilizzo più rapido del 43% su un ciclo di vita standard in base al benchmark SPECwpc 2.1 La nuova e più veloce memoria DDR4 da 2666MHz Implementazione storage NVMe M.2 che permette di collegare i drive direttamente alla scheda madre Nuovo design del baffle della memoria che migliora il raffreddamento dei componenti chiave La potenza delle multi-CPU e delle GPU dei sistemi ThinkStation P920 e P720 permette di elaborare rapidamente set di dati complessi, rendering a calcolo intensivo, editing e stitching per realtà virtuale. Una tale potenza fornisce ai professionisti la velocità e le performance che essi richiedono racchiuso in un hardware affidabile. Il risultato: attività senza downtime né interruzioni. The post Lenovo annuncia due nuovi modelli ThinkStation P appeared first on Data Manager Online.