Il Good Design Award premia l’App di Ricoh per l’accessibilità
L’App sviluppata da Ricoh per facilitare l’utilizzo dei dispositivi multifunzione da parte di persone con disabilità visive ha ricevuto un importante premio dedicato al design Il Good Design Award è uno dei premi dedicati al design maggiormente riconosciuti a livello internazionale e in questo caso attesta l’impegno di Ricoh verso le persone con disabilità visive. L’App di Ricoh per l’accessibilità semplifica infatti l’utilizzo dello Smart Operation Panel, un pannello touch di 10.1″ simile ad un tablet. Le persone con problemi di vista possono quindi utilizzare in modo più efficiente i dispositivi multifunzione Ricoh grazie a: pulsanti e caratteri di grandi dimensioni colori invertiti che facilitano la lettura dello schermo livelli di contrasto ottimizzati istruzioni audio (funzione talkback) che guidano gli utenti L’App per l’accessibilità è stata sviluppata tenendo conto dei feedback di persone con disturbi visivi. Questa App consente di accedere a tutte le funzionalità del multifunzione ed è progettata secondo le logiche dei dispositivi smart, per cui gli utenti sono facilitati nello svolgimento delle operazioni. Javier Diez-Aguirre, Vice President, Corporate Marketing, CSR & Environment di Ricoh Europe, commenta: “L’efficienza tecnologica dovrebbe essere a disposizione di tutti ed è per questo che la nostra gamma di multifunzione è progettata per essere user-friendly. L’App per l’Accessibilità semplifica l’utilizzo anche per le persone con disabilità visive e ci porta sempre più vicini ad un Digital Workplace che sia davvero per tutti”. The post Il Good Design Award premia l’App di Ricoh per l’accessibilità appeared first on Data Manager Online.
ofo colora Milano di giallo: da oggi la flotta di 4.000 ofo bike è al completo
Un’app facile da usare e una bicicletta “modello Milano” confortevole e adatta a tutti ofo, prima piattaforma al mondo di bike sharing free floating, continua a pieno ritmo la corsa alla mobilità condivisa: nel giorno del completamento della flotta di Milano, il servizio di bike sharing a flusso libero presenta i primi dati a un mese dal debutto in Italia a Milano. Più che positivi i numeri di ofo durante questo primo “mese in giallo”: gli ofo bikers hanno già percorso oltre 319.000 tragitti per le vie del capoluogo lombardo, più di 325.000 km. L’equivalente di 8 volte il giro della Terra o, per rimanere in Italia, 570 volte il tragitto Milano/Roma. I risultati in termini di sostenibilità sono concreti. Per percorrere la stessa distanza in auto sarebbero stati necessari 26.000 litri di carburante: grazie alle ofo bike sono già state quindi risparmiate oltre 80 tonnellate di C02. Sulla scia di questa accoglienza entusiastica, ofo ha completato oggi la messa in strada della flotta, per un totale di 4.000 ofo bike a disposizione dei milanesi e di tutti coloro che ogni giorno transitano per la città per lavoro, studio o divertimento. Tutti gli utenti ofo potranno, inoltre, continuare ad utilizzare il servizio gratuitamente, approfittando della promozione di lancio “I’M FREE” valida fino al 31 ottobre 2017. Dall’1 novembre entreranno in vigore le tariffe standard ofo: 0,20 €/cent da 0 a 30 minuti 0,30 €/cent per la seconda mezz’ora, cioè dal minuto 31 al minuto 60 0,50 €/cent per i minuti successivi (ogni 30 minuti) fino ad arrivare a una spesa massima di 5€ nel caso di nolreggio per un’intera giornata. Infine, non ci sarà alcun costo di deposito. Usare ofo è facilissimo: basta scaricare l’app – disponibile sia per dispositivi iOS sia per device Android – geolocalizzare la ofo bike più vicina attraverso la mappa integrata e sbloccare lo smart lock scannerizzando il suo QR code o quello posizionato sul parafango posteriore: l’app terrà conto in automatico del tragitto percorso e dei minuti di utilizzo. Giunti a destinazione è importante parcheggiare la bici in un punto che non sia di intralcio agli altri passanti e richiudere lo smart lock, lasciando così la bici a disposizione dei futuri ofo riders bikers. Un avviso di fine corsa apparirà poi sull’app, informando l’utente sul costo della corsa e fornendo un resoconto circa i chilometri percorsi e le calorie bruciate durante il tragitto. I milanesi hanno accolto con grande entusiasmo anche il design delle ofo bike: robuste e confortevoli in ogni circostanza, le biciclette ofo sono dotate di cambio Shimano Nexus a tre rapporti, coperture piene antiforatura, comode manopole – con campanello integrato – ruote a raggi e sella morbida e regolabile che limitano le vibrazioni tipiche dei percorsi dissestati. Pedalare per Milano anche a luce ridotta inoltre non sarà un problema grazie alla luce anteriore, alimentata con dinamo Panasonic al mozzo e a quella posteriore lampeggiante, alimentata a energia solare. La geometria del frame (distanze e angoli tra sella, sterzo e pedali), oltre a rendere la bicicletta incredibilmente versatile, agevola le svolte strette, i cambi di direzione e le inversioni a U, evitando la spiacevole vicinanza tra ginocchia e sterzo. Completa le feature della ofo bike la quasi totale cablatura dei cavi all’interno del frame. Con un totale di 10 milioni di bici in 180 città del mondo, ofo punta a raggiungere quota 20 milioni di biciclette entro il 2020 e a coprire 30 Paesi nel mondo, oltre a colorare di giallo altre città d’Italia. The post ofo colora Milano di giallo: da oggi la flotta di 4.000 ofo bike è al completo appeared first on Data Manager Online.
OVH lancia la soluzione “Acceleration-as-a-Service”
OVH lancia la soluzione “Acceleration-as-a-Service”, basata sulla nuova Intel Programmable Acceleration Card e sull’App Store di Accelize, FPGA Acceleration Partner OVH presenta la soluzione “Acceleration-as-a-Service” basata su tecnologia FPGA e sulla Intel Programmable Acceleration Card (Intel PAC) con Intel Arria 10GX FPGA, in collaborazione con Accelize. Il Marketplace QuickStore offre ai clienti una gamma di software ottimizzati e pronti all’uso, che si integrano perfettamente con la piattaforma di accelerazione FPGA di Intel. OVH è leader di mercato nell’offerta di soluzioni di workload acceleration, con la semplicità e la granularità delle “Functions as a Service” (FaaS), esponendo le funzionalità via API, in stretta collaborazione con QuickStore di Accelize e la piattaforma di accelerazione FPGA di Intel. I clienti potranno selezionare funzioni ottimizzate per l’accelerazione di operazioni che richiedono una quantità elevata di risorse come, ad esempio, ricerca, compressione di dati, crittografia, video transcoding e Machine Learning. Il servizio sarà inizialmente disponibile sul Public Cloud OVH basato su OpenStack, primo sul mercato, e in seguito verrà esteso alle altre soluzioni Cloud. “OVH fa leva sulle soluzioni di accelerazione FPGA di Intel per offrire ai propri clienti i vantaggi di questa tecnologia, sia in termini di prestazioni sia di Total Cost of Ownership (TCO)”, ha dichiarato John Sakamoto, Vicepresidente e Direttore Generale della divisione “Data Center and Communications” del Programmable Solutions Group di Intel Corporation. “Utilizzando le funzionalità di accelerazione di Accelize, OVH consente ai propri clienti in Europa e Nordamerica di implementare l’accelerazione FPGA rapidamente e su una gamma molto ampia di applicazioni per il calcolo intensivo di dati”. “Siamo lieti di poter offrire, in collaborazione con OVH e Intel, gli acceleratori FPGA a un pubblico molto più esteso, indipendentemente dal livello di conoscenza del settore”, ha dichiarato Jean-Yves Brena, CEO di Accelize. “Grazie a questa collaborazione, i membri dell’ecosistema QuickAlliance possono proporre in senza soluzione di continuità le proprie soluzioni ai clienti Cloud di OVH”. Questa offerta innovativa porta risultati inediti in termini di velocità, costi e flessibilità, adattandosi all’enorme diversità dei carichi di lavoro eseguiti nei datacenter di OVH a livello globale. “Siamo costantemente alla ricerca di soluzioni in grado di garantire il miglior livello di performance per le applicazioni dei nostri clienti”, ha dichiarato Germain Masse, Direttore Tecnico di OVH, “e orgogliosi di essere all’avanguardia nelle tecnologie FPGA in collaborazione con Intel e Accelize”. OVH prevede di far partire il Proof of Concept (POC) nel 2017 con i clienti principali, per estendere l’offerta del servizio “Acceleration-as-a-Service” nel primo trimestre 2018. The post OVH lancia la soluzione “Acceleration-as-a-Service” appeared first on Data Manager Online.
AlphaGo, l’AI di Google impara anche senza l’uomo
L’AI AlphaGo Zero ha imparato a giocare a Go senza l’aiuto dell’uomo ma semplicemente sfidando se stessa L’intelligenza artificiale si fa sempre più simile all’uomo e in diverse occasioni è già riuscita a batterlo in scaltrezza e strategia. Ad esempio AlphaGo, la rete neurale realizzata da DeepMind per conto di Google, ha stracciato per 4 a 1 il campione mondiale di Go, Lee Sedol, durante un torneo. Il gioco è unanimemente considerato il più difficile al mondo e questo fa capire la portata dell’impresa. Per poter giocare ad alti livelli, l’AI di Mountain View ha però dovuto analizzare milioni di mosse oltre a quelle dell’avversario. L’ultima versione di questo sofisticatissimo software, AlphaGo Zero, ha invece fatto tutto da sola. AlphaGo Zero non ha ricevuto alcun imput dall’uomo e ha imparato le meccaniche del Go solamente in base alla sua esperienza. L’AI si è autoprogrammata giocando cinque milioni di partite contro la sua precedente versione analizzando ogni possibile combinazione di mosse e memorizzando le strategie vincenti a seconda della situazione. A vedere i risultati raggiunti da DeepMind viene da pensare a cosa succederà quando le macchine avranno effettivamente la capacità di superare l’uomo anche in ambiti diversi dal gioco. Il patron di Tesla, Elon Musk, auspica l’avvento dell’intelligenza artificiale ma allo stesso tempo la teme. L’astrofisico Stephen Hawking è dello stesso avviso mentre Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, vede nell’AI il futuro dell’umanità. Alcuni sono invece arrivati addirittura a venerarla come un dio. The post AlphaGo, l’AI di Google impara anche senza l’uomo appeared first on Data Manager Online.
Sinfo One, un ponte tra Italia e Germania

L’inedita storia di passione e tecnologia tra il colosso tedesco della carne e la software house italiana specializzata nel Food. Intorno alle sue competenze la squadra guidata da Paola Pomi ha costruito un clima di fiducia che unisce come un ponte due culture manageriali diverse, ma capaci di apprendere reciprocamente La lunga storia di relazioni tra italiani e tedeschi è costellata di episodi di infinito amore (vedi la reciproca stima per le rispettive culture musicali) e profondo, a volte più che motivato, sospetto. Nella sua ennesima storia di successo, Sinfo One, la società di soluzioni gestionali per il mondo manifatturiero – in particolare nel comparto del food processing, settore dove la software house parmense genera circa due terzi del fatturato – è riuscita in un inatteso exploit: affermare le proprie capacità di innovazione nell’articolato contesto di attività di Tönnies, gruppo tedesco leader nella macellazione e trattamento di carni suine e bovine. Un colosso anche su scala europea, con cui Sinfo One ha costruito un forte sodalizio tecnologico e consulenziale centrato sulla standardizzazione di una piattaforma di automazione dei processi che oggi viene estesa a una realtà cresciuta enormemente negli ultimi anni, sia per crescita interna sia per la progressiva, rapida acquisizione di impianti in nazioni come la Danimarca, la Polonia e la stessa Italia. Questa storia di copertina è il racconto di un ponte gettato tra due culture manageriali spesso considerate mutualmente incompatibili, una autostrada di software, sensori e device intelligenti che, secondo Paola Pomi, vicepresidente e direttore generale di Sinfo One, può funzionare proficuamente in entrambe le direzioni. A nord, il gruppo Tönnies sta realizzando gli obiettivi di consolidamento delle sue piattaforme gestionali, sapendo di poter contare sull’estro e la caparbietà dimostrata da Sinfo One nel problem solving. A sud, farà sicuramente scuola l’esempio degli elevati livelli di automazione raggiungibili in una filiera ricca di casi di eccellenza, ma “affamata” di digital transformation. Lo scopo, in entrambi i casi, è portare un forte contributo di automazione intelligente nell’industria del trattamento alimentare, un settore che, specialmente in Italia, non deve rinunciare alle proprie dimensioni tradizionali e artigianali ma non può evitare di adeguarsi a una modalità di fare impresa profondamente permeata dalle nuove opportunità tecnologiche. Certi numeri possono risultare indigesti al buongustaio amante della materia prima allevata o coltivata “come una volta”, ma un fornitore come Tönnies – che del resto consegna salsicce, carni macellate e preparati di carne a tante aziende alimentari, come pure a un capillare sistema di piccoli negozi locali oltre che agli scaffali refrigerati della grande distribuzione organizzata (GDO) – deve adottare un approccio degno di una grande fabbrica. Paola Pomi vicepresident e direttore generale di Sinfo One Christian Kreuter general manager, membro del board e responsabile IT, servizi amministrativi e HR di Tönnies UN GIGANTE AFFAMATO DI SOFTWARE «Sono cifre che non hanno paragoni da noi e nel resto d’Europa» – racconta Paola Pomi a Data Manager. «Negli impianti del gruppo tedesco, vengono macellati ogni giorno sessantamila suini. In alcune plant, si misurano appena due secondi e mezzo tra l’ingresso dell’animale vivo e quello successivo». In media, viene macellato un maiale ogni 2,5 secondi. Con queste cifre, la responsabile di Sinfo One e i suoi collaboratori hanno dovuto confrontarsi, quando l’incontro con Tönnies in occasione di una fiera di settore ad Amsterdam fece incrociare i destini del colosso dell’alimentare e della piccola, in proporzione, software house italiana. Tutto comincia dal bisogno di software e di capacità consulenziale. «Da anni, il nostro Gruppo cresce costantemente e il fabbisogno di IT aumenta di conseguenza» – dice Christian Kreuter, che oltre a sedere nel board di Tönnies è responsabile di tutta l’information technology, dei servizi amministrativi e del personale. Sì, la nostra attività principale consiste nel macellare la carne, ma in azienda non esiste processo che non abbia del software dentro. Basti pensare alle regole che impongono la piena tracciabilità di ogni singolo animale, della sua origine, del suo stato di salute». L’equazione Tönnies uguale “macellazione su scala industriale” rappresenta in realtà una semplificazione rispetto a un Gruppo – continua Paola Pomi – che accanto alla produzione di carne macellata suina e bovina, vanta una linea di prodotti “convenience” pronti da cuocere, ma anche la più importante azienda di trasporti del fresco tedesca con relativa flotta di mezzi e hub logistici specializzati in ciclo del freddo (oltre alla carne di propria produzione vengono trasportati il pesce congelato di altri produttori e persino i fiori freschi coltivati in Olanda). Un ulteriore segmento è costituito da prodotti e sostanze derivate dalla carne. Inclusa, per esempio, l’eparina, un farmaco che serve a fluidificare il sangue e che viene molto utilizzato negli ospedali e nella cura dei pazienti anziani o costretti a lunghi periodi di immobilità. Non stupisce più di tanto, quindi, il richiamo di Kreuter alla fondamentale importanza di una soluzione gestionale efficace, completa sul piano funzionale e soprattutto sempre disponibile. Con 12.500 dipendenti tra impianti, uffici e logistica, il Gruppo ha un giro d’affari di 6,35 miliardi di euro e una presenza sempre più internazionale. #Tönnies Il gigante europeo della carne sceglie #SinfoOne come solution providerClick To Tweet «Tönnies ha registrato una crescita costante nel tempo e oggi ha una quota di mercato davvero importante» – riconosce Kreuter. Finora, abbiamo fatto affidamento sulla piattaforma software che ci ha supportato bene in passato, ma il team IT interno è limitato e a parte i problemi di scalabilità del sistema non saremmo in grado di presidiare i nuovi stabilimenti che si sono aggiunti fuori dalla Germania». La decisione di migrare su una piattaforma nuova, unificata e centralizzata per tutte le “country”, è arrivata un paio d’anni fa. «Abbiamo fatto un’accurata selezione e alla fine eravamo orientati tra il gestionale Oracle JD Edwards e il sistema ERP di un grande vendor nostro connazionale». Sulle prime, le condizioni sembravano essere in favore del secondo che, secondo Kreuter, aveva addirittura dato la disponibilità a inviare un proprio team per un preventivo e un progetto di massima. «Ma la mia sensazione – osserva oggi Kreuter
Cinzia Leone, connessi e disintegrati
In un mondo di connessioni, lo sguardo delle donne ha la capacità di cogliere i segnali del cambiamento. «L’algoritmo è conformista, non è rivoluzionario» Il cliente è la specie più difficile da catturare. «Il target che si vuole colpire è sempre più instabile e infedele, soprattutto quello femminile, da sempre bombardato dalla pubblicità e oggi accerchiato dagli algoritmi di machine learning» − ci spiega la scrittrice, giornalista, visual facilitator e autrice di graphic novel, Cinzia Leone che con la blogger Francesca Chelli ha tenuto al Festival della Comunicazione di Camogli un incontro dal titolo “Pink marketing. Come difendersi e vivere felici”. Se le vie del marketing sono finite, benché siano diventate multicanale, quelle del racconto si intrecciano, passando dalla dimensione reale a quella digitale, mettendo insieme mezzi e linguaggi diversi. «Le novità nascono dalla Rete e arrivano sulla carta stampata» – spiega Cinzia Leone. «Andiamo sempre più verso un modello ibrido di comunicazione dove, le connessioni si moltiplicano e gli strumenti si potenziano a vicenda ma non si annullano». Le connessioni caratterizzano non solo la tecnologia, ma anche la natura dei rapporti umani. Viviamo in un complesso di storie individuali e collettive che modellano le nostre identità. Le informazioni passano da un device all’altro, utilizzando codici diversi. Tutto questo ha un impatto sulle relazioni che intratteniamo, sulle nostre abitudini e sulle nostre possibilità espressive. «Siamo connessi, ma anche un po’ disintegrati» – afferma Cinzia Leone. «Siamo iperconnessi ma iniziamo a scollegarci dal centro dei problemi. Siamo al centro ma costantemente alla periferia. Questo genera uno spaesamento geografico ed emotivo. Siamo costantemente online, bombardati di informazioni, eppure sempre meno capaci di capire quello che accade intorno a noi». #Connessioni Cinzia Leone «L’algoritmo è conformista, non è rivoluzionario»Click To Tweet Cinzia Leone è artigiana delle parole e artista delle immagini. Ironia e capacità di mettere insieme le cose, non le fanno difetto. Parola d’ordine: multitasking. Gomma e penna wireless, matita e scanner. Un arsenale ibrido che permette di «potenziare la creatività» e di seguire il processo creativo, «che è nomade per definizione». Il Pink marketing è una categoria della scienza delle vendite ma anche una chiave di lettura per tracciare l’identikit della donna d’oggi. Il modo di parlare alle donne, spesso intriso di stereotipi, ha subito una profonda evoluzione. «Le grandi aziende hanno capito che l’80 per cento degli acquisti in famiglia è deciso dalle donne. Anche se non si può parlare veramente alle donne quando i board continuano a essere composti solo da uomini». L’immagine della donna sta cambiando: moglie, madre e professionista affermata “che vive con il tempo e la performance”. Da uomo – in dichiarato conflitto di interesse – penso che bisognerebbe liberare le donne anche da questo ultimo stereotipo di perfezione che le tiene inchiodate, permettendole finalmente anche di sbagliare (e di guadagnare) alla pari di un uomo. E forse, dovremo smettere di parlare di donne al plurale, come se fossero tutte uguali, tutte votate a una sola causa, una sola idea, una sola volontà. Dalla mistica della calza alla casalinga di Voghera, l’immagine della donna ha sempre oscillato tra ambivalenze e ambiguità. Da esiliata a viaggiatrice consapevole della cultura e del sapere. Oggi, sempre più protagonista, la donna non è solo soggetto di storie di successo, ma anche autrice. Perché, come scriveva Virginia Woolf, quando le donne cominciarono a scrivere “qualche forza fece sì che scrivessero romanzi”. E la letteratura disegnata, o “graphic novel”, è materia viva di questo cambiamento. «Non solo aumentano le protagoniste femminili ma aumentano le lettrici. Il fumetto rispecchia e spesso anticipa i fenomeni della società. E lo sguardo delle donne ha sempre la capacità di cogliere i segnali del cambiamento». Parola di Cinzia Leone. Data Manager: Nell’era delle connessioni, com’è cambiato lo story telling delle imprese? Cinzia Leone: Le storie non sono tutte uguali. In principio, era l’immagine, non la parola. La Cappella Sistina è un esempio di story telling. La Colonna Traiana è un altro esempio unico di narrazione sequenziale. L’evoluzione della narrazione va dalle caverne al tablet e comprende tutto: i graffiti e i banner. Le impronte di mani preistoriche sono state la prima infografica dell’umanità. E molte di quelle mani erano femminili. La rete ha solo moltiplicato il fenomeno narrativo. Immagini e parole insieme sono più forti oppure l’attenzione del lettore/elettore/consumatore è più debole? La narrazione dipende dal contesto, dal target e tende alla semplificazione e all’immediatezza. Lo smartphone anticipa la cronaca del grande tabloid. I social aggregano la narrazione delle nostre vite. Così la comunicazione è sincronica e diacronica. Nella geometria della rete, immagini e parole insieme occupano più spazio e attirano più attenzione. Un’accoppiata molto potente e complessa, che però deve essere gestita con cura. Un’immagine può essere una scorciatoia o un momento di grande sintesi. Molto dipende dalla nostra capacità di leggere le immagini. È una questione di linguaggio e di codici. Per descrivere un’immagine ci vogliono molte parole. Ma le parole rispetto alle immagini sono più evocative e permettono di ricostruire nella mente la propria Anna Frank o la propria Anna Karenina. L’immagine invece non permette di uscire fuori dalla sua impronta. L’immagine è più potente ma più impositiva. La parola ha un grado di libertà superiore. #Connessioni Cinzia Leone «Dobbiamo manutenere sentimenti, mondi e storie»Click To Tweet Fumetto e tecnologia: come si coniugano linguaggi diversi? La rete ci ha abituato all’alto e al basso. È un ritorno al papiro. Basta vedere come si srotolano le pagine web. Gli stumenti determinano anche la direzione dello sviluppo. La prima scrittura è stata bustrofedica: aveva una direzione fissa, quella dell’aratro nel campo. Oggi, è quella dello smartphone. Iperconnessi ma scollegati dal centro dei problemi. Che cosa significa? L’overloading di informazione sta facendo saltare l’intermediazione. E questo è molto pericoloso e anche molto superficiale. Una trappola anche per le imprese. Stiamo perdendo due grandi capacità: la selezione e la concentrazione. Che sono due momenti della creatività ma anche della comunicazione e del pensiero critico. Connessi va bene, ma connessi nel modo giusto e con le “cose” giuste. L’ascolto
Inquinamento record, 9 milioni di morti all’anno
Allarmanti i dati pubblicati da Lancet risultato di un progetto biennale condotto da vari paesi del mondo L’inquinamento atmosferico miete un numero sempre maggiore di vittime in ogni parte del globo. Si parla addirittura di quasi 9 milioni di morti l’anno, secondo i numeri relativi al 2015 riferibili all’inquinamento e che emergono dai risultati di un progetto resi noti solo ora sulla rivista “The Lancet”. I tipi di inquinamento più letali Il principale responsabile dei decessi è l’inquinamento atmosferico, ovvero smog, particelle nell’aria ma anche inquinamento da uso domestico di combustibili fossili: questo tipo di inquinamento è responsabile di 6,5 milioni di morti l’anno, soprattutto per malattie cardiovascolari e respiratorie. Secondo in classifica per pericolosità è l’inquinamento idrico, responsabile di 1,8 milioni di decessi annui, soprattutto per infezioni gastrointestinali, parassiti, diarrea. Segue l’inquinamento legato all’ambiente di lavoro (da tossine e sostanze chimiche) con 0,8 milioni di morti annui (specie per tumori). Diversi studi hanno dimostrato che respirare smog abbassa sensibilmente l’aspettativa di vita media (si parla di 10 anni) e secondo una ricerca dell’Università di Torino l’inquinamento sarebbe responsabile persino di mutazioni genetiche e alterazioni del DNA. Del resto gli effetti negativi dell’inquinamento urbano sulla salute sono ormai noti: oltre a peggiorare le condizioni di chi soffre di attacchi d’asma, lo smog, che nelle grandi città viene respirato dall’80% della popolazione, danneggia persino i denti e accelera l’invecchiamento della pelle. Sembra inoltre che le sostanze inquinanti sono tossiche per i neuroni e danneggino il cervello, soprattutto dei bambini. Più morti nel Sud del mondo La rivista The Lance ha ora diffuso i risultati di questo drammatico bollettino, che fa parte della Commission on Pollution and Health, un progetto biennale che ha coinvolto oltre 40 autori di vari paesi del mondo. Utilizzando dati del Global Burden of Disease, è emerso che la maggioranza delle morti è localizzata nel Sud del mondo, in Paesi come India (2,5 milioni di morti in un anno) e Cina (1,8 milioni), trasformati da un processo di industrializzazione troppo rapido. Del resto le forme di inquinamento associate allo sviluppo industriale come l’inquinamento atmosferico ambientale (incluso l’ozono), l’inquinamento chimico, occupazionale e del suolo, oggi più vittime rispetto al passato: si è passati da 4,3 milioni nel 1990 a 5,5 milioni nel 2015. The post Inquinamento record, 9 milioni di morti all’anno appeared first on Data Manager Online.
L’information power di Atoka sarà presente a SMAU Milano 2017
Atoka, piattaforma di sales intelligence e lead generation per il B2B in Italia e UK, lancia le Atoka API. Creata da SpazioDati, Atoka genera con pochi click “liste clienti” qualificate, e offre a PMI e startup informazioni dettagliate sui mercati e su 10 milioni di aziende in Italia e Regno Unito, supportandole nell’acquisizione di nuovi clienti e maggiore competitività. Un vero e proprio motore di ricerca di informazioni sulle imprese dei due paesi. «Per noi innovare vuol dire essere pronti ad accettare ogni giorno nuove sfide – commenta Gabriele Antonelli, presidente di SpazioDati – Ecco perché continuiamo a creare nuovi servizi e soluzioni come le Atoka API, preziose per sviluppare nuove integrazioni, e per rifornire di dati freschi app già consolidate». Cercate aziende di robotica in Emilia- Romagna, con almeno 10 dipendenti e un fatturato in crescita rispetto al 2016? Startup innovative di Roma con codice ATECO 72.19? Siete un’azienda che produce occhiali e volete conoscere meglio il mercato retail dell’occhialeria e ottica nel Regno Unito? Esportate prosecco e siete a caccia di nuovi clienti nella Greater Manchester? SpazioDati, startup leader nel suo settore a livello europeo, ha sviluppato ciò che fa per voi: Atoka, piattaforma B2B di lead generation, sales intelligence e monitoraggio news e social; un must di innovazione per le aziende che operano nel mercato italiano e in quello del Regno Unito. Insomma, un vero e proprio motore di ricerca di informazioni sulle imprese italiane e britanniche, a disposizione di chi fa business. Atoka è concepito per creare con pochi click “liste clienti” qualificate; per fornire alle aziende tutte le informazioni su potenziali target; e per seguire l’evoluzione del mercato e dei competitor. Atoka permette all’utente di accedere a un aggiornato database di 6 milioni di aziende in Italia e 4 milioni nel Regno Unito (nel complesso, due dei mercati più ricchi e dinamici del mondo). Inoltre la piattaforma è dotata di un aggregatore di news economiche e aziendali (in tempo reale) che attinge a migliaia di testate, a quasi un milione e mezzo di siti aziendali, nonché a blog e social media. «Atoka è uno strumento molto duttile, perfetto tanto per le PMI e le startup, che per le grandi aziende – dichiara Michele Barbera, CEO di SpazioDati –. Per esempio la nostra piattaforma big data Atoka Enterprise è ideale per le banche e il large corporate. E hanno usato le nostre soluzioni tecnologiche anche realtà governative e organizzazioni di rilevanza globale». Non è tutto. Atoka ha recentemente lanciato le Atoka API. «Grazie a questo servizio possiamo supportare le aziende nella semplificazione di processi di onboarding per servizi B2B online, o in arricchimenti mirati, in grado di offrire nuove prospettive alla capacità di profiling della customer base B2B dei nostri clienti» commenta Gabriele Antonelli, presidente di SpazioDati. Implementare le Atoka API in un business significa dare a vendite, marketing, acquisti e altre funzioni aziendali nuova linfa per processi innovativi ad alta performance. The post L’information power di Atoka sarà presente a SMAU Milano 2017 appeared first on Data Manager Online.
Acronis si unisce a Runa Capital e Parallels per velocizzare l’innovazione e il supporto delle iniziative blockchain a Malta
Le innovazioni tecnologiche e una forte richiesta dei clienti per soluzioni di protezione dei dati stanno alimentando un’esigenza di espansione nella regione mediterranea grazie a una partnership strategica e combinata con l’Isola di Malta Acronis, fornitore leader del settore della protezione e dell’archiviazione cloud ibrida dei dati, in collaborazione con Runa Capital e Parallels, ha annunciato l’inaugurazione di un nuovo European Technology Hub nell’Isola di Malta. “Siamo lieti che un altro investitore globale abbia scelto Malta per espandere la sua operatività in Europa. C’è un valore aggiunto cruciale che ci accomuna tutti, oggi. Condividiamo la stessa visione per Malta – diventare un centro per l’innovazione tecnologica” dichiara Dr. Joseph Muscat, Primo Ministro di Malta. “Il Governo sta implementando nuove tecnologie all’avanguardia e guarda a Malta come leader delle nuove tecnologie in Europa. Lo stiamo facendo gettando le fondamenta per aziende del calibro di Acronis, Parallels e Runa Capital che offrono supporto ai nostri sforzi in materia di blockchain al fine di investire in questa nuova nicchia economica emergente. Inoltre stiamo semplificando l’accesso ai finanziamenti e agli investimenti, dando un contributo ai giovani professionisti affinché realizzino le loro idee. Ma certamente non possiamo avere successo senza aziende del calibro di Acronis, Runa e Parallels che si stanno facendo Avanti per investire nelle startup locali”, conclude Muscat. L’insieme di aziende supporterà Malta affinché diventi la prima Smart Island accelerando l’innovazione tecnologica e partecipando a iniziativa nazionali di blockchain. Runa Capital sarà la prima organizzazione di Venture Capital a Malta a sostenere con dei fondi le startup locali, mentre Acronis e Parallels si impegneranno in progetti di ricerca comuni con aziende e istituzioni del territorio, con la possibilità di creare un nuovo centro R&S focalizzato sulle tecnologie più avanzate nei settori protezione dei dati, IA e blockchain. Il gruppo di imprese prevede di contribuire per un massimo di $10 milioni nell’arco di tre anni con l’espansione nel paese, il venture capital e la ricerca e sviluppo. In qualità di partecipante alla partnership, Acronis supporterà l’iniziativa di Malta per diventare un centro destinato ad applicazioni blockchain. Precedentemente, il Governo di Malta quest’anno aveva approvato la prima bozza di una strategia nazionale volta a promuovere il blockchain supportando le imprese locali nell’implementazione delle tecnologie in una vasta gamma di settori industriali. Acronis condividerà le proprie competenze nell’utilizzo dei blockchain nella produzione in qualità di primo gruppo globale a implementare la soluzione Acronis Notary per la certificazione dei dati basata su blockchain. Nei primi sei mesi dal rilascio, Acronis Notary ha certificato oltre 500 mila backup, fornendo ai clienti prove inconfutabili dell’integrità dei dati. “Malta sta per diventare il fulcro della nostra presenza in Europa, come lo è Singapore in Asia, dove Acronis, Runa Capital e Parallels hanno creato un ecosistema funzionale per la crescita delle innovazioni e delle startup. L’impegno del Governo maltese per l’innovazione, l’economia forte e la posizione geografica di vantaggio tra Europa, Africa, Medio Oriente e Asia creano un ambiente perfetto per le nostre attività di innovazione”, spiega il co-fondatore e CEO di Acronis, nonché Presidente del Consiglio di Amministrazione di Acronis, Parallels e Runa Capital, Serguei Beloussov. Peter Bauert, partner presso Runa Capital, concorda: “Essere di sostegno all’innovazione ai massimi livelli, parlare in inglese e accogliere i nuovi business rende Malta la location adatta a un’azienda di venture capital focalizzata sull’UE come Runa Capital”. Jack Zubarev, Presidente di Parallels, la cui azienda ha inaugurato un ufficio a malta quattro anni fa e che ora vanta oltre 40 persone nel proprio organico, saluta con piacere questo provvedimento: “Da parte mia desidero vedere un clima positivo per gli investimenti a Malta, un’elevata concentrazione di imprese IT ed è per questo che sviluppiamo qui i nostri prodotti con rapidità, per poi farli conoscere a tutto il mondo”. La trasformazione di Malta per diventare un centro tecnologico internazionale è evidente. Il Governo Maltese sta sviluppando il concetto di Malta come isola intelligente e integrando la tecnologia come catalizzatore primario per il business in grado di trasformare Malta in un hub europeo per l’innovazione ICT. Stando all’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società 2017 pubblicato dalla Commissione Europea, Malta si classifica al 12° posto su 28 Stati membri, con posizioni di primo piano nella connettività a banda larga, uso delle tecnologie digitali dalle aziende e fornitura di servizi digitali pubblici. Grazie a suo ambiente macroeconomico stabile che registra una crescita del PIL del 4,6% nel 2017, ben avanti rispetto alla dato UE complessivo del 1,9%, Malta offre alle aziende high tech nuovi margini di crescita al centro di un polo finanziario e politico stabile. Acronis continua a espandere la sua presenza a livello internazionale, raggiungendo nuovi mercati e al contempo supportando i nuovi talenti e le iniziative dei governi. La sede a Sciaffusa, Svizzera (Corporate Headquarters) e la sede a Singapore (International Headquarters) rendono Acronis un gruppo che impiega oltre 1.000 professionisti altamente qualificati in oltre 14 paesi diversi. Acronis, Parallels e Runa Capital sono stati co-fondati da Serguei Beloussov e dispongono di una struttura a shareholding traversale. The post Acronis si unisce a Runa Capital e Parallels per velocizzare l’innovazione e il supporto delle iniziative blockchain a Malta appeared first on Data Manager Online.
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