360 Consulenza
Assistenza

Chi ha paura dei dispositivi connessi?

La smart city stenta a decollare, le amministrazioni fanno fatica a estendere i progetti sul proprio territorio e non sono chiare le strategie di integrazione tra i vari servizi La smartness è un concetto sottile e si estende in molti altri settori che stanno registrando un grande sviluppo, soprattutto in quegli ambiti collegati direttamente con l’Internet of Things. Una silenziosa ma incisiva rivoluzione ha a che fare con la rapida diffusione degli strumenti di smart home forniti dai grandi player della Rete: Amazon, con il sistema Alexa, Google con Google Home ed Apple con l’analogo strumento. Grazie al netto abbattimento dei costi e alla facilità di installazione dei dispositivi, che non prevedono modifiche strutturali all’edificio, né l’intervento di un esperto – nei prossimi cinque anni – la domotica smetterà di essere considerata un “bene di lusso” ed entrerà a far parte della nostra quotidianità. L’accelerazione del mercato IoT in questo settore non è quindi che all’inizio. Per amministrare al meglio le funzioni interne della casa, il processo implica una continua raccolta di dati. Connettendo Home o Alexa ai propri account di posta elettronica, il sistema conosce alla perfezione le nostre abitudini, le nostre preferenze musicali, conosce i nostri gusti in fatto di ristoranti, di orario del risveglio, i tempi di percorrenza verso il lavoro. Si mette in relazione con il nostro calendario e interagisce con il sistema di riscaldamento e raffrescamento in relazione ai nostri appuntamenti. Va da sé che la questione di dati così privati, del loro mantenimento, della loro conservazione e della loro sicurezza, è fondamentale. Non ci avevate ancora pensato? Cosa succede, per esempio, se siete i proprietari del celebre aspirapolvere robot che in autonomia gira per casa per farvela trovare pulita alla sera al rientro dal lavoro. Per spostarsi in modo più efficiente durante la pulizia, questi robottini tracciano le mappe delle case degli utenti. Immaginatevi cosa potrebbe succedere se l’azienda potesse condividere con partner commerciali le mappe delle vostre camere da letto, o del corridoio. Non esiste, ad oggi, una normativa che lo impedisca. #smartcity Chi ha paura dei dispositivi connessi? @urbanocreativoClick To Tweet Un altro esempio, a metà tra il divertente e l’inquietante, è quello del sex toy controllato dallo smartphone. Ogni volta che un utente avviava il dispositivo per il massaggio erotico, il software all’interno raccoglieva dati relativi alla frequenza d’uso e alle impostazioni preferite inviandoli al proprio produttore. Sono stati i clienti a riunirsi in class action, per impedire un ulteriore utilizzo di dati personali così privati. Questi sono solo due esempi di come alcuni dispositivi smart possano essere programmati per condividere le nostre informazioni su canali secondari di cui non siamo ancora a conoscenza. E se si tratta di semplici inserzionisti forse c’è ancora poco di cui preoccuparsi. La necessità di impedire il passaggio delle informazioni personali non è solo una questione di privacy ma soprattutto di sicurezza, vista la vulnerabilità e la numerosità dei dispositivi IoT presenti nelle nostre abitazioni. Le aziende produttrici mantengono il controllo dei software che regolano la funzionalità dei prodotti che compriamo da remoto, tramite il Wi-Fi di casa, aprendo così infiniti buchi nel sistema di sicurezza domestico. Vi sembra impossibile? Pochi mesi fa, un gruppo di hacker è riuscito a entrare nel sistema di sicurezza di un casinò del Nord America, passando attraverso i sensori dell’acquario collegati a Internet, che ne misuravano la temperatura e i livelli di pulizia. Attraverso questi accessi non presidiati, gli hacker sono riusciti ad accedere al computer di controllo, e da lì sono riusciti ad accedere alla rete del casinò, guadagnandosi un bottino di 10 gigabyte di dati. Questo procedimento è tranquillamente applicabile alle nostre case intelligenti, alle televisioni, ai nostri salotti, ai comodini, alle tapparelle, ai bagni smart e alle autovetture controllate da Internet. Sicuri di essere pronti? Giulia Cattoni @urbanocreativo The post Chi ha paura dei dispositivi connessi? appeared first on Data Manager Online.

Premio innovazione Smau Milano, tutti i vincitori

Dall’agrifood alla sanità, dal turismo al manifatturiero, premiate le esperienze di imprese e pubbliche amministrazioni che si mostrano capaci di “disegnare una nuova rotta” Settantasei casi di successo, esperienze di imprese e pubbliche amministrazioni che nei settori più diversi dall’agrifood al manifatturiero, dalla sanità al turismo e tanto altro, mostrano come sia possibile innovare con il digitale e tracciare nuove rotte. Anche quest’anno Smau, in programma a Fieramilanocity dal 24 al 26 ottobre, condivide e valorizza con il Premio Innovazione case history che possono rappresentare un modello da seguire anche per altre realtà e che verranno raccontati all’interno dei Live Show. In un momento segnato da un’attenzione crescente per il fintech, che già si preannuncia come un fenomeno destinato a rivoluzionare il mondo del credito, sarà particolarmente interessante ascoltare l’esperienza di Deal Evolution. La società specializzata nei servizi di vendita telefonica si è affidata alla piattaforma di finanza digitale snella della startup Credimi, per dare alla propria rete di fornitori per la prima volta la possibilità di anticipare pro-soluto le fatture già a partire dal giorno successivo all’emissione. Con questo sistema l’azienda ha sempre liquidità fruibile e i fornitori ricevono pagamenti puntuali. Nel settore dell’automotive saranno premiati due diversi casi di successo: la Ducati Moto Holding si è affidata alla soluzione di sicurezza It in mobilità messa a punto da G Data per proteggere i preziosi dati raccolti dai sensori posizionati sulle moto in gara; Pirelli – che si appresta a lanciare sul mercato pneumatici dotati di sensori che ne analizzano l’utilizzo – si è invece affidata alla piattaforma sviluppata da Atlassian, che consente la tenuta di un diario di bordo a cui possono collaborare le centinaia di persone, distribuite in sedi diverse, che lavorano al progetto. Di segno diverso, le esperienze premiate in ambito sanitario: la Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto europeo SmartCare ha affidato a H&S la realizzazione di un sistema di telemedicina che permette di monitorare direttamente i pazienti a casa e che ha ridotto significativamente i ricoveri per recidiva. L’istituto ortopedico Galeazzi di Milano si è invece dotato di Life360°, una soluzione cloud dove, sia l’equipe chirurgica sia i pazienti possono accedere a una serie di informazioni condivise da qualunque luogo e device che sia connesso a Internet. Proviene dalla Regione Veneto il progetto di sanità a Km0 di Arsenal.it, che porta la ricetta direttamente nello smartphone del cittadino, mentre dal Piemonte il progetto realizzato dalla ASL di Biella in partnership con TIM: l’azienda ha introdotto presso le Case della Salute i totem multifunzione ‘Future Health’, sviluppati da TIM. I totem touch screen permettono ai cittadini di gestire in autonomia le principali operazioni senza la necessità di accedere a sportelli gestiti dal personale. Anche in ambito turistico non mancano le esperienze che “tracciano una nuova rotta”. Grazie aalla piattaforma GrowITup, nata per mettere in relazione startup e imprese strutturate, un big player come Alpitour ha avviato una partnership con Barbaiola, il motore di ricerca per l’offerta turistica dedicato alla comunità LGBT, la cui proposta è stata integrata anche nella rete di vendita “classica” delle agenzie Alpitour. A Padova, la iGuzzini, azienda del territorio marchigiano, ha invece messo a punto per la Cappella degli Scrovegni un sistema di illuminazione intelligente in grado di autoregolare sia l’intensità sia la tonalità della luce in funzione delle condizioni esterne. Arriva dalla Sicilia l’esperienza dell’hotel Four Point di Catania, dove è stato creato uno spazio per la coltivazione con il metodo dell’agricoltura sinergica: un luogo di sperimentazione che è al contempo un luogo di socialità per gli ospiti dell’hotel. Se a Smau sarà allestita un’area esperienziale in cui sperimentare le tecnologie destinate a disegnare “il negozio del futuro”, un assaggio dell’innovazione nel mondo del retail lo si potrà avere anche con l’esperienza di Federmoda presentata da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza cui verrà assegnato il Premio Innovazione per l’esperienza ndel negozio di abbigliamento e calzature associato Kammi Bottazzo, dove Disignum ha integrato la sua soluzione iNovaRetail che permette di identificare chi entra in negozio, quali siano i movimenti della clientela e quali prodotti vengano poi scelti. Sul fronte della mobilità verrà premiata Hurry: attraverso l’uso di una piattaforma che utilizza Magento per l’e-commerce, Seeweb per le infrastrutture, il social networking, i chat bot per l’interazione con il cliente, è stato possibile semplificare la scelta, l’acquisto, il noleggio a lungo termine di auto e moto.Con pochi click sul sito si sceglie un’auto nuova e la si utilizza in modalità “pay per use”, con la possibilità di “acquistare” i soli chilometri necessari. Una formula “tutto compreso” e “zero pensieri” (manutenzione, bollo, assicurazione). Il Premio Innovazione andrà anche al Comune di Treviso premiato perché ha affidato a Trevisososta srl – società di cui fa parte Intercomp spa – un’applicazione basata su un complesso di sensori a induzione interrati sul manto stradale che permettono di sapere se uno stallo è occupato. Il Premio Innovazione SMAU andrà per la prima volta quest’anno anche ad un tablet, Axone Nemo, un device sviluppato grazie alla stretta collaborazione tra Texa, l’azienda veneta leader nel mondo dell’elettronica per l’automotive con Microsoft e Intel, e dedicato ai professionisti di diversi settori che si muovono negli ambienti operativi più ostili. Non mancano le innovazioni presentate dalla pubblica amministrazione: un premio andrà alla Regione Lombardia, per il nuovo portale unico “partecipato” lanciato quest’anno. A ritirare il Premio sarà proprio il Presidente della Regione Roberto Maroni. la Regione Lombardia sarà inoltre premiata per i progetti Nuova Celiachia e e-health e con il portale per l’assegnazione dell’edilizia residenziale pubblica. E di svolta digitale si parla anche con il Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta: con Fines on line, da luglio 2016 i cittadini della Regione possono avvalersi di un utile servizio informatico che li assista nella compilazione e trasmissione di istanze e documenti (dichiarazione relativa allo stato di famiglia; concessioni edilizie; ecc.) comodamente scaricabili dal portale web. In Emilia-Romagna l’innovazione passa dalla rete wifi: considerata come un vero e proprio diritto di cittadinanza. Nello sviluppo del progetto EmiliaRomagnaWifi infatti è stata data

Gestione del rischio IT e Industry 4.0

L’evoluzione verso l’industry 4.0 comporta una forte integrazione fra sistema informativo e fabbrica. Eventuali incidenti possono quindi portare molto più facilmente a problemi sulla produzione o la logistica, con un impatto anche sull’azienda L’adozione di una metodologia di analisi del rischio IT può aiutare l’azienda a capire quali siano le dipendenze dal sistema informativo, e il responsabile IT a investire in modo più efficace a supporto dei processi produttivi. I principi dell’Industry 4.0 prevedono una componente importante di interconnessione e di “intelligenza” (fabbrica “smart”), che comporta un’integrazione e una forte dipendenza dai sistemi informativi. Gli impianti non subiranno – infatti – solo un’evoluzione in termini di intelligenza messa “sulle macchine”, anzi: sarà molto significativa l’apertura di questi sistemi all’interazione con l’esterno, nonché la capacità dei sistemi IT aziendali di elaborare grandi quantità di dati provenienti dagli impianti per poter poi intervenire sugli impianti medesimi. Lo stesso potrà avvenire per quanto riguarda il magazzino e la logistica. Ne potranno derivare delle grandi opportunità ma anche nuovi rischi, legati da una parte a possibili problemi (disservizi, errori) del sistema informativo, dall’altra alla maggiore facilità con cui soggetti esterni potranno tentare di accedere al know-how dell’azienda. Le conseguenze possono essere importanti: se è prevista un’evoluzione verso ordini di lotti più piccoli e frammentati, verso una maggiore personalizzazione della produzione e verso tempi sempre più limitati fra ordine e consegna, ne consegue da una parte un magazzino sempre più ridotto, che quindi è sempre meno in grado di compensare eventuali ritardi nella produzione, dall’altra una forte visibilità verso i clienti di qualsiasi problema nella produzione o nella logistica. La possibilità che il sistema informativo sia causa di questi problemi aumenta man mano che esso diventa parte integrante e determinante dei processi. Fra i rischi, non dobbiamo trascurare quelli relativi alla cybersecurity, che è uno dei pilastri dell’Industry 4.0 fin dalla sua definizione. L’apertura e l’interconnessione comportano sempre un maggiore rischio di azioni ostili da parte dei soggetti che riescono ad avere accesso, legittimamente o meno, ai sistemi aziendali. Questi rischi non sono naturalmente una ragione per rinunciare alle opportunità disponibili: si tratta semplicemente di capire come gestirli in modo efficace, né più né meno degli altri rischi che sono connaturati nel concetto di impresa. Il primo passo è rendersi conto che si tratta di rischi di competenza dell’impresa nel suo complesso, e non del responsabile IT. Alla base della valutazione di questi rischi, ci sono gli impatti sull’impresa. Per esempio, se la connettività fra sistemi IT e fabbrica non è disponibile e quindi si fermano i processi di schedulazione delle attività sull’impianto, o se viene violato il know-how dell’azienda, è l’intera azienda a subirne le conseguenze. La stessa evoluzione dei sistemi IT e della fabbrica per supportare l’industry 4.0 diventa know-how e vantaggio competitivo dell’azienda, ovvero informazioni (es. software) da proteggere quanto le altre informazioni aziendali di valore. #Industry40 Claudio Telmon L’analisi del #RischioIT per gestire gli incidenti @ClusitClick To Tweet Un errore che viene fatto spesso è invece di lasciare queste valutazioni al responsabile IT. Se è vero che è la figura con la visione più chiara sullo stato del sistema informativo e sulle sue vulnerabilità, spesso ha una visione parziale sulla rilevanza dei sistemi che sta gestendo. L’analisi di impatto è quindi un’occasione imperdibile di allineamento dell’IT con la prospettiva, gli obiettivi e le criticità dell’azienda: da una parte, l’IT prende coscienza di quali siano i sistemi, i servizi e gli applicativi realmente rilevanti. Dall’altra, i vertici aziendali si rendono conto di quanto siano ormai critici i sistemi informativi in azienda. Queste valutazioni servono per indirizzare gli investimenti IT dove l’azienda stessa ha manifestato di avere un’esigenza. Alla fine, l’intera azienda trae vantaggio da un allineamento che finora spesso non c’è stato, permettendo di avere maggiore vantaggio dalle potenzialità dell’Industry 4.0. Claudio Telmon membro del Direttivo e del Comitato Tecnico Scientifico di Clusit The post Gestione del rischio IT e Industry 4.0 appeared first on Data Manager Online.

EOS SOLUTIONS diventa partner di LS RETAIL

EOS SOLUTIONS ha sottoscritto una nuova partnership con LS Retail (Kopavagur, Islanda), leader mondiale delle soluzioni per la vendita al dettaglio. L’azienda islandese da oltre vent’anni sviluppa soluzioni end-to-end per Retail, Hospitality e Forecourt. Le soluzioni LS Retail sono utilizzate da 4.000 clienti in oltre 62.000 punti vendita e in 120 paesi. LS NAV, realizzata sulla base di Microsoft Dynamics NAV, è la soluzione della suite LS Retail più completa, in grado di gestire e supportare l’ufficio centrale (ERP), i punti vendita (store) e i terminali POS. EOS Solutions, leader italiano di Microsoft Dynamics, ha deciso di ampliare il proprio portafoglio di soluzioni verticali arricchendolo con la soluzione leader per il settore RETAIL. “L’industria della vendita al dettaglio è in rapida evoluzione e i rivenditori devono affrontare nuove sfide: dalla presenza omni-canale alla gestione dei magazzini e del customer service. Abbiamo scelto LS Retail perché offre una soluzione completa in grado di supportare i retailer nella trasformazione digitale dei propri sistemi informativi” sottolinea Andrea Callegher, Direttore Commerciale di EOS Solutions. “Sfrutteremo le sinergie con il nostro socio Kumavision, già importante partner di LS Retail, per sviluppare best practice e supportare internazionalmente i nostri clienti, potendo contare su 25 sedi distribuite in 4 paesi” aggiunge Callegher. EOS Solutions è il primo partner italiano di Microsoft nell’ambito dei software gestionali. Implementa da oltre 15 anni soluzioni ERP e CRM verticali basate su Dynamics NAV, AX, CRM e Dynamics 365. Insieme al partner tedesco KUMAVISION rappresenta il più grande partner Microsoft Dynamics NAV a livello mondiale, con oltre 1.600 clienti, 50.000 utenti, 610 collaboratori e 25 sedi tra Italia, Germania, Austria e Svizzera. LS Retail è leader mondiale nel settore dello sviluppo e fornitura di soluzioni software per la gestione completa delle attività commerciali. Le soluzioni software aiutano i commercianti, i ristoratori e le aree di servizio in tutto il mondo a ottimizzare le attività, aumentare i ricavi e soddisfare vecchi e nuovi clienti – più facilmente e velocemente. The post EOS SOLUTIONS diventa partner di LS RETAIL appeared first on Data Manager Online.

Ecco come sarà la città del futuro immaginata da Google

Sidewalk Labs realizzerà a Toronto un quartiere super connesso con servizi innovativi, mobilità elettrica condivisa e molto altro ancora Google si è posta l’obiettivo di migliorare la vita delle persone anche nella loro quotidianità cittadina. L’azienda di Mountain View sta infatti progettando la città del futuro e il primo esempio di questo suo sogno lo si vedrà a Toronto, in Canada. L’amministrazione della metropoli ha scelto Sidewalk Labs, divisione di Google dedicata a soluzioni innovative per l’urbanistica, per riqualificare una parte del suo waterfront che si affaccia sul lago Ontario. A Google sono stati affidati 12 acri e 50 milioni di dollari per costruire praticamente da zero un quartiere 2.0. Il progetto è stato battezzato Quayside e vedrà una grande partecipazione da parte di cittadini, istituzioni e università. Big G terrà un incontro pubblico il primo novembre per ascoltare le opinioni di tutti e realizzare così uno spazio abitativo che risponda alle esigenze reali di chi vi abiterà. Quayside sarà tappezzato di sensori per offrire un’ampia gamma di servizi e monitorarne l’efficienza. Questi saranno fruibili attraverso un account personale fornito da Google, la cui intelligenza artificiale AlphaGo Zero è ormai in grado di imparare senza l’aiuto dell’uomo. All’interno di Quayside si potrà accedere liberamente al Wi-Fi grazie a una ramificata rete di hotspot e la mobilità sarà basata principalmente su mezzi elettrici condivisi senza conducente che si sposteranno su corsi preferenziali. La rete stradale sarà quindi costruita dando maggiore spazio a mezzi non inquinanti. Gli edifici saranno costruiti su base modulare e utilizzeranno materiali di nuova generazione in modo da renderli facilmente personalizzabili. La manutenzione verrà potrà essere effettuata anche da remoto. Google ha pensato davvero a tutto con un sistema in grado di rendere più sopportabile il freddo clima di Toronto grazie a schermi anti vento e pioggia e riscaldamento anche per numerosi spazi esterni. L’assistenza sanitaria sarà invece garantita da piccoli laboratori di quartiere. Tra i progetti più innovativi si parla anche di parchi e teatri volanti ma forse è ancora presto per poterli vedere effettivamente realizzati. The post Ecco come sarà la città del futuro immaginata da Google appeared first on Data Manager Online.

EDSlan partecipa a SMAU Milano

EDSlan ti aspetta a Smau ICT – la dimensione di Smau dedicata al settore dell’Information & Communication Technology Dal 24 al 26 ottobre EDSlan sarà presente a SMAU MILANO (Fieramilanocity, PAD. 4 – Stand D07). Smau ICT è un vero e proprio “evento nell’evento” con un’area espositiva dedicata all’offerta di soluzioni e servizi rivolti al mondo dei professionisti ICT. EDSlan grazie alla propria offerta completa è in grado di supportare il cliente per la totalità delle esigenze e in fiera dedicherà particolare attenzione nel presentare prodotti di telefonia per sistemi SIP VoIP professionali; apparecchiature elettroniche di comunicazione per accesso alle reti, connettività, Voice over IP, traffico video, voce e dati; lettori e terminali barcode, stampanti termiche di etichette e sistemi e soluzioni per Datacenter. The post EDSlan partecipa a SMAU Milano appeared first on Data Manager Online.

Hitachi Vantara, la trasformazione al centro

Big data, Internet of Things e Intelligenza artificiale per accompagnare la trasformazione digitale riunendo IT e Operation Technology: il nuovo volto di Hitachi Data Systems si presenta a Milano A circa un mese dall’annuncio ufficiale di metà settembre, Hitachi Vantara si è presentata ufficialmente in Italia. La nuova compagine, che riunisce le operazioni di Hitachi Data Systems, Hitachi Insight e Pentaho, ha infatti occupato un posto di primo piano durante il Social Innovation Forum, tenutosi a Milano a metà ottobre, che ha visto la presenza di oltre 1.000 partecipanti, tra i quali più di 700 clienti. Guidata nel nostro Paese da Marco Tesini, Country Manager Hitachi Vantara Italia, la società si presenta fin da subito con una scommessa ambiziosa, ma perfettamente in linea con la trasformazione digitale in atto, che non risparmia alcun settore. Come mostra la disruption in atto praticamente in tutti i settori, i confini tra i diversi ambiti di attività si stanno assottigliando, e anche le stesse aziende che forniscono gli strumenti della digital transformation hanno avviato il cambiamento. Accompagnare la trasformazione Riunire l’IT, soprattutto un campione nell’ambito delle tecnologie per data center come Hitachi Data Systems, con le sue soluzioni storage e i sistemi convergenti, ai software di IoT e di analytics per i Big Data dell’Hitachi Insight Group e di Pentaho, società acquisita un paio d’anni fa, permette a Hitachi Vantara di essere attrezzata per le nuove sfide, in modo da favorire la trasformazione digitale delle aziende clienti, dove dati, IoT e intelligenza artificiale permetteranno di realizzare maggiori efficienze e cogliere nuove opportunità di business, soprattutto alla luce del fatto che i confini tra le diverse discipline si fanno sempre più sfumati. Tra IT e Operation Technology La società fa infatti sapere che “continuerà a fornire le potenti infrastrutture e tecnologie analitiche a cui si affidano le imprese per i dati mission-critical nei loro data center, nel cloud e in altri contesti innovativi”. Ma soprattutto, si sottolinea in casa Hitachi Vantara, “la nuova azienda mira anche a cogliere le opportunità nel emergente mercato IoT: per rispondere alle esigenze di questo mercato, saremo in grado di gestire dati di business, dati provenienti dalle macchine e dati umani in ambienti IT e OT”. La chiave dell’operazione Vantara risiede infatti nella combinazione tra i settori Information Technology e Operation Technology, OT, ambito nel quale il gruppo Hitachi opera da più di 100 anni nei settori finanziario, pubblica amministrazione, manifatturiero, energia e trasporti, e che riguarda l’insieme di tecnologie hardware e software per monitorare e controllare processi, eventi e dispositivi presenti nelle aziende. Lumada 2.0 punta dritto all’IoT Ma, grazie agli oltre 50 anni di competenze nell’IT tipici di HDS, prima con i gloriosi mainframe e poi con le innovazioni in ambito storage, solo per fare alcuni esempi, il focus di Vantara prevede una forte componente nei dati: continuerà infatti a sviluppare le tecnologie di gestione e analisi dei dati che l’hanno reso famosa. Ma il settore su cui si concentreranno i primi sforzi è proprio quello delle soluzioni per l’Internet of Things, con il lancio della release 2.0 di Lumada, la piattaforma IoT di casa. Proprio Lumada è stata un po’ la star dell’incontro stampa a margine dell’evento Social Innovation Forum, con un’approfondita presentazione nella quale Ravi Chalaka, VP Global IoT and Lumada Marketing di Hitachi Vantara, ha evidenziato che adesso la piattaforma è disponibile anche come offerta commerciale stand-alone, unitamente ai servizi di co-creazione di Hitachi, oltre a essere stata totalmente aggiornata con capacità migliorate di intelligenza artificiale, apprendimento automatico e analisi avanzata. Infine, Lumada 2.0 dispone anche di un’architettura portable che ne consente l’esecuzione in locale e su cloud, per supportare implementazioni industriali IoT sia edge sia core. The post Hitachi Vantara, la trasformazione al centro appeared first on Data Manager Online.