Droni, Trump allenta regole dei test
Memorandum del presidente per ampliare sperimentazioni
La scommessa (vinta) di Clouditalia sulle startup Holsys e ThinkIN
Due progetti innovativi, nati dalla collaborazione con H-Farm, sono entrati nel circuito della compagnia, per accelerare i processi di adozione dell’Industry 4.0 Clouditalia Telecomunicazioni, a giugno di quest’anno, ha avviato un programma di casting con Cisco e H-Farm per la scelta delle migliori startup in grado di trasformare l’industria manifatturiera. Tra tutte, la compagnia italiana ha scelto ThinkIN, che ha realizzato una soluzione per monitorare in tempo reale i processi di business sia nel mondo del retail che dei complessi produttivi e industriali. Delle le due declinazioni, la più interessante è sicuramente RetailerIN, un metodo che permette di tracciare il movimento delle persone all’interno dei negozi. L’obiettivo? Affinare l’offerta, approcciando in maniera diversa il cliente, senza cercare di pilotarne le necessità ma incontrando le sue abitudini su una strada comune. Sempre in un’ottica di innovazione che parte dalle startup, Clouditalia ha scommesso su Holsys e la sua creatura, olOne. Si tratta di un progetto fortemente influenzato dall’Industry 4.0 visto che prevede una piattaforma di Intelligenza Artificiale in grado di interpretare i dati provenienti dall’esterno in maniera automatica, per restituire analytics e trend specifici e personalizzati, peraltro senza doversi appoggiare su un hardware pesante e dedicato ma sfruttando le più comuni CPU (persino un Arm Cortex M0) e dotazioni RAM. Holsys e ThinkIN sono il miglior esempio di come sia possibile innovare in Italia, con idee davvero utili e concrete, partendo quasi da zero. Certo, poi serve qualcuno che si faccia carico di tutto quello che viene dopo (dalla dotazione hardware su vasta scala alla logistica), ed è qui che serve la più ampia dose di lungimiranza, come dimostrato da Clouditalia. The post La scommessa (vinta) di Clouditalia sulle startup Holsys e ThinkIN appeared first on Data Manager Online.
Apple assume Jay Hunt, star industria tv inglese
Vuole potenziare produzione serie originali
Apple acquisisce PowerbyProxi per la ricarica wireless
Apple ha acquisito PowerbyProxi, azienda leader nella produzione di sistemi di ricarica wireless ad alta potenza Apple ha ormai sdoganato la ricarica wireless con il lancio della sua ultima generazione di iPhone. Fino a settembre questa tecnologia era stata integrata solo su Apple Watch ma oggi è disponibile anche su entrambe le versioni di iPhone 8 e iPhone X, che curiosamente è il primo smartphone prodotto dalla Mela che Steve Wozniak non acquisterà al day one. La Mela evidentemente ha grandi progetti legati alla ricarica senza fili e la conferma arriva dall’acquisizione di PowerbyProxi, azienda neozelandese specializzata in questo tipo di soluzioni e su cui in passato aveva investito anche la rivale Samsung. La società fondata da Fady Mishriki da circa 10 anni utilizza lo stesso standard Qi adottato da Apple ed è famosa per i suoi sistemi di ricarica ad alta potenza in grado di fornire fino a 100 Watt di energia a prodotti come droni, robot e attrezzature mediche. Apple, come confermano le parole del suo direttore della sezione hardware Dan Riccio, non sembra comunque tanto interessata ai prodotti quanto al know how di PowerbyProxi. “Il team sarà un’ottima aggiunta che aiuterà Apple a creare un futuro senza fili”, ha detto il manager. Le cifre dell’operazione non sono state rese pubbliche. L’azienda di Cupertino ha già a listino un dock per la ricarica wireless chiamato AirPower ma questo arriverà sul mercato solamente l’anno prossimo. E’ possibile che PowerbyProxi possa aiutare Apple a migliorare questo prodotto ma vista la loro competenza nel campo dei sistemi ad elevata potenza è possibile che la ricarica wireless venga introdotta in futuro anche per dispositivi più grandi come i Mac, il cui modello Mini non è stato abbandonato dalla Mela. The post Apple acquisisce PowerbyProxi per la ricarica wireless appeared first on Data Manager Online.
G Data: i vantaggi di Total Control Business come soluzione completa di cybersecutiy
Non solo tutela del dato ma anche monitoraggio dell’intera rete, tramite strumenti predittivi e comportamentali. Il tutto accompagnato da percorsi di educazione alla protezione informatica Sono oramai tante le soluzioni di sicurezza digitale pensate per le aziende. Che si tratta di PMI o grandi compagnie, i player principali sanno come approcciare problematiche complesse, che vanno dal classico rischio di infezione via malware agli accessi poco controllati dei dipendenti, sia da dispositivi professionali che personali. Eppure pochi, forse nessuno, aveva mai pensato di proporre una protezione a 360 gradi, che riguardasse non solo la cybersecurity in sé ma il complesso sistema di gestione di una rete enterprise. Total Control Business di G Data si pone proprio un obiettivo del genere. “Per noi questo è un anno importante perché siamo entrati ancora più in sintonia con le esigenze pratiche dei nostri clienti, dalle piccole e medie imprese alle big company – ci dice in occasione di Smau Paola Carnevale, Sales & Channel Manager di G Data – come le release 2018 dei nostri principali prodotti, Total Control riesce a contrastare le più recenti minacce informatiche ma non solo. La piattaforma è molto più di un antivirus perché consente di avere una visione a 360 gradi di ciò che succede in un network, dal controllo della flotta mobile (anche BYOD) alle policy in esecuzione per gruppi di utenti e singoli operatori, così da avere una personalizzazione completa e funzionale. Il beneficio di una manutenzione ampia è evidente, soprattutto se si considera che alla base vi è una soluzione nativa che integra già di suo molte opzioni oggi fondamentali per proteggere un business e il suo oro principale, i dati”. “G Data crede molto nell’avanzamento tecnologico delle suite di sicurezza ma anche nell’affiancamento di queste a percorsi di educazione mirati, che facciano capire quanto la protezione di computer e dispositivi connessi sia un processo e non solo una voce di costo nel bilancio”. Una delle novità più interessanti di Total Control Business è il sistema anti-ransomware proattivo e comportamentale, che ha lo scopo di riconoscere in anticipo le falle e le vulnerabilità sfruttabili, anche zero-day, prima che diventino letali e infettino macchine e reti. The post G Data: i vantaggi di Total Control Business come soluzione completa di cybersecutiy appeared first on Data Manager Online.
Incontro AUSED su Data Integrity nel mondo Farmaceutico

Nell’ambito dei “First Thursday”, giovedì 9/11 l’AUSED proporrà l’incontro “Data Integrity nel mondo Farmaceutico: la gestione consapevole del dato” Tutti i primi giovedì del mese AUSED propone un tema di confronto tra CIO, sistema dell’offerta e mondo della ricerca. Ricordiamo che i “First Thursday” sono incontri informali, senza microfoni, fotografi o scalette predefinite, per condividere esperienze e idee gustando insieme un buon aperitivo nella cornice dello Spazio Copernico. Il tema del prossimo incontro, previsto per giovedì 9 novembre, a partire dalle ore 18.00, porta come titolo Data Integrity nel mondo Farmaceutico: la gestione consapevole del dato”. I dati sono alla base di ogni decisione presa in ambito farmaceutico, dalla produzione al Controllo Qualità, al Quality Assurance, al rilascio dei lotti e alla Supply Chain. Le Aziende Farmaceutiche raccolgono, analizzano ed interpretano i dati grezzi, trasformandoli nelle informazioni necessarie per prendere decisioni sulla qualità del prodotto. La garanzia della corretta gestione di questi dati è quindi un requisito fondamentale per le aziende. Dimostrare l’integrità e la sicurezza dei dati, delle registrazioni e dei documenti è un punto fondamentale per assicurare l’affidabilità dei dati. Negli ultimi anni l’attenzione degli enti ispettivi verso i processi di gestione dei dati è cresciuta in modo esponenziale e questo si è tradotto in un importante driver di crescita e trasformazione dei processi di gestione dei dati. Dopo la conferma dell’importanza del record elettronico il Data Integrity garantisce che le informazioni siano correttamente conservate e non alterate. L’ ottavo “First Thursday” AUSED si terrà presso la sala 637 al 6° Piano del Centro Copernico di via Copernico 38 a Milano (zona Centrale/Sondrio). Relatore: Anna Lidia Vignoli | IT Compliance Division Manager | CTP System Moderatore: Alessandro Caleffi | ICT Director | Guna Sarà offerto un aperitivo da CTP System Le iscrizioni sono aperte! Chi volesse maggiori informazioni su questo evento o volesse iscriversi, può farlo direttamente dal link del , oppure contattando la segreteria AUSED scrivendo ad aused@aused.org The post Incontro AUSED su Data Integrity nel mondo Farmaceutico appeared first on Data Manager Online.
Da chipmaker a data company: la lenta trasformazione di Intel
Maurizio Riva delinea a Smau 2017 il percorso di cambiamento della multinazionale che guarda al futuro concentrandosi su quattro settori differenti C’erano tempi in cui Intel era considerata solo leader nella produzione di processori per computer. Il boom della mobilità ha cambiato le carte in tavola, aprendo gli scenari di mercato della multinazionale, definitivamente rivoluzionati con l’avvento del cloud. Oggi la chipmaker per eccellenza è molto altro; una compagnia che segue almeno quattro trend differenti, tutti focalizzati su un utilizzo più vasto e futuristico della tecnologia. Parliamo allora di cloud, sempre più onnipresente e smart e di IoT, che interessa strumenti oramai usciti dall’ambito commerciale ed entrati nelle case di milioni di persone. Ma anche di dispositivi FPGA, ovvero oggetti programmabili destinati a cambiare il panorama dei data center e del 5G, vera manna per un mondo sempre più affamato di connessioni veloci e performanti. A Smau, Maurizio Riva, Country Manager di Intel Corporation, ha delineato la strategia dell’azienda, che l’ha portata a guardare oltre le semplici CPU. “Oggi Intel sta evolvendo, trasformandosi da società focalizzata sull’hardware classico a fornitore di tecnologia per il cloud e per i miliardi di dispositivi intelligenti connessi alla rete. All’interno del vasto mondo della tecnologia, vogliamo concentrarci sui settori che diverranno determinanti in futuro, come i veicoli a guida autonoma, l’IoT applicato all’industria e al retail. Non abbandoniamo però il nostro core business, costituito dai PC e dai dispositivi portatili, che consideriamo un business importante ma non più unico in una strategia globale. Siamo nel mezzo di un cambio di prospettiva evidente, che vuole differenziare e segmentare la presenza di Intel sul mercato, continuando a sperimentare e a guidare l’innovazione del domani”. The post Da chipmaker a data company: la lenta trasformazione di Intel appeared first on Data Manager Online.
Con Axway, The Body Shop Switzerland trasforma l’esperienza di acquisto
La nuova applicazione mobile creata in collaborazione con Axway offre servizi digitali personalizzati e in tempo reale a oltre 90.000 clienti L’azienda internazionale di cosmesi The Body Shop ha scelto Axway, catalyst for digital transformation, per migliorare l’esperienza del cliente nei punti vendita in Svizzera. Grazie a Axway Appcelerator, The Body Shop è riuscita a ripensare il proprio programma di fidelizzazione clienti, integrando enormi quantità di dati e implementando con successo un’innovativa applicazione mobile per incrementare le vendite in negozio. La nuova app per dispositivi mobile, Love Your Body Club, sviluppata in collaborazione con Axway, ha permesso a The Body Shop di offrire un’esperienza personalizzata e contestualizzata a oltre 90.000 clienti. Fondata nel 1976, The Body Shop è un’azienda internazionale di cosmesi etica che vende più di 900 prodotti di bellezza in 2.600 negozi in tutto il mondo. Per sviluppare ulteriormente la sua attività in Svizzera e migliorare l’esperienza offerta ai clienti, The Body Shop ha collaborato con Axway rinnovando totalmente il suo programma di fedeltà Love Your Body Club. Disponibile per iOS e Android, la nuova mobile app Love Your Body Club utilizza un API Dashboard per permettere agli utenti d ricevere offerte su misura, guadagnare buoni d’acquisto, ricevere inviti a eventi speciali, acquistare prodotti, visualizzare la propria cronologia di acquisto e trovare i negozi più vicini. Sfruttando dati sia interni che esterni, grazie a una solida customer experience network, quest’app innovativa può offrire esperienze contestualizzate inviando ai membri del programma fedeltà delle notifiche sulle offerte quando si trovano nelle vicinanze di un negozio. Se i clienti sono interessati, l’app presenta un codice QR che può essere convertito in cassa o un buono acquisto da utilizzare online. “Da sempre ci impegniamo per offrire ai nostri clienti la migliore esperienza di acquisto possibile”, commenta Angelika Lanen, CEO di The Body Shop. “Abbiamo collaborato con Axway per sfruttare le ultime innovazioni in campo mobile e siamo riusciti a trasformare il nostro programma Love Your Body Club, offrendo ai clienti in Svizzera un’esperienza di acquisto veramente unica.” Con Axway Appcelerator, The Body Shop è riuscita a soddisfare le particolari esigenze del mercato svizzero, dove vengono parlate più lingue. Integrando una funzione che permette di cambiare in modo semplice la lingua all’interno dell’app, senza dover modificare le impostazioni del dispositivo mobile, The Body Shop può offrire agli utenti un’esperienza di acquisto fluida ed efficace. Con le API Analytics, inoltre, The Body Shop può monitorare quante volte viene aperta l’app, la durata di ciascuna sessione, il dispositivo utilizzato e definire con precisione l’area geografica dell’utente: elementi molto utili per rendere l’esperienza ancora più personalizzata. The Body Shop ha anche semplificato il processo di pagamento, aggiungendo la capacità di modificare temporaneamente la luminosità dello schermo dell’utente in modo da permettere al sistema POS di scansionare più facilmente i codici QR. Inoltre, il personale del negozio può visualizzare gli articoli acquistati di recente dal singolo cliente e selezionarli per velocizzare il pagamento. “Molti dei nostri clienti desiderano fornire esperienze coinvolgenti ai propri clienti sviluppando app straordinarie, in grado di funzionare su diversi dispositivi e, allo stesso tempo, di connettere una quantità enormi di dati di backend”, afferma Hendrik Unkenholz, Head of Development di Smilla AG, la digital agency responsabile dello sviluppo dell’app di The BodyShop. “Grazie ad Axway Appcelerator, siamo riusciti a sviluppare un’app innovativa per The Body Shop in tempi significativamente ridotti, garantendo comunque che fosse supportata da qualsiasi dispositivo. Inoltre, Appcelerator ci ha permesso di utilizzare un’unica codebase per l’intera app, risparmiando tempo e denaro”. “Axway Appcelerator ha consentito a The Body Shop di costruire nuovi modelli di engagement digitale in modo da soddisfare le altissime aspettative dei clienti”, conclude Nick Ferrante, Executive Vice President Global Sales di Axway. “Con Axway Appcelerator, The Body Shop è riuscita a sbloccare il valore dei dati in modo da poter anticipare e adattarsi al cambiamento continuo delle aspettative dei clienti, grazie a un’applicazione mobile progettata in modo agile e personalizzata, in grado di migliorare l’esperienza di acquisto e, in definitiva, incrementare la fedeltà al brand e le vendite.” The post Con Axway, The Body Shop Switzerland trasforma l’esperienza di acquisto appeared first on Data Manager Online.
Genetica, ora è possibile riscrivere le singole lettere del Dna
L’evoluzione della tecnica taglia-incolla del Dna arriva a correggere un singolo errore nel codice E’ stata definita “chirurgia chimica” dal biologo David Liu dell’Università di Harvard, il passaggio dall’editing genetico al “base editing” avvenuto in soli cinque anni grazie alla tecnica Crispr che taglia e incolla il Dna. I ricercatori cinesi dell’Università di Sun Yat-sen a Guangzhou sono infatti riusciti a correggere un singolo errore sui tre miliardi di “lettere”( adenina, timina, guanina e citosina) del nostro codice genetico. Si tratta di un’evoluzione notevole rispetto alla correzione genetica con Crispr: il base editing è un procedimento più efficiente e sicuro, come dimostrano i risultati di due studi differenti appena pubblicati su Nature e Science, che aprono a nuove possibilità di cura per alcune patologie come anemia falciforme e fibrosi cistica. La “chirurgia del Dna” è in grado di rimuovere alcune patologie negli embrioni umani e anche negli Stati Uniti, grazie alla tecnica del taglia-incolla, un’équipe di ricercatori della Oregon Health and Science University ha aperto la strada alla possibilità di correggere i difetti genetici legati allo sviluppo di malattie innate. La tecnica è stata così tanto affinata da arrivare a riscrivere le singole lettere che compongono il Dna, ossia i geni. Una nuova classe di correttori «Abbiamo sviluppato una nuova classe di “correttori”» ha dichiarato lo stesso David Liu, che ha coordinato la ricerca uscita su Nature. I “correttori” sono delle “macchine molecolari” che è possibile riprogrammare per riorganizzare le singole basi, ossia ciascuna delle quattro lettere che, combinate insieme, scrivono i geni (A per adenina, C per citosina, T per timina e G per guanina). Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di Biologia dello sviluppo dell’Università di Pavia, spiega che i nuovi strumenti hanno affinato e reso molto più precisa la tecnica Crispr, «strumento quest’ultimo particolarmente prezioso perché ci permette di modificare, correggere, alterare e rifinire artificialmente ciò che esiste in natura in maniera relativamente semplice, ma non precisa». Verso una correzione sempre più precisa «Raffinare la precisione della tecnica era la sfida dei biologi e adesso abbiamo la sicurezza sull’intero percorso, dalla trascrizione alla traduzione senza errori» commenta Redi. Il genetista Edoardo Boncinelli aggiunge che «la novità più sorprendente è che oltre al Dna, che è il depositario dell’informazione biologica, si arriva a correggere l’Rna, che porta il messaggio dal Dna alla cellula». Come Boncinelli fa notare, questa rivoluzione è sempre più vicina alla possibilità di correggere un punto preciso del nostro genoma». The post Genetica, ora è possibile riscrivere le singole lettere del Dna appeared first on Data Manager Online.
Amazon Key, consegne fin dentro casa
Anche in nostra assenza, con telecamera e serratura ‘smart’