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Apple ha deciso di dire addio a Qualcomm

Apple avrebbe deciso di chiudere i rapporti con Qualcomm. La fornitura dei componenti sarà affidata a Intel e MediaTek Alla fine sembra proprio che la diatriba tra Apple e Qualcomm non si concluderà con una stretta di mano nonostante i tentativi di riconciliazione da parte del produttore. Le due aziende collaborano da tempo per la fornitura di componenti per iPhone ma è molto probabile che il sodalizio commerciale si concluderà definitivamente l’anno prossimo. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Apple avrebbe deciso di chiudere ogni rapporto con Qualcomm per affidarsi ai chip di Intel, che già gli fornisce alcune parti fondamentali dei suoi smartphone, e MediaTek. Scegliere due diversi produttori permetterà alla Mela di aver maggiore potere in fase di negoziazione. Apple e Qualcomm sono ai ferri corti proprio per il costo di alcune componenti. L’azienda di Cupertino ritiene che il produttore abbia imposto un prezzo troppo alto per alcuni brevetti fondamentali per la realizzazione degli iPhone. La Mela ha quindi presentato le sue lamentele alla Federal Trade Commission per poi intentare una causa da 1 miliardo di dollari ai danni di Qualcomm. Quest’ultima ha accusato Apple di voler abbassare il prezzo in modo illecito con una contro denuncia e dopo averla criticata per le caratteristiche tecniche di iPhone X ha poi cercato di ottenere il bando dei suoi prodotti prima negli Stati Uniti e poi in Cina. Negli ultimi tempi Qualcomm ha cercato di abbassare i toni in virtù del reciproco guadagno ma pare che tutto questo non sia bastato a far desistere Apple da scegliere altri fornitori. The post Apple ha deciso di dire addio a Qualcomm appeared first on Data Manager Online.

Facebook, Amazon e SoftBank lavorano a una rete internet globale

Lungo circa 14mila chilometri, il cavo sottomarino connetterà l’Asia con il Nord America per abilitare una velocità di 60Tbps entro il 2020 Da social network a media company, fino a costruttrice (o quasi) di infrastrutture di rete. La trasformazione di Facebook in big del settore hi-tech a 360 gradi è completa. La multinazionale statunitense, insieme ad Amazon e SoftBank, realizzerà uno dei più lunghi cavi sottomarini al mondo, dedicati alla diffusione della banda internet. Sarà di circa 14 mila chilometri il conduttore transpacifico che collegherà l’Asia con il Nord America entro il 2020. Si chiama Jupiter e si pone l’obiettivo di portare alle città toccate una velocità di 60Tbps, così da soddisfare le sempre maggiori richieste di accesso alla rete che arrivano non solo da dispositivi tradizionali, come smartphone e computer, ma anche da wearable e IoT. Stando ai dati forniti da SoftBank, presto saranno centinaia di miliardi gli oggetti connessi a livello globale e urge dunque farsi trovare pronti per rispondere alla domanda di connettività non solo dal punto di vista quantitativo ma soprattutto in qualità. Il progetto Jupiter avrà due punti di atterraggio terrestre in Giappone, uno nelle Filippine e un altro nei pressi di Los Angeles. Il progetto del trio, nel quale sono però coinvolte altre aziende, darà slancio all’industria digitale in Asia e nella costa degli USA dove si trova il cuore pulsante dell’innovazione a stelle e strisce, la Silicon Valley. Inutile dire che in questo modo si crea un gap ancora maggiore tra una parte del mondo ultraveloce e un’altra, anche in Europa, che attende il 5G come fattore di svolta verso una migliore distribuzione della connettività, dentro e fuori gli uffici. Sulla carta Jupiter abilita una fruizione, senza latenza, di contenuti di realtà virtuale e aumentata così come di video in 4K e 8K, una tecnologia che proprio in Oriente dovrebbe trovare applicazione nel corso dei prossimi tre o quattro anni. Gli interessi di Facebook e Amazon sono ovviamente vastissimi in questo campo. Potendo contare su un accesso a bande di frequenza più ampie, i due giganti avranno l’opportunità di veicolare servizi innovativi in queste aree, prima di esportarli in altri mercati. The post Facebook, Amazon e SoftBank lavorano a una rete internet globale appeared first on Data Manager Online.

Cybersecurity, serve uno sforzo congiunto pubblico e privato

Dati, prospettive e soluzioni al centro della terza edizione del WOW, convegno organizzato da Samsung L’Italia detiene un piccolo record nel campo della cybersecurity. Meno dello 0,2 per cento di frodi nei pagamenti registrati lo scorso anno. Un dato significativo. Che dimostra la capacità delle aziende del settore di misurarsi con successo con le sfide della sicurezza IT. Purtroppo è il resto del Paese che non si protegge con la stessa efficacia. Roberto Baldoni, Direttore CIS Sapienza Università di Roma e Direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity (CINI), intervenuto nel corso della terza edizione di WOW, organizzato da Samsung, ha sottolineando la necessità di mettere il tema al centro delle politiche di trasformazione digitale non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa per non mettere a serio rischio sviluppo e prosperità economica. Baldoni ha evidenziato altresì la centralità del tema dalla sicurezza cyber per l’UE, così come è emersa dall’ultimo meeting sullo stato dell’Unione Europea dello scorso settembre. Una tematica che ha assunto i contorni di una e vera propria emergenza, seconda per importanza solo al tema del cambiamento climatico e avanti persino al fenomeno dell’immigrazione. Il quadro delle minacce rappresenta un pericolo costante nella vita di aziende e istituzioni. Lo stesso Baldoni snocciola alcuni dati circa i tempi connessi a un attacco. Per esempio le aziende impiegano circa 200 giorni per accorgersi di un’intrusione nei loro sistemi, 70 per rimettersi in pista dopo un’intrusione e  sino a 24 mesi per rientrare dai costi subiti in seguito a una violazione. Costi destinati a esplodere per effetto congiunto del nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR) e della meno conosciuta ma altrettanto importante direttiva NIS (Network and Information Security). Tutto questo nonostante, come nota Francesco Morelli, Responsabile della Tutela Aziendale di Terna S.p.A, risulti ancora difficoltoso quantificare il danno informatico e valutarne l’impatto nel medio periodo. La consapevolezza del rischio è fondamentale. E in Terna con 5700 attacchi registrati solo durante le ore notturne e 80000 mail di spam intercettate a fronte delle 140mila ricevute ogni giorno, dati forniti dallo stesso Morelli, sanno esattamente dentro a quale territorio ci stiamo muovendo. L’appello unanime è alla formazione e a investimenti all’altezza della portata della minaccia. Misure da corroborare attraverso l’impegno congiunto di pubblico e privato. E ancora condivisione di esperienze e info, analisi puntuale dei rischi, interni ed esterni. Uno sforzo collettivo che punti all’eccellenza in tutti i centri nodali della sfida. I segnali positivi arrivano dalla realizzazione del Framework Nazionale per la cybersecurity, un documento nato dalla partnership tra pubblico e privato che ha coinvolto soggetti quali il CERT Nazionale, il Garante della Privacy, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e aziende di rilevanza strategica nazionale quali ENI ed ENEL. Il Framework, rivolto alle aziende per indirizzarle verso una corretta gestione del rischio cyber, introduce l’importanza di una corretta gestione del rischio che partendo dal consiglio di amministrazione e dal comitato rischi si estenda a tutte le funzioni aziendali. La buona notizia è che la cybersecurity può diventare un fattore di sviluppo. Basti pensare alle opportunità che si potrebbero innescare se l’Italia riuscisse a formare la quantità necessaria di giovani competenti in materia, per far fronte alle richieste provenienti da PA e settore privato. Un tema questo ripreso con particolare enfasi da Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici del Comune di Milano. La via non è segnata. Le gerarchie in questo campo sono liquide. Potenze economiche soffrono di un nanismo imbarazzante in tema di cybersecurity. Mentre paesi più piccoli ma evoluti nella trasformazione digitale, vedi l’esempio dell’Estonia, sono anche quelli più all’avanguardia nell’implementare sia nel pubblico che nel privato principi e buone pratiche di sicurezza IT. Gli stessi, è il messaggio condiviso dal panel di ospiti e relatori, che in futuro beneficeranno dei maggiori dividendi in termini di sviluppo e competitività. The post Cybersecurity, serve uno sforzo congiunto pubblico e privato appeared first on Data Manager Online.

Alzheimer, come tenerlo lontano con un mix di nutrienti

Scoperta una bevanda in grado di rallentare il declino cognitivo Sono circa 47 milioni le persone che soffrono Alzheimer in tutto il mondo, una patologia considerata la piaga dell’epoca moderna e di cui è stata recentemente individuata l’origine nel cervello. Sebbene non sia ancora possibile sconfiggerla, molto si può ancora fare nell’ambito della prevenzione, tanto che al momento è possibile prevedere l’insorgere dell’Alzheimer con ben 10 anni di anticipo. Stabilizzare le capacità cognitive Oggi da uno studio clinico europeo LipiDiDiet, pubblicato sulla rivista The Lancet Neurology è emerso che una speciale miscela di nutrienti, se assunta una volta al giorno, basterebbe per stabilizzare le capacità cognitive e funzionali delle persone che soffrono di Alzheimer ad uno stadio iniziale. La nuova bevanda Souvenaid, a base di “Fortasyn Connect” (composto di acidi grassi essenziali, vitamine e altri nutrienti) è stata testata con successo. Si tratta di un intervento nutrizionale che di per sé non può sconfiggere la malattia, ma dimostra che prima si interviene maggiori sono i vantaggi per chi ne soffre, come ha spiegato anche Tobias Hartmann, coordinatore del progetto LipiDiDiet. La bevanda riduce l’atrofia cerebrale “E’ importante notare come la riduzione dell’atrofia cerebrale mostri che il beneficio non è solo sintomatico. Questo risultato non si era mai ottenuto prima”, ha aggiunto. Questa ricerca è parte di un ampio progetto finanziato dall’Unione Europea, che ha coinvolto 311 pazienti con Alzheimer in stadio iniziale (definito anche come MCI, Mild Cognitive Impairment, o lieve ritardo cognitivo) in 11 centri di quattro nazioni (Finlandia, Germania, Olanda e Svezia). I pazienti hanno ricevuto nell’arco di 2 anni la bevanda funzionale in studio o una bevanda di controllo isocalorica. The post Alzheimer, come tenerlo lontano con un mix di nutrienti appeared first on Data Manager Online.

Microsoft HoloLens arriva anche in Italia

La Realtà Mista e interazione 3D di Microsoft al servizio di professionisti e aziende di 29 Paesi per aumentare la produttività e risparmiare tempo e denaro Microsoft ha annunciato che HoloLens, il primo computer olografico al mondo che funziona con il sistema operativo Windows 10, sarà disponibile in 29 nuovi mercati tra cui Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia e Ungheria. “In Microsoft abbiamo intrapreso la missione di aiutare le persone e le aziende di tutto il mondo ad ottenere di più”, ha dichiarato Lorraine Bardeen, General Manager of Microsoft HoloLens and Windows experiences. “La Realtà Mista racchiude in sé il potenziale di affiancare professionisti e aziende in tutto il pianeta nel fare ciò che finora non era mai stato possibile. Gli scenari aperti dalla Realtà Mista saranno un aiuto per aziende e professionisti per svolgere compiti chiave in modo più rapido, più sicuro e più efficiente, ma anche a creare nuovi modi di connettere utenti e partner.” In Italia, HoloLens ha già visto diversi casi di successo, in cui aziende e associazioni hanno scelto la soluzione di Realtà Mista di Microsoft come leva utile per ripensare processi e modelli di business e guardare la realtà secondo nuove prospettive. Recentemente IVECO Bus ha annunciato l’utilizzo di HoloLens per ottimizzare le operazioni di manutenzione e per la formazione del personale. Attraverso lo strumento di Realtà Mista di Microsoft, IVECO Bus vuole rendere disponibili i propri esperti di manutenzione in tempo reale a qualsiasi cliente ovunque nel mondo, offrendo il miglior servizio clienti, riducendo i tempi di inattività e migliorando l’efficienza. Lo scorso luglio Widiba ha presentato Widiba Dialog un nuovo servizio che attraverso HoloLens permette ai consulenti finanziari di condividere con i clienti informazioni, di accedere a strumenti globali per la consulenza e rendere incisiva la relazione attraverso un’esperienza immersiva. Durante gli ultimi mesi, alcune associazioni come WWF e Save the Children hanno scelto HoloLens per raccontare attraverso la tecnologia della Realtà Mista, scenari virtuali e immersivi come le specie marine che abitano gli ambienti del Mediterraneo e il fenomeno della malnutrizione infantile presente in diversi paesi del mondo. Per sostenere la campagna #GenerAzioneMare, WWF ha trasformato Piazza Gae Aulenti a Milano in un fondale mediterraneo grazie ad HoloLens, permettendo di vedere da vicino le numerose specie che lo abitando, aumentando così la consapevolezza delle persone del valore degli oceani e della loro difesa. Save the Children ha invece creato un percorso esperienziale con HoloLens per raccontare la campagna Fino all’ultimo bambino e permettere di vivere in prima persona le sfide di chi, ogni giorno, è costretto a fare i conti con la povertà estrema, le guerre e i cambiamenti climatici. Microsoft continua ad investire in tecnologie che abilitano l’evoluzione dell’ecosistema della Realità Mista per portare questa innovazione in tutto il mondo. Finora HoloLens era disponibile in dieci mercati, ovvero: Australia, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti (con Porto Rico). Con le disponibilità annunciate oggi, HoloLens sarà disponibile in 39 Paesi, quasi triplicandone la diffusione. The post Microsoft HoloLens arriva anche in Italia appeared first on Data Manager Online.

SEAT riceve il premio SMARTBEST 2017 per l’integrazione di Amazon Alexa nella propria gamma

La nuova SEAT Ibiza è una delle sei finaliste del premio AUTOBEST “Best Buy Car of Europe 2018” Dopo il premio AUTOBEST “Best Buy Car of Europe 2017” vinto dalla SEAT Ateca lo scorso anno, il brand spagnolo riceve ora una nuova attestazione di stima da parte dell’organizzazione europea, che ha annunciato di aver incluso la nuova SEAT Ibiza tra le auto che concorrono per il premio quest’anno. Il prestigioso titolo “Best Buy Car of Europe” di AUTOBEST, che premia la migliore opzione di acquisto presente sul mercato, tiene in considerazione non solo aspetti quali design, comfort, qualità della guida, dinamica e maneggevolezza di ciascun modello, ma anche il rapporto qualità-prezzo, la Rete di vendita e il servizio post-vendita. La giuria di AUTOBEST è composta da rappresentanti di ben 31 Paesi europei e, proprio in virtù di questo numero, si attesta come la giuria indipendente del settore automotive più grande a livello mondiale. A fine novembre, i 31 giornalisti che costituiscono la giuria AUTOBEST esamineranno attentamente le sei finaliste che concorrono per il premio quest’anno, sottoponendo le vetture a una serie di esaustive ed esigenti prove sulla pista di Vairano (Italia). Il vincitore del premio AUTOBEST “Best Buy Car of Europe 2018”, decretato in questa sede, verrà poi annunciato il prossimo 15 dicembre. La nuova SEAT Ibiza emerge grazie alla presenza a bordo delle tecnologie più avanzate in termini di sicurezza, sistemi di assistenza alla guida e connettività. Inoltre, grazie allo sviluppo della nuova piattaforma MQB A0, risulta più compatta all’esterno e ancor più spaziosa all’interno. Il nuovo modello ha ottenuto inoltre le 5 stelle – il punteggio massimo – negli esigenti crash test EuroNCAP, durante i quali le prestazioni della vettura hanno spiccato in particolar modo per quel che riguarda la protezione dei passeggeri e l’efficienza dei sistemi di assistenza alla guida presenti a bordo (specialmente il sistema Front Assist con frenata di emergenza). La nuova SEAT Ibiza, disponibile nella versione cinque porte, presenta quattro possibili allestimenti (Reference, Style, XCellence e FR) e una gamma motori che spazia dalle versioni benzina (1.0 TSI da 75CV, 95CV e 115 CV e 1.5 EVO TSI 150 CV con ACT), ai Diesel (1.6 TDI da 80, 95 e 115 CV) e che vanta inoltre un propulsore alimentato a metano (1.0 TGI 90 CV), tutti contraddistinti da prestazioni eccellenti ed efficienza, con consumi ed emissioni contenuti. Premio SMARTBEST 2017 Altrettanto degna di nota è l’assegnazione alla SEAT del premio AUTOBEST “SMARTBEST 2017” (primo premio al mondo dedicato alla connettività nell’industria automobilistica), per l’integrazione pionieristica di Amazon Alexa nella propria gamma di auto. La collaborazione di SEAT con Amazon e lo sviluppo di questo assistente personale a comando vocale costituiscono una vera pietra miliare per l’Azienda e un’importante spinta in avanti per l’ecosistema digitale e la connettività in Casa SEAT. Questo passo ha reso inoltre il Marchio spagnolo apripista in termini di auto connesse in Europa. La richiesta di assistenti a comando vocale da parte dei guidatori è in continua crescita, e le possibilità di sviluppo e di incremento del numero di funzioni per Amazon Alexa, che sarà disponibile su SEAT Ateca e Leon entro la fine del 2017 e su Arona e Ibiza nel 2018, è infinita. Questo riconoscimento da parte della stampa europea dell’automotive conferma l’ottimo momento che il Marchio spagnolo sta vivendo. La SEAT non solo ha ottenuto risultati finanziari positivi, ma sta portando avanti la più grande grande offensiva di prodotto della sua storia con il lancio di Ateca, Leon, Ibiza, Arona, fino ad arrivare al lancio del futuro grande SUV, che sarà su strada nel 2018. Nei primi nove mesi SEAT ha venduto 354.900 vetture, risultato che rappresenta un aumento del 13,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nonché il miglior risultato della SEAT dal 2001. L’aumento delle vendite nel 2017 si riflette sui risultati finanziari della SEAT: nei primi nove mesi dell’anno, il risultato operativo della Società è aumentato del 12,3% rispetto allo stesso periodo del 2016, raggiungendo i 154 milioni di Euro. Nel contempo, il fatturato è cresciuto dell’11%, raggiungendo i 7.255 milioni di Euro tra gennaio e settembre 2017. The post SEAT riceve il premio SMARTBEST 2017 per l’integrazione di Amazon Alexa nella propria gamma appeared first on Data Manager Online.