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Fermi tutti: ipotesi Russia dietro il voto della Brexit

Dopo lo scandalo degli adv di Facebook che avrebbero influenzato l’elezione di Trump ecco il dubbio della commissione britannica sull’uscita dall’Europa Due esiti per nulla scontati, anzi opposti a quanto affermavano gli analisti. Da un lato l’elezione del Presidente Donald Trump, cha ha sconfitto la favorita Hillary Clinton, dall’altra la decisione storica del popolo britannico di uscire dall’Europa nella cosiddetta Brexit. Qualcosa lega i due momenti già passati agli annali di storia? Probabilmente si: Mosca. Secondo Bob Posner, direttore della finanza politica e regolamentazioni della commissione elettorale del Regno Unito, sarebbe opportuno indagare sull’eventuale coinvolgimento della Russia nelle piattaforme di comunicazione, soprattutto social, che hanno anticipato il voto, per capire se in atto sia stata messa un’operazione simile a quella pro-Trump, confermata da Facebook nei giorni scorsi. Cosa succede In quel caso, il social network aveva ammesso che un potenziale di 126 milioni di americani avrebbero visto i banner pubblicitari comprati dalla Russia per cercare di spingere l’elezione repubblicana, con un’azione poi ripetuta su Instagram, dove sono stati scoperti adv diffusi ad almeno 20 milioni di iscritti. La strategia 2.0 del Cremlino è stata utilizzata anche per la Brexit? Difficile dirlo adesso ma la politica di Sua Maestà è pronta a valutare bene ogni questione. “Le varie campagne di comunicazione per il voto si sono mosse, anno dopo anno, sul terreno del digitale – ha detto – ciò ha portato a sviluppare tecniche di targetizzazione sempre più avanzate, dove la capacità di inviare messaggi personalizzati è divenuta fondamentale per raggiungere certi obiettivi. Se abbiamo un compito, questo è assicurare che vi sia la più completa trasparenza in tale diffusione, e minimizzare il più possibile eventuali interferenze, da qualsiasi parte arrivino”. A quanto pare, sia Facebook che Twitter sono stati chiamati in causa da Posner e non si esclude che nei prossimi giorni le analisi non vadano più a fondo sull’argomento. The post Fermi tutti: ipotesi Russia dietro il voto della Brexit appeared first on Data Manager Online.

HTC abbandona la dual cam, almeno per il 2017

Aveva dato il via all’era della doppia fotocamera sul retro per poi tornare alle origini. Ma i modelli 2018 avranno due sensori Nel 2015 HTC lanciava il primo smartphone con doppia fotocamera sul retro della storia. In pochi se lo ricordano, anche se One M8 ha ottenuto un discreto successo a livello globale. Stranamente, da quel momento la compagnia ha abbandonato la strategia doppia per produrre ancora una volta terminali con una sola focale. Il motivo? Impossibile dirlo ma sta di fatto che con la sua tecnologia UltraPixel, HTC ha comunque sfornato pezzi da novanta nel comparto dei cameraphone. Eppure tutti i principali concorrenti sono oramai entrati nel mood della dual cam, per cui era lecito aspettarsi prima o poi una svolta decisa in tale direzione. La conferma è arrivata da Chialin Chang, presidente della divisione smartphone di HTC, che ha dichiarato online: “Stiamo studiando come realizzare la caratteristica nel prossimo futuro”. Mondo doppio La questione non è banale visto che l’integrazione di una fotocamera doppia non per forza è sinonimo di qualità fotografica. Lo ha dimostrato Google con i suoi Pixel 2 e Pixel 2 XL, dotati di un unico sensore ma in grado di elaborare scatti assolutamente di rilievo, tali da porsi in cima alla classifica di DxO, che analizza i principali telefonini mettendoli in fila in quanto a cattura delle immagini in diversi contesti. Nel 2018 dai laboratori di HTC dovrebbe uscire U12 o semplicemente 12, dispositivo che avrà il compito di migliorare le già ottime prestazioni di U11, peraltro declinato di recente in U11+ e U11 Life, versioni dedicate, rispettivamente, a chi necessita di una lunga durata della batteria e a caratteristiche tecniche minori, con un prezzo accessibile. Il trend del display touch allungato ha fatto innamorare anche la compagnia taiwanese, che proprio con U11+ ha abbracciato la costruzione priva di tasto home, la stessa che vedremo su tutti i top di gamma del prossimo anno. The post HTC abbandona la dual cam, almeno per il 2017 appeared first on Data Manager Online.

C’è una falla in Tor, a scoprirla è stato un italiano

L’esperto informatico Filippo Cavallarin ha scoperto una falla nel software per l’anonimato Tor ora risolta Tor è uno dei software di anonimato più utilizzato al mondo. Questo sistema consente di nascondere la propria identità durante la navigazione sul web ed è la porta di accesso al cosiddetto dark web. Solitamente viene utilizzato da dissidenti politici o comunque da coloro che vogliono sfuggire all’occhio vigile della censura e delle agenzie governative così come da persone interessate ai traffici illegali online. Tor utilizza un sistema di crittografia a più strati per rendere impossibile l’identificazione dell’utente e in passato è finito anche nel mirino della NSA, l’agenzia di controspionaggio americana che ha scatenato lo scandalo Datagate. Oggi un italiano ha trovato una falla all’interno del software che di fatto annullava l’anonimato scoprendo il velo che nascondeva centinaia di soggetti in tutto il mondo. Il bug è stato scoperto da Filippo Cavallarin, 35enne veneziano e fondatore della società di cybersicurezza We Are Segment. L’hacker ha informato del problema il team di Tor prima di divulgare al pubblico la sua esistenza e non ha chiesto nessuna ricompensa. Ora che la falla è stata chiusa ha voluto spiegare come è arrivato a fare questa scoperta. “Stavo facendo altre attività di ricerca in Rete quando ho trovato qualcosa che non mi tornava, c’era un tassello diverso da quello che avrebbe dovuto esserci; in un’ora di controlli sono arrivato a scoprire nel sistema un baco. È stata un’intuizione, alla conclusione ci sono arrivato in un modo più artistico che scientifico”, ha detto l’esperto al Messaggero. The post C’è una falla in Tor, a scoprirla è stato un italiano appeared first on Data Manager Online.

TECHly presenta i nuovi supporti TV da pavimento

Se non c’è la possibilità di fissare un monitor alla parete o al soffitto, l’unica soluzione alternativa è quella di fissarlo ad un valido supporto a pavimento. La gamma progettata da Techly è composta da supporti universali per uso domestico e professionale pensati anche per circostanze temporanee come fiere, eventi pubblici e presentazioni TECHly, leader nello sviluppo della tecnologia utile, facile e veloce propone la nuova gamma di supporti monitor da terra ideale per tutti gli schermi 32-70”. Caratterizzati da una linea semplice ed elegante, sono stati realizzati in versione acciaio o alluminio creando un connubio tra leggerezza e robustezza. Queste piantane a pavimento sono state pensate per valorizzare gli elementi d’arredo esistenti, trovando una collocazione armoniosa in ogni contesto, abitativo o commerciale che sia. Per le loro dimensioni, si prestano ad essere facilmente inseriti in qualsiasi tipo di arredamento, classico o moderno, venendo normalmente posizionati sia in spazi commerciali che residenziali. Perfetti per allestire con stile uffici, sale riunioni, zone d’accoglienza e reception possono inoltre essere impiegati con successo nell’ambito di installazioni particolari, quali ad esempio stand fieristici, set televisivi, presentazioni ed eventi promozionali. Totalmente in alluminio, il primo modello ICA-TR11, è un supporto a pavimento adatto a sostenere monitor plasma/LCD/LED 32-70” fino a 50 kg. La solida base rettangolare (500×460 mm) e la colonna con altezza totale di 1330mm, conferiscono al supporto da terra grande stabilità rendendolo adatto anche all’installazione in aree di passaggio. La staffa già inclusa per TV, compatibile con lo standard universale VESA fino a 600×400 mm, può essere ruotata orizzontalmente +/- 30° ed inclinata -10°/+5°. Regolazioni personalizzate che consentono sia variazioni di orientamento indispensabili per evitare i fastidiosi riflessi dovuti alla luce, sia la rotazione laterale del solo schermo. Con le medesime caratteristiche, il modello ICA-TR12 si differenzia per una base leggermente più contenuta (413 x386 mm) e per l’altezza totale di 1320 mm. Come per gli altri supporti, risulta compatibile con schermi 32-70” e per un peso fino a 45 kg. Maneggevole e dal ridotto ingombro, è realizzato totalmente in acciaio di colore nero, perfetto per mimetizzarsi all’interno di uffici, sale riunioni ed aree reception di strutture private e pubbliche. Inoltre, Techly presenta altri due supporti a pavimento dotati di mensola dalle linee sinuose e la finitura cromata rendendoli un prodotto di design esclusivo per chi desidera installare monitor e tv fino a 68kg e 70”. L’elegante modello cromato ICA-TR13 è caratterizzato da due aspetti unici e inconfondibili: una solida base rotonda (diametro 550mm) per sostenere il peso dei monitor fino a 68 kg e una robusta mensola in vetro per alloggiare componenti audio-video (600x360mm) che può fungere anche d’appoggio per telecomandi, cataloghi e riviste. La sua originalità è data dalla staffa incorporata che, oltre a supportare lo standard universale VESA fino a 600×400 mm permette un’ampia serie di movimenti per personalizzare l’orientamento dello schermo. Risulta possibile inclinare il display -10°/+5° ed al contempo ruotarlo orizzontalmente +/- 60° per ottimizzare la visione in ogni ambiente. Data l’altezza totale della colonna di 1250 mm, assicura un fissaggio dei monitor a misura ergonomica risultando adatto a eventi e esposizioni, ma anche tra le mura domestiche. Con un’altezza totale di 1170 mm, l’ICA-TR14, è un supporto a pavimento con base rettangolare in vetro nero (360×510 mm) che nasconde i 4 piedini di cui è dotata creando armonia con la mensola in vetro per componenti audio video (400×300 mm). Realizzato interamente in acciaio, garantisce una portata di monitor 32-70” fino a 68 kg grazie all’attacco VESA fino a 600×400 mm nella staffa già inclusa, consentendo l’inclinazione -10°/+5° e la rotazione laterale +/- 60° dello schermo agganciato. Il design basic, ma allo stesso tempo ricercato dato il doppio sostegno verticale curvo, lo rende il prodotto perfetto da inserire all’interno di stand, esposizioni, allestimenti fieristici, negozi e showroom. I nuovi supporti da pavimento Techly, sono tutti predisposti affinché il cablaggio resti completamente nascosto all’interno del supporto, in modo tale da preservare e valorizzare una linea pulita ed essenziale che denota lo stile minimalista. Inoltre, per la loro semplicità di installazione, possono essere montati e smontati da una sola persona in pochi istanti grazie al kit di montaggio. The post TECHly presenta i nuovi supporti TV da pavimento appeared first on Data Manager Online.

Samsung attacca Apple e lo fa senza tante remore

Samsung ha realizzato un nuovo spot per promuovere i prodotti e questa volta non si è limitata a citare Apple ma l’ha attaccata direttamente Samsung non si è mai tirata indietro quando si è trattato di competere con Apple ma ha sempre voluto mantenere i toni più bassi possibili. L’azienda coreana ha citato più volte l’avversaria nei suoi spot ma senza mai chiamarla chiaramente per nome. Al massimo ha fatto riferimento a un “concorrente” anche se si è sempre capito di chi stesse parlando. Nella sua ultima pubblicità il colosso asiatico ha deciso di cambiare strategia scegliendo un approccio decisamente più aggressivo. Questa volta il nome e il logo di Apple sono ben visibili e iPhone ne esce decisamente sconfitto dal confronto con Android. Esattamente come aveva sottolineato Qualcomm qualche tempo fa, anche Samsung ha rimarcato il ritardo con cui l’azienda di Cupertino ha introdotto diverse funzioni importanti dagli utenti e le sue principali mancanze. I top di gamma di Apple difettano ancora della memoria espandibile, hanno eliminato i diffusissimi jack audio da 3.5 mm e hanno integrato con colpevole ritardo l’impermeabilità e ricarica wireless. Bisogna sottolineare che ultimamente i concorrenti della Mela si sono fatti molto più spudorati. Huawei ad esempio ha attaccato il Face ID sottolineandone l’inaffidabilità e anche Xiaomi non si è certo tirata indietro nei suoi spot. The post Samsung attacca Apple e lo fa senza tante remore appeared first on Data Manager Online.

Floriano Masoero nuovo Managing Director di Eaton Italia

Eaton annuncia la nomina di Floriano Masoero a Managing Director Italia. In questo nuovo ruolo Masoero si occuperà di delineare le linee strategiche per lo sviluppo del business sul territorio italiano in un periodo di forte crescita per l’azienda, oltre a rappresentare la figura strategica di riferimento per le varie divisioni all’interno di Eaton. Floriano Masoero riporterà direttamente a Philippe Dagas (VP West Europe). “Sono orgoglioso di tornare in Italia e guidare un team profondamente impegnato a sostenere clienti, aziende e l’intera comunità nell’indirizzareattraverso l’innovazione le più importanti sfide in termini di gestione energetica che caratterizzano il pianeta e il nostro Paese”, ha dichiarato Floriano Masoero, Managing Director di Eaton Italia. “L’Italia si conferma un mercato strategico per lo sviluppo del business di Eaton, che da sempre crede nel valore della tecnologia come leva indispensabile per affrontare i mutevoli scenari competitivi e per supportare una crescita basata sulla sostenibilità e sul rispetto dell’ambiente. Sono entusiasta di iniziare a lavorare insieme alla squadra italiana per supportare le novità dei prossimi mesi, espressione concreta della nostra visione aziendale che si esplicita in «We make what matters work» e in cui l’innovazione per l’accumulo di energia giocherà un ruolo da protagonista”.    La crescita professionale di Masoero è il frutto di diversi anni di esperienza in Eaton. Arrivato in azienda nel 2014, ha occupato ruoli di crescente responsabilità all’interno di diversi settori, tra cui il Ferroviario e il Machine Building, e dal 2016 a oggi ha ricoperto il ruolo di Direttore Marketing West Europe. Prima di entrare in Eaton Masoero ha maturato quasi dieci anni di esperienza, occupandosi di sviluppo di prodotto e del business in vari mercati, compreso il segmento dei veicoli elettrici e Human Machine Interface (HMI). The post Floriano Masoero nuovo Managing Director di Eaton Italia appeared first on Data Manager Online.

A quarant’anni dalla fondazione, Zucchetti si rifà il look

Il nuovo logo diventa l’elemento distintivo per comunicare i valori fondamentali della prima azienda italiana di software: qualità, semplicità e innovazione In vista del suo quarantesimo compleanno, che cadrà nel 2018, Zucchetti ha scelto di ripensare la propria immagine. La prima azienda italiana di software ha deciso, quindi, di partire dal rinnovamento del proprio logo, per renderlo più semplice, pulito e attuale. Il nuovo logo Zucchetti mantiene un forte legame di continuità con la versione precedente, ma ogni elemento acquista il suo spazio per aumentarne l’impatto visivo e la valenza: – le lettere sono più arrotondate: forme meno spigolose comunicano flessibilità e cambiamento continuo; – il blu, colore storico e rappresentativo di Zucchetti, diventa più brillante: in questo modo al significato simbolico di forza, sicurezza e competenza si abbina anche quello di modernità; – la Zeta diventa un vero e proprio simbolo per Zucchetti, un elemento distintivo che può essere utilizzato anche in autonomia. Una lettera formata da due frecce che rappresenta in modo immediato Zucchetti in particolare sul web, sui canali social, sulle business app e su tutto il materiale istituzionale; – nella nuova struttura il pay-off “Il software che crea successo” acquista più importanza perché non è più vincolato sotto la scritta Zucchetti. Si tratta di un vero e proprio slogan che ha l’obiettivo di comunicare al meglio i valori aziendali. “Il logo ha lo scopo di rappresentare l’essenza dell’impresa – dichiara Alessandro Zucchetti, presidente della società – con questo restyling della nostra immagine abbiamo voluto trasmettere la capacità di Zucchetti, come dimostriamo continuamente nella nostra attività, di essere sempre pronta al cambiamento e votata alla ricerca dell’eccellenza per affrontare le sfide del presente e del futuro. Il nostro obiettivo è anche quello di adottare uno stile di comunicazione che sia il più possibile chiaro, coerente ed efficace, per far conoscere la validità delle soluzioni Zucchetti non solo in Italia, ma anche all’estero”. Per mostrare il rinnovamento del logo Zucchetti è stato anche realizzato un apposito video che ne mostra le caratteristiche distintive e la sua applicazione su tutte le forme di comunicazione della prima azienda italiana di software. The post A quarant’anni dalla fondazione, Zucchetti si rifà il look appeared first on Data Manager Online.

Per Fujitsu il workplace del futuro parla AI e collaborazione

Un nuovo whitepaper commissionato da Fujitsu esamina il workplace del 2025 – focalizzandosi su cambiamento sociale, evoluzione tecnologica, impatto ambientale, considerazioni di business e spostamenti demografici Processi di lavoro, tool di produttività e ambienti fisici destinati a diventare obsoleti nel corso dei prossimi otto anni, mancanza di competenze e difficoltà ad attrarre talenti: sono queste le prime indiscrezioni che emergono da un whitepaper realizzato dalla società di ricerche Pierre Audoin Consultants (PAC) per conto di Fujitsu. La ricerca ha preso in esame i principali elementi che porteranno al cosiddetto ‘workplace del futuro’, atteso entro il 2025, suggerendo alle aziende gli interventi da fare per continuare a essere competitive. In particolare, il whitepaper, intitolato ‘Workplace 2025’, è una sintesi delle risposte ottenute al quesito: “Quale aspetto potrà avere una strategia di workplace efficace nel 2025?” e si concentra su cambiamento sociale, evoluzione tecnologica, impatto ambientale, considerazioni di business e spostamenti demografici in quanto principali elementi che portano a ridisegnare i futuri requisiti del workplace. Una delle principali previsioni formulate dal whitepaper riguarda la crescita inarrestabile dell’AI: gli analisti di Pierre Audoin Consultants prevedono infatti che il ritmo del cambiamento continuerà ad accelerare da qui fino al 2025, producendo conseguenze su tutti gli aspetti del workplace del futuro. L’AI è già in grado di compiere una varietà crescente di attività e sta iniziando ad avere un impatto di vasta portata su quasi ogni aspetto del workplace e del modo in cui le persone vivono e lavorano. Un’altra area chiave di mutamento – è emerso – riguarderà la struttura del business, che porterà avere modelli di lavoro più flessibili, nel segno della collaborazione. L’Intelligenza Artificiale Secondo Fujitsu, una strategia di workplace efficace per il 2025 e oltre dovrebbe essere imperniata sull’utilizzo pervasivo di sistemi basati sull’AI nel corso di tutta la giornata lavorativa. L’AI libererà il personale affinché possa dedicarsi ad attività maggiormente complesse, interessanti e a valore aggiunto, oltre a fornire supporto per mezzo di assistenti intelligenti, aiutare a formare nuove relazioni di business determinando automaticamente l’abbinamento ottimale delle competenze, offrire un’esperienza altamente personalizzata, dinamica e contestuale per la programmazione delle attività della giornata, e utilizzare un routing dinamico in tempo reale per evitare gli ingorghi del traffico e ottimizzare trasferimenti e modalità di trasporto. Ai dipendenti che lavorano all’interno degli uffici saranno allocate automaticamente in modalità hot-desking postazioni vicine a quelle dei colleghi con cui interagiscono più frequentemente; assistenti digitali si faranno carico dell’agenda degli impegni e delle attività amministrative come le prenotazioni dei viaggi; i dispositivi indossabili aiuteranno infine le persone ad autenticarsi e accedere a sistemi e informazioni sempre e ovunque. Tuttavia il whitepaper sottolinea anche come le aziende debbano iniziare subito a promuovere una cultura di innovazione e collaborazione, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione, ed evidenzia come una tecnologia obsoleta e pratiche di lavoro antiquate possano soffocare la produttività e demotivare il personale.   L’agilità del workplace ‘senza confini’ La produttività dell’utente individuale dovrà essere favorita, sostenendo modelli di collaborazione e co-creazione che garantiscano salute e benessere. Per attrarre talenti, sarà fondamentale creare un ambiente di lavoro con spazi personalizzati sulla base delle esigenze dei singoli. Altro ambito su cui intervenire è la promozione della collaborazione tra colleghi, grazie all’implementazione di tecnologie come la realtà aumentata. Questo avrà un impatto anche sull’organizzazione dello spazio fisico dell’ufficio: quando il workplace non sarà più associato a un’ubicazione fisica, le tecniche biometriche rivestiranno un ruolo ancora più importante nel proteggere l’accesso ai dati e alle applicazioni enterprise, permettendo alle persone di raggiungere trasparentemente le applicazioni desiderate da qualsiasi dispositivo, ovunque si trovino La rigidità di alcune attuali strutture sarà sostituita da piccole reti collaborative composte da team di freelance interni ed esterni, collegati tra loro attraverso piattaforme di comunicazione unificata e supportati ad assistenti intelligenti. L’individuo non sarà più definito da un singolo ruolo, dal momento che il suo contributo e il suo stile di lavoro si adatteranno dinamicamente per rispondere a necessità variabili su attività differenti. Il recruitment userà il modello del crowdsourcing Questa maggiore fluidità riguarderà non solo le tipologie di competenze richieste, ma anche il processo di recruitment da mettere in atto per assicurarsi i talenti migliori. Il whitepaper prevede che, nel 2025, le aziende in più rapida crescita saranno quelle capaci di identificare e reclutare velocemente le competenze disponibili all’interno di un vero pool globale di talenti. Non ci saranno più ruoli definiti, ma ci si affiderà al crowdsourcing globale di collaboratori freelance. Il principale canale di recruitment sarà costituito da piattaforme online che metteranno in contatto le aziende con i potenziali collaboratori, mentre l’intelligenza artificiale avanzata e i suoi sofisticati algoritmi saranno sempre più utilizzati per identificare le persone dotate delle competenze adatte a ciascun progetto. La tecnologia anche qui assumerà un ruolo fondamentale: per sostenere infatti questa impostazione del lavoro sarà necessaria una piattaforma tecnologica robusta ma flessibile, che permetta al personale di autenticarsi rapidamente mediante dati biometrici autorizzandolo all’impiego dei tool e dei sistemi necessari. I confini aziendali saranno sempre più labili In questa nuova tipologia di organizzazione, i sistemi IT dovranno varcare i confini aziendali e aprire le applicazioni business di base anche ai partner esterni. Il superiore livello di condivisione e collaborazione interaziendale richiederà un maggior livello di sicurezza per garantire la tutela della proprietà intellettuale. Secondo Fujitsu, i partner tecnologici dovranno aiutare le aziende a gestire questi nuovi ecosistemi estesi facendosi carico al contempo della gestione della sicurezza e del rischio finanziario. Le aziende avranno bisogno di piattaforme e di un framework per mettere rapidamente in connessione i servizi e le competenze disponibili. Questo modello di co-creazione digitale avrà potenzialità tali da produrre un valore di business notevolmente superiore rispetto a quello degli attuali modelli contrattuali.  Bruno Sirletti, Presidente e Amministratore Delegato di Fujitsu Italia ha commentato: “Per poter rispondere alle necessità della forza lavoro multigenerazionale di oggi, ciascuna con proprie esigenze e aspettative, è importante che le aziende inizino subito a pianificare e investire nella propria strategia di workplace del futuro. L’utilizzo dell’AI in azienda può portare alla creazione di una user experience più personalizzata che, combinata con

Amazon potrebbe accettare i pagamenti in Bitcoin

In Germania sono convinti che Amazon presto renderà possibili i pagamenti in Bitcoin. L’azienda non conferma né smentisce In passato i Bitcoin sono stati utilizzati soprattutto per acquistare prodotti illegali nel deep web ma oggi moltissime aziende accettano i pagamenti in cryptomoneta per transazioni totalmente lecite. In Germania vengono addirittura considerate “unità di conto” e quindi tassabili. Molto presto, secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Die Welt, anche Amazon potrebbe faro lo stesso. La testata ha riportato le previsioni di vari esperti statunitensi che confermano l’operazione e tra questi c’è anche James Altucher, venture capitalist e investitore in oltre 20 diverse startup. Quest’ultimo aveva previsto che Amazon avrebbe reso ufficiali i pagamenti in Bitcoin durante la presentazione dei dati relativi all’ultimo trimestre e anche se ciò non è avvenuto, è comunque convinto che accadrà presto. Attualmente i Bitcoin hanno visto crescere il loro valore di oltre il 25% dall’inizio dell’anno raggiungendo quasi i 7mila euro per una singola moneta digitale. Per Amazon accettare questa valuta significherebbe raggiungere una fetta ancora più grande di clienti e favorire così i suoi piani di espansione che comprendono anche la costruzione di una seconda sede principale negli USA. Il colosso dell’e-commerce non ha però voluto confermare la novità ma non l’ha nemmeno negata. “Non è stato fatto alcun annuncio al momento. Amazon commenta i nuovi prodotti o servizi solo quando sono utilizzabili per i nostri clienti, e fino a quel momento non commenta speculazioni o indizi”, ha detto un portavoce dell’azienda a Die Welt. “Non vedo alcun motivo per cui Amazon non dovrebbe accettare i Bitcoin come mezzo di pagamento”, ha detto Oliver Flaskämper, numero uno di Bitcoin.de. Diversi servizi ora ritengono validi i pagamenti fatti con questa valuta e anche alcuni rivenditori online di Amazon permettono la transazione previa conversione in euro e dollari. Amazon, che ha introdotto la realtà virtuale nella sua app per iOS, potrebbe quindi eliminare questo passaggio per abbreviare ulteriormente i tempi per il passaggio di denaro. The post Amazon potrebbe accettare i pagamenti in Bitcoin appeared first on Data Manager Online.