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Colt espande il Colt IQ Network in Nord America

Colt amplia ulteriormente la strategia di espansione del proprio network per meglio soddisfare le necessità delle aziende multinazionali Colt Technology Services ha annunciato i propri piani per aggiornare e adeguare alle esigenze future la portata dei propri cavi sottomarini asiatici, transatlantici e transpacifici, che arriverà a 100Gbps. Colt intende globalizzare la sua strategia a banda larga attraverso percorsi multipli in grado di fornire la migliore ridondanza e flessibilità possibili. Ciò consentirà l’accesso a tutte le funzionalità del Colt IQ Network in tutto il mondo, creando nuove opportunità per aziende multinazionali in Europa, Asia e Nord America. Colt estenderà la propria connettività in Nord America per soddisfare la domanda locale e internazionale delle imprese. Il Colt IQ Network coprirà i principali punti di aggregazione cloud nel mondo con connessioni multiple a 100 Gbps transatlantiche e transpacifiche, a cui si aggiungono ulteriori collegamenti a 100Gbps in Asia. L’espansione in Nord America collegherà tredici tra le principali città ospitanti hub cloud e telco negli Stati Uniti e in Canada, compresi importanti data center a Seattle, San Francisco, Los Angeles, Phoenix, Dallas, Atlanta, Miami, Chicago, Ashburn, Newark, New York, Boston e Toronto con funzionalità end-to-end su tecnologia di proprietà Colt. Questo espanderà ulteriormente la portata della connettività Colt a oltre 800 data center nel mondo. I data center negli Stati Uniti saranno accessibili dalle sedi aziendali collegate al Colt IQ Network e la connettività a banda larga data-centre-to-data-centre sarà abilitata anche negli Stati Uniti. Tom Regent, Chief Commercial Officer di Colt, ha affermato: “Nel 2016 abbiamo annunciato una strategia focalizzata sull’erogazione di servizi a banda larga nei business hub più importanti del mondo. Questo piano di espansione renderà la nostra rete ancora più adeguata alle sfide future, ci consentirà di penetrare maggiormente nei mercati esistenti e ci permetterà di servire meglio la crescente domanda per soluzioni di rete a banda larga per le aziende multinazionali a livello globale”. Regent ha continuato: “Il mercato nordamericano è importante per Colt e stiamo lavorando per triplicare la nostra forza vendita nella regione. Espandendo il Colt IQ Network nelle città degli Stati Uniti che vantano la più grande concentrazione di ecosistemi digitali, Colt si focalizzerà maggiormente nel soddisfare i bisogni di connettività globale delle aziende multinazionali presenti nella regione”. Si prevede che l’implementazione della portata sottomarina globale e l’estensione del Colt IQ Network negli Stati Uniti saranno completate nella prima parte del 2018. The post Colt espande il Colt IQ Network in Nord America appeared first on Data Manager Online.

Waymo come Uber: prova i taxi senza pilota

La divisione di veicoli autonomi di Google sta sviluppando un mini van (a marchio Fiat) che si muoverà senza guidatore per le strade dell’Arizona Oramai ci siamo: nei prossimi mesi le principali società attive nel campo della guida autonoma metteranno per strada i loro veicoli senzienti. Tra le tante c’è anche Waymo, ereditaria del progetto Google Car. La compagnia, entrata stabilmente nella cerchia di Alphabet, sta sviluppando un’automobile che si guida da sola, pensata per un utilizzo di trasporto a mo’ di taxi, proprio come Uber. Ed è Uber la principale concorrente di Waymo in questo settore, visto che le altre aziende si stanno concentrando su mezzi destinati a un uso personale e non al noleggio. La notizia è stata ufficializzata con un post su Medium direttamente dall’ex-startup, che ha delineato i progetti sul breve periodo: “Partiremo da un’area nella regione metropolitana di Phoenix, in Arizona, dove Waymo sarà il solo soggetto a portare per le vie un’auto senza conducente. Nel tempo poi copriremo una zona più vasta di Londra, con molte più macchine a disposizione”. In giro per la città Waymo ci ha tenuto a specificare anche in che modo partirà l’iniziativa: nei primi tempi, un addetto del team di sviluppo sarà al fianco dei passeggeri per farli adattare al nuovo modo di viaggiare da un punto all’altro della città. Gli utenti avranno a disposizione uno schermo fissato sul seggiolino anteriore sul quale saranno visualizzate le informazioni principali sul percorso, limiti di velocità, andatura e altri dati contestuali. E qui si apre un altro mondo: quando tutto andrà a regime, Google potrà vendere agli inserzionisti la possibilità di piazzare pubblicità e banner sui display, proprio come in metropolitana. Le prime auto col brand Waymo saranno dei mini van Pacifica di Fiat Chrysler, una giusta via di mezzo tra comodità di seduta e versatilità nel traffico. The post Waymo come Uber: prova i taxi senza pilota appeared first on Data Manager Online.

Niantic ci riprova: Harry Potter in AR

Se il 2016 è stato l’anno di Pokémon Go, il 2018 sarà quello del maghetto più amato dai ragazzi, pronto a sbarcare su smartphone Android e iPhone C’è tutto un ondo dietro il successo di Pokémon Go. Lo sanno gli esperti di marketing e le aziende che, nel corso dei mesi scorsi, si sono inventate Pokéstop di ogni genere pur di attirare le persone presso i propri esercizi commerciali o showroom. E non solo: se Apple ha velocizzato il rilascio di ARKit, la piattaforma che consente agli sviluppatori di creare applicazioni di realtà aumentata è anche per merito dei mostriciattoli giapponesi, che hanno sdoganato il concetto AR verso milioni di utenti. E c’è ancora un ulteriore punto: Niantic Labs, la società che ha realizzato Pokémon Go è stata inglobata da Nintendo poco prima del lancio del gioco nell’estate del 2016, avendo sentito profumo di revenue da record. Adesso l’ex startup ci riprova, con il brand Harry Potter. Di cosa si tratta Si chiamerà Harry Potter: Wizards Unite il titolo che Niantic svilupperà assieme alla  Warner Bros Interactive, con la supervisione di J. K. Rowling, autrice della famosa saga. Le metriche di gioco saranno le stesse di Pokémon Go, dunque ambientazioni fantastiche integrate nel mondo reale, dove poter scovare libri magici, segreti e strumenti per far evolvere il proprio personaggio nel corso della storia. C’è l’ufficialità del progetto ma non della data di pubblicazione che, sarà in un certo momento nel corso del 2018. Come è stato lo scorso anno per Nintendo, nei prossimi mesi Warner Bros si ritroverà tra le mani un bel po’ di ricavi dovuti a progetti extra, come questo, in aggiunta alla pubblicazione nelle sale di Animali Fantastici 2, previsto per il prossimo novembre e anch’esso ispirato dalla penna di Rowling. Harry Potter: Wizards Unite dovrebbe arrivare sia su Android che iOS, anche se probabilmente non in contemporanea. The post Niantic ci riprova: Harry Potter in AR appeared first on Data Manager Online.

Samsung potrebbe non essere più il primo produttore di smartphone

TrendForce ritiene che i livelli di produzione di Apple saranno superiori a quelli di Samsung e quindi l’azienda di Cupertino supererà la rivale in testa alla classifica del settore smartphone Samsung ha dominato per diversi anni il settore smartphone contendendosi la prima posizione con Apple. Secondo le stime di TrendForce per il quarto trimestre di quest’anno la Mela sorpasserà il colosso asiatico se consideriamo i livelli di produzione e non il numero di dispositivi distribuiti e venduti. Se ciò si rivelasse vero sarebbe un ulteriore problema per Samsung, che oltre alle dimissioni del suo CEO deve anche incassare il no della Corte Suprema USA in merito all’annullamento della multa per violazione dei brevetti ai danni proprio dell’azienda di Cupertino. Secondo TrendForce, nel quarto trimestre verranno realizzati 425 milioni di smartphone (+6,3% rispetto allo stesso periodo del 2016) per un totale di 1,46 miliardi di dispositivi in tutto l’anno. Nei tre mesi passati, Samsung grazie a Galaxy Note 8 e i modelli di fascia media ha raggiunto un volume di produzione di 81 milioni di uniti e un market share del 21,1%. Nel Q4 si prevede però una diminuzione a 77 milioni di terminali dovuti alla forte domanda di iPhone X più che di iPhone 8 (poco apprezzato dagli utenti). L’ultimo irriverente spot di Samsung incentrato sul sottolineare i difetti del top di gamma di Apple non ha evidentemente avuto l’effetto sperato. L’azienda di Cupertino in questo trimestre dovrebbe raggiungere una produzione di 81 milioni di device e con un market share del 19,1% supererà al primo posto Samsung, che si fermerà al 18,2%. Al terzo posto figurerà Huawei con 45 milioni di dispositivi realizzati, seguiti da Oppo e Xiaomi. Quest’ultima potrebbe inoltre debuttare presto anche in Italia dopo averlo fatto in Grecia e Spagna. The post Samsung potrebbe non essere più il primo produttore di smartphone appeared first on Data Manager Online.

HPE presenta la piattaforma di in-memory computing più scalabile e modulare del mondo

La nuova piattaforma HPE Superdome Flex innalza ulteriormente le prestazioni di analisi dati per i workload mission-critical Hewlett Packard Enterprise ha presentato la piattaforma di in-memory computing più scalabile e modulare del mondo, HPE Superdome Flex. La nuova piattaforma permette alle aziende di qualsiasi dimensione di elaborare e analizzare enormi quantità di dati per trasformarli in insight in tempo reale. In un mondo sempre più connesso e in trasformazione, caratterizzato dalla crescita esponenziale dei dati, i clienti devono affrontare un grosso problema, ovvero quello di gestire grandi flussi di dati mai visti prima, riuscendo a mantenere la continuità operativa e l’agilità necessari per reagire rapidamente ai cambiamenti di business. Una delle modalità adottate dalle aziende per affrontare questa sfida è attraverso i database in-memory come SAP HANA, Oracle Database In-Memory e Microsoft SQL Server. HPE è il leader globale su SAP HANA e, nello specifico, circa il 50% dei deployment di server SAP HANA è associato a sistemi HPE. Per ottenere i migliori risultati dall’in-memory computing, l’infrastruttura sottostante deve essere in grado di indirizzare dataset di enormi dimensioni e gestire l’analytics senza rallentare le transazioni, ottenendo così insight in tempo reale. HPE Superdome Flex vanta un particolare design modulare che scala in maniera trasparente, permettendo alle aziende di mantenere il passo con l’evoluzione delle esigenze relative ai dati, e offre affidabilità senza paragoni dando vita a una piattaforma resiliente che salvaguarda i workload critici. “I clienti desiderano sfruttare al meglio tutti i loro dati per ottenere insight in tempo reale per prendere decisioni di business più efficaci”, ha dichiarato Randy Meyer, vice president e general manager, Synergy & Mission Critical Servers di Hewlett Packard Enterprise. “Con HPE Superdome Flex, i clienti possono capitalizzare l’analisi dei dati in-memory per i loro workload maggiormente critici e scalare in maniera trasparente al crescere dei volumi di dati”. La nuova piattaforma mission-critical HPE per l’in-memory computing unisce l’affidabilità di HPE Integrity Superdome X alla tecnologia scalabile per l’analisi dei dati ad alte prestazioni che HPE ha ottenuto mediante l’acquisizione di SGI. HPE Superdome Flex permette ai clienti di: Trasformare i dati in insight in tempo reale e su una scala senza precedenti: progettato secondo i principi del Memory-Driven Computing, HPE Superdome Flex mette a disposizione un pool di memoria condivisa attraverso un fabric di connessione ultraveloce capace di scalare da 768GB a 48TB in un singolo sistema garantendo una ineguagliata potenza di calcolo per le applicazioni più esigenti. Partire in piccolo per crescere in maniera trasparente: la piattaforma si avvale di un particolare design modulare che può scalare da quattro a 32 socket a passi di quattro. Questo introduce negli ambienti di ogni dimensione capacità di in-memory computing in grado di espandersi trasparentemente e in modo economicamente efficiente al crescere delle necessità. Salvaguardare i workload mission-critical: HPE Superdome Flex offre comprovate capacità RAS (Reliability, Availability, Serviceability) non presenti su altre piattaforme x86 standard, raggiungendo il 99,999% di disponibilità a singolo sistema. Performance ottimizzate con HPE Pointnext HPE Pointnext possiede le competenze e i servizi che occorrono per aiutare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale, quali: Advisory Services, focalizzati sullo sviluppo di una strategia di business allineata ai risultati di business. Professional Services, specializzati nell’implementazione trasparente, nell’esecuzione nel rispetto del budget e nelle configurazioni creative che permettono di ricavare il massimo dalla soluzione HPE Superdome Flex. Questo comprende la collaudata metodologia di migrazione HPE Pointnext che permette la continuità operativa durante l’intero processo. Operational Services, che offrono supporto per l’intera soluzione e l’ecosistema applicativo. The post HPE presenta la piattaforma di in-memory computing più scalabile e modulare del mondo appeared first on Data Manager Online.

Anche Xiaomi e Oppo vogliono la loro versione del Face ID

Xiaomi e Oppo dovrebbero integrare un sistema di riconoscimento facciale simile a Face ID sui loro prossimi top di gamma che arriveranno l’anno prossimo Tutti vogliono imitare iPhone X e in particolare il sistema di riconoscimento facciale 3D Face ID. Diversi rumors apparsi in Rete confermano che la maggior parte dei grandi produttori di smartphone si sta impegnando per sviluppare una tecnologia simile a quella della Mela e non stiamo parlando solamente di Samsung e Huawei. Anche Xiaomi e Oppo, che nel frattempo ha brevettato un dispositivo con display pieghevole, vogliono proporre ai loro utenti un sistema di riconoscimento facciale avanzato che possa competere con quello di Apple. Stando alle informazioni che vengono dalla Cina, entrambe le aziende per questo progetto hanno chiesto il supporto di Qualcomm, che sta diventando il peggior nemico di Apple. Il produttore di chip avrebbe infatti sviluppato la piattaforma da cui porre la basi per lo sviluppo del software di riconoscimento facciale 3D. Qualcomm inoltre ha stretto un accordo di 3 anni e dal valore di 12 miliardi di dollari con Xiaomi, Oppo e Vivo per la fornitura di componenti. Si vocifera che la prima abbia inoltre ottenuto un periodo di esclusività per l’utilizzo del nuovo processore Snapdragon 845 che dovrebbe essere svelato a dicembre. Il sensore per lo sblocco dello smartphone dovrebbe invece essere fornito da Reliance Oproelectronics. La produzione di questa tecnologia dovrebbe partire intorno a marzo dell’anno prossimo e questo significa che potrebbe essere già integrata sui top di gamma Xiaomi Mi 7 e Oppo R13. The post Anche Xiaomi e Oppo vogliono la loro versione del Face ID appeared first on Data Manager Online.

Aruba Business partecipa alla “Joomla! World Conference 2017” insieme a Plesk

Il Gruppo Aruba annuncia la partecipazione alla Joomla! World Conference 2017, l’appuntamento annuale rivolto agli utenti del pluripremiato CMS Joomla, che si svolgerà dal 17 al 19 novembre presso lo Sheraton Roma Hotel & Conference Center. Aruba sarà presente con la divisione Aruba Business – nata appositamente per supportare i business partner nel mercato dell’IT – per presentare le proprie novità in ambito cloud, hosting e server dedicati, e lo farà insieme ad un partner d’eccezione: Plesk, l’azienda dell’innovativo e famoso pannello di hosting per Windows e Linux che consente di gestire con semplicità e automatizzare ogni funzione legata ai servizi di hosting. La collaborazione tra Aruba e Plesk è attiva ormai da anni. Il pannello Plesk è integrato in tutte le soluzioni di hosting di Aruba Business attraverso la tecnologia SSO (single sign-on) e prevede il supporto di un’ampia gamma di sistemi operativi e piattaforme di sviluppo, compatibilità con i CMS più comuni – tra cui ovviamente Joomla – supporto multilingue e personalizzazione del pannello dell’utente finale. “Stiamo collaborando con Plesk per l’ottimizzazione di nuove funzionalità che saranno presto disponibili sul pannello e lanciate in anteprima alla Joomla! World Conference di Roma. Siamo fermamente convinti che questa collaborazione porterà strumenti ancora più efficienti per i nostri clienti. Quanti verranno a trovarci al nostro stand potranno beneficiare della nostra promozione speciale di Hosting Unlimited multi dominio per testare Plesk gratuitamente per 1 anno, oltre a promozioni speciali sui nostri servizi Cloud e Server Dedicati” ha commentato Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba S.p.A. – BU Hosting e e-Security. La JWC, è alla sua sesta edizione e si terrà per la prima volta in Europa. La location di Roma riunirà tutta la community di esperti che saranno a disposizione dei visitatori per approfondire e diffondere contenuti relativi a Joomla, utili sia per coloro che sono alle prime armi, così come per i più esperti. Per tre giorni si terranno keynote, presentazioni, workshop e sessioni sia in inglese che in italiano. Joomla è presente in oltre il 3% dei siti web di tutto il mondo ed è utilizzato da privati, multinazionali, governi ed enti di beneficienza per servire e gestire la propria presenza online in modo efficiente, flessibile ed espandibile. The post Aruba Business partecipa alla “Joomla! World Conference 2017” insieme a Plesk appeared first on Data Manager Online.