Apple Watch per diagnosticare l’ipertensione
Da qualche anno la scienza studia l’orologio intelligente e i suoi sensori come indicatori di patologie basilari. L’Università della California conferma la sua utilità Un dispositivo indossabile, come lo smartphone, non è un prodotto in grado di svolgere una sola funzione. Parlando di Apple Watch, sappiamo come sia capace sia di fare da orologio classico che da notificare quando collegato con l’iPhone. Ma non solo: grazie ai sensori posti nella sua plancia, si pone anche come accessorio comodo per il fitness, anche di un certo livello, e rilevatore di battito cardiaco, sempre per finalità di allenamento. Eppure, con qualche software dedicato, l’Apple Watch può tranquillamente trasformarsi in un gadget con funzionalità di healthcare maggiori, seppur non comparabili a quelle in dotazione negli studi medici. L’Università della California, assieme all startup Cardiogram, ha lanciato uno studio che si pone l’obiettivo di mostrare come sia possibile usare lo smartwatch per tenere monitorate alcune patologie come l’ipertensione e l’apnea. Come fare Lo studio è stato condotto da Cardiogram su un totale di 6 mila persone, utilizzatori di un Apple Watch e senza alcuna malattia particolare. La startup ha riconosciuto elementi primari di apnea in 1.016 tester e l’ipertensione in 2.230 individui. Ovviamente, non basta il software a bordo dell’orologino per trarre conclusioni del genere. L’Università della California ha incrociato le informazioni, ottenute nel corso di diverse settimane, con un algoritmo avanzato che, tramite una rete neurale, ha messo in relazione il trend del battito cardiaco con i passi giornalieri, per ottenere inferenze sul comportamento del corpo in vari momenti della giornata. La piattaforma di rilevazione, chiamata DeepHeart, è riuscita a ricostruire un quadro verosimile delle condizioni di salute di ognuno, ponendosi come un campanello d’allarme che spesso può essere fondamentale per evitare conseguenze più gravi. L’analisi è un’ulteriore spinta per Apple nell’approcciare il settore dei wearable anche da altri lati, verticali, che possono dare sicuramente maggiori soddisfazioni in termini di adozione, in ambiti che seppur tech-oriented sono ancora poco serviti in tal senso. The post Apple Watch per diagnosticare l’ipertensione appeared first on Data Manager Online.
Bill Gates costruirà la città del futuro in Arizona
Un’azienda che fa capo a Bill Gates ha investito 80 milioni di dollari nella costruzione di una smart city altamente tecnologica in una zona desertica dell’Arizona Bill Gates da quando ha abbandonato Microsoft ha scelto di sfruttare la sua sconfinata liquidità per finanziare progetti finalizzati a migliorare la qualità della vita delle persone non solo nell’ambito della salute e della tutela ambientale. Il fondatore del colosso di Redmond, che ha candidamente ammesso di preferire gli smartphone Android a quelli Windows Phone, si interessa anche di urbanistica e smart cities. Il settimanale Business Real Estate ha scoperto che Belmont Partners, società di investimento capitanata da Gates, ha speso 80 milioni di dollari per acquistare 10mila ettari di terreno nella zona zona desertica della West Valley, nei pressi di Phoenix. Qui intende costruire Belmont, una città intelligente con 80mila unità abitative, 1.500 ettari adibiti a uffici e 190 ettari a scuole pubbliche. Il centro urbano iper tecnologico offrirà l’accesso a una rete Internet veloce e centri dati. La logistica dei vari servizi cittadini sarà completamente automatizzata e i residenti potranno spostarsi su veicoli a guida autonoma come quelli di Google o Uber, che sta addirittura sviluppando il primo servizio di ride sharing aereo. Al momento non c’è una data ufficiale per la conclusione dei lavori di Belmont ma sono già in corso i lavori di costruzione di un’autostrada che collegherà la città a Las Vegas e al New Mexico. Bill Gates non è l’unico a voler realizzare la città del futuro. Google, tramite l’azienda Sidewalk Labs, ha vinto un appalto per ristrutturare il lungolago di Toronto e trasformalo in un quartiere con servizi hitech, mobilità condivisa e persino un sistema per il controllo del clima. A Columbus, in Ohio, è in corso di costruzione una smart city che ha ottenuto 40 milioni di dollari di finanziamenti dal Dipartimento dei Trasporti USA e 10 milioni da Vulcan, società fondata dal Paul Allen, co-fondatore di Microsoft insieme a Bill Gates. Inoltre in Arabia Saudita il principe Mohammed bin Salman investirà 500 miliardi di dollari per la creazione di Neom, una città avveniristica al confine con l’Egitto i cui servizi tecnologici potrebbero essere forniti da Amazon e Alibaba, che lo scorso weekend ha messo a segno il record di vendite online durante il single day 2017. I lavori di costruzione dovrebbero iniziare nel 2025. The post Bill Gates costruirà la città del futuro in Arizona appeared first on Data Manager Online.
Come sarà l’ufficio del futuro? Jabra svela le 3 tendenze top del 2018
A cura di Bjoern Ekner, Senior Director, Jabra Lo scorso anno si sono registrati una serie di cambiamenti all’interno delle imprese, con la tecnologia confermatasi al vertice del business. Sia nella digitalizzazione dei contact centre, così come nell’implementazione delle Unified Communications, le imprese vengono “sfidate” a tenere il passo degli ultimi sviluppi in campo tecnologico. Con il 2018 proprio dietro l’angolo, Jabra ha ipotizzato come sarà l’ambiente lavorativo nel nuovo anno e ha elaborato tre tendenze chiave del prossimo futuro. La rivoluzione nell’organizzazione: open space? Non proprio Nel 2018 è prevista una maggiore adozione di sistemi per l’organizzazione degli uffici in linea con le nuove modalità attraverso le quali i lavoratori si avvicinano alla propria attività, per ottenere massima produttività. Contrariamente alle prime previsioni indicanti che l’open office sarebbe stata l’opzione migliore per la produttività, crediamo che un altro modello si imporrà. Questa nuova organizzazione includerà una parte open space, ma anche aree per una massima concentrazione, e quelle per attività che prevedono processi di collaborazione. Se l’ufficio open plan può promuovere una migliore interazione tra i componenti del team, è altresì vero che gli impiegati sono più esposti a rumori costanti, venendo spesso interrotti. Pertanto, le stanze speciali che garantiscono silenzio e lunghe ore di concentrazione dovrebbero diventare sempre più diffuse. Una delle tendenze inerenti alla organizzazione “mista” degli uffici, è l’aumento dell’uso della tecnologia portatile, che può essere utilizzata in movimento e in varie occasioni attenuando la necessità di apparecchiature tradizionali, costose e più complicate. Speaker portatili e set di piccole attrezzature per conference call – anche improvvisate – sono buoni esempi che rispecchiano questo trend, per adattarsi al quale le imprese non investiranno grosse somme di denaro, piuttosto impareranno a sfruttare nuove funzionalità, come Skype for Business, e si doteranno di dispositivi portatili “pronti per la collaborazione” in tempo reale. L’ufficio? Eppur si muove Il lavoro a distanza è ormai ampiamente accettato in vari settori industriali e la maggior parte di questi riconosce i vantaggi in termini di produttività e di benessere generale. Le imprese stanno sempre più invitando i lavoratori a lavorare da remoto, trovando così alleati per ridurre i costi operativi e di manutenzione, ma soprattutto assicurando ai dipendenti la libertà di svolgere il proprio lavoro in un ambiente più personale, supportando la loro produttività. Con l’affermazione di questo nuovo modo di lavorare, le imprese devono fornire soluzioni efficaci e continuare a investire in nuove tecnologie, allontanandosi dalle forme più tradizionali di interazione. La Comunicazione Unificata (UC) viene quindi ampiamente adottata, riconoscendo le esigenze dei nuovi professionisti. In questa nuova realtà è fondamentale che i lavoratori possano accedere alla tecnologia giusta per affrontare le sfide del futuro nel campo delle attitudini lavorative. Anche in relazione agli ultimi sviluppi tecnologici nelle UC, è plausibile prevedere l’aumento di piattaforme e servizi sempre più incentrati sul cloud. Questo contribuirà ad aprire nuove opportunità non solo in termini di comunicazioni, ma anche, attraverso maggiori modalità per un’agile condivisione di informazioni all’interno di un’organizzazione, a ridurre i costi dell’infrastruttura e, soprattutto a stimolare la mobilità. Non dobbiamo inoltre dimenticare il ruolo che le cuffie auricolari possono svolgere nel contesto, in quanto esse garantiscono un efficace supporto ai pacchetti hardware e software. In questo campo ci aspettiamo l’adozione crescente di una soluzione ibrida che consentirà all’utente più esigente di abbinare la qualità del suono con una maggiore funzionalità dell’opzione “cancellazione del rumore” e delle varie funzioni del microfono. Questo aiuterà a soddisfare le esigenze delle persone che lavorano in ambienti affollati o che svolgono la propria attività in movimento; il tutto mediante un unico dispositivo sempre più avanzato. L’ufficio connesso L’Internet of Things (IoT) ha portato la tecnologia a un inedito livello, evolvendo a ritmi molto veloci. Nel 2017, per la prima volta nella storia, è stato calcolato che il numero di dispositivi connessi supera la popolazione mondiale con quasi 9 miliardi di unità utilizzate in tutto il mondo; un numero che dovrebbe continuare a salire a più di 20 miliardi entro il 2020. Consce di questo scenario le imprese dovranno iniziare ad adottare maggiormente queste tecnologie e utilizzarle a loro favore. Oggi le società stanno usufruendo dei vantaggi di avere nuove funzionalità tecnologiche in grado di aiutarle non solo a stimolare la crescita, ma anche a migliorare la produttività dei lavoratori. Una tecnologia come, per esempio, quella dei cardiofrequenzimetri integrati negli auricolari per lo sport si espanderà sul mercato come un utile supporto per l’utente, sostenendo un crescente focus da parte delle società sul benessere dei dipendenti (considerato un focus chiave per i responsabili HR). Queste nuove tecnologie interesseranno sicuramente una nuova classe di lavoratori, che avranno bisogno degli strumenti giusti per tenere il passo con le sfide di una società in continua evoluzione. The post Come sarà l’ufficio del futuro? Jabra svela le 3 tendenze top del 2018 appeared first on Data Manager Online.
Spotify ora vende anche cosmetici e prodotti per il make up
Spotify amplia le categorie di prodotti acquistabili dalla sua piattaforma includendo anche i trucchi dell’artista Maggie Lindmann Spotify è diventata la prima piattaforma di streaming musicale al mondo ma ha sempre lo stesso problema, non riesce a ottenere ricavi sufficienti. L’azienda svedese ha quindi deciso di ampliare la sua collaborazione con Merchbar, che da circa 3 anni la supporta nella vendita online di magliette e gadget legate agli artisti. Oggi su Spotify è diventato possibile acquistare anche rossetti, lucidalabbra, matite per il trucco e prodotti per il make up in generale. Il primo brand di estetica disponibile su Spotify sarà quello della make up artist Pat McGrath, che ha creato una linea di trucchi per la cantante texana Maggie Lindmann. Per il settore della bellezza avere il giusto endorser è fondamentale per raggiungere il proprio pubblico di riferimento e la presenza di artisti anche piuttosto conosciuti su Spotify è un’occasione piuttosto ghiotta per incrementare le vendite. “Maggie Lindemann è una giovane artista con più di sette milioni di ascoltatori al mese, la vendita dei prodotti a lei dedicati permetterà di migliorare la relazione con i suoi fan, proprio nello spazio in cui quest’ultimi ascoltano la sua musica”, ha dichiarato Jordan Gremli, Head of Artist & Fan Development di Spotify. L’azienda svedese, che ha lanciato un’app dedicata agli artisti pensata per aiutarli a monitorare la loro presenza online, sta cercando di diversificare le sue entrate e oltre alla vendita di prodotti online si è anche gettata nel settore del ticketing. Spotify ha infatti annunciato che il 30 novembre organizzerà a Londra un concerto hip hop chiamato WhoWeBe e si è fatto carico della vendita dei biglietti (esauriti in brevissimo tempo). The post Spotify ora vende anche cosmetici e prodotti per il make up appeared first on Data Manager Online.
EOS P 500: il nuovo sistema per la stampa 3D di polimeri su scala industriale
Tra i vantaggi offerti da questa nuova soluzione anche una produttività superiore, una predisposizione per l’automazione e la possibilità di elaborare materiali fino a 300°C EOS, il più importante fornitore di tecnologie a livello mondiale per la stampa 3D industriale di metalli e polimeri, ha presentato il sistema EOS P 500 per i processi di Additive Manufacturing (AM) nel corso di formnext 2017. Il sistema si rivolge alle aziende interessate alla produzione in serie di polimeri su scala industriale, con una qualità superiore dei componenti. Il nuovo sistema garantisce livelli elevati di efficienza a un costo per pezzo sensibilmente inferiore, inoltre è predisposto per l’automazione ed è in grado anche di elaborare i polimeri a temperature di esercizio fino a 300°C. Per lo sviluppo del primo polimero ad alte prestazioni, EOS ha di recente firmato un accordo di sviluppo congiunto con Arkema. EOS P 500 offre alle aziende tecnologie solide e avanzate che supportano una produzione affidabile, flessibile ed economicamente efficiente. Velocità di produzione raddoppiata e tempi ottimizzati per incrementare la produttività EOS P 500 garantisce una velocità di produzione raddoppiata rispetto alla più veloce macchina per la sinterizzazione laser attualmente disponibile (EOS P 396), grazie a un sistema a doppio laser per la fusione della polvere e a un nuovo sistema di rivestimento, che applica un ulteriore strato di polvere alla piattaforma di creazione ad alta velocità (600 mm/s) e con la massima adattabilità. Anche il flusso dei materiali è stato ottimizzato. Rispetto ai sistemi precedenti, EOS P 500 pre-riscalda i polimeri prima che vengano applicati alla piattaforma di creazione, riducendo i tempi di realizzazione degli strati. Il sistema è inoltre in grado di riutilizzare tutta la polvere riciclata per il processo di creazione successivo a velocità di riempimento superiori, incrementando ulteriormente l’efficienza. I passaggi precedenti e successivi all’effettivo processo di creazione sono stati notevolmente semplificati. Il pre-riscaldamento e il raffreddamento del telaio intercambiabile (che contiene il componente prodotto) hanno luogo all’esterno del sistema EOS P 500. Inoltre, il passaggio da un telaio intercambiabile all’altro avviene in tempi molto brevi: entro 15 minuti dal completamento di un processo di produzione ne può essere avviato uno nuovo. In combinazione con la bassa frequenza degli interventi di pulizia (in genere una volta alla settimana) e manutenzione (in genere una volta all’anno), i tempi totali dei cicli di produzione con EOS P 500 sono stati notevolmente ottimizzati (fino al 75%) rispetto a EOS P 396, offrendo alle aziende un sistema con tempi di attività superiori. Alla produttività elevata si aggiunge la rinomata qualità dei componenti EOS. La funzionalità EOSAME uniforma l’energia in ingresso del laser, garantendo proprietà dei componenti riproducibili di alta qualità e la precisione dimensionale nell’intero volume di produzione, indispensabili per la produzione in serie. Predisposizione per la produzione digitale grazie al monitoraggio e all’integrazione EOS P 500 è affiancato da diverse soluzioni per il monitoraggio e l’integrazione. Il sistema offre la garanzia della qualità industriale attraverso una valutazione dei dati sensoriale e basata su telecamere (ottiche e termiche), indicando ad esempio i livelli di ossigeno residui o la temperatura della camera di creazione. In combinazione con il software EOSCONNECT, i dati sui macchinari e di produzione possono essere raccolti e resi disponibili in tempo reale. EOS offre inoltre un’app intuitiva per la visualizzazione dei dati in un pannello di controllo. Questo rappresenta un passo avanti verso una gestione del parco macchine completa e pensata per l’utente. Anche l’integrazione del software ha un ruolo importante per la preparazione del processo di creazione di Additive Manufacturing. EOS P 500 è il primo sistema EOS per l’Additive Manufacturing con polimeri supportato da EOSPRINT 2, uno strumento CAM intuitivo, aperto e produttivo che già supporta un ampio numero di sistemi EOS per i materiali metallici. Questo software consente ai tecnici di assegnare e ottimizzare i parametri di creazione per i dati CAD. La connettività di livello industriale prima, durante e dopo il processo di creazione di Additive Manufacturing è fondamentale per l’integrazione di EOS P 500 in un ambiente di produzione automatizzato e costituisce il primo passo verso la realizzazione di catene di produzione automatizzate per i polimeri. Elaborazione dei nuovi materiali EOS P 500 consente agli utenti di elaborare materiali fino a 300°C, rendendo possibile la produzione di classi di polimeri come PA6, PBT, PET, PPS, PEKK e altri ancora. Un’unità di filtro a tre livelli (composta da una camera di raffreddamento, un filtro fine e un filtro a carbone attivo) contrasta il degassaggio dei materiali e la contaminazione delle particelle, contribuendo all’elevata qualità del processo di creazione di Additive Manufacturing. La capacità di produrre polimeri ad alte prestazioni apre la strada a nuove aree di applicazione in cui le aziende possono usufruire della stampa 3D industriale, ad esempio nel settore automotive e dei trasporti o per la produzione di componenti elettronici. Il primo polimero ad alte prestazioni disponibile per EOS P 500 sarà PEKK, un materiale noto per l’elevata stabilità termica, le proprietà ignifughe e l’ottima resistenza agli agenti chimici, caratteristiche che lo rendono un’alternativa leggera al metallo. L’obiettivo è quello di fornire un materiale dalle prestazioni elevate e dal competitivo costo per pezzo, permettendo applicazioni industriali finora irrealizzabili. EOS ha di recente firmato un accordo di sviluppo congiunto con Arkema, uno dei principali produttori a livello mondiale di materiali avanzati e sostanze chimiche specializzate, al fine di sviluppare un materiale EOS basato sulla linea di prodotti KEPSTAN PEKK di Arkema. Poiché il sistema EOS è una piattaforma aperta, altre aziende possono contribuire allo sviluppo di materiali per EOS P 500. Attualmente EOS coopera anche con Evonik e BASF per lo sviluppo dei materiali a base di polimeri del futuro. Materialise è la prima azienda ad adottare EOS P 500 La prima azienda ad adottare il nuovo sistema per la produzione di polimeri EOS P 500 è stata Materialise. L’azienda dispone di una comprovata esperienza di oltre 27 anni nel campo della stampa 3D e di un’ampia gamma di soluzioni software e servizi specializzati che, insieme, costituiscono le basi di
Selta promuove il dibattito sul futuro delle Infrastrutture Critiche in Italia
Al SELTA Challenge 2017, dibattito tra Istituzioni, politici, imprese, Università ed esperti europei, aperto da un messaggio del Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini L’Italia avrà, entro il 2020, 1 miliardo di dispositivi interconnessi grazie all’IoT (Dati CIS Sapienza). Il settore delle telecomunicazioni vale oggi 31,9 mld di euro nel nostro Paese, dove 23 milioni di italiani accedono ogni giorno ad internet e possiedono 53 milioni di SIM con accesso al web (Dati AgCom). Il 2016 è stato l’anno dell’avvio dei progetti finanziati dai fondi pubblici destinati allo sviluppo della banda ultralarga e di forte slancio negli investimenti privati in innovazione e sviluppo delle reti a banda ultralarga fissa e mobile. Lo sviluppo, la sicurezza e la qualità della vita nei Paesi industrializzati dipendono dal funzionamento continuo e coordinato di un insieme di infrastrutture, definite per importanza strategica ‘Infrastrutture Critiche’, controllate a loro volta da sistemi informatici; queste includono i servizi essenziali per il benessere della popolazione, la sicurezza nazionale, il buon funzionamento del Paese e la sua crescita economica. Quanto contano quindi le reti di Energia, Trasporti e Telecomunicazioni, il sistema sanitario, i circuiti economico-finanziari, le reti a supporto di Governo, Regioni, enti locali e quelle per la gestione delle emergenze nella crescita economica del nostro Paese? Come possiamo difenderle dalle Cyberwar e dal terrorismo internazionale? Sono questi alcuni dei temi discussi oggi a Roma al SELTA Challenge 2017, un dibattito tra Istituzioni, politici, imprese, Università ed esperti europei, organizzato da SELTA, società tecnologica italiana che opera nell’ambito delle infrastrutture critiche nazionali, aperto con un messaggio del Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini: “Ringrazio SELTA per aver organizzato questa occasione di incontro e confronto in cui saranno affrontati temi centrali per lo sviluppo dell’Italia e del ‘Europa. Purtroppo improrogabili impegni istituzionali non mi consentono di partecipare ai lavori come avrei voluto. La gestione del rischio e la protezione delle infrastrutture critiche rappresenti un aspetto strategico per il sistema-paese. Incontri come quello di oggi hanno il merito di aiutare a trasformare questa consapevolezza in un tema di dominio pubblico, favorendo il necessario e imprescindibile coordinamento fra aziende, istituzioni e pubbliche amministrazioni. Il governo è impegnato costantemente a lavorare sulle questioni che sono oggetto del seminario di oggi. Mi auguro e vi auguro che da questa giornata di analisi e riflessioni possano scaturire osservazioni e contributi preziosi capaci di arricchire il dibattito sul sistema di sicurezza e sulla protezione delle nostre infrastrutture critiche”. Dal confronto, spiega Gianluca Attura, Amministratore Delegato di SELTA, è emerso un appello comune: “In Italia serve una direzione strategica coordinata dalle Istituzioni sulle Infrastrutture Critiche e una convergenza tecnologica sempre più spinta. Da un lato vanno potenziate vista l’importanza che rivestono nello sviluppo economico dell’Italia, per esempio investendo sulle Smart Grid e le applicazioni Smart City. Dall’altro lato occorre difenderle correttamente perché sono il bersaglio del terrorismo internazionale e il nuovo terreno delle Cyberwar”. Sul palco si sono alternati i protagonisti dei diversi settori industriali e del mondo politico italiano: Luisa Franchina, Presidente, AIIC-Associazione Italiana Esperti in Infrastrutture Critiche; Franco Bassanini, Presidente, Open Fiber; Andrea Lasagna, Head of Network Engineering, Fastweb; Antonio Nicita, Commissario, AGCOM; Vittorio Rosato, Responsabile del Lab Analisi e Protezione Infrastrutture Critiche, ENEA; Stefano Liotta, Responsabile Ingegneria, Sviluppo e Smart Grid, Acea; Aniello Gentile, Cyber Security, Global ICT Enel; Guido Pier Paolo Bortoni, Presidente, Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico; Andrea Bonora, Direttore Generale, Illumia; Sandro Moretti, Teleconduction & Telecommunication, Alperia; Luca Pellizzari, COO, A2A Illuminazione Pubblica; Roberto Mugavero, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Difesa CBRNe; Alberto Tripi, Presidente Almaviva, Responsabile Cyber security Confindustria; Sergio Boccadutri, Responsabile Innovazione, PD; Mirella Liuzzi, Commissione Trasporti e TLC, M5S; Deborah Bergamini, Vice Presidente Commissione trasporti e TLC, Forza Italia. Sul palco si sono alternati i protagonisti dei diversi settori industriali e del mondo politico italiano come Riccardo Nencini, Viceministro, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Luisa Franchina, Presidente, AIIC-Associazione Italiana Esperti in Infrastrutture Critiche e Paola De Micheli, Sottosegretario PdCM, Commissario Straordinario alla Ricostruzione delle Aree Terremotate. Franco Bassanini, Presidente, Open Fiber e Antonio Nicita, Commissario, AGCOM hanno raccontato le telecomunicazioni tra vecchi modelli di business e nuove sfide tecnologiche. Sulle infrastrutture critiche in ambito energetico sono intervenuti Stefano Liotta, Resp. Ingegneria, Sviluppo e Smart Grid, Acea; Vittorio Rosato, Resp. Lab Analisi e Protezione Infrastrutture Critiche, ENEA; Marco Margheri, Vice Presidente Esecutivo, Edison; Luca Pellizzari, COO, A2A Illuminazione Pubblica; Andrea Bonora, Direttore Generale, Illumia e Guido Pier Paolo Bortoni, Presidente, Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico. Andrea Lasagna, Head of Network Engineering, Fastweb e Sandro Moretti, Teleconduction & Telecommunication, Alperia hanno affrontato le telecomunicazioni e i nuovi servizi di rete. Hanno espresso il punto di vista della politica sul tema Sergio Boccadutri, Responsabile Innovazione, PD; Mirella Liuzzi, Commissione Trasporti e TLC, M5S e Deborah Bergamini, Vice Presidente Commissione trasporti e TLC, Forza Italia. Centrale anche il dibattito sulla sicurezza, sul quale si sono confrontati Corrado Giustozzi, Head of Cybersecurity Team, SELTA; Aniello Gentile, Cyber Security, Global ICT Enel; Roberto Mugavero, Presidente, Osservatorio Sicurezza e Difesa CBRNe; Alberto Tripi, Presidente Almaviva, Responsabile Cyber Security, Confindustria. Il 2017 è uno dei periodi peggiori di sempre per la sicurezza informatica in Italia, dove nel primo semestre gli attacchi gravi con un impatto economico, di reputazione e diffusione di dati sensibili, sono stati 571 (+8% sul 2016). Già nel 2016 si era verificato un aumento del 154% di attacchi alle infrastrutture critiche in Italia, con una crescita del 39% nelle attività di spionaggio online e del 30% di blitz criminali (Dati Rapporto Clusit 2016 e 2017). Dati confermati da Bankitalia secondo cui, nel 2016, nel 46% dei casi le vittime sono state le PMI, il tessuto economico del Paese. Corrado Giustozzi, Head of Cyber Security Team, SELTA ha ricordato come “Il cyberspazio non è un mondo separato, ma un insieme interconnesso di tutti i sistemi e le reti del nostro pianeta. È spesso considerato una terra di nessuno perché manca di confini espliciti; in realtà è una sorta di portale che consente a
Fai quello che solo le persone possono fare, ma con una potenza nuova

Come Intelligenza Artificiale e Machine Learning possono migliorare il lavoro in impresa e dare un nuovo impulso al business. È questo il punto di partenza della tavola rotonda organizzata da Alterna (Microsoft House, Milano) il prossimo 23 novembre Crescere, innovare e migliorare la produttività sono questi gli obiettivi che guidano questi anni di cambiamento. E per uscire vincenti dalle sfide che muovono il mondo del business è necessario affidarsi anche alle nuove tecnologie, non avere paura dei sistemi di Intelligenza Artificiale e degli algoritmi di Machine Learning. Un tema affrontato nel round table organizzato da Alterna, società del gruppo Altea Federation, presso la Microsoft House il prossimo 23 novembre (ore 14.30). “Machine Learning e Intelligenza Artificiale sono strumenti in grado di migliorare le scelte operative che ogni giorno si devono affrontare per lo sviluppo del business”, spiega Marco Englaro, BI e AI Manager di Alterna. “Sono strumenti, che aiutano l’uomo a migliorarsi e a migliorare, ma che non lo sostituiscono”. L’incontro è dedicato ai C-Level, Executive, Direttori e Manager che vedono nell’Intelligenza Artificiale e nella Business Analysis una nuova via per fare crescere il business. “La tecnologia non deve spaventare”, commenta Matteo Giovanditti, CEO di Alterna. “Le applicazioni software incrementano la propria efficacia grazie agli algoritmi di ultima generazione, in grado di riconoscere il cambiamento all’esterno dell’azienda e dare delle risposte innovative a questa trasformazione. Per fare questo non bisogna avere timore di sperimentare e mettersi costantemente in gioco”. Le grandi mole di dati vengono classificate in base alle variabili d’interesse e da queste analisi si ottengono soluzioni precise e puntuali, con risparmio di tempo, risorse e margini d’errore ridotti. Secondo l’Accenture Technology Vision 2017, il report di Accenture che analizza l’evoluzione della tecnologia dei prossimi tre anni sulla base di uno studio condotto tra esperti ed executive aziendali di tutto il mondo, l’Intelligenza Artificiale potrebbe raddoppiare il tasso di crescita delle economie sviluppate (tra cui l’Italia) entro il 2035 e aumentare la produttività del lavoro con incrementi fino al 40%. E dallo studio di quest’anno emerge un dato interessante e per certi versi sconvolgente: se in passato erano le persone ad adattarsi alle tecnologie, oggi sono le tecnologie che si adattano agli individui. “E questa svolta radicale nel modo di considerare il rapporto uomo-macchina è alla base dell’ingresso di giovani talenti nelle imprese”, aggiunge Giovanditti. L’85% degli intervistati segnala, inoltre, di avere pianificato per i prossimi tre anni investimenti significativi in tecnologie AI. Una conferma arriva anche da una ricerca di Oxford Economics condotta su 500 CIO mondiali (318 europei): il 48% del campione ha rivelato che la propria azienda utilizza già strumenti di machine learning, mentre il 42% sta pianificando una loro adozione. Anche se solo il 29% dei CIO europei ha assunto del personale con competenze ad hoc. Vuoi essere un protagonista dell’innovazione? Vuoi sviluppare le applicazioni di Intelligenza Artificiale e Machine Learning nella tua azienda? Vuoi conoscere casi concreti realizzati da Alterna con le tecnologie Microsoft e come questi strumenti possono accelerare il business? The post Fai quello che solo le persone possono fare, ma con una potenza nuova appeared first on Data Manager Online.
Forcepoint migliora lo Human Point System
Le nuove funzionalità di sicurezza human-centric prevedono contemporaneamente accesso al cloud, protezione dei dati e funzionalità di sicurezza della rete per identificare, adattarsi e rispondere al rischio Il leader mondiale di cyberecurity Forcepoint ha introdotto oggi nuove funzionalità nel suo portafoglio di sicurezza human-centric che fornisce alle aziende e alle agenzie governative maggiori capacità di visibilità, efficacia e applicazione. Forcepoint ha rilasciato più di 40 nuove versioni di software e hardware per i suoi prodotti Forcepoint Cloud Access Security Broker (CASB), Data Loss Prevention (DLP), Next Generation Firewall (NGFW) e User and Entity Behavior Analytics (UEBA) che migliorano la comprensione del comportamento dell’utente e del flusso di dati in un’azienda o organizzazione governativa per individuare e ridurre rapidamente il rischio. Insieme queste funzionalità funzionano come un intelligente “Human Point System” in grado di proteggere lo Human Point, ossia il momento nel quale le persone interagiscono con i dati. “È più importante che mai per le istituzioni proteggersi in ambito di rischio dell’utente. Se compromesse, in modo malevolo o accidentale, le credenziali degli utenti sono le chiavi del regno dei dati”, ha dichiarato Thomas Frank, amministratore di sistema di Simplicity Credit Union. “In un settore altamente regolamentato come quello dei servizi finanziari, dobbiamo educare i nostri team a prendere in considerazione strategie e tecnologie più intelligenti ed efficienti rispetto al modello tradizionale che chiaramente non è più efficace per proteggere i nostri dipendenti e il nostro business”. Le funzionalità di Human Point System di Forcepoint sono state sviluppate perchè abbiano la massima flessibilità di implementazione – i clienti possono implementare singoli prodotti o tecnologie multiple e integrate che si inseriscono in un ambiente esistente di cybersecurity. Ad esempio, i clienti possono iniziare con un singolo prodotto, ad esempio Forcepoint DLP, per affrontare la sicurezza dei dati e le esigenze di conformità normativa e integrare le funzionalità UEBA per includere anche l’analisi del rischio umano all’interno dell’organizzazione. I clienti possono anche scegliere di aggiungere Forcepoint CASB con DLP per la possibilità di scoprire e proteggere i dati in cloud e controllare l’accesso alle applicazioni cloud. “I titoli di quest’anno, che evidenziano le violazioni subite da molte aziende, dimostrano che è assolutamente necessario un cambiamento di paradigma nella sicurezza informatica. CIO e CISO oggi devono affrontare nuove sfide di sicurezza che devono essere applicate in un mondo in cui i tradizionali perimetri di rete sono stati totalmente erosi”, ha dichiarato Nico Fischbach, Global CTO for Forcepoint. “Questo panorama di minacce in continua evoluzione richiede una visione altrettanto innovativa che si basi sulla sicurezza del comportamento e che includa la comprensione della natura dell’intento umano e la capacità di adattare dinamicamente la risposta alla sicurezza. Questa è la direzione da prendere per poter fermare i cyberattacchi sul nascere”. Cybersecurity human-centric per il mondo a perimetro-zero di oggi Le funzionalità e i vantaggi del nuovo Human Point System per le imprese e le agenzie governative includono alcune importanti caratteristiche, tra le quali: Identificare e proteggere i dati nel cloud e controllare l’accesso alle applicazioni cloud · Forcepoint DLP oggi sfrutta la piattaforma di Forcepoint CASB per fornire visibilità e controllo sui dati sensibili nelle applicazioni cloud autorizzate e impedisce la condivisione di dati sensibili a utenti o dispositivi non autorizzati. Forcepoint supporta le principali applicazioni cloud aziendali, come Microsoft Office 365, Google G-Suite, Box e Salesforce; inoltre protegge i dati aziendali critici utilizzando il fingerprinting PreciseID sia per i dati strutturati che non strutturati. · Forcepoint NGFW offre nuove policy e funzionalità che connettono e proteggono gli utenti e le informazioni all’interno di ambienti di cloud ibridi, tra cui: integrazioni per proteggere le applicazioni nei sistemi di private cloud Microsoft Hyper-V e public cloud Microsoft Azure e nuove funzionalità CASB all’interno della console NGFW per evidenziare le attività di shadow IT e l’utilizzo di applicazioni cloud autorizzate. Inoltre, nel recente test NSS Labs 2017 NGIPS, Forcepoint NGFW ha ottenuto l’efficacia di sicurezza più elevata con il 100% di rilevamento delle evasioni. · Forcepoint Advanced Detection Malware, basata su Lastline, dispone ora di supporto per Forcepoint Web Security Cloud e Email Security Cloud, ed è in grado di fornire il miglior rilevamento di malware sia per utenti in traffico non crittografato che crittografato. Prevenire la perdita di dati attraverso una security basata sugli intenti · Forcepoint UEBA con una nuova entity timeline e nuove funzionalità di analisi di streaming aumenta la visibilità e l’evidenza del rischio umano, offrendo insight in tempo reale per consentire risposte più veloci e più accurate. La entity timeline incorporata consente ai team di sicurezza di ricostruire eventi cronologici che hanno portato ad un punteggio di rischio elevato basato su attività anomala. E, a differenza di altre analisi di sicurezza, Forcepoint può ora analizzare grandi quantità di dati in quanto viene utilizzato da più fonti, come sistemi CRM, finanziari e HR, consentendo così una continua assegnazione di punteggi di rischio e un rimedio rapido per prevenire incidenti di sicurezza direttamente durante la transizione e non giorni o mesi dopo. Semplificare la conformità per i settori altamente regolamentati e per le agenzie governative · Forcepoint Email Security consente alle agenzie governative di soddisfare i nuovi requisiti di autenticazione, reporting e conformità dei messaggi (DMARC) basati sul dominio per migliorare la sicurezza di web e di posta elettronica stabilita dalla direttiva BOD-18-01 del Dipartimento di Homeland Security. Il termine DHS per le agenzie di presentare un piano di attuazione DMARC è il 15 novembre 2017. · La candidatura di Forcepoint presso la General Administration Services degli Stati Uniti è stata recentemente accettata nel programma Continuous Diagnostics and Mitigation (CDM), che consente alle agenzie di acquisire rapidamente prodotti per la sicurezza della rete. Forcepoint NGFW, Email Security, Web Security e DLP sono ora disponibili nell’elenco dei prodotti approvati CDM per la fase tre. · Le soluzioni di Web Security e DLP di Forcepoint sono anche incluse nella Convenzione SPC Cloud Lotto 2 di Consip e disponibili per tutte le pubbliche amministrazioni italiane. The post Forcepoint migliora lo Human Point System appeared first on Data
Huawei Mate 10 Pro arriva in Italia
Ha processore Kirin, debutta servizio assistenza a domicilio
Asgardia, la nazione nello Spazio prende vita
Asgardia è la prima nazione i cui confini non sono sulla Terra. Peccato che non sia un vero e proprio Paese Un giorno l’uomo colonizzerà lo Spazio e lo dimostrano gli enormi passi avanti fatti dalle agenzie spaziali come la NASA e aziende private come Blue Origin di Jeff Bezos, fondatore di Amazon, e SpaceX, che quest’estate effettuerà il primo test per il suo razzo Falcon Heavy che porterà l’uomo su Marte. In realtà un piccolo e sconosciuto stato chiamato Asgardia ha già iniziato a colonizzare il vuoto cosmico lanciando in orbita un micro satellite grazie al razzo Orbital ATK Antares della Wallops Flight Facility, società connessa all’agenzia spaziale statunitense. Asgardia, che prende il nome dalla mitica città del dio norreno Odino, non è una vera e propria nazione ma un Paese fittizio che nonostante possieda un parlamento, una moneta e persino un proprio calendario non ha alcuna valenza dal punto di vista legale. “Il regno spaziale di Asgardia ha fondato il suo territorio sovrano nello spazio”, ha affermato in una note l’ingegnere aerospaziale russo Igor Ashurbeyli che ha fondato la micronazione nell’ottobre del 2016. Il microsatellite lanciato da una base in Virginia (USA) sarà il nucleo fondante del primo Paese il cui confini sono interamente nello Spazio. Il progetto è stato realizzato da Ashurbeyli in collaborazione con un gruppo internazionale di ricercatori e imprenditori e conta già 300mila cittadini. Asgardia si pone l’obiettivo di favorire il progresso dell’umanità “rendendola trans-etnica, transnazionale, transreligiosa, etica e pacifica, basandosi sull’uguaglianza e la dignità di ogni essere umano”. Non solo, il Paese tra le stelle si adopererà per proteggere la Terra dalle minacce che si nascondono nella profondità dell’Universo come asteroidi, particelle solari e quant’altro. Per diventare un cittadino di Asgardia è sufficiente iscriversi al sito e preparare la tuta spaziale. The post Asgardia, la nazione nello Spazio prende vita appeared first on Data Manager Online.