Qualcomm sfida Apple sul riconoscimento facciale 3D
Qualcomm ha stretto un accordo con SenseTime per lo sviluppo di un sistema di riconoscimento facciale 3D La battaglia tra Qualcomm ed Apple non si svolge solo nelle aule di tribunale. Il sito South China Morning Post infatti afferma che il produttore di processori ha intenzione di sviluppare un proprio sistema di riconoscimento facciale 3D come quello sfruttato da Apple su iPhone X. Per questo ha stretto una partnership con SenseTime, azienda cinese specializzata in intelligenza artificiale finalizzata ai sistemi biometrici per l’analisi del volto. Molti grandi produttori di smartphone tra cui Samsung, Xiaomi e Oppo sono interessati a questa tecnologia e Qualcomm potrebbe rivelarsi il partner perfetto. Tra l’altro l’azienda di San Diego ha siglato i memoranda d’intesa proprio con i due produttori emergenti cinesi e Vivo. Qualcomm e Apple sono ai ferri corti da mesi per una questione di brevetti. La Mela ha accusato la rivale di imporre prezzi fuori mercato per alcune tecnologie fondamentali per la realizzazione di iPhone e ha chiesto un risarcimento da 1 miliardo di dollari. Dopo un primo tentato riavvicinamento le due aziende sono tornate a scontrarsi fino ad arrivare alla richiesta di Qualcomm di ritirare i prodotti dell’azienda di Cupertino dal mercato cinese e statunitense e alle accuse di spionaggio industriale a vantaggio di concorrenti come Intel. Per tutta risposta Apple avrebbe deciso di chiudere la collaborazione decennale con il produttore di chip dall’anno prossimo. Nel frattempo il Face ID ha dimostrato tutti i suoi limiti nonostante le rassicurazioni della Mela. Il sistema di riconoscimento facciale 3D è stato ingannato utilizzando una semplice maschera e un bambino di 10 anni è riuscito ad accedere all’iPhone X della madre scansionando il suo volto al posto di quello della donna. The post Qualcomm sfida Apple sul riconoscimento facciale 3D appeared first on Data Manager Online.
Il recruiting attraverso le App: un risparmio di quasi il 90% del tempo
Per i manager delle risorse umane il processo di recruitment è un vero e proprio percorso a ostacoli. Sono infatti innumerevoli i profili da selezionare per avere la scelta più ampia. Moltissimi anche i curriculum da vagliare e poi ci sono le telefonate, e gli incontri per i progressivi livelli di approfondimento. Ed è moltissimo anche tempo da dedicare a un percorso che non è detto che sbocchi in un traguardo. CornerJob ha intervistato un campione di Responsabili delle Risorse Umane ed è emerso che anche per coprire una sola posizione sono necessari ben trenta giorni. E alla fine solo il 65% degli HR manager intervistati si è detto pienamente soddisfatto della scelta effettuata. “Inizialmente questo risultato mi ha sorpreso”, ha commentato Mauro Maltagliati, co-fondatore e CEO Italia di CornerJob, la piattaforma di riferimento per il digital recruitment. “Poi però mi sono reso conto che il problema nasce dal fatto che in Italia – ma non solo – le vecchie abitudini sono dure a morire. Anche quando ormai hanno dimostrato pienamente la loro obsolescenza. Molti fanno ancora fatica a utilizzare le tecnologie a disposizione nel loro pieno potenziale, e questo significa andare ben oltre la possibilità di mettere un annuncio online e di aspettare che la casella di posta elettronica si riempia di CV. Ed è per questo che, passando dall’esplorazione alla deduzione, noi di CornerJob abbiamo creato un breve vademecum per il recruitment nell’era digitale che riduce il tempo del recruitment da 30 giorni a tre”. Sei passi per rendere il processo di recruitment rapido ed efficace Per l’annuncio utilizza parole chiare, sincere e facili da ricordare. Ma soprattutto utilizzane poche – Spesso le offerte di lavoro sono presentate con lunghe descrizioni, talvolta poco chiare. Sia perché alcuni dettagli possono essere rivelati solo in fase di colloquio. Sia perché tendono a riflettere il palinsesto completo dei desiderata del recruiter, talvolta in maniera perfino contraddittoria. È tipicamente il caso delle ricerche di persone con pochi anni di esperienza ma che in quei pochi anni abbiano concentrato la maturità professionale di un’intera carriera. Siamo nell’era dei social network e degli smartphone, quindi è opportuno pensare per “parole chiave” che aiutino il recruiter a focalizzare le competenze di cui davvero ha bisogno e il candidato a capire immediatamente se si riconosce nella ricerca. Non esiste un solo canale – Questo è uno degli aspetti più sottovalutati. Perché la logica è ancora molto legata all’ “annuncio sul giornale”, anche se dalla carta stampata si è trasferito su uno schermo. Generalmente, quando si cerca il candidato per una certa posizione, si ha già in mente l’“identikit” della persona, in termini di età, livello di istruzione ecc. Ed è quindi opportuno che l’annuncio appaia nei luoghi che questa persona frequenta. Nel concreto, i millennials si nutrono di App. Se sei alla ricerca di uno di loro è dunque quello il luogo in cui presentare l’annuncio. Le reti sociali sono molte: perché utilizzarne solo una? – Linkedin lo conosci. Ed è effettivamente “il luogo” per eccellenza per fare recruitment, perché è il più grande database di profili professionali del mondo. Ma è proprio la sua dimensione che potrebbe limitarne l’efficacia. Secondo la nostra metodologia, partire da cento profili per arrivare alla terzina finale è un percorso lunghissimo. Meglio partire da dieci. E poi incrociare i dati di tutte le reti a disposizione, inclusi Facebook e Twitter, che non sono più soltanto contenitori di intrattenimento. In questo caso la scrematura iniziale sarà più semplice e mirata. Meglio avere solo 10 candidati appetibili, che però rispondono almeno al 60% delle aspettative, che averne cento che non arrivano al 35%. Geolocalizza (e usa anche gli altri filtri) – Molte App (come CornerJob) permettono di geolocalizzare le ricerche e di filtrarle secondo molti parametri. E, soprattutto nella ricerca di personale alle prime armi, sono strumenti importantissimi. Difficilmente, infatti, una persona fresca di laurea potrà permettersi di affrontare una trasferta in una città lontana, magari non proprio a portata di tutte le tasche, e una retribuzione entry level. Tanto vale saperlo subito. Riguarda tutto, ma con altri occhi – Le tecnologie facilitano, accelerano e aiutano. Ma al timone del processo ci sei sempre tu. E raggiungerai la meta solo se la mappa di navigazione che hai disegnato è davvero chiara e inequivocabile. Non è un fatto banale. Tu conosci l’azienda, puoi dare alcune cose per scontate oppure inserire elementi che possono essere interpretati in modi diversi. Quindi, riguarda il tuo annuncio, ma fallo con gli occhi del candidato. E poniti una domanda. Se fossi io a cercare lavoro, risponderei? E con quali aspettative? Dalle deduzioni che ne ricaverai potrai affinare ulteriormente il tutto. Siamo consapevoli che a volte mettersi nei panni di qualcun altro non è semplice. E allora coinvolgi qualcun altro. Puoi partire dal tuo team… …e infine chatta! – Già: avere un contatto immediato di approfondimento con il candidato è importante. Perché hai ancora il suo profilo ben chiaro in testa. Perché, nell’immediato, sai focalizzare meglio le domande che vuoi porgli o gli aspetti che vorresti approfondire. Quindi contattalo: molte App per il recruitment hanno già la funzione “chat” integrata. Comoda, immediata e diretta. The post Il recruiting attraverso le App: un risparmio di quasi il 90% del tempo appeared first on Data Manager Online.
Black Friday: anche Amazon Music Unlimited in offerta speciale

In vista dell’imminente settimana di offerte dedicata al Black Friday, che si terrà dal 20 al 24 novembre, e che proseguirà poi fino alla giornata di Cyber Monday (lunedì 27 novembre), Amazon Music mette a disposizione già da oggi un’offerta imperdibile per tutti i clienti che desiderano iscriversi ad Amazon Music Unlimited: 3 mesi di abbonamento al costo di 0,99 Euro. Chi non avesse infatti ancora provato Amazon Music Unlimited, il servizio di musica on-demand che propone un catalogo di oltre 50 milioni di canzoni, centinaia di playlist e radio personalizzate, potrà accedere al servizio, sottoscrivendo l’abbonamento individuale, al costo complessivo di soli 0,99 euro per i primi tre mesi, al posto di 9,99 euro al mese. L’offerta è già attiva, sarà disponibile fino al 31 dicembre e valida solo per i nuovi clienti Amazon Music Unlimited. Dopo i primi 3 mesi a 0,99 €, l’abbonamento si rinnoverà mensilmente al costo di € 9,99 al mese. È possibile scoprire più dettagli e condizioni della promozione a questo link The post Black Friday: anche Amazon Music Unlimited in offerta speciale appeared first on Data Manager Online.
La soluzione StandardERP di HansaWorld è il miglior ERP cloud dell’anno
Il prestigioso Stevie Award premia il prodotto di punta della software house svedese, che sarà presentato in Italia nei giorni 4 e 5 dicembre prossimi in un evento a cura di KeyTech HansaWorld, società attiva nel software ERP e CRM, è stata premiata con il prestigioso Stevie Award per la sua soluzione StandardERP, riconosciuta come miglior ERP Cloud dell’anno. StandardERP è un sistema progettato per gestire aziende di ogni dimensione e di tutti i principali settori di attività, che fornisce funzioni di contabilità, gestione dei flussi di ordine, produzione, magazzino e rilevazione delle attività di lavoro, oltre a offrire numerose applicazioni verticali, tutte completamente integrate fra loro. Grazie all’ampia gamma di tecnologie utilizzate da HansaWorld, società fondata quasi trent’anni fa in Svezia e presente in 120 paesi in tutto il mondo, StandardERP si rivela estremamente versatile e può essere adottato a ogni livello di azienda. Si tratta di una caratteristica che riduce le difficoltà e i costi di interfaccia tipici dell’integrazione fra più prodotti di terze parti. Inoltre, il sistema è completamente personalizzabile su richieste specifiche ed è fruibile da tutte le piattaforme e con ogni tipo di dispositivo. Le aziende alla ricerca di riduzioni nei costi relativi all’hardware e nel tempo dedicato all’IT e alla manutenzione, possono trarre forti benefici dall’adozione di StandardERP e delle tecnologie cloud. StandardERP, insieme a tutta la famiglia dei prodotti HansaWorld, rappresenta la soluzione cloud e hybrid cloud più sicura, flessibile e adattabile sul mercato. Tra i partner tecnologici di HansaWorld vi sono anche IBM e Amazon, che forniscono un ambiente affidabile e sicuro che può essere adattato a tutte le specifiche esigenze di business. StandardERP è oggi disponibile anche in Italia, in versione completamente localizzata e con supporto per tutte le normative fiscali, pronta per la rivoluzione della Fattura Elettronica. Grazie all’impegno e al supporto di KeyTech, business partner di HansaWorld, la soluzione sarà presentata nei giorni 4 e 5 dicembre prossimi. Tutte le funzionalità e le caratteristiche tecniche e di localizzazione di StandardERP saranno oggetto di dimostrazione durante l’evento, che si svolgerà presso la sede didattica di KeyTech, sita in Roma alla Via Cornelia 498. Per ulteriori informazioni riguardo l’evento, si prega di inviare una mail all’indirizzo hansaworld@keytechgroup.it The post La soluzione StandardERP di HansaWorld è il miglior ERP cloud dell’anno appeared first on Data Manager Online.
Con Amazon Ricarica in Cassa si usano i contanti per lo shopping su Amazon.it
Amazon Ricarica in Cassa permette ai clienti di fare acquisti su Amazon.it senza utilizzare la carta di credito Amazon annuncia Amazon Ricarica in Cassa, un servizio che consente ai clienti Amazon di ricaricare con facilità il saldo dei buoni regalo del proprio account acquistando in contanti, in oltre 40.000 punti vendita SisalPay convenzionati in tutta Italia, un Buono Regalo tra i €15 e i €500. Per aggiungere un Buono Regalo al proprio account Amazon.it è necessario generare un codice a barre dal sito www.amazon.it/ricaricaincassa o tramite l’app mobile di Amazon. Il codice, che può essere utilizzato sia in versione digitale che cartacea, verrà quindi scansionato durante il pagamento presso il punto SisalPay e il relativo importo sarà immediatamente utilizzabile su Amazon.it. È sufficiente collegare un unico codice a barre di Amazon Ricarica in Cassa al proprio account, evitando quindi di generarne uno nuovo ogni volta. “Siamo lieti di poter offrire Amazon Ricarica in Cassa ai nostri clienti in Italia come parte del nostro costante impegno per garantire un’esperienza d’acquisto sempre più comoda per i nostri clienti” afferma Francois Nuyts, VP, Country Manager di Amazon Italia e Spagna. “Ogni nostra innovazione è sviluppata a beneficio dei nostri clienti e Amazon Ricarica in Cassa è destinata a tutte quelle persone che preferiscono utilizzare il contante, consentendo loro di accedere all’ampia selezione di prodotti, ai prezzi convenienti e alle spedizioni rapide garantite da Amazon”. “Siamo entusiasti di mettere al servizio degli italiani la nostra rete di prossimità per offrire Amazon Ricarica in Cassa, condividendo con Amazon l’esperienza nell’utilizzo e nella fruizione semplificata delle modalità di pagamento”, commenta Francesco Maldari, Responsabile Payments and Services del Gruppo Sisal. “Oggi i consumatori vogliono poter interagire con le aziende attraverso un modello multi-canale e, in questo contesto, SisalPay, con oltre 40 mila punti di vendita connessi online, tramite le più moderne tecnologie, con i propri sistemi e le sue digital property, si pone come enabler e punto di contatto privilegiato fra imprese, PA e cittadini, per la digitalizzazione dei pagamenti nel canale fisico. Ed è proprio dalla centralità del cliente, dalla volontà di semplificare la quotidianità delle persone che è nato e si è sviluppato il business dei Servizi di Pagamento del Gruppo Sisal che, in pochi anni, ha raggiunto un giro d’affari di oltre 8.7 miliardi servendo oltre 13,5 milioni di consumatori e registrando, nel 2016, 200 milioni di transazioni”. “Abbiamo deciso di rendere Amazon Ricarica in Cassa disponibile per i clienti italiani dopo aver visto il grande successo che questo servizio ha avuto tra i clienti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Messico” ha aggiunto Laura McCracken, Head of EU, Amazon Incentives & Gift Cards. “L’evoluzione presentata oggi rende la ricarica del saldo dei Buoni Regalo ancora più semplice e immediata”. Una volta che il rivenditore ha completato la transazione, l’importo caricato è immediatamente disponibile e il cliente riceve una notifica di conferma all’indirizzo e-mail o al numero di telefono registrati sul proprio account oppure attraverso l’app mobile di Amazon. Nella sezione Il mio account è possibile visualizzare in qualsiasi momento i movimenti del proprio Saldo Amazon. L’utilizzo di Amazon Ricarica in Cassa è completamente gratuito e consente ai clienti Amazon di aggiungere Buoni Regalo al proprio account recandosi nei punti SisalPay – il brand dei servizi di pagamento del Gruppo Sisal presente in bar, tabacchi, edicole – e utilizzando il proprio smartphone. L’elenco di tutti i negozi convenzionati è disponibile all’indirizzo www.amazon.it/ricaricaincassa o http://locator.sisal.com/. A questi si aggiungeranno prossimamente altri punti vendita. The post Con Amazon Ricarica in Cassa si usano i contanti per lo shopping su Amazon.it appeared first on Data Manager Online.
Il Galaxy S9 Mini arriva a marzo
Subito dopo il lancio dei due top di gamma, S9 e S9+, ci sarà spazio anche per un ritorno importante, dopo le esperienze con Galaxy S3, S4 e S5 Samsung ha, da sempre, puntato su una forte personalizzazione dei propri smartphone. Non è un caso se la doppia declinazione, classica e plus, non si sia mai pestata i piedi a vicenda. La compagnia coreana, prima delle altre, ha capito che puntare su un’offerta più ampia può portare i suoi vantaggi a fronte di una spesa diversa e di necessità, da parte dei consumatori, differenti. In questo modo ha cementato la gloriosa storia di Galaxy S3, Galaxy S4 e S5, accompagnati sempre da una versione Mini, sparita invece su S6, S7 e S8. La strategia multiforme di business potrebbe tornare in auge tra qualche mese, quando sarà la volta di lanciare il nuovo Galaxy S9. Stando ad alcune indiscrezioni, al fianco dei soliti modelli con taglio tradizionale ed extralarge, Samsung renderà disponibile anche un cellulare con schermo ridotto, per cercare di riacciuffare le briglie del settore medio del mercato, ad oggi saldamente nelle mani di brand come Honor, Huawei ed LG. Cosa sappiamo Ovviamente non vi è nulla di certo, ma le voci su un probabile sbarco del Galaxy S9 Mini crescono di giorno in giorno. La tempistica dovrebbe essere la solita del recente passato: presentazione europea e in diretta dagli USA entro fine marzo e disponibilità nei negozi per la prima metà di aprile. Poco si conosce intorno al terminale anche se, solitamente, la compagnia lascia invariato il corredo hardware, per rimpicciolire solo la diagonale del display. Aspettiamoci dunque uno schermo da 5 pollici, forse non dual-edge, design Infinity, processori e RAM di buona qualità e lettore di impronte ancora sul retro. Qualche dubbio, a questo punto, circa l’utilità della linea A che pure ha portato a casa risultati ragguardevoli negli ultimi due anni. Per affinità di forme e funzioni, questa potrebbe sovrapporsi al nascente S9 Mini ma si sa, nel mondo moderno, abbondare è sempre meglio che deficere. The post Il Galaxy S9 Mini arriva a marzo appeared first on Data Manager Online.
Cloudera spinge sull’analisi dedicata alla cybersecurity
Più semplice e accessibile sviluppare soluzioni di apprendimento automatico per gli hub dedicati alla sicurezza Cloudera annuncia la collaborazione con Arcadia Data, Centrify e StreamSet con l’obiettivo di presentare il primo caso d’uso per hub dedicati alla sicurezza. Grazie a Cloudera Manager, i responsabili della sicurezza informatica (CISOs) possono utilizzare la soluzione Cloudera basata su Apache Spot (in fase di progettazione) attraverso un’esperienza simile a quella di un app store, rendendo così lo sviluppo e la gestione di soluzioni per l’apprendimento automatico più semplice e accessibile. Gli attacchi informatici obbligano le aziende a pensare a soluzioni veloci, spesso in tempo reale. L’hub di cybersecurity di nuova generazione di Cloudera consente il rilevamento delle anomalie, l’analisi del comportamento e l’accesso completo a tutti i dati aziendali grazie ad una piattaforma aperta e scalabile. “I CIO sono consapevoli che le minacce odierne si possono sconfiggere solo grazie all’utilizzo di piattaforme di dati aperte, scalabili e pronte al futuro”, ha dichiarato Tom Reilly, CEO di Cloudera. “Vogliamo semplificare l’implementazione dei primi casi di utilizzo, e insieme ai nostri partner siamo in grado di offrire una soluzione semplice in grado di trarre vantaggio da una piattaforma dati di cybersecurity di nuova generazione”. I partner di Cloudera stanno contribuendo all’implementazione di nuovi hub dedicati alla sicurezza informatica grazie alla semplicità di Cloudera Manager, lavorando con l’obiettivo di realizzare soluzioni efficaci e di nuova generazione. Arcadia Data, in particolare, fornisce le funzionalità di visualizzazione, incluse le schermate delle applicazioni pre-configurate che consentono ai centri operativi di sicurezza di analizzare rapidamente i dati che risiedono nella soluzione Cloudera. “I CIO hanno bisogno di una soluzione rapida per rilevare e rispondere alle numerose minacce informatiche”, ha dichiarato Priyank Patel, co-fondatore e Chief Product Officer di Arcadia Data. “Arcadia Enterprise è stata progettata per l’analisi di big data e fornisce visualizzazioni potenti che consentono agli analisti di identificare rapidamente le minacce informatiche ed eseguire efficacemente l’analisi forense. Siamo entusiasti di collaborare con Cloudera per fornire analisi visive che evidenzino il valore di Apache Spot come soluzione di cybersecurity open source leader nel settore dei big data”. Centrify ha collaborato per definire il modello di dati utente in modo che i dati di Centrify possano inserirsi facilmente nel processo di analisi e gestione. “Secondo Verizon, l’identità è il vettore di attacco più utilizzato dagli hacker e abbiamo visto che le credenziali compromesse hanno portato alla violazione dei dati. Centrify fornisce una piattaforma completa per garantire l’accesso alle applicazioni e all’infrastruttura attraverso servizi di identificazione sicuri”, ha dichiarato Bill Mann, Chief Product Officer di Centrify. “L’azienda sta lavorando con Cloudera al fine di supportare Apache Spot ed incorporare le informazioni sull’identità in Centrify Identity Services, assicurando che Apache Spot disponga di fonti dati complete e pronte per l’analisi avanzata con l’obiettivo di prevenire gli attacchi”. StreamSets ha fornito dell pipeline di analisi per accelerare l’inserimento dei dati all’interno della soluzione di Cloudera. “La disponibilità di dati pronti all’uso e la gestione delle fonti in continua evoluzione, sono fondamentali per sbloccare il potenziale dei big data e supportare la sicurezza informatica”, ha dichiarato Kirit Basu, responsabile dei prodotti di StreamSets. “La nostra partnership e le nostre integrazioni con Cloudera e Apache Spot rendono possibile la creazione, la distribuzione e il funzionamento di pipeline di dati per un monitoraggio in tempo reale”. The post Cloudera spinge sull’analisi dedicata alla cybersecurity appeared first on Data Manager Online.
Da Verizon i trend tecnologici 2018: cosa ci aspetta?
Dato che i maggiori brand a livello mondiale e gli enti governativi puntano a utilizzare la tecnologia per offrire ai propri clienti un servizio migliore e distinguersi dalla concorrenza, tutto il 2018 ruoterà intorno al concetto di trasformazione. Molte delle super tecnologie degli ultimi anni – come il Software defined networking (SDN), l’Internet of Things (IoT) e l’Intelligenza Artificiale (AI), giusto per fare qualche nome – adesso sono date per scontate, e il 2018 sarà l’anno in cui l’attenzione si sposterà sull’utilizzo che queste aziende ne fanno. Le organizzazioni vincenti saranno quelle più abili nell’ottenere vantaggi tangibili da queste tecnologie senza aumentare la complessità delle operazioni. Ecco il punto di vista di Verizon Enterprise Solutions riguardo le tendenze di queste tecnologie in azienda, e che riteniamo che con più probabilità coinvolgeranno i nostri clienti, realtà aziendali o enti governativi di tutto il mondo nel 2018. L’SDN ha spiccato il volo! Grazie al software defined networking (SDN) le soluzioni sono disponibili a livello mondiale, e le aziende iniziano ad esplorare ciò che possono davvero realizzare con la sicurezza, la dinamicità e la flessibilità dei servizi di rete virtualizzata. La prossima scommessa è l’application aware networking – cioè la gestione delle performance, delle possibilità e la sicurezza delle applicazioni per sfruttare al meglio l’ampiezza di banda – parametro sempre più delicato, in un mondo sempre più complesso a livello di contenuti. La sicurezza diventa underground. Nel 2018 la sicurezza cambierà velocità, e sarà inserita all’interno delle piattaforme, a supporto di ogni attività aziendale. Parliamo di infrastrutture di sicurezza gestita end-to-end per reti, sviluppatori e applicazioni. Nel panorama delle minacce odierno, tutto si svolge su scala globale – ma, d’altro canto, l’apertura e la condivisione di informazioni per combattere queste minacce, sia online che offline, diventeranno la prassi. Partendo da questo cambiamento, misurare l’efficacia della sicurezza è imprescindibile, quindi i rischi informatici saranno integrati in ogni singola valutazione di rischio aziendale. Una posizione definita a livello di sicurezza, matura e lineare, oltre a favorire una gestione effettiva del rischio, assocerà la sicurezza anche al ROI – una delle skill chiave della C-suite. La posta in gioco è la collaborazione digitale. Le aziende parsimoniose hanno preso le distanze da PBXs ormai obsoleti, optando per sistemi telefonici IP-based nel corso degli ultimi anni – ma il 2018 sarà l’anno in cui le tecnologie digitali inizieranno ad apportare delle vere trasformazioni alle collaborazioni sul posto di lavoro. I dipendenti si aspettano di essere in grado di accedere alle informazioni del calendario, condividere documenti e organizzare call attraverso le piattaforme in maniera rapida e sicura. L’attenzione si concentra quindi sull’accesso multicanale per migliorare sia l’esperienza utente, che la produttività. Il networking software-defined semplificherà la gestione intelligente dei dati e il routing multipiattaforma per le call, migliorando la collaborazione. Le App Mobile permetteranno ai consumatori e ai dipendenti di avere accesso diretto alle informazioni. Intelligenza artificiale e la robotica prendono piede nell’Internet of Things. L’IoT diventerà parte della struttura delle aziende stesse nel 2018 – la sfida sarà integrare la gestione dei dispositivi all’interno dell’infrastruttura IT, senza però sovraccaricare l’organizzazione. È proprio qui che l’intelligenza artificiale e la robotica daranno il loro contributo, offrendo un’automazione intelligente per la gestione dell’IoT in maniera economica e efficiente. Le persone prendono il controllo dell’esperienza digitale. Gli utenti sono sempre più consapevoli del potere dei loro dati, e nel 2018saranno più selettivi riguardo il loro utilizzo. I brand devono quindi essere consapevoli della loro gestione dei dati, perché i loro clienti saranno alla ricerca di interazioni tramite dispositivi mobile che siano sicure e semplici, per raggiungere una sintonia maggiore con il brand. I brand che saranno in grado di soddisfare queste esigenze saranno quelli che si distingueranno. L’interoperabilità sarà una priorità per la pubblica sicurezza. Nel 2017 abbiamo assistito ad una serie di attacchi terroristici e disastri naturali in tutto il mondo. La creazione di connessioni sicure e senza interruzioni di continuità attraverso network veloci, soprattutto se dedicati al supporto iniziale, sarà un focus critico per il 2018. L’interoperabilità permetterà infatti alle aziende e alle organizzazioni di sicurezza pubblica di trarre beneficio dalla scelta del network e dei servizi tecnologici, e rappresenterà una spinta per la crescita innovativa grazie alla concorrenza del mercato, contribuendo inoltre a mantenere i costi sotto controllo. Ma la cosa più importante è che l’interoperabilità permetterà alle persone che offrono il supporto iniziale di mantenersi in contatto e comunicare con le autorità e i cittadini privati in caso di disastri. Obiettivo semplicità. Con il crescere della complessità del mondo, il successo delle aziende è sempre più legato alla capacità di saper distinguere ciò che è essenziale da ciò che non lo è. Le aziende di successo si focalizzeranno sempre più sul fornire i servizi di business chiave, ed esternalizzeranno tramite partner di fiducia tutto il resto. Distinguere bene chi fa cosa riducendo rapidamente la complessità fino al punto in cui le cose diventano semplici, è il principio fondamentale per il successo futuro. George Fischer, presidente di Verizon Enterprise Solutions, ha commentato: “La trasformazione continua a rimanere un focus per i nostri clienti a livello mondiale, ma può essere un percorso difficile da intraprendere, soprattutto considerando la mancanza di competenze a livello globale in aree tecnologiche chiave per le aziende. Verizon affronta il 2018 avendo ben chiaro ciò che le aziende devono fare per una vera svolta, e sa come aiutarle in questo. Utilizzeremo la nostra combinazione unica di know-how tecnologico, expertise nel servizio professionale e esperienza nell’affrontare cambiamenti culturali e di processo per velocizzare questo percorso di trasformazione. In fin dei conti, il nostro compito è quello di utilizzare la nostra esperienza di azienda che opera a livello mondiale per aiutare aziende e clienti in ambito governativo di tutto il mondo a comprendere i benefici offerti dalla trasformazione digitale.” The post Da Verizon i trend tecnologici 2018: cosa ci aspetta? appeared first on Data Manager Online.
iPhone X, Animoji anche senza Face ID
Lo scopre un blogger, funzionano anche ‘oscurando’ sensore
Oreo, l’adozione globale è senza sosta
Continua a impressionare il tasso di aggiornamento degli smartphone Android al più recente sistema operativo. Gingerbread e Ice Cream Sandwich destinati a sparire I più recenti dati del portale Android Developer mettono in mostra la rapida ascesa di Oreo. La versione 8.0 del sistema operativo è già sullo 0,3% di tutti i dispositivi col robottino verde attivi al mondo. Sembra una percentuale minima, e così è rispetto alle big release precedenti, ma nel dettaglio corrisponde a migliaia di smartphone dei pochissimi disponibili all’aggiornamento. Di questi, i Pixel 2 e Pixel 2 XL arrivano già con Oreo a bordo, stessa cosa per gli Xperia XZ Premium, mentre i vari Nexus, OnePlus 3 e OnePlus 3T hanno ricevuto l’update nelle scorse settimane, con la promessa che i top di gamma Samsung, LG, Huawei e HTC lo vedranno entro i primi mesi del 2018. In 30 giorni, Oreo è passato dallo 0,2% allo 0,3%, con un trend che a questo punto porterebbe l’ultimo OS a raggiungere cifre importanti già nel prossimo semestre. Adozione più veloce Rispetto al passato, pare che i produttori abbiano velocizzato i processi interni di ricezione e personalizzazione dei firmware, così da rendere disponibile l’aggiornamento in tempi più brevi. Uno dei player principali, come Samsung, già da qualche settimana ha rilasciato un paio di beta di Oreo per il Galaxy S8 e Galaxy S8+, così da ricevere molti più feedback dagli utenti rispetto ai limitati test svolti in precedenza. L’ascesa di Android 8 porterà le release più vecchie a uscire dalla lista di Android Developer nel corso del nuovo anno. Gingerbread, ad esempio, è allo 0,5%, così come Ice Cream Sandwich, oggi presenti sui low-cost da qualche decina di euro. La differenza è che con la miniaturizzazione della tecnologia e l’ottimizzazione dei costi di produzione, il livello delle offerte entry level si alzerà sempre di più, con hardware capaci di supportare anche versioni più recenti dei sistemi operativi. Questo porterà a una maggiore standardizzazione della vasta giungla che è Android? Difficile dirlo ma di certo ridurre la frammentazione è tra gli obiettivi principali di Google nel settore mobile. The post Oreo, l’adozione globale è senza sosta appeared first on Data Manager Online.