Se fosse Quanta a realizzare il visore AR di Apple?
Il presidente di Quanta Computer conferma lo sviluppo di un visore per la realtà aumentata. Apple potrebbe essere il cliente che lo ha commissionato Da tempo si parla della possibilità che Apple lanci un proprio visore per la realtà aumentata sebbene il CEO Tim Cook abbia dichiarato pochi giorni fa che al momento questa tecnologia non è adatta a soddisfare le esigenze di ampie porzioni di pubblico. I rumors riguardanti l’integrazione della fotocamera TrueDepth anche sul retro di iPhone confermano l’interesse della Mela in questo campo. Nei mesi scorsi si è cercato di individuare i possibili partner di Apple per questo progetto (ad esempio Zeiss per fornitura di lenti) e oggi un nuovo e piuttosto credibile candidato si è aggiunto a questa lista. Nikkei Asian Review ha riportato le parole del presidente di Quanta Computer, C.C.Leung, che ha confermato che l’azienda sta lavorando a un dispositivo intelligente senza specificare per quale cliente. Il manager non ha chiarito quale fosse la tipologia del prodotto ma ha parlato di un terminale con lenti trasparenti che permetteranno all’utente di interagire con gli oggetti che lo circondano. Si ipotizza quindi che Quanta Computer stia progettando un vero e proprio visore per la realtà aumentata o occhiali smart simili ai Google Glass, diventati ora un supporto principalmente per professionisti. Inoltre, è probabile che questo device sarà realizzato per Apple dato che le due aziende collaborano da anni per il settore smartphone. Leung ha confermato che il presunto visore AR sarà pronto per il 2019 e gli analisti prevedono che il suo prezzo finale non dovrebbe essere superiore ai mille dollari. The post Se fosse Quanta a realizzare il visore AR di Apple? appeared first on Data Manager Online.
Fake news: Agcom, nasce tavolo contro disinformazione online
Possono presentare la candidatura imprese e associazioni
HPE OneView 4.0 razionalizza le operazioni del data center semplificando l’Hybrid IT
Nuove soluzioni software-defined e un ampliamento delle partnership di ecosistema trasformano le operazioni IT nel data center e negli ambienti di hybrid cloud Il data center è oggi al centro di una trasformazione che indirizza la richiesta dei clienti a favore di tecnologie che rendano meno complessi i processi IT, razionalizzando la velocità del delivery IT di nuove applicazioni e servizi. Le particolari capacità di HPE OneView lo differenziano da tutte le altre soluzioni presenti sul mercato. HPE OneView è un engine di automazione infrastrutturale che abbraccia tutti gli aspetti della gestione quotidiana del ciclo di vita delle risorse storage, di calcolo e di rete. Grazie a un’intelligenza software-defined e a una API (Application Programming Interface) unificata che consente integrazioni approfondite con tool di terze parti, HPE OneView introduce un nuovo livello di automazione nella gestione infrastrutturale semplificando nel contempo le operazioni IT. Le ultime novità apportate a HPE OneView semplificano il deployment e la gestione delle complesse infrastrutture di hybrid IT che combinano l’IT tradizionale con i cloud privati, gestiti e pubblici. Con HPE OneView 4.0, le organizzazioni IT possono: Velocizzare la delivery di applicazioni e servizi – nuove integrazioni via API con le piattaforme di gestione cloud Morpheus Data, CANCOM e InContinuum permettono di gestire l’hybrid cloud usando HPE OneView per automatizzare il monitoraggio e la gestione dell’hybrid infrastructure. Implementare infrastrutture alla velocità del cloud – con l’intelligenza software-defined integrata in HPE OneView, le operazioni IT possono ora scoprire automaticamente nuovi rack e tower ProLiant e server Apollo in pochi click, velocizzando enormemente il tempo necessario a completare il setup dei server. Semplificare le operazioni per il ciclo di vita con aggiornamenti non-disruptive del firmware – con la nuova versione di HPE OneView, i clienti HPE Synergy possono aggiornare il firmware di interconnessione senza rallentamenti misurabili (millisecondi) delle performance applicative. L’aggiornamento di firmware e driver software con HPE Synergy è veloce, sicuro e sempre privo di errori. HPE ha inoltre introdotto un HPE OneView Redfish Toolkit per aiutare i clienti ad applicare alle infrastrutture gestite da HPE OneView le automazioni che utilizzano le specifiche Redfish senza bisogno di modifiche estese agli script. Grazie a questo set di tool, i clienti potranno combinare la potenza dei template HPE OneView per comporre insieme risorse di calcolo, storage e fabric con la flessibilità degli standard di settore. HPE OneView introduce nuovi livelli di sicurezza nella gestione delle infrastrutture Le aziende sono sottoposte a una crescente pressione da parte di clienti, consumatori e autorità affinché proteggano le proprie infrastrutture digitali da violazioni e accessi non identificati. I cyberattacchi non sono più diretti solamente contro il sistema operativo e le applicazioni, ma avvengono anche a livello di database, firmware, kernel e hardware. Per rafforzare gli accessi alla gestione di sistema e la relativa sicurezza, HPE ha introdotto in HPE OneView nuove misure di protezione: Controllo sugli accessi basato sull’ambito – estende l’attuale controllo sugli accessi basato sui ruoli limitando tali ruoli (come amministratore server, storage o di rete) a operare solamente su un sottoinsieme di risorse gestite dalla appliance HPE OneView. Autenticazione a due fattori – permette ai clienti di autenticare l’accesso utente con una smartcard fisica o virtuale e un PIN o password. Per una maggiore protezione, la funzione è integrata con il supporto delle directory LDAP di OneView. Simple Network Management Protocol versione 3 (SNMPv3) – HPE ha aggiunto il supporto del protocollo SNMPv3 per rafforzare la sicurezza nel monitoraggio dell’hardware e delle interconnessioni dei server. HPE amplia l’ecosistema dei partner per le infrastrutture componibili HPE ha aggiunto nuovi partner specializzati nella gestione del cloud che hanno integrato il proprio software con la API RESTful unificata presente in HPE OneView. Questi nuovi partner sono: Morpheus Data – Grazie all’integrazione con HPE OneView e con lo storage 3PAR, Morpheus unifica l’orchestrazione sia delle pipeline DevOps che dell’infrastruttura multi-cloud offrendo visibilità, analytics e gestione dello stato fisico dell’infrastruttura HPE basata su bare metal, VM o container in ambienti hybrid. CANCOM – HPE OneView con CANCOM permette di creare una soluzione per un workspace digitale completamente integrato comprensivo di hardware, software e servizi per assicurare il deployment trasparente e automatizzato con funzioni di monitoraggio in tempo reale, manutenzione e gestione quotidiana. InContinuum – Usando HPE OneView con il software InContinuum è possibile automatizzare e gestire il ciclo di vita di deployment bare metal, virtuali e cloud ibridi con funzioni di controllo come Platform-as-a-Service, DevOps e container da una singola vista unificata. L’API unificata di HPE OneView, insieme a un crescente numero di integrazioni con tool prodotti dai partner dell’ecosistema, estende la potenza dell’automazione infrastrutturale a ogni aspetto del data center. Con le integrazioni realizzate dai partner, i clienti possono ridurre il tempo dedicato alla gestione del data center e degli ambienti cloud accelerando il time-to-value. 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Nel futuro della realtà virtuale ci sono gli odori
I ricercatori stanno cercando di portare i profumi nella realtà virtuale ma già oggi ci sono dispositivi VR in grado di imitarli La realtà virtuale è una tecnologia che a livello consumer ha cominciato a muovere i suoi primi passi da pochissimi anni e quindi offre ancora ampissimi margini di sviluppo. Fino ad oggi i produttori si sono concentrati su tre dei cinque sensi (vista, olfatto e tatto) per restituire agli utenti l’impressione di muoversi in uno spazio reale. I visori ci consentono di vedere oggetti in 3D con un livello di accuratezza impressionante mentre l’audio a 360° ci permette di ascoltare suoni da più direzioni come nel mondo reale. A ciò si aggiungono i sensori tattili come Oculus Touch che restituiscono la sensazione del tocco. Il prossimo passo sarà quello di imitare gli odori. “E se un giorno fossimo in grado di mostrarvi in VR una bistecca, con l’odore e il sapore che ha, e voi la tagliaste sentendone la morbidezza e gustandone ogni morso?,” ha dichiarato ad Engadget il ricercatore Benji Li del Virtual Human Interaction Lab dell’Università di Stanford. Il gusto è attualmente fuori dalla portata della tecnologia attuale ma per quanto riguarda l’olfatto gli esperti di realtà virtuale sono più ottimisti. Ovviamente nel breve termine non potremo sentire l’odore della battaglia giocando al proprio videogame sparattutto preferito ma già oggi sono disponibili dispositivi che possono restituire all’utente una sensazione molto simile. FeelReal, una sorta di maschera da indossare abbinata a Oculus Rift, PlayStation VR e SaMsung Gear VR, consente di odorare mentre si è immersi nella realtà virtuale grazie a speciali cartucce con essenze che imitano il profumo dell’oceano, giungla, fiori, metallo, fuoco, erba e polvere. FeelReal costa 249 dollari ed è già disponibile in pre-order. The post Nel futuro della realtà virtuale ci sono gli odori appeared first on Data Manager Online.
IBM annuncia i progressi dei sistemi di calcolo quantistico IBM e del relativo ecosistema
Sistemi da 20 qubit pronti all’uso e disponibili per i clienti; il sistema IBM Q di prossima generazione in fase di sviluppo dotato del primo processore operante a 50 qubit. IBM estende il proprio package di software quantistico open source QISKit e presenta l’ecosistema per il calcolo quantistico più avanzato al mondo IBM ha annunciato due aggiornamenti di rilevo del proprio processore quantistico, destinati a potenziare i sistemi commerciali IBM Q ad accesso anticipato. Questi aggiornamenti rappresentano un significativo passo avanti per l’hardware quantistico: IBM mantiene il suo ruolo guida per il progresso dell’intero stack tecnologico di informatica quantistica, concentrando le proprie energie su sistemi, software, applicazioni e sulla formazione di competenze. · I primi sistemi IBM Q online, a disposizione dei clienti, saranno dotati di un processore da 20 qubit e presenteranno miglioramenti nella progettazione dei qubit superconduttori, nella connettività e nel packaging. I tempi di coerenza (quantità di tempo disponibile per eseguire calcoli quantistici) sono all’avanguardia e si attestano su un valore medio di 90 microsecondi, permettendo di eseguire operazioni quantistiche ad elevato livello di affidabilità. · IBM ha inoltre realizzato e testato con successo un prototipo operativo di processore da 50 qubit con parametri prestazionali confrontabili. Questo nuovo processore nasce dall’estensione dell’architettura da 20 qubit e sarà disponibile nei sistemi IBM Q di prossima generazione. I clienti avranno la possibilità di accedere online alla potenza di calcolo dei primi sistemi IBM Q entro la fine del 2017, con una serie di aggiornamenti programmati durante il 2018. IBM ha focalizzato le proprie energie sulla creazione di sistemi avanzati di calcolo quantistico, universali e scalabili, mettendoli a disposizione dei clienti per esplorare applicazioni pratiche. I progressi hardware più recenti sono il risultato di tre generazioni di sviluppo da quando IBM, per prima, lanciò sul mercato, nel maggio 2016, un computer quantistico funzionante online, permettendo a chiunque di accedervi liberamente. In 18 mesi IBM ha reso disponibili online sistemi da 5 e 16 qubit ad accesso pubblico attraverso la piattaforma IBM Q experience e ha sviluppato l’ecosistema di calcolo quantistico pubblico più avanzato al mondo. “Abbiamo, da sempre, concentrato le nostre energie sulla realizzazione di tecnologie in grado di creare valore per i nostri clienti e per il mondo “, ha dichiarato Dario Gil, vice president di AI e IBM Q, di IBM Research. “La capacità di gestire in modo affidabile diversi sistemi quantistici operanti e la loro messa in rete solo pochi anni fa non erano possibili. Oggi siamo in grado di aumentare il numero di qubit dei processori IBM portandoli fino a 50, grazie a sforzi straordinari compiuti in campo scientifico ed ingegneristico. Questi ultimi progressi mostrano che stiamo rapidamente rendendo disponibili sistemi e strumenti quantistici che potrebbero offrire vantaggi significativi nella risoluzione di problemi, rappresentando una soluzione alternativa alle macchine tradizionali”. Nel corso del prossimo anno, scienziati e ricercatori IBM Q continueranno a lavorare al miglioramento dei dispositivi IBM agendo su diversi aspetti tra cui la qualità dei qubit, la connettività dei circuiti e il tasso di errore operativo, al fine di aumentare la profondità di esecuzione di algoritmi quantistici. Ad esempio, in sei mesi, il team IBM è stato in grado di accrescere i tempi di coerenza del processore da 20 qubit raddoppiandoli rispetto ai sistemi da 5 e 16 qubit a disposizione dei clienti sulla IBM Q experience. Oltre alla realizzazione di sistemi operanti, IBM continua a sviluppare il suo già solido ecosistema di calcolo quantistico, che comprende strumenti software open source, applicazioni per sistemi a breve termine e materiali didattici per la comunità quantistica. Attraverso la IBM Q experience, più di 60.000 utenti hanno eseguito oltre 1,7M esperimenti quantistici e hanno prodotto oltre 35 pubblicazioni scientifiche di terzi. Le registrazioni al progetto sono arrivate da utenti provenienti da oltre 1500 università, 300 scuole superiori e 300 istituzioni private di tutto il mondo, molte delle quali accedono alla IBM Q experience in quanto parte integrante della loro formazione. Questa forma di accesso libero e di ricerca “aperta” è fondamentale per favorire un apprendimento accelerato e per l’implementazione del calcolo quantistico. “Utilizzo la IBM Q experience e il QISKit come strumenti fondamentali della mia attività di insegnamento in classe sul calcolo quantistico e non bastano le parole per sottolineare il loro valore formativo. Negli anni precedenti, il corso era interessante dal punto di vista teorico, ma sembrava che descrivesse un futuro lontano”, ha affermato Andrew Houck, professore di ingegneria elettrotecnica alla Princeton University. “Grazie a questa risorsa incredibile offerta da IBM, i miei studenti possono eseguire, nelle loro esercitazioni, algoritmi quantistici effettivi su un vero computer quantistico. Questo fa toccare con mano un punto fondamentale, ovvero che si tratta di una vera e propria tecnologia e non solo di un sogno irrealizzabile. Quello che una volta sembrava un futuro impossibile è ora qualcosa che gli studenti possono utilizzare realmente. Oggi le iscrizioni alla nostra piattaforma sono in esplosione e generano entusiasmo tra i migliori studenti provenienti da una vasta gamma di discipline”. Per incrementare questo ecosistema di ricercatori quantistici e lo sviluppo di applicazioni, IBM ha lanciato all’inizio di quest’anno il progetto QISKit, un kit di sviluppo software open source per la programmazione e l’utilizzo di computer quantistici. Gli scienziati di IBM Q hanno ora ampliato il QISKit per consentire agli utenti di creare programmi di calcolo quantistico ed eseguirli su uno dei veri processori quantistici o simulatori quantistici IBM disponibili online. Le recenti aggiunte al QISKit includono anche nuove funzionalità e strumenti di visualizzazione per studiare lo stato del sistema quantistico, l’integrazione del QISKit con la IBM Data Science Experience, un compilatore che traccia gli esperimenti desiderati sull’hardware disponibile, nonché esempi dimostrativi di applicazioni quantistiche. “Essere in grado di lavorare sull’hardware quantistico IBM e potervi accedere tramite una piattaforma open source come QISKit è stato cruciale per aiutarci a capire quali algoritmi – e casi di utilizzo reale – potrebbero essere adatti a eseguire operazioni con processori a breve termine”, ha affermato Matt Johnson, CEO di QC Ware. “I simulatori non catturano attualmente le
Attività aziendali sostenibili: l’impegno di Epson continua
In occasione della terza edizione degli Stati Generali del Verde Pubblico, Epson, fra gli sponsor del convegno “Le infrastrutture verdi e i servizi ecosistemici. Pianificazione, gestione, ruoli e benefici”, racconta i progetti compensativi di riforestazione attuati negli anni e legati alla sua Environmental Vision, che prevede azioni concrete sui territori in cui l’azienda opera Forte del proprio impegno nel rispetto dell’ambiente con vari progetti compensativi di riforestazione, Epson è uno degli sponsor del convegno “Le infrastrutture verdi e i servizi ecosistemici. Pianificazione, gestione, ruoli e benefici” che si terrà a Milano il 22 novembre. L’impegno e il lavoro quotidiano per tutelare l’ambiente e ridurre l’impatto sul territorio sono da anni al centro della filosofia dell’azienda giapponese. Come azienda di primo piano in vari settori dalla stampa alla videoproiezione, infatti, per Epson è fondamentale prendere parte attivamente alla gestione responsabile delle risorse globali. Per questo motivo, l’azienda e i suoi dipendenti promuovono e partecipano in prima persona a progetti e attività per la riforestazione, con l’obiettivo di compensare le attività inquinanti e ridurre le emissioni di CO2 con la messa a dimora di nuovi alberi. “In Epson – afferma Massimo Pizzocri, amministratore delegato di Epson Italia – siamo consapevoli che solo con progetti concreti si può fare veramente qualcosa di significativo per l’ambiente. Nel 2008 abbiamo annunciato la nostra “Environmental Vision 2050″, un percorso a lungo termine per contrastare il riscaldamento globale, l’esaurimento delle risorse e la perdita della biodiversità. Per realizzarlo abbiamo definito tappe e passaggi intermedi, i cui primi obiettivi sono fissati per il 2025. A dimostrazione che non si tratta di semplici dichiarazioni, in questi anni in Italia abbiamo già portato a termine diverse attività con la collaborazione di associazioni e organizzazioni ambientaliste e delle comunità locali.” “Switch on your website” compensa con CO2web Il web inquina l’ambiente consumando notevoli quantità di energia elettrica: in questo modo contribuisce indirettamente alle emissioni di CO2 e dei gas ad effetto serra, responsabili del cambiamento climatico. Per rendere più sostenibile l’uso del web, il progetto “Switch on your website”, che prevede pagine interamente dedicate a Epson all’interno dei siti dei nostri rivenditori, compensa con CO2web e neutralizza le emissioni di CO2 con la messa a dimora di alberi. Nell’ambito di “Switch on your website”, nell’ottobre 2017, alcuni dipendenti sono stati coinvolti in un’azione di forestazione urbana per migliorare la qualità e la naturalità del territorio locale, ad un passo dalla propria sede aziendale di Cinisello Balsamo (MI). Sempre con Rete Clima, nell’aprile scorso sono stati coinvolti, nell’ambito del kick-off aziendale, tutti i dipendenti della sede italiana, oltre 180 persone, in un’attività di piantumazione, sempre a Parco Nord, per rinnovare un’ampia area verde del parco cittadino alle porte di Milano. Con l’iniziativa “One like one forest”, Epson ha partecipato al progetto “Foreste in Piedi” di LifeGate Nel 2016, l’azienda ha aderito al progetto “Foreste in Piedi” di LifeGate con l’iniziativa “One like one forest” legata alle sue EcoTank, stampanti con serbatoi ricaricabili che riducono i costi di stampa e rispettano l’ambiente. L’obiettivo era raggiungere 11.000 mi piace sulla pagina Facebook dell’azienda per tutelare altrettanti metri quadri di Foresta Amazzonica: traguardo che è stato raggiunto in soli sei mesi. Questo obiettivo comporta che, attraverso il progetto sviluppato da LifeGate, 27 famiglie della comunità locale di San Pedro (Brasile) si impegneranno in attività di monitoraggio e vigilanza, di mappatura delle risorse forestali e di educazione ambientale per i prossimi 5 anni. L’iniziativa ha permesso inoltre di coinvolgere e sensibilizzare la community social su temi importanti per un futuro migliore e più sostenibile per tutti. Ogni promessa è un albero: il bosco creato da Epson alle porte di Milano nel 2008 Una delle prime attività legate alla Environmental Vision è stata realizzata nell’aprile 2008, in occasione di una grande esposizione dei prodotti Epson: l’azienda scelse di mettere a “impatto zero” quell’iniziativa piantando, per ogni partecipante, un albero nel Parco del Grugnotorto a Cinisello Balsamo. Un impegno importante, non solo verso l’ambiente, ma anche per la comunità locale della cittadina in cui Epson ha la sua sede. L’iniziativa ha così compensato le emissioni di anidride carbonica prodotte dagli oltre 1.000 partecipanti con altrettanti alberi. Il bosco Epson è stato realizzato con piante tipiche del bosco asciutto: querce carpineto, pioppi e aceri accompagnati da un sottobosco composto da arbusti e noccioli. Il parco del Grugnotorto è una delle più importanti aree verdi della regione Lombardia, con oltre 800 ettari di polmone naturale. Con questa iniziativa è stato possibile ripristinare la biodiversità, con alberi e piante tipiche della zona, in un’area per lungo tempo abbandonata. The post Attività aziendali sostenibili: l’impegno di Epson continua appeared first on Data Manager Online.
Eaton a SICUREZZA 2017 con soluzioni affidabili, certificate e connesse
Eaton partecipa all’edizione 2017 di SICUREZZA – fiera biennale leader in Italia e tra le prime in Europa nel settore security&fire in programma a Milano Rho Fiera dal 15 al 17 novembre – con la divisione Life Safety (stand E10, Padiglione 7P). L’evento sarà l’occasione per sensibilizzare il mercato sulla mission strategica dell’azienda che punta a sviluppare una linea completa di soluzioni di sicurezza capaci di superare la mera videosorveglianza per abbracciare altri segmenti chiave quali l’antintrusione, la protezione perimetrale e la prevenzione dei crimini, fino ad arrivare alla crescente integrazione tra sicurezza fisica e logica. In questo contesto, il cloud rappresenta la tecnologia abilitante alla base di questo sistema unico e convergente governato da un’unica piattaforma di gestione e, in occasione di questa manifestazione, Eaton annuncia l’evoluzione di SecureConnect – l’innovativa app e piattaforma cloud che abilita una connessione rapida e smart, nonchè un migliore controllo delle centrali antintrusione di nuova generazione di Eaton – e la nuova linea di contatti magnetici ad alta sicurezza dotati dell’innovativa tecnologia attiva Twin Sense, studiati specificatamente dall’azienda per garantire agli ambienti aziendali il massimo livello di protezione da intrusioni e manomissioni interne ed esterne. “SICUREZZA rappresenta per Eaton un’occasione unica di incontro e confronto per i professionisti del settore che possono approfondire in prima persona la rinnovata proposta di soluzioni di sicurezza convergenti di Eaton, dove il cloud rappresenta la tecnologia abilitante per raggiungere livelli di sicurezza, protezione e affidabilità senza precedenti e realizzare soluzioni sempre più flessibili,” dichiara Giovanni Di Cairano, Intrusion Systems Product Specialist di Eaton Italia. “Sullo sfondo di un mercato in continua evoluzione e di un mondo sempre più interconnesso, Eaton è impegnata nello sviluppo di soluzioni personalizzate gestite da un strumento di programmazione e supervisione per indirizzare al meglio le richieste di installatori e utenti finali. SecureConnect SecureConnect di Eaton è la piattaforma cloud scalabile pensata per installatori e utenti finali in grado di offrire la massima sicurezza di edifici residenziali e commerciali, gestione smart e video-verifica attraverso un’interfaccia user-friendly, oltre al grande valore aggiunto di poter arricchire progressivamente il sistema con funzionalità aggiuntive per far fronte all’evoluzione delle singole esigenze. Attraverso il portale cloud Eaton, SecureConnect – attualmente disponibile nel livello 1 – permette agli installatori di collegarsi alle nuove centrali senza complicate configurazioni del router del cliente e dei dispositivi di rete, nonchè prevede la possibilità di connettere, programmare tutti gli impianti installati ed eseguire diagnostica e aggiornamenti firmware da remoto da un’unica piattaforma. Inoltre, grazie al web server integrato, l’installatore può ridurre i costi di intervento e di manutenzione, oltre a sviluppare fatturato anche sui clienti esistenti offrendo ulteriori servizi e favorendone la fidelizzazione. Contestualmente, grazie all’utilizzo della semplice e intuitiva app SecureConnect, gli utenti finali hanno finalmente la possibilità di monitorare e gestire completamente il proprio sistema di allarme dai dispositivi mobili preferiti – smartphone o tablet – e ovunque si trovino: inserirlo e disinserirlo oppure attivare le luci del giardino o l’irrigazione sono solo alcuni degli scenari possibili. Inoltre, l’innovativo sistema di video-verifica offre all’utente la possibilità di ricevere sul proprio dispositivo notifiche push in tempo reale, oltre a immagini in alta risoluzione a seguito di eventi programmati in centrale con possibilità di condivisione e salvataggio sul proprio dispositivo. Basato su connessione criptata end-to-end HTTPS (SSL/SHA 256 bit) e cybersecurity testata dal Cybersecurity Center di Eaton, SecureConnect assicura livelli di sicurezza elevati, oltre ad affidabilità garantita al 99,9%, ridondanza interna e performance load-balancing automatizzate internamente. In occasione di Sicurezza, Eaton presenterà il livello 2 di SecureConnect arricchito con funzionalità aggiuntive: gli installatori potranno ora disporre di tool di diagnostica per l’assistenza da remoto, mentre l’utente finale potrà gestire più siti contemporaneamente e disporre di streaming video live. Contatti magnetici Twin Sense I contatti magnetici ad alta sicurezza dotati dell’innovativa tecnologia attiva Twin Sense sono studiati specificatamente dall’azienda per garantire il massimo livello di protezione di ambienti aziendali da intrusioni e manomissioni interne ed esterne. Supportata dalla nuova tecnologia Twin Sense brevettata da Eaton, questa gamma é l’unica in Italia a essere certificata IMQ Grado 4 – il più alto grado di sicurezza previsto dalla norma internazionale EN50131-2-6 – oltre a essere capace di rilevare l’intensità e la direzione del campo magnetico, rendendolo praticamente impossibile da eludere. Inoltre, i contatti magnetici Twin Sense™ di Eaton sono user friendly e permettono alle aziende di risparmiare sia in termini di tempi sia di costi delle installazioni, semplificando la messa in servizio e la programmazione attraverso indicazioni LED, oltre a permettere il retrofit in presenza di installazioni esistenti, grazie al mantenimento della compatibilità meccanica con gli altri prodotti del portfolio dell’azienda. The post Eaton a SICUREZZA 2017 con soluzioni affidabili, certificate e connesse appeared first on Data Manager Online.
Cisco e il Comune di Milano annunciano Safer Milan
Soluzioni e servizi a 360 gradi per fare di Milano una città ancora più smart e sicura, con un Security Operation Center, un centro di competenze per l’innovazione e iniziative di formazione per i giovani Cisco e il Comune di Milano insieme per l’iniziativa “Safer Milan”: un progetto di sperimentazione a 360 gradi per rendere la città ancora più smart e sicura grazie a nuove tecnologie, progetti per favorire l’innovazione e attività di formazione nel settore della cybersecurity. “Safer Milan”, iniziativa che fa parte del piano triennale di investimenti Digitaliani avviato da Cisco in Italia nel gennaio 2016, segna l’apertura di una collaborazione in cui l’azienda si mette a disposizione di Milano, città che ha già ampiamente avviato il suo percorso di trasformazione in ottica smart city, per accelerare la realizzazione della sua Agenda Digitale, offrendole competenze, tecnologie ed una capacità di supporto all’innovazione già impiegate in centinaia di progetti realizzati in tutto il mondo, inclusa l’Italia. L’iniziativa “Safer Milan” prevede : la realizzazione di un Security Operation Center per integrare e rafforzare i sistemi di sicurezza fisica, di monitoraggio del traffico, di monitoraggio ambientale già in essere, con reti e piattaforme adeguatamente protette utilizzando le più evolute soluzioni di cybersecurity la creazione di un centro di innovazione dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative per la sicurezza – in particolare nell’ambito cittadino- in cui start up, università, aziende possano collaborare, contribuendo a fare della città di Milano un esempio di eccellenza internazionale e di attrazione nel settore; l’ampliamento dell’offerta di formazione in ambito cybersecurity e internet delle cose nelle scuole superiori milanesi, attraverso i corsi del programma Cisco Networking Academy e progetti di alternanza scuola lavoro. “Con questa iniziativa possiamo creare insieme strumenti per gestire in modo ancora più integrato ed efficace i sistemi chiave per la sicurezza urbana, con due obiettivi: sostenere le esigenze in continuo cambiamento di una città che si rinnova e valorizzare le sue risorse ed il suo capitale umano così ricco per aggiungere un altro tassello al percorso di eccellenza e innovazione che Milano sta compiendo” ha detto l’Amministratore Delegato di Cisco Italia Agostino Santoni. “Nella nostra esperienza, infatti, la smart city è una comunità in cui i nuovi servizi digitali sono utili ai cittadini, ed allo stesso tempo offrono spunti per la crescita economica e per dare più opportunità alle persone”. “La sicurezza informatica è un’assoluta priorità per il Comune di Milano – ha dichiarato Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale e Servizi Civici -, per questo siamo orgogliosi di siglare oggi questa partnership con Cisco, una realtà internazionale di altissimo livello, capace di gestire in maniera eccellente eventi di enorme portata, come è stato per Expo 2015. Insieme lavoreremo per rendere Milano un punto di riferimento italiano e internazionale nel campo dell’innovazione e della cybersecurity”. Il Security Operation Center: un cervello per la sicurezza fisica e ambientale della città Un Security Operation Center è un luogo fisico in cui il personale a ciò assegnato ha a disposizione le più avanzate tecnologie digitali di visualizzazione, analisi, monitoraggio, comunicazione e gestione, da utilizzare per sfruttare al meglio le informazioni che giungono in tempo reale dai sistemi deputati alla sicurezza cittadina: la videosorveglianza, il controllo accessi, i sistemi di monitoraggio del traffico, i sistemi di monitoraggio ambientale e idrogeologico. L’obiettivo della sperimentazione di Cisco con il Comune di Milano è di creare questo “cervello” per la sicurezza della città di Milano ed anche di connetterlo, con soluzioni di videocomunicazione, con le sedi centrali delle istituzioni che hanno in carico la sicurezza della città, ovvero le sedi centrali di Questura, Prefettura e Polizia Locale. Questo consentirà di agire e reagire nel modo più rapido, coordinato ed efficiente possibile per garantire la massima sicurezza a cittadini milanesi e turisti. Di questo sistema entra a far parte anche il monitoraggio ambientale ed idrogeologico, in particolare con un parallelo rafforzamento dei sistemi di rilevazione e controllo dei dati relativi al fiume Seveso, che consentirà di prevedere e allertare con maggiore preavviso i cittadini in caso di rischio di esondazione. Naturalmente le reti e le soluzioni che verranno sperimentate nel Security Operation Center saranno adeguatamente protette attraverso le necessarie soluzioni di cybersecurity. Il Centro di Innovazione per la sicurezza: un polo di eccellenza a livello internazionale Parallelamente alla sperimentazione del Security Operation Center, Cisco e il Comune di Milano intendono unire le forze per creare nello stesso luogo anche uno spazio dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative per la sicurezza in generale, e in particolare per la sicurezza in ambito cittadino. Qui aziende, start-up, università, partner di ecosistema potranno venire a contatto, confrontarsi, collaborare per realizzare nuovi metodi e nuove soluzioni. Aggregando le migliori competenze nel settore – ed affiancandosi alla realizzazione del Security Operation Center – questo Centro di Innovazione potrà aiutare la città di Milano a posizionarsi come realtà di eccellenza a livello nazionale e internazionale nell’ambito della sicurezza cittadina e a diventare un “laboratorio di idee” che generi opportunità e soluzioni replicabili in altre comunità. La formazione per i giovani: cybersecurity e IoT con Cisco Networking Academy ed alternanza scuola lavoro In un mondo sempre più digitalizzato, le tecnologie che consentono di connettere in modo sicuro oggetti, persone, processi e sistemi sono vitali, ed in costante evoluzione; costituiscono, inoltre, un’importante opportunità per il futuro dei giovani che si affacceranno su un mercato del lavoro in cui queste competenze specifiche sono sempre più richieste. Per questo motivo, nel quadro dell’iniziativa Safer Milan Cisco mette a disposizione i contenuti e le piattaforme del suo programma Cisco Networking Academy per attivare nuovi percorsi formativi dedicati all’internet delle Cose e alla Cybersecurity negli istituti tecnici milanesi, e si mette a disposizione delle scuole per attivare progetti di alternanza scuola lavoro, in base al protocollo d’intesa firmato dall’azienda con il MIUR nel luglio scorso. Si rafforzerà così la presenza negli istituti cittadini di un programma presente già in oltre 300 scuole e centri di formazione, e che ha coinvolto nel solo anno scolastico 2016/17 ben 47.000 studenti di tutta Italia. The post
Twitter punisce gli account verificati che violano le sue policy
Twitter effettuerà maggiori controlli sui profili verificati e toglierà la spunta blu a chi vìola le sue linee guida di utilizzo Twitter ha deciso di utilizzare il pugno duro contro coloro che non rispettano le sue regole. Il sito di microblogging ha annunciato una revisione di tutti i profili verificati per valutare eventuali violazioni delle sue policy. Fino ad oggi l’azienda di San Francisco, al contrario di Facebook, ha assegnato la famosa “spunta blu” con criteri poco stringenti e da luglio ha aperto a tutti la possibilità di ottenere questo status. Ciò gli ha causato non pochi problemi d’immagine e si è vista quindi costretta a correre ai ripari. Twitter, che ha scoperto falsi profili che promuovevano la Brexit in barba al processo democratico, ha ammesso di aver concesso troppo ad alcuni utenti permettendogli di ottenere il profilo verificato. Il social network vuole porre rimedio all’errore e ha confermato che in molti hanno approfittato del proprio status pensando di poter utilizzare la piattaforma a piacimento. Da oggi non sarà però più possibile sgarrare. I primi problemi sono iniziati con il caso di Milo Yiannopoulos e la sospensione del suo account insieme a quelli di altri esponenti dell’estrema destra americana. La bolla è però effettivamente scoppiata dopo i tweet di Jason Kessler, neonazista che via Twitter ha promosso il suo raduno per la “supremazia bianca” a Charlottesville in cui ha perso la vita una persona. 4 / We’re working on a new authentication and verification program. In the meantime, we are not accepting any public submissions for verification and have introduced new guidelines for the program. https://t.co/j6P0HGXIVq — Twitter Support (@TwitterSupport) 15 novembre 2017 The post Twitter punisce gli account verificati che violano le sue policy appeared first on Data Manager Online.
Lenovo propone l’Intelligenza Aumentata per la ricerca e la medicina

Partnership strategiche con University College London (UCL) e North Carolina State University (NCSU) per svolgere ricerche in campo AI che mirano a far avanzare la ricerca nella fisica delle particelle e a preservare le risorse naturali in agricoltura Nell’ambito della conferenza Supercomputing 2017, Lenovo Data Center Group ha annunciato nuove iniziative pensate per consentire ai clienti di abbracciare l’intelligenza artificiale (AI) e inserirla all’interno delle proprie organizzazioni allo scopo di ottenere funzionalità di intelligenza aumentata (Augmented Intelligence) in grado di migliorarne produttività e risultati. Già ritenuta una priorità strategica dal 76% del campione che ha partecipato a un recente sondaggio, l’AI è considerata un elemento chiave nel successo delle aziende; il 64% del campione ha inoltre citato questa tecnologia come parte fondamentale della crescita a lungo termine delle proprie organizzazioni. Al contempo si stima che entro il 2020 circoleranno 44.000 miliardi di gigabyte di dati. Questi due fattori comportano necessità sempre maggiori in termini di capacità di apprendimento e di deduzione, basate su infrastrutture di high performance computing (HPC) in grado di elaborare le informazioni disponibili, generare nuove possibilità di azione sulla base della conoscenza acquisita e di consolidare importanti innovazioni in campo industriale e scientifico. “L’intelligenza artificiale sta già avendo un profondo impatto sulle strategie aziendali tradizionali e sulla ricerca scientifica, e buona parte dei top manager la considera una priorità per il prossimo anno. Per ottenere reali vantaggi dalla enorme quantità di dati oggi disponibili nelle aziende, i nostri clienti hanno necessità di abbracciare l’AI intesa come mezzo per ottenere un vantaggio competitivo nel mercato di oggi”, ha dichiarato Kirk Skaugen, Presidente di Lenovo Data Center Group. “Con i nostri nuovi Global Innovation Center e un completo portfolio di prodotti e servizi, ci siamo assunti l’impegno di aiutare i nostri clienti a dare vita alle loro installazioni AI”. Per Lenovo e i suoi clienti, l’AI può e deve diventare una realtà, e migliorare i risultati nel business e le condizioni di vita in generale Lenovo sta sviluppando partnership con i propri clienti per esplorare le potenzialità dell’AI con l’obiettivo di avanzare gli sforzi umanitari a livello globale, ad esempio identificando cure per malattie, lavorando per comprendere il reale impatto del cambiamento climatico o analizzando l’andamento degli impatti delle particelle subatomiche. I ricercatori della University College London, ad esempio, stanno lavorando alla ricostruzione degli eventi di collisione delle particelle ad alta energia che avvengono nell’ambito del progetto ATLAS presso il Large Hadron Collider, il più grande e potente acceleratore di particelle al mondo, al CERN di Ginevra. Questo lavoro è funzionale al trovare risposte alle domande fondamentali sulle origini dell’universo; tuttavia, la sempre maggiore intensità delle collisioni all’interno del LHC mette a dura prova le tradizionali tecniche di riconoscimento dei pattern, che richiederebbero una quantità economicamente insostenibile di risorse di calcolo. Grazie alla collaborazione con Lenovo, i ricercatori della UCL mirano ad applicare la Augmented Intelligence alla ricostruzione delle traiettorie delle particelle utilizzando i dati delle immagini fornite da ATLAS in maniera molto più efficiente che non con i metodi tradizionali. Questo approccio non solo ottimizza l’uso delle risorse di calcolo, ma aiuta la UCL ad avanzare la propria ricerca nella ricostruzione di eventi complessi. Prendendo in considerazione l’agricoltura, questa pesa per il 70% dell’utilizzo globale di acqua dolce e ci si aspetta che entro il 2050 sarà necessario attingere a un ulteriore 10% delle risorse idriche per sostenere l’aumento del fabbisogno alimentare di una popolazione globale in crescita. Con il ridursi della disponibilità di acqua dolce per uso agricolo, è di fondamentale importanza identificare le aree ad alto rischio di carenza idrica in modo da gestire le risorse esistenti e minimizzare gli effetti negativi sulla produzione alimentare, a vantaggio sia degli agricoltori, sia della società in generale. I ricercatori della North Carolina State University (NCSU), invece, in partnership con Lenovo, stanno raddoppiando gli sforzi in questa sfida globale. Utilizzando un processo di analisi geospaziale delle immagini, la NCSU ha applicato algoritmi di apprendimento approfondito nel riconoscimento di terreni agricoli, nell’identificazione delle coltivazioni, nel monitoraggio delle condizioni del terreno e nel calcolo del fabbisogno idrico paragonato alla disponibilità di risorse, in modo da mappare le aree siccitose. Le stesse tecniche di AI sono impiegate per aiutare gli agricoltori ad analizzare lo stato di salute delle coltivazioni e del terreno per gestire con efficienza le risorse idriche ed energetiche nell’irrigazione, migliorando la produttività e conservando al contempo risorse naturali limitate. Lenovo aiuta i clienti a scoprire come l’AI abiliti la digital transformation Partendo dall’investimento di 1,2 miliardi di dollari fatto da Lenovo in ricerca e sviluppo e iniziative legate all’AI, il Data Center Group di Lenovo ha inaugurato tre AI Innovation Center a Morrisville, (North Carolina, USA) Stoccarda e Pechino, con l’obiettivo di aiutare i clienti a scoprire come l’AI può risolvere le più importanti sfide di business e umanitarie. Più di 100 data scientist di Lenovo e sviluppatori specializzati in AI sono già al lavoro per progettare soluzioni basate su AI quali la scansione di immagini medicali volte a rilevare e classificare i tumori per assistere i medici nelle diagnosi. I clienti di Lenovo possono accedere agli Innovation Center da remoto e hanno l’opportunità di provare e affinare le applicazioni e i carichi di lavoro su diversi sistemi ottimizzati per le alte prestazioni. In aggiunta, possono riunire una variegata comunità di esperti tra partner analisti di dati e altri clienti, i quali possono condividere esperienze e conoscenze per risolvere insieme alcune delle maggiori sfide per l’umanità. Lenovo adotta per l’AI un approccio orientato al cliente Considerato il fatto che l’adozione dell’AI dipende in gran parte da conoscenze attualmente in via di sviluppo, Lenovo possiede le competenze per aiutare a portare a compimento i progetti dei clienti. La visione di Lenovo del percorso verso la Augmented Intelligence si articola in tre passaggi: Scoperta: aiutare i clienti a scoprire le potenzialità e i vantaggi dell’AI in un’ampia casistica d’uso Sviluppo: fornire hardware ottimizzato per l’AI e una scelta di infrastrutture AI per accelerare lo sviluppo delle applicazioni Installazione: installazione rapida