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Al via la settimana del Black Friday: oltre 15.000 offerte e grandi sconti

Il Black Friday di Amazon entra nel vivo con nuove offerte ogni giorno proposte ogni 5 minuti, a partire da oggi e fino a lunedì 27 novembre, giorno del Cyber Monday La grande attesa è terminata: inizia oggi la settimana del Black Friday di Amazon.it che metterà a disposizione dei clienti Amazon migliaia di offerte con sconti dal 20% al 40% a partire da oggi e fino al 24 novembre, giorno del Black Friday. Le offerte proseguiranno sabato e continueranno fino alla giornata di lunedì 27 novembre in occasione del Cyber Monday. I clienti possono cominciare ad acquistare a questo link. “Lo scorso anno, l’entusiasmo dei nostri clienti per la settimana del Black Friday, è stato semplicemente incredibile. Quest’anno abbiamo quindi deciso di riproporre 5 giorni di offerte. I clienti Amazon potranno così iniziare a fare acquisti di Natale approfittando di offerte vantaggiose su popolari prodotti di elettronica, capi moda e anche le eccellenze artigianali da parte dei nostri artigiani Made in Italy grazie al Marketplace di Amazon. Inoltre, grazie a Prime Now, i clienti Amazon Prime dell’area metropolitana di Milano avranno a disposizione offerte esclusive con consegna ultra-veloce in un’ora o in finestre di due ore” afferma François Nuyts, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es. Ecco un’anticipazione dei prodotti che saranno in offerta: Kenwood Chef Titanium Impastatrice Planetaria (lunedì 20) iLife A6 Nero aspirapolvere robot (lunedì 20) Orologio GPS, Touch Screen a colori Suunto Spartan Sport Wrist HR (martedì 21) Trivial Pursuit Hasbro  (martedì 21) Capsule Dolce Gusto di Yespresso (mercoledì 22) Ferro da stiro con Caldaia Silence Steam Extreme Rowenta (giovedì 23) Hisense H43N2105S TV LED Full HD 43″ (venerdì 24 – Black Friday) Seggiolino per auto Foppapedretti Isodinamyk (venerdì 24 – Black Friday) Inoltre, in questo periodo e fino al 31 dicembre, Amazon Music Unlimited è disponibile per i nuovi clienti al costo complessivo di 0,99 euro per 3 mesi, dando la possibilità di accedere a 50 milioni di brani, centinaia di playlist e radio personalizzate. L’abbonamento si rinnoverà mensilmente a 9,99 euro al mese. Le migliori offerte di oggi includono anche uno sconto di 30 euro sul Kindle Paperwhite, rendendo l’eReader più famoso di Amazon disponibile a soli 99,99 euro e il Fire Tablet HD 8 a 79,99 euro. Tutti i Dash Button, in esclusiva per i clienti Amazon Prime, saranno in offerta a 1,99 euro durante l’intera settimana, è previsto inoltre uno sconto di 4,99 euro sull’ordine effettuato al primo utilizzo. Per l’edizione 2017 del Black Friday, nella giornata di venerdì 24, Amazon vuole inoltre riservare una sorpresa in più per i clienti con le “Offerte Pazze”: prodotti che permettono di fare un regalo inatteso e simpatico, come il salame di Langhirano lungo 1 metro, oppure l’edizione speciale del “Box: Rocky, Creed” che contiene 7 DVD Blu-Ray e i pantaloncini ispirati al film. 11 consigli per sfruttare al meglio il Black Friday Per non perdere nessuna offerta su Amazon.it in occasione del Black Friday, ecco 11 suggerimenti per sfruttare al massimo la giornata dedicata agli sconti. Segnare la data sul calendario. È opportuno impostare un promemoria alla mezzanotte di venerdì 24 novembre in modo da essere pronti a iniziare lo shopping su www.amazon.it/blackfriday. Consigliamo, inoltre, di salvare la pagina nei propri preferiti Accesso anticipato con Amazon Prime. I clienti Amazon Prime  hanno accesso alle Offerte Lampo 30 minuti prima di tutti gli altri, beneficiando delle spedizioni illimitate in un giorno senza costi aggiuntivi su oltre un milione di articoli e con consegne gratuite in 2-3 giorni su altri milioni, così come della consegna in un’ora o in finestre di due ore su una selezione di promozioni con Prime Now nell’area di Milano. Per diventare clienti Amazon Prime visitare il sito www.amazon.it/prime e iscriversi ad Amazon Prime al costo annuale di 19,99 euro iniziando con il periodo di uso gratuito di 30 giorni. Acquista ovunque tu sia dall’app Amazon. I clienti Amazon.it potranno approfittare delle offerte del Black Friday e acquistare dai propri smartphone e tablet tramite l’app gratuita di Amazon, che consentirà loro di accedere facilmente agli sconti in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo si trovino. Acquista su Prime Now e ricevi gli ordini in una o due ore. I clienti Amazon Prime che vivono nelle aree metropolitane di Milano potranno anche godere quasi immediatamente degli acquisti del Black Friday effettuati tramite l’app Prime Now oppure dal sito primenow.amazon.it, grazie ad una selezione di centinaia di offerte, tra cui alcune esclusive, disponibili tramite questo servizio, che offre consegne gratuite in un’ora o in finestre di due ore. Dai più di un’occhiata. Oltre alle promozioni della giornata, che iniziano a mezzanotte e durano 24 ore, il Black Friday offre le Offerte Lampo, disponibili solo per un periodo limitato, aggiornate ogni 5 minuti e della durata massima di 6 ore. Segui le offerte che ti interessano. Le Offerte Lampo vengono svelate alcune ore prima della loro attivazione. Così, i clienti Amazon possono iniziare ad esplorare in anticipo i prodotti cui sono più interessati e scoprire quando l’offerta sarà attivata. Inoltre, nell’app di Amazon, la funzione chiamata “Segui l’offerta” avvisa i clienti sul proprio smartphone nel momento in cui comincia l’offerta del prodotto. Utilizza la Lista dei Desideri. Nel caso in cui tutte le unità di prodotto siano state prenotate momentaneamente dai clienti, è possibile approfittare della Lista dei Desideri che notifica il momento in cui il prodotto torna disponibile. Ma sii veloce: una volta aggiunti i prodotti al carrello, avrai 15 minuti per confermare l’acquisto. Controlla le informazioni sul tuo account Amazon.it. È opportuno controllare la scadenza della carta di credito e verificare che tutti gli indirizzi di consegna siano validi e corretti all’interno de “Il mio account” tramite l’opzione “Indirizzi”. In questo modo il cliente non perderà l’occasione di acquistare un articolo a un ottimo prezzo per colpa di una carta scaduta o del cambiamento all’ultimo minuto dell’indirizzo di consegna. Incarta il regalo. Per tutti coloro che intendono approfittare del Black Friday per comprare regali, Amazon offre la confezione regalo per la maggior parte dei prodotti

Arbor: IoT e attacchi informatici, il caso dello spreader Windows per la diffusione di Mirai

A cura di Ivan Straniero, Regional Manager, Southern & Eastern Europe di Arbor Networks Il numero di dispositivi IoT abilitati IP è aumentato sensibilmente negli ultimi anni e, secondo le previsioni di Gartner, raggiungerà la strabiliante quota di quasi 21 miliardi di unità nel 2020. Quasi tutti i dispositivi prodotti attualmente, inclusi gli apparecchi per uso domestico, gli impianti di illuminazione stradale, i parchimetri, i giocattoli e addirittura le automobili, includono qualche tipo di funzionalità IoT che ne consente il monitoraggio e/o la gestione tramite Internet. Sfortunatamente, a causa della capienza e funzionalità limitate di questi apparecchi e della sempre più diffusa tendenza a ridurre i costi, questi dispositivi sono generalmente poco sicuri e costituiscono un facile bersaglio per i criminali, che riescono a individuarli e inglobarli nelle loro botnet senza alcuna difficoltà. Per i pirati informatici, i dispositivi IoT connessi a Internet, come ad esempio le webcam e i videoregistratori digitali, rappresentano ormai uno strumento di prima scelta per sferrare gli attacchi DDoS, come dimostrano gli attacchi di alto profilo lanciati contro DYN, OVH e altre organizzazioni nel 2016/17. I produttori stanno lentamente iniziando a incrementare il livello di sicurezza dei dispositivi IoT connessi direttamente a Internet (il 5% circa della popolazione IoT, secondo le stime), ma il restante 95% degli apparecchi non sta ricevendo la stessa attenzione, trattandosi di dispositivi protetti dai firewall aziendali e quindi considerati al riparo dagli attacchi informatici. La sicurezza di questi dispositivi si è tuttavia rivelata fallace nel febbraio 2017. A febbraio 2017, ASERT e altri ricercatori di malware hanno individuato in circolazione un nuovo trojan basato su Windows contenente un codice di attacco IoT. La peculiarità di questo trojan è che, oltre a infettare i computer con sistema operativo Windows, riesce anche a identificare i dispositivi IoT vulnerabili e a infettarli con il codice botnet IoT Mirai. Ciò significa che, se collegati in rete all’interno dei firewall aziendali, i computer Windows infettati da questo trojan iniziano a cercare e infettare tutti i dispositivi IoT vulnerabili, aggirando barriere precedentemente ritenute sicure. Lavorando in questa maniera, i criminali informatici riescono a raggiungere il 95% dei dispositivi IoT precedentemente inaccessibili e possono sfruttarli per lanciare attacchi DDoS in uscita o devastanti attacchi DDoS interni contro le risorse interne vulnerabili, tra cui i data center e le infrastrutture delle reti WAN/LAN. Nella grande maggioranza dei casi, queste risorse NON sono protette contro gli attacchi DDoS originati dall’interno e sono quindi estremamente vulnerabili a questo tipo di minaccia. Nel 2017, è inoltre iniziato un processo di impollinazione incrociata tra i malware botnet DDoS e i ransomware di tipo tradizionale; i criminali informatici hanno infatti capito che gli attacchi DDoS sferrati contro le infrastrutture di rete possono avere conseguenze ben peggiori del contagio dei computer degli utenti finali. Affiancando questi due trend, risulta evidente che i pirati informatici potrebbero lanciare attacchi multi-fase di tipo ransom contro le grandi aziende, facendo leva su una miscela di attacchi DDoS esterni e attacchi DDoS originati internamente dai dispositivi IoT già presenti nelle reti colpite. Il trend della connettività, che ha condotto alla creazione di numerosi dispositivi collegati a Internet, ha indubbiamente apportato molti benefici alla società moderna a discapito però della sicurezza. Oggi i criminali informatici riescono infatti a impadronirsi facilmente di questi dispositivi per utilizzarli contro i rispettivi proprietari a scopo di lucro. Lo spreader basato su Windows per la diffusione del malware Mirai ha rivoluzionato lo scenario, offrendo la possibilità di infettare i dispositivi IoT delle grandi aziende e sfruttarli per attaccare le risorse vulnerabili ubicate all’interno dei perimetri aziendali. Ciononostante, le reti progettate e protette nel rispetto delle buone pratiche di sicurezza di rete, attraverso la segmentazione, il monitoraggio, la mitigazione DDoS e i dispositivi di sicurezza di tipo stateless, riescono comunque a rilevare e mitigare questi attacchi. Va però ricordato che è purtroppo quasi impossibile mettere in sicurezza una rete durante un attacco. Occorre quindi introdurre le misure di sicurezza preventivamente, prima che i dispositivi IoT si rivoltino contro i loro stessi proprietari. The post Arbor: IoT e attacchi informatici, il caso dello spreader Windows per la diffusione di Mirai appeared first on Data Manager Online.

BTicino è tra le aziende dove si lavora meglio in Italia

Importante riconoscimento per BTicino, capofila del Gruppo Legrand in Italia e specialista delle infrastrutture elettriche e digitali dell’edificio. Unica fra le società della Provincia di Varese, BTicino è stata nominata tra “Le Aziende Dove si Lavora Meglio in Italia 2018”. La classifica, realizzata dall’istituto internazionale ‘Statista’ e pubblicata nel numero di “Panorama” del 16 novembre, è il risultato di una ricerca che ha coinvolto oltre 2.000 aziende e 15.000 dipendenti, a cui è stato chiesto di valutare quanto fossero disposti a raccomandare la propria azienda e il proprio datore di lavoro ad altri e quale fosse la loro opinione rispetto ad altre aziende dello stesso settore. “Siamo molto fieri di questo riconoscimento, che è il risultato della testimonianza diretta dei nostri collaboratori.” dichiara Lucio Tubaro, Direttore Risorse Umane di BTicino. “Il senso di appartenenza e l’engagement del capitale umano sono il primo motore per dinamizzare un’azienda innovativa e votata alla crescita”. The post BTicino è tra le aziende dove si lavora meglio in Italia appeared first on Data Manager Online.

Indra premiata come fornitore più innovativo di Iberdrola nel Regno Unito

ScottishPower mette in evidenza l’innovativo programma di simulazione 3D creato da Indra per formare i professionisti responsabili della manutenzione dei generatori eolici ScottishPower, filiale di Iberdrola nel Regno Unito, ha eletto Indra, una delle principali società di consulenza e tecnologia, fornitore più innovativo dell’anno. Il progetto di innovazione che ha portato all’aggiudicazione del premio – al quale hanno partecipato tutti i fornitori di ScottishPower – è stato lo sviluppo di un simulatore, in fase di test, il cui obiettivo è la formazione del personale della società elettrica, per garantire l’adeguamento alle misure di sicurezza necessarie per l’esecuzione dei lavori di manutenzione delle turbine installate nelle sue centrali eoliche. Il software sviluppato cerca di rispondere alla necessità di formazione del personale di manutenzione, che deve rispettare protocolli di sicurezza molto esigenti, date le condizioni in cui si svolge il lavoro, in quanto le turbine eoliche possono raggiungere un’altezza che supera i duecento metri. Il realismo della soluzione proposta da Indra, basata sul motore grafico Unity – utilizzato per la creazione di videogiochi di ultima generazione – consente di replicare un vero e proprio ambiente di lavoro. In questo modo il tecnico di ScottishPower può interagire con tutti gli elementi del generatore, così come avrebbe fatto in un intervento reale. Oltre alla drastica riduzione dei costi di formazione (in quanto, in questo modo, il professionista non ha bisogno di spostarsi fisicamente verso il parco eolico per il training), è inoltre possibile impostare “missioni” simili a situazioni critiche che il professionista deve risolvere in tempo reale. Il progetto si inquadra nella decisa scommessa di Iberdrola e della sua filiale ScottishPower sull’innovazione e sulla sicurezza nell’ambiente lavorativo. L’uso di tecniche di apprendimento simili ai videogiochi consente di avere professionisti più motivati e disponibili ad essere messi alla prova per superare i livelli di formazione richiesti. Inoltre, il monitoraggio dei progressi del personale da parte dei responsabili è più facile ed efficiente, in quanto si possono effettuare follow-up personalizzati relativi allo sviluppo di competenze dei professionisti, in modo tale da adeguare il loro livello in base ai progressi raggiunti. Il progetto sviluppato per ScottishPower fa parte dell’ampia gamma di soluzioni e servizi offerti da Indra per il settore energetico, che comprendono la formazione digitale basata su tecnologie emergenti, quali la realtà virtuale e la realtà aumentata. Leader globale in simulazione Il progetto innovativo premiato dalla filiale di Iberdrola unisce la profonda conoscenza di Indra sul mercato energetico e le sue competenze nelle tecnologie di simulazione. Infatti, la società vanta un’ampia esperienza nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia di simulazione civile e militare. Ad esempio, i simulatori aerei di Indra sono riconosciuti a livello mondiale, come le soluzioni sviluppate per Boeing e Airbus. La società ha consegnato più di 200 simulatori a 51 clienti in 23 Paesi. The post Indra premiata come fornitore più innovativo di Iberdrola nel Regno Unito appeared first on Data Manager Online.

Komatsu migliora le estrazioni minerarie grazie alla piattaforma IoT di Cloudera per il settore industriale

L’azienda sceglie l’apprendimento automatico e la soluzione di analisi di Cloudera Cloudera annuncia che Komatsu, uno dei principali produttori mondiali di apparecchiature industriali, ha implementato una piattaforma di analisi di Industrial Internet of Things (IIoT) basata su cloud e alimentata da Cloudera Enterprise e Microsoft Azure. La piattaforma consente a Komatsu di aiutare i propri clienti a tenere sotto controllo le prestazioni di alcune delle più grandi attrezzature utilizzate per l’estrazione mineraria superficiale e sotterranea, migliorando la produttività e rendendo più efficiente la distribuzione di energia e di minerali in tutto il mondo. JoySmart di Komatsu è un servizio basato sull’IIoT che aiuta i clienti a ottimizzare le prestazioni delle macchine grazie all’analisi dei dati. La piattaforma JoySmart riceve ed elabora un grande quantità di dati che derivano dalle attrezzature minerarie che operano in tutto il mondo, spesso in luoghi remoti e in condizioni metereologiche difficili. I tipi di attrezzature monitorati comprendono, per esempio, sistemi di estrazione a parete, sistemi di estrazione continua, gru e ruspe. È possibile analizzare numerosi parametri come la pressione, le temperature, l’utilizzo di energia ed eventuali interruzioni di servizio. La soluzione è in grado di gestire anche i dati provenienti da applicazioni di terze parti. Una singola macchina fornisce migliaia di metriche e sino a 30.000-50.000 dati unici al minuto. “Con l’aumento dei clienti e del numero di macchine collegate, il flusso dei dati è cresciuto in modo esponenziale, arrivando fino a 30 terabyte al mese. Il sistema di analisi precedente limitava la nostra capacità di scalare, crescere e innovare”, ha dichiarato Anthony Reid, senior manager delle analisi di Komatsu. “Grazie a Cloudera siamo in grado di impostare analisi avanzate e utilizzare l’apprendimento automatico per potenziare l’area IIoT e per supportare al meglio i nostri clienti. Grazie a questa soluzione, per esempio, siamo stati in grado di raddoppiare l’utilizzo giornaliero del sistema di estrazione a parete lunga Joy”. “Grazie all’implementazione di Cloudera Enterprise su Microsoft Azure, i nostri team rendono visibile l’invisibile, realizzando analisi preziose per aiutare i clienti a ottimizzare il processo di estrazione e produttivo. Cloudera garantisce prestazioni veloci, sicurezza dei dati e assistenza ai tutti i clienti che hanno permesso ai nostri team di accedere ai dati generati dalle macchine e di collaborare con gruppi di utenti in tutto il mondo”, ha dichiarato Reid. I data scientist di Komatsu sono in grado di impostare modelli di apprendimento automatico per comprendere meglio il funzionamento delle macchine, fornire informazioni importanti ai clienti e supportare la progettazione delle nuove attrezzature per l’estrazione mineraria. Utilizzando componenti come Apache Kudu e Apache Spark, Komatsu è in grado di gestire in tempo reale l’apprendimento automatico e l’analisi di tutti i dati IoT. “Komatsu aveva necessità di una piattaforma dati in grado di gestire l’apprendimento automatico di nuova generazione e di fornire analisi avanzate in cloud: una soluzione scalabile in grado di aumentare la produttività delle macchine”, ha dichiarato Dave Shuman, IoT e manufacturing industry leader di Cloudera. “Komatsu è in grado di lavorare con grandi quantità di dati e aiutare i propri clienti a gestire la crescente domanda di maggiore produttività con costi operativi inferiori”. The post Komatsu migliora le estrazioni minerarie grazie alla piattaforma IoT di Cloudera per il settore industriale appeared first on Data Manager Online.

Siri sarà sempre a disposizione su iMac Pro

Arrivano conferme che sui nuovi iMac Pro sarà possibile attivare Siri tramite il comando “Hey Siri” Apple lancerà a dicembre i suoi iMac Pro per i professionisti ma a quanto pare l’azienda di Cupertino non ha svelato totalmente le caratteristiche. Alcuni esperti hanno infatti scoperto la presenza del chip A10 Fusion, lo stesso di iPhone 7, all’interno del PC. Quest’ultimo, secondo quanto affermano gli sviluppatori che hanno analizzato il pacchetto BridgeOS 2.0 a 9to5Mac, fungerà da co-processore per alcune funzioni di sicurezza ma soprattutto migliorerà l’accesso a Siri, che nel prossimo futuro diverrà molto più empatico rispetto ad oggi. L’utilizzo dell’A10 Fusion consentirà ad Apple di uniformare i sistemi di sicurezza di iOS e macOS rendendo il secondo maggiormente protetto. Questa tecnologia però consentirà anche di fornire supporto a Siri in modalità “always on”. Ciò significa che per accedere all’assistente personale sarà sufficiente utilizzare il comando vocale “Hey Siri” senza quindi il bisogno di cliccare alcun tasto fisico. E’ inoltre probabile che l’operazione potrà avvenire anche quando iMac Pro è spento. La conferma dell’indiscrezione è arrivata su Twitter con i primi screenshot che ne mostrano l’interfaccia. Confirmed: “Hey, Siri” is coming to the Mac pic.twitter.com/Dw9bRAzbxD — Guilherme Rambo (@_inside) 18 novembre 2017 Se il chip A10 Fusion si dimostrerà particolarmente efficace nell’implementare il livello di sicurezza dei prodotti desktop, è inoltre probabile che Apple lo integrerà anche nei modelli di prossima uscita e in particolare in quelli della linea Macbook Pro. Per avere la conferma che il processore pensato per il mobile sia stato effettivamente integrato su PC non resterà che attendere la fine dell’anno. The post Siri sarà sempre a disposizione su iMac Pro appeared first on Data Manager Online.

FireEye scopre un gruppo di attivisti filo turchi che hanno disattivato siti internet governativi belgi

FireEye ha pubblicato nuove informazioni su due siti internet disattivati da parte degli attivisti filo turchi. FireEye ritiene che Aslan Neferler Tim (ANT), il gruppo dietro i recenti attacchi in Olanda e Danimarca, sia il responsabile. Gli attacchi DDoS (denial-of-service) sono stati lanciati il 28 ottobre contro i siti web del Ministero della Difesa Belga (mil.be) e il 31 ottobre nella città di Anversa (antwerpen.be). Entrambi i siti web sono stati inaccessibili per diverse ore dopo gli attacchi. Gli analisti di FireEye ritengono probabile che l’attacco sia stata una reazione ai recenti disordini del 27-29 ottobre, iniziati dopo che un autobus dei sostenitori del Kurdistan Workers’ Party (PKK) scortato dalla polizia di Anversa passò attraverso un quartiere turco della città, provocando disordini tra i residenti. Esistono tensioni tra le due parti, dato che sia la Turchia che il PKK sono attualmente coinvolti in un conflitto armato. ANT ha pubblicato messaggi sulla propria pagina Facebook in seguito ai disordini, rivendicando la responsabilità degli attacchi DDoS e accusando il governo belga di sostenere il PKK. John Hultquist, Director of Cyber Intelligence Analysis di FireEye ha dichiarato: “Questa attività è coerente con ciò che abbiamo visto da ANT in passato, sia in termini di tecniche utilizzate che di obiettivi. Sembra che sia la prima volta che il gruppo abbia attaccato il Belgio, ma la cosa non dovrebbe sorprendere considerato il modo in cui le altre autorità europee sono state prese di mira dopo essere state coinvolte in quello che avrebbe potuto essere percepito come un affronto al nazionalismo turco. È facile classificare attacchi DDos come questi come molestie, ma spesso si tratta di eventi che precedono operazioni più complesse, come trafugamenti mirati di dati o attacchi distruttivi”. Gli analisti di FireEye ritengono che l’attenzione del gruppo sul governo belga sia probabilmente finita per ora. Questa valutazione si basa sulle informazioni provenienti da precedenti campagne ANT, dalle quali risulta che raramente durano più di qualche giorno ogni volta. The post FireEye scopre un gruppo di attivisti filo turchi che hanno disattivato siti internet governativi belgi appeared first on Data Manager Online.

G2 Startups Innovation Partner di IOTHINGS Rome

G2 conduce l’evento speciale #ICB INNOVATION COFFEE BREAK sul tema 5G & business: visioni, opportunità, esperienze Prosegue per G2 Startups il tour autunnale ai principali eventi che guardano all’innovazione, alle tecnologie emergenti, alla trasformazione digitale. Dopo la Smart Mobility World di Torino, l’acceleratore di imprese e startup questa volta è impegnato in IOTHINGS Rome, edizione autunnale di IOTHINGS, salone dedicato all’IoT e alla Digital Transformation of Things che si svolge in primavera a Milano. G2 è presente in veste ufficiale di Innovation Partner che per l’azienda significa portare un valore aggiunto al pubblico. La scelta che differenzia G2 è condividere i contenuti con una modalità anch’essa innovativa, un format proprietario ormai noto negli ambiti ove si parli di innovazione aperta: #ICB Innovation Coffee Break. Segnalato tra le sessioni “da non mancare” #ICB è previsto per mercoledì 21 novembre alle ore 11 nella sala Q. Titolo “5G & Business: Visioni, opportunità ed Esperienze”. A guidare l’intervento è Roberta Gilardi – CEO e Partner di G2-Startups– che in un clima di scambio e confronto lancerà alcuni input: “Quando saremo davvero 5G non solo pronti ma diffusi? Quali cambiamenti – eventuali – delle infrastrutture? Quali caratteristiche abilitanti di nuovi modelli di business ed ecosistemi?” Il format #ICB per definizione vede l’apporto di esperienze dirette dal campo; testimonial di #ICB è Francesco Mazzola, CEO di T.net Italia, partner di infrastruttura e innovazione per organizzazioni e imprese. The post G2 Startups Innovation Partner di IOTHINGS Rome appeared first on Data Manager Online.

Linux, un OS da supercomputer

Il sistema operativo open source ora è su tutte le prime macchine più potenti al mondo stando alla classifica TOP500 Supercomputer Ci sono voluti 19 anni ma alla fine il pinguino ce l’ha fatta. Secondo la lista TOP500 Supercomputer, Linux è il sistema operativo presente su tutti i 500 computer più potenti al mondo, un primato che è più di un record. Si tratta di una novità assoluta per una piattaforma che comunque deteneva la stragrande maggioranza dei terminali presenti, essendosi fermata a 498 solo lo scorso giugno. In questi mesi, anche le ultime due macchine hanno svoltato su Linux, donando all’OS open source una soddisfazione non da poco. Si tratta di una coppia di IBM Power presenti in Cina, che montavano in precedenza AIX e che adesso ospitano una distribuzione ad-hoc. Sempre la TOP500 spiega come sia proprio la Cina il paese che guida la sezione delle nazioni con più supercomputer con 202 esemplari totali, qualcuno in più della seconda piazza occupata dagli Stati Uniti che vanta 144 dispositivi. Anni di aggiornamenti La nascita della classifica TOP500 risale al 1993, quando Linux era solo una piccola parte di quello che è oggi, una piattaforma primaria anche a livello industriale e non solo per sviluppatori e smanettoni. Non è un caso se la prima comparsa dell’OS nel ranking è avvenuta a cinque anni dalla nascita, nel 1998, con un consolidamento molto veloce che, nel 2004, ha portato il progetto a prendersi la leadership come software principale tra quelli montati sui computer inseriti nella lista. Fino a quel momento, a farla da padrone era stato Unix, che evidentemente con Linux condivide un po’ di storia, almeno dal punto di vista tecnico. Una delle novità più notevoli del sistema operativo, in ambito super-macchine è la possibilità di usare l’Heterogeneous Memory Management (HMM), che permette alla GPU e alla CPU di accedere a spazio aggiuntivo di processo, un tipo di accelerazione che sposta più in là i limiti odierni delle tecnologie più potenti al mondo. The post Linux, un OS da supercomputer appeared first on Data Manager Online.