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Londra ancora più connessa: tra le prime in Europa con il 4G sottoterra

La famosa metropolitana della City beneficerà della connessione veloce lungo una parte del suo tragitto grazie ai lavori da ultimare entro il 2019 Se spesso ci lamentiamo dello scarso segnale mobile nelle città, pensiamo a cosa succede quando con i mezzi pubblici attraversiamo gallerie e lunghe zone d’ombra. Uno svantaggio comunicativo che Londra vuole eliminare per sempre, integrando nella sua famosa Tube, la metropolitana, lunghi cavi in grado di sparare sottoterra il segnale 4G preso dalle torri in superficie. Fautrice del progetto è la Transport for London, agenzia che gestisce il traffico pubblico della City europea (ancora per poco). Stando ai piani, entro il 2019 diverse miglia tra le stazioni principali avranno la connessione veloce tramite vari operatori. Gia la scorsa estate, TFL aveva attuato un trial temporaneo, per verificare la fattibilità dell’operazione che, dopo alcune settimane, sembra essere andata anche oltre le aspettative. Sempre connessi “Il successo della sperimentazione prova che siamo in grado di colmare una lacuna globalmente riconosciuta – spiegano dalla società di trasporti di Londra – quella che oggi non permette alle persone di sfruttare il 4G in metropolitana e sui treni. Si tratta di una notizia che farà contenti i milioni di pendolari e turisti ma anche le strategie di business degli operatori, che così potranno generare contenuti ovunque”. Allo stato attuale, il progetto vede la collaborazione di O2, H3G, EE e Vodafone anche se TFL è alla ricerca di un unico soggetto interlocutore che possa portare il 4G lungo tutta l’immensa linea della metro, la più grande in Europa e tra le più grandi al mondo. Nonostante l’obiettivo 2019, già il prossimo anno si dovrebbero vedere i primi risultati sulle tratte servite, in attesa di aggiornare il tutto (molto più in là) sullo standard 5G. Allora sarà vera rivoluzione. The post Londra ancora più connessa: tra le prime in Europa con il 4G sottoterra appeared first on Data Manager Online.

McAfee annuncia l’acquisizione di Skyhigh Networks

McAfee e Skyhigh Networks hanno siglato un accordo definitivo per la fusione delle due società McAfee e Skyhigh Networks hanno annunciato un accordo definitivo per la fusione delle due società, che si concretizzerà nell’acquisizione di Skyhigh Networks da parte di McAfee per un importo non divulgato. L’annuncio arriva meno di otto mesi dopo l’affermazione di McAfee come una delle aziende focalizzate sulla sola security leader a livello globale, con la vocazione di essere il partner preferito dei clienti per la sicurezza informatica. Skyhigh Networks e McAfee completeranno a vicenda il rispettivo portafoglio d’offerta e la missione aziendale, consentendo ai clienti di modernizzare i loro ambienti di cybersecurity e proteggere la loro più preziosa risorsa – i dati – mentre si spostano sul cloud. Una volta completata la fusione con Skyhigh, McAfee rafforzerà la propria posizione di leadership quale fornitore in grado di fornire l’architettura di cybersecurity del futuro, con endpoint e cloud identificati quali punti critici di controllo, collegati dal Centro Operativo di Sicurezza (SOC), suffragati dall’intelligence delle minacce, analisi e orchestrazione abilitati da un ecosistema aperto. Rajiv Gupta, CEO di Skyhigh Networks, entrerà nel gruppo dirigente di McAfee, sotto la guida del CEO Chris Young, per gestire la nuova business unit cloud di McAfee. L’attuale struttura organizzativa di Skyhigh rimarrà generalmente intatta, garantendo continuità a clienti e partner. Allo stesso tempo, Skyhigh beneficerà della dimensione globale di McAfee e delle integrazioni con l’ampio e completo portafoglio prodotti di McAfee per una protezione dei clienti ancora più approfondita. “Skyhigh Networks ha avuto la lungimiranza di rendersi conto cinque anni fa che la cybersecurity per gli ambienti cloud non poteva essere un impedimento né un ripensamento a seguito dell’adozione del cloud”, ha dichiarato Chris Young, Ceo di McAfee. “Sono stati i pionieri di una tipologia di prodotti completamente nuova chiamata cloud access security broker (CASB) che gli analisti delineano come una delle aree in più rapida crescita negli investimenti per la sicurezza informatica degli ultimi cinque anni – una categoria in cui Skyhigh continua a innovare e guidare. La leadership di Skyhigh nella sicurezza cloud, unita con la solidità del portafoglio di sicurezza di McAfee, distinguerà l’azienda nell’impegno verso le aziende, per supportarle nel raggiungere il loro pieno potenziale, senza ostacoli e in modo sicuro”. Il portafoglio innovativo di Skyhigh Networks offre visibilità completa su contenuti, contesto e attività degli utenti in tutti gli ambienti SaaS, PaaS e IaaS; la società, inoltre, è leader nel mercato dei controlli avanzati e dell’automazione per la correzione delle violazioni delle policy nei servizi cloud; sfrutta la scienza dei dati e gli effetti sulla rete di miliardi di eventi per identificare e bloccare le minacce; applica protezione ai dati che persiste nel cloud o al di fuori del cloud e fornisce una piattaforma estensibile che consente ai cloud provider di abilitare i controlli Skyhigh sulle proprie applicazioni SaaS e alle imprese di abilitare i controlli per le applicazioni personalizzate sviluppate in-house. “L’ingresso in McAfee rappresenta un passo in avanti verso la realizzazione della visione di Skyhigh Networks di rendere il cloud non solo un ambiente semplicemente sicuro, ma di renderlo l’ambiente più sicuro per il business”, ha aggiunto Rajiv Gupta, CEO di Skyhigh. “McAfee ci offre la portata globale che ci consentirà di accelerare ulteriormente la crescita di Skyhigh, e l’integrazione con McAfee fornirà tecnologie e soluzioni leader nel campo della sicurezza cloud ed endpoint – le categorie di sicurezza che Skyhigh e McAfee hanno contribuito a creare, oltre che i due punti di controllo architetturale per la sicurezza aziendale”. A proposito dell’acquisizione i due CEO, Chris Young e Rajiv Gupta hanno pubblicato due lettere aperte indirizzate ai propri stakeholder aziendali fornendo ulteriori prove della moltiplicazione del valore che deriverà dall’unione delle due società al termine della transazione, prevista immediatamente dopo aver completato alcune approvazioni normative e aver soddisfatto le consuete condizioni di chiusura. The post McAfee annuncia l’acquisizione di Skyhigh Networks appeared first on Data Manager Online.

Cancro, scoperti interruttori molecolari in grado di rallentarlo

Uno studio ha individuato come imbrogliare le cellule cancerose Se spegnere del tutto il cancro è un traguardo a cui la scienza non è ancora arrivata, oggi un team di ricercatori di Milano e Pavia ha scoperto il modo di rallentarne l’avanzata, individuando degli interruttori molecolari capaci di bloccare il processo di riparazione e proliferazione. Il lavoro condotto da alcuni ricercatori dell’Istituto Firc di Oncologia Molecolare (IFOM) di Milano e dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Pavia, rappresenta un importante passo avanti verso la realizzazione di terapie mirate. Cellule sane vs cellule malate Le nostre cellule sane differiscono da quelle malate perché queste ultime non hanno un DNA altrettanto solido, ma possiedono un genoma molto più predisposto alle mutazioni. Se ci sono anomalie a livello genetico, vengono inviati specifici segnali di allarme attraverso l’ausilio di molecole di RNA, che hanno il compito di attivare appositi meccanismi cellulari di riparazione, come ha spiegato il coordinatore dello studio Fabrizio d’Adda di Fagagna, biologo specializzato nello studio dei processi di invecchiamento. Bloccare il DNA Il team di d’Adda di Fagagna ha creato in laboratorio alcune molecole quasi uguali a quelle di RNA che le cellule malate usano per inviare l’allarme, ma con un funzionamento diverso: invece che ripararlo, bloccano il DNA per evitare la crescita del cancro. «In questo modo si impedisce la segnalazione e la riparazione della lesione solo in punti precisi del genoma: la cellula tumorale resta danneggiata e di conseguenza non può più sopravvivere e proliferare». I ricercatori parlano già di realizzare terapie personalizzate utilizzando una serie di interruttori molecolari, ma la ricerca è ancora in una fase iniziale. The post Cancro, scoperti interruttori molecolari in grado di rallentarlo appeared first on Data Manager Online.

Colt, al via il rilascio dei nuovi servizi di connettività on-demand

Già disponibili su Milano e Torino, entro la fine dell’anno arriveranno anche nella capitale «Colt ha cambiato pelle negli ultimi tre anni» afferma Mimmo Zappi, Country Manager per l’Italia e Sales Director Southern Europe di Colt. Una metamorfosi iniziata dopo la breve parentesi nel cloud, con l’uscita dall’ibrido (IT services, legacy hosting, asset sales, storage, ecc). «Animati da una visione, quella di specializzarsi nel settore delle TLC puntando a dare un servizio di eccellenza e qualità al cliente finale». Una decisione coraggiosa. Dalla quale ripartire per voltare pagina. «A un certo punto la competizione stava diventando con vendor che avevano fatto il percorso inverso» osserva Zappi. «Colt ha 25 data center di proprietà. Siamo esperti della parte infrastrutturale ed è lì che vogliamo stare». L’habitat naturale visto che proprio dalla fornitura di servizi di connettività al cuore finanziario di Londra ha origine la società, oggi detenuta al 100 percento da Fidelity Investments, il fondo controllato dalla omonima famiglia, tuttora proprietaria dell’azienda. «Naturalmente il problema principale era una profittabilità insoddisfacente» riconosce Zappi. «Perciò abbiamo proceduto alla cessione di ramo d’azienda, per ritornare alla telefonia e presidiare in modo affidabile e performante le richieste del mercato. Guidate da trend legati a big data, IoT, affamati di banda larga» argomenta Zappi. Nuovi investimenti infrastrutturali La decisione di abbandonare il cloud ha portato in dote 500 milioni di euro pronti per essere investiti. «Per sposare il concetto di fluidità della rete. Renderla cioè più scalabile, flessibile e performante possibile. Introducendo nel mondo delle TLC i concetti di pay per use e real time provisioning» afferma Zappi. Un processo che porterà al rilascio di nuovi servizi on-demand, già disponibili su Milano e Torino, ed entro la fine dell’anno anche a Roma. Per poi estendersi ancora. «Il cliente può acquistare servizi di connettività, pagando un canone sulla base del consumo effettivo. L’apertura del circuito trasmissivo si attiva direttamente dal proprio device mobile». Con la stessa rapidità e flessibilità con cui si accede a un collegamento con un cloud provider, al quale tipicamente si paga on demand l’infrastruttura di rete. «Siamo i primi a proporre il servizio con questa modalità. Un contratto con un unico livello di servizio. Un’offerta unica nel settore. Con circuiti fino a un gigabit. E dalla fine del prossimo anno sino a 10 gigabit» afferma Andrea Deli, Sales Director Continental Europe Capital Market Colt. Mercato italiano Una proposition dalla quale Colt si attende molto. «Il mercato italiano rappresenta una sfida e una opportunità. Sia per la presenza di grandi aziende e multinazionali. Magari già nostre clienti. Sia di medie realtà – 3500 le aziende italiane con più di 250 dipendenti – alle quali Colt guarda con molto interesse. In Italia sviluppiamo circa il 10% del fatturato globale. Un mercato che è tornato a vivere una situazione di fermento e forte ottimismo» afferma Zappi. Go to market: tre linee di business No consumer e no soho. Solo aziende medio-grandi e small alto (da 100 dipendenti a salire). «Una delle tre linee di business assieme al capital market e al mercato wholesale, – quello dei carrier per intenderci, con  Orange, Telecom e AT&T competitor più o meno diretti a seconda della country – del nostro go to market» conferma Deli. Con gli occhi puntati sull’ASIA e al mercato indiano, all’est europeo, mercati in continua espansione. «Terza direttrice gli USA, dove l’intenzione non è quella di competere con i carrier locali ma di collegare altri 15 data center strategici per il mercato internazionale» conclude Zappi. The post Colt, al via il rilascio dei nuovi servizi di connettività on-demand appeared first on Data Manager Online.