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Windows 10 gira su oltre 600 milioni di dispositivi

Satya Nadella ha divulgato i numeri di adozione del più recente sistema operativo della casa: il record sarà raggiunto nel 2020 Alla fine, il sistema operativo unico da aggiornare periodicamente sta dando i suoi frutti. Stando alle ultime dichiarazioni rilasciate da Satya Nadella durante l’incontro annuale con gli investitori, l’OS di Redmond ha raggiunto quota 600 milioni di dispositivi in tutto il mondo tra computer, tablet e (proprio così) smartphone. Si tratta di un rato di adozione non così veloce ma nemmeno lentissimo, tanto da piazzarsi nella media della concorrenza con una differenza fondamentale: non avendo davanti a sé generazioni di software con nomi diversi, nei prossimi anni si parlerà praticamente solo di Windows 10 e non più di 7, 8 e precedenti, distinguendo esclusivamente le big release. Insomma si tratta di quello che da un bel po’ di tempo succede con macOS, di cui in pochi ricordano il numero di riferimento basandosi solo sui titoli più commerciali (oggi siamo alla 13, High Sierra). Obiettivo 2020 In realtà, le stime fatte da Microsoft al lancio di 10 erano ben diverse. La compagnia era convinta di poter abbattere il muro dei 2 miliardi di device con Windows 10 entro tre anni e invece c’è stato bisogno di una retromarcia concreta. Ora pare che il fatidico traguardo sarà raggiunto entro il 2020, ipotizzando una percentuale di adozione in linea con quella attuale. Si tratta comunque di un record, tanto che il vecchio Windows 8, per quanto ne sappiamo, è andato poco oltre i 200 milioni, cifra dopo la quale Microsoft ha smesso di contare, o meglio, non ha più comunicato numeri aggiornati. Tutto diverso da Windows 10, pompato alla pubblicazione e promosso come primo upgrade gratuito per ch proveniva da 7 o 8.1. Inoltre, particolare da non sottovalutare, con l’ultima release anche la Xbox One è entrata a far parte della cerchia dei dispositivi con il più recente OS, tanto da comparire nelle chart di Redmond insieme ad altri intrusi come gli HoloLens e il Surface Hub. The post Windows 10 gira su oltre 600 milioni di dispositivi appeared first on Data Manager Online.

Samsung leggerà la mano per non dimenticare più la password

Samsung ha brevettato un nuovo sensore in grado di leggere le linee della mano per aiutare l’utente a ricordare la password per sbloccare lo smartphone Samsung utilizza vari sistemi di autenticazione che comprendono la classiche password alfanumeriche, scanner dell’iride e il riconoscimento facciale. In futuro si vocifera che anche l’azienda coreana integrerà una tecnologia molto simile al Face ID di Apple. Per il colosso asiatico la sicurezza non sembra essere mai troppa dopo il disastro di Galaxy Note 7. In questi giorni ha infatti depositato nel suo Paese di origine il brevetto per un sensore in grado di leggere la mano esattamente come le chiromanti solo che invece del futuro ci verrà mostrata la nostra password. Nonostante esistano sistemi di autenticazione più efficiente, la maggior parte degli utenti continuano a preferire le chiavi d’accesso composte da numeri e lettere. Di solito inoltre vengono adottate sequenze facilmente aggirabili da parte di hacker o terzi malintenzionati. Il brevetto di Samsung, che ha realizzato nuove batterie al litio in grado di ricaricarsi con una rapidità mai vista prima, servirà semplicemente a supportare la memoria dell’utente e non andrà a sostituire le altre tecnologie per la sicurezza. Una volta effettuata una prima scansione del palmo della mano, il sistema confronterà le linee (o pliche) salvate con quelle analizzate dalla fotocamera posteriore al momento di un secondo tentativo di accesso. All’interno del reticolo di pieghe saranno presenti dei suggerimenti con cui aiutarsi a ricordare l’esatta sequenza di numeri e lettere necessaria a sbloccare il dispositivo. Trattandosi di un brevetto non c’è la certezza che Samsung introdurrà mai questa tecnologia nei suoi prodotti. Per gli smartphone di fascia alta come Galaxy S9 è molto più probabile sceglierà il riconoscimento facciale 3D come ha fatto Apple con iPhone X. The post Samsung leggerà la mano per non dimenticare più la password appeared first on Data Manager Online.

Avanade patrocina il MIT per offrire visione ed esperienza ai propri clienti

L’investimento pluriennale consentirà alle aziende di sostenere i lavoratori digitali e accelerarne l’inserimento nel mondo emergente dell’AI-first Poiché l’emergere dell’intelligenza artificiale (AI) e di altre tecnologie innovative portano ad un rimodellamento della forza lavoro, Avanade patrocina il Massachusetts Institute of Technology Center for Information Systems Research (MIT CISR) per aiutare le organizzazioni ad essere più veloci nello sviluppare competenze per affrontare il futuro. Recenti ricerche evidenziano che, al di là della trasformazione digitale prevalentemente basata sulla customer experience, esiste un imperativo immediato per le organizzazioni: quello di dare priorità anche alla digital employee experience – e iniziare a porre il lavoratore digitale al centro delle loro strategie di crescita per affrontare l’emergente mondo AI-first. Un’indagine globale sui dirigenti aziendali effettuata da Avanade ha scoperto che implementare le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale, per aumentare il potenziale produttivo dei lavoratori, sarà fondamentale per le aziende che vogliono rimanere rilevanti nei loro mercati oltre il 2020. Quale sostenitrice del MIT CISR a livello globale, Avanade supporterà i propri clienti nell’essere più innovativi e nel preparare i lavoratori digitali al cambiamento del proprio ambiente di lavoro, fornendo un accesso privilegiato alla ricerca e alle risorse del centro, come parte del servizio di advisory di Avanade e dei servizi di innovazione digitale. Leader riconosciuto a livello mondiale nel digital workplace, Avanade contribuirà inoltre alla ricerca e ai casi di studio del MIT CISR relativi a trasformazioni digitali di successo e strategie di employee experience che le grandi aziende potranno implementare per mantenere un vantaggio competitivo ed evitare effetti dirompenti. “La trasformazione digitale richiede un approccio a 360 gradi, perché per essere digitale esternamente devi necessariamente esserlo anche internamente”, afferma Adam Warby, CEO di Avanade. “L’intelligenza artificiale guidata dai dati e altre tecnologie avanzate stanno cambiando consistentemente il modo con il quale tutti noi lavoriamo. Aderire al MIT CISR consentirà ad Avanade di offrire idee innovative e vantaggi ai nostri clienti rispetto ai competitor, in modo che si posizionino fermamente nella differenziazione del digital workplace e guidino come innovatori”. Avanade ha lavorato con centinaia di clienti in tutto il mondo, supportandoli nello sviluppo di strategie innovative e implementando strumenti digitali e processi che ottimizzano sia l’employee experience sia la customer experience, tra cui Airbus, Delta, Henkel, GroupM e Williams Martini Racing. L’esperienza di Avanade nella trasformazione digitale e nell’innovazione incentrata sull’essere umano si allinea strettamente con le aree di ricerca del MIT CISR, in particolare con il digital business design, con l’ employee experience, i dati e l’analisi e il calcolo cognitivo. “La ricerca del MIT CISR dimostra che le grandi aziende posizionate nel primo quartile dell’employee experience sono due volte più innovative e per il 25% più redditizie di quelle posizionate nel quarto quartile”, dichiara Peter Weill, MIT CISR Chairman e Senior Research Scientist. “Il Center for lnformation Systems Research del MIT Sloan School of Management accoglie con piacere Avanade in qualità di patrocinatore della ricerca”. The post Avanade patrocina il MIT per offrire visione ed esperienza ai propri clienti appeared first on Data Manager Online.

Google affronta una class action per violazione della privacy nel Regno Unito

Un gruppo di utenti ha denunciato Google per aver aggirato i sistemi di sicurezza di iPhone violando la privacy di oltre 5,4 milioni di cittadini britannici A seguito dello scandalo Datagate, l’opinione pubblica è diventata molto più sensibile al tema della privacy online e in molte occasioni aziende come Google o Facebook vengono chiamate in causa perchè non garantiscono il giusto livello di protezione per i dati personali volontariamente forniti dagli utenti. Qualche tempo fa il CEO di Apple, Tim Cook, le aveva pubblicamente attaccate su questo argomento. Nel Regno Unito il gruppo “Google You Owe Us” guidato da Richard Lloyd ha depositato una class action contro il colosso di Mountain View accusandolo di aver raccolto illegalmente informazioni sui propri clienti. Big G avrebbe aggirato le impostazioni sulla privacy di iPhone per ottenere dati sugli utenti sfruttando la sua posizione di browser predefinito di Safari. L’attività illecita sarebbe durata da giugno 2011 a febbraio 2012 e pare abbia coinvolto ben 5,4 milioni di cittadini del Regno Unito. “Attraverso questa azione, invieremo un messaggio forte a Google e ad altri giganti della tecnologia nella Silicon Valley – ha dichiarato Lloyd – non temiamo di reagire se le nostre leggi vengono infrante”. Google, che ha reso disponibile un software per avere sempre sotto controllo il traffico Internet su smartphone, non sembra comunque particolarmente preoccupata. Un suo portavoce attraverso le pagine del The Guardian ha affermato che l’azienda ha affrontato casi simili in passato e che è anche sempre stata scagionata dalle accuse. Proprio in questi giorni è emerso che Android è in grado di seguire i movimenti degli utenti senza sfruttare il GPS e quasi tutte le app presenti su Google Play ci tracciano a nostra insaputa. Anche Deepmind, azienda acquisita da Big G e specializzata nella ricerca sull’intelligenza artificiale, è stata accusata di violare la privacy. The post Google affronta una class action per violazione della privacy nel Regno Unito appeared first on Data Manager Online.

Armor-Lux sceglie Lectra Fashion PLM 4.0

Il famoso brand francese si affida a Lectra per velocizzare lo sviluppo prodotto e proteggere i dati scambiati Lectra è lieta di annunciare che l’azienda francese di ready-to-wear Armor-Lux ha scelto Lectra Fashion PLM 4.0, la nuova piattaforma per la gestione del ciclo di vita delle collezioni sviluppata da Lectra, per rendere più rapido e affidabile lo scambio di dati tra i team di sviluppo prodotto e i subappaltatori. Fondata nel 1938 e cliente storica di Lectra da oltre 25 anni, Armor-Lux è un noto brand di abbigliamento per uomo, donna e bambino dai caratteristici montgomery, maglie in stile marinaro e impermeabili ispirati alla tradizione marittima francese e alla Bretagna. In Francia è inoltre l’azienda leader del crescente segmento dell’abbigliamento professionale e vanta clienti di spessore quali La Poste, SNCF, Carrefour, Eiffage, RATP e l’esercito francese. Il gruppo multibrand, vero e proprio emblema del “Made in France”, impiega attualmente 550 persone. Armor-Lux è un’impresa integrata verticalmente che si occupa di tutti i passaggi dalla tessitura alla distribuzione; conta tre siti di produzione e una rete di 60 negozi diretti e affiliati. L’ufficio progettazione dell’azienda affida a un team di sviluppo prototipi e prodotti la creazione di 1.500 nuovi modelli all’anno. Attualmente la priorità di Armor-Lux è migliorare l’efficienza garantendo l’integrità dei dati. Ora, grazie a Lectra Fashion PLM 4.0 con soluzioni CAD integrate di Lectra, i team di Armor-Lux possono collaborare con maggior flessibilità, scambiandosi informazioni in tempo reale e fornendo ai subappaltatori una documentazione tecnica impeccabile. “La nostra scelta è caduta naturalmente su Lectra, con cui nel corso degli anni abbiamo instaurato uno stretto rapporto di fiducia. Il nostro ufficio progettazione utilizza da anni i software Lectra, mentre le soluzioni Lectra di taglio automatico per tessuti sono ormai da tempo lo strumento impiegato nelle nostre sale taglio. Lectra Fashion PLM 4.0 viene ora a potenziare la digitalizzazione dei nostri processi. Il DNA di Lectra, fiore all’occhiello del ‘Made in France’, rispecchia i nostri stessi valori, ovvero qualità, innovazione ed etica”, spiega Michel Gueguen, direttore generale di Armor-Lux. “Siamo entusiasti di poter accompagnare una tale icona del fashion francese in questa nuova tappa del suo sviluppo digitale. Con Lectra Fashion PLM 4.0 Armor-Lux riceverà tutti i benefici di una piattaforma modulare perfettamente adattata alle necessità sempre nuove degli utenti”, commenta Karen Elalouf, direttrice generale di Lectra France. The post Armor-Lux sceglie Lectra Fashion PLM 4.0 appeared first on Data Manager Online.

Var Group acquisisce il 65% di Var ITT

Nasce un laboratorio per lo sviluppo di servizi di monitoraggio proattivo che permettono alle aziende di adottare il modello di Industria 4.0 Var Group, partner per l’innovazione delle imprese, dopo oltre 10 anni di collaborazione, acquisisce il 65% di Var ITT, società specializzata nei servizi di monitoraggio predittivo ICT e distributore esclusivo per l’Italia della soluzione Sherlogic di XAutomata Technology Gmbh. Si crea così un centro di competenza, dedicato allo sviluppo di servizi di Monitoring 4.0, che sfrutta l’integrazione con l’offerta della BU Managed & Security Services e della divisione R&D di Var Group, per proporre soluzioni di monitoraggio proattivo integrate con algoritmi machine learning e cognitive. Il nuovo laboratorio è composto da 45 risorse e rappresenta la sintesi delle competenze di Var ITT nella gestione di infrastrutture di imprese di grandi dimensioni, di competenze sulla piattaforma Sherlogic e dell’offerta globale di Var Group che sostiene le aziende nel processo di adozione dei modelli tipici dell’Industria 4.0. Il tema del monitoraggio predittivo rappresenta una proposta strategica per la continuità del business delle imprese che utilizzano le risorse informatiche in modo intensivo nella propria attività, come anche pubblicato dal Centro Studi di Confindustria l’8 novembre 2017 nel report: “Innovazione: gli Effetti sul lavoro e le performance delle imprese”. Questo approccio consente di estrarre informazioni dai dati che l’impresa ha già ma non utilizza e di applicare sensori a macchinari esistenti allo scopo di connetterli tra loro, per prolungarne la vita, aumentare la produttività e rilevare in tempo reale alert che alimentano modelli digitali con i quali si può prevedere la rottura di un determinato componente. Grazie a Sherlogic è possibile far convergere tecnologie diverse: sensoristica, connettività, intelligenza artificiale, simulazione e garantire la soluzione di eventi critici prima che questi si trasformino in malfunzionamenti, rendendo più facile per un singolo lavoratore di svolgere più mansioni che prima richiedevano un gruppo di lavoratori specializzati. “Il nostro centro di competenza monitora oltre 20 mila apparati, comprese le macchine gestite nel Data Center Var Group- dichiara Salvatore Campana presidente di Var ITT– analizziamo giornalmente 92 mila sensori e 26 milioni di eventi: un numero impressionante di informazioni che correttamente interpretate permettono alle nostre imprese di lavorare 24/7” “La strategia di Var Group in questo campo è fornire servizi e supporto capillarmente distribuito in tutta  Italia- dichiara Francesca Moriani AD Var Group – dopo aver stretto questa importante partnership con Var ITT, stiamo finalizzando un accordo con XAutomata per acquisire la soluzione Sherlogic e farla entrare definitivamente nell’offering Var Group”. The post Var Group acquisisce il 65% di Var ITT appeared first on Data Manager Online.

Le nuove tecnologie brevettate da Kaspersky Lab aiutano le aziende a combattere gli attacchi da remoto

Le nuove tecnologie brevettate che utilizzano il machine learning supporteranno le aziende nella lotta contro le minacce avanzate, rilevando anche i lateral movement nelle reti aziendali – anche nel traffico criptato Nell’ultimo anno, le grandi aziende hanno subito danni fino a 1,2 milioni di dollari a causa di attacchi mirati. Per combattere questi attacchi, un’azienda ha bisogno di diversi livelli di difesa che includono esperti di sicurezza, intelligence di sicurezza globale e numerosi tool di cybersecurity. Con l’obiettivo di fornire alle aziende soluzioni di sicurezza informatica all’avanguardia, Kaspersky Lab ha brevettato una nuova tecnologia che automatizza il rilevamento di una delle “armi” più efficaci per i cybercriminali: gli strumenti di controllo remoto. I criminali informatici controllano a distanza i computer delle vittime per svolgere di nascosto attività dannose, spesso raggiungendo attraverso canali di comunicazione criptati i server di comando e controllo. Una volta installati sul computer dell’utente, gli strumenti di controllo remoto ottengono l’accesso come amministratore, dando ai criminali informatici la capacità di ottenere informazioni riservate sull’utente e permettendo loro di svolgere qualsiasi attività su quel computer, come ad esempio la trasmissione ai criminali informatici di informazioni sui risultati delle loro operazioni in rete. Questo è particolarmente pericoloso nelle reti aziendali, dove la proprietà intellettuale rischierebbe di essere svelata causando danni incalcolabili, qualora non venisse rilevato il falso sistema di controllo remoto. Per rilevare in modo efficiente ed efficace i programmi di controllo remoto, le soluzioni anti malware devono sfruttare sistemi complessi di behavioral protection. Con il suo ultimo brevetto, Kaspersky Lab ha ampliato le sue capacità in questo settore, tramite una nuova tecnologia in grado di rilevare applicazioni di controllo remoto, anche se eseguite su canali criptati. La nuova tecnologia funziona analizzando l’attività dell’applicazione e ricercando un comportamento anomalo nel computer dell’utente, rilevando ogni correlazione tra le attività che si verificano sul computer e le loro cause. Confrontando queste correlazioni con modelli di comportamento definiti, la tecnologia può quindi prendere una decisione sulla registrazione del computer di chi sta compiendo l’attacco da remoto. Può quindi capire se lo strumento di controllo remoto sia utilizzato tramite applicazioni sicure sconosciute o compromesse, o dei loro componenti. “Il rilevamento di attacchi remote control su canali criptati è fondamentale per la protezione dagli attacchi mirati, in quanto questa rappresenta la fase iniziale degli attacchi. Gli strumenti di controllo remoto vengono distribuiti all’interno della rete durante la ricerca e il furto dei dati. Ecco perché è importante essere in grado di rilevarli fin dall’inizio. Questa tecnologia permetterà agli agenti di sicurezza di prevenire gli incidenti contro i quali i precedenti livelli di protezione non hanno funzionato”, ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab. A partire dal 2018, la nuova tecnologia brevettata diventerà parte della soluzione Kaspersky Anti Targeted Attack. Kaspersky Anti Targeted Attack fa parte dell’offerta di Kaspersky Lab per la sicurezza aziendale, che copre diverse aree della sicurezza IT come la protezione degli endpoint, la protezione DDoS, la sicurezza in-the-cloud, la difesa avanzata dalle minacce e i servizi di cybersecurity. The post Le nuove tecnologie brevettate da Kaspersky Lab aiutano le aziende a combattere gli attacchi da remoto appeared first on Data Manager Online.

Tech Data annuncia i risultati finanziari del Q3 FY2018

I ricavi trimestrali hanno superato per la prima volta i 9 miliardi di dollari Tech Data ha annunciato i risultati finanziari relativi al terzo trimestre fiscale. Nel periodo che va da agosto a settembre, Tech Data ha realizzato 9,13 Md$ di fatturato con una crescita del 41% rispetto allo stesso periodo del 2015. È la prima volta che il fatturato trimestrale supera i 9 Md$. “I nostri risultati finanziari sono testimonianza del nostro grande lavoro, della competenza e dell’impegno. In un panorama IT sempre più competitivo, la nuova Tech Data dimostra di essere una forza davvero formidabile”, ha dichiarato Bob Dutkowsky, Presidente e CEO di Tech Data, “Oltre a dare buoni risultati nel business, durante il terzo trimestre abbiamo lanciato il nostro nuovo marchio Tech Data, stabilito una nuova missione e visione per la nostra azienda e annunciato un nuovo insieme di valori condivisi che continueranno a servire come fondamento in tutto ciò che faremo.” The post Tech Data annuncia i risultati finanziari del Q3 FY2018 appeared first on Data Manager Online.

TeamSystem tra i fondatori di AssoBIM: digitalizzare il settore edile

Si tratta di una nuova associazione che ha l’obiettivo di rappresentare l’intera filiera tecnologica del Building Information Modeling (BIM), ovvero la progettazione virtuale delle costruzioni tramite software TeamSystem annuncia di essere tra le aziende fondatrici di AssoBIM, con l’obiettivo di diffondere sempre più l’approccio metodologico della prossima Edilizia 4.0. La nuova associazione, infatti, nasce per rappresentare l’intera filiera tecnologica del Building Information Modeling (BIM), una tecnologia utilizzata in campo edile che permette di virtualizzare la costruzione e di razionalizzare le informazioni, migliorando il coordinamento tra i vari attori, con conseguente ottimizzazione dei costi e riduzione di imprevisti nei cantieri. “Crediamo fortemente che la trasformazione digitale possa offrire enormi opportunità anche in un settore strategico per l’Italia come quello dell’edilizia. Un settore che ha bisogno di cavalcare questa onda di cambiamento per tornare a crescere e a essere competitivo”, ha dichiarato Cristiano Zanetti, Vertical Business Director di TeamSystem. “Ecco perché abbiamo deciso, insieme ad altre aziende, di fondare AssoBIM, che ha lo scopo di creare le condizioni affinché la tecnologia del Building Information Modeling possa rappresentare uno dei punti fermi della futura Edilizia 4.0, partecipando attivamente anche alla formazione della legislazione in materia e alla diffusione culturale di questo approccio digitale nel settore”. “È per me un grande onore partecipare alla costituzione di AssoBIM, in un momento in cui il Business Information Modeling sta entrando sempre di più nell’attività operativa di tante aziende italiane”, ha dichiarato Adriano Castagnone, presidente di AssoBIM. “Le attese sono molto forti e i problemi da affrontare anche. Al di là degli aspetti tecnologici, il grande cambiamento richiesto dal BIM parte dalla modalità di reazione tra i diversi operatori del settore edile: dai committenti ai progettisti, alle imprese edili e di manutenzione, ai produttori di materiali. Dominatore comune per tutti sono i programmi e l’impegno di sviluppatori e distributori di software e servizi”. The post TeamSystem tra i fondatori di AssoBIM: digitalizzare il settore edile appeared first on Data Manager Online.

Amazon brevetta i droni postini che si autodistruggono

Amazon ha brevettato un sistema di autodistruzione per i droni di Prime Air che ha lo scopo di ridurre la possibilità di danni a cose e persone in caso di caduta accidentale Amazon è convinta che i droni saranno nel prossimo futuro la soluzione ideale per effettuare consegne a domicilio veloci, precise e puntuali. L’azienda di Seattle ha già iniziato da tempo la sperimentazione del suo servizio Prime Air nel Regno Unito e il prossimo passo sarà quello di valutare l’efficacia dei velivoli guidati da remoto in uno scenario urbano. Il colosso dell’e-commerce ha ancora moltissimi problemi da risolvere. Come raggiungere appartamenti interni a un palazzo? Come muoversi evitando ingorghi e traffico durante il volo? Cosa succede quando un drone si danneggia ed è costretto a un atterraggio di emergenza? Per quest’ultima questione pare abbia già trovato una soluzione. Instagram e Snapchat hanno i contenuti che si autodistruggono e Amazon ha pensato di applicare lo stesso concetto anche ai droni. I mezzi di Prime Air sono piuttosto grandi e pesanti e se dovessero precipitare ci sarebbe un’elevata possibilità di creare seri danni a cose e persone. Il brevetto depositato da Amazon parla di un sistema che prevede l’utilizzo di un particolare controller in grado di disassemblare il velivolo in modo controllato. I componenti cadranno quindi gradualmente al suolo nel caso di gravi problemi come l’esplosione della batteria o la rottura dei motori. L’espulsione dei vari pezzi avverrà tramite l’utilizzo di molle, ganci e micro-cariche esplosive cercando di mantenere il più possibile l’integrità strutturale necessaria a consentire al drone di volare. La piattaforma avvierà la sequenza una volta individuata un’area sicura in base alle condizioni climatiche, il percorso del velivolo e la sua posizione. Prime Air è ancora una tecnologia molto giovane e ci sono diversi brevetti a essa legata. Amazon ha anche realizzato un sistema di consegna con paracadute e stazioni di ricarica e atterraggio poste sui pali elettrici. The post Amazon brevetta i droni postini che si autodistruggono appeared first on Data Manager Online.