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Blockchain e Distributed Ledger Technology applicate per la prima volta a un processo interbancario

Parte oggi il progetto di ABI Lab e NTT DATA, a cui aderiscono 11 banche Italiane Parte oggi la fase operativa del progetto messo a punto da ABI Lab con il supporto di NTT DATA per la sperimentazione di una Distributed Ledger Technology (DLT) applicata al processo di spunta interbancaria. 11 le banche Italiane che hanno già aderito all’iniziativa che per la prima volta in Italia applica il paradigma basato su database distribuiti ad un processo interbancario. Il processo di spunta interbancaria è stato scelto per verificare la concreta applicabilità delle tecnologie DLT ad un processo bancario tradizionale caratterizzato da rapporti basati su «libri mastri» bilaterali che presenta ottime opportunità di innovazione. Il gruppo di lavoro guidato da ABI Lab con NTT DATA e le banche aderenti all’iniziativa ha definito un nuovo processo di spunta che prevede di avere a disposizione canali bilaterali con i quali le controparti possano scambiarsi reciprocamente delle informazioni. Attraverso l’utilizzo della piattaforma Corda del Consorzio R3 e l’implementazione di Smart Contracts sarà inoltre possibile effettuare il matching automatico delle transazioni bancarie semplificando e accelerando il processo di riconciliazione. “La sperimentazione che parte oggi – ha detto Pierfrancesco Gaggi, Presidente di ABI Lab – speriamo possa fare da apripista per successive implementazioni sinergiche delle tecnologie DLT. Estendendone l’applicazione anche a nuovi e diversi ambiti e processi grazie alla maggiore conoscenza di questi strumenti innovativi, senz’altro favorita da progetti come questo che coinvolgono potenzialmente l’intero settore bancario”. “NTT DATA è stata pioniere in Italia e nel mondo in questi nuovi ambiti di innovazione tecnologica e siamo orgogliosi di essere stati scelti da ABI Lab per realizzare per la prima volta in Italia un’applicazione delle innovative tecnologie DLT, estesa potenzialmente a tutto il settore, perché questo apre la porta a nuovi ambiti applicativi di questo tipo di tecnologie anche ad altri processi bancari” afferma Mauro Giorgi, Senior Vice President NTT DATA Italia “Il settore bancario italiano è in grande fermento e, oggi, velocità e nuovi servizi sono la chiave di successo per competere al meglio in questa fase di rivoluzione digitale dell’intero mercato” La Blockchain in primis, e più in generale le Distributed Ledger Technology, operano con un nuovo paradigma decentralizzato, che cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra gli attori partecipanti. Gli smart contracts sono inoltre un’ulteriore novità in questo panorama: si tratta di componenti software che incorporano regole di esecuzione, che disciplinano il trasferimento di valore, perché esso avvenga. Tutto ciò sta rivoluzionando il mondo Finanziario e non solo, con sperimentazioni che spaziano dalla digital identity, alla gestione dei bandi di gara, alle piattaforme di donazioni e ai pagamenti internazionali. The post Blockchain e Distributed Ledger Technology applicate per la prima volta a un processo interbancario appeared first on Data Manager Online.

Perché il Regno Unito ce l’ha con i bitcoin

Secondo il governo britannico la criptovaluta sta diventando una maniera facile per riciclare denaro ed effettuare compravendite illegali. Una legge promette di salvaguardarne il futuro Proprio adesso che i bitcoin si accingevano ad accrescere la propria posizione nel mondo economico ecco che il governo britannico compie una mossa per cercare di delimitarne l’utilizzo. Per quale motivo? Stando ai politici di sua maestà, c’è il rischio (e quindi non del tutto l’evidenza) che la criptovaluta venga sfruttata per riciclare denaro, evadere le tasse e compiere molte tipologie di acquisti e vendite illegali sul web. Per questo, secondo una proposta di legge, gli altri traffici di denaro che viaggiano tramite moneta non tracciabile, proprio come i bitcoin, saranno soggetti al controllo delle autorità, su disposizione del Ministro del Tesoro. “Abbiamo leggi chiare per quanto riguarda le cryptocurrency e come tutte le norme che riguardano l’economia sono soggette a cambiamenti e miglioramenti” – si legge in una nota. Cosa succede “Quello che vogliamo è aggiornare i regolamenti sulle tasse per rendere più stabili tali piattaforme ed evitare che vengano utilizzate per riciclare denaro sporco o finanziare azioni di terrorismo”. Non è ben chiaro in che modo il Regno Unito deciderà di limitare, o almeno supervisionare, il traffico di bitcoin ma è evidente che una strada simile verrà intrapresa prima o poi da tutti i principali mercati dove le criptovalute hanno preso piede e in cui c’è il rischio di aggirare la normativa legale. Il fatto è che in UK, forse più che nel resto d’Europa, la polizia ha evidenziato un aumento considerevole nell’utilizzo degli ATM presenti lungo tutto il paese, specialmente ad opera di spacciatori e criminali, che di sovente versano le loro sterline in cambio di coin, che di fatto convertono le entrate illecite in moneta digitale. The post Perché il Regno Unito ce l’ha con i bitcoin appeared first on Data Manager Online.

HPE estende il modello “IT pay-per-use” ai principali workload di business

Una nuova suite di soluzioni destinate ai workload dei clienti viene progettata, erogata e gestita da HPE Pointnext attraverso un semplice modello pay-per-use Hewlett Packard Enterprise ha annunciato HPE GreenLake, una suite di soluzioni pay-per-use disponibile per i principali workload dei clienti. La proposta comprende big data, backup, open database, SAP HANA ed edge computing. All’interno di questa importante offerta, ideale per fornire ai clienti modelli di consumo flessibili, HPE ha inoltre potenziato e sottoposto a rebranding HPE GreenLake Flex Capacity, un servizio di infrastruttura a consumo. I team IT vengono sottoposti a continue pressioni per soddisfare le crescenti necessità da parte delle aziende di disporre di soluzioni veloci, minimizzando al contempo rischi e costi. Il passaggio verso modelli a consumo e di “everything-as-a-service” accelera il business ma, spesso, a prezzo di una perdita di controllo da parte dell’IT. Per rispondere a questa sfida le aziende hanno bisogno di ambienti infrastrutturali flessibili on-premises che mettano a disposizione dei workload capacità simili a quelle del cloud. HPE GreenLake semplifica l’esperienza IT e offre ai clienti la possibilità di scegliere la collocazione dei workload e il modo di consumarli flessibilmente. Le soluzioni IT a consumo proposte riguardano: ·      HPE GreenLake Big Data mette a disposizione un datalake Hadoop, preintegrato e collaudato sulla più recente tecnologia HPE e su software Hortonworks o Cloudera. ·      HPE GreenLake Backup implementa capacità di backup on-premises usando software Commvault preintegrato sulla più recente tecnologia HPE con servizi di gestione e tecnologia di metering HPE per il suo funzionamento. ·      HPE GreenLake Database con EDB Postgres fornito on-premises e realizzato su tecnologia open source per aiutare a semplificare le operazioni e ridurre sostanzialmente il total cost of ownership dell’intera piattaforma database di un cliente. ·      HPE GreenLake for SAP HANA propone una appliance on-premises gestita da HPE e basata su servizi, sistema operativo e hardware di dimensioni appropriate con certificazione SAP per soddisfare gli obiettivi di prestazioni e disponibilità dei workload. ·      HPE GreenLake Edge Compute offre un framework per il ciclo di vita end-to-end allo scopo di accelerare il percorso di un cliente nell’Internet of Things. “Facendo leva sulla leadership e sul successo dell’utilizzo di infrastrutture con HPE GreenLake Flex Capacity, abbiamo compiuto un ulteriore passo avanti in direzione dei modelli di consumo”, ha dichiarato Ana Pinczuk, SVP e GM di HPE Pointnext. “HPE GreenLake offre un’esperienza che riunisce il meglio di tutto: un modello intuitivo di tecnologia pay-per-use con il diretto controllo da parte del cliente della gestione del rischio inerente i dati”. HPE GreenLake è la nuova generazione dei servizi a consumo on-premises che vanno oltre le infrastrutture pay-per-use per arrivare al concetto di risultati pay-per-use. Ogni soluzione HPE GreenLake comprende: ·      Servizi professionali e di consulenza HPE Pointnext per aiutare i clienti a definire, implementare e integrare rapidamente la soluzione scelta, oltre a fornire le raccomandazioni di HPE per l’ottimizzazione su base continuativa di sistemi e processi. ·      Architetture di riferimento realizzate su misura sulla base delle più recenti tecnologie (hardware e software), ottimizzate per ciascuna soluzione allo scopo di aiutare a produrre risultati rapidamente. ·      Il comprovato modello pay-per-use HPE GreenLake Flex Capacity per consumare una ampia varietà di infrastrutture HPE avvalendosi di un particolare parametro di misurazione business. ·      Monitoraggio e gestione della soluzione da remoto da parte di HPE Pointnext per liberare il dipartimento IT dai compiti di gestione infrastrutturale di routine e mettere a disposizione fin da subito sia le competenze che la conoscenza di nuove tecnologie. ·      Assistenza di livello enterprise unitamente a un abbonamento HPE Digital Learner a contenuti di e-learning per fornire le competenze digitali necessarie affinché l’IT possa lavorare al meglio. Per saperne di più sul modo in cui l’IT a consumo sta promuovendo la crescita delle aziende è possibile leggere il documento Q&A di A. Pinczuk e visualizzare questa timeline. Alla base della nuova proposta si trova HPE GreenLake Flex Capacity, un innovativo servizio erogato da HPE Pointnext che offre già oggi ai clienti la possibilità di consumare infrastrutture on-premises. A secondo di esigenze, livello di competenze richieste e risorse IT interne, le aziende possono optare tra soluzioni HPE GreenLake complete o soluzioni infrastrutturali basate su HPE GreenLake Flex Capacity. Nell’ambito dell’annuncio odierno, HPE ha reso noto anche di aver apportato miglioramenti a HPE GreenLake Flex Capacity che comprendono: ·      Nuove opzioni infrastrutturali modulari prepacchettizzate che aiutano i clienti a diventare operativi più velocemente e restare un passo avanti rispetto alla domanda grazie a una pianificazione attiva della velocità. ·      Ulteriori opzioni tecnologiche con HPC (High Performance Computing), Microsoft Azure Stack e HPE SimpliVity per aiutare i clienti progettare le proprie soluzioni infrastrutturali e consumarle nel modo necessario. I nuovi miglioramenti aggiunti a HPE GreenLake Flex Capacity fanno seguito ai recenti annunci inerenti Rackspace e Wipro Limited che riflettono la costante crescita della società nei servizi a consumo per mezzo di partnership e innovazione. The post HPE estende il modello “IT pay-per-use” ai principali workload di business appeared first on Data Manager Online.

Apple Watch 4 monterà una nuova scheda elettronica

Nel 2018 la Mela lancerà una linea di prodotti con a bordo un nuovo circuito in grado di rendere più veloci e potenti orologi e computer Gli sguardi più attenti si saranno accorti di come, a differenza degli iPhone, gli altri prodotti principali di Apple girino ancora su tecnologie datate. Si va dagli smartwatch (pur arrivati alla terza generazione) ai computer, passando per lettori mp3 e all-in-one. Stando a una serie di informazioni ottenute da KGi Securities, che a discapito del nome tratta argomenti hi-tech consumer, la Mela più famosa della rete sarebbe in procinto di lanciare una rinnovata linea di device di nuova generazione, in grado di beneficiare di una innovativa scheda logica, capace di spostare più in là il limite prestazionale delle unità attuali. A quanto pare, i primi a trarre vantaggio della tecnica sarebbero proprio Watch e MacBook. In cosa consiste La scheda elettronica in questione sarebbe simile a quella che si trova sugli iPhone 8 e iPhone X, nata a seguito di un processo di lavorazione con polimeri di cristallo liquidi, che consentono di ottenere hardware più versatili e flessibili. Per questo, anche su oggetti ridotti come gli smartwatch, la tecnologia permetterebbe di godere di maggiore potenza di calcolo e velocità di esecuzione, grazie alla bassa latenza nel trasferimento dei dati, tramite il materiale di composizione. Secondo KGI, la maggior parte dei prodotti futuri di Apple potrebbe poggiarsi su una base identica, che di per sé occupa davvero poco spazio fisico nello chassis. Ciò apre a sviluppi interessanti, tra cui l’integrazione di elementi hardware ulteriori al fianco di quelli tradizionali, per dar vita a piattaforme avanzate di mobile computing e AI, anche su dispositivi di cui finora si è parlato poco, proprio watch e computer. The post Apple Watch 4 monterà una nuova scheda elettronica appeared first on Data Manager Online.

Il Galaxy S9 arriverà in un nuovo colore

Oramai manca un mese alla presentazione californiana del nuovo smartphone di Samsung di cui si conosce davvero poco Doppia fotocamera, angoli ancora più curvi e sensore di impronte di nuovo frontale. Queste sono le poche caratteristiche di cui si ha la (quasi) certezza circa il Galaxy S9 che Samsung presenterà al Ces 2018. In partenza subito dopo l’Epifania, il Consumer Electronic Show di Las Vegas si appresta a vivere una delle sue edizioni più scoppiettanti dopo qualche anno magro di novità. Non solo smartphone ma succosi aggiornamenti circa auto senza pilota e taxi senzienti, che negli USA godono di libertà di sperimentazione più flessibili che in Europa. Tornando al Galaxy però, sulla rete sono emerse nelle ultime ore varie notizie che pretendono di raccontare tante verità sul prossimo smartphone con display infinito. Come sarà Partiamo dall’unica certezza: il processore Exynos  9810, al quale si affiancherà lo Snapdragon 845 per le versioni americane e orientali. Entrambe le CPU non solo porteranno a bordo del telefono un’ottimizzazione maggiore tra prestazioni e autonomia ma anche la possibilità di sfruttare pienamente l’intelligenza artificiale di Bixby, di cui oggi abbiamo solo una flebile parvenza limitata alla lingua inglese e coreana. Sotto il profilo del design, dovrebbe tornare sul fronte il tasto home, virtuale, con la lettura delle impronte, piazzato sotto il pannello touch e invisibile. Altra specifica su cui c’è più di una verità è la doppia fotocamera, sdoganata sul Galaxy Note8 e in dirittura d’arrivo anche su S9. Rosso porpora Sempre più gli smartphone sono uno status symbol, da abbinare al proprio stile e umore. Ed è per questo che già nel recente passato Samsung ha lanciato varie versioni dei top di gamma colorandoli di tinte uniche e particolari. Più o meno lo stesso accadrà per S9 che sembra destinato ad arrivare anche in porpora, a seguito di una simile tinta resa disponibile su S8 solo in madrepatria e che in Occidente potrebbe essere accolta con molto favore. Resta da capire se la declinazione sarà reale al lancio o successivamente, a seguito dei classici black, gold e silver. The post Il Galaxy S9 arriverà in un nuovo colore appeared first on Data Manager Online.