Kaspersky Lab ha rilevato 360.000 nuovi file dannosi al giorno

Il numero di nuovi file dannosi identificati dalle tecnologie di rilevamento di Kaspersky Lab ha raggiunto 360 mila casi al giorno nel 2017, ovvero l’11,5% in più rispetto all’anno precedente. Dopo ad una lieve diminuzione registrata nel 2015, il numero di file dannosi rilevati ogni giorno è cresciuta per il secondo anno consecutivo. Il numero di file dannosi rilevati ogni giorno riflette il livello di l’attività media dei criminali informatici impegnati nella creazione e distribuzione di malware. Il dato è stato calcolato per la prima volta nel 2011 e ammontava a 70.000. Da allora è cresciuto di cinque volte e, come mostrano i dati del 2017, continua a crescere. La maggior parte dei file identificati come pericolosi rientrano nella categoria dei malware (92%) mentre il resto fa riferimento a software ADV che di norma non sono considerati dannosi, ma in molti casi possono comportare la condivisione involontaria di informazioni private e altri rischi. Circa il 10% dei i file pericolosi rilevati ogni giorno, vengono identificati da Astraea – il sistema di Kaspersky Lab di analisi dei malware che utilizza il machine learning che identifica e blocca i malware automaticamente. “Nel 2015, abbiamo assistito a un netto calo delle rilevazioni giornaliere di nuovi malware e abbiamo iniziato a pensare che i criminali non fossero interessati a sviluppare nuove minacce preferendo utilizzare vecchi tipi di malware. Negli ultimi due anni è, invece, cresciuto il numero di nuovi malware identificati, segno di un aumento dell’interesse per la creazione di nuovi codici maligni. L’aumento esponenziale degli attacchi ransomware negli ultimi due anni è destinato a continuare, in quanto esiste un enorme sistema criminale dietro questo tipo di minaccia, che produce centinaia di nuovi campioni ogni giorno. Quest’anno abbiamo visto anche un picco nei miners- una categoria di malware, che a fronte del continuo aumento delle criptovalute, i criminali informatici hanno iniziato a utilizzare attivamente. Il motivo dell’aumento dei rilevamenti potrebbe anche essere attribuito ai miglioramenti costanti che stiamo facendo nelle nostre tecnologie di protezione. Con ogni nuovo aggiornamento, possiamo identificare più malware rispetto a prima e questo potrebbe spiegare un aumento dei numeri”, afferma Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab. Altri dati statistici sulle minacce del 2017: Le soluzioni di Kaspersky Lab hanno respinto 1.188.728.338 attacchi lanciati da risorse online dislocate in tutto il mondo. La soluzione web antivirus di Kaspersky Lab ha rilevato 15.714.700 file dannosi. Il 29,4% dei computer degli utenti ha subito almeno un attacco di malware online durante l’anno. Il 22% dei computer degli utenti è venuto in contatto con software ADV e con i relativi componenti. Per essere protetti Kaspersky Lab consiglia di: Prestare molta attenzione a non aprire file sospetti o allegati ricevuti da fonti sconosciute. Non fare il download e non installare applicazioni da fonti non attendibili. Non cliccare su nessun link ricevuto da fonti sconosciute e pubblicità online sospette. Creare password complesse e non dimenticare di cambiarle regolarmente Installare sempre gli aggiornamenti. I più potenti ransomware, come WannaCry e ExPetr, hanno dimostrato che i ritardi nell’installazione delle patch possono richiedere mesi. Ignorare i messaggi che chiedono di abilitare i sistemi di sicurezza per il software Office o per software antivirus. Utilizzare una soluzione di sicurezza adeguata al tipo sistema e ai dispositivi. The post Kaspersky Lab ha rilevato 360.000 nuovi file dannosi al giorno appeared first on Data Manager Online.
Subito cerca 14 figure professionali per il settore Product&Tech
L’azienda sta cercando per la sede milanese delle figure per potenziare la propria offerta tecnologia e offrire così agli utenti una navigazione sempre più completa e smart Subito ricerca 14 nuovi professionisti per la sede di Milano cui affidare il potenziamento della propria struttura Product&Tech. La ricerca di nuove figure si inserisce all’interno di una strategia di crescita di Subito, che nel 2017 ha celebrato i suoi 10 anni di attività e raggiunto i 140 dipendenti, con una crescita del 20% anno su anno. L’obiettivo di questo importante investimento in Italia è quello di consolidare il posizionamento di Subito come principale player nel settore degli annunci online, investendo nei talenti e nello sviluppo dell’offerta di servizi per l’utente e per i partner di business. L’azienda, digital company innovativa nel panorama nazionale, sviluppa internamente in Italia tutte le novità di prodotto grazie al team Product&Tech, cui appartiene il 40% dei dipendenti. Nello specifico Subito offre 14 posizioni a tempo indeterminato nei seguenti settori: Settore Technology 10 posizioni a tempo indeterminato con sede a Milano: Software Quality Assurance Engineer, Data Analyst, Data Engineer, Backend Developer, Android Developer, iOS Developer, Sys Admin Office Engineer, System Administrator, Web developer, Frontend engineer. Per tutte le posizioni, il candidato ideale deve essere in possesso di una laurea e avere esperienza di 3-5 anni nel campo dell’information technology. Settore Sviluppo Prodotto 4 posizioni a tempo indeterminato con sede a Milano: Senior UX Designer, Project Manager, Product Owner, UX Designer. Per tutte le posizioni, il candidato ideale deve essere in possesso di una laurea e avere esperienza di 3-5 anni nel campo specifico a seconda delle posizioni. Lavorare in un’azienda come Subito, nominata tra le migliori aziende dal Great Place to Work 2017, permette di sviluppare la propria carriera grazie alla formazione (oltre 6.000 ore erogate ogni anno) e ai principi dello smart working: collaborazione, flessibilità, personalizzazione ed empowerment. Oltre a ciò, Subito offre ai propri dipendenti una serie di iniziative di welfare che spaziano dal wellbeing a convenzioni con palestre e servizi di concierge a domicilio, per permettere un work-life balance ottimale. Per maggiori informazioni e per candidature, il riferimento è la pagina di Subito su InfoJobs. The post Subito cerca 14 figure professionali per il settore Product&Tech appeared first on Data Manager Online.
Cybercrime, nel 2017 file dannosi +11,5%
La maggior parte rientra nella categoria ‘malware’
Walmart, JD.com, IBM e Università di Tsinghua: alleanza blockchain per la sicurezza del cibo in Cina
Collaborazione per applicare la tecnologia blockchain per la tracciabilità del cibo e dare assistenza ai consumatori offline e online Walmart, JD.com, IBM e il laboratorio ingegneristico nazionale di tecnologie E-commerce dell’Università di Tsinghua hanno annunciato che lavoreranno insieme a una blockchain per la sicurezza alimentare, il cui primo passo vedrà una collaborazione atta a ottimizzare la tracciabilità e la sicurezza del cibo in Cina e a ottenere una maggior trasparenza nell’ambito della supply chain alimentare. Le quattro aziende lavoreranno insieme per creare un metodo basato su standard di raccolta dati circa l’origine, la sicurezza e l’autenticità del cibo, utilizzando la tecnologia blockchain per fornire tracciabilità in tempo reale attraverso la supply chain. Ciò favorirà l’affidabilità e darà ai fornitori, ai regolatori e ai consumatori una miglior comprensione e trasparenza relativamente a come il cibo è gestito dal produttore al consumatore. Ciò è stato tradizionalmente una sfida a causa di sistemi di condivisione dati complessi e frammentari che sono spesso cartacei e soggetti a errore. Walmart, JD, IBM e l’Università di Tsinghua lavoreranno con i fornitori e i regolatori della supply chain alimentare per sviluppare gli standard, le soluzioni e le collaborazioni per abilitare la creazione ad ampio raggio di un ecosistema di sicurezza alimentare in Cina. IBM fornirà la propria piattaforma Blockchain e la propria esperienza, mentre l’Università di Tsinghua fungerà da consulente tecnico, mettendo a disposizione le proprie conoscenze nelle tecnologie chiave e nell’ecosistema di sicurezza alimentare in Cina. IBM e Tsinghua collaboreranno con Walmart e JD per sviluppare, ottimizzare e distribuire la tecnologia a fornitori e rivenditori che si uniscano all’alleanza. Da leader mondiale nella sicurezza alimentare globale, Walmart lavora a stretto contatto con fornitori, regolatori, partner industriali e la comunità di ricerca in tutto il mondo. In Cina investe molto nella ricerca sulla sicurezza alimentare attraverso il Centro di Collaborazione e Sicurezza Alimentare Walmart e ha promosso la sicurezza alimentare sia tramite la propria rete di fornitori sia lavorando con JD, che ha una ricca esperienza su tutti i canali di commercializzazione alimentare. I due sono stati in grado di fare leva sull’esperienza di JD nell’impiego di intelligenza artificiale (IA), Blockchain, Big Data e altre nuove tecnologie a protezione dei consumatori. Questa collaborazione, segue l’annuncio fatto nell’agosto scorso tra IBM e Walmart circa un nuovo consorzio a favore della sicurezza alimentare, e porta l’esperienza di IBM relativa alla blockchain nella sicurezza alimentare fino in Cina. IBM, Walmart e l’Università di Tsinghua hanno testato l’utilizzo della blockchain per tracciare prodotti alimentari, come la carne di maiale in Cina e il mango negli Stati Uniti, lungo tutti i loro spostamenti attraverso la supply chain per raggiungere gli scaffali dei negozi. Un recente collaudo di Walmart ha mostrato che l’applicazione della blockchain ha ridotto il tempo necessario a tracciare il percorso di una confezione di mango dalla fattoria al negozio da giorni o settimane a due secondi. “Da sostenitore globale della sicurezza alimentare ottimizzata, Walmart si compiace di poter approfondire il suo lavoro con IBM, l’Università Tsinghua, JD e gli altri protagonisti della supply chain alimentare. Attraverso la collaborazione, la standardizzazione e l’adozione di nuove e innovative tecnologie, possiamo migliorare efficacemente la tracciabilità e la trasparenza e aiutare ad assicurare a tutti che il sistema alimentare mondiale rimanga sicuro,” ha detto Frank Yiannas, Vicepresidente responsabile di sicurezza e salute alimentare di Walmart. “La partnership con IBM, l’Università di Tsinghua e Walmart, tutti leader mondiali in tracciabilità, dà ai nostri consumatori e alle aziende un’affidabilità impareggiabile”, ha detto Yongli Yu, Presidente dell’unità di ricerca sulla commercializzazione alimentare di JD-Y e JD.com. “In tutto il mondo, in particolare in Cina, i consumatori vogliono sempre più sapere da dove venga il cibo che comprano e JD si è dedicato all’uso della tecnologia per promuovere la completa trasparenza.” “Blockchain risulta incredibilmente promettente nella realizzazione della trasparenza di cui si ha bisogno per promuovere la sicurezza alimentare lungo tutta la supply chain. Questo è un motivo fondamentale per cui IBM crede tanto fermamente nell’impatto che questa tecnologia avrà sui modelli di business”, ha detto Bridget van Kralingen, Vicepresidente Senior, Piattaforme Industriali IBM. “Estendendo il nostro lavoro di sicurezza alimentare con Walmart e l’Università di Tsinghua in Cina e aggiungendo nuovi collaboratori come JD.com, la tecnologia porta la tracciabilità e la trasparenza a più ampie reti di partecipanti della supply chain alimentare.” “L’Università di Tsinghua si impegna nella ricerca approfondita sulla sicurezza alimentare -una delle aree più importanti per migliorare la qualità della vita in Cina e anche nel resto del mondo. Stiamo già lavorando con IBM e Walmart per creare un nuovo modello di tracciabilità del cibo, utilizzando blockchain per favorire la trasparenza e l’affidabilità della supply chain e vediamo questa nuova cooperazione come un passo importante in questo tentativo”, ha detto il Professor Yueting Chai dal Laboratorio Ingegneristico Nazionale per le Tecnologie di E-Commerce, Università di Tsinghua. La collaborazione è atta ad assicurare la privacy dei dati dei proprietari dei marchi, mentre li si aiuta ad integrare la loro tracciabilità online e offline per la sicurezza alimentare e i canali di gestione della qualità. Le aziende che si uniscono all’alleanza saranno in grado di condividere informazioni utilizzando la tecnologia blockchain, e i piani includono la libertà di scelta della soluzione di tracciabilità basata sullo standard che più si confaccia ai propri bisogni e sistemi legacy. Ciò porterà a sua volta maggior trasparenza alla supply chain e introdurrà nuove tecnologie per il settore della vendita al dettaglio, progettate per creare un ambiente alimentare più sicuro e ottimizzare l’esperienza del consumatore. Gli spunti tratti dal lavoro in Cina faranno luce su come la tecnologia blockchain possa aiutare a migliorare processi, quali richiami e verifiche, e sviluppare la fiducia del cliente grazie alla maggior trasparenza. The post Walmart, JD.com, IBM e Università di Tsinghua: alleanza blockchain per la sicurezza del cibo in Cina appeared first on Data Manager Online.
La GPU AMD Radeon Pro Vega sul nuovo iMac Pro

L’arrivo a scaffale dei nuovi iMac Pro di Apple rappresenta un momento importante anche per AMD: i nuovi PC per professionisti dell’azienda di Cupertino dispongono infatti di una nuova GPU, la AMD Radeon Pro Vega, definita dallo stesso sito Apple come “The beast behind the beauty”. Grazie alla GPU Radeon Pro Vega, iMac Pro offre la migliore soluzione grafica per workstation, in grado di supportare i flussi di lavoro dei professionisti e dei creativi di oggi, dai fotografi ai video editor fino agli animatori 3D e agli ingegneri, utilizzando la più recente tecnologia per supportare i moderni carichi di lavoro dei creativi senza porre alcun limite all’immaginazione. Le principali novità di Radeon Pro Vega includono: Memoria rivoluzionaria: con 16 GB di RAM HBM (High Bandwidth Memory), Radeon Pro Vega offre prestazioni fino a due volte più veloci di qualsiasi precedente GPU per iMac e fino a tre volte più veloci rispetto alla GPU dei precedenti Mac Pro. Questo si traduce anche in un frame rate più elevato per VR, rendering 3D in tempo reale e nel gaming con impostazioni grafiche massime. Capacità di elaborazione GPU aggiornata: il single- and half-precision computing di Radeon Pro Vega consente di eseguire tutte le operazioni due volte più velocemente quando non è richiesto il calcolo a 32 bit. Questo permette di alla GPU di raggiungere una velocità di 22 teraflop. Alcuni tra i principali esperti del settore si sono già espressi: tutti coloro che hanno avuto la possibilità di testare il nuovo iMac Pro hanno esaltato i principali miglioramenti delle prestazioni e dei flussi di lavoro raggiunti con la grafica Radeon Pro Vega, che ha consentito loro di liberare l’immaginazione senza barriere o compromessi: – Craig Hunter, ingegnere meccanico e aerospaziale, ha definito l’iMac Pro come una “graphics powerhouse: mi sono meravigliato di quanto tutto fosse nitido, senza alcun sovraccarico o impatto sulle prestazioni” – Il video editor Thomas Carter afferma che “lo ripeterò ancora una volta: 8K, correzione del colore, blur, nessun rendering. Nessuna perdità di qualità, nessun frame drop” – Vincent Laforet, fotografo e regista, ha sperimentato un aumento della velocità da due a tre volte superiore nei suoi flussi di lavoro e ha concluso che “In breve – questa è una KILLER machine per qualsiasi fotografo serio, regista o produttore di VR” – Lo sviluppatore di app per Mac e iOS Cabel Sasser ha condotto i test su FireWatch con iMac Pro e iMac Retina 5K, arrivando ad ottenere 62 FPS a 2560×1440. Ha anche sperimentato ad un aumento del 41% nella compilazione di progetti Xcode su iMac Pro rispetto ad un Mac Pro standard. The post La GPU AMD Radeon Pro Vega sul nuovo iMac Pro appeared first on Data Manager Online.
Sicurezza: potenziamento d’offerta e un nuovo programma per i partner Oracle
Le nuove funzionalità per la governance delle identità, la gestione delle configurazioni basata su intelligenza artificiale e la gestione delle identità dei clienti sono progettate per aiutare le aziende a proteggere gli ambienti cloud e i servizi digitali Oracle amplia l’offerta dedicata alla security e presenta un nuovo programma riservato ai partner. Il portafoglio Oracle Identity SOC è stato infatti esteso con nuove funzionalità che aiutano le aziende a gestire e certificare le identità, le applicazioni e i dati riservati con maggior sicurezza grazie a una migliore user experience. Mentre il nuovo programma per i partner è stato pensato per migliorare la collaborazione con i vendor specializzati in sicurezza e per semplificare l’adozione delle soluzioni da parte dei clienti. Presentate in anteprima in occasione di Oracle OpenWorld 2017, le suite integrate Oracle – i servizi SOC (Oracle Identity Security Operations Center e Oracle Management Cloud – sono state sviluppate per aiutare le aziende a prevedere, ridurre, rilevare e risolvere le minacce alla sicurezza e supportare il lavoro di soluzione delle problematiche inerenti le prestazioni delle applicazioni e delle infrastrutture. Sfruttando l’intelligenza artificiale per analizzare un set di dati unificato costituito dalla visione della telemetria operativa e della sicurezza, oltre a fornire soluzioni automatizzate, la suite integrata di Oracle è studiata per consentire ai clienti di adattare rapidamente il proprio profilo operativo e di sicurezza ai mutamenti che avvengono nella gestione dei rischi. Grazie all’adozione di tecniche di machine learning è possibile neutralizzare gli attacchi, ridurre le finestre di rilevamento a pochi minuti anziché mesi e far fronte più velocemente alle violazioni di sicurezza e alle interruzioni delle prestazioni. “L’offerta Oracle Identity SOC, sviluppata sulle nostre avanzate tecnologie di automazione e intelligenza artificiale, mette ora a disposizione capacità nativa in cloud per la governance delle identità unitamente a una adaptive security studiata per proteggere le piattaforme cloud e i servizi digitali dei nostri clienti”, ha dichiarato Rohit Gupta, group vice president, Cloud Security di Oracle. “Oltre a rafforzare il monitoraggio dall’interno della sicurezza, le funzionalità cross-stack di Oracle per il rilevamento delle minacce intercettano un’ampia gamma di pericoli, riducono il problema dei falsi positivi e offrono un alto livello di precisione nell’identificare e neutralizzare gli attacchi contro l’asset IT più importante di un’azienda costituito dai suoi dati”. L’offerta Oracle Identity SOC comprende ora nuove funzionalità per la governance automatizzata delle identità per cloud ibridi, una gestione più ampia delle identità dei clienti, la gestione delle configurazioni basata su machine learning e funzionalità avanzate di intelligenza artificiale. La prima soluzione nativa cloud per la governance delle identità Oracle ha annunciato il primo servizio nativo in cloud per la governance delle identità dedicato agli ambienti cloud ibridi, servizio che sarà completamente integrato a livello nativo con le applicazioni SaaS di Oracle, con l’offerta Oracle Identity SOC (comprensivo di Oracle Identity Cloud Service e Oracle CASB Cloud Service) e con Oracle Management Cloud. Questa combinazione offre una migliore user experience per la governance delle identità e l’automazione dei processi e delle valutazioni tradizionali grazie al machine learning e i feed di rischio resi disponibili tramite Oracle CASB Cloud Service che possono essere integrati con i dati di telemetria operativa e di sicurezza prodotti dagli ambienti ibridi e on-premises. Il nuovo servizio per la governance delle identità viene fornito completo di connettori per l’integrazione con sistemi esterni e con un’interfaccia cliente per le campagne delle aziende che comprende richieste di accesso alle applicazioni, approvazioni e certificazioni. Oracle CASB Cloud Service comprende ora anche il controllo risk-based degli accessi al cloud per aiutare le aziende a ridurre i rischi associati alle applicazioni cloud. I nuovi controlli consentono di gestire le modifiche alle configurazioni o l’accesso applicativo in base a un contesto completo che comprende il tipo di dispositivo, la geolocalizzazione e i punteggi di rischio dinamici. Integrati, questi fattori sono progettati per aiutare a evitare gli accessi utente mediante credenziali che vengono sottratte e ridurre il rischio di uso improprio delle prerogative degli amministratori delle applicazioni cloud. Novità assoluta sul mercato: la gestione delle configurazioni basata su machine learning Oracle ha inoltre introdotto una funzionalità rivoluzionaria all’interno di Oracle Configuration and Compliance Cloud Service, basato su Oracle Management Cloud, che rileva automaticamente in tempo reale i parametri di configurazione dell’intera organizzazione di un cliente e utilizza il machine learning per trovarne le configurazioni esterne in modo da poterle ripristinare in maniera automatica. Inoltre, Oracle Management Cloud supporta ora la definizione di set di regole per l’applicazione della DISA Security Technical Implementation Guide (STIG) su Oracle Database. Oracle ha quindi esteso le proprie funzionalità UEBA (User and Entity Behavior Analytics) all’intero stack. In particolare, Oracle Security Monitoring and Analytics (SMA) Cloud Service tiene sotto costante controllo i pattern di accesso ai dati a livello SQL per evidenziare eventuali anomalie generate da utenti, database o applicazioni. Miglioramento della gestione delle identità cliente Per rispondere alla necessità delle aziende di correlare i dati dei clienti con le informazioni marketing, Oracle ha ampliato le funzionalità di gestione delle identità di Oracle Identity Cloud Service mediante integrazioni con Oracle Marketing Cloud e Oracle Data Cloud. Con queste soluzioni, sfruttando la gestione del consenso integrata, i profili social, la gestione delle preferenze e gli attributi delle attività di Oracle Identity Cloud Service, le aziende possono creare campagne di marketing più mirate e con una qualità superiore delle analytics e degli insight sui consumatori. Inoltre, l’integrazione semplificata con applicazioni custom o di terze parti attraverso Oracle Self-Service Integration Cloud Service permetterà ai responsabili marketing di includere servizi aggiuntivi. Nuovi programmi dedicati ai partner per fornire soluzioni complete per la sicurezza Proseguendo l’impegno nel supportare lo sviluppo di un ecosistema eterogeneo di security, Oracle ha lanciato il programma Identity SOC Security Network all’interno di Oracle Cloud Marketplace. Questo programma mette a disposizione integrazioni tecnologiche con i maggiori vendor di security all’interno di aree critiche come Enterprise Mobility Management, Next Generation Firewall, Endpoint Security e Threat Intelligence consentendo alle aziende di arricchire il contesto dinamico, l’intelligence e le capacità di automazione di Oracle Identity SOC. Oracle
Usa:faro autorità su star social media
Wsj, chiedono accordi finanziari con marchi citati nei post
Lenovo Data Center Group fornirà supercomputer all’LRZ di Monaco di Baviera
Il Nuovo Sistema di Lenovo fornirà 26,7 petaflops di potenza di calcolo al più grande supercomputer in Germania, per risolvere problemi ambientali, astrofisici e biomedici Lenovo Data Center Group e Intel forniranno un supercomputer di nuova generazione al Leibniz Rechenzentrum (LRZ) dell’Accademia Bavarese delle Scienze di Monaco. Tra i più importanti centri di calcolo scientifici, di ricerca e accademici in Europa, l’LRZ gestisce non solo un’immensa quantità di Big Data, ma elabora e analizza rapidamente i dati per accelerare attività di ricerca quali la più grande simulazione di terremoti, e relativi tsunami, mai effettuata. Questo annuncio arriva sull’onda di una serie di importanti successi tra cui spicca il supercomputer Marconi installato al CINECA di Bologna, che con i suoi 15,3 petaflops, più di 314.000 core è il secondo più grande in Europa e il 14° a livello globale, secondo la Top500 List del novembre 2017. Marconi è un cluster di 1.500 server Lenovo ThinkSystem SD530, che sommato all’esistente piattaforma Lenovo NeXtScale va a formare, al CINECA, un data center di oltre 7.000 server con un picco di 20 petaflops di potenza di calcolo. Quando sarà completato verso la fine del 2018, il nuovo supercomputer (denominato SuperMUC-NG) sarà messo all’opera sostenendo la ricerca in discipline scientifiche complesse quali l’astrofisica, la fluidodinamica e le scienze mediche e farmaceutiche. L’installazione presso l’LRZ comprenderà tra l’altro il ventimilionesimo server consegnato da Lenovo, un traguardo significativo per la divisione Data Center Group dell’azienda. Il SuperMUC-NG fornirà una capacità di calcolo di ben 26,7 petaflops distribuita su quasi 6.500 nodi di server Lenovo ThinkSystem SD650 di nuova generazione con processori Intel Xeon Platinum e Intel Advanced Vector Extensions (Intel AVX 512), ed è interconnesso con l’architettura Intel Omni-Path. Il nuovo sistema comprenderà la potente suite di gestione LiCO (Lenovo Intelligent Computing Orchestrator) e componenti basati su cloud che agevoleranno la condivisione dei risultati. Con l’obiettivo di ridurre i costi operativi dell’infrastruttura, il nuovo supercomputer SuperMUC-NG presenta l’avanzata tecnologia di raffreddamento ad acqua di Lenovo, che utilizza il calore disperso dal computer per generare acqua fredda e mantenere il sistema in temperatura. Assieme al software Lenovo Energy Aware Run-Time (EAR) di controllo dinamico dell’energia del sistema, questa tecnologia consente risparmi energetici superiori del 45% rispetto a sistemi analoghi raffreddati ad aria. Quando sarà operativo, si prevede che il sistema SuperMUC-NG dell’LRZ entri a far parte della classifica TOP500 globale dei supercomputer. The post Lenovo Data Center Group fornirà supercomputer all’LRZ di Monaco di Baviera appeared first on Data Manager Online.
Amazon si arrende al Fisco e pagherà 100 mln di euro
Amazon pur di evitare di finire in tribunale per evasione fiscale si è accordato con l’Agenzia delle Entrate per pagare 100 milioni di euro di tasse evase L’Agenzia delle Entrate sta usando il pugno di ferro nei confronti delle multinazionali del web che evitano di pagare il giusto apporto di tasse nel nostro Paese. Quest’ultime sembrano oggi diventate molto più collaborative rispetto al passato e anche Amazon ha deciso di chinare il capo per evitare di finire in tribunale dopo l’inchiesta per evasione fiscale avviata dalla Procura della Repubblica di Milano. Il colosso dell’e-commerce, che è stato pubblicamente attaccato da Spotify e altre piattaforme di streaming per la sua politica riguardo la musica, è disponibile a pagare 100 milioni di euro come compensazione per le mancate imposte. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha accertato che Amazon ha realizzato in Italia “una stabile organizzazione” per trasferire i propri introiti verso la sede principale in Lussemburgo sotto forma di costi per i servizi e usufruire così degli aiuti fiscali corrisposti dal piccolo Paese europeo, che per questo motivo è stato deferito dalla Commissione Ue insieme all’Irlanda. Questa organizzazione avrebbe agito tra il 2011 e parte del 2015. Amazon si è difesa affermando che in quel periodo la sede italiana si componeva di un numero esiguo di addetti e che effettivamente la maggior parte dei servizi fossero stati erogati da struttura lussemburghese. Inoltre, il giro d’affari nel Belpaese sarebbe cresciuto solo in seguito all’apertura della sede di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. La Procura ha comunque tenuto conto dell’impegno dimostrato da Amazon nell’offrire nuovi posti di lavoro e della richiesta informale (Apa) inviata all’Agenzia delle Entrate nel 2011 e per questo si è detta disposta ad accettare il pagamento di 100 milioni di euro di tasse non corrisposte al Fisco per archiviare il fascicolo. Nei mesi scorsi altre multinazionali del web sono state costrette a patteggiare con l’Erario. Google ha dovuto sborsare ben 306 milioni di euro mentre Apple ha restituito 318 milioni di dollari. Facebook, che ha subito la stessa sorte nel Regno Unito, proprio in questi giorni ha annunciato che dal 2019 fatturerà in Italia i servizi erogati nel nostro Paese e non Irlanda come avviene tuttora, ma diversi esperti concordano che il social network non pagherà comunque le tasse effettivamente dovute. The post Amazon si arrende al Fisco e pagherà 100 mln di euro appeared first on Data Manager Online.
Fb, nel 2018 spot a inizio video
Solo sulla piattaforma Watch, dedicata ai contenuti