360 Consulenza
Assistenza

GDPR: da una conformità statica a una conformità fuzzy

GDPR, criteri oggettivi e scelte soggette a interpretazione. Ma esiste uno strumento in grado di garantire al titolare o all’auditor di valutare la conformità delle scelte effettuate? Chiunque stia implementando il GDPR si sarà trovato di fronte a più di un dubbio là dove, rispetto alle tradizionali misure minime di sicurezza, deve confrontarsi con la scelta di misure “adeguate” la cui valutazione è demandata al titolare. Questo è solo uno degli adempimenti previsti dal GDPR che richiedono una presa di posizione autonoma da parte del titolare che, molto più responsabilizzato, deve valutare attentamente le proprie scelte. Ma esiste uno strumento che consenta a un titolare o a un auditor di valutare la conformità delle scelte effettuate? Al riguardo, sarebbe utile disporre di strumenti che guidino sia nella scelta iniziale sia nella successiva valutazione di conformità tramite criteri oggettivi e ripetibili. Inoltre, una conformità autodefinita è di per sé sia dinamica (we go from static to dynamic compliance[1]) sia incerta o, se vogliamo “sfumata” (fuzzy). Entrambi questi aspetti sono gestibili dalla logica fuzzy, un’estensione della normale logica aristotelica che è basata sul principio del terzo escluso (chi è alto non è basso, chi è bianco non è nero…), nata per trattare tutte le sfumature di grigio che ci sono tra il bianco e il nero e che rappresentano l’incertezza. #GDPR Giancarlo Butti L’intelligenza artificiale applicata alla compliance @ClusitClick To Tweet Per capire la logica fuzzy useremo il celebre sillogismo di Socrate: Socrate è un uomo; l’uomo è mortale; Socrate è mortale e qui siamo nel tradizionale. Purtroppo, non tutti i problemi sono «in bianco e nero». Per esempio: L’uomo sano vive a lungo; Socrate ha il raffreddore; Socrate vivrà a lungo o no? Saremmo tutti portati a dire che Socrate vivrà a lungo in quanto il raffreddore è una malattia blanda che di solito non porta alla morte, ma questo può essere quantificato. Socrate comunque non è perfettamente sano, ma appartiene contemporaneamente all’insieme degli uomini sani (con un elevato grado di appartenenza) e all’insieme degli uomini malati (con un basso grado di appartenenza). Tradotto in termini fuzzy, ci si potrà quindi esprimere non più con un giudizio di conformità assoluta, ma sul singolo adempimento, su parti di esso, sull’intero GDPR con un insieme continuo di valori. Ma chi è in grado di determinarli? Alcuni aspetti di natura più formalizzata, come il contenuto di un’informativa, potranno essere valutati secondo logiche altrettanto formalizzate, ma altri aspetti quali appunto le misure di sicurezza richiedono una valutazione più articolata, complessa, soggetta a interpretazione. L’insieme di elementi da prendere in considerazione sono molto numerosi e appannaggio di pochi esperti. Anche in questo, la logica fuzzy può essere di aiuto. Grazie a essa è possibile creare con relativa facilità dei Sistemi Esperti (SE) – un programma che, adeguatamente addestrato, è in grado di rispondere a un problema come risponderebbe un esperto umano – neurofuzzy[2], nei quali “formalizzare” le conoscenze e le competenze di uno o più esperti in materia. Oggi, l’utilizzo di questo approccio (già noto da parecchi anni e non molto diffuso per la sua originale difficoltà di sviluppo) è enormemente facilitato: concretamente, si tratta di compilare dei semplici fogli Excel con i dati noti nei quali inserire una serie di parametri in ingresso e i risultati attesi; sarà un apposito software che permetterà al sistema di elaborare l’algoritmo che lega questi elementi, superando il limite dei SE tradizionali finora disponibili: l’incapacità dell’esperto umano di formalizzare le proprie conoscenze e delegarle all’elaboratore. Un altro esempio questo, di applicazione dell’intelligenza artificiale al mondo della conformità (RegTech). Giancarlo Butti, auditor e docente di CLUSIT [1] Isabelle Falque Pierrotin Chief of WP29, april 2016 [2] Un sistema esperto neurofuzzy combina la capacità di apprendimento di una rete neurale con le caratteristiche della logica fuzzy. Per maggiori dettagli: Intelligenza artificiale e soft computing. Applicazioni pratiche per aziende e professionisti – L. Schiavina, G. Butti (2017) FrancoAngeli The post GDPR: da una conformità statica a una conformità fuzzy appeared first on Data Manager Online.

Equilibra, gli integratori digitali fanno la differenza

“Il Benessere alla portata di Tutti ” è l’ambiziosa mission di Equilibra, storica azienda italiana nata a Torino nel 1987 dalla passione di Franco Bianco e diventata oggi il riferimento nazionale nel settore del benessere. Al settore degli integratori alimentari, nel quale la leadership italiana è indiscussa, si è andata affiancando la divisione cosmetica che ha di recente raggiunto anch’essa una posizione di leadership nel mondo della cosmesi naturale. Si tratta di un marchio legato al retail, pertanto il focus della strategia digital attuale è naturalmente di brand awareness, soprattutto su un target audience femminile per incrementare il walk-in nei punti vendita fisici dei propri clienti B2B. L’azienda vende in circa 20 paesi tramite una rete indiretta gestita da agenti e la tecnologia è di supporto al posizionamento strategico di marketing, al servizio dei propri clienti e all’attività di coordinamento della forza vendita. Il responsabile commerciale Marco Bianco ha la chiara consapevolezza dei benefici che il digital stia portando nel settore e ha l’obiettivo di utilizzarla per continuare a espandere anche online la rete di distribuzione dell’azienda oltre che per le analisi di business intelligence che rappresentano il focus attuale dell’azienda. Nella conversazione con Data Manager sono emersi i punti focali della strategia di lungo termine che mira a un importante presidio social (YouTube, Instagram etc.) lato clienti finali, con un focus sul settore cosmesi, e si affianca al posizionamento online del magazine trimestrale InForma, distribuito anche in edicola in 120mila copie in forma cartacea. Il percorso che l’azienda sta compiendo nell’ambito della digital transformation è guidato da un processo di formazione/informazione dei singoli manager, al fine di renderli consapevoli dei nuovi strumenti disponibili, senza precorrere le tappe necessarie a far maturare la giusta cultura aziendale che abiliti il cambiamento. Lo strumento di analisi che utilizzeremo per fare una fotografia attuale della situazione aziendale è la metodologia Digital Building Blocks. DIGITAL ANALYTICS – Nella grande distribuzione organizzata, i dati rappresentano naturalmente il focus principale per il controllo di gestione e per aver la chiara consapevolezza della direzione da tenere nello sviluppo del business. L’azienda presidia l’ambito business intelligence con un software web based che consente di fare analisi aggregate secondo le diverse dimensioni di prodotto e di clientela. Questo consente di gestire efficacemente le variabili contrattuali che sono molte e difficili da ingegnerizzare nei contratti con i centri di acquisto della GDO. I dati dei web analytics sono integrabili, ma non ancora integrati nei cruscotti di analisi. L’azienda Equilibra affianca i propri dati di uscita di cassa con dati di vendita con gradualità a livello di comune, acquistati dai leader di mercato (Nielsen e IRI InfoScan). Il pensiero strategico è aggregare tutti i dati all’interno di un hub che permetta di fare analisi integrate per permettere di visualizzare tutti i comportamenti all’interno di dashboard di presentazione dei behaviour degli utenti e dei clienti. Attualmente, il management non è ancora a regime nello sfruttare tutti i dati disponibili e nell’analizzare tutti i pattern di acquisto. INBOUND MARKETING – Consapevole delle tecniche di inbound marketing, al momento Equilibra non sta sfruttando tutti i canali digitali per le attività di marketing operativo, volte all’acquisizione di nuovi distributori nei vari paesi in cui è presente. La strategia di posizionamento segue un’analisi di opportunità/paese, ma è tatticamente definita dalle opportunità che si presentano. Il focus principale resta l’Italia, e l’attività di brand awareness e reputation, in primis nei confronti del target audience femminile. Sono presidiati i canali social, dove una strategia di content marketing è focalizzata al supporto delle offerte di stagione. Non è ancora destinato un budget sul digital advertising finalizzato alla vendita online. Attualmente, non vengono ancora effettuate attività di lead nurturing one-to-one (obiettivo per il futuro), bensì solo di email marketing attraverso una opportuna piattaforma. Marco Bianco @Equilibra_Ita Mettere al centro l’esperienza del cliente @ADICO_mkt_salesClick To Tweet LEAD GENERATION E PROCESSI DI VENDITA – Poiché si parla di vendita tramite canali di GDO, siamo in un caso in cui è l’e-commerce l’obiettivo privilegiato, non trattandosi di vendita “complessa” e quindi effettuata tramite un processo di vendita relazionale. I lead generati dall’online sono mirati all’espansione nei mercati esteri perché tutti i distributori italiani rilevanti sono soggetti conosciuti e con cui si intrattengono relazioni commerciali da lungo tempo. Gli agenti sono il presidio del territorio con pochi grandi clienti nazionali organizzati in centrali di acquisto e molti referenti locali gestiti nella granularità nazionale. E-COMMERCE – L’azienda è consapevole del fatto che la GDO nel suo complesso dovrà confrontarsi con l’e-commerce. Attualmente, l’ecommerce di Equilibra è a supporto dei clienti che non possono trovare il prodotto nei punti vendita locali e la strategia è quella di creare e gestire una rete di vendita online a partire dalla presenza su Amazon. L’altra presenza significativa attuale è nei siti di flash sales, ma l’azienda è consapevole del fatto che in futuro il posizionamento in ogni nuovo mercato nazionale avverrà in primis online e solo in seguito nei canali tradizionali offline, quando l’evidenza del test di mercato online consentirà un posizionamento strategico del brand. USER EXPERIENCE – La logica sposata naturalmente è quella dell’omnicanalità, che pone al centro l’esperienza dell’utente con una logica di servizio a 360 gradi. Tutti i canali consentono una esperienza di acquisto di marca e una attività di cross selling tra le varie referenze, con una strategia effettuata a partire da un posizionamento di category coadiuvato da un software specifico. Equilibra riceve dai propri clienti il dato di prodotti e fornitori e fornisce un’analisi dettagliata del posizionamento di ognuna delle referenze negli scaffali a partire dai dati di vendita di dettaglio. L’output per il cliente è l’informazione di dove debba posizionarsi ogni categoria di prodotto (proprio o della concorrenza) per massimizzare i guadagni: un servizio che fidelizza la clientela, ma che ha anche l’obiettivo di acquisire dati utili per il corretto posizionamento strategico di mercato. IPERPERSONALIZZAZIONE – L’esperienza di acquisto viene personalizzata per ogni punto vendita in funzione del controllo del posizionamento di tutti i prodotti dell’azienda per consentire un acquisto “facile” delle

Hotspot Wi-Fi usato per minare Bitcoin

In Argentina un hacker ha violato la rete pubblica di un locale Starbucks per trasformarla in una miniera di criptovalute Quando le agenzie di sicurezza dicono di fare molta attenzione nel connettersi a reti pubbliche wireless non mentono. Il rischio è quello di prendersi un bel malware, anche sullo smartphone, ma pure di ritrovarsi nel mezzo di un processo di minazione di Bitcoin. Questo è quanto successo in Argentina, dove un locale classico della catena Starbucks è stato trasformato in una miniera virtuale di criptomoneta. Un tecnico ha infatti scoperto di aver beccato un virus dopo essersi connesso al Wi-Fi gratuito del bar in questione. Con una rapida ricerca ha poi evidenziato un paio di righe di codice molto interessanti, che provavano le chiare intenzioni di un hacker di convertire il potere di calcolo del terminale che gestiva l’hotspot in un processo di mining sempre attivo. Quasi botnet Il fatto è che, nel complesso, uno dei trend che nel 2018 potrebbero colpire il mondo della sicurezza informatica potrebbe essere proprio questo: la creazione di botnet a scopo di creazione  di bitcoin. Il vantaggio sarebbe duplice per i cybercriminali. Da un lato la possibilità di portarsi a casa, in maniera automatica, la valuta non tracciabile, dall’altro l’opportunità di lavorare nell’ombra, senza chiari segni di infezione sui dispositivi connessi, se non un certo rallentamento prestazionale del sistema. Inoltre, diffondere il malware da una rete pubblica di vasta portata, permette di contagiare rapidamente un numero ampio di device, trasformati in piccoli ma utili miners al lavoro senza mai fermarsi (tranne quando vengono spenti ovviamente). Anche in questo caso, l’importanza è dotarsi sempre di un software antivirus aggiornato. Il cavallo di Troia è infatti rappresentato comunque da un codice maligno che i brand più conosciuti possono individuare ed eliminare nel giro di poco. Certo è, che se proprio vi è necessità di collegarsi a un Wi-Fi gratuito, meglio limitarsi a navigare su siti e app che non scambiano informazioni personali, per evitare danni anche maggiori alla sola critpo-creazione. The post Hotspot Wi-Fi usato per minare Bitcoin appeared first on Data Manager Online.

Tè caldo, una tazza al giorno protegge la vista

Uno studio dimostra come il tè caldo aiuti a ridurre il rischio di sviluppare il glaucoma Pubblicata sul British Journal of Ophthalmology, una ricerca dimostra che bere una tazza di tè caldo almeno una volta al giorno terrebbe lontano il glaucoma, una grave malattia degli occhi. La patologia determina un aumento della pressione sanguigna intraoculare, danneggiando il nervo ottico, non a caso è una delle principali cause della cecità nel mondo e attualmente colpisce 57.5 milioni di persone, con un aumento previsto fino a 65.5 milioni entro il 2020. In precedenza è stata indagata la correlazione tra consumo di caffeina e alterazione della pressione intraoculare, ma non è mai stato condotto uno studio comparativo che confrontasse il potenziale impatto di bevande con caffeina o decaffeinate sul rischio di sviluppare la malattia. Secondo uno studio internazionale l’uso della pillola contraccettiva per tre o più anni aumenterebbe del doppio il rischio di glaucoma. Uno studio comparativo La ricerca ha attinto ai dati di un sondaggio annuale americano su circa 10.000 persone sullo stato di salute e nutrizionale di bambini e adulti americani. Questo sondaggio includeva test oculari per il glaucoma, da cui è emerso che tra i 1.678 partecipanti che hanno ricevuto i risultati di test oculari completi, il 5% aveva sviluppato la condizione. A questo punto tramite un questionario si è indagato su quante volte e con quale frequenza avevano bevuto bevande con caffeina o decaffeinate nei 12 mesi precedenti: mettendoli a confronto con le persone che non bevevano tè caldo ogni giorno, e valutando anche fattori concomitanti come diabete e fumo, è risultato che quelli che bevevano tè caldo ogni giorno avevano il 76% in meno di possibilità di sviluppare il glaucoma. Non sono state trovate associazioni analoghe per il caffè, anche decaffeinato, il tè ghiacciato o decaffeinato e le bevande analcoliche. Un limite dell’indagine potrebbe essere dato dal fatto che non sono stati considerati altri fattori come le dimensioni della tazza, il tipo di tè o il tempo di infusione, che potrebbero invece essere influenti. Un potente antiossidante Una certezza è che il tè è una bevanda ricca di antiossidanti e sostanze chimiche antinfiammatorie e neuroprotettive, che sono già in precedenza stati associati a una riduzione del rischio di sviluppare malattie malattie cardiache, cancro e diabete. Non bisogna dimenticare che proprio ossidazione e neurodegenerazione, secondo alcuni studi, sarebbero determinanti nell’insorgere del glaucoma.  Sono tuttavia necessari ulteriori approfondimenti per arrivare a determinare una correlazione più sicura tra consumo di tè e sviluppo della malattia e potere quindi attribuire alla bevanda un ruolo importante nella prevenzione. The post Tè caldo, una tazza al giorno protegge la vista appeared first on Data Manager Online.

Porsche Consulting e SPS IPC Drives Italia lanciano il primo Digital Transformation Contest dedicato alle aziende italiane

Ideato da Porsche Consulting e promosso da SPS Italia il contest mira a creare un network virtuoso di aziende in grado di condividere esperienze ed ecosistemi tecnologici a supporto della trasformazione digitale Porsche Consulting, società di consulenza strategica che supporta le aziende italiane nella loro crescita competitiva, in collaborazione con Messe Frankfurt Italia, filiale del gruppo fieristico internazionale con sede a Francoforte, lanciano a SPS Italia 2018 il “Porsche Consulting Digital Transformation Contest”. Il contest è finalizzato a premiare e dare visibilità ad aziende appartenenti a due categorie, le grandi aziende e le PMI, che hanno già intrapreso il percorso di trasformazione digitale per diventare “digital champion”. I nomi dei 10 finalisti (5 per categoria) verranno annunciati in una delle giornate dal 22 al 24 maggio 2018 a Parma durante la Fiera SPS IPC Drives Italia. I risultati degli ulteriori colloqui di approfondimento effettuati con i finalisti verranno sottoposti al Comitato di Valutazione del Contest che proclamerà i vincitori durante una serata di gala dedicata. I primi tre classificati di ciascuna categoria (grandi aziende e PMI) riceveranno supporto ed affiancamento da Porsche Consulting per un valore di 20.000 euro, una visita benchmark agli stabilimenti Porsche in Germania, là dove è nata l´Industria 4.0 ed una visita alla Fiera SPS IPC Drives che si svolgerà a Norimberga dal 27 al 29 novembre 2018. Josef Nierling, amministratore delegato di Porsche Consulting afferma “questa iniziativa è la coerente prosecuzione della nostra missione avviata da alcuni anni: supportare le aziende italiane nel cogliere le opportunità derivanti dalla trasformazione digitale. Abbiamo contribuito all´indagine della X Commissione parlamentare delle Attività Produttive, mostrando loro il modello tedesco Industrie 4.0 e alcune applicazioni concrete negli stabilimenti Porsche, al fine supportare il piano nazionale. Abbiamo lanciato l´Accademia Industria 4.0 in Italia per formare gli imprenditori nella creazione della propria agenda digitale e abbiamo ideato il Modello di Filiera 4.0 a sostegno, anche al credito, dell´ecosistema di fornitori. La nuova fase del piano nazionale è focalizzata alla qualificazione delle risorse sulle nuove competenze: noi siamo precursori con il Modello di Re-training, già implementato in aziende leader italiane. Grazie a questo impegno ci siamo aggiudicati il premio Le Fonti 2017 come Eccellenza dell’Anno per la Consulenza in materia di Industria 4.0 & Digital Transformation. La trasformazione digitale – continua Nierling – rimane una priorità strategica per le aziende italiane ed è un fondamentale tassello per la competitività del nostro Paese: attraverso il Contest che abbiamo ideato vogliamo premiare chi ha già intrapreso concretamente e con successo il percorso di trasformazione, perché diventi esempio di ispirazione e incoraggiamento per tutti” Giovanni Notarnicola, Associate Partner responsabile dell´area digital trasformation in Italia e promotore dell´iniziativa aggiunge:”La vera sfida è di prepararci ad affrontare un mondo estremamente dinamico, ad intraprendere nuove strade, a sperimentare nuove soluzioni mentre gestiamo il business tradizionale, intercettando il momento giusto in cui il nuovo può superare il vecchio. Per fare ciò è indispensabile dotarsi di un modello di governance strutturato, un´organizzazione ad alta performance basata sull´agilità e sulla reattività. La digital transformation non è una questione di tecnologia, ma di strategia ed organizzazione sostenuta dalla tecnologia. Sono questi elementi che faranno emergere le aziende nel Contest Porsche Consulting”. Donald Wich, Amministratore Delegato Messe Frankfurt Italia commenta “Porsche Consulting è un partner ideale per affiancare le imprese manifatturiere e supportarle nel disegno di un modello di successo strutturato e idoneo al percorso di trasformazione che stanno attraversando. La collaborazione e l’iniziativa che verrà lanciata a Parma, in occasione di SPS Italia, saranno di spunto per un confronto “strategico” e motivo di condivisione di esperienze di successo per la rete di aziende coinvolte.” The post Porsche Consulting e SPS IPC Drives Italia lanciano il primo Digital Transformation Contest dedicato alle aziende italiane appeared first on Data Manager Online.