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Lectra nomina Nathalie Brunel Vicepresidente Vendite, Moda e Abbigliamento

Nathalie Brunel si occuperà di aiutare i team globali di Lectra nell’implementazione della nuova strategia per i clienti Lectra è lieta di annunciare la nomina di Nathalie Brunel a Vicepresidente Vendite, Moda e Abbigliamento. Presso l’headquarter di Parigi, Nathalie farà riferimento a Edouard Macquin, Direttore commerciale di Lectra e membro del Comitato esecutivo. Nathalie Brunel sarà responsabile dell’accompagnamento delle filiali di Lectra nella messa in opera del piano d’azione strategico del Gruppo, che consiste nella commercializzazione di un’offerta per PLM e sale taglio del futuro, fondamentale per il processo la customer experience. Nathalie lavorerà in particolare con sei paesi: Stati Uniti, Cina, Germania, Regno Unito, Francia e Italia. “Il settore della moda e dell’abbigliamento è un mercato storico per Lectra, nonché il settore su cui si basa la sua presenza sul piano internazionale. I nostri clienti, che si aspettano da noi la massima competenza, hanno bisogno della nostra consulenza professionale per affrontare le sfide legate alla digitalizzazione nel settore in cui operano. Nathalie Brunel, che si è occupata dell’implementazione di soluzioni complesse presso grandi gruppi accumulando esperienza nella trasformazione delle organizzazioni e nello sviluppo di business, è un capitale prezioso sia per Lectra che per i nostri clienti”, afferma Edouard Macquin. “L’ecosistema della moda e dell’abbigliamento sta entrando nell’era digitale. Desidero portare la proposta di valore di Lectra all’attenzione dei clienti, facilitando loro la transizione verso l’Industria 4.0. Sono fiera di potere contribuire all’integrazione di nuove tecnologie nei loro processi, dalla progettazione al prodotto finito. È importante venire incontro alle esigenze delle società che si muovono su un mercato complesso e frammentato, per generare nuove dinamiche sia locali che globali”, afferma Nathalie Brunel. Nathalie Brunel ha oltre 20 anni di esperienza nella gestione di grandi conti e in responsabilità gestionale. Nel 1996 è entrata nel gruppo Altran, dove ha ricoperto i ruoli di Direttore dello sviluppo, Direttore di business unit, Direttore associato e Direttore esecutivo per i grandi clienti. Nel 2011 è passata a Orange Business Services, dove è stata dapprima Vicepresidente Operazioni commerciali e Assistenza e in seguito Vicepresidente Grandi clienti, Produzione e IT. Prima di entrare in Lectra, Nathalie Brunel è stata Amministratore Delegato e azionista di Okavango Energy, una società industriale e di consulenza sulla performance energetica. Nathalie Brunel si è laureata presso l’Institut supérieur de commerce de Paris. The post Lectra nomina Nathalie Brunel Vicepresidente Vendite, Moda e Abbigliamento appeared first on Data Manager Online.

Nel 2018 i russi vorrebbero un candidato AI

Quella avanzata da Alisa è più di una provocazione perché ha già migliaia di sostenitori, seppur si tratti solo di un sogno Partiamo da un presupposto, ad oggi nessun paese al mondo prevede la possibilità di opporre a un candidato politico umano una piattaforma informatica, che abbia le sembianze di un robot o solo di un software dentro un computer. L’ultima nazione poi che potrebbe aprire a un futuro del genere sarebbe la Russia, dove Putin è un po’ l’highlander della politica internazionale, difficilmente intenzionato a lasciar spazio a un ammasso di bit e silicio. Però proprio in Russia è nata Alisa. Si tratta di una piattaforma di Intelligenza Artificiale pensata proprio per svolgere mansioni politiche. No, non parliamo di truffare i cittadini, passare serate di dubbia etica in ville in campagna oppure di piazzare i parenti nelle posizioni più rilevanti ma di prendere decisioni corrette e ponderate in tempo breve, lasciando i vecchi processi e percorsi burocratici al vecchio millennio. Cosa può fare Una provocazione? Sicuramente ma non solo. I fautori di Alisa sono chiari: “ci servono 300 mila firme per mandare avanti la petizione e candidare il robot alle elezioni del prossimo anno”. Ben lungi dal pensare che l’AI possa vincere, è più plausibile ipotizzare una maggiore integrazione di programmi informatici nelle attività politiche dei governi. Sono gli stessi creatori a dirlo: una AI può pensare e reagire più velocemente di ogni essere umano; è in grado di lavorare sempre, 24 ore su 24, festivi inclusi; ascolta le opinioni e le esigenze di tutti, per prendere poi la decisione migliore e, soprattutto, assicura lunghi periodi di stabilità politica, visto che non invecchia. Fantasie degne di un ottimo film sci-fi, è vero, ma non ci sorprenderemmo così tanto se in uno dei programmi dei candidati a USA 2020 ci fosse anche un punto circa l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale all’interno delle operazioni più complesse. Del resto eserciti e analisti sfruttano già un bel po’ di tecnologia per avanzare nelle loro strategie. The post Nel 2018 i russi vorrebbero un candidato AI appeared first on Data Manager Online.

Evviva Vivo: metterà il lettore di impronte sotto il display

Il produttore cinese afferma di aver pronta la tecnologia in grado di migliorare l’accesso biometrico agli smartphone, evitando qualsiasi compromesso Qualche giorno fa scrivevamo delle novità di Synaptics in ambito mobile, lato hardware. Il costruttore aveva infatti reso ufficiale l’esistenza di una tecnologia per piazzare il classico lettore di impronte digitali direttamente sotto lo schermo dei telefonini, integrandolo così nell’area dedicata al touch. Bene, la compagnia si era anche lasciata sfuggire il raggiungimento di un accordo per la spedizione dei primi esemplari a uno dei primi cinque produttori di smartphone al mondo. Quel produttore risponde al nome di Vivo. Il brand, poco conosciuto dalle nostre parti è famosissimo in Cina e quinto nella classifica dei principali phonemaker a livello globale. Il primo cellulare sul mercato in grado di beneficiare dell’innovazione di Synaptics dovrebbe arriva in patria entro la prima parte del 2018, per approdare poi anche altrove. Come funziona Ma in che modo Synaptics è riuscita a giungere a un obiettivo del genere? Stando alle prime indiscrezioni, attraverso lo sviluppo di un lettore con tecnologia ottica, simile cioè ai moduli fotografici anteriori e posteriori dei moderni smartphone. Il modulo biometrico è formato da un sensore di immagine CMOS, spesso solo 0,7 millimetri e in grado di essere posizionato senza troppe difficoltà sotto un display OLED. Pare che la tecnica funzioni davvero bene e sia più veloce del previsto. Anzi, è in grado anche di svolgere il proprio lavoro quando le dita registrate sono bagnate per via della pioggia o perché si è sotto la doccia. Insomma, almeno sulla carta sembra che non vi siano compromessi rispetto alle soluzioni di accesso odierne. Synaptics ha definito il suo sistema ClearID e Vivo non sarà l’unica a beneficiarne visto che nei prossimi mesi anche altri big potrebbero sceglierlo per migliorare l’estetica e il design dei loro terminali. The post Evviva Vivo: metterà il lettore di impronte sotto il display appeared first on Data Manager Online.

Huawei P11 è pronto per il MWC 2018

Huawei P11 dovrebbe essere svelato a febbraio e forse integrerà una fotocamera posteriore da 40 Megapixel Huawei si prepara al lancio del suo nuovo top di gamma che dovrà competere prima con iPhone X di Apple e poi con Galaxy S9 di Samsung. Secondo l’esperto e leaker Roland Quandt, l’atteso Huawei P11 esattamente come il suo predecessore sarà svelato durante il Mobile World Congress di Barcellona (MWC 2018) che si terrà il prossimo 26 febbraio. A confermarlo è stata la stessa azienda cinese durante un evento natalizio in Germania in cui ha annunciato “nuovi prodotti entusiasmanti” per l’anno prossimo incentrati sulla fotografia e l’intelligenza artificiale. Lo smartphone inoltre dovrebbe essere commercializzato già nel primo trimestre del 2018. Manca ancora un po’ di tempo alla presentazione ufficiale di Huawei P11 ma già conosciamo alcune delle sue caratteristiche. Il secondo produttore di smartphone al mondo, che sta anche lavorando ad un terminale pieghevole e un visore per la realtà aumentata, ha diffuso un’immagine promozionale in cui mostra un sistema a tripla fotocamera da 40 Megapixel inserito nella parte retrostante del terminale. Evan Blass ritiene che il sensore sia nato dalla recente collaborazione con Leica e garantirà uno zoom ibrido 5X. Ancora non è chiaro se questo apparato caratterizzerà solo la versione Plus o entrambi i modelli. La fotocamera frontale dovrebbe invece essere da 24 Megapixel. Dal punto di vista del design, Huawei P11 dovrebbe presentare un display da 6,01 pollici Full HD+ fornito da Samsung con bordi ridotti all’essenziale e una fascia nella parte alta più sottile rispetto a quella vista su iPhone X. A Barcellona il nuovo top di gamma dell’azienda cinese dovrà comunque vedersela con Galaxy S9. Anche il terminale di Samsung sarà forse svelato al MWC 2018 e si vocifera sarà disponibile in una ulteriore colorazione e con un nuovo modulo DeX associato. The post Huawei P11 è pronto per il MWC 2018 appeared first on Data Manager Online.

Trend Micro IoT Security supporta Mentor Automotive ConnectedOS

Trend Micro IoT Security è una soluzione di sicurezza per i dispositivi IoT che si connettono al di fuori degli autoveicoli attraverso comunicazioni IP Le automobili stanno diventando sempre più connesse e intelligenti e i recenti attacchi, diretti principalmente ai sistemi di chiusura porte e ai freni, hanno dimostrato la vulnerabilità dei progetti e costretto alcuni produttori a ritirare diversi modelli. I requisiti di sicurezza che devono avere i sistemi delle auto sono sempre più rigidi. In questo contesto Trend Micro, leader globale nelle soluzioni di sicurezza informatica, annuncia che Trend Micro IoT Security supporta Mentor Automotive ConnectedOS, soluzione dell’azienda Mentor, parte del gruppo Siemens. Mentor Automotive ConnectedOS è presente in molti sistemi di bordo di infotainment (IVI) e nei sistemi di informazioni per il guidatore (Cluster), di diversi produttori. “I dispositivi IoT rappresentano una grande sfida in tutti i settori, proprio perché aprono nuove aree di attacco. Dobbiamo implementare soluzioni di sicurezza per l’IoT efficaci e a tutti i livelli, sui dispositivi così come all’interno dei server e delle reti”. Ha affermato Eva Chen, co-founder e CEO Trend Micro. “Grazie al supporto che IoT Security garantisce a Mentor Automotive ConnectedOS, siamo in grado di prevedere la sicurezza sin dall’inizio e assicurare che non ci si debba pensare quando è troppo tardi”. Trend Micro IoT Security è una soluzione di sicurezza per i dispositivi IoT che si connettono al di fuori del veicolo attraverso comunicazioni IP e su sistemi operativi generici. La soluzione riduce i rischi includendo una security sin dal livello di progettazione e sviluppo e questo permette una sicurezza migliore. “Il supporto Trend Micro per Mentor Automotive ConnectedOS ci aiuterà a rispondere in maniera efficace alle crescenti preoccupazioni sulla sicurezza dei sistemi da parte dei nostri clienti” Ha affermato Michael Ziganek, director of infotainment for Mentor’s automotive business unit. Le caratteristiche chiave di Trend Micro IoT Security: Risk Detection Identifica i rischi utilizzando il rilevamento delle anomalie Verifica l’integrità dei file Rileva le vulnerabilità Protezione del sistema Controllo degli accessi Rilevamento delle intrusioni Virtual Patching Visibilità sulla sicurezza Security dashboard e management console The post Trend Micro IoT Security supporta Mentor Automotive ConnectedOS appeared first on Data Manager Online.

Niente iTunes su Microsoft Store fino al 2018

Apple ha confermato che iTunes non debutterà su Microsoft Store prima della fine dell’anno nonostante le promesse di Microsoft Microsoft durante la conferenza Build 2017 ha confermato che iTunes sarebbe finalmente arrivato su Microsoft Store entro la fine di quest’anno. Oggi questa affermazione è stata smentita direttamente dall’ufficio stampa di Apple a ZDNet. Lo store digitale dell’azienda di Cupertino, che è stata pubblicamente attaccata da Spotify e altre grandi aziende del settore per la sua politica riguardo lo streaming, non sarà disponibile sulla piattaforma di Redmond prima del 2018. Apple ha spiegato di aver collaborato con Microsoft per garantire agli utenti Windows una versione di iTunes all’altezza delle loro aspettative ma il lavoro non è ancora concluso. La Mela vuole evitare di proporre su Microsoft Store un servizio ancora incompleto. Il portavoce di Cupertino non ha lasciato intendere la data del possibile rilascio della piattaforma ma è probabile sia stata fissata per l’anno prossimo. In realtà il fatto che iTunes non sia presente su Microsoft Store non fa grande differenza per l’utente. I possessori di un PC Windows potranno continuare a scaricare il programma dal sito di Apple mentre coloro che dispongono di un notebook con Windows 10 S, il sistema operativo pensato per le esigenze degli studenti che non offre Microsoft Store, dovranno semplicemente pazientare. In questi giorni si è inoltre discusso molto sulla possibilità che Apple decida di chiudere iTunes per concentrare tutte le risorse su Apple Music. La Mela ha smentito l’indiscrezione ma la recente acquisizione di Shazam unita al fatto che i ricavi generati dallo streaming sono superiori a quelli dei download lasciano comunque la porta aperta a questa eventualità. The post Niente iTunes su Microsoft Store fino al 2018 appeared first on Data Manager Online.

VMware aggiorna la propria piattaforma integrata per l’Hybrid Cloud

VMware Cloud Foundation 2.3 accelera i tempi di implementazione del cloud ibrido aggiungendo un set completo di funzionalità di gestione del cloud VMware annuncia VMware Cloud Foundation 2.3, la più recente versione della piattaforma cloud ibrida integrata. VMware Cloud Foundation 2.3 introduce funzionalità integrate di cloud management platform (CMP) che offriranno ai clienti un percorso semplificato per la creazione di un cloud ibrido basato su un’infrastruttura e operazioni coerenti. La piattaforma fornirà gestione e provisioning di servizi di elaborazione, rete, storage e applicazioni su larga scala in ambienti cloud ibridi tramite integrazioni con VMware vRealize Automation, vRealize Operations e vRealize Log Insight. In risposta alla domanda sempre crescente di innovazione, i clienti stanno adottando modelli IT più agili e orientati ai servizi che si basano su cloud privati e pubblici. In un’indagine sui clienti VMware del 2016, il 60% dei clienti intervistati ha dichiarato di utilizzare un cloud pubblico. VMware Cloud Foundation offre ai clienti un percorso diretto verso il cloud ibrido fornendo loro un’infrastruttura comune che può essere implementata in locale o eseguita as a service con un’esperienza operativa coerente attraverso i diversi cloud. VMware Cloud Foundation 2.3 fornisce provisioning dei servizi IT per il cloud ibrido L’espansione di VMware Cloud Foundation per includere funzionalità di gestione del cloud fornirà alle aziende una piattaforma cloud ibrida con un modello operativo coerente e la libertà di eseguire applicazioni tradizionali o cloud native senza riscriverle. Attraverso VMware SDDC Manager, VMware Cloud Foundation automatizzerà la distribuzione e la configurazione di vRealize Automation, vRealize Operations e vRealize Log Insight come parte dell’architettura standardizzata della piattaforma. Ciò consentirà alle imprese di ottenere un time to value più rapido. L’integrazione di VMware Cloud Foundation e vRealize Automation consentirà ai clienti di ottenere una maggiore agilità automatizzando la distribuzione di servizi di applicazioni e infrastrutture tramite funzionalità self-service e funzionalità operative di Day2 su un cloud ibrido. I clienti saranno in grado di modellare stack completi di applicazioni e infrastruttura sotto forma di progetti che comprendono risorse di elaborazione, archiviazione, networking e sicurezza insieme a tutte le relazioni che li uniscono. Le operations intelligenti offerte dalla combinazione di vRealize Operations e vRealize Log Insight aiuteranno le aziende a pianificare, gestire e scalare con sicurezza le implementazioni cloud ibride. Inoltre, VMware Cloud Foundation 2.3 introdurrà un supporto server eterogeneo (diversi modelli di server) all’interno di un singolo rack e la possibilità di selezionare server specifici per ciascun dominio del carico di lavoro. Questa combinazione di nuove funzionalità offrirà alle aziende una maggiore flessibilità consentendo loro di adattare i loro ambienti in modo specifico alle esigenze delle loro applicazioni. Inoltre, il supporto di hardware diversi consentirà ai reparti IT di ottenere un ROI maggiore sull’hardware esistente. VMware Cloud Foundation offre un set completo di servizi definiti dal software per l’elaborazione, l’archiviazione, la rete e la sicurezza e ora la gestione del cloud. La gestione integrata del ciclo di vita semplifica l’amministrazione dello stack software dalla distribuzione iniziale alle patch e all’aggiornamento. VMware Cloud Foundation è disponibile per la distribuzione in locale o utilizzato come servizio nel cloud pubblico tramite VMware Cloud on AWS, IBM Cloud for VMware, CenturyLink, Fujitsu K5, OVH e Rackspace Private Cloud con tecnologia VMware. Ecosistema dei partner in crescita VMware Cloud Foundation offre ai clienti la scelta tra un ampio e crescente ecosistema di sistemi integrati chiavi in mano compatibili, opzioni server certificate e servizi cloud pubblici. Nei mesi scorsi, diversi partner hanno presentato nuovi servizi, soluzioni e sistemi basati su VMware Cloud Foundation Dell EMC VxRack SDDC, il modo semplice e veloce per far fronte a un ambiente software-defined data center VMware-based, rack scale, ora è potenziato dalle più recenti tecnologie VMware, tra cui VMware Cloud Foundation, che lo rende fino all’80 percento più efficiente, fornendo più risorse per le applicazioni con un singolo cluster di gestione per l’intero sistema CenturyLink ha introdotto CenturyLinkDCC (Dedicated Cloud Compute) Foundation, un servizio completamente privato basato su VMware Cloud Foundation e server HPE ProLiant ad alte prestazioni Fujitsu distribuirà soluzioni cloud VMware as a service su Fujitsu Cloud Service-K5, basato su VMware Cloud Foundation, oltre a Fujitsu Integrated System PRIMEFLEX per VMware Cloud Foundation per ambienti on-prem Hitachi Vantara di avere in programma un nuovo prodotto Unified Compute Platform rack-scale (UCP RS) basato su VMware Cloud Rackspace fornisce Rackspace Private Cloud powered by VMware, basato su VMware Cloud Foundation, che aiuta i clienti a sfruttare i vantaggi del data center software­defined in una soluzione fornita as a service e completamente gestita da Rackspace Inoltre, VMware e Intel hanno collaborato per offrire le funzionalità dei processori Intel Xeon su VMware Cloud Foundation 2.3 e stanno lavorando insieme per offrire ai clienti Enterprise reciproci un modo rapido, facile e ottimizzato per creare ambienti on-premise basati su VMware Cloud Foundation. Le soluzioni Intel Select per VMware Cloud Foundation offriranno configurazioni verificate da importanti OEM per l’esecuzione di VMware Cloud Foundation. Le soluzioni Intel Select includono processori Intel Xeon Scalable e altre tecnologie Intel integrate per aiutare i clienti a ottenere le massime prestazioni, sicurezza e affidabilità per carichi di lavoro tradizionali e containerizzati e cloud ibridi. Le soluzioni Intel Select per VMware Cloud Foundation saranno disponibili nella prima metà del 2018. VMware Cloud Foundation is gaining traction with global enterprise and commercial customers with large data centers looking to achieve the benefits of a hybrid cloud. Customers who deploy VMware Cloud Foundation can achieve the following benefits when compared to legacy hardware-defined data centers: Up to 6-8x faster time to market by eliminating complex processes around system design, testing, bring-up, and configuration; (2) Increase admin productivity by up to 2x by automating Day 2 operations such as patching, updates, and monitoring; (2) Reduce overall total cost of ownership (TCO) of private cloud deployments by up to 30-40 percent; (2) Deploy workloads with portability between private and public clouds; and, Eliminate hardware costs when consuming as a service from the public cloud. VMware Cloud Foundation sta ottenendo consenso diffuso presso clienti enterprise e commercial con grandi data center che cercano di ottenere i