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Zalando, al via il raddoppio della capacità del magazzino di Stradella (Pavia)

Zalando amplierà il polo logistico di Stradella (Pavia) in accordo con il proprio partner Fiege. Nel corso del 2018 verranno aggiunte due nuove hall e la capacità del magazzino raddoppierà da 20.000 mq a 40.000 mq. Il numero delle persone impiegate aumenterà a oltre 550. Fiege ha supervisionato la gestione della struttura di Stradella sin dalla sua apertura a fine 2015 e continuerà a lavorare alla sua espansione. L’investimento per il magazzino di Stradella e il recente investimento nell’area di Verona, non solo rafforzeranno il servizio offerto alla clientela italiana, ma velocizzeranno anche le spedizioni nei mercati del Sud Europa di Zalando. A dicembre 2017, Zalando ha annunciato il progetto di apertura di un nuovo centro logistico per il mercato del Sud Europa. Il nuovo hub avrà una superficie di 130.000 mq, sarà situato a Nogarole Rocca vicino Verona e creerà oltre 1.000 posti di lavoro a medio termine. “L’ampliamento di Stradella rientra nel nostro piano strategico di crescita in Italia e negli altri mercati del Sud Europa, puntando su un continuo miglioramento dei servizi offerti ai nostri clienti. L’investimento di Stradella ci permette di rispondere a una domanda in crescita” – ha commentato Jan Bartels, VP Customer Fulfillment & Logistics di Zalando – “Ringraziamo il nostro partner Fiege per la positiva collaborazione e guardiamo ora al prossimo passo”. “Portare avanti la nostra collaborazione con un partner strategico come Zalando è per noi motivo di grande soddisfazione” – ha dichiarato Alberto Birolini, Business Development Manager e Membro del Board di Fiege Italia – “È un efficace esempio della nostra ambizione di fornire le nostre soluzioni altamente personalizzate per l’e-commerce ai nostri partner”. The post Zalando, al via il raddoppio della capacità del magazzino di Stradella (Pavia) appeared first on Data Manager Online.

Mutui casa: previsioni 2018

Renato Landoni, Presidente di Kìron Partner: “Volumi stabili e tassi ai minimi” “Il mercato del credito chiuderà il 2017 con volumi erogati per circa 50 mld di euro. Siamo dunque in linea con i valori del 2016. Dopo una prima parte dell’anno che ha visto ancora una crescita dei mutui erogati alle famiglie, nel secondo semestre 2017 la spinta sembra aver diminuito la sua forza ed ha fatto registrare un rallentamento della domanda di credito, soprattutto per quel che riguarda la componente di sostituzione e surroga. Il mercato sembra dunque aver trovato la sua dimensione. Il calo delle interrogazioni rispetto allo scorso anno è continuato fino agli ultimi mesi del 2017. I tassi, supportati dalla politica economica della BCE, si manterranno stabili ai minimi per almeno tutta la prima parte dell’anno appena iniziato. Alla luce di quanto appena esposto, ci si aspetta per il 2018 un quadro finanziario con volumi in linea con quanto registrato nel 2016 e nel 2017. La quota delle surroghe è destinata a ridursi ulteriormente accentuando il fenomeno già in corso”. The post Mutui casa: previsioni 2018 appeared first on Data Manager Online.

Allora è vero: il sensore delle impronte può andare sotto il vetro

Vivo rende ufficiale quando sapevamo già: è suo il primo smartphone con lettore biometrico integrato nel display. Battuta la concorrenza di Samsung e Huawei Al CES 2018 di Las Vegas Vivo, compagnia cinese che realizza smartphone, ha mostrato dal vivo il suo cellulare con sensore di impronte sotto il display. Qualche settimana fa avevamo scritto di come l’azienda avesse stretto una partnership con Synaptics per essere la prima, tra i top brand al mondo, a ospitare il particolare chip sottopelle che permette agli utenti di autenticarsi semplicemente toccando un’area sul pannello touch. Tecnicamente, il riconoscimento dell’impronta è reso possibile da un fascio che illumina il dito e che cattura i particolari biometrici da inviare al sensore integrato, così da effettuare il riconoscimento. Invece di essere a diretto contatto con il lettore, come avviene sui telefonini odierni, la soluzione di Synaptics sfrutta l’OLED per combaciare le informazioni e validare l’accesso. Un metodo a più strati che necessita di essere messo alla prova pratica per capire quanto sia davvero utile e come risponda agli sblocchi quotidiani. Intanto Vivo ha già un record: aver battuto la concorrenza di Samsung e Huawei, le prime due produttrici di smartphone al mondo, per l’adozione della tecnologia. Il sensore è tornato sul fronte Da oltre due anni Vivo e Synaptics hanno lavorato alla finalizzazione del sensore, che presto approderà su un modello di smartphone della cinese. Un po’ come successo per la commercializzazione del processore Snapdragon 835, per il quale Samsung aveva un’uscita in anteprima, il brand orientale beneficerà dell’accordo per fregiarsi del titolo di prima compagnia ad aver prodotto un telefonino con tale tecnologia. C’è da dire che il mercato pare andare in un’altra direzione, quella del Face ID e della scansione del volto, però è innegabile come molti preferiscano ancora piazzare il loro dito sul dispositivo piuttosto che premere un pulsante e attendere, seppur per pochi secondi, l’autenticazione visiva. La scelta migliore sarebbe integrare entrambe le soluzioni a bordo del terminale, ridando agli utenti la comodità di sbloccare il device in maniera pratica, senza doversi posizionare per bene dinanzi al display o cercare il tastino da qualche parte dietro lo chassis. Non sappiamo come e quando la biometria di Synaptics diventerà realtà per la massa ma le premesse per un arrivo nell’anno in corso ci sono tutte. The post Allora è vero: il sensore delle impronte può andare sotto il vetro appeared first on Data Manager Online.

Samsung conferma: il Galaxy X esiste

AL CES 2018 il CEO della compagnia ufficializza l’arrivo dell’S9 a Barcellona e prepara il mercato al rivoluzionario smartphone flessibile Non serviva altro. La conferma ufficiosa da parte di DJ Koh, CEO di Samsung Mobile, è l’ultima parola su un anno intenso di progetti per la multinazionale sudcoreana. Se oramai tutte le voci circa il lancio del Galaxy S9 tendevano a febbraio, zona Mobile World Congress, durante uno speech al Consumer Electronic Show in corso a Las Vegas, l’amministratore non ha fatto altro che consolidare le aspettative. Il prossimo flagship verrà svelato il 25 febbraio, nel classico evento ad-hoc che la compagnia tiene puntualmente in terra iberica. Se tuttavia lo scorso anno si era limitata a portare in Spagna un paio di nuovi tablet, questa volta l’assoluto protagonista sarà il successore dell’ottimo Galaxy S8. Come e quando Qualche dubbio resta in merito all’apertura delle vendite del telefonino, che a questo punto potrebbe essere pronto per gli scaffali a marzo. A corredo, come già anticipato, ci saranno i soliti accessori ma anche un paio di upgrade interessanti, tra cui un modulo DeX rinnovato e, probabilmente, un visore Gear VR con qualche aggiornamento di sorta, anche nel design. Archiviato, si fa per dire, la questione S9, rimane un grande punto interrogativo su Galaxy X, il fantomatico smartphone flessibile che Samsung ha in testa almeno dal 2014, quando aveva diffuso su YouTube un video concept della tecnologia applicata al suo mondo mobile. Anche qui è DJ Koh a lanciare il sassolino che vale molto più di una conferma, annunciando l’esistenza del progetto ma la necessità di finalizzare ancora qualche dettaglio, per renderlo commercializzabile nel breve periodo. Quando? Sembra che l’arrivo più probabile sia intorno alla fine dell’anno e gli inizi del 2019, magari in un mese privo di interesse e dunque lontano dal febbraio/marzo del prossimo S10 e l’agosto/settembre del Note 10. The post Samsung conferma: il Galaxy X esiste appeared first on Data Manager Online.

Nonostante il Datagate la NSA rimarrà la stessa

La Camera dei Rappresentanti statunitense ha approvato il rinnovo della legge che permette alla NSA di monitorare le comunicazioni dei cittadini per tutelare la sicurezza nazionale Nel 2013 l’ex contractor Edward Snowden, attualmente rifugiato in Russia per sfuggire alle autorità americane, ha svelato il più grande programma di sorveglianza ai danni dei cittadini non solo statunitensi ma anche stranieri. A portare avanti questa attività di spionaggio è stata la NSA (National Security Agency), che ha violato la privacy di milioni di persone con la scusa di proteggere la sicurezza nazionale degli USA. Quello che è stato poi conosciuto come scandalo Datagate si pensava avrebbe portato ad una maggiore tutela dei diritti dei cittadini ma evidentemente non sarà così. La Camera dei Rappresentati del Congresso ha approvato senza modifiche significative il rinnovo per altri sei anni del “Foreign Intelligence Surveillance Act” (FISA), una legge che autorizza la NSA a visionare mail e telefonate di chiunque possa rappresentare una potenziale minaccia alla sicurezza. Nel pieno dello scandalo Datagate il Congresso avrebbe voluto porre fine al programma di spionaggio per sostituirlo con un sistema di controllo meno onnipresente e oppressivo ma in aula non si raggiunge un accordo. La nuova forma del FISA è stata approvata con 256 voti favorevoli e 164 contrari e consentirà alla NSA di portare le avanti le intercettazioni anche senza un mandato. La palla passerà ora al Senato, che quasi sicuramente approverà la legge, e poi spetterà al presidente Donald Trump apporre la sua firma. In realtà il tycoon ha sempre avuto un atteggiamento ambivalente nei confronti del FISA. Se da un lato ha sempre sottolineato il bisogno di maggiore sicurezza per difendersi dai nemici esterni ed interni, allo stesso tempo ha attaccato l’Fbi via Twitter affermando di essere stato sorvegliato dall’agenzia durante la campagna elettorale su mandato dell’amministrazione di Barack Obama. Questo avrebbe portato allo scoppio dello scandalo Russiagate. Disproven and paid for by Democrats “Dossier used to spy on Trump Campaign. Did FBI use Intel tool to influence the Election?” @foxandfriends Did Dems or Clinton also pay Russians? Where are hidden and smashed DNC servers? Where are Crooked Hillary Emails? What a mess! — Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 11 gennaio 2018 Donald Trump ha poi corretto il tiro per non compromettere il voto e in un tweet ha sottolineato il suo sostegno a una legge per difendere gli USA attraverso al sorveglianza all’estero di “stranieri cattivi in Paesi stranieri”. “House votes on controversial FISA ACT today.” This is the act that may have been used, with the help of the discredited and phony Dossier, to so badly surveil and abuse the Trump Campaign by the previous administration and others? — Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 11 gennaio 2018 Un emendamento contenuto nel nuovo FISA, che si dice sia stato voluto proprio dal Presidente, impone però all’Fbi la richiesta di un mandato se vuole indagare su crimini avvenuti negli USA utilizzando informazioni raccolte all’estero. The post Nonostante il Datagate la NSA rimarrà la stessa appeared first on Data Manager Online.

Mediobanca Innovation Services e IBM siglano un accordo per la gestione dell’infrastruttura IT

L’intesa pluriennale tra la società di servizi del Gruppo Mediobanca e IBM garantirà lo sviluppo di una infrastruttura IT agile, integrata e con i più alti standard di sicurezza Mediobanca Innovation Services (MIS) – la Società di Servizi del Gruppo Mediobanca – e IBM hanno siglato un accordo pluriennale per la gestione dei servizi infrastrutturali IT e della sicurezza informatica delle Società del Gruppo Mediobanca. Secondo l’accordo, IBM prenderà in carico la gestione dell’infrastruttura IT, dei workplace degli utenti – incluso il service desk -, dei sistemi periferici IT e della connettività dati verso le Società del Gruppo. Inizia così un percorso di consolidamento, ottimizzazione e innovazione finalizzato alla creazione di un ambiente IT ibrido e integrato. L’evoluzione del contesto di business e il rapido mutamento dei trend tecnologici impongono un aggiornamento continuo delle strategie e dei modelli operativi IT. Alla luce di questi presupposti, l’accordo siglato con IBM ha l’obiettivo, per Mediobanca, di garantire una partnership strategica in ambito tecnologico in grado di supportare il percorso di crescita del Gruppo. MIS, guidata dall’Amministratore Delegato Marco Pozzi (Chief Operating Officer di Mediobanca), continuerà a supervisionare le attività sopra menzionate con l’obiettivo di confermare e migliorare gli standard qualitativi dell’infrastruttura tecnologica al servizio del Gruppo, garantendo la massima efficienza e sicurezza nella risposta alle esigenze del business. L’accordo si colloca nell’area dei servizi di Data Center Outsourcing e di Infrastructure Services, che rappresenta un business strategico per IBM, gestito attraverso la divisione Global Technology Services, guidata in Italia dal General Manager Stefano Rebattoni. IBM ha infatti alle spalle una ricca storia di gestione e trasformazione delle infrastrutture IT di importanti organizzazioni internazionali e italiane, in particolare nel settore dei servizi finanziari, sviluppata attraverso l’ottimizzazione dei loro ambienti IT e l’integrazione con il cloud e le funzioni di business. Grazie alle proprie tecnologie, competenze ed esperienze, IBM supporterà le Società del Gruppo Mediobanca nella loro trasformazione digitale facendo leva su una infrastruttura open, agile, predisposta all’evoluzione in cloud e in grado di abilitare soluzioni di analytics e servizi di cognitive computing. The post Mediobanca Innovation Services e IBM siglano un accordo per la gestione dell’infrastruttura IT appeared first on Data Manager Online.