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TradeMachines mette in vendita l’attrezzatura AirBerlin dopo la chiusura della compagnia

Nostalgici avvisati: un pezzo della compagnia aerea AirBerlin può essere ora acquistato tramite TradeMachines, il motore di ricerca per macchinari usati. È possibile trovare oggetti che vanno dai trolley ai sedili, fino ai celebri cioccolatini a forma di cuore della Lindt. Questi ultimi sono stati introdotti nel merchandising aziendale negli anni 90, a voler rappresentare la cordialità e disponibilità dello staff. Trolley per aereovelivoli pronti a diversi utilizzi I carrelli pieni di cibi e bevande o merci a bordo non sono solo per gli aeroplani. Possono essere convertiti facilmente: che sia per fare ordine in bagno o come accessori per scuole materne. Ma si può essere ancora più creativi, trasformandoli addirittura in carrelli per bar, facendone così degli oggetti di design senza tempo. Questa è stata l’idea dell’azienda Bordbar: il Bordbar Wirelesspresso, ad esempio, prepara l’espresso in un insolito design da carrello per aerei. Non solo, i trolley possono anche diventare un tutile strumento in cucina. Grazie alla moltitudine di scompartimenti offerti, è possibiletenere in ordine i propri utensili per cucina in modo davvero pratico. Praticità è la parola chiave per questi oggetti, date le condizioni per i quali erano stati progettati. Sedili Business ed Economyclass per uso privato Certo, nessun sedile è particolarmente comodo per i voli a lungo raggio. Le compagnie aeree sono davvero combattute nel bilanciare due aspetti fondamentali: da un lato, questi sedili dovrebbero essere confortevoli per i passeggeri, dall’altro più leggeri possibile. Normalmente, i sedili vengono sostituiti dopo sei-otto anni e quindi utilizzati altrove per un totale di 30 anni. Ora c’è la possibilità di ottenere uno di questi posti. Sia che si tratti di un banco, di sedili per lo stadio o semplicemente di poltroncine, tale sedile per aeromobili desterà sicuramente una certa curiosità in qualsiasi sala riunioni o soggiorno. Le aste andranno avanti fino al 2 febbraio tramite la Dechow di Amburgo, una delle aziende in partnership con TradeMachines. The post TradeMachines mette in vendita l’attrezzatura AirBerlin dopo la chiusura della compagnia appeared first on Data Manager Online.

Le aziende non sono pronte per il GDPR

Una ricerca Trend Micro rivela che c’è ancora confusione su chi debba essere responsabile dell’implementazione del nuovo regolamento, su quali dati siano ritenuti sensibili e sulle sanzioni in caso di non conformità Il Data Protection Regulation entrerà ufficialmente in vigore il 25 maggio 2018, ma le aziende sembrano non essere ancora pronte. Questo è il dato principale che emerge dall’ultima ricerca Trend Micro, leader globale nelle soluzioni di sicurezza informatica. Lo studio rivela come i manager e i responsabili aziendali, i cosiddetti C-level Executives, non si stiano approcciando alla nuova normativa con l’adeguata serietà. Quanto ne sanno i manager sul GDPR? La ricerca svela una robusta conoscenza dei principi del GDPR. Il 95% dei business leader sono consapevoli di doversi adeguare al regolamento, l’85% ha studiato i suoi requisiti e il 79% è convinto che i propri dati siano già protetti al meglio. Nonostante questa conoscenza percepita, c’è un po’ di confusione su come debbano essere esattamente protetti i dati personali (PII – Personally Identifiable Information). Il 64% del campione, ad esempio, non è a conoscenza che la data di nascita di un cliente è classificata come dato personale. Inoltre, il 42% non classificherebbe i database di e-mail come dati sensibili, il 32% non lo farebbe con gli indirizzi di domicilio e il 21% con l’indirizzo e-mail personale. Questi risultati indicano che le aziende non sono in realtà così preparate o al sicuro come credono di essere. Al contrario, questi dati forniscono agli hacker tutto quello di cui hanno bisogno per commettere furti di identità e le aziende che non proteggono queste informazioni adeguatamente sono a rischio sanzione. Quanto costa non rispettare i principi del GDPR? Il 66% degli intervistati sembra non essere interessato all’eventuale somma che l’azienda sborserebbe, in caso di mancata conformità ai requisiti di sicurezza previsti dal nuovo regolamento.  Solo un 33% riconosce che l’azienda potrebbe essere costretta a sacrificare fino al 4% del fatturato annuo. Il 66% riconosce come le conseguenze peggiori in caso di violazione siano i danni reputazionali e il 46% ammette che questi danni avrebbero l’effetto peggiore sui clienti già esistenti. Queste considerazioni possono essere interpretate anche come allarmanti, nel momento in cui un’azienda potrebbe anche chiudere in seguito a una violazione. “Investire nelle migliori soluzioni e implementare policy per la protezione dei dati dovrebbe essere visto come una saggia pratica di business, non come un onere operativo”. Ha affermato Rik Ferguson, vice president of security research for Trend Micro. “Come partner strategico di security, per noi è una responsabilità aiutare i clienti a essere conformi ai requisiti per la sicurezza dei dati stabiliti dal GDPR”. Chi sono i responsabili in caso di perdite di dati? La ricerca rivela che gli intervistati non sono sicuri su chi sarebbe responsabile in caso di perdita di dati EU da parte di un service provider USA. Solo il 14% identifica correttamente che la perdita di dati è una responsabilità di entrambe le parti. Il 51% ritiene infatti che la sanzione debba andare al proprietario europeo dei dati, mentre il 24% pensa che sia in torto il service provider USA. Inoltre, c’è confusione su chi debba essere responsabile nell’assicurare la conformità con il GDPR. Per il 31% la responsabilità è del CEO, mentre per il 27% è del CISO e del team security. La realtà rivela che solo il 21% delle aziende ha un senior executive coinvolto nei processi del GDPR. Il 65% ha infatti coinvolto il dipartimento IT e solo il 22% ha coinvolto un manager. La tecnologia necessaria Le minacce sono sempre più complesse e le aziende spesso non hanno le conoscenze per combatterle. È necessaria una tecnologia che protegga i dati su più livelli. Il GDPR afferma che le aziende devono implementare le tecnologie di ultima generazione in relazione al rischio che si corre. Nonostante questo, solo il 34% delle aziende ha implementato soluzioni avanzate per identificare le intrusioni, solo il 33% ha investito nella prevenzione delle perdite di dati e solo il 31% ha adottato tecnologie di crittografia. L’impegno di Trend Micro nel far rispettare i principi del GDPR comincia con la sua tecnologia XGen Security, che protegge i dati personali all’interno delle aziende. La soluzione è ottimizzata per tutti i tipi di ambiente: fisici, virtuali, cloud o container. La tecnologia XGen abbraccia tutte le soluzioni Trend Micro, è connessa agli alert e avvisa in caso di violazione di dati. Questo approccio permette alle aziende di avere lo strumento più all’avanguardia, come richiesto dal GDPR. The post Le aziende non sono pronte per il GDPR appeared first on Data Manager Online.

BB Tech Group con Risk Solver per la gestione del GDPR

Il 31 dicembre le due aziende hanno ufficializzato un accordo di fornitura di servizi a valore aggiunto a qualche mese dall’adozione della nuova normativa sulla privacy Oramai ci siamo, il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati digitali si appresta ad entrare in efficacia il 25 maggio ma già da tempo le compagnie più lungimiranti si sono attivate per adeguare i propri sistemi alla normativa. Nonostante ciò, restano ancora rischi e problematiche da affrontare, anche per chi crede di soddisfare i requisiti del mercato continentale. Per questo, la collaborazione tra BB Tech Group e Risk Solver è fondamentale per capire come approcciare il GDPR, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese, quelle che hanno più da perdere in termini economici dalla non corretta adozione delle linee guida, non sempre così semplici da intendere. Da una parte la rete capillare del distributore europeo di soluzioni IT, dall’altra il know-how di Risk Solver nella realizzazione di servizi di gestione integrata di rischi emergenti. “Il GDPR apre scenari di intervento complicati perché vede un intreccio profondo tra il settore legislativo e informatico, due mondi portatori di peculiarità specifiche che all’improvviso si sono ritrovati legati da una burocrazia che si è dimostrata attenta nel voler proteggere i cittadini europei, all’interno di un quadro normativo ben definito” – ha spiegato Giampaolo Bombo, CEO di BB Tech Group. Ciò vuol dire che per adottare una serie di processi rispondenti al general data protection regulation c’è bisogno di conoscenze differenti e multidisciplinari. Ed è proprio qui che si inserisce l’accordo tra i due marchi. “L’entrata in efficacia del GDPR è una vera rivoluzione per chi si trova a conservare e manipolare dati in bit – ha affermato Lorenza Rossi, Sales e Marketing Manager di Risk Solver – come mai prima d’ora a essere interessate sono aziende di qualsiasi dimensione, enti pubblici, istituti e organizzazioni il cui operato ricade in ambiti diversi ma tutti riconducibili a una qualsiasi forma di privacy degli utenti, che si tratti di consumatori, contribuenti, pazienti e molto altro. Non dimentichiamo che nell’ultimo biennio abbiamo assistito a una serie di attacchi hacker con la conseguenza del furto di informazioni sensibili per i quali non è arrivata una risposta precisa, almeno non a livello legislativo. Come sono stati salvaguardati i clienti? In che modo i soggetti insolventi sono stati sanzionati per un’eventuale insolvenza? Un panorama poco chiaro che è destinato a cambiare”.   BB Tech e Risk Solver stringono un accordo per la distribuzione nazionale di soluzioni innovative per la gestione dei rischi emergenti #gdpr pic.twitter.com/2mrtAFQIcZ — Data Manager Online (@datamanager_it) 17 gennaio 2018 A spiegarlo è l’avvocato Giovanna Ianni dello Studio Lexalia di Milano: “Il fine dell’Unione Europea è quello di innalzare l’indice di assicurazione dei dati personali. La perdita delle informazioni avverrà anche dopo il 25 maggio ma ad ogni operazione corrisponderà un profilo responsabile e una precedente best practice. Il sistema ha lo scopo di rafforzare la catena nel trattamento degli elementi governati, in un percorso di trasparenza che è fatto di autorizzazioni e policy. Il nuovo regolamento introduce dei concetti che finora non esistevano ufficialmente ma che anche solo per etica erano universalmente condivisi. Pensiamo al diritto all’oblio, al consenso attivo, alla portabilità dell’identità mobile. In un contesto privo di riferimenti tecnici, il GDPR armonizza l’approccio a tante situazioni, ponendo uno standard qualitativo uniforme”. Ma in cosa consiste la partnership tra BB Tech Group e Risk Solver? L’accordo permette al canale dei rivenditori della prima di beneficiare delle soluzioni della seconda, raggiungendo anche la folta schiera delle PMI presenti sul territorio. Il focus è il rispetto del codice della privacy il cui percorso di adeguamento è partito il 25 maggio del 2016 e che gli organi di analisi daranno per accolto nella sua totalità entro breve. La forza è nella completezza e nella versatilità dei software congiunti, in grado di adattarsi alle necessità dei clienti nel pieno rispetto della riservatezza dei dati personali gestiti. The post BB Tech Group con Risk Solver per la gestione del GDPR appeared first on Data Manager Online.

L’innovazione tecnologica è protagonista a Technology Hub

I principali trend tecnologici in mostra a Technology Hub (Milano, MiCo – fieramilanocity, dal 17 al 19 maggio 2018) sono in costante evoluzione e tutte le stime per il futuro hanno segno positivo Numerose recenti ricerche evidenziano l’importanza degli investimenti in innovazione per tutte le aziende che vogliono crescere in efficienza, redditività e livelli occupazionali. Il progresso tecnologico è l’elemento decisivo per la crescita di un’azienda. Il rapporto Cerved Pmi 2017, sottolinea come le imprese con alta propensione a investimenti e innovazione hanno ottenuto nel periodo 2007-2015 un tasso di crescita del fatturato del 14,6%; quelle che cercano di fuggire dalla globalizzazione hanno registrato un tasso di decrescita del -3,9%. Seguendo questo trend, i dati del recente Assintel Report confermano la traiettoria positiva del mercato dell’Information Technology italiano nel 2017 con una crescita del +3,1% e una stima del +1,9% per il 2018. L’economia della Digital Transformation, in Italia cresce complessivamente del +16,4%, per un totale di oltre 14 miliardi di euro. Tutti i vari segmenti registrano un segno positivo: IoT +16,4%, Cognitive +20,5%, Cloud +27,8%, Big Data & Analytics +20,9%, Realtà Aumentata e Virtuale + 335,6%, Wearable +155,7%. E’ in questo contesto di costante evoluzione e sviluppo che Technology Hub – L’evento professionale delle tecnologie innovative promosso da Senaf (Milano, MiCo – fieramilanocity, 17/19 maggio 2018 ), si posiziona come appuntamento di riferimento da non perdere. La manifestazione, giunta alla 3° edizione, offrirà l’occasione ideale per scoprire in un unico appuntamento tutte le novità riguardanti i principali comparti dell’innovazione (dalla stampa 3D all’additive manufacturing, passando per la realtà aumentata e virtuale, l’elettronica e l’internet delle cose, i materiali innovativi, i droni, la robotica collaborativa e di servizio, l’app economy), mettendo in contatto professionisti e aziende con i fornitori delle nuove tecnologie specializzate. Un viaggio attraverso i settori strategici che stanno rivoluzionando il mondo industriale, dove condividere e trovare idee, fare networking, in un ambiente di integrazione e contaminazione delle competenze. Ogni settore avrà una propria identificazione con aree dimostrative e piazze di approfondimento, workshop e iniziative speciali, per aiutare il visitatore a scoprire le migliori tecnologie di domani, per il business di oggi. All’interno di Droni Hub, ad esempio, grazie a un ricco programma di convegni e workshop sui temi più strategici per lo sviluppo del settore e alla collaborazione con la rivista DRONEZINE, verranno coinvolte le community e i professionisti interessati ad acquistare droni e/o avvalersi di servizi con aeromobili a pilotaggio remoto. Sono sempre più numerose le applicazioni specializzate dei droni in ambito lavorativo. Tra queste, i rilevamenti agricoli e la mappatura dei terreni coltivati hanno i maggiori tassi di crescita. Dalla semina automatizzata alla gestione del taglio monitorate in tempo reale, i droni hanno un ruolo vitale nel futuro delle colture. Possono meccanizzare alcune fasi della coltivazione, eliminando il costo dell’errore umano e permettendo ai coltivatori di reagire velocemente alle minacce (come siccità e insetti nocivi) massimizzando i guadagni e il ritorno d’investimento. All’interno della Piazza Droni di Technology Hub, imprese e professionisti potranno toccare con mano le soluzioni, valutare le tecnologie e comprendere al meglio le prospettive commerciali e le potenzialità legate all’utilizzo dei droni (terrestri, aerei, marini) e sarà possibile tenere workshops, speech tecnici e formativi per raccontare ai visitatori le case history d’eccellenza che ogni azienda ha realizzato. L’evoluzione delle tecnologie, la gamma di materiali utilizzabili e le dimensioni raggiungibili, stanno rendendo la stampa 3D un aspetto fondamentale per l’industria. Non solo a supporto della prototipazione di oggetti fisici, ma anche per la produzione di oggetti finiti e di uso funzionale. Secondo il rapporto 3DPrinting Spending Guide di IDC, il mercato mondiale della stampa 3D vanta un tasso di crescita annuo del 27% che porterà il fatturato globale del comparto a 26,7 miliardi di dollari nel 2019. All’interno dei settori 3DPrint Hub, dedicato alla stampa 3D desktop professionale, e Additive Manufacturing Hub dedicato al rapid manufacturing e alla stampa 3D industriale verranno mostrate le ultime novità in tema di macchine, materiali e servizi per la prototipazione e la produzione rapida e saranno riuniti i molteplici settori di destinazione in cui questa tecnologia trova applicazione: dall’automotive all’elettronica, dall’aerospace fino al medicale passando per il design, l’architettura e il dentale. Il settore medicale rappresenta un ambito di destinazione in costante crescita anche per il mondo della robotica. Vanno sempre più diffondendosi, robot chirurghi, protesi robotiche, automi per la riabilitazione, sistemi per l’assistenza agli anziani, dispositivi per semplificare la vita a chi ha problemi di mobilità o non è autosufficiente. Secondo le stime dell’International Federation of Robotics (Ifr) non solo la robotica medicale, ma anche i robot collaborativi industriali e di servizio, avranno una crescita esponenziale entro il 2019. Il salone Robot Hub offrirà una panoramica sulle nuove applicazioni robotiche che possono essere concretamente introdotte anche nelle aziende di piccole e medie dimensioni di molti mercati diversi. Nella tre giorni di Milano, verranno messe in evidenza anche tutte le novità nel campo della realtà aumentata e virtuale all’interno del salone AR /VR Hub: la PIAZZA AR/VR sarà il luogo d’incontro B2B tra gli sviluppatori di applicativi ed hardware Ar/Vr con le aziende visitatrici in cerca di soluzioni tecnologiche innovative da inserire nei propri processi di business. I materiali che danno forma all’innovazione saranno i protagonisti dello spazio Material Hub. All’interno di questo settore si terrà l’iniziativa “Materials matter: materiali del futuro”: uno spazio in cui saranno presenti materiali trasparenti, traslucidi, colorati, che assolvono a soluzioni funzionali diverse, strutturali, comunicative o anche solo puramente artistiche. Si parlerà anche di nanotecnologie e di economia circolare, con un approccio data driven per la sostenibilità delle industrie 4.0 . A Technology Hub ci sarà anche un settore interamente dedicato alla App Economy: si tratta di B App. Dalla produzione alla vendita, dal marketing alla comunicazione, le App B2B si dimostrano strumenti vincenti, capaci di aumentare efficienza ed efficacia in qualsiasi processo economico. All’interno della PIAZZA IOT verranno sviluppate le tematiche più innovative del mercato, strategiche per l’acquisizione di un evidente vantaggio competitivo rispetto ai competitor: dalla blockchain all’industry 4.0, passando