Scoperto un exploit zero-day per Chrome utilizzato per attacchi attivi
Kaspersky ha identificato e contribuito a correggere una sofisticata vulnerabilità zero-day in Google Chrome che consentiva agli aggressori di aggirare il sistema di protezione sandbox del browser Gli esperti di Kaspersky hanno una vulnerabilità in Google Chrome (CVE-2025-2783). L’exploit scoperto dal Global Research and Analysis Team (GReAT) di Kaspersky, non richiedeva alcuna interazione da parte dell’utente, se non un clic su un link dannoso, e ha dimostrato un’eccezionale complessità tecnica. A metà marzo 2025, Kaspersky ha rilevato un’ondata di infezioni innescate quando gli utenti hanno aperto un link di phishing personalizzato inviato via e-mail. Dopo aver cliccato, non era necessaria alcuna azione aggiuntiva per compromettere i loro sistemi. Una volta che l’analisi di Kaspersky ha confermato che l’exploit sfruttava una vulnerabilità precedentemente sconosciuta nell’ultima versione di Google Chrome, Kaspersky ha rapidamente allertato il team di sicurezza di Google. Una patch di sicurezza per la vulnerabilità è stata rilasciata il 25 marzo 2025. I ricercatori di Kaspersky hanno soprannominato la campagna “Operation ForumToll”, poiché gli aggressori hanno inviato e-mail di phishing personalizzate che invitavano i destinatari al forum “Primakov Readings”. Queste esche hanno preso di mira i media, le organizzazioni educative e governative in Russia. I link dannosi hanno avuto una durata estremamente breve per eludere il rilevamento e, nella maggior parte dei casi, sono stati reindirizzati al sito web legittimo di “Primakov Readings” una volta che l’exploit è stato eliminato. La vulnerabilità zero-day di Chrome era solo una parte di una catena che comprendeva almeno due exploit: uno per l’esecuzione di codice remoto (RCE) non ancora ottenuto e che apparentemente avrebbe lanciato l’attacco; mentre l’altro per il sandbox scoperto da Kaspersky che ha costituito la seconda fase. L’analisi delle funzionalità del malware suggerisce che l’operazione è stata progettata principalmente per lo spionaggio. Tutti gli indizi fanno pensare a un gruppo di Advanced Persistent Threat (APT). “Questa vulnerabilità spicca tra le decine di zero-day che abbiamo scoperto nel corso degli anni”, ha dichiarato Boris Larin, Principal Security Researcher di Kaspersky GReAT. “L’exploit ha aggirato la protezione sandbox di Chrome senza eseguire alcuna operazione dannosa – è come se il limite di sicurezza semplicemente non esistesse. Il livello di complessità tecnica dimostrata in questo caso indica lo sviluppo da parte di attori altamente qualificati con risorse sostanziali. Consigliamo a tutti gli utenti di aggiornare Google Chrome e qualsiasi altro browser basato su Chromium alla versione più recente per proteggersi da questa vulnerabilità”. Google ha riconosciuto a Kaspersky il merito di aver scoperto e segnalato il problema, a testimonianza del costante impegno dell’azienda a collaborare con la community globale di cybersecurity e a garantire la sicurezza degli utenti. Kaspersky continua a indagare sull’Operation ForumTroll Ulteriori dettagli, tra cui un’analisi tecnica degli exploit e del payload dannoso, saranno resi noti in un prossimo report quando la sicurezza degli utenti di Google Chrome sarà garantita. Nel frattempo, tutti i prodotti Kaspersky rilevano e proteggono da questa catena di exploit e dal malware associato, assicurando che gli utenti siano protetti contro questa minaccia. Kaspersky Next EDR Expert, un componente fondamentale della piattaforma completa Kaspersky Next XDR (Extended Detection and Response) Expert, ha svolto un ruolo cruciale nel rilevare un’ondata di infezioni causate da malware precedentemente sconosciuti e altamente sofisticati. Le nostre tecnologie di rilevamento e protezione degli exploit hanno identificato rapidamente un exploit zero-day prima che diventasse di dominio pubblico, consentendoci di analizzarne a fondo il comportamento e l’impatto. Questa scoperta segue la precedente identificazione da parte di Kaspersky GReAT di un altro zero-day di Chrome (CVE-2024-4947), sfruttato lo scorso anno dal gruppo APT Lazarus in una campagna di furto di criptovalute. In quel caso, i ricercatori di Kaspersky hanno trovato un confusion bug nel motore JavaScript V8 di Google che ha permesso agli aggressori di bypassare le funzioni di sicurezza attraverso un falso sito web di cripto-game. Per proteggersi da questo tipo di attacchi Gli esperti di sicurezza di Kaspersky consigliano di: Aggiornare il software in modo tempestivo: applicare regolarmente le patch a sistema operativo e browser, in particolare a Google Chrome, in modo che gli aggressori non possano sfruttare le nuove vulnerabilità scoperte. Adottare un approccio alla sicurezza su più livelli: oltre alla protezione degli endpoint, è importante considerare soluzioni come Kaspersky Next XDR Expert che sfruttano l’AI/ML per correlare i dati da più fonti e automatizzare il rilevamento e la risposta contro le minacce avanzate e le campagne APT. Sfruttare i servizi di Threat Intelligence: informazioni aggiornate e contestuali, come Kaspersky Threat Intelligence, aiutano a restare informati sugli exploit zero-day emergenti e sulle ultime tecniche di attacco. Fonte: bitmat.it
Attenzione alle false app Adobe e DocuSign: nascondono malware!
Proofpoint sta monitorando delle minacce nascoste dietro a false app ove con proliferazione di malware e phishing. I ricercatori di Proofpoint stanno monitorando due campagne in corso, altamente mirate, che combinano meccanismi di reindirizzamento OAuth con tecniche di impersonificazione del brand, dietro a false app ove proliferano malware e phishing di credenziali a tema Microsoft365 con obiettivi di Account Takeover (ATO). Gli attaccanti hanno preso di mira organizzazioni negli Stati Uniti e in Europa appartenenti a diversi settori, tra cui pubblica amministrazione, sanità, supply chain e retail. Le due tattiche malevole I ricercatori hanno classificato le minacce osservate finora in due cluster distinti, entrambe finalizzata alla compromissione dell’account, sulla base di diverse funzionalità, tra cui gli specifici brand abusati: Impersonificazione di Adobe: reindirizzamento a ClickFix per la distribuzione di malware, pagina di phishing Impersonificazione di Docusign: pagina di credential phishing Obiettivo finale sembra essere l’account takeover, che può portare a una varietà di obiettivi post-compromissione. Una potenziale attribuzione è ancora in fase di definizione, al momento Proofpoint non dispone di prove sufficienti per collegare l’attività a uno specifico attore di minacce. “Queste app OAuth pericolose fungono da gateway per i siti di phishing. In particolare, i cybercriminali utilizzano la credibilità di Microsoft per reindirizzare la vittima a una pagina di phishing”, sottolineano i ricercatori di Proofpoint. “Solitamente non hanno scopi malevoli, quindi è meno probabile che l’autorizzazione stessa venga segnalata come sospetta. Questo contrasta con quanto si vede in altre campagne basate su OAuth, dove l’app stessa viene utilizzata per esfiltrare direttamente i dati della vittima o per compiere azioni utilizzando il suo account.” Le tecniche di attacco OAuth sono state inizialmente introdotte tramite applicazioni dannose di terze parti. Man mano che le policy di controllo delle applicazioni e altri meccanismi di rilevamento hanno affrontato l’abuso di questo vettore, si è sviluppata una serie di nuove tecniche. Oltre a quella di reindirizzamento qui descritta, Proofpoint ha osservato un aumento significativo degli attacchi tramite app “di seconda parte”, in cui applicazioni pericolose aggiuntive, con permessi maggiori, vengono autorizzate o create dopo che l’avvenuta compromissione di account con un altro metodo. Questi attacchi sfruttano l’impersonificazione di organizzazioni legittime e se gli utenti procedono all’installazione e autorizzazione non sono vigili, potrebbero non accorgersi che siano falsi. Fonte: bitmat.it
Che cosa rende le aziende più vulnerabili ai cyber attacchi?
Nuova ricerca CyberArk: rapida crescita delle identità macchina, adozione dell’intelligenza artificiale e innovazioni cloud native rendono le aziende più vulnerabili agli attacchi Sono stati resi noti recentemente i risultati del Report State of Machine Identity Security 2025 realizzato da CyberArk, i quali rivelano il forte aumento degli incidenti di sicurezza legati alle identità macchina, dovuto alla continua crescita del volume e della complessità di queste identità. Nel corso dell’ultimo anno, il 72% delle organizzazioni ha subìto almeno un’interruzione di servizio legata ai certificati, con un aumento significativo rispetto agli anni precedenti. Inoltre, il 50% dei responsabili della sicurezza ha segnalato incidenti o violazioni dovuti alla compromissione di identità macchina. Per tutte queste ragioni ci si chiede oggi quali siano i fattori che rendono le nostre aziende più vulnerabili. Le identità macchina – tra cui certificati, chiavi, secret e token di accesso – stanno esplodendo in seguito alla crescente adozione dell’intelligenza artificiale (AI), alle innovazioni cloud native e alla riduzione della durata di vita delle identità macchina. Di conseguenza, le organizzazioni faticano a tenere il passo e gli approcci isolati alla protezione delle identità macchina creano rischi ulteriori. Il report mette in evidenza il significativo impatto sul business di una mancata protezione efficace di queste identità, che rende le aziende vulnerabili a costose interruzioni e violazioni. Report State of Machine Identity Security 2025 I principali risultati della ricerca, che CyberArk ha condotto intervistando oltre 1.200 responsabili della sicurezza di diversi Paesi, evidenziano che cosa renda più vulnerabili ai cyber attacchi: La frequenza delle interruzioni aumenta drasticamente – Quasi tre quarti (72%) degli intervistati hanno subìto almeno un’interruzione legata ai certificati nell’ultimo anno, il 67% con frequenza mensile e il 45% addirittura settimanale. Si tratta di un salto sostanziale rispetto al 2022, quando il 26% riportava interruzioni mensili e solo il 12% settimanali. Le compromissioni delle identità macchina hanno un impatto concreto sull’azienda – La metà dei responsabili della sicurezza (50%) ha segnalato incidenti o violazioni legate alla compromissione delle identità macchina nell’ultimo anno, che hanno comportato ritardi nel lancio delle applicazioni (51%), interruzioni con impatto sulla customer experience (44%) e accesso non autorizzato a dati sensibili o reti (43%). La crescita delle identità macchina continua a un ritmo sostenuto – Le identità macchina superano già quelle umane con un margine schiacciante e continuano a crescere rapidamente. Il 79% dei responsabili della sicurezza prevede che il numero di machine identity nella propria azienda aumenterà nel corso del prossimo anno. L’intelligenza artificiale si profila all’orizzonte delle minacce alle identità macchina – Con i sistemi di AI che diventano un obiettivo crescente per i cyberattacchi, l’81% dei responsabili intervistati ritiene che la sicurezza delle identità macchina svolgerà un ruolo fondamentale nella protezione del futuro dell’AI. Il 79% afferma che per proteggere i modelli di AI da manipolazioni e furti sia necessario porre maggiore enfasi sulla necessità di autenticazione e autorizzazione delle identità macchina. I programmi di sicurezza delle identità macchina non sono ancora maturi – Sebbene il 92% dei responsabili della sicurezza riferisca di avere un qualche programma machine identity security, molti di questi mancano di maturità. La mancanza di una strategia coerente per la sicurezza delle identità macchina è la principale preoccupazione degli intervistati (42%), seguita dalle difficoltà di adattamento a cicli di vita più brevi di queste identità (37%) e dalla possibilità che gli avversari sfruttino quelle rubate (37%). Un approccio di protezione delle identità macchina a silo crea rischi di vulnerabilità – Quando all’interno delle aziende vi sono più strumenti per proteggere le identità macchina, si creano inefficienze, rischi e problemi di gestione. Ad esempio, è emerso che le responsabilità per la prevenzione delle compromissioni legate alle identità macchina sono suddivise tra i team di sicurezza (53%), sviluppo (28%) e piattaforma (14%). “Le identità macchina, di ogni tipologia, continueranno a crescere in modo vertiginoso nel corso del prossimo anno, portando non solo una maggiore complessità, ma anche un aumento dei rischi,” ha dichiarato Kurt Sand, GM of Machine Identity Security di CyberArk. “I criminali informatici prendono sempre più di mira le identità macchina – dalle chiavi API ai certificati di firma di codice – per sfruttarne le vulnerabilità, compromettere i sistemi e bloccare le infrastrutture critiche, lasciando pericolosamente esposte anche le aziende più avanzate. Questa ricerca evidenzia la necessità urgente per i responsabili della sicurezza di stabilire una strategia di machine identity security end-to-end completa che affronti le identità non umane più rilevanti, al fine di prevenire potenziali attacchi e interruzioni, soprattutto di fronte al continuo incremento degli agenti AI e alla riduzione delle tempistiche degli attacchi quantistici.” Fonte: bitmat.it
BeeProd® conquista la MECSPE Bologna 2025
[vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text]Siamo lieti di condividere il grande successo ottenuto alla MECSPE di Bologna 2025, dove BeeProd® ha brillato come simbolo di innovazione e eccellenza. L’evento è stato una tappa fondamentale nella nostra crescita continua, e desideriamo estendere un sincero ringraziamento al nostro straordinario team, ai partner e a tutti coloro che ci hanno onorato con la loro visita al nostro stand. Il nostro software BeeProd® ha ricevuto un’accoglienza calorosa, suscitando un incredibile entusiasmo tra professionisti e visitatori. I feedback positivi e l’interesse manifestato superano di gran lunga le nostre aspettative, confermando l’importanza del lavoro e della dedizione del nostro team. Ogni membro del team ha avuto un ruolo cruciale nel rendere BeeProd® un riferimento per l’innovazione industriale. Questo successo ci motiva a continuare a crescere e a cogliere con entusiasmo le prossime sfide. Grazie a tutti per aver reso la MECSPE Bologna 2025 un evento indimenticabile e un altro significativo capitolo nella nostra storia di successo.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_gallery type=”image_grid” images=”29721,29722,29723,29724,29725,29726,29727,29728,29729,29730,29731,29732,29733,29734,29735,29736,29737,29738,29720″ image_grid_loading=”default” layout=”4″ item_spacing=”default” gallery_style=”7″ load_in_animation=”none” img_size=”full”][/vc_column][/vc_row]
360 Consulenza sarà presente alla fiera MECSPE di Bologna dal 5 al 7 Marzo!
Venite a trovarci al nostro stand per scoprire le ultime novità e soluzioni…
“AI per un Futuro Sostenibile” al Rotary Club Putignano Trulli e Grotte
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Giosef Perricci. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/2″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][image_with_animation image_url=”29688″ animation=”Fade In” hover_animation=”none” alignment=”” img_link_large=”yes” border_radius=”none” box_shadow=”none” image_loading=”default” max_width=”100%” max_width_mobile=”default”][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/2″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text] L’evento ha ospitato l’Ing. Davide Arpa, esperto in tecnologie avanzate, che ha illustrato le enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale applicata ai settori chiave della sostenibilità. Dal miglioramento dell’efficienza energetica, all’ottimizzazione delle risorse agricole, fino all’innovazione nel campo dell’architettura sostenibile, il pubblico ha potuto scoprire come l’AI possa essere un motore di cambiamento per un futuro più efficiente e responsabile. 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Questo dimostra quanto sia fondamentale discutere e approfondire il ruolo dell’intelligenza artificiale nella transizione ecologica e nell’Industria 5.0. [/vc_column_text][vc_column_text] L’impegno del Dott. Giosef Perricci per la sostenibilità e l’innovazione è parte integrante della visione di 360 Consulenza e BeeProd, aziende che sviluppano soluzioni all’avanguardia per supportare le imprese nel miglioramento delle loro performance ambientali ed energetiche. 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Come gestire le sfide della Cloud Security
Vince Hwang, Vice President, Cloud Security di Fortinet ci presenta i seguenti approfondimenti dal 2025 State of Cloud Security Report L’adozione del cloud è al centro della trasformazione digitale e fornisce alle organizzazioni l’agilità e la flessibilità di cui hanno bisogno per rimanere competitive in un mercato in rapida evoluzione. Per avere successo in un’economia digital-first, è necessario sviluppare esperienze personalizzate per i clienti, abbracciare una strategia di work-from-anywhere (WFA) più marcata, snellire i flussi di lavoro e ottimizzare le operazioni distribuite per una maggiore efficienza e scalabilità. Tuttavia, se da un lato la potenza del cloud consente alle aziende di adattarsi rapidamente alle esigenze in continua evoluzione, dall’altro introduce sfide uniche che i team di Cloud Security devono saper riconoscere e gestire. Tra queste, la salvaguardia dei dati sensibili, la garanzia della compliance normativa e il mantenimento della visibilità e del controllo in ambienti ibridi e multi-cloud sempre più complessi. Il 2025 State of Cloud Security report, sponsorizzato da Fortinet e realizzato da Cybersecurity Insiders, fornisce un’analisi completa delle ultime tendenze, sfide e strategie che caratterizzano la sicurezza del cloud. Basato sulle opinioni di oltre 800 professionisti della cybersecurity di diversi settori e aree geografiche, questo report rivela cosa sta spingendo l’adozione del cloud ibrido e multi-cloud, le sfide in continua evoluzione che le organizzazioni devono affrontare e i passi da compiere per proteggere questi ambienti dinamici. Molte aziende che stanno affrontando le sfide dell’adozione del cloud riconoscono l’importanza di salvaguardare le loro iniziative basate su tale tecnologia. Di conseguenza, nel prossimo anno aumenteranno in modo significativo gli investimenti nella sicurezza del cloud. Le risorse verranno utilizzate per colmare le lacune critiche della sicurezza, per garantire la conformità e per superare le complessità tecniche. Questo articolo esplora alcuni temi chiave del “2025 State of Cloud Security Report”,analizzando come le aziende globali utilizzano il cloud e come i team di sicurezza rispondono alle minacce ad esso associate, evidenziando, inoltre, le difficoltà che si possono incontrare durante il percorso di adozione. Tendenze nell’adozione del cloud: dominano l’ibrido e il multi-cloud L’adozione del cloud continua a ridefinire le operazioni IT, con i modelli ibridi e multi-cloud che emergono come strategie principali per la maggior parte delle organizzazioni. Secondo il report, l’82% delle aziende intervistate utilizza ambienti cloud per ottenere maggiore scalabilità, flessibilità e resilienza. A tal fine, l’adozione del cloud ibrido è salita al 54%, consentendo alle organizzazioni di integrare i propri sistemi on-premise con piattaforme cloud pubbliche. Questo approccio consente alle aziende di ottimizzare la distribuzione delle applicazioni in base alle proprie esigenze, trovando un equilibrio tra controllo e conformità. Ad esempio, i team IT possono utilizzare i cloud pubblici per le applicazioni rivolte ai clienti, mantenendo i dati sensibili al sicuro nei loro ambienti privati. Le sfide nella sicurezza del cloud Se da un lato l’adozione del cloud offre vantaggi sostanziali, dall’altro comporta sfide significative in termini di sicurezza: il 61% degli intervistati ha dichiarato che i problemi di sicurezza e conformità sono i principali ostacoli all’adozione del cloud. Configurazioni errate, mancata compliance normativa e violazioni dei dati sono tra i problemi più evidenti, soprattutto con l’espansione degli ambienti ibridi e multi-cloud. Ad esempio, i fornitori di servizi sanitari che trasferiscono le cartelle cliniche dei pazienti nel cloud devono rispettare le normative HIPAA e salvaguardare le informazioni sensibili. Ad aggravare queste sfide c’è il gap di competenze in materia di cybersecurity. Uno sbalorditivo 76% delle organizzazioni segnala una carenza di competenze e di personale in materia di sicurezza del cloud, che limita la loro capacità di implementare e gestire soluzioni di sicurezza complete. Questa mancanza non solo sottolinea la necessità di una formazione e di un upskilling mirati per colmare il divario, ma anche di un ripensamento delle strategie cloud per ridurre la complessità e aumentare l’efficacia della sicurezza. Questo aspetto è ancora più critico se si considera un altro punto debole evidenziato dal 2025 State of Cloud Security Report: il rilevamento delle minacce in tempo reale. Solo il 36% degli intervistati ha espresso fiducia nella capacità della propria organizzazione di rilevare e rispondere alle minacce nei propri ambienti cloud. Questa mancanza di fiducia mette in evidenza le vulnerabilità delle architetture attuali, soprattutto nelle complesse configurazioni ibride e multi-cloud. Piattaforme di sicurezza cloud unificate: una soluzione chiave Il 2025 State of Cloud Security Report sottolinea l’importanza di implementare una strategia di piattaforma di sicurezza cloud unificata per affrontare queste sfide. Uno schiacciante 97% degli intervistati preferisce soluzioni centralizzate che semplificano la gestione delle policy, migliorano la visibilità e garantiscono un’applicazione coerente in ambienti diversi. Di conseguenza, le aziende sono invitate a investire nell’acquisizione e implementazione di una piattaforma cloud unificata. Una piattaforma ideale dovrebbe fornire una protezione completa a 360 gradi e una visibilità completa che consentano alle organizzazioni di comprendere e gestire al meglio l’ambiente cloud e aumentare l’efficacia della sicurezza, riducendo, al contempo, la complessità. Inoltre, deve offrire funzionalità integrate quali Cloud Security Posture Management (CSPM), Code Security e Cloud Infrastructure Entitlement Management. Sebbene gli strumenti CSPM standalone tradizionali siano in grado di identificare le configurazioni errate, come i bucket di storage esposti, non hanno la capacità di proteggere attivamente o di fornire la visibilità completa e il contesto per amplificare i segnali deboli e identificare le minacce complesse che possono esistere nell’ambiente cloud. Crescono gli investimenti nella sicurezza del cloud In media, la sicurezza del cloud rappresenta attualmente il 35% della spesa complessiva per la sicurezza IT, a dimostrazione della crescente importanza che assume la protezione degli ambienti ibridi e multi-cloud. Tuttavia, poiché la sicurezza del cloud è diventata una priorità assoluta per le organizzazioni, il 63% prevede di aumentare il budget dedicato, nei prossimi 12 mesi. Le organizzazioni dovrebbero valutare il loro approccio agli investimenti nella sicurezza del cloud, in particolare quelle con obblighi di spesa minima per questo segmento. Dovrebbero prendere in considerazione programmi di licenza flessibili per l’uso quotidiano che offrono un ampio catalogo di soluzioni, consentendo loro di distribuire prontamente ciò di cui hanno bisogno, di scalare rapidamente verso l’alto, verso il
Qual è l’azienda più sostenibile al mondo?
Schneider Electric è la prima azienda a conquistare il vertice della classifica Corporate Knights Global 100 per due volte. Il riconoscimento si aggiunge agli ottimi risultati ottenuti nel 2024 in altri principali rating ESG Schneider Electric è la World Most Sustainable Corporation 2025 secondo Corporate Knights, ed è l’unica azienda che ha ottenuto il primo posto nella Global 100 sostenibilità per due volte. Infatti, Schneider Electric nel 2021 era già stata al vertice di questa lista annuale, che comprende le aziende più sostenibili quotate in borsa e con ricavi annui superiori a 1 miliardo di dollari. Questo risultato unico nel suo genere evidenzia l’impegno di lungo periodo di Schneider Electric e il suo approccio olistico volto a ottenere le migliori performance ambientali, sociali e di governance (ESG) possibili. “Ormai da molti anni la sostenibilità è al cuore di ciò che Schneider Electric fa. Per una IMPACT company come noi, essa è ben più di un obiettivo aziendale, è la forza motrice che informa le nostre decisioni come azienda e ispira i nostri dipendenti” ha dichiarato Olivier Blum, il CEO di Schneider Electric. “Questa seconda volta come World Most Sustainable Corporation di Corporate Knights, insieme agli altri riconoscimenti ESG che abbiamo ricevuto, testimonia il valido impatto positivo di lungo termine che produciamo”. Il primo posto conquistato quest’anno riflette la leadership dell’azienda nell’adozione di pratiche di sviluppo sostenibili, quali l’attenzione alla diversità di genere nel suo top management e nel board di direzione, e la sua capacità di proporre soluzioni innovative che facilitano l’efficienza energetica, l’elettrificazione e la decarbonizzazione. Inoltre, Schneider ha ottenuto punteggi elevati per l’impegno posto per scollegare i suoi consumi energetici e le emissioni di anidride carbonica dalla sua crescita, e per gli importanti investimenti in ricerca e sviluppo orientati alla sostenibilità. Corporate Knights ha anche valorizzato la scelta di legare gli incentivi sulla retribuzione dei suoi executive con le prestazioni di sostenibilità e i rating ESG ottenuti dall’azienda. “La prima posizione di Schneider Electric nell’indice Global 100 è notevole. Nessun’altra azienda ci è riuscita due volte” ha dichiarato Toby Heaps, il CEO di Corporate Knights.“Questo successo deriva dal vasto impatto prodotto da Schneider, che va oltre i suoi impegni di sostenibilità. Schneider fornisce tecnologie che aumentano l’efficienza energetica, sostengono la decarbonizzazione e aiutano altre aziende nella loro transizione sostenibile”. I criteri di sostenibilità dell’indice annuale Global 100 L’indice annuale Global 100, compilato dall’azienda di media e ricerca canadese Corporate Knights, si basa su dati quantitativi e pubblici relativi a risorse, dipendenti, fornitori, ricavi sostenibili e investimenti. La metodologia Global 100 utilizza indicatori di performance chiave (kpi) fissi e variabili per comporre la classifica. Schneider Electric è stata inclusa nella Global 100 negli ultimi 14 anni ed è stata compresa per sette volte nelle prime 10 posizioni, un record nel gruppo di cui fa parte, quello dei produttori di apparecchiature elettriche. Gli anni 2021 e 2025, nei quali Schneider Electric si può fregiare del titolo di azienda più sostenibile al mondo, coincidono anche con l’inizio e la fine del quinquennio in corso per il programma Schneider Sustainability Impact. Questo programma interno misura i progressi fatti su una varietà di obiettivi ESG trasformativi da raggiungere per la fine del 2025 – e aiuta a restare saldamente focalizzati sul risultato, sia a livello locale sia a livello globale. Fonte: bitmat.it
Per difendersi dagli hacker evitare password facili e creare alias email
In occasione della Giornata mondiale della protezione dei dati gli esperti in cyber-sicurezza della Fondazione Bruno Kessler propongono tre consigli fondamentali per difendersi e proteggere la propria identità digitale Si avvicina la Giornata Europea della Protezione dei Dati che sarà il 28 gennaio 2025,un’importante occasione per riflettere sulla sicurezza delle informazioni personali online e sull’importanza di adottare comportamenti adeguati per difendersi e operare per la protezione digitale. Cosa significa prendersi cura della “cyber-igiene”? Il Centro Cybersecurity della Fondazione Bruno Kessler (FBK), istituto di ricerca specializzato nei campi della tecnologia, dell’innovazione, delle scienze umane e sociali, ha messo a fuoco pratiche e comportamenti che ogni utente dovrebbe adottare per difendersi e proteggere le proprie informazioni digitali e la propria identità online. Il primo suggerimento è sulle password Giada Sciarretta, science ambassador di Fondazione Bruno Kessler, operativa nell’unità “Security & Trust” ed esperta in progettazione e analisi di sicurezza di soluzioni di identità digitale, spiega: “Le password sono la prima linea per difendersi contro gli attacchi informatici; è quindi importante evitare combinazioni prevedibili come ‘123456’ o ‘password’, preferendo soluzioni più complesse e sicure. Una buona pratica è adottare una passphrase lunga almeno 16 caratteri, contenente lettere maiuscole, minuscole, numeri e simboli speciali. Inoltre, è essenziale cambiare regolarmente le password e non riutilizzarle per più account”. Secondo una stima di NordPass, azienda che fornisce applicazioni per la gestione sicura delle password, tra le password più utilizzate nel 2024 in Italia si trovano ancora combinazioni di numeri come 123456 o 12345678, oppure parole come “password”, “cambiami” e “juventus”, che espongono a rischi. Un’altra misura essenziale è l’autenticazione multifattoriale (MFA) Questa aggiunge un ulteriore livello di sicurezza richiedendo un secondo fattore oltre alla password, come un codice generato da un’app di autenticazione o un’impronta digitale. Questo riduce notevolmente il rischio di accessi non autorizzati e garantisce una maggiore protezione anche in caso di furto delle credenziali di accesso. Configurare l’MFA per tutti gli account che lo supportano è una delle migliori strategie per proteggere i dati personali. Il terzo consiglio è l’utilizzo di alias email Tale pratica permette di creare alias temporanei per evitare di esporre il proprio indirizzo principale e proteggere la propria identità digitale. Gli alias possono essere utili per iscriversi a servizi online senza compromettere l’account principale, riducendo la possibilità di ricevere spam o di essere vittime di phishing. Matteo Rizzi, Security Administrator di FBK con esperienza nella gestione dell’identità e nell’analisi di protocolli di sicurezza, osserva: “L’utilizzo di alias email si rivela particolarmente efficace anche per proteggersi da eventuali data breach, che si verificano quando dati personali vengono esposti o rubati a causa di una violazione di sicurezza: infatti se un alias viene compromesso, l’utente può facilmente disattivarlo senza influenzare gli altri account, garantendo così un ulteriore livello di protezione. Inoltre, la separazione tra i vari alias impedisce agli attaccanti di correlare diverse identità digitali, limitando la possibilità di attacchi mirati su larga scala. È infine buona pratica monitorare frequentemente i propri account e attivare notifiche di accesso per rilevare eventuali attività sospette”. Per proteggersi e difendersi Le cause principali di un data breach includono attacchi hacker, configurazioni errate dei sistemi, vulnerabilità software e negligenza umana. Le conseguenze possono essere gravi, con impatti finanziari e reputazionali significativi per individui e aziende. Per proteggersi, è possibile controllare regolarmente se il proprio indirizzo email è stato compromesso su siti come Have I Been Pwned, cambiare subito le password in caso di compromissione e abilitare sempre l’autenticazione multifattoriale per limitare i danni. Fonte: bitmat.it
L’AI non minaccia i posti lavoro: solo il 7% dei dirigenti prevede tagli
Secondo l’ultimo AI Radar di BCG, l’intelligenza artificiale è tra le priorità strategiche del 2025 per il 75% dei dirigenti nel mondo, ma solo il 25% riesce a ottenere un valore significativo dalle proprie iniziative in questo ambito L’intelligenza artificiale (AI) sta ridefinendo le strategie aziendali a livello globale: il 75% delle imprese nel mondo – e il 69% in Italia – indica questa tecnologia tra le tre principali priorità strategiche entro il 2025. Secondo il report di BCG “From Potential to Profit: Closing the AI Impact Gap”, basato su un sondaggio condotto su oltre 1800 dirigenti e C-level operanti in 19 mercati e 12 settori, un’azienda su tre a livello globale prevede infatti di stanziare oltre 25 milioni di dollari per l’AI nel 2025. Del resto, gli investimenti sono in crescita e si prevede che globalmente aumenteranno del 60% dal 2024 al 2027; in Italia, nello specifico, l’83% delle aziende prevede di spendere fino a 25 milioni di dollari in AI, il 12% tra 26 e 50 milioni, il 3% tra 51 e 100 milioni e il 2% oltre 100 milioni. “Dal confronto con i leader a livello globale emerge chiaramente come l’AI sia al centro delle priorità per migliorare la produttività,” ha dichiarato Christoph Schweizer, CEO di BCG. “La nostra analisi mette in luce una sfida fondamentale: sebbene il 75% dei dirigenti consideri l’AI tra le tre principali priorità strategiche, solo il 25% riesce a generare un valore significativo dalle proprie iniziative in questo ambito. I leader nell’adozione dell’AI hanno trovato la chiave del successo concentrandosi su un numero selezionato di progetti strategici, scalando rapidamente le soluzioni, trasformando i processi chiave, formando le proprie squadre e monitorando rigorosamente i risultati operativi e finanziari.” I dirigenti sono infatti consapevoli che l’aspetto intuitivo della GenAI nasconde l’impegno e il duro lavoro necessari per introdurre queste tecnologie sul posto di lavoro. Anche in Italia, ad esempio, per la maggior parte dei dirigenti intervistati (59%), l’AI è promettente ma non ha ancora generato valore. Un problema cruciale è il monitoraggio dei risultati: nonostante l’implementazione, il 60% delle aziende a livello globale non monitora i KPI finanziari delle proprie iniziative di AI, mentre il 32% non tiene traccia di alcun KPI (in Italia il 37% delle aziende). Come si diventa leader con l’AI Le aziende leader hanno introdotto tre strategie per massimizzare il potenziale dell’AI: l’hanno implementata nelle attività quotidiane per realizzare un potenziale di produttività dal 10% al 20%, hanno ristrutturato le funzioni critiche per un miglioramento dal 30% al 50% in efficienza ed efficacia, infine hanno inventato nuovi prodotti e servizi per costruire un vantaggio competitivo a lungo termine. In questo contesto, le aziende leader (soprattutto negli Emirati Arabi Uniti, India e Giappone) vanno ben oltre l’implementazione, concentrando oltre l’80% dei loro investimenti nella riorganizzazione delle funzioni chiave e nell’invenzione di nuove offerte, mentre la maggior parte delle aziende punta ancora troppo in basso, dando priorità a iniziative su piccola scala. In Italia il 44% delle aziende ha allocato gli investimenti in AI nell’implementazione, il 29% nella ristrutturazione e il 27% nell’invenzione. BCG evidenzia che le aziende stanno diluendo i propri sforzi su più progetti pilota, ottenendo un ritorno sugli investimenti (ROI) inferiore. Le aziende leader, invece, si concentrano sulla profondità piuttosto che sull’ampiezza: danno priorità a una media di 3,5 casi d’uso rispetto ai 6,1 di altre aziende, prevedendo di generare un ROI 2,1 volte maggiore sulle loro iniziative di AI, rispetto ai loro pari. Impatto sul lavoro e sui talenti Il 64% dei dirigenti a livello globale (62% di quelli italiani intervistati) si aspetta di mantenere le dimensioni della propria forza lavoro, in un contesto in cui AI ed esseri umani lavorano fianco a fianco, mentre solo il 7% (3% in Italia) si aspetta una riduzione dell’organico a causa dell’automazione. Ciononostante, dalla ricerca di BCG emerge che la formazione sull’AI rappresenta ancora un problema: in Italia l’83% delle aziende ha difficoltà a reclutare talenti specializzati in AI e a potenziare le competenze della forza lavoro esistente, dato in linea con il 72% rilevato a livello globale. Attualmente, Singapore e il Giappone sono leader nel potenziamento delle competenze relative all’AI, mentre in Italia solo il 20% delle aziende ha più del 25% della forza lavoro formata su questi strumenti. Non è un caso che le organizzazioni più performanti seguano il principio 10-20-70: dedicano il 10% dei loro sforzi agli algoritmi, il 20% ai dati e alla tecnologia e il 70% alle persone, ai processi e alla trasformazione culturale. Questo principio si applica anche quando le aziende introducono gli AI agent: due terzi delle aziende stanno esplorando il potenziale di questi sistemi di intelligenza artificiale che possono percepire, pianificare e agire autonomamente utilizzando strumenti, analizzando dati e lavorando su più sistemi con un input umano minimo. Le aziende sono chiamate a incorporare questi agenti nei flussi di lavoro in modo che completino e migliorino il lavoro degli esseri umani, che dal canto loro hanno capacità di resistenza: l’ottimismo riguardo gli agenti di AI è infatti coerente in tutte le aeree geografiche, ad esempio il 38% delle aziende italiane (vs 32% globale) prevede di esplorarne il ruolo nel 2025, mentre il 18% (vs 35% globale) prevede avranno un ruolo centrale o complementare. I rischi da affrontare e la strada per il futuro I leader di tutti i mercati sono concordi sui 3 principali rischi legati all’AI: in primis privacy e sicurezza dei dati (62% in Italia e 66% globale), mancanza di controllo o di comprensione delle decisioni dell’AI (49% in Italia e 48% globale), sfide normative e di conformità (41% in Italia e 44% globale). La cybersicurezza resta critica, con significativi miglioramenti necessari in tutti i mercati: il 76% delle aziende sia a livello globale che in Italia riconosce che le proprie misure di cybersecurity per l’AI hanno bisogno di essere potenziate. Non di minore importanza è la problematica relativa all’impatto ambientale, in quanto il 78% delle aziende globali e il 76% di quelle italiane non danno priorità a soluzioni di