#OrdinaryHeroes, il video di Totti nella campagna della Santa Sede per l’Obolo di San Pietro
La presentazione dell’iniziativa #OrdinaryHeroes è avvenuta stamattina nel corso di una conferenza stampa presso la Filmoteca Vaticana aperta dal Sostituto della Segreteria di Stato Vaticana, Mons. Angelo Becciu, e dal Prefetto della Segreteria per la Comunicazione, Mons. Dario Edoardo Viganò. L’iniziativa ruota attorno ad una T-shirt raffigurante uno dei murales firmati da Mauro Pallotta, in arte MauPal, che ritrae Papa Francesco e che sarà protagonista di una staffetta in giro per il mondo. Durante questo viaggio la T-shirt verrà autografata da personaggi italiani e internazionali appartenenti all’universo dello sport, della cultura e dello spettacolo. Al suo rientro verrà battuta all’asta e tutti i proventi saranno devoluti all’Obolo di San Pietro per la realizzazione di un’opera di beneficenza. In particolare, ogni testimonial nominerà quello successivo coinvolgendo il pubblico a partire da propri profili Facebook e Instagram. Infatti, attraverso un breve video postato sui canali social, inviterà i follower a compiere e a raccontare azioni di ‘straordinaria normalità’ nel segno di #OrdinaryHeroes. Ad aprire la staffetta, Francesco Totti che ha autografato la T-shirt e nominato Diego Armando Maradona stabilendo un primo passaggio via social tra il Vaticano e l’Argentina. L’evoluzione del progetto sarà seguita, in qualità di media partner, da Vatican News, Radio Vaticana Italia e RTL 102,5. The post #OrdinaryHeroes, il video di Totti nella campagna della Santa Sede per l’Obolo di San Pietro appeared first on Key4biz.
Windows 10: presto disponibile l’appaiamento one-click

Nel prossimo aggiornamento di Windows 10, fra le varie migliorie, sarà presente l’appaiamento one-click per i dispositivi Bluetooth. Windows 10 Il sistema unificato di casa Microsoft non finisce mai di evolversi, perfezionando i difetti e aggiungendo sempre nuove qualità. Nella build per Insider-Fast ring, numerata 17093, introdurrà un nuovo metodo di appaiamento per i dispositivi Bluetooth. Per sfruttare l’appaiamento one-click, basterà: • Accendere il dispositivo e avviare la modalità di appaiamento. • Porre il dispositivo vicino al PC, apparirà dunque una notifica su schermo. • Premere “connect” sulla notifica. L’appaiamento, a questo punto, sarà completo e permetterà il corretto utilizzo del dispositivo. Se durante la configurazione, termina il tempo di appaiamento o il dispositivo esce fuori dal raggio di rilevamento, la notifica scomparirà automaticamente da Windows. La Feature in questione è accessibile dalla tab di sistema “Bluetooth & other device” dove si può scegliere se mantenerla abilitata o disattivarla. C’è da specificare però che, la tecnologia one-click, sarà disponibile solamente per alcuni accessori selezionati. Microsoft ha, infatti, inserito fra questi gli accessori del team Surface, dando la possibilità di utilizzare il Surface Precision Mouse. Prossimamente saranno aggiunti nuovi accessori alla lista dei diversi partner, come Logitech e tanti altri. Frederic Frappereau, Developer Relations di Logitech, ha dichiarato in merito: [This feature] aims at improving initial connectivity. It represents a very important element of the overall “out-of-box” experience of our devices. We are delighted to contribute to this important technical milestone and make our devices compatible with it. Conclusioni L’impegno di Microsoft, nel perfezionamento del sistema unificato, sta portando grosse novità e agevolazioni verso i suoi utenti. Dall’uscita di Windows 10 a ora, l’OS ha subito grandi passi avanti, che lo portano a un livello totalmente differente da quello del lancio. Vedremo in futuro i piani del Colosso di Redmond per il proprio OS e i differenti utenti che lo sfruttano. Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.
Intel: nuova patch contro Meltdown e Spectre

Da poco, Intel, ha annunciato una prima diffusione di una nuova patch progettata per combattere le debolezze di Meltdown e Spectre. Patch Intel Nello scorso mese sono state rilasciate differenti patch, basate sui differenti OS, che però hanno causato alcuni casi di instabilità e riavvii improvvisi dei PC. Intel ha però, da poco, rilasciato una patch per la serie di CPU Skylake, che dovrebbe risolvere totalmente il problema La patch in questione verrà rilasciata in due Step: la prima fase consiste in un rilascio per i clienti OEM e i partner, la seconda sarà un rilascio generale. Durante la fase per gli OEM, saranno testate a pieno le potenzialità della patch e registrati i possibili errori da correggere prima di un rilascio globale. È consigliato di aggiornare i propri PC appena possibile, per prevenire possibili attacchi e ridurre al minimo i rischi. Stando a quanto rilasciato dal dipartimento di sicurezza contro gli attacchi informatici, l’85% di questi possono essere fermati con il corretto aggiornamento del sistema. Navin Shenoy, vice presidente esecutivo della Intel, ha dichiarato in merito: I can’t emphasize enough how critical it is for everyone to always keep their systems up-to-date. Research tells us there is frequently a substantial lag between when people receive updates and when they actually implement them. In today’s environment, that must change. Le parole di Shenoy mostrano quanto la situazione pesi sulle spalle di Intel e quanto sia importante tenere aggiornato il proprio sistema operativo. Le sue dichiarazioni incoraggiano gli utenti a prestare più attenzione agli aggiornamenti e a fornire così una corretta manutenzione ai propri dispositivi. Conclusioni Il caso di Meltdown e Spectre ha causato un grosso allarme nel mondo della sicurezza; mostrando la necessità di nuove misure di sicurezza. Le grandi ditte come Intel, Microsoft e Mozilla stanno facendo del loro meglio per tutelare i propri utenti, fornendo il prima possibile patch e nuove linee di sicurezza. Vedremo l’aggiornamento della situazione nelle prossime settimane, insieme alla nuova patch per i processori della serie Skylake. Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.
MailUp, online l’hub di contenuti speciali sul GDPR
Una raccolta gratuita di white paper, webinar, video-corsi, articoli di approfondimento, oltre ai link diretti alle normative ufficiali, per mettere le imprese in condizione di conoscere da vicino il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati (RGPD, in inglese GDPR, General Data Protection Regulation – Regolamento UE 2016/679). MailUp ha lanciato oggi in rete la prima piattaforma di contenuti dedicati al GDPR, il testo di legge europeo che – pienamente operativo dal 25 maggio 2018 – riscrive le regole per le attività di raccolta e trattamento dei dati personali. Un’iniziativa ideata e realizzata con la collaborazione dell’Avv. Marco Maglio, che ha dato vita ad un vero e proprio hub ricco di risorse e strumenti utili alle aziende a familiarizzare con le novità del GDPR, che si pone come spazio per le imprese dove “apprendere e aggiornarsi su adempimenti, neonate figure professionali e operazioni da intraprendere per allineare la propria realtà ai vincoli normativi del Regolamento”. “Sono passati due anni dal nostro primo post sul GDPR. Da allora abbiamo continuato a fare informazione e approfondimento, avvalendoci delle competenze dell’Avv. Maglio. Oggi, con vista sul 25 maggio, inauguriamo un hub che arricchisce e rende sistematico il lavoro di questi anni, per offrire un approdo sicuro a tutte le realtà che abbiano carenze e punti di incertezza sul tema”, ha spiegato in una nota Stefano Branduardi, Marketing Director di MailUp. Nei prossimi mesi, ha precisato il direttore, “allargheremo la prospettiva, abbracciando altri ambiti, dall’ecommerce al banking, dall’automation al messaging, con l’obiettivo di diventare un riferimento nella formazione e l’aggiornamento sul marketing digitale”. L’hub, infatti, si inserirà all’interno del programma MailUp Academy, che affiancherà il GDPR a nuove aree formative, ciascuna focalizzata su un diverso settore commerciale e ambito strategico, concepito col minimo comun denominatore di offrire conoscenze e aggiornamento sull’ecosistema digital marketing. In chiave GDPR e per accelerare la sua introduzione in vista di maggio, nei giorni scorsi la Commissione europea ha pubblicato un set di linee guida e un tool dedicato alle aziende. Per mettersi in regola, gli stati membri devono adeguare la normativa nazionale esistente in materia di protezione dati oppure mettere in piedi dei board dedicati per la data protection europea e al momento soltanto due stati, Austria e Germania, sono pronti. The post MailUp, online l’hub di contenuti speciali sul GDPR appeared first on Key4biz.
Soon-Shiong acquista il “Los Angeles Times”, Elezioni presidenziali in Venezuela il 22 aprile, Puigdemont, Brexit
Usa, medico miliardario Soon-Shiong acquista il “Los Angeles Times” 08 feb 10:56 – (Agenzia Nova) – Il quotidiano “Los Angeles Times” viene acquistato per 500 milioni di dollari da Patrick Soon-Shiong, un medico miliardario della metropoli californiana. Lo riferisce il quotidiano “New York Times”, ricordando il prestigio della testata giornalistica della costa occidentale, che ha esposto fatti di corruzione locale che hanno portato all’incriminazione di potenti figure dello Stato e che ha seguito con grande attenzione cronachistica il succedersi degli innumerevoli disastri naturali. Tronc, la compagnia associata al “Lat” ha rivelato oggi l’operazione che coinvolgera’ anche la testata “The San Diego Union-Tribune” e che dovrebbe concludersi in tre mesi. Con la nuova proprieta’ il “Lat” torna ad un editore locale dopo quasi 20 anni di editori provenienti dalle grandi imprese. La decisione dell’attuale editore, Michael Ferro, di vendere e’ frutto di mesi di subbuglio e di contrasti tra la redazione e la proprieta’. Il nuovo acquirente e’ cresciuto nel Sud Africa dell’Apartheid e ha fatto la sua fortuna vendendo farmaci generici e sviluppando una nuova cura per il cancro. Soon-Shiong considera i giornali come una “fiducia dell’opinione pubblica” che intende preservare. Con questa operazione il medico miliardario e’ l’ultimo ricco imprenditore a rilevare una testata giornalistica in difficolta’, dopo Jeff Bezos con il “Washington Post”, John Henry con il “Boston Globe” e Sheldon Adelson con il “Las Vegas Review-Journal”. © Agenzia Nova – Riproduzione riservata Venezuela, elezioni presidenziali il prossimo 22 aprile 08 feb 10:56 – (Agenzia Nova) – Il Consiglio elettorale nazionale del Venzuela, guidato dai funzionari fedeli al presidente Nicolas Maduro, ha annunciato che le elezioni presidenziali si terranno il prossimo 22 aprile. Con questa decisione, il Consiglio elettorale si attiene alla richiesta fatta dall’Assemblea costituente nazionale che chiedeva elezioni anticipate entro il 30 aprile. La notizia e’ stata riferita oggi dai quotidiani spagnoli “El Pais” e “Abc” che aggiungono come Tibisay Lucena, presidente del Consiglio elettorale, abbia annunciato anche che la campagna elettorale dei partiti in lizza per la presidenza si svolgera’ dal 2 al 19 aprile. L’annuncio e’ stato reso ufficiale in seguito al fallimento delle trattative tra le forze chaviste e quelle dell’opposizione che non sono riuscite a raggiungere un accordo soddisfacente per entrambe le parti. “Solo 110.000 venezuelani al di fuori del paese sono registrati nei loro rispettivi uffici consolari e potranno esercitare il loro diritto di voto”, ha denunciato il giornalista Eugenio Marti’nez, specializzato nei processi elettorali venezuelani citato dal quotidiano “Abc”. Secondo Martinez ci sarebbe almeno un milione di sfollati venezuelani, la gran parte contrari al regime di Maduro, che non riusciranno a votare nelle prossime elezioni. © Agenzia Nova – Riproduzione riservata Usa, presidente Trump definisce “grosso sbaglio” il crollo di Wall Street 08 feb 10:56 – (Agenzia Nova) – Dopo il crollo borsistico del 5 febbraio, il presidente Donald Trump, che si era da qualche tempo intestato il merito della corsa di Wall Street, ha taciuto per alcune ore. La portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, ieri, riporta il quotidiano “New York Times”, aveva commentato l’avvenimento sostenendo che “il presidente e’ concentrato sui fondamentali di lungo termine dell’economia, che rimangono straordinariamente forti”. Ma questa mattina presto (la scorsa notte in Italia) Trump ha deciso di esprimere il suo pensiero su Twitter rammaricandosi del fatto che “ai vecchi tempi il mercato azionario” saliva all’annuncio di “buone notizie, mentre oggi va giu’!”. “Un grosso sbaglio” ha chiosato il presidente precisando “abbiamo cosi’ tante buone (grandiose) notizie sull’economia!”. Un’affermazione confermata dai dati sul mercato del lavoro che continua a mostrare solidita’ con la creazione, a gennaio scorso, di 200 mila posti, oltre le attese degli analisti. Il tasso di disoccupazione e’ ai minimi del 4,1 per cento. Altro dato positivo e’ quello relativo alla crescita dei salari. Il buon andamento dell’occupazione sta spingendo al rialzo anche gli stipendi che, sempre a gennaio, sono cresciuti del 2,9 su base annua, si tratta dell’aumento piu’ deciso dal 2009. Ed infine, la riforma fiscale approvata dalla Casa Bianca all’insegna dei tagli sulle aliquote delle imprese che promette di dare un ulteriore stimolo all’economia americana. © Agenzia Nova – Riproduzione riservata Catalogna, Puigdemont chiede all’Erc di governare da Bruxelles 08 feb 10:56 – (Agenzia Nova) – L’ex presidente della Generalitat catalana Carles Puigdemont non intende abbandonare l’obiettivo di amministrare la Catalogna da Bruxelles. Per il momento, l’unica via praticabile e’ che il partito di Sinistra repubblicana di Catalogna (Erc) accetti la creazione di un Consiglio della Repubblica e di modificare la legge per la presidenza con l’inclusione di una possibile investitura telematica. Lo riferiscono i quotidiani spagnolo “El Pais” e “La Vanguardia” che precisano come la strategia di Puigdemont si divida in quattro fasi essenziali: una risoluzione che preveda il riconoscimento del “presidente legittimo”, la riforma della legge della Presidenza della Generalitat e del Governo per includere l’investitura a distanza, una prima elezione come presidente del Consiglio della Repubblica a Bruxelles e un’investitura formale nel Parlamento catalano. Il calendario della proposta variera’ in base alla data dell’accordo e i negoziati continuarono, mentre ufficialmente Junts per Catalunya ed Erc continuano a rimanere ufficialmente bloccati sulla questione della “legittimita’” dell’investitura concessa a Puigdemont. © Agenzia Nova – Riproduzione riservata Soros dietro al complotto segreto per rovesciare la Brexit 08 feb 10:56 – (Agenzia Nova) – C’e’ George Soros, il miliardario noto in Gran Bretagna come “l’uomo che fece fallire la Banca d’Inghilterra”, dietro al complotto per far fallire la Brexit: il quotidiano conservatore britannico “The Telegraph” spara questa notizia nella sua prima pagina di oggi giovedi’ 8 febbraio, citando un documento segreto di cui afferma essere entrato in possesso. Il “Telegraph” afferma che il famoso uomo d’affari e’ uno dei tre principali finanziatori del neonato gruppo di pressione filo-Ue, denominato Best for Britain (“Il meglio per la Gran Bretagna”, ndr), che progetta di lanciare una campagna pubblicitaria nazionale allo scopo di ottenere la convocazione di un nuovo referendum per mantenere la Gran Bretagna nell’Unione Europea. Secondo un documento strategico distribuito
Le Smart TV sono facili da hackerare. A rischio la privacy degli utenti
La Consumer Union americana, organizzazione senza scopo di lucro che dedica test imparziali sui prodotti di consumo e fa ricerche orientate al consumatore, ha appena dato la notizia su Consumer Reports. Milioni di smart TV possono essere controllate facilmente da hacker che sfruttano falle di sicurezza. Secondo la rivista, la vulnerabilità è stata riscontrata in TV Samsung, TCL e dispositivi che utilizzano la piattaforma Roku TV, che può includere marchi come Philips, RCA, Hisense, Hitachi, Insignia e Sharp, insieme ad alcuni dei lettori di streaming di Roku. Dal report è risultato che un hacker (anche poco esperto) può cambiare canale o alzare il volume, aprire i contenuti di YouTube o spegnere la TV. Inoltre, i test hanno rilevato che le smart TV hanno sollevato problemi di privacy raccogliendo informazioni molto dettagliate sui loro utenti. I consumatori possono limitare la raccolta dei dati ma devono rinunciare a molte delle funzionalità delle TV, suggerisce Consumer Reports. “Lo standard digitale può essere utilizzato per valutare molti prodotti che raccolgono dati e si connettono a Internet”, ha commentato Maria Rerecich, che supervisiona i test elettronici presso Consumer Reports.”Le smart TV erano un punto di partenza naturale. Queste tecnologie stanno crescendo notevolmente da un punto di vista di vendite e possono trasmettere una notevole quantità di informazioni sui loro utenti ai produttori di TV e ai loro partner commerciali. L’obiettivo –continua Rerecich – è quello di educare i consumatori sulla loro privacy e sulle opzioni di sicurezza e di influenzare i produttori a prendere in considerazione queste preoccupazioni durante lo sviluppo dei loro prodotti.” Secondo Consumer Report i test hanno rilevato che i televisori monitoravano costantemente ciò che i loro proprietari stavano osservando e trasmettevano al TV maker e/o ai suoi partner commerciali, tutte le informazioni sul cliente utilizzando una tecnologia chiamata ACR (Automatic Content Recognition). L’ACR aiuta la TV a capire quali altri spettacoli ti potrebbero piacere, ma i dati possono essere combinati con altri aspetti delle informazioni personali per aiutare a creare profili sul comportamento che vengono venduti ad altri operatori di marketing. Consumer Reports consiglia ai proprietari di smart TV che desiderano proteggere la loro privacy di controllare i manuali di istruzioni su come ripristinare le impostazioni di fabbrica del televisore e impostarli nuovamente, prestando molta attenzione a non ricevere i dati di visualizzazione raccolti. In tal caso, consigliano di prestare molta attenzione durante l’installazione. In questo caso, puoi accettare la politica sulla privacy di base e i termini del servizio, che comunque attivano una quantità significativa di raccolta dati, mentre si riduce l’ACR. Per aumentare notevolmente la privacy è possibile sia disattivare totalmente l’ACR, utilizzando le impostazioni della TV, anche se queste impostazioni sono in genere sepolte da tre o quattro menu difficili da trovare, e disattivare la connessione WiFi del televisore. Fai questo, però, e in pratica non hai più una smart TV. È necessario aggiungere un dispositivo multimediale di streaming separato per ottenere contenuti basati sul Web. Udite udite, ma anch’esso a rischio vulnerabilità. The post Le Smart TV sono facili da hackerare. A rischio la privacy degli utenti appeared first on Key4biz.
Angela Merkel punta sulla fibra. La Grosse Koalition cerca 12 miliardi per la rete in Germania
La Grosse Koalition che sostiene Angela Merkel (CDU, CSU e SPD) punta a mettere insieme 12 miliardi di euro per realizzare una rete nazionale in fibra ottica che copra anche le aree in digital divide. Questo il piano, messo nero su bianco sul programma comune della coalizione di governo consultato da Bloomberg, secondo cui l’obiettivo della cancelliera tedesca è realizzare la “gigabit society” entro il 2025, tramite la creazione di un fondo speciale destinato alla copertura delle aree bianche del paese. Nelle scorse settimane, gli operatori alternativi tedeschi avevano criticato Merkel per mancanza di impegni chiari sul fronte della rete e del 5G. Accordo sofferto La Grosse Koalition di Angela Merkel ha raggiunto un sofferto accordo, dopo quattro mesi di estenuanti trattative. La cancelliera ha mediato e il suo partito, la CDU, è stato costretto a cedere due ministeri chiave (Finanze e Esteri) alla SPD. Detto questo, la Merkel resta al timone e spuntano i primi accordi sul programma di governo. L’accordo di programma fra i partiti di governo (Cdu, Csu e Spd) parte dal presupposto che la Germania ha bisogno di un’infrastruttura di rete che copra tutto il paese e di prima qualità. In altre parole, i partiti vogliono convertire l’infrastruttura tedesca alla fibra. Già in passato Merkel ha più volte fatto appello al mercato per la realizzazione di un’infrastruttura ultraveloce in grado di veicolare Internet al meglio, per rispondere alla crescente domanda di banda da parte dei consumatori. Una rete capace inoltre di proteggere al meglio l’industria della maggior economia della Ue. Ma non è scontato che il paino vada a buon fine. Dipenderà da Deutsche Telekom, che in passato ha investito non poco per modernizzare la sua rete in rame. Deutsche Telekom sarà disposta a convertirsi alla fibra? L’ex monopolista tedesco ha reso noto di voler realizzare 60mila chilometri di rete in fibra nel 2018, senza tuttavia precisare quanta parte della rete sarà realizzata in fibra direttamente alle case (FTTH). Deutsche Telekom ha fatto sapere a più riprese che coprire tutto il paese in fibra, fino alle case, è un’impresa immane e troppo ambiziosa. Vedremo. Dal canto suo, Vodafone Group ha invece reso noto che intende investire ulteriori 2 miliardi entro il 2021 per realizzare una rete in fibra in collaborazione con l’operatore specializzato Deutsche Glasfaser Holding. 5G, Blockchain, startup nel programma di governo Altri punti contenuti digitali nel programma di governo della Grosse Koalition: La coalizione di governo punta al primato nel 5G puntando su un’assegnazione delle frequenze vincolata a chiari impegni sul fronte degli investimenti da parte degli operatori. La Germania punta a creare un laboratorio di ricerca di eccellenza sull’Intelligenza Artificiale insieme alla Francia. Vuole semplificare la creazione di nuove startup tagliando la burocrazia e riformando il quadro regolatorio sulle insolvenze. Vuole sviluppare una chiara e ampia strategia per lo sviluppo della blockchain e punta a influenzare la nascita di un quadro regolatorio “appropriato” per il trading in criptovalute. L’obiettivo è beneficiare dei vantaggi potenziali derivanti da queste tecnologie prevenendo il rischio di abusi. Per centrare tutti questi obiettivi, la coalizione di governo sta pensando alla creazione di un’agenzia nazionale del digitale che possa appoggiare il governo nella fase di implementazione dei vari punti. Un’istituzione invocata peraltro già dal Ceo di Deutsche Telekom Tim Hoettges il mese scorso. The post Angela Merkel punta sulla fibra. La Grosse Koalition cerca 12 miliardi per la rete in Germania appeared first on Key4biz.
Engineering apre il 2018 cercando 500 figure da inserire in tutte le sedi del Gruppo
Engineering, leader italiano nella Digital Transformation, con oltre 35 anni di storia, circa 10.000 dipendenti e un andamento caratterizzato da un costante trend di significativa crescita e di espansione internazionale, apre il 2018 all’insegna del continuo sviluppo e cerca 500 persone da inserire in organico. Le figure ricercate sono 200 con esperienza e 300 neolaureati e neodiplomati in discipline tecnico-scientifiche da avviare verso interessanti prospettive di carriera. Le persone saranno inserite in tutte le linee di business del Gruppo, per ampliare le competenze nei filoni strategici e d’innovazione, quali Cloud, Cyber Security, Artificial Intelligence, Big Data & Analytics, Robotic Process Automation. I contratti proposti sono: a tempo indeterminato, di apprendistato o stage. Tra i ruoli da ricoprire figurano in particolare: Data Analyst, Data Scientist, Cloud Architect, Robotic Process Automation Specialist, Cyber Security Consultant, Digital Transformation Specialist, Solution Architect, Project & Program Manager, Presales Specialist, Account Manager e Sales Manager. Le posizioni aperte sono per tutte le sedi italiane del Gruppo, in particolare: Milano, Roma, Padova, Bologna, Torino, Firenze, Napoli. Alcune ricerche interessano anche le sedi estere: in Belgio, Spagna, Germania, Repubblica di Serbia, Brasile, Argentina e USA. Gli interessati possono inviare la propria candidatura e il CV nella sezione del sito dedicata. The post Engineering apre il 2018 cercando 500 figure da inserire in tutte le sedi del Gruppo appeared first on Data Manager Online.
Amy O’Connor nominata Chief Data e Information Officer di Cloudera
L’esperta di big data coordina il team dedicato alle innovazioni tecnologiche con l’obiettivo di porre nuovi standard per le imprese data-driven Cloudera annuncia la nomina di Amy O’Connor a capo del team di senior management di Cloudera come Chief Data e Information Officer (CDIO). In particolare O’Connor guiderà il neonato team per la realizzazione di nuove tecnologie e definizione di nuovi standard per le imprese con una mentalità “data-first”: i focus del team, in dettaglio, riguardano la customer digital experience, i sistemi aziendali interni, data science e analisi dei dati, IT operations e sicurezza delle informazioni. “In qualità di CDIO Amy rappresenta un fattore chiave dell’innovazione nel supporto all’ambiente IT di Cloudera: è una risorsa per tutti i team di progettazione, di supporto, di vendite e marketing, ma anche per la soddisfazione dei clienti”, ha dichiarato Tom Reilly, CEO di Cloudera. “Attendiamo con impazienza i numerosi contributi che Amy trasferirà in azienda in questo nuovo ruolo, una guida per le iniziative rivolte a raggiungere una gestione ottimale di clienti, partner e dipendenti, grazie agli strumenti a disposizione – dati, analisi e servizi basati su cloud -”. Amy O’Connor entra in Cloudera nel 2013 e da allora è leader del team di esperti del settore e consulenti per creare valore aziendale. Questo team, in particolare, consiglia e supporta le organizzazioni nell’introduzione delle soluzioni Cloudera e nell’adozione di una capacità di consegna data-driven ripetibile a livello aziendale. O’Connor è stata, infatti, anche responsabile del supporto ai clienti Cloudera nell’identificare e affrontare le sfide di processo e organizzative che influiscono sull’adozione delle soluzioni basate sui dati. Proveniente da Nokia, dove ha costruito e guidato il team globale dedicato ad analisi e dati (tra i primi clienti di Cloudera), O’Connor ha diretto i team di marketing e ingegneria di Sun Microsystems in qualità di vicepresidente del marketing dei servizi e responsabile della strategia software e storage. “Sono entusiasta – ha dichiarato Amy O’Connor – di trasferire le iniziative data-driven a un livello di maturità maggiore all’interno di Cloudera, dove gestiamo l’attività grazie a Cloudera Enterprise Data Hub insieme a una combinazione di altri servizi basati sul cloud. Non vedo l’ora di continuare a condividere le best practice data-driven con i clienti e a supportarli nell’aumentare la maturità nell’utilizzo dei dati e dei prodotti e servizi di Cloudera per gestire le proprie attività”. The post Amy O’Connor nominata Chief Data e Information Officer di Cloudera appeared first on Data Manager Online.
Robot protagonisti dei Giochi olimpici, ma in Italia Salvini li vuole tassare
Dall’industria automobilistica all’elettronica di consumo, dal manifatturiero alla medicina, dall’agroalimentare alla Difesa, dalla logistica alla sicurezza, sono tanti gli utilizzi dei robot nel nostro mondo, nell’economia come nei servizi, per un mercato globale che Research and Markets stima per il 2024 attorno ai 130 miliardi di dollari. Anche in occasione dei XXIII Giochi olimpici invernali in Corea del Sud, che si svolgeranno a Pyeongchang dal 9 al 25 febbraio, oltre alla “guerra fredda” tra Corea del Nord e Stati Uniti, a conquistare l’attenzione dei media è l’enorme apparato tecnologico messo sul tavolo dagli organizzatori. All’aeroporto si può chiedere aiuto ai robot assistenti di terra, si leggeva ieri sul Corriere.it, mentre in cielo svolazzano droni a caccia di oggetti volanti non identificati, in ogni angolo della città si è sorvegliati da un sistema avanzato di video controllo e spazzini automatizzati mantengono pulite le strade e le piazze (assomigliano a bidoni aspiratutto in grado di muoversi autonomamente anche tra la folla). Parallelamente ai giochi olimpici veri c’è una grande offerta di gaming per la realtà virtuale ed aumentata che consentono nei locali pubblici e a casa (o in albergo) di improvvisarsi atleti virtuali e sfidare i campioni olimpici nelle diverse discipline. Insomma, probabilmente questi giochi olimpici saranno ricordati come i più tecnologici di sempre e in fondo la Corea del Sud ha utilizzato questa manifestazione seguitissima in tutto il mondo come vetrina in cui mostrare il livello di innovazione tecnologica raggiunto, l’efficienza delle sue smart cities potenziate dal 5G mobile e la grande offerta di connettività. Da noi, invece, di robot se ne vedono pochi in giro, ma Matteo Salvini, il leader della Lega, li ha voluti comunque tirare in ballo nella sfida elettorale per il 4 marzo, chiedendo a gran voce una tassa su di loro. Una tassa sulle macchine, sui robot, per difendere i settori strategici e per tutelare i lavoratori: “L’Italia è all’avanguardia per i brevetti, ma il futuro va accompagnato, la globalizzazione lasciata libera diventa anarchia“, ha dichiarato a Radio 24. “Se ci sono tre milioni di posti di lavoro a rischio, il lavoro va regolamentato, il robot deve essere un aiuto e non la sostituzione al lavoro“. Il dato dei milioni di posti a rischio è stato estrapolato dallo studio del Club Ambrosetti dell’anno passato, all’interno del quale però si diceva anche che proprio grazie all’innovazione tecnologica per ogni nuovo posto in un settore avanzato (ad esempio alta tecnologia, scienze della vita, ricerca di base) se ne creano altri 2,1 nell’indotto: quarantamila posti l’anno nei settori chiave sono tre milioni di occupati in 15 anni. Il ragionamento del leader del Carroccio è probabilmente maturato a seguito della visita fatta mercoledì scorso allo stabilimento Amazon di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza: “l’innovazione non può essere lasciata libera a sé stessa ma va governata attraverso la regolamentazione e una tassa sui robot può essere uno strumento utile per recuperare risorse da destinare al sostegno di chi sarà inevitabilmente espulso dal mercato del lavoro”. Un’idea rivoluzionaria questa di Salvini? Non tanto, sono numerosi i personaggi politici e gli imprenditori che nel tempo hanno proposto qualcosa di simile. Un annetto fa anche Bill Gates ha detto la sua sulla questione, sollevando molte critiche: “Oggi se un essere umano guadagna 50 mila dollari all’anno, lavorando in una fabbrica, deve pagare le imposte. Se un robot svolge gli stessi compiti, dovrebbe essere tassato allo stesso livello”. The post Robot protagonisti dei Giochi olimpici, ma in Italia Salvini li vuole tassare appeared first on Key4biz.