L’evoluzione dei social media: quali saranno i trend da qui a fine anno?

Nati pochi anni fa come piattaforme per comunicare con gli amici, i social network sono stati protagonisti di un’evoluzione incredibile. Oggi sui social ci informiamo, acquistiamo e vendiamo oggetti, pubblichiamo le nostre esperienze di vita e seguiamo le dirette streaming di eventi, concerti e conferenze. Piattaforme sempre più importanti nella vita delle persone e i cui trend di sviluppo futuri sembrano ancora un terreno inesplorato. Gli analisti, però hanno provato a fare alcune ipotesi e hanno tentato di capire come si evolveranno i principali social nel 2022. Ecco le più interessanti. Partiamo da Facebook che con i suoi 3 miliardi di utenti attivi al mese è ancora oggi il più frequentato in assoluto. Negli ultimi mesi Facebook è stato costretto a “inseguire” social più “giovani” come Instagram e TikTok che hanno puntato sui video per raggiungere una audience planetaria. Ebbene anche FB ha deciso di seguire questo trend e ha deciso di investire molto sui video brevi in stile Reels. Ancora non è chiaro se il formato sarà lo stesso dei concorrenti ma la strada sembra ormai tracciata. Instagram e TikTok, però, non staranno con le mani in mano. Il primo sta cambiando approccio e punta ad aumentare la componente ludica dei suoi contenuti video. Un cambiamento di paradigma a cui dovranno adeguarsi anche le aziende se vorranno continuare a commercializzare i prodotti su questi canali. In questo potrebbero vedere facilitato il loro compito dall’arrivo di alcuni strumenti tecnici utili per facilizzare e velocizzare le transazioni. Il secondo, invece, sembra andare in controtendenza. TikTok ha basato moltissimo del suo successo su contenuti video brevi, divertenti e accattivanti. Nel 2022, invece, aumenterà la durata dei video e dei Reels che passeranno rispettivamente a 3 minuti e 60 secondi. Una strategia che mira a dare più opportunità anche a chi vuole veicolare contenuti e informazioni più approfondite. Le novità, però, non finiscono qui. Sono in arrivo i video in diretta e nuovi strumenti in grado di mixare intrattenimento e vendita di merci e prodotti. Uno dei trend da tenere d’occhio nei prossimi mesi è l’evoluzione del social media gaming. Alcune grandi case produttrici di videogame stanno iniziando a fare capolino con i loro grandi classici come roulette e slot machine sulle pagine dei principali social network. Il motivo è che i social game crescono a vista d’occhio perché sono in gradi come pochi altri di mettere insieme l’aspetto competitivo con quello comunitario e sociale. Registrarsi con il proprio nome su una piattaforma di gioco, creare una community e sfidare gli amici condividendo classifiche e risultati. Una miscela che si sta rivelando sempre più attrattiva per pubblici di tutte le età. Evoluzioni importanti che porteranno anche a un cambio di paradigma per chi ha deciso di usare i social come canali commerciali. Alcune recenti ricerche sottolineano come la fruizione dei contenuti stia diventando sempre più passiva con gli utenti che mettono i like più raramente e che commentano i post solo in poche occasioni. Urge per le aziende trovare nuovi strumenti di monitoraggio per capire il sentimento nei riguardi di un brand e per migliorare la customer satisfaction. In questa operazione una grossa mano potrebbe arrivare dall’Intelligenza Artificiale. Le ultime evoluzioni dell’IA permettono infatti di “leggere” ed elaborare dati a partire dalle conversazioni online degli iscritti a un social. In gergo tecnico si chiama Conversational Intelligence e consente ai brand di capire come sono percepiti sulle piazze virtuali e se un prodotto ha riscosso più o meno successo. Chiudiamo con un’altra interessante prospettiva di evoluzione per i social. Il Social Commerce non è una novità recentissima ma nei prossimi mesi qualcosa potrebbe cambiare anche in questo ambito. In particolare, si guarda con attenzione alla possibilità di vendere prodotti e oggetti durante le dirette social. Alcuni marchi stanno tentando questa strada, utilizzando il prestigio degli influencer o addirittura organizzando direttamente live di presentazione delle nuove collezioni. Obiettivo quello di stimolare il senso di “urgenza” stimolando le persone all’acquisto. FONTE: BitMat.it
Social media: ecco come difendersi dalle minacce

I social media sono uno strumento formidabile, in grado di offrire moltissime opportunità alle organizzazioni o ai singoli che desiderino, ad esempio, promuovere il proprio brand. Potente forma di comunicazione che viaggia attraverso internet, i social sono in grado di fornire a chi li utilizza una presenza a livello globale. La maggior parte delle organizzazioni scelgono di essere presenti sui social media in virtù del fatto che vengono utilizzati da miliardi di utenti e hanno un pubblico che include milioni di potenziali prospect, clienti, partner, dipendenti e follower. Le piattaforme social sono molto utili in quanto consentono sia a chi rappresenta una determinata organizzazione che ai suoi follower di interagire, ad esempio, condividendo informazioni, scambiando feedback e creando contenuti. Come ogni nuova tecnologia, tuttavia, anche l’utilizzo dei social media presenta alcune sfide. Uno svantaggio, ad esempio, nasce dal fatto che essi possono potenzialmente mettere a rischio gli utenti, aprendo percorsi poco sicuri o tunnel in grado di eludere la cybersicurezza tradizionale. Dato tutto ciò, Fortinet è consapevole del fatto che una mancanza di sicurezza nell’uso dei social può potenzialmente danneggiare sia gli individui che le organizzazioni. Per questo motivo ha elaborato una lista di best practice per la social media security che tutti dovrebbero seguire per proteggere sé stessi e gli altri dalle minacce informatiche. I 7 consigli di Fortinet per proteggersi sui social media Utilizzare l’autenticazione a più fattori. L’autenticazione a più fattori è una misura di sicurezza che proteggere i singoli individui, ma anche le organizzazioni, richiedendo agli utenti di fornire due o più fattori di autenticazione per accedere a un’applicazione, a un account o a un virtual private network (VPN). In questo modo si aggiungono ulteriori livelli di sicurezza che aiutano a contrastare i cyberattacchi più sofisticati, anche dopo che le credenziali o le identità sono state rubate, esposte o vendute da terzi. Meglio non riutilizzare le stesse password. A volte può sembrare comodo poter riutilizzare la stessa password per accedere a più servizi. È invece importante utilizzare una password diversa per ciascun account social: in questo modo si evita che tutti gli account sui social media siano facilmente accessibili dai cybercriminali se uno di essi subisce una violazione di sicurezza. Per tenere traccia delle varie password è possibile utilizzare uno strumento di password management. L’ultimo consiglio, sempre valido, è quello di assicurarsi che le password non siano facili da indovinare, ad esempio combinando lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri alfanumerici. Aggiornare regolarmente le impostazioni di sicurezza. È molto importante ricordarsi di controllare sempre le opzioni di sicurezza delle piattaforme social che si utilizzano, per assicurarsi che siano sempre aggiornate e impostate con il livello più alto. Limitare il numero di connessioni per ridurre i rischi. Quando si utilizzano i social media, è importante verificare i profili con cui ci si connette. Esaminare attentamente le informazioni e non ricercare/accettare collegamenti con profili che sembrano falsi o sospetti consente di evitare possibili problemi. Monitorare le notizie su eventuali violazioni di sicurezza social. Quando si utilizzano i social media è bene essere sempre aggiornati sulle minacce che possono colpire le specifiche piattaforme che si utilizzano e rispondere di conseguenza. Se si viene a conoscenza di vulnerabilità o di azioni di hacking, è importante occuparsi del proprio account e mettere in atto le azioni necessarie per evitare possibili violazioni. Sapere com’è fatto un attacco phishing. Può essere utile informarsi anche sulle tipologie più recenti degli attacchi di phishing, prestando molta attenzione quando qualcuno si collega senza essere stato invitato tramite una piattaforma di social media o l’invio di un’e-mail. Fare attenzione alle falsificazioni del proprio account. Non da ultimo, per le organizzazioni è importante tenere d’occhio i tentativi di impersonare il proprio brand. Qualora succeda, le violazioni vanno segnalate immediatamente agli amministratori della piattaforma e vanno tempestivamente informati i propri follower. Quali sono le 5 minacce più diffuse a cui fare attenzione? Le cyber minacce collegate all’utilizzo dei social media a cui Fortinet consiglia di fare maggiormente attenzione sono 5: Il social engineering. Il termine Social engineering si riferisce a una vasta gamma di attacchi che sfruttano l’interazione umana e le emozioni per manipolare uno specifico target. Un attacco di questo tipo tenta di ingannare le vittime in modo tale che possano fornire informazioni sensibili o compromettere la sicurezza aziendale. Un attacco di social engineering solitamente si svolge in più fasi. In primo luogo, il cybercriminale che lavora all’attacco fa ricerche sulla sua potenziale vittima, raccogliendo informazioni su di essa, e poi usa questi nuovi dati acquisiti per bypassare i protocolli di sicurezza. In seconda battuta, il criminale informatico lavora per guadagnare la fiducia del suo bersaglio prima di manipolarlo affinché, ad esempio, divulghi inconsapevolmente informazioni sensibili o violi le politiche di sicurezza. I social media forniscono agli ingegneri sociali delle modalità per entrare in contatto con le potenziali vittime dei loro attacchi o le organizzazioni, per spingerli a fornire informazioni che possono poi essere utilizzate per favorire il lancio di un attacco informatico. Il phishing. In un attacco di phishing, che di solito avviene tramite un’e-mail o un messaggio online, il criminale informatico adesca le sue potenziali vittime tentando di convincerle a cliccare su un link o di aprire un allegato che contengono contenuti dannosi. Utilizzare i social media per stabilire un rapporto o una relazione con il potenziale obiettivo rende più facile costruire la fiducia necessaria per indurlo a cliccare su link dannosi o a inserire informazioni private sensibili in un modulo online. I criminali informatici, inoltre, utilizzano la strategia di mettere sotto pressione le loro potenziali vittime creando un senso di urgenza o facendo appello alla loro curiosità. “Agisci ora prima che sia troppo tardi…” è l’epitome del tipo di indicazione che viene abitualmente fornita al bersaglio di un attacco, con l’obiettivo di indurlo a cliccare su un link dannoso o a fornire informazioni riservate tramite un form. Il malware. I link malevoli promossi attraverso i social media possono condurre ad un malware, ovvero un mix di software malevoli. Esistono molti tipi diversi di malware, ad esempio virus, trojan, spyware e ransomware. I criminali informatici utilizzando il malware
Report di sostenibilità: un trend in crescita nelle aziende

Sempre più aziende puntano sul report di sostenibilità, il bilancio che include le prestazioni non finanziarie, come l’energia consumata, le emissioni di CO2, gli impegni presi in termini di salute e sicurezza e gli obiettivi che l’impresa intende raggiungere. A trainare la crescita del report di sostenibilità non è solo l’obbligo di comunicazione societaria sulla sostenibilità (DNF-Dichiarazioni di carattere non finanziario), in vigore dal 2017 per le grandi società quotate e che nel 2024 sarà allargato alle imprese fino a 250 dipendenti, bensì la consapevolezza della percezione positiva del report presso clienti, partner e stakeholder con un miglioramento complessivo della reputazione aziendale e dei valori comunicati. Il tema del report di sostenibilità è oggetto della di “Let’s do sustainable business talk”, il format sia video che poadcast, ideato dalla società benefit Collectibus, che supporta le aziende nello sviluppo di business sostenibili e animata dalla volontà di diffondere la cultura della sostenibilità. “Abbiamo voluto inaugurare questo nuovo format, che prevede talk video e podcast, approfondendo proprio il tema del report di sostenibilità, sempre più sentito dalle aziende. Attualmente solo quelle quotate e di maggiori dimensioni sono tenute a produrlo per essere compliant”, spiega Danilo Devigili, ideatore del format. Sebbene sia in crescita tra le aziende l’abitudine di redigere il report di sostenibilità, gli ultimi dati a disposizione evidenziano uno scenario in Italia ancora lontano dagli altri Paesi europei: secondo la classifica dell’Area Studi Mediobanca, solo il 30% delle 1915 principali imprese italiane ha presentato il bilancio di sostenibilità; nel 2021 poco più di 200 aziende hanno presentato il DNF. Si prevede che, a seguito dell’entrata in vigore della normativa europea, le imprese a dotarsi del report saranno oltre 4 mila. “Il report di sostenibilità”, continua Danilo Devigili, “consente all’azienda di misurare le proprie prestazioni, ottenendo dati preziosi che possono essere utilizzati per lavorare sul posizionamento di mercato e sulla reputazione, valutando l’impatto sul territorio e sulle comunità e orientando le proprie scelte di business”. Il format digitale si propone di far emergere e valorizzare le buone pratiche delle aziende che hanno intrapreso con successo la strada della sostenibilità. Protagonista del primo talk è Ferrari Trento, l’azienda di Gruppo Lunelli attiva nel settore degli sparkling wine. Di recente l’azienda trentina ha redatto il suo primo report di sostenibilità. “Alla vigilia dei nostri 120 anni di storia”, racconta Camilla Lunelli, Responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne di Gruppo Lunelli, “abbiamo sentito la necessità di misurare, grazie al contributo di Collectibus, il nostro impegno, codificarlo e trasmetterlo agli stakeholder. Siamo un’azienda di dimensioni contenute, non siamo obbligati a redigere un bilancio non finanziario, ma abbiamo scelto di farlo per comprendere a che punto siamo e cosa possiamo fare per migliorare la nostra sostenibilità. Siamo profondamente legati alla nostra terra, alla cultura del vino e al territorio, e vogliamo impegnarci sempre di più per valorizzarlo e promuoverlo. Le prossime sfide? Lavorare sulla nostra impronta carbonica e continuare a promuovere il “bere responsabile””. “Ferrari Trento rappresenta una best practice”, conclude Danilo Devigili, “perché nonostante una storia ed una reputazione consolidata, ha voluto redigere il suo primo report di sostenibilità per consolidare il rapporto con i suoi portatori d’interesse e affermare ancor più i suoi valori”. FONTE: BitMat.it
Applicazioni finanziarie: le installazioni crescono in Italia

La pandemia COVID-19 ha avuto un forte impatto sulle modalità con cui consumatori interagiscono con le istituzioni finanziarie e su come le stesse operano. Secondo l’ultima edizione 2021 del rapporto “The State of Finance App Marketing” condotta da AppsFlyer, le applicazioni finanziarie sono sempre più richieste, registrando un aumento dei download del 132% a livello globale dal 2019 a inizio 2021. L’impennata della domanda di applicazioni finanziarie ha quindi portato i professionisti del marketing a investire quasi 3 miliardi di dollari per acquisire nuovi utenti nel 2020. Le installazioni di app di digital banking, ovvero degli istituti finanziari che operano completamente online o con una presenza fisica limitata, sono aumentate di quasi il 45% tra il primo trimestre 2020 e il primo trimestre 2021, mentre le installazioni di app di servizi Fintech e di app bancarie tradizionali hanno registrato una crescita del 15% nello stesso periodo. Una percentuale, questa, che conferma una certa apertura a promuovere e attivare servizi online mobili anche da parte degli Istituti più tradizionali, ormai consapevoli che la rivoluzione digitale dei servizi bancari sia qui per restare, e soprattutto in grado di realizzare indiscutibili vantaggi in tutto il settore. In particolare, la domanda di applicazioni finanziarie sta registrando i maggiori tassi di crescita soprattutto nei Paesi in via di sviluppo dove c’è ancora una grande popolazione di utenti “non bancarizzati” o “sottobancarizzati” (ad esempio Sud Africa, Nigeria, Turchia, Pakistan, Messico, Arabia Saudita). Tuttavia, con la trasformazione mobile che corre a piena velocità, nel 2020 la domanda è aumentata anche nei Paesi più sviluppati. In EMEA, ad esempio, la crescita delle installazioni non organiche delle app in ambito finance è stata del 170% (Q1 2020-Q1 2021), con le società finanziarie che hanno aumentato gli sforzi per generare più traffico nelle loro app, usando una combinazione di attività di acquisizione utenti e remarketing. In questo scenario, i marketer hanno messo in atto campagne di acquisizioni piuttosto aggressive, ed è emerso come le applicazioni finanziarie si affidino proprio a strategie di marketing per guidare la propria domanda, con oltre il 50% delle installazioni attribuite come non organiche nonostante il costo medio elevato. Lato utenti, coloro che installano app Fintech mostrano un forte interesse a realizzare le proprie attività finanziare tramite app, con il 25%-35% che completa la registrazione nonostante un processo relativamente lungo, a testimonianza di un’esperienza utente decisamente positiva. “Recentemente, il settore del Fintech ha vissuto una rapida trasformazione digitale, con la pandemia che ha aperto la strada a un cambiamento di mentalità anche di coloro che avevano mostrato una maggiore ritrosia all’adattamento“, ha dichiarato Shani Rosenfelder, Head of Content & Mobile Insight di AppsFlyer. “I professionisti del marketing dovrebbero efficientare al massimo la loro spesa, seguendo il trend crescente del Cost Per Install (CPI) e concentrandosi sull’acquisizione di nuovi utenti per soddisfare la domanda. Inoltre, dovrebbero esplorare campagne di remarketing più convenienti per mantenere il loro brand sempre al top in un mercato sempre più competitivo“. Spostandoci nello scenario italiano più recente, la crescita delle applicazioni finanziarie è positiva, registrando un aumento complessivo delle installazioni del 90% su Android e del 267% su iOS rispetto allo scorso trimestre 2020. “Un risultato che non sorprende e conferma il consolidarsi di una nuova tipologia di utente sempre più alla ricerca di esperienze mobili, anche e soprattutto in ambito finanziario”, ha commentato Daniel Junowicz, RVP EMEA & Strategic Projects di AppsFlyer. “Incertezza finanziaria e lockdown imposti dalla pandemia hanno inevitabilmente portato a un forte slancio della digitalizzazione che ha sua volta generato un’installazione diffusa delle applicazioni in ambito banking, payment e investment. Questa tendenza certamente continuerà, sta ora ai marketer essere in grado di capitalizzare il cambiamento delle abitudini dei consumatori e guidare la crescita e le entrate derivanti dalle loro applicazioni mobili. Avere la capacità di misurare al meglio le performance delle loro campagne di marketing, e comprendere quali canali stiano guidando il successo, sarà la chiave vincente”. Fonte: BitMat.it
La guerra informatica si combatte a colpi di ransomware

Il conflitto Ucraina- Russia ha fatto assumere alla cybersicurezza un ruolo di eccezionale rilievo, poiché le ritorsioni da ambo le parti rappresentano una minaccia globale non solo per le aziende e le organizzazioni, ma anche per qualsiasi infrastruttura pubblica. Stiamo constatando, con l’evolvere degli eventi, che nel 2022 la parola “guerra” non è più soltanto legata allo sgancio di bombe o al combattimento fra eserciti. Attraverso la rete è possibile scatenare una guerra informatica dalle conseguenze devastanti, non tanto differenti da un attacco militare. Interruzioni di energia elettrica, la messa fuori uso dei dispositivi e dei dati in essi contenuti, come anche l’interruzione di internet, sono fra i possibili scenari estremi conseguenti alla guerra informatica. Se poi si prova a immaginare le conseguenze che potrebbero manifestarsi se venissero colpite infrastrutture critiche oppure l’erogazione di servizi essenziali, la situazione diventerebbe molto seria con risvolti inimmaginabili. Non solo, anche i mezzi di informazione sono nel mirino delle minacce informatiche, e in questo caso lo scenario sarebbe ancora peggiore, poiché sono fin troppo noti gli effetti che la distorsione mirata delle informazioni possa causare sulla società: sfiducia, malcontento e anche l’escalation della violenza. Un esempio concreto di guerra informatica è stato il continuo botta-risposta di attacchi che hanno colpito le piattaforme mediatiche russe ed europee con la diffusione di notizie fuorvianti; la guerra oggi si combatte anche in questo modo e nessuno è in grado di stabilire cosa sia peggio, se le conseguenze dovute ad azioni di questo tipo o a seguito di quelle militari. Gli attacchi DDoS o malware come l’ultimo HermeticWiper, diffuso per attaccare le reti ucraine, ma destinato a proliferare anche al di fuori dei confini, costituiscono fonte di preoccupazione sia per l’Europa che per le altre nazioni. La capacità di diffusione di questo tipo di minacce è molto rapida e fortificata dai rapporti economico commerciali via web. Anche in Italia questo aspetto non è da sottovalutare e in merito a ciò, fin dal primo giorno in cui si è verificato l’attacco all’Ucraina, l’Agenzia per la cybersicurezza italiana aveva lanciato l’allarme sul probabile arrivo di cyber-minacce protagoniste di questa dura guerra informatica, invitando PA ed aziende a provvedere al rafforzamento delle misure di cybersicurezza. Situazioni come questa, infatti, rappresentano un reale pericolo per tutti, nessuno escluso, perché il cyber-rischio deriva anche da eventuali “effetti collaterali” dovuti alla circolazione in rete delle minacce. Pertanto, non è un’ipotesi improbabile quella che una minaccia diffusa in rete con un determinato obiettivo, finisca per colpirne molti altri non inizialmente considerati come target. Fonte: BitMat.it
Migliorare l’offerta commerciale: 5 passi da seguire

Il metodo UNGUESS aiuta le imprese a migliorare l’offerta commerciale partendo dall’identificazione dei bisogni dei consumatori. Le persone comprano esperienze. La capacità di comprendere i bisogni dei consumatori è un passo fondamentale per migliorare l’offerta commerciale e per far diventare le vendite una logica conseguenza delle azioni, in ogni strategia di marketing. Molte imprese, però, soprattutto nei settori più tradizionali, spesso non hanno ancora chiaro che lo scenario di acquisto sta cambiando: il desiderio dell’utente non è più solo quello di comprare un oggetto particolare, ma vivere un’emozione o un’esperienza destinata a diventare unica, grazie all’acquisto di quel prodotto.Ci si sta spostando sempre di più verso un processo di acquisto e di utilizzo di prodotti e servizi in cui le caratteristiche tecniche, le qualità funzionali e il prezzo competitivo non sono più gli unici elementi determinanti nella scelta finale. Come soddisfare, quindi, i reali bisogni dei consumatori per creare un prodotto che coinvolga il consumatore creando un’esperienza di utilizzo unica e che intercetti le sue reali esigenze? “Per migliorare l’offerta commerciale c’è bisogno di saper ascoltare in modo nuovo e più efficace i bisogni dei propri clienti, utenti, consumatori, e per farlo servono strumenti innovativi, capaci di portare feedback e risposte nei processi decisionali delle aziende, quando serve, in modo rapido ed efficace”, spiega Antonio Lorenzon, Chief Marketing Officer di UNGUESS. Mettere il consumatore al centro, come fosse il protagonista di tutto il processo di sviluppo di un prodotto o servizio, sia esso digitale o fisico, è il metodo sviluppato da UNGUESS, scale-up innovativa che utlizza il crowd, o in altre parole, comunità digitali fatte di persone reali provenienti da tutto il mondo, per intercettare i reali bisogni e desideri di utenti e consumatori che, molto spesso, non sono intercettati correttamente o sono addirittura invisibili all’occhio delle aziende. Secondo una ricerca di Capgemini, infatti, il 75% delle aziende crede di avere una strategia che mette l’utente al centro che consenta di migliorare l’offerta commerciale, ma solo il 30% dei consumatori è d’accordo. Ad esempio, uno degli indici che determina la maggiore insoddisfazione dell’utente quando si affida ad uno store online si rivela al momento dell’acquisto, quando il prodotto viene inserito nel carrello e l’utente è ad un passo dal completare l’operazione. Ci sono diversi fattori che spingono le persone ad abbandonare il loro carrello, che magari hanno riempito dopo diversi minuti di ricerca, ma, molto spesso, questi fattori sono prevedibili ed evitabili: ad esempio, l’usabilità del sito a causa di fastidiosi bug, ovvero malfunzionamenti di sistema invisibili all’occhio dell’utente (e soprattutto delle aziende) portano molte persone ad uscire dal sito e, molto spesso, a valutare negativamente la propria esperienza. Questi errori, in realtà, possono essere risolti in modo rapido ed efficace, svolgendo dei test puntuali, meglio ancora se prima del rilascio del sito: si tratta di test funzionali e di usabilità da parte dell’utente che, grazie al valore della sua esperienza, è in grado di abbattere il tasso di abbandono del carrello e migliorare il processo di acquisto portando dei feedback immediati e concreti all’azienda, dalla prima ricerca del prodotto al checkout. L’esperienza di Antonio Lorenzon, oggi Chief Marketing Officer di UNGUESS, insegna proprio che, senza un ascolto efficace dei propri consumatori, sia l’innovazione che le campagne commerciali hanno un tasso di fallimento molto più alto, che può arrivare anche al 50% in base alla tipologia di prodotto o servizio offerto. Come è possibile, quindi, coinvolgere utenti e consumatori e metterli al centro del processo di sviluppo e miglioramento di un prodotto? Come è possibile migliorare l’offerta commerciale? Antonio Lorenzon individua 5 passaggi chiave: Avere strumenti puntuali di ascolto efficace: la digitalizzazione ha permesso di sviluppare strumenti nuovi, più rapidi ed efficienti nell’ascolto e l’analisi dei feedback. UNGUESS, grazie alla piattaforma digitale e alla metodologia creata sull’utente, riesce ad ottimizzare l’utilizzo del crowd offrendo ai clienti strumenti puntuali, rapidi ed efficaci per identificare bisogni e feedback dei loro utenti e consumatori finali e, di conseguenza, migliorare l’offerta commerciale. Integrabilità e flessibilità: indipendentemente dal fatto che si tratti di prodotti o servizi, fisici o digitali, affinché i feedback e le risposte di utenti e consumatori possano essere utilizzati in modo rapido ed efficace, c’è bisogno che gli strumenti di test e di ascolto siano flessibili in base ai bisogni delle aziende ed integrabili con i diversi sistemi aziendali. La forza dell’effetto “fresh-eyes”: molto spesso coloro che guidano un progetto sono così dentro al processo che danno per scontati molti passaggi o addirittura non notano alcuni errori, bug o barriere all’uso. L’effetto “fresh-eyes”, sguardo non condizionato in italiano, aiuta a rendere l’esperienza d’uso finale il più vicina al consumatore possibile. Prima si ascolta, meglio è: sempre più aziende, per cercare di migliorare l’offerta commerciale, attivano strumenti di test, ricerca ed ascolto di utenti e consumatori già durante l’ideazione o lo sviluppo dei prodotti e servizi, invece di aspettare la fine dell’intero processo prima di raccogliere feedback. Questo perché ascoltando e testando a monte si entra in una prospettiva di co-creazione tra azienda e consumatori finali. Immersività e interazione: per avere feedback qualitativi e risposte reali è fondamentale far vivere all’utente o al consumatore finale l’esperienza reale. “Avere un modo efficace e veloce di ricevere feedback e risposte in tempo reale da clienti e consumatori sulla qualità percepita del mio prodotto o sulla funzionalità del proprio servizio può portare grandi vantaggi, a partire dal modo in cui prendere molte delle decisioni legate allo sviluppo del prodotto o servizio stesso. Ascoltare l’audience permette di muoverci avendo ancora più chiara la direzione in cui vogliamo andare, grazie a una serie di bisogni e desideri che il target ha in pancia ma che, se inascoltati, fanno fatica ad emergere. Ecco perché utilizzare strumenti digitali di ascolto puntuale permette alle aziende migliorare l’offerta commerciale, di innovare e offrire soluzione in modo corretto e vicino all’utente finale”, conclude Antonio Lorenzon.
La Realtà Aumentata nell’eCommerce sta plasmando il futuro delle vendite al dettaglio

Mostrare i prodotti in AR è il futuro delle vendite online per questo oggi assistiamo ad un incremento esponenziale della richiesta di servizi per la realizzazione di modelli 3D per articoli eCommerce. Nel 2021, tecnologie che una volta sembravano solo fantascienza oggi sono diventate reali e accessibili a chiunque. Una delle novità più rivoluzionarie nel settore della vendita al dettaglio è la realtà aumentata che aiuta i clienti a visualizzare e personalizzare i prodotti in 3D durante gli acquisti.Generare traffico ed engagement nelle vendite online sta diventando sempre più complesso e la realtà aumentata può aiutare i rivenditori a interagire con gli utenti, aumentare la soddisfazione cliente e ridurre i resi. Yakkyofy ha lanciato oggi un nuovo servizio che offrirà ai suoi clienti, file 3D per la visualizzazione in Realtà Aumentata, facilmente utilizzabili su tutte le principali piattaforme di shopping. Grazie ad database di oltre 12.000.000 prodotti, Yakkyofy è in grado di offrire facilmente modelli 3D per qualsiasi tipo di articolo in pochi giorni a tutti gli imprenditori che acquistano prodotti con loro. Questo servizio giunge in un momento in cui, secondo Statista, il mercato della realtà aumentata è arrivato a valere oltre 30,7 miliardi di dollari e dove nel 2021 sono già stati venduti oltre 400.000 occhiali grazie all’AR. I rivenditori online stanno lentamente adottando l’AR, ma oggi solo l’1% di loro utilizza attivamente questa tecnologia. Infatti, in un rapporto di Mobile Marketer, il 52% dei rivenditori ha affermato di non essere pronto ad utilizzare l’AR o altre tecnologie simili. L’AR può aiutare i clienti a capire meglio come un prodotto appare, a valutarne i dettagli da tutte le angolazioni permettendogli, in questo modo, di capire esattamente cosa stiano acquistando e rendendo più facile soddisfare le loro aspettative. Le statistiche mostrano che l’AR aumenta la fiducia degli acquirenti, tanto che il 71% dei consumatori afferma che acquisterebbe più spesso se potesse utilizzare l’AR e il 61% di loro dichiara di preferire gli store che offrono esperienze AR. Secondo uno studio condotto da UPS, il 27% dei consumatori restituisce i prodotti senza una ragione precisa, di conseguenza permettergli di “vedere da vicino la merce prima di acquistarla” anche se virtualmente, può fornire loro maggiori informazioni per decidere se effettuare o meno l’acquisto e, di conseguenza, ridurre la percentuale di resi. “In base ai nostri studi”, afferma Giovanni Conforti, Ceo e Founder di Yakkyofy, “l’utilizzo della Realtà Aumentata nello shopping online può incrementare il tasso di conversione fino al +40%, aiutare a fidelizzare i clienti e a ridurre la percentuale di resi”. “Per la maggior parte dei proprietari di eCommerce”, continua Conforti, ” realizzare modellazioni 3D, rendering in AR, la fotogrammetria necessarie per permettere la visualizzazione in AR del loro inventario può essere un’impresa molto difficoltosa. Trovare il partner giusto è importante per affrontare questa transizione tecnologica e Yakkyofy può aiutare gli imprenditori a creare modelli in 3D per tutti i prodotti acquistati attraverso la nostra piattaforma”.
Cyber Security in azienda: i 4 consigli di Kingston

Stefania Prando di Kingston Technology per spiega come sviluppare una strategia di Cyber Security in azienda adeguata. Le organizzazioni, oggi più che mai, per garantire sicurezza e continuità nel business, si trovano a dover affrontare una serie di sfide che stanno modificando profondamente le strutture, gli obiettivi e i comportamenti delle aziende stesse. Senza dubbio, la recente pandemia da Covid-19 e la conseguente emergenza sanitaria hanno modificato in maniera indelebile la nostra condotta come individui e come aziende, introducendo innovativi sistemi di lavoro ibrido ormai integrati all’interno della società. In questo contesto rientra però un’ulteriore sfida, le cui minacce, anche in questo caso, possono essere affrontate e risolte solamente attraverso un cambiamento del comportamento e un impegno a lungo termine da parte delle aziende. Si tratta della Cyber Security in azienda, che secondo l’Allianz Risk Barometer, il rapporto annuale di Allianz, rappresenta la principale preoccupazione per le imprese. Bisogna considerare che i crimini informatici su scala globale causano un danno economico pari a 1 trilione di dollari, dato cresciuto del 50% negli ultimi due anni. E la situazione sta peggiorando: i recenti attacchi alle catene di approvvigionamento, come l’attacco Hafnium sui server Microsoft Exchange e gli hack Solarwind, hanno avuto un impatto su decine di migliaia di organizzazioni, con una crescita nel numero e in termini di gravità degli attacchi ransomware. Kingston Technology, player specializzato nella produzione di memorie e di soluzioni tecnologiche, pensa che la sicurezza informatica sia un problema che coinvolge tutti, e che richieda un impegno costante da parte di tutte le organizzazioni. Per sostenere le organizzazioni in questo difficile percorso, abbiamo individuato quattro consigli per attuare un’adeguata strategia di Cyber Security in azienda: Responsabilità condivisa. La sicurezza informatica non è un qualcosa che si può semplicemente delegare al reparto tecnico: si tratta di una responsabilità che deve essere condivisa dalla totalità dei membri e a tutti i livelli dell’organizzazione. Impegno e formazione continua. L’impegno costante nel settore della Cyber Security in azienda richiede anche investimenti in competenze professionali. Anche nelle aziende più piccole è necessario mantenere il personale con le competenze adeguate e fortunatamente, alcuni produttori forniscono supporto a quest’ultime che sono prive delle necessarie competenze professionali. Crittografia (e non solo). Benché soluzioni come strumenti antivirus e metodologie come Zero Trust rappresentino un buon inizio, devono essere supportate da altre misure, come rilevamento, backup, crittografia e tanto altro. E sebbene le comunicazioni crittografate siano importanti, anche la crittografia dei dati memorizzati all’interno dei server, sui dispositivi di storage e anche su SSD e drive USB crittografati, è molto importante. Pensare sul lungo periodo. Un impegno sostenuto e costante verso la Cyber Security in azienda non è un’operazione a breve termine, deve trattarsi di un impegno permanente. Dopotutto, scenari e situazioni sono in costante mutamento e ogni giorno vengono scoperte nuove vulnerabilità e minacce. I criminali informatici sfruttano qualunque opportunità a loro disposizione e le conseguenze derivanti da potenziali errori possono essere notevoli. Questi quattro passaggi fondamentali renderebbero molto più preparate le aziende nell’affrontare le sfide imposte dalla tutela della sicurezza informatica. Inoltre, per proteggere la tua azienda è necessario mantenere aggiornato il software e non utilizzare un hardware obsoleto, oltre a mantenere i dati al sicuro e avere sempre un piano di backup. Non è necessario seguire sempre le ultime innovazioni tecnologiche all’avanguardia, ma è importante implementare i migliori strumenti per proteggere la tua azienda ora e in futuro. Tutti questi elementi per la Cyber Security in azienda portano ad avere un piano strutturato per affrontare le violazioni, poiché con il panorama delle minacce alla sicurezza informatica in continua espansione può essere difficile difendersi dagli attacchi dannosi. Mai come oggi siamo stati così dipendenti dalla tecnologia o così interconnessi, e quindi esposti e vulnerabili. L’impegno costante è la chiave del successo e le aziende che non sono ancora orientate verso un approccio sostenuto e costante verso tale problema è opportuno che cambino. Un crescente numero di organizzazioni che hanno sottovalutato questa minaccia, si sono poi trovate a doverne pagare le conseguenze. Fonte: bitmat.it
Marketing digitale: si vende di più ma si usano poco i dati

Secondo l’indagine di Mapp sullo stato del marketing digitale del 2022 cresce l’eCommerce ma non si identificano i clienti online. Mapp, piattaforma di marketing cloud basata sui customer insight, ha provato a identificare con un sondaggio le priorità dei marketer e le tendenze in ambito di marketing digitale per l’anno in corso, come era già stato fatto nel 2021. Circa 700 aziende leader nei settori retail, finance, media e telecomunicazioni, hanno preso parte al sondaggio condotto nel gennaio 2022 in Italia, Germania e Regno Unito. Il 2021 si è rivelato un altro anno difficile per tutti i siti di eCommerce; a causa dei lunghi e ripetuti lockdown causati dal Covid19, le abitudini dei consumatori sono infatti radicalmente cambiate. I risultati che seguono sono stati forniti dai marketer italiani. Identificare i clienti online è la grande sfida e l’obiettivo dei prossimi mesi Dallo studio che indaga lo stato del marketing digitale in Italia si evince che, tre quarti delle aziende intervistate in possesso di una piattaforma eCommerce ha registrato un aumento delle vendite nel 2021, e che il 25% dei business ha assistito a una crescita maggiore di quanto previsto. Tuttavia i brand faticano ancora a identificare i visitatori del proprio sito web: solamente il 30% delle aziende con un eCommerce è infatti in grado di identificare circa il 21% dei propri visitatori. Il 45% ne riesce a identificare meno del 10%. I contenuti di marketing digitale dinamici per personalizzare l’esperienza online sono sempre di più una priorità I brand sono già in grado di fornire un’esperienza personalizzata sul loro sito e sempre più aziende lo stanno pianificando per il 2022. In particolare, i contenuti dinamici sono una priorità per molti marketer: l’80% delle aziende con eCommerce li sta attualmente utilizzando nelle proprie comunicazioni multicanale. Tra gli intervistati, tre quarti dichiara di avere intenzione di utilizzare altri contenuti dinamici nel 2022: le raccomandazioni di prodotto sono in cima alla lista dei desideri. Molte aziende non hanno ancora pianificato una strategia di marketing digitale per affrontare un mondo senza cookie In un futuro senza cookie, i dati di prima parte e la relazione con il cliente ricopriranno un ruolo ancora più cruciale. Poche aziende si sono già preparate per questo scenario: solo il 21% degli intervistati infatti afferma di avere già implementato una strategia alternativa. Da quando Apple ha annunciato le ultime modifiche a iOS 15 che bloccano il tracciamento delle email, solo il 16% dei marketer ha già ridefinito i propri KPI. Le app stanno diventando sempre più importanti Sono sempre di più le imprese che decidono di seguire il trend e dotarsi di un’app aziendale: hanno capito l’efficacia di una strategia volta a coinvolgere la loro audience e l’importanza dell’essere presenti sui dispositivi mobili dei loro utenti in qualsiasi momento ed ovunque serva. Nel panorama del marketing digitale italiano, il 45% delle aziende possiede un’app ma solo il 10% di queste offre gli stessi servizi che mette a disposizione sul sito web. La mancanza di risorse nel marketing digitale Il 55% dei marketer che hanno partecipato alla survey ha affermato che la mancanza di risorse umane specializzate nel marketing digitale è l’ostacolo principale alla crescita dell’azienda. Questo risultato è in linea con la ricerca condotta da Mapp e Forrester Consulting nel 2021, che aveva mostrato come il 57% degli intervistati considerasse la mancanza di talenti qualificati la principale sfida a una customer experience di qualità. Inoltre, due terzi dei brand vorrebbe avere a disposizione advanced analytics e customer insight sulle proprie piattaforme di marketing. Uno sguardo alla Germania e al Regno Unito Nel 2021 il mercato digitale è cresciuto anche in Germania e nel Regno Unito: il 73% delle aziende tedesche e il 78% di quelle britanniche hanno registrato un incremento delle vendite online. Entrambe le regioni hanno attribuito questi risultati all’implementazione di una migliore strategia di marketing digitale, in particolare un terzo delle aziende inglesi e il 30% di quelle tedesche. L’analisi del sito web rappresenta una sfida non solo per l’Italia: solo il 30% delle aziende britanniche e il 20% di quelle tedesche sono infatti in grado di identificare più del 21% dei visitatori del proprio sito. Le aziende tedesche e inglesi si sono rivelate più pronte rispetto all’Italia ad affrontare un mondo senza cookie: infatti il 27% in Germania e il 28% nel Regno Unito hanno già pianificato e implementato una strategia alternativa. Maurizio Alberti, VP Global Sales di Mapp, ha così commentato i risultati dell’indagine: “In futuro le aziende avranno bisogno di capire sempre di più i loro clienti e, per raggiungere questo obiettivo, il ruolo dei dati di prima parte è cruciale per poter offrire un’esperienza rilevante e iper-personalizzata. Finora solo poche aziende hanno sfruttato la conoscenza dei propri clienti per fornire offerte mirate in tempo reale ma c’è un ampio margine di miglioramento come emerge da questo sondaggio”. Fonte: bitmat.it
Le maggiori tendenze della trasformazione digitale per il 2022

Le tendenze tecnologiche, indipendentemente dal settore, si evolvono sempre più rapidamente. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una trasformazione tecnologica che ha avuto un impatto e una rapidità senza precedenti. I settori che più sono stati coinvolti sono quello finanziario e il mercato del gaming, soprattutto come risposta a una pandemia che ha costretto le persone a utilizzare sempre più il computer e i dispositivi mobile. In questo articolo, Valeria Endrizzi, esperta di tecnologia e appassionata di gioco online, ci parla delle ultime tendenze della trasformazione digitale – quipotrete trovare alcuni dei suoi articoli. I casinò online in Italia puntano sui giochi dal vivo Le ultime tendenze tecnologiche influiscono anche sull’offerta dei casinò: per tenersi al passo coi tempi e combattere la sempre più ampia offerta da parte dei competitor, ogni casinò si attrezza in modo da dare ai giocatori la più vasta scelta. Non si tratta solo di aggiungere sempre più metodi di pagamento o di garantire una grafica sempre più realistica: la maggior tendenza dei casinò online è quella di includere una sempre più vasta offerta dei giochi live, per dare ai giocatori la sensazione di giocare in un casinò terrestre – soprattutto dopo un lungo periodo di mancanza di socializzazione. Su https://casinoitalian.online/troverete informazioni dettagliate e recensioni dei più popolari casinò in Italia. Tecnologia blockchain e FinTech La tecnologia blockchain viene spesso associata solo alle criptovalute, ma non è così: le sue funzionalità spaziano dai metodi di pagamento agli NFT al metaverso, e molte sono le aziende che la usano per controllare e gestire le proprie catene di rifornimento e distribuzione. Quando questa tecnologia si usa nel settore finanziario, diventa parte della più ampia financial technology – più comunemente FinTech. Questo mix di tecnologie diventa sempre più diffuso perché, di fatto, risolve i problemi delle persone: non si tratta solo di offrire metodi di pagamento nuovi e alternativi, ma di creare nuovi strumenti finanziari e un’economia sempre più inclusiva. Vediamo quali sono i maggiori risultati raggiunti grazie a questa tecnologia e quali sono i trend del momento. Il metaverso Questo mondo virtuale, in cui ognuno può avere un avatar e vivere come se si trovasse nel mondo reale, non viene più utilizzato solo per migliorare l’esperienza di gaming, ma viene anche adottato dalle maggiori società del mondo per gestire la vita aziendale: anche in questo caso, il trend dipende dalla pandemia, poiché le aziende hanno cominciato a investire in modi alternativi per tenere riunioni e far interagire i propri dipendenti senza però avere un contatto reale. Criptovalute Le criptovalute diventano sempre più diffuse: se secondo la Consob un utilizzo maggiore del web ha permesso la diffusione delle valute digitali per ragioni di investimento e risparmio, è anche vero che ormai queste vengono utilizzate a tutti gli effetti anche come un semplice mezzo di pagamento. Sicurezza e velocità le rendono opzioni adeguate al web e una valida alternativa al denaro tradizionale. NFT La tecnologia blockchain non viene utilizzata solo per fornire metodi di pagamento all’avanguardia: la capacità dei non-fungible tokens di rappresentare oggetti unici e di garantirne inoltre la proprietà digitale, ha fatto sì che i maggiori brand cominciassero a utilizzarli per allargare la propria offerta di prodotti e trasformarli in qualcosa che fosse esclusivamente digitale – come Dolce&Gabbana con Genesi. Ma il punto è che non si tratta più solo dei brand del lusso: NFT e avatar diventano un modo per gestire la burocrazia e per rendere liquidi gli asset che finora non lo erano mai stati – come le case. Conclusioni Le tendenze tecnologiche, indipendentemente dal settore, si evolvono sempre più rapidamente. Il mondo del gaming, la burocrazia, i mercati finanziari, i brand del lusso e della moda, il mercato immobiliare: tutti si adeguano per rispettare le volontà del mercato, per dare alle persone un’alternativa e fornire loro una più vasta scelta.