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Windows 10 Mobile, Android o iOS: cosa utilizzate nel 2018? [Sondaggio]

Windows 10 Mobile è un sistema operativo che non riceve più aggiornamenti importanti, il settore Lumia è stato smantellato, gli OEM sono praticamente inesistenti e Microsoft si sta concentrando solamente nello sviluppo di applicazioni per le altre piattaforme. Ad oggi, infatti, esistono molte app di casa Redmond molto scaricate sugli OS un tempo rivali di Windows 10 Mobile come, ad esempio, Microsoft Launcher e il browser Edge. I dati statistici di NetMarketShare riferiscono e descrivono una situazione più che drammatica: lo share di Windows Phone in tutte le sue varianti è al di sotto dell’1% in tutti i Paesi tranne in Italia. Fortunatamente Microsoft è a lavoro (su questo ormai non c’è praticamente dubbio) su Windows Core OS e Surface Andromeda ma per il momento quale sistema operativo utilizzano i nostri lettori? Ed ecco che abbiamo deciso di aprire un sondaggio apposito i cui risultati verranno pubblicati dopo 48 ore. Mi raccomando partecipate! Nota: Se possedete ad esempio sia un smartphone Windows 10 Mobile e sia uno Android, dovete selezionare quello che utilizzate maggiormente. Link Sondaggio

Surface Phone: pubblicato l’ennesimo brevetto sul doppio display

In una domanda di brevetto depositata nel 2016 e rivelata soltanto oggi, Microsoft ha voluto migliorare ulteriormente la struttura esterna e interna del Surface Phone (o più correttamente Surface Andromeda). Il brevetto descrive e menziona per la prima volta una cosiddetta cerniera viva (Live Hinge) che consentirà al futuro dispositivo dal doppio display di essere perfettamente aperto in modalità tablet o di avere uno schermo ripiegato a 360 gradi. Come si può osservare dall’immagine qui sotto, la cerniera possiede un grado di regolazione senza precedenti che rende più sofisticato l’intero meccanismo di chiusura simile per certi versi a quello di un libro: Questa cerniera, come già accennato, consentirà probabilmente anche una rotazione completa di 360 gradi; ciò significa che gli schermi potranno essere ulteriormente piegati fino a quando si troveranno entrambi all’esterno. Un dispositivo del genere avrebbe quindi tre modalità: chiuso senza schermi esposti, aperto a 180 gradi con le sembianze di un tablet, oppure aperto a 360 gradi con un display su ciascun lato del device. Sempre nello stesso brevetto, Microsoft afferma come il Surface Phone potrà essere, presumibilmente, un prodotto capace di fornire svariate possibilità di utilizzo, dunque, una sorta di 3-in-1. Insomma, nulla di nuovo rispetto ai brevetti precedenti ma comunque è interessante vedere come il big di Redmond avesse nel 2016 un hardware, almeno sulla carta, già pronto. Via

Surface Pro 4, alcuni utenti lamentano problemi di sfarfallio sul display

Secondo un report proveniente direttamente dal forum di supporto di Microsoft alcuni esemplari di Surface Pro 4, sostituito dallo scorso 23 Maggio dal nuovo Surface Pro, accuserebbero dei fenomeni di sfarfallio su display che in alcune situazioni renderebbe il dispositivo semplicemente inutilizzabile. Alcuni utenti avrebbero notato che il problema si verifica nel caso di CPU al 100%, condizione tale da determinare forti surriscaldamenti interni. Il difetto ha assunto anche un nome “flickergate” ed è stato anche creato un sito internet apposito dedicato al fenomeno e raggiungibile a questo indirizzo dove gli utenti riportano le loro esperienze più varie. Consultata nel merito da The Verge Microsoft ha risposto che la situazione è sotto attento monitoraggio ed ha evidenziato comunque che i nuovi dispositivi, Surface Pro, Surface Laptop e Surface Book 2, non presentano questo inconveniente. Probabile che sia allo studio un fix per correggere e risolvere il problema, in ogni caso alcuni utenti sembrano essere sul piede di guerra dato che Surface Pro 4 è un device in commercio ormai da quasi 2 anni e mezzo e quindi relativamente rodato.

Nintendo Switch Online arriverà presto

Il servizio di gaming multiplayer a pagamento aprirà le sue porte a settembre mentre la console continua a vendere da record in tutto il mondo Nintendo aveva promesso di finalizzare il prima possibile l’architettura per un multiplayer ampio e ora lo ha confermato: Switch Online aprirà le sue porte a settembre. Il servizio è stato ufficializzato durante un incontro di Nintendo con gli investitori, dove ha riportato i dati di vendita riferiti all’ultimo trimestre dell’anno fiscale, conclusosi il 31 dicembre. Ebbene, sono oltre 14,8 milioni le console vendute sin dal lancio dello scorso marzo, tante da permettere all’azienda di Kyoto di rimettersi in forte carreggiata nel mondo dei videogame, per troppo tempo lasciato nelle sole mani di Sony e Microsoft. Anzi, proprio dando un occhio alla concorrenza, Switch ha sorpassato la PS4 nei 10 mesi dal suo arrivo, prendendosi la fetta più ampia di mercato praticamente ovunque, Europa compresa. Alcuni analisti, come Daniel Ahamad di Niko Partners, affermano che prima o poi i numeri dovranno calare, ma se così non fosse l’ibrido del momento potrebbe addirittura porsi come console domestica più venduta di sempre. Finalmente online Tornando a Switch Online, Nintendo ha spiegato che il nuovo servizio permetterà agli utenti di destreggiarsi con giocatori di tutto il mondo, seguendo l’avanzamento del proprio ID digitale anche tramite smartphone e un’app dedicata, che mostrerà gli amici in linea e i videogame compatibili con il multiplayer. Il primo è Splatoon 2, la cui rete connessa ha il nome di SplatNet2, aperta agli inviti sia direttamente da console che da iPhone e Android, con la suddetta applicazione in via di pubblicazione. Come accade per la concorrenza, l’opportunità di giocare online ha un suo prezzo: 4 dollari al mese, 8 per tre mesi e 20 dollari per un intero anno, più o meno in linea con le piattaforme di PS4 e Xbox One. C’è da capire quanto sarà la conversione in euro ma il rapporto dovrebbe essere lo stesso. The post Nintendo Switch Online arriverà presto appeared first on Data Manager Online.

Queste nuove foto confermano il Galaxy S9 Plus

Dopo la data ufficiale di presentazione non resta che scoprire i due modelli Android prima del tempo: camera doppia su quello più grande Il 25 febbraio alle 18 italiane Samsung svelerà la nuova flotta di Galaxy S9 e Galaxy S9+. Se dal punto di vista estetico non cambierà poi molto rispetto ai modelli attuali, sotto la scocca gli aggiornamenti sono concreti e davvero interessanti. Parliamo soprattutto del processore che, sia nella declinazione Snapdragon che Exynos, permette di fare concorrenza al Kirin di Huawei e all’A11 Bionic di Apple, in merito alle capacità di calcolo avanzato abilitate dalla presenza di un’Intelligenza Artificiale integrata. Tra la versione classica, quella con schermo più piccolo, e la Plus con diagonale maggiore, non ci sono differenze, se non per un solo ma sostanziale particolare: la fotocamera. Come anticipato da diversi siti nei mesi scorsi, Galaxy S9 monterà un sensore ottico monolente mentre il Galaxy S9+ seguirà la stessa strada tracciata a settembre del 2017 dal Note8 e dalle sue due ottiche posteriori. La prova ultima Non ci sono conferme ufficiali in merito ma le recenti immagini diffuse online contribuiscono a rendere ancora più chiara l’indiscrezione. Stando al sito di cover Dbrand, l’S9 avrà un solo sensore fotografico sul retro, al di sotto del quale c’è il lettore di impronte digitali. Il Galaxy S9+ ospiterà invece una dual-cam, sovrastante il chip biometrico. Si tratta di foto certe? Al 90% si, perché provengono da un brand che ha ottenuto i rendering dei terminali in tempo per la realizzazione di pellicole e custodie ad-hoc, come capita per tutte le aziende del settore (riconosciute dai produttori) in giro per il mondo. Non è un caso se leak del genere, anche a riguardo dell’iPhone X, siano arrivati proprio da marchi di accessoristica, che pur di farsi conoscere, rischiano anticipando le mosse delle compagnie per le quali sfornano i gadget. The post Queste nuove foto confermano il Galaxy S9 Plus appeared first on Data Manager Online.

Kaz Hirai non sarà più il CEO di Sony

Kaz Hirai lascerà il ruolo di Presidente di Sony ad aprile e verrà sostituito da Kenichiro Yoshida E’ in atto un’importante cambiamento nel board di Sony. Kaz Hirai non sarà più il CEO del colosso dell’elettronica a partire dal primo aprile 2018. Il manager ha mantenuto questa carica dal 2012 e tra tre mesi verrà sostituito da Kenichiro Yoshida, attuale CFO di Sony. Il ruolo di Chief Financial Officer verrà invece assunto da Hiroki Totoki. Hirai rimarrà comunque all’interno del consiglio di amministrazione come Direttore e Chairman. Kaz Hirai ha avuto il merito di riportare Sony ad alti livelli in seguito ad una profonda crisi di risultati e commerciale. L’azienda sotto la sua guida si è liberata del peso dei computer Vaio, ha rivisto la sua politica riguardo gli schermi televisivi e si è concentrata sul business mobile, sensori fotografici e soprattutto su PlayStation. Gli analisti prevedono che gli utili per l’ultimo trimestre del 2017 si siano quadriplicati (2.1 miliardi di dollari) proprio grazie alla vendite della console e degli apparati per smartphone. The post Kaz Hirai non sarà più il CEO di Sony appeared first on Data Manager Online.

Microsoft Store si aggiorna: rimosso il Fluent Design dal menu hamburger

Durante la giornata di oggi, Microsoft Store per Windows 10 e Windows 10 Mobile si è aggiornato per tutti gli utenti Insider e non. La principale novità, è di nuovo la rimozione del Fluent Design dal menu hamburger. Changelog: Fluent Design → rimosso completamente l’effetto blur del menu haburger su Windows 10 Mobile e i tablet di piccole dimensioni; Migliorata la sezione “La mia raccolta” → ora è possibile vedere anche i Film acquistati; Migliorata la ricerca → durante la ricerca è possibile riconoscere se un’app è già stata acquistata; Simboli compatibilità → dopo aver effettuato una ricerca, nel riquadro delle app vengono mostrati i simboli dei dispositivi sui quali possono essere installate; Fix di bug e miglioramenti generali. Screenshot La nuova versione di Microsoft Store è numerata 11801.1001.4.0 ed è già disponibile al download. Cosa ne pensate di questo update? Fatecelo sapere nei commenti! Microsoft Store (Free, Windows Store) →

Spotify e Discord creano lo streaming condiviso per le sessioni di gaming

Spotify e Discord da oggi offriranno un’esperienza di streaming totalmente rinnovata a milioni di appassionati di videogiochi, rendendo l’ascolto della musica in gruppo e la condivisione delle colonne sonore per le proprie avventure di gaming più semplici che mai. Spotify e Discord stanno unendo la chat di gaming e la musica per creare l’esperienza di gioco migliore possibile. È sufficiente entrare nella sezione “Impostazioni” in Discord, poi in “Connessioni” per connettere Spotify. Una volta completata l’impostazione è possibile: Ascoltare la musica come un team Gli utenti Spotify Premium potranno ascoltare facilmente  la musica in contemporanea ai propri amici e allo stesso tempo chattare e preparare le strategie per le imprese seguenti. Individuare la prossima colonna sonora Da ora, tutti gli utenti possono mettere in evidenza e condividere i loro brani preferiti con i propri amici su Discord. Gli utenti connessi riceveranno un tag che mostra che cosa stanno ascoltando. “Questo è il passo naturale per mettere in risalto l’importanza della musica come parte integrante dell’esperienza di gaming”, dichiara Mikael Ericsson, Product Director, Platform & Partner Experience di Spotify. “Siamo davvero felici di offrire, da oggi, agli utenti Spotify Premium e Discord la possibilità di ascoltare la musica insieme, come un gruppo, o mettere in evidenza che cosa stanno ascoltando mentre si divertono con i loro videogiochi preferiti. ” È possibile esplorare la Gaming Hub di Spotify, ricca di colonne sonore originali di videogiochi e tante playlist curate per ogni gaming session. L’integrazione sarà disponibile da oggi per tutti gli utenti in tutti i mercati in cui Spotify e Discord sono presenti. The post Spotify e Discord creano lo streaming condiviso per le sessioni di gaming appeared first on Data Manager Online.

Office 2019 sarà compatibile solo con Windows 10

Office 2019 non potrà essere installato su PC senza l’aggiornamento a Windows 10 o un abbonamento a Office 365 Brutte notizie per coloro che non hanno aggiornato il proprio PC all’ultima versione del sistema operativo di Microsoft. L’azienda di Redmond ha confermato che Office 2019 sarà compatibile solo con Windows 10. La restrizione vale solo per il pacchetto singolo e non per coloro che hanno sottoscritto un abbonamento a Office 365. Ciò significa che gli utenti Windows 7 e Windows 8.1 non potranno installare la suite di produttività se non migreranno a Windows 10 o non si abboneranno a Office 365. La limitazione non comprende però la versione per Mac del software. Microsoft, che si vocifera abbia intenzione di fare grandi acquisti nel settore gaming, ha inoltre annunciato che Office 2019 riceverà 5 anni di supporto mainstream e ulteriori 2 di quello esteso. La prima beta dell’ultima versione della suite di Redmond dovrebbe essere lanciata a metà di quest’anno e ovviamente porterà a un rinnovamento di Word, Excel, PowerPoint, Outlook, Exchange, SharePoint e Skype for Business. La mossa di Microsoft, la cui intelligenza artificiale ha imparato anche a disegnare, le servirà innanzitutto per spingere il mondo enterprise a migrare verso Windows 10 ma anche per spingere ulteriormente gli abbonamenti a Office 365, che come confermano i dati dell’ultimo trimestre è un prodotto di grande successo. Il colosso fondato da Bill Gates ha inoltre annunciato l’estensione del supporto di Windows 10 per gli utenti professionali e il settore educational. The post Office 2019 sarà compatibile solo con Windows 10 appeared first on Data Manager Online.

Attenzione agli attacchi phishing mediante imitazione di servizi web

Barracuda mette in guardia dai cybercriminali che sfruttano Google Docs, Outlook e DocuSign per sottrarre le credenziali Quando riceviamo una mail da un servizio web fidato come Microsoft Outlook o DocuSign che ci fa sapere di avere dei messaggi non letti, siamo portati a seguire ciecamente le istruzioni per recuperare tali messaggi. Sfortunatamente, i cybercriminali sfruttano anche questi brand fidati per convincerci ad autenticarci su siti fake e a regalare, di fatto, le nostre credenziali. In questo numero della rubrica Threat Spotlight, gli esperti di Barracuda analizzano come i criminali riescono abilmente a “travestirsi” da popolari servizi web – come Microsoft Outlook, DocuSign e Google Docs – per indurre le vittime a fornire le credenziali di accesso a questi servizi, che verranno poi usati per commettere frodi o per lanciare campagne mirate di spear phishing all’interno di un’organizzazione, con la speranza di fare il colpo grosso. La minaccia: attacco phishing mediante l’imitazione di un popolare servizio web Imitazione di un servizio web che indirizza a una finta pagina di login: in questi esempi, l’utente riceve una mail che sembra spedita da Microsoft Outlook, DocuSign o Google Docs, contenente un link che porta il destinatario a una finta pagina di login su un sito web legittimo. Il messaggio non contiene allegati pericolosi: i criminali contano sul fatto che il destinatario non riconosca come fasulla la pagina di login del servizio e inserisca le proprie credenziali, consegnando ai criminali l’accesso totale al proprio account di posta. Inoltre, i link usati in queste mail sono tipicamente “zero-day”, ovvero non sono mai stati usati prima in altre email e pertanto non appaiono in alcuna blacklist. Alcuni di questi link portano a siti del tutto legittimi di piccole aziende che sono stati compromessi, ma che godono di ottima reputazione per i tradizionali sistemi di sicurezza mail, potendo così sfuggire all’identificazione. I dettagli Il mese scorso, abbiamo osservato un’intensa attività con questi attacchi, come era prevedibile, dato che le tradizionali soluzioni di sicurezza non riconoscono queste mail che possono quindi in massima parte raggiungere l’utente finale senza essere individuate. Milioni di queste mail sono state inviate in varie campagne ed è dunque necessario istruire gli utenti su quali siano gli elementi da valutare nelle mail ricevute. Tattiche semplici ma ben congegnate Questi attacchi si basano su tattiche semplici ma efficaci: Presenza di un link a una pagina web che invita l’utente ad autenticarsi: qui possiamo vedere diversi esempi di questo phishing. Quando la vittima clicca sul link e viene diretta alla finta pagina di login, inserisce username e password pensando di non fare niente di diverso dal solito. Dopo essere entrato in possesso delle credenziali, il criminale le userà per collegarsi all’account Office 365 o altri account email della vittima utilizzandoli come punto di partenza per altri attacchi di spear phishing. A questo punto, è molto più difficile scoprire il malintenzionato, che inizierà a spedire email a colleghi e partner cercando di indurre i destinatari a cliccare su un link o a trasferire denaro su un certo conto corrente. Le tradizionali soluzioni di sicurezza mail non riconoscono questi attacchi Questi attacchi non vengono riconosciuti dalle attuali soluzioni di sicurezza mail per diverse ragioni: I link contenuti nella mail sono normalmente zero-day, dato che ogni mail contiene un link diverso. Di conseguenza, questi link non compaiono nelle black list. In molti casi, i link portano a un sito del tutto legittimo in cui il criminale è riuscito a inserire una finta pagina di login, mentre dominio e IP appariranno regolari. Sfortunatamente, le tecnologie di link protection non sono in grado di proteggere gli utenti da questi link. Poiché la mail contiene solo un link a una pagina di login, senza fare scaricare alcun codice malevolo, l’utente seguirà il link senza particolari cautele, fornendo nome utente e password. Anche se un’organizzazione utilizza soluzioni tradizionali per la sicurezza mail, non ci sarà nulla che impedirà all’utente di fornire le proprie credenziali. La speranza più concreta per fermare questi attacchi sta in soluzioni che usano l’intelligenza artificiale per la protezione in tempo reale dallo spear phishing, come Barracuda Sentinel, insieme con sessioni di formazione mirate a sviluppare la conoscenza degli utenti sulle nuove minacce. Barracuda Sentinel La soluzione di intelligenza artificiale real time di Barracuda Sentinel è in grado di riconoscere il contenuto di una mail proveniente da un web service in base a segnali presenti nei metadati e nel corpo del messaggio: Ci si aspetta che un’email da Facebook provenga da messages@facebook.com e comprenda un link a facebook.com. E’ molto improbabile ricevere una mail da john@facebook.mydomain.com con un link a sdfsdf.co.uk. Anche se il link sdfsdf.co.uk ha un’alta reputazione e non compare in alcuna black list con riferimento a Facebook, è molto improbabile che esso sia legittimo. Barracuda Sentinel può cogliere queste anomalie nonostante la buona reputazione del link e impedire che il messaggio raggiunga l’utente finale. Ciò è fondamentale per impedire che qualcuno all’interno dell’organizzazione cada nel tranello. Formazione a tutti i livelli Le aziende devono pianificare con attenzione le strategie di protezione da queste e altre minacce, formare tutti gli utenti, valutarli e fare in modo che tutti, nessuno escluso, sposino la causa della sicurezza. Le soluzioni di protezione mail tradizionali non riconoscono queste minacce e non tutti gli utenti cancelleranno la mail. Pertanto, l’implementazione di una strategia olistica di prevenzione dei rischi basata sulle più recenti tecnologie per la sicurezza delle mail, come Barracuda Sentinel, insieme con la formazione regolare degli utenti, ad esempio con l’offerta Phishline di Barracuda, sarà il modo migliore per prepararsi ad affrontare le nuove tattiche che i cybercriminali adotteranno per rubare le informazioni. The post Attenzione agli attacchi phishing mediante imitazione di servizi web appeared first on Data Manager Online.