The Workplace Challenge: un videogioco per migliorare la vita in ufficio

Elmec ha inaugurato la nuova sede operativa a Brescia con un workshop sulla gestione efficace delle postazioni di lavoro: The Workplace Challenge. Smart working, sicurezza, compliance e gestione del software i temi centrali del confronto tra gli IT manager e i responsabili HR, Marketing e Finance, nuovi protagonisti dell’innovazione in azienda Le aziende non si fermano mai neanche davanti alla frase “Game Over”. È stata questa la reazione dei responsabili dei sistemi informatici delle imprese lombarde che, mano ai pulsanti, hanno giocato con The Workplace Challenge, il primo videogame esperienziale che simula la vita in ufficio. L’iniziativa di Elmec Informatica, provider di servizi IT che per l’occasione ha inaugurato la nuova sede operativa di Brescia, si è tenuta stamani, a Borgonato di Corte Franca in Francia Corta, e ha visto decine di imprenditori nei panni di un “IT manager” virtuale alle prese con i problemi quotidiani di un ambiente di lavoro: le stampanti non funzionano, serve un nuovo pc configurato con la rete aziendale, le licenze software non sono in regola alla vigilia di un controllo. “Davanti alla necessità di comunicare questi temi agli specialisti abbiamo pensato di ricorrere al gaming, al buon vecchio detto secondo cui giocare è imparare. Elmec fornisce soluzioni sistemistiche di alta qualità e non sempre è immediato capire quando utilizzare una soluzione, piuttosto che un’altra. The Workplace Challenge, un gioco, può dare un grande contributo nel mettere a fuoco la tematica”, ha spiegato Pietro Polsinelli, game designer che ha co-realizzato il gioco. Dalle prime due tappe del workshop è emerso come i responsabili IT delle aziende stiano vivendo un cambiamento importante, anche per effetto degli incentivi previsti dal piano Calenda per l’industria 4.0. Per il 57,4% degli intervistati, infatti, il budget dedicato all’IT nell’ultimo anno è aumentato mentre per il 14,8% è diminuito e per il 27,9% è rimasto invariato. L’ambiente di lavoro è in continua evoluzione: grazie alla tecnologia si affermano nuove modalità di collaborazione tra i dipendenti, come lo smart working. Basti pensare che il 34,4% degli intervistati ha già attuato o sta per attuare progetti di smart working, mentre il 18% si sente pronto a gestire i cambiamenti che porterà la nuova norma sul Lavoro Agile. “Quando si punta sulla produttività non si guarda esclusivamente al costo di acquisto”, ha aggiunto Marco Lucchina, CTO e Business Director di Elmec che ha dimostrato come una soluzione in grado di individuare preventivamente le diverse problematiche IT permetta di ottimizzare risorse e di abbattere i costi nascosti delle postazioni di lavoro come quelli causati, ad esempio, da un “fermo macchine”. Oltre all’ambiente di lavoro, cambiano gli equilibri tra le diverse divisioni aziendali, come il marketing, le risorse umane o il finance che investono budget sempre più consistenti nelle dotazioni tecnologiche come nei servizi: il 26% di questi interlocutori dichiara che nell’ultimo anno ha effettuato delle spese tecnologiche che non riguardano direttamente il dipartimento IT. La nuova sfida per gli IT manager è di rispondere a queste nuove esigenze riuscendo allo stesso tempo ad ottimizzare i costi e a garantire la sicurezza di tutte le postazioni di lavoro. La gestione dei pc in azienda, come quella del software, non è solo un grattacapo per l’IT manager, ma può costituire anche un’opportunità, se supportata dalla giusta strategia: migliorare l’utilizzo delle licenze software permette la “riduzione fino al 30% della spesa sugli applicativi già a partire dal primo anno”. Il tour di Elmec informatica sul “Workplace Challenge” si è concluso oggi dopo le tappe di Bologna e Torino che hanno visto la partecipazione di oltre 100 responsabili IT e imprenditori. Per essere più vicini al territorio bresciano e alle aziende, Elmec ha inaugurato la sua nuova sede operativa e commerciale a Brescia, in via Padova 11, edificio che ospita anche gli uffici di Elmec Solar. The post The Workplace Challenge: un videogioco per migliorare la vita in ufficio appeared first on Data Manager Online.
Apple, anche emoji I love you
Con l’aggiornamento 11.1 di iOS
Indra, in Giappone ruolo chiave nello sviluppo di uno degli acceleratori di particelle più all’avanguardia al mondo
Indra è la principale società spagnola di un consorzio internazionale che sta sviluppando un prototipo di acceleratore di particelle a Rokkasho, nel nord del Giappone. Il progetto è un elemento chiave del piano di costruzione di un reattore capace di produrre grandi quantità di energia pulita in modo commercialmente sostenibile Indra ha completato la progettazione, la produzione e l’integrazione degli elementi più complessi del sistema di radiofrequenza del prototipo di acceleratore di particelle LIPAC: Situato nel nord del Giappone, l’acceleratore è uno dei più avanzati al mondo. Il ruolo di Indra – che include funzioni di assistenza tecnica all’integrazione dei sistemi forniti – si inquadra all’interno del progetto internazionale IFMIF-EVEDA, frutto di un’iniziativa congiunta tra Giappone e Unione Europea. Indra è la principale società spagnola del consorzio internazionale che lavora al progetto. L’iniziativa segnerà un traguardo scientifico fondamentale nel percorso verso la costruzione di un grande reattore in grado di generare una vasta quantità di energia pulita in modo commercialmente sostenibile, replicabile in diversi parti del mondo. Il prestigioso progetto ITER è al centro dell’ambiziosa iniziativa IFMIF (International Fusion Materials Irradiation Facility). Il programma IFMIF è suddiviso in diversi progetti pioneristici. Tra questi, il progetto IFMIF-EVEDA è incentrato sulla verifica dei principali aspetti tecnici dell’impianto (attraverso la costruzione di prototipi) e lo sviluppo dell’ingegneria di dettaglio. Le tecnologie e le soluzioni affidabili di Indra sono state una forza motrice del progetto sin dal 2008 in diverse aree: dettaglio dello sviluppo, fabbricazione e integrazione di otto moduli di radiofrequenza per immissione di potenza in molte delle cavità dell’acceleratore, specifica e fornitura del materiale di connessione dei moduli di radiofrequenza con le cavità, altri sistemi necessari a garantire il corretto funzionamento dei sottosistemi e l’expertise di erogazione dell’assistenza tecnica e d’integrazione. L’ultima fase del progetto IFMIF-EVEDA si sta svolgendo presso l’impianto di Rokkasho, nel nord del Giappone, dove il prototipo è situato. I professionisti di Indra stanno monitorando l’avvio dei sistemi di radiofrequenza installati. Il progetto è particolarmente rilevante in quanto attualmente non esiste nessun’altra struttura per i test d’irradiazione capace di simulare efficacemente le condizioni interne del reattore di fusione. Per tale motivo, il progetto rappresenta un importante traguardo nello sviluppo della fusione per confinamento magnetico. La Spagna ha già presentato la propria candidatura ad ospitare la sede del futuro acceleratore, che sarà costruito nella fase successiva del programma IFMIF-DONES. La comunità scientifica nutre grandi speranze nella fusione come fonte di energia inesauribile e con impatto ambientale limitato. Si tratta di una delle principali sfide energetiche dei prossimi decenni. Per questo, insieme all’ITER, il programma IFMIF potrebbe essere decisivo per confermare che la produzione massiva di energia per mezzo della fusione nucleare non è solo fattibile, ma commercialmente sostenibile. Il coinvolgimento di Indra è stato canalizzato attraverso il CIEMAT (“Centro de Investigaciones Energéticas, Medioambientales y Tecnológicas”, in spagnolo). Il ruolo di Indra in questo progetto è un’ulteriore evidenza della capacità dell’impresa di sviluppare soluzioni tecnologiche affidabili che aiutano a guidare il progresso verso grandi traguardi. Tra i casi più rilevanti in questo senso vi sono i contributi al sistema di posizionamento globale Galileo, al programma di osservazione della Terra Copernicus, nonché al programma SST (Space Surveillance and Tracking) della Commissione Europea, responsabile della fornitura di un sistema di vigilanza e monitoraggio degli oggetti spaziali, avente l’obiettivo di monitorare e catalogare gli oggetti orbitanti attorno alla Terra. The post Indra, in Giappone ruolo chiave nello sviluppo di uno degli acceleratori di particelle più all’avanguardia al mondo appeared first on Data Manager Online.
Mattel, stop ad assistente ‘baby sitter’
Dopo polemiche su privacy, era atteso sul mercato nel 2018
GT ALARM FLEET: molto di più di una semplice scatola nera
GT ALARM presenta la prima scatola nera “intelligente” che oltre agli sconti assicurativi offre una serie di servizi innovativi: dal sistema di antifurto satellitare al controllo del mezzo in tempo reale fino alla gestione delle manutenzioni programmate e straordinarie. Con la garanzia di un partner affidabile come GT ALARM, azienda di Macnil Gruppo Zucchetti Il nuovo DDL Concorrenza 2017 ha introdotto una serie di novità sull’assicurazione RC Auto, tra le quali sconti per chi installa sui propri veicoli i sistemi tecnologici di controllo al fine di ridurre le frodi alle assicurazioni e limitare il tasso di incidenti stradali. Se in passato la scelta della “scatola nera” riguardava esclusivamente gli accordi commerciali tra le principali compagnie assicurative e le case produttrici di questi dispositivi, il DDL sulla Concorrenza approvato lo scorso agosto dal Parlamento, ha liberalizzato il mercato consentendo agli automobilisti di scegliere autonomamente la propria black box senza il rischio di doverla sostituire nel tempo, cambiando magari polizza e compagnia assicurativa. Per soddisfare le crescenti esigenze sulle tecnologie di sicurezza a bordo auto, GT ALARM, marchio di proprietà dell’azienda pugliese Macnil, specializzata nell’IoT e nei sistemi di gestione delle flotte aziendali, presenta una innovativa “scatola nera 4.0”, un sistema “all inclusive” perfettamente integrato con le altre soluzioni del Gruppo Zucchetti, la prima software house italiana che vanta una tecnologia interamente “made in Italy” pensata non solo per il business delle aziende ma anche per proteggere persone, auto, abitazioni e uffici. La scatola nera GT ALARM è polifunzionale: non si limita a registrare il comportamento alla guida del conducente ai fini degli sconti assicurativi (RC Auto, furto e incendio, estensione di garanzia), ma allerta i soccorsi in caso di necessità, assicura il controllo del mezzo in tempo reale (visualizza posizione mezzo su mappa; allarme velocità; car finder), informa l’automobilista sulle manutenzioni ordinarie (es. cambio pneumatici e filtro olio); straordinarie (guasti e anomalie) e sulle scadenze (es. bollo, assicurazione, patente), e agisce sulla “sicurezza del mezzo” attraverso numerosi servizi: blocco avviamento da remoto, antijammer, alert taglio cavi, tasto SOS, parking protection e collegamento alla centrale operativa. Il dispositivo GT ALARM FLEET è disponibile sul mercato e può essere richiesto da concessionarie e centri assistenza, case automobilistiche, service partner, assicurazioni e direttamente dal cliente finale. Il servizio per la gestione e controllo dei mezzi aziendali, GT ALARM FLEET, consente inoltre alle aziende di risparmiare sul carburante, monitorare e ottimizzare i percorsi e visualizzare la posizione e le soste dei propri mezzi, attraverso una piattaforma multitasking facile da visualizzare anche su tablet e smartphone. Infine il sistema è equipaggiato con l’innovativo dispositivo “Salvamulta”, per ricevere segnalazioni vocali sulla presenza di autovelox e tutor in base alla velocità effettiva del veicolo, e un’app per la gestione delle scadenze sulla manutenzione ordinarie e straordinarie dei propri automezzi. Il dispositivo è facile da installare in pochi minuti, e attraverso la tecnologia GSM/GPRS, può comunicare via SMS con gli autisti dei mezzi e ricevere costantemente i dati di posizionamento. «Al fine di scalare i vertici del mercato globale automotive – afferma Nicola Lavenuta, amministratore unico di GT ALARM e Macnil – GT ALARM ha l’obiettivo di ampliare la propria offerta di soluzioni e di affermarsi nella telemetria e nei mercati strategici degli antifurti satellitari, delle “scatole nere” per le compagnie assicurative, del parking system, degli antifurti domestici e della gestione dei mezzi aziendali». Finora oltre 2000 aziende in Italia che hanno almeno un mezzo aziendale affidato ai propri collaboratori traggono grandi benefici dall’utilizzo del servizio GT ALARM FLEET. The post GT ALARM FLEET: molto di più di una semplice scatola nera appeared first on Data Manager Online.
Microsoft conferma la fine di Windows Phone
Joe Belfiore, numero uno della divisione sofware di Microsoft, ha decretato la morte di Windows Phone Quando Microsoft ha presentato Windows 10, una piattaforma nata per unire l’esperienza mobile a quella desktop, in molti hanno pensato che finalmente l’azienda di Redmond avrebbe reso Windows Phone un software in grado di competere con Android e iOS. Con il passare del tempo ci si è resi conto che l’ecosistema di Microsoft era del tutto inadeguato alle esigenze degli utenti attuali nonostante progetti come Metro UI, Live Tiles e Cortana. Persino Bill Gates ha preferito Android al sistema operativo dell’azienda da lui fondata. Qualche tempo fa il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha confermato che la sua intenzione è quella di continuare a investire nel settore mobile. Ieri però il VP Operating Systems Group, Joe Belfiore, lo ha in parte smentito con un tweet. Windows Phone, ha scritto Belfiore su Twitter, “non sarà più il focus Microsoft quando il prodotto in questione riguarda il mercato degli smartphone”. Il disastro di questo OS è da imputare a diversi fattori. Il primo è la quasi totale assenza dal mercato di dispositivi che lo utilizzano e siano anche attraenti per il pubblico. Il secondo è un’ecosistema di app decisamente ridotto rispetto a quello offerto da App Store e Google Play. “Abbiamo cercato con grande forza di incentivare lo sviluppo delle app. Abbiamo investito denaro e scritto app per loro. – ha scritto Belfiore – Il volume degli utilizzatori è stato però troppo basso affinché la maggior parte delle aziende investisse in Windows Phone”. We have tried VERY HARD to incent app devs. Paid money.. wrote apps 4 them.. but volume of users is too low for most companies to invest. ☹️ https://t.co/ePsySxR3LB — Joe Belfiore (@joebelfiore) 8 ottobre 2017 Belfiore ha comunque rassicurato gli utenti Windows Phone confermando il futuro rilascio di bug fix e aggiornamenti di sicurezza. Microsoft non si concentrerà però più sull’hardware basato sul proprio sistema operativo mobile. Questo significa che forse non vedremo mai il famigerato Surface Phone. The post Microsoft conferma la fine di Windows Phone appeared first on Data Manager Online.
Uber sospende UberPop in Norvegia
La compagnia: “vogliamo essere regolamentati’
Carne rossa, è vero che fa male alla salute?
L’Airc fa chiarezza: l’eccessivo consumo può essere dannoso ma solo in caso di insaccati, salumi e carni in scatola La questione se la carne rossa sia o meno dannosa alla salute è da tempo oggetto di discussione, tanto più che alla luce di un recente studio è stata confermata la correlazione tra il suo consumo e un aumento medio della mortalità del 26%. Sono numerosi gli studi che mettono in luce i rischi insiti nel consumo eccessivo di carne e le sue ripercussioni negative sull’organismo: un’altra recente ricerca ha messo in luce come la sua produzione gravi sull’ambiente molto più di quella di pollame, suini, uova e latticini. Il rischio riguarda le carni rosse lavorate Ma quanto fa male veramente alla salute? A rispondere è l’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, che in una nota spiega come l’eccessivo consumo di carne rossa può fare male, ma solo nel caso di insaccati, i salumi e la carne in scatola. “Un consumo eccessivo di carni rosse, soprattutto di carni rosse lavorate (salumi, insaccati e carne in scatola), che aumenta il rischio di sviluppare alcuni tumori”, ha reso noto l’Airc. I prodotti confezionati di carne rossa e insaccati sarebbero dannosi per la salute quanto fumo e alcol e potrebbero rientrare nelle sostanze cancerogene definite dall’OMS. Come si legge sul sito dell’associazione, “tra i tumori il rischio aumenta soprattutto per quelli dell’apparato gastro-intestinale, come il cancro al colon-retto e allo stomaco, ma anche per alcuni tumori “ormone-dipendenti” come quello al seno, alla prostata e all’endometrio”. Conservazione e modalità di cottura L’Airc fa anche un focus sulla caratteristiche specifiche delle proteine: “Quelle animali sono costituite dalle stesse molecole chimiche di quelle vegetali, gli amminoacidi. A far male, nel caso di consumo eccessivo, è il modo in cui interagiscono con l’organismo: ad esempio la conservazione, nel caso delle carni lavorate, o le modalità di cottura, che modificano le molecole presenti rendendole potenzialmente dannose per la salute”. E ancora: “Nel processo si formano anche sostanze, come le ammine eterocicliche, potenzialmente tossiche e cancerogene”. Cancro al colon e rischi effettivi Un’indagine condotta nel 2011 dal World Cancer Research Fund ha stimato che un consumo elevato di carni rosse lavorate aumenta del 17% il rischio individuale di ammalarsi di cancro del colon. Ci si riferisce però a un rischio relativo, da rapportare al rischio assoluto del singolo individuo. Se una persona con abitudini di vita salutari non ha familiarità per il cancro del colon e per il cancro in generale, ma è consumatrice frequente di salumi, il suo rischio di ammalarsi aumenta del 17%, ma il suo rischio è comunque molto basso per i motivi precedentemente spiegati. Quindi in termini assoluti quella persona non vedrà aumentato in modo significativo il rischio di ammalarsi di cancro al colon. The post Carne rossa, è vero che fa male alla salute? appeared first on Data Manager Online.
Order Sender Enterprise: rivoluziona la tua forza vendita
Vuoi gestire al meglio la tua forza vendita? Cosmobile, Software House italiana che si occupa da 10 anni dello sviluppo di applicazioni mobile, ha realizzato una soluzione completa per il management della forza vendita: Order Sender Enterprise. Cos’è order Sender Enterprise? Order Sender Enterprise è una soluzione multipiattaforma (iOS, Android, Tablet e Web); un CRM completamente integrato con qualsiasi sistema aziendale capace di gestire anche reti vendita particolarmente evolute e complesse. Parliamo di un software completo per la Sales Force Automation con l’obiettivo di ottenere la massima efficienza nel processo di vendita e la massima integrazione. Order Sender Enterprise cambia, e ottimizza, il modo in cui si vende, potenzia la produttività e migliora tutti i processi di business interni: adottare questo strumento per la gestione degli agenti, garantisce una comunicazione efficace, continua, diretta e sempre aggiornata tra la forza vendita e il sistema informativo aziendale. Dalla raccolta avanzata degli ordini al report sulle visite La funzionalità principale dell’App è la raccolta avanzata e l’invio degli ordini da parte della rete vendita. Gli agenti hanno a disposizione un catalogo digitale interattivo, possono consultare i dati del cliente, lo stato ordini, avere e fornire statistiche avanzate e audit di vendita, e ancora, acquisire ordini e preventivi da tablet (anche offline), analizzare lo storico dei clienti, elaborare proiezioni di business avanzate. Inoltre Order Sender Enterprise ha un proprio giro visite (Business Travels): un modulo di pianificazione del calendario appuntamenti. Permette di gestire e sincronizzare gli appuntamenti e le informazioni, creare report, geolocalizzare le visite. Soluzione Custom Non solo, Order Sender Enterprise è una soluzione su misura. Cosmobile permette infatti la personalizzazione del software grazie a moduli progettati in base alle caratteristiche e alle esigenze dell’azienda. In qualsiasi momento si possono poi modificare o aggiungere ulteriori moduli per raggiungere tutti gli obiettivi di business prefissati. Perché scegliere Order Sender Enterprise? – CRM: è un vero e proprio CRM per la rete vendita connesso all’ERP aziendale; – Sales Force Automation: consente l’automazione della rete vendita; – Raccolta ordini avanzata, Statistiche e Report: permette la raccolta avanzata (e l’invio) degli ordini, controlla l’andamento del lavoro della forza vendita fornendo informazioni e obiettivi agli agenti; – Intuitivo e Facile: è uno strumento semplice da usare grazie all’interfaccia ottimizzata e di comodo utilizzo; – Efficiente: vengono abbattuti per l’azienda i tempi di gestione degli ordini; – No errori: riduce sensibilmente la possibilità di errore e i tempi di elaborazione; – Vendi di più: potenzia notevolmente la rete commerciale; – Offline: lavora anche in mancanza di connessione; – Potente: gestisce fino a 500mila articoli – Sempre aggiornato: consente di avere sotto controllo l’andamento delle vendite e dà indicazioni sulle disponibilità dei prodotti, sullo stato degli ordini e info specifiche sui clienti; – Custom: puoi personalizzare lo strumento, progettando moduli sulle caratteristiche ed esigenze della tua azienda. – Multilingua: la piattaforma è disponibile in nove lingue (italiano, inglese, portoghese, francese, thailandese, spagnolo, tedesco, russo e polacco) Se vuoi ricevere più info su Order Sender Enterprise, consulta il sito www.ordersender.com o scrivi a: info@ordersender.com Richiedi una demo gratuita. The post Order Sender Enterprise: rivoluziona la tua forza vendita appeared first on Data Manager Online.
A Smau la Trasformazione Digitale dell’Agrifood
Economia circolare, Digital Transformation, Customer Experience e nuove modalità di sfruttare il canale e-commerce. L’innovazione nell’Agrifood a Smau In un contesto in cui il giro d’affari legato al cibo cresce con un tasso annuo del 4,5% sino al 2020, anno in cui, secondo gli analisti di Research and Markets il giro d’affari raggiungerà oltre 3 triliardi di dollari, Smau dedica al tema dell’Agrifood e all’innovazione collegata a questo settore diversi appuntamenti e momenti di confronto in cui aziende italiane collegate al business del cibo, della ristorazione e dell’agroalimentare racconteranno le proprie esperienze di innovazione. Al centro dell’attenzione l’offerta di grandi player come Avaya, presente a Smau anche quest’anno in quanto azienda leader multinazionale esperta nelle soluzioni di comunicazione e collaborazione la quale si inserirà nel panel Agrifood presentando “Use Cases” sulla Digital Transformation e Customer Experience, i 2 aspetti cardine per l’innovazione anche in questo settore, così come l’offerta proveniente dalle startup che offrono prodotti e soluzioni dedicate. Un momento d’oro per loro, dimostrato anche dalla nascita nel 2016, di Crowdfooding, la prima piattaforma di equity dedicata esclusivamente al settore, con base a Londra. Al vento favorevole per le startup dell’agrifood corrisponde un’attenzione crescente per la professione dello chef, oggi un mestiere “che seduce”: ai giovani cuochi professionisti è dedicata al piattaforma creata dalla startup bolognese Badeggs, che offre fra l’altro la possibilità di prenotare online “uno chef a domicilio”. A queste si affiancano anche le proposte che “rivoluzionano” la modalità di fruizione del cibo, esaltandone gli aspetti esperienziali. E’ il caso di Mashcream: il gelato è preparato in maniera espressa di fronte agli occhi del cliente, che sceglie gli ingredienti e assiste a un vero e proprio show cooking prima di gustare il suo cono o la sua coppetta. L’idea è di una startup di Ancona, ospitata all’interno dell’incubatore e acceleratore di impresa The Hive. Accanto alle startup a Smau saranno raccontati diversi casi di successo, vincitori del Premio Innovazione Smau, come quello di Amadori che è riuscito ad integrare i vantaggi dell’e-commerce con il valore aggiunto del “negozio sotto casa”. Ha preso il via a Roma una sperimentazione che coinvolge 40 punti vendita: attraverso una piattaforma dedicata, il consumatore può scegliere online la sua macelleria di riferimento, vedere quali prodotti sono già presenti, e ordinare quello che non c’è, per poi ritirarlo nel punto vendita. Da Amadori a Tetra Pak, azienda leader nelle soluzioni per il confezionamento degli alimenti, che ha attivato una partnership con il Food Innovation Program dell’Università di Modena e Reggio Emila, con cui sta esplorando le possibilità aperte dall’introduzione di imballaggi intelligenti. Fra i casi di successo figura poi Künzi, realtà leader nella produzione di casalinghi, che si è affidata a Run Time Solutions per introdurre il gestionale Sap Business One, che ha consentito fra l’altro una gestione più efficace della reportistica. Dal mondo del food a quello dell’agricoltura, dove anche in questo caso non mancano i fermenti di innovazione. Particolarmente significativa l’esperienza di Biorfarm, in Calabria, che ha messo a punto una piattaforma di vendita online che consente al consumatore di adottare un albero per poi seguire e monitorare passo passo le diverse fasi della coltivazione e ordinare la frutta. Fra i casi di successo vincitori del Premio Innovazione Smau anche la Tenuta Molino della Taverna, che ha reso concreto il paradigma dell’economia circolare utilizzando gli scarti di lavorazione del riso per riscaldare l’agriturismo, ma anche Terranéa, che produce cosmetici naturali a partire da materie prime come olive e dal latte. Innovazione nella lavorazione delle materie prime è il comune denominatore della startup potentina Pigmento produce invece colore, coniugando tradizione, innovazione e rispetto per l’ambiente e della siciliana Biospremi ha brevettato un nuovo sistema di spremitura dell’olio che non richiede l’utilizzo di acqua. Anche sul fronte dell’agricoltura 4.0, anche in questo caso a Smau non mancheranno le esperienze significative, come quella di Cynomys, che ha messo a punto il “kit stalla”, basato su una rete di sensori IoT in grado di rilevare i parametri ambientali negli allevamenti e inviarli in tempo reale a una piattaforma cloud. Ed è proprio la tecnologia IoT ad offrire vantaggi prima d’ora sconosciuti al mondo dell’agricoltura. Lo sa, ad esempio Maschio Gaspardo che ha applicato questa tecnologia per realizzare una seminatrice di precisione in grado di cogliere le necessità del terreno e di operare di conseguenza e lo sa anche Antonio Carraro, l’azienda ha integrato una nuova gamma di trattori Gamma Tony dotati di meccanica avanzata e un sofisticato software sviluppato internamente per garantire un maggior controllo della trazione. A Smau tutte queste realtà si racconteranno all’interno del programma di Smau Live Show dedicati, in cui le startup avranno la possibilità di presentarsi al pubblico di imprese attraverso brevi pitch da 90 secondi e dove le aziende come Amadori, Künzi, Tetra Pak, Maschio Gaspardo e Antonio Carraro si confronteranno sulle diverse strategie di innovazione insieme a player digital e stakeholder del settore. L’appuntamento è a Fieramilanocity dal 24 al 26 ottobre 2017. 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