Vodafone: IoT vola in Italia, +30-40%
Gruppo leader per IoT imprese con 49% del mercato italiano
Tech Data nomina David Ellis come Director of Security Solutions per l’Europa
Tech Data ha annunciato la nomina di David Ellis nel ruolo di Director of Security Solutions per l’Europa. In questo ruolo, Ellis seguirà l’espansione della gamma Tech Data di soluzioni di sicurezza innovative, nonché gli investimenti nei singoli paesi europei relativi ai team di sicurezza dedicati. Riferirà a Simon England, Vicepresidente Senior, Next-Generation Technologies, Europa. “La sicurezza è un aspetto chiave della strategia di Tech Data dedicata alle tecnologie di prossima generazione,” ha dichiarato England. “L’ampia esperienza di David ci sarà di grande aiuto nel perseguire il nostro obiettivo di forte crescita e di costante innovazione nell’odierno mercato della sicurezza, contraddistinto da elevati livelli di frammentazione e di complessità. Siamo felici di accoglierlo nella nostra squadra.” Commentando il suo nuovo ruolo, David Ellis ha affermato: “Sono entusiasta della possibilità di occuparmi della guida e della crescita di una delle più avanzate soluzioni di prossima generazione di Tech Data, e sono rimasto favorevolmente impressionato dagli alti livelli di attenzione e di impegno per la sicurezza che ho trovato in Tech Data. Nel mio nuovo ruolo, mi prefiggo principalmente di assicurare che i nostri partner in Europa possano attingere a una gamma di soluzioni di sicurezza sempre più varia, innovativa e differenziata, e di supportarli nella loro crescita con strumenti appropriati per l’accesso al mercato e con piani di abilitazione delle soluzioni in grado di produrre risultati di business reali per i loro clienti.” Ellis ha maturato la propria esperienza nella sicurezza e nei servizi associati nei suoi incarichi precedenti presso Exclusive Group, Arrow ECS, Computer Links e Unipalm. The post Tech Data nomina David Ellis come Director of Security Solutions per l’Europa appeared first on Data Manager Online.
Files Go, il file manager di Google che appare e scompare
Files Go, un’app sviluppata da Google per la gestione dei contenuti su smartphone, è stata prima caricata su Play Store e poco dopo rimossa Uno dei problemi maggiori dei possessori di smartphone sta nella gestione dei contenuti salvati sul dispositivo. Molto spesso un eccessivo o poco corretto utilizzo della memoria interna impedisce aggiornamenti o download di nuove app ritenute interessanti. Google ha quindi realizzato Files Go, un software pensato appositamente per rendere più efficiente lo storage dei contenuti. L’app rientra nel progetto Android Go presentato alla passata I/O e sebbene sia stata caricata su Play Store dalla stessa Big G è stata poco dopo rimossa. Il servizio è quindi ora disponibile solo come beta privata. Files Go consente di visualizzare lo stato della memoria interna e MicroSD e fornisce suggerimenti su come liberarle dai contenuti ritenuti di poco conto. L’app come altri file manager consente anche di cancellare la cache di altri software, i dati scambiati sulle piattaforme di messaggistica e tutte quelle app che non si utilizzano da tempo. Files Go permette di visualizzare tutto quello che è stato caricato sul telefono ma soprattutto di inviare e ricevere file da altri dispositivi vicini non tramite NFC ma trasformando lo smartphone del mittente in un hotspot. Date le sue caratteristiche è probabile che il servizio verrà prima diffuso nei mercati emergenti in cui scarseggiano dispositivi dotati di ampia memoria. The post Files Go, il file manager di Google che appare e scompare appeared first on Data Manager Online.
Auto, videocamera per l’IoT di Vodafone
Dispositivi hanno sim card dedicate e si attivano con un’app
Indra: le tecnologie emergenti con maggiore impatto sul miglioramento dei servizi della PA

Il rapporto ha l’obiettivo di valorizzare le iniziative dei governi che stanno adottando queste tecnologie al fine di fornire servizi più efficienti per trasformare la vita dei cittadini Indra ha identificato in un rapporto una selezione di 14 case study globali considerati come benchmark dell’applicazione di tecnologie emergenti con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei servizi pubblici e di trasformare la vita dei cittadini. Lo studio “Best Government Emerging Technologies” – realizzato in collaborazione con l’Ufficio del Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti (UAE) – si inquadra nelle iniziative previste all’interno dell’accordo tra l’UAE e il World Economic Forum volto a definire un piano di studio e implementazione delle misure relative alla “Quarta Rivoluzione Industriale”, determinata dall’adozione di tecnologie emergenti. Il rapporto si basa su un’analisi approfondita che ha portato all’individuazione di un totale di 27 tecnologie emergenti raggruppate in nove categorie, tra cui: Artificial Intelligence, Blockchain, Citizen Engagement & Analytics, Cloud and High Performance Computing, Nanotecnology, New Factoring, Robotics & Space, Smart Platforms e Virtual Word. Ad esempio, nella categoria Artificial Intelligence sono stati analizzati casi come quello dello Smart Operations Center del Dipartimento di Scienze e Tecnologie del Governo delle Filippine che, attraverso l’utilizzo di questo tipo di tecnologia, consente di prevenire e di gestire le catastrofi. Sempre nella categoria A.I., emerge l’iniziativa del governo dei Paesi Bassi, che utilizza tecniche di apprendimento automatico per individuare i casi di abuso dei minori. Un altro esempio significativo è il servizio “Conversation as a Platform”, promosso dal governo di Singapore, che consente ai cittadini di interagire con i servizi pubblici attraverso una chatbot, ovvero: un robot dotato di capacità molto simili a quelle degli esseri umani e in grado di simulare una conversazione con una persona. Emerge anche l’iniziativa del governo dell’Estonia basata sull’applicazione di Blockchain a settori diversi, tra cui l’automatizzazione dello scambio di informazioni sanitarie, proteggendo l’identità e i dati personali del paziente contro gli attacchi informatici. Anche nel campo della sanità, all’interno della categoria di New Factoring, emerge un progetto pionieristico guidato dalla Clinica Mayo per stampare repliche 3D di organi e ossa al fine di preparare al meglio gli interventi chirurgici. Nella categoria Citizen Engagement & Analytics, il rapporto mette in evidenza iniziative come quella svolta dal governo della Danimarca, che ha realizzato progetti pilota in diverse regioni per fornire assistenza completa e remota ai pazienti e sfruttando le informazioni personali attraverso dispositivi quali gli Smart Watch, per consigliare al paziente abitudini salutari personalizzate. D’altra parte, nella categoria Robotics & Space, lo studio raccoglie esperienze come il progetto pilota promosso dal governo di Singapore per favorire l’uso di veicoli a guida autonoma nei trasporti pubblici, promovendo l’economia collaborativa; e il progetto del governo del Ruanda per trasportare, attraverso i droni, riserve di sangue destinate a trasfusioni di pazienti situati in aree remote. Un altro caso di rilievo è quello dell’India, che ha sviluppato un’industria per la produzione e il lancio dei Cubesats (satelliti in miniatura a basso costo), che permetterà ai governi di fornire servizi finora non sostenibili per gli elevati costi di acquisizione, costruzione e messa in orbita dei satelliti tradizionali. Anche nel settore della sanità, nella categoria delle Smart Platforms, il rapporto evidenza il progetto Telea, guidato dal sistema sanitario della Galizia (Spagna) e basato su una piattaforma Internet of Things che offre assistenza remota ai malati cronici. La piattaforma consente l’interazione tra sistemi medici e diversi dispositivi per agire in tempo reale in base alle informazioni di ogni paziente e sull’analisi delle loro informazioni cliniche grazie alle capacità di Big Data. Altre iniziative in questa categoria sono: il sistema di rilevazione in tempo reale delle perdite di acqua potabile lanciato dal Governo Metropolitano di Seoul; la creazione a Londra di un’infrastruttura di accesso libero a Internet of Things per migliorare la vita dei cittadini e offrire i vantaggi e le opportunità di questa tecnologia alle startups; e la piattaforma Amsterdam Smart City, che ha abilitato lo sviluppo di 140 progetti e piloti in diverse aree per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. Infine, nella categoria Virtual World, emerge la piattaforma sviluppata dal Dipartimento di Neurochirurgia della Stanford University per eseguire la ricostruzione virtuale dell’anatomia e della patologia del paziente combinando tecnologie di simulazione di volo con immagini mediche digitali. Il paziente beneficia della tecnologia inmersive per viaggiare, guidato dal chirurgo, all’interno del suo corpo e capire la portata dell’intervento. Queste success stories sono state selezionate come esempi eccezionali dell’uso di queste tecnologie dalle pubbliche amministrazioni e dai governi dopo aver effettuato un’analisi di 73 iniziative in questo campo sviluppate in 32 paesi di tutto il mondo. Impatto sui servizi pubblici e sui cittadini Tutti i casi del rapporto sono un esempio di come la sperimentazione con le tecnologie emergenti consente ai governi di offrire servizi pubblici più efficienti ed efficaci, in grado di creare un maggior valore aggiunto, trasformando la vita delle persone. Così, ad esempio, nel campo della Sanità, l’utilizzo di droni facilita la ricezione di riserve di sangue da parte degli ospedali ubicati in aree isolate. Anche la stampa 3D degli organi e delle ossa consente di ridurre il tempo impiegato negli interventi e di ottenere risultati molto più prevedibili. Inoltre, l’utilizzo di Smart Platforms basate su IoT per assistenza remota sta migliorando la qualità della vita dei pazienti e fornendo benefici quantificabili come una riduzione del 40% delle visite ospedaliere e una riduzione del 30% del costo associato alla cura dei malati cronici in ospedale. D’altra parte, l’intelligenza artificiale ha un forte impatto sulla sicurezza dei cittadini attraverso gli Smart Operation Centers che rappresentano il miglior supporto ai governi per un processo decisionale efficace in caso di emergenza, così come un importante punto di partenza per predire e affrontare le emergenze future. I benefici si estendono ai problemi di grande rilevanza sociale quali l’abuso dei bambini. Grazie alla strutturazione di informazioni e tecniche di machine learning, il Dipartimento della Salute dei Paesi Bassi ha condotto un progetto pilota in cui, dalle informazioni fornite su 13.170 bambini nati nel 2010
WhatsApp fake scaricata 1 milione di volte sul Play Store
L’app fasulla si connette a server remoti per scaricare un payload maligno: è l’esempio di come il negozio di Google sia ancora indifeso contro minacce avanzate Il rischio di prendersi un’infezione da malware non va mai sottovalutato. Gli esperti e e smanettoni pensano di saperle tutte e di non incorrere mai in problematiche del genere eppure gli hacker e i cracker utilizzano tecniche sempre più fini per eludere i controlli. Ed è questo il caso di Update WhatsApp Messenger, un’applicazione fasulla scaricata dal Play Store di Google oltre 1 milione di volte, prima di essere rimossa e bannata dal negozio digitale. Come è riuscita a ingannare gli utenti? Grazie a un semplice stratagemma di ortografia, per cui dopo le prime due parole e prima di Messenger, lo sviluppatore ha inserito uno spazio, tale da non insospettire i controlli automatici dello store, che a quel punto avrebbe riconosciuto il doppione con il client originale. Più controlli E’ evidente che ci sia più di un problema alla base dei controlli effettuati da Google nel Play Store. La fake app di WhatsApp è l’esempio emblematico di come gli hacker possano valicare le misure di sicurezza semplicemente con un paio di mosse. La prima: utilizzare lo stesso nome di un’applicazione reale e famosa, sfruttando giochi di parole e lettere per farla sembrare genuina. La seconda: non inserire nell’apk alcun codice maligno, lasciando che che sia l’app, una volta installata, a scaricare il payload esterno per mettere in moto azioni di click forsennato su banner e ads, così da portare un certo vantaggi agli investitori. Attualmente il software è stato rimosso dal negozio Android ma, come detto, solo dopo il milione di download effettuato e un bel po’ di vantaggio già messo in cassaforte da WhatsApp Inc., il nome dell’agenzia che avrebbe creato il programma fasullo, anche qui, uno spazietto in più per non sovrapporsi alla vera WhatsApp, traendo comunque in inganno gli utenti. The post WhatsApp fake scaricata 1 milione di volte sul Play Store appeared first on Data Manager Online.
IBM porta l’ambiente cloud-native nei cloud privati
Il nuovo software IBM Cloud Private, basato su container, microservizi e API, è in grado di collegare il cloud con ambienti IT tradizionali IBM ha annunciato la nuova piattaforma IBM Cloud Private, che permette di risparmiare miliardi di dollari in investimenti per tecnologie a supporto di dati strategici e applicazioni grazie alla disponibilità di strumenti cloud-nativi, attraverso cloud pubblici e privati. Il software IBM Cloud Private permette alle aziende di creare funzionalità cloud on premise in maniera simile al public cloud permettendo di accelerare lo sviluppo delle applicazioni. La nuova piattaforma è costruita sull’architettura container open source Kubernetes e supporta sia i container Docker che Cloud Foundry. Questo permette integrazione e portabilità semplificate dei carichi di lavoro quando essi passano su qualunque tipo di ambiente cloud. IBM ha inoltre annunciato nuove versioni container ottimizzate dei propri software strategici per il mondo enterprise, quali IBM WebSphere Liberty, Db2 e MQ, ampiamente utilizzati per l’esecuzione in sicurezza delle applicazioni e la gestione dei dati aziendali più strategici. Ciò semplifica la condivisione dei dati e permette, quando richiesto, l’evoluzione delle applicazioni tra IBM Cloud private, cloud pubblici e altri ambienti cloud con una user experience sempre coerente. Ad esempio, le compagnie aeree potrebbero utilizzare IBM Cloud Private per portare l’applicazione che registra le miglia dei “frequent flyer” in un ambiente cloud privato e collegarlo ad una nuova app per cellulari disponibile in public cloud. Oppure le aziende del settore finanziario potrebbero utilizzare IBM Cloud Private per conservare i dati dei clienti al proprio interno rispettando i requisiti normativi e di sicurezza, traendo al contempo vantaggio dai nuovi strumenti analitici e di machine learning disponibili nel cloud pubblico per identificare velocemente tendenze e possibilità di investimento. Mentre l’adozione di public cloud continua a crescere a ritmi sostenuti, alcune aziende, soprattutto se operanti nei settori più regolamentati come quello finanziario e della sanità, proseguono nell’utilizzo di cloud privati per mettere rapidamente in produzione le loro applicazioni e aggiornarle. IBM valuta che, dal 2017 al 2020, le aziende spenderanno globalmente oltre 50 miliardi di dollari all’anno per sviluppare cloud privati, con un tasso di crescita che oscilla tra il 15 e il 20 percento annuo. Le caratteristiche di IBM Cloud Private permettono sicurezza e gestione consistenti tra cloud pubblici e privati Le innovazioni apportate a IBM Cloud e i risultati di IBM Research applicati a IBM Cloud Private semplificano la gestione dei cloud e mantengono la sicurezza negli ambienti multi-cloud. Questo grazie alle funzionalità di: Multi-cloud Management Automation – Per la gestione unica e semplificata degli ambienti multi-cloud in grado di offrire, monitorare e gestire velocemente i servizi con livelli di sicurezza consistenti fra i diversi ambienti. Security Vulnerability Advisor – Per la scansione continua dei container nel cloud al fine di far emergere le problematiche e i punti deboli della sicurezza potenzialmente gravi e che potrebbero esporre i servizi cloud e i dati ad attacchi. Data Encryption and Privileged Access – Per la crittografa di dati da trasferire e per un rigoroso controllo degli accessi dell’utente ai cluster quando l’accesso ai dati e i requisiti di conformità e auditing sono definiti in modo puntuale. Aumenta l’adozione di cloud privati da parte delle aziende che cercano di trasformare e velocizzare lo sviluppo applicativo Le caratteristiche principali di IBM Cloud Private includono: Infrastrutture supportate – IBM Private Cloud è compatibile con i principali produttori di sistemi, quali Cisco, Dell EMC, Intel, Lenovo e NetApp. Ottimizzato per IBM Z che vanta un’eccezionale sicurezza delle transazioni; IBM Power Systems – ideati per workload di IA e cognitivi; IBM Hyperconverged Systems supportati dal software Nutanix; IBM Spectrum Access – la soluzione per la gestione dei dati e la soluzione per infrastrutture di IBM Storage. Possibilità di utilizzo via VMware, Canonical e altre distribuzioni OpenStack o server bare metal. Piattaforma Core Cloud – Sfruttando le più comuni tecnologie PaaS e i runtime per i developer, IBM Cloud Private include un motore container, orchestrazione Kubernetes, Cloud Foundry e strumenti essenziali di gestione per questi runtime, che sono completamente integrati e automatizzati. Dati e analytics – Servizi per developer come IBM DB2, IBM DB2 Warehouse, PostgreSQL e MongoDB, per analizzano i dati e ottenere evidenze di business che creano valore competitivo. Applicazione differenziata e servizi di integrazione – Disponibile on premise e completato da servizi pubblici e da nuove versioni di software per container e framework di sviluppo, inclusi IBM WebSphere, Open Liberty, MQ e Microservice Builder, IBM Cloud Private fornisce agli sviluppatori gli strumenti per creare, gestire e supportare le applicazioni più sofisticate. I servizi di integrazione sono inclusi per API e per l’interoperabilità dei servizi tra i diversi cloud. Strumenti per sviluppatori – Accesso ad una gamma di strumenti di gestione e DevOps, tra cui APM, Netcool, UrbanCode e Cloud Brokerage, in grado di gestire il ciclo di vita dei workload in qualsiasi ambiente cloud. Sono inoltre inclusi i noti strumenti di gestione open-source che gli sviluppatori utilizzano attualmente, quali Jenkins, Prometheus, Grafana e ElasticSearch. Strumenti per sviluppatori – Accesso ad una gamma di strumenti di gestione e DevOps, tra cui APM, Netcool, UrbanCode e Cloud Brokerage, in grado di gestire il ciclo di vita dei workload in qualsiasi ambiente cloud. Sono inoltre inclusi i noti strumenti di gestione open-source che gli sviluppatori utilizzano attualmente, quali Jenkins, Prometheus, Grafana e ElasticSearch. Hertz e Ilmarinen trasformano l’IT con Private Cloud Hertz Corporation, una delle maggiori società di autonoleggio del mondo, ritiene sia il cloud pubblico sia quello privato essenziali per realizzare i propri obiettivi tecnologici. “Il cloud privato è un must per tante aziende come la nostra che operano per ridurre o eliminare la propria dipendenza da data center interni”, spiega John LaFreniere, Vice Presidente di IT Architecture di Hertz. “Una strategia che consiste in un cloud pubblico, privato e ibrido è essenziale per le grandi aziende che vogliono effettuare la transizione dai sistemi tradizionali a quelli cloud in maniera efficace. Hertz è una delle prime aziende che ha scelto di adottare il cloud pubblico e privato di IBM e per noi
Collaboration in pole-position nei trend evolutivi delle nuove applicazioni di business
I risultati della ricerca 2017 dell’Osservatorio Enterprise Application Governance del Politecnico di Milano Top Consult, società leader da 30 anni nella gestione elettronica dei documenti e pioniere nella conservazione digitale degli stessi, è uno dei protagonisti di “Agile Digital Governance: pronti per la trasformazione digitale!”, il convegno dell’Osservatorio Enterprise Application Governance della School of Management del Politecnico di Milano che presenterà il 10 novembre i risultati della Ricerca 2017. L’Osservatorio, di cui Top Consult è partner, al suo secondo anno di attività ha coinvolto i responsabili Sistemi Informativi, gli Enterprise Architect e i Direttori delle Linee di Business delle grandi imprese italiane con l’obiettivo di analizzare in particolare i trend evolutivi della governance delle applicazioni enterprise soprattutto alla luce del raggiungimento della Digital Transformation. Sempre in pole position si trovano le applicazioni Collaboration, che sono anche una delle caratteristiche più innovative della piattaforma TopMedia Social NED di Top Consult. Roberto Grieco, Chief Financial Officer di NolanGroup, il gruppo industriale bergamasco che produce caschi di fascia alta per motociclisti e li esporta in tutto il mondo, illustrerà al convegno le applicazioni Collaboration di Top Consult introdotte con successo in azienda e in continua crescita. Sono già in azione oltre cinquanta gruppi di lavoro collaborativi fra settori e uffici diversi: il lavoro si svolge in modo completamente nuovo, senza e-mail; i partecipanti sono sempre attivi, coinvolti e informati, operano in modo flessibile e “smart”, tutto viene tracciato e archiviato. Pier Luigi Zaffagnini, CEO di Top Consult, ricorderà nella panel discussion come la tanto attesa Digital Transformation non possa prescindere dalla gestione documentale e dal suo ruolo decisivo nella digitalizzazione dei processi aziendali. La soluzione collaborativa Groupware gestisce i processi non strutturati con gruppi interfunzionali, mentre Social Flow automatizza i processi strutturati anche complessi integrando la gestione collaborativa delle pratiche con l’automazione collaborativa dei flussi documentali. Utilizzando anche le funzionalità native di firma elettronica di TopMedia Social NED si può abbandonare non solo la carta ma anche la penna, completando così l’ultimo miglio della Digital Transformation e realizzando la vera Impresa Digitale. The post Collaboration in pole-position nei trend evolutivi delle nuove applicazioni di business appeared first on Data Manager Online.
Vodafone connette auto e oggetti smart
Al via in Italia suo sistema ‘Internet of Things’
Tiscali lancia la raccomandata elettronica con pieno valore legale in partnership con tNotice
Tiscali prosegue nella sua mission di offrire ai propri clienti soluzioni digitali innovative e semplici allo stesso tempo e, in partnership con tNotice, lancia la raccomandata elettronica. I clienti Tiscali potranno infatti inviare e ricevere le raccomandate comodamente via web senza vincoli di orario o di giorno, eliminando la necessità di recarsi presso gli uffici postali e risparmiando tempo e denaro. Il servizio è rivolto ai privati cittadini, ai liberi professionisti, alle imprese e alla Pubblica Amministrazione ad un costo altamente competitivo, a partire da solo 1€ per raccomandata inviata. La Raccomandata Elettronica, che garantisce pieno valore legale sulla base dell’autorizzazione ministeriale (AUG/3432/2014), ha un maggior valore probatorio rispetto alle tradizionali raccomandate ed alle comunicazioni inviate tramite PEC: questo perché una raccomandata tradizionale “prova” la consegna di una busta ma non del suo contenuto, mentre la PEC certifica anche il contenuto se inserito nel corpo del messaggio, non sempre se allegato alla comunicazione. La Raccomandata Elettronica tNotice può essere utilizzata per le più comuni incombenze, mantenendo lo stesso valore della raccomandata tradizionale. L’unico utilizzo non consentito riguarda la comunicazione di atti giudiziari e di violazione al codice della strada. La ricezione della Raccomandata Elettronica, inoltre, è semplice e gratuita: è sufficiente seguire le indicazioni riportate nella notifica ricevuta tramite email nella propria casella di posta elettronica. Principali caratteristiche del servizio: Costo 1,00 euro per ogni tNotice inviata con ricevuta di accettazione senza ricevuta di consegna Costo 1.50€ per ogni tNotice inviata con ricevuta di accettazione e Certificato Postale Forense CPF di consegna Si invia da web come una normale email La ricezione è completamente gratuita Facile da usare e con pieno valore legale Può essere inviata ad un normale indirizzo email Certifica data e ora dell’invio, della ricezione, la firma per ricevuta e il contenuto delle comunicazioni “Siamo soddisfatti di poter offrire ai nostri clienti il servizio innovativo della Raccomandata Elettronica in collaborazione con tNotice, azienda giovane e dinamica”, afferma Massimo Castelli, direttore Marketing di Tiscali. “La Raccomandata Elettronica è estremamente facile e intuitiva da utilizzare ed è disponibile in due tipologie per andare incontro agli specifici bisogni dei clienti. Con questa nuova offerta Tiscali conferma una volta ancora i suoi valori di libertà e semplificazione”. Grande soddisfazione anche per Alberto Lenza, CEO tNotice: “L’accordo con Tiscali è frutto di un ottimo lavoro tra i team delle due Aziende e per tNotice rappresenta una significativa gratificazione nel percorso di crescita che da startup ci ha portato a raggiungere importanti traguardi. E tra questi certamente spicca la partnership con Tiscali. Rapporto nato sin dall’inizio con la forte volontà di farlo divenire una importante e strategica collaborazione. Grazie quindi a Tiscali che ha creduto nel nostro servizio di Raccomandata Elettronica, accompagnando con tNotice l’Italia verso il futuro digitale.” The post Tiscali lancia la raccomandata elettronica con pieno valore legale in partnership con tNotice appeared first on Data Manager Online.